fuoco fatuo regia di Louis Malle Francia, Italia 1963
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fuoco fatuo (1963)

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locandina del film FUOCO FATUO

Titolo Originale: LE FEU FOLLET

RegiaLouis Malle

InterpretiYvonne Clech, Lena Skerla, Jeanne Moreau, Maurice Ronet

Durata: h 1.50
NazionalitàFrancia, Italia 1963
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 1963

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Trama del film Fuoco fatuo

Ad Alain, intossicato dall'alcol e stanco della propria esistenza, restano solo due giorni di vita. Gli incontri con gli amici gli danno l'esatta sensazione dell'assoluta estraneità tra se stesso e il resto del mondo. Esasperato, Alain si rifugia dall'amico Dubourg, che gli consiglia di trovare qualcuno in grado di comprendere il suo dramma. L'incontro con Jeanne gli conferma la sua impossibilità di vivere, e neanche Solange riesce a placare la sua angoscia. A questo punto ad Alain rimane una sola e disperata soluzione.

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Voto Visitatori:   8,44 / 10 (9 voti)8,44Grafico
Voto Recensore:   8,00 / 10  8,00
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Voti e commenti su Fuoco fatuo, 9 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  22/01/2012 1.18.22
   7½ / 10
Una delle cose più vacue che abbia mai visto.
Non fraintendete: è un effetto voluto, fino al finale che è un colpo al cuore.
C'è tutto un mal di vivere, una depressione, un tic tac dell'orologio che il protagonista aspetta segni la sua ora, e neanche una speranza. Le speranze, anche quando paiono fare capolino, sono nient'altro che fuochi fatui, svaniscono in fretta come illusioni.


Malle è un grande autore, ma ho preferito altro di suo cui ora darei di più. O forse semplicemente i suoi sono film che arrivano con ritardo a colpirti, nell'immediato li subisci soltanto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  22/11/2010 23.54.39
   7½ / 10
Fuoco fatuo non è un film molto adatto alle mie corde, ma non puoi fare a meno di essere trascinato nel male di vivere del suo protagonista. Il malessere profondo che lo corrode è descritto in maniera così semplice e diretta da Malle da scuoterti e la bravura di Ronet commuove sinceramente.

USELESS  @  01/11/2009 22.25.19
   9 / 10
Film consigliatissimo a tutti gli aspiranti suicidi! Potrebbe aiutare!

5 risposte al commento
Ultima risposta 02/11/2009 21.32.26
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  02/10/2009 17.59.26
   8½ / 10
Talvolta fa paura davvero, questo inibirsi isolarsi tacere, opporre una stanza al mondo, far reggere il cielo a una finestra sola; e specchiarsi sul fondo d’una bottiglia, internamente, mentre gli altri lo fanno al di fuori; ed ardere fuoco fatuo sciupato dal freddo; fa male, soffrire, invidiare la cenere che il vento leva senza desiderio…
Serve darsi una data, per provare ad accendersi… non basta, la fiamma non prende… passi e nulla ha preso fuoco… fumi appena, non rischiari, ti spegni da te nel mezzo della strada.

2 risposte al commento
Ultima risposta 01/11/2009 23.15.57
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carriebess  @  22/07/2009 13.21.31
   10 / 10
il protagonista, incompreso nel suo dolore e nella sua rassegnato nella sua incomprensione, che c'è davvero soltanto unìunica fine per i suoi mali.

di una disperazione ferrea e incalzante.
il protagonista, incompreso nel suo dolore e rassegnato alla sua incapacità di trovare pace e alcun equilibrio con la Vita, arriva a capire che la fine dei suoi mali può essere soltanto una.

film che mi è rimasto dentro, che sento vicino.
uno dei miei preferiti in assoluto.

adoro il cinema francese di quegli anni.

2 risposte al commento
Ultima risposta 21/11/2009 13.33.33
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bulldog  @  16/07/2009 11.23.45
   9 / 10
Capolavoro di Malle

3 risposte al commento
Ultima risposta 02/11/2009 08.40.36
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Crimson  @  13/12/2008 17.10.02
   9½ / 10
So bene che questo film o lo si ama totalmente o lo si odia con lo stesso viscerale ardore con cui lo si apprezza, perchè non è un'esperienza cinematografica comune.
L'incipit fornisce già l'idea di come sarà l'epilogo, tutto ciò che c'è di mezzo irrita, commuove, esprime un'aderenza al 'problema' della vita disarmante. Odio Alain, anzi lo detesto, eppure non mi è possibile giudicarlo. Mi sento così lontano dalla sua condizione, eppure irrimediabilmente così solidale con alcune riflessioni.
La forza del film è la linearità del ritratto del protagonista; i suoi pensieri e i suoi comportamenti non accusano la minima contraddizione, il filo conduttore del suo malessere è sempre lo stesso, irreversibile ma genuino, inspiegabilmente 'cieco' ma carico di dignità.
La cecità è il non saper accettare il compromesso del tempo e del rapporto con gli altri. Straordinariamente struggente l'immagine di Alain che vorrebbe toccare le cose ma non le sente, mi ricorda il bambino che per esprimere il proprio affetto abbraccia fino a stritolare, nel timore agghiacciante di non saper comunicare la propria emotività.
Un uomo schiacciato dall'incapacità (o non volonta?) di guardare oltre, che avrebbe voluto accattivarsi la gente, legarla a se senza mai perderla, mantenendo tutto immobile attorno a se (o tutto o nulla, tutto è totalizzante, non c'è spazio di mezzo, quasi una personalità borderline). "Volevo tanto essere amato che mi sembra di amare" confida in uno dei momenti più alti del film.
Ma tutto questo infernale malessere che il film è capace di esprimere e generare in ciò in cui ritrovo anche me stesso, ha un valore quasi terapeutico/catartico, e mi conferisce una gran voglia di vivere.
Magistrale Maurice Ronet.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  24/02/2007 22.19.43
   8½ / 10
Interpretazione straordinaria di Ronet in un film "esistenzialista" sofferto, ispirato e attualissimo piu' che mai. Uno dei migliori di Malle, e uno dei piu' acuti e coraggiosi.

Gruppo COLLABORATORI antoniuccio  @  21/12/2005 9.49.32
   6½ / 10
Premesso che sono completamente alieno dal cinema francese, poiché non mi piacciono film troppo intimisti e troppo ermetici. Non gradisco dovermi far venire emicranie per intendere il significato recondito del film, tuttavia questo "lavoro" di Louis Malle si lascia seguire abbastanza facilmente, dato che in alcuni tratti la storia diventa quasi "avvincente", ma in senso molto relativo.
I messaggi che giungono allo spettatore - o quantomeno che sono giunti a me - sono molto belli e profondi: la vita deve essere amata, vissuta, sfruttata in pieno. E' triste vederla passare da spettatore, ed è inutile fingere di guardare tutto dall'alto in basso giudicando tutti e tutto come "mediocri" per nascondere la propria pigrizia di vivere o le proprie paure esistenziali.

Bellissima Jeanne Moreau da ragazza.

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