fuocoammare regia di Gianfranco Rosi Italia, Francia 2016
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fuocoammare (2016)

 Trailer Trailer FUOCOAMMARE

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locandina del film FUOCOAMMARE

Titolo Originale: FUOCOAMMARE

RegiaGianfranco Rosi

Interpreti: -

Durata: h 1.54
NazionalitàItalia, Francia 2016
Generedocumentario
Al cinema nel Febbraio 2016

•  Altri film di Gianfranco Rosi

Trama del film Fuocoammare

Il film porterÓ nel cuore dell'Europa immagini e sentimenti utili ad arricchire la riflessione sui nuovi fenomeni migratori, temi su cui tutte le politiche nazionali europee in questo momento si interrogano.

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Voto Visitatori:   6,03 / 10 (15 voti)6,03Grafico
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Voti e commenti su Fuocoammare, 15 opinioni inserite

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Arkantos  @  08/03/2017 09:46:45
   3 / 10
Lo dico subito: sto tema dell'immigrazione mi ha rotto gli zebedei!
Ma non per la tematica in sé, ANZI, è giusto che ci sia un documentario a riguardo (sempre meglio di quella tavanata galattica di Terraferma che commentai anni fa), ciò che odio sono le persone "so tutto io", sia quelle che lo approvano che quelle contrarie, sì mi pongo nella terra di nessuno pronto a subirmi i vari "fassssista", "kommunnista", "beliiiieber", "pastafariano" e compagnia bella! Non vado oltre perché questo è un sito di cinema, non di politica.
Perché allora ho espresso il mio parere? Perché sono così, diretto, acido e, anziché stare a sbrodolarmi tra 300 fonti bibliografiche, preferisco dire di essere un ignorante sul tema in questione.
Perché decido di guardare questo film? Come ho detto, è giusto che ci sia un documentario sul tema e, essendo io ignorante, potrei saziare la mia cultura con qualcosa di diverso dalle varie notizie che prevedono l'annuncio di una trilogia sul gioco Tetris, un film su Fruit Ninja, il film dei Power Rangers, sì, le classiche cose che guarda un appassionato di cinema.
… per poi dimenticarlo dopo 5 minuti…

"La fantastica avventura di Arkantos contro i film italiani odierni passatisti deprimenti" CAPITOLO 17: "Ardì artartì!"

ATTENZIONE SPOILER!!!

Come potrei riassumere Terraferma? In "tanto rumore per nulla", il classico film che vuole tirare 300 temi senza concluderne manco uno e mettendo come sfondo i migranti in una maniera a dir poco comica (tant'è che li ho paragonati ai pirati zombie di Capitan Barbossa!!!), ripieno di Dialetto dell'Incrocio inutile, personaggi senz'anima e dalla pessima recitazione, per finire con un finale non-finale. Com'è Fuocoammare? Guardiamolo parte per parte.

Dopo qualche scritta che documenta sulle migrazioni, vediamo un bambino che fa varie cose all'albero, ma dietro tutto ciò si cela un elemento molto oscuro…
Bambino = Checicchi? ("Cosa c'è, Dick?")
… IL DIALETTO DELL'INCROCIO!
"Frat uo watanasanta, Napole carico brandy, yen cazzanna t'azzanno mastato pazzian? Fluc a ta pijate cazzà, spezz scogl, calamar, schezz pij to figlio rosound, veste de giglio cosant AAAAAAAAAAAAAHHHH!!!!!!!" (Cit. Clementino in Zeta)
Per fortuna dalla mia parte, grazie a Reginleif, ho i temibili sottotitoli in inglese che mi permettono di capire TUTTO: diverrò strabico, ma almeno ci capirò qualcosa! La frase che ho scritto in realtà non era sottotitolata, quindi mi chiedo: che c'è di così brutto nei sottotitoli? Certo, puoi usare i dialetti per rendere il contesto più "reale", ma io voglio anche capire di cosa parlano, non posso vagare nel vuoto senza sapere che cippa dicono!
Dopo sta palla di bambino, si passa a una comunicazione tra i migranti e un addetto e a varie inquadrature SUL NULLA ASSOLUTO su mare, navi, uno che lavora alla radio e una che cucina, CHE MI DOVREBBERO RAPPRESENTARE?! Credetemi, per un bel po' di minuti non succede una mazza di niente, roba più forte del Bonomelli, tant'è che m'ha indotto un sonno bestiale, da lì Aiace ha fatto esplodere 5 kg di dinamite ma niente, allora ha sparato con un bazooka e ancora niente, come ultima chance decise di mettere Alessio Bernabei, lì mi sono svegliato di soprassalto e l'ho mandato a cag.are.
Nella scena dove c'è la vecchia che cucina, sentiamo il notiziario che parla dei migranti, e vediamo due bambini che fanno delle fionde.
Bimbo dalla giacca argento = Amguin… Mrrri a perfectragna, sol ghe puc zigzag. ("Vediamo come è venuto… E' perfetta, ho fatto solo un po' di zigzag", penso)
E poi desisto, veramente, se dovessi riportare qua i dialoghi non finirei più (anche perché il film dura due ore tonde), al massimo metto solo quelli clou. E CONTINUANO A PARLARE DI STE CAZ.ZO STE FIONDE, PORCA PUTT.ANA, E' UN FILM SUI MIGRANTI O NO?! CON STE PERSONE CHE RECITANO UNO PEGGIO DELL'ALTRO, STI CAZZ.O DI CAMPI LUNGHI DOVE SE UNA MOTO PASSA PER STRADA IL REGISTA TI DEVE FAR VEDERE CHE LA ATTRAVERSA TUTTA, MA… PORCO CAZ.ZO, PERCHE'?! PERCHE'?!?!
Ma poi, porca put.tana, quale bambino, al giorno d'oggi, si diverte a colpire gli uccelli con le fionde? Non è manco roba da secolo scorso! Non dico che debbano aver per forza il computer, ma almeno un ca.zzo di gioco da tavolo o uno sport, porca cippa!
"I morti esistono nel passato... Io devo tendere al futuro!" (Cit. Lord Shen)
Dopo una breve telefonata tra i migranti e uno dell'equipaggio di una nave, ho un piccolo infarto per il rumore dell'elicottero e vanno a salvare gli immigrati, sempre con carrellate lunghe come la morte e primi piani soffocanti; si passa al bambino che chiede di varie foto a suo padre (?), fi.ga ragazzi, oltre alle scene inutili metteteci pure la recitazione pessima, una brodaglia così noiosa non la vedevo da chissà quanto tempo! E POI LO VEDIAMO DIRE "oh, ferml unatim!", "ardì, artartì!", "elotupò, chnat energìt!", "almaddè!" AL BIMBO CON LA GIACCA NERA CHE SI DIVERTE A… FARE GIROTONDO CON UNA MOTO… CHE CAZ.ZO C'E' DI DIVERTENTE A FARE GIROTONDO CON LA MOTO?!?!?!?! A momenti sono più poveracci loro che i prigionieri di Fuga da New York!
Dopo un'apparizione breve del radiofonico, si ritorna dai bambini che giocano a lancio coi sassi, poi vediamo una persona con una tuta da sub, poi un dottore che analizza una donna incinta di più figli che intrecciano braccia e gambe, OOOOH, MOLTO INTERESSANTE GUARDA! LO GIURO, STANNO CIRCA 5 MINUTI SU QUELLA SCENA!!!
Poi i bambini… AFFETTANO I FICHI D'INDIA A MO' DI FACCE PER POI COLPIRLI CON LE FIONDE E I PETARDI E INFINE RIPARARLI CON DEL NASTRO ADESIVO?! Ma spero che vi pungiate le mani, sto avendo la pelle d'oca dall'orrore (e l'ho guardato con una maglia termica…)! Poi vediamo l'equipaggio contare gli immigrati e fare i vari controlli; il tizio con la tuta si immerge, il bambino che legge robe in inglese con la pronuncia bislacca che poi si interessa a… A… Alla nonna che cuce? Fortunato lui che si diverte pure a guardare una piastrella del pavimento per tre ore! Comunque per capire cosa dice la nonna ce ne vuole: ho messo il volume al massimo e VLC al 200% e si faceva ancora fatica a capire che caz.zo diceva, poi puntualmente arrivano i tuoni che mi assordano i timpani e li capii che è meglio non rischiare l'udito per una pezzonata del genere.
Poi i bambini giocano a sparare con le mani ispirandosi vagamente a Marinetti, e infine finisco nel vedere la vecchia che telefona per cose inutili e vuole che al figlio venga dedicata la canzone "Fuocoammare"; BASTA, PORCA TRO.IA PUT.TANA VACCA, IO FINISCO QUA! SUL SERIO, NON CE LA FACCIO PIU'! E' UNA ROBA INDIGERIBILE! MALANOTTE A TUTTI VOI!!!

[Qualche ora dopo]
Aiace = Arka, come sei messo con Fuocoamme.rda?
Arkantos = Male, molto male. Fuocoammare è pall.oso, tedioso e adesso su questo tema ne so meno di prima. Mi mancano un'ora e un quarto, credimi, è un'impresa titanica. Non ce la faccio, te lo giuro, il mio cervello non mi regge.
Aiace = E' pure peggio di Terraferma?
Arkantos = Non so, almeno lì ridevi per gli immigrati che paiono zombie, per i carabinieri che avanzano a mo' di templari e potevi pure inventarti il finale! Invece questo film non informa, non emoziona, non affascina, è solo un ammasso di noia, però almeno non ha un'aria parodistica. Oh, se riesco a finirlo, minimo mi merito di guardare tutti i film di quest'anno in sala gratuitamente!
Aiace = Sai che si può fare?
Arkantos = Davvero?!
Aiace = Sì, basta impegnarsi a terminare questa roba.
Arkantos = Ok, lo finirò, ma mantieni la promessa, non mi sono dimenticato la disgrazia del dolce mattone; se non la manterrai, dovrai guardare con me… Un film brutto.

Ok, continuiamo.
Il radiofonico dedica la canzone "Fuocoammare" al figlio, il bambino fa la visita oculistica notando che ha un occhio pigro, ma lui non vuole svegliarlo perché dice che è difficile, AAAAAOOOOH! DEVI METTERE SOLO UNA CAZ.ZO DI BENDA NELL'OCCHIO DESTRO, CHE DIFFICOLTA' C'E'?! Non potrai sparare agli uccelli con la fionda, ma puoi guardare tua nonna che cuce, chiedere al padre delle sue imprese marittime, insultare l'altro bambino che fa girotondo con la moto, tanto ti diverti pure con quelli!
Poi vediamo gli immigrati pregare e uno che dice ciò che hanno subito, si ritorna dal bambino (che non ha messo la benda e che vomita a causa del mal di mare), poi la vecchia che prepara il pesce pescato con una faccia disgustata, pronto il pasto il bambino RISUCCHIA gli spaghetti senza che nessuno si lamenti (e poi dicono che sia la generazione odierna quella sbagliata…), poi sta a far dondolare una barca, e SOLO DOPO UN'ORA DI STENTI, finalmente si sente qualcosa di un po' più interessante, dove un medico parla della sua esperienza nel curare gli immigrati sentendosi vuoto nel vedere cadaveri, E' QUESTO CHE IO VOGLIO DA UN DOCUMENTARIO! Peccato che sia solo una luce fioca, infatti vediamo gli immigrati giocare alla partita di calcio più noiosa della storia (e ce credo, il regista usa inquadrature lunghissime per tutta la partita!), rivediamo il bambino giocare con la fionda provando a usare l'occhio pigro, il radiofonico telefona con una, poi la vecchia prepara il kaffèèèèèè, poi il tizio con la tuta che fa immersione, i bambini a scuola dove il protagonista deve trovare la parola "delighted" facendo fatica a trovare l'iniziale, poi va a remare perché "tutti a Lampedusa sono marinai", come se fondare un ristorante, per esempio, sia un tabù e assistiamo a dialoghi… Incantevoli.
Aiutante = Ooociammrua sto remm da dentr? ("Dove stai infilando il remo?")
Bambino = Oooh, e ste cazz sboch de rem!" ("Sto andando a infilarmi nelle motovedette!")
Aiutante = FUSSSS TA TI CAIE'!!! SAMUE' TRA TI VENE' CO ME A TRATAL FISH, SE NON TE CAPAL BRODO!!! SE NO GLIE CAPA' A MASERA', GLIE CAPA' A MASEEEERA!!! Achiapla la maseera! Achiapla achiapla the door! Che fasta spenta. Aspettra you volà the cìma e ti dra d'aver paura archesteq. Aspettandì, Samuè, tietntle pront qa che sta a scopà'n mezz alle te.tte (COSAAA?! MA PERCHEE'?!?! XD), pugnatta arrest. (???)
No, sul serio, sull'ultimo non volevo leggere i sottotitoli, già così mi fa troppo ridere.
Poi dopo dicono altre cose inutili, poi il bambino parla al dottore di una certa allergia, poi vediamo altre scene dove salvano i migranti, a un certo punto il mio computer è stufo di trasmettere sta me.rda e il monitor si spegne, costringendomi a usarne un altro per continuare la visione (un problema da novellino…), e si finisce con altre inquadrature finali, tra cui una sulla luna quasi piena, come se dovessero arrivare i licantropi, e il bambino attraversare la selva nel buio parlando con gli uccelli come Del Piero, la vecchia mette a posto il letto, il radiofonico… Dorme, mentre il bambino rigioca a imitare con le mani le armi da fuoco E IL FILM FINISCE, FINALMENTE!!!... Che parto…

Parto subito coi pochi elementi positivi: una fotografia discreta (seppur non eccezionale), il suo punto di vista imparziale e la scena col dottore addolorato per le morti degli immigrati, il resto… Non esiste. Sono rimasto ignorante come una capra, mi sono annoiato e sono pure incaz.zato per le due ore che ho perso!
A detta di molti il regista voleva confrontare la quotidianità degli abitanti (che non fanno niente tutto il giorno) con quella degli immigrati, un po' come dire "come una persona ogni giorno si mette a posto il letto, ogni giorno arriva un barcone"… Un paragone un pò forzato, è un po' come dire "ogni volta che uno va all'università, un'altra persona va al lavoro", entrambe raffigurano l'andata ma nel resto le due persone fanno cose che non centrano tra loro; oltre alla "quotidianità" e al luogo, cos'altro lega le due storie? Perché la storia del bambino ci dovrebbe interessare? Perché in ogni film italiano devo vedere il classico stereotipo del meridione visto come luogo medievale? Infatti la storia degli abitanti contiene tutti i peggiori stereotipi, rozzi, primitivi, all'antica, che ragionano sempre secondo la tradizione e il fastidioso Dialetto dell'Incrocio che domina praticamente tutti i loro dialoghi, tant'è che ben presto implorai la presenza esclusiva di scene sui migranti, anch'esse senz'anima ma che almeno provano a comunicare qualcosa (non riuscendoci perché io sono apatico) e a raccontare tramite immagini il loro sbarco.
Wowowiwowa = Ma guarda che l'occhio pigro del bambino indica l'indifferenza su questo tema!
Arkantos = E GRAZIE AL CAZ.ZO, E' UN CAZ.ZO DI BAMBINO!!!
Problemi molto pressanti durante il film: l'assenza più totale delle musiche (vabbò che è un documentario, ma almeno una musichina nelle carrellate…), il parallelismo tra le due storie che rimane sulla superficie, il passaggio da una storia all'altra privo di consistenza (le sequenze le hanno legate con le dita dei piedi), le inquadrature LUUUUUUNGHISSIME che mortificano il ritmo del film, i personaggi (specie il bambino) sono fastidiosi a causa dei già citati stereotipi. Sinceramente non capisco i commenti entusiastici, per fortuna non ha vinto l'Oscar di Miglior documentario.

Arkantos = AIACE!!! Dammi la ricompensa!
Aiace = Vedi che ci sei riuscito… eccola. Questo permesso ti permetterà di guardare gratuitamente i film in sala, con annesso vecchio che bestemmia.
Arkantos = … Ma è intestata e firmata da te! La puoi usare solo tu!
Aiace = Vabbeh, non ci fare caso, fatti chiamare Aiace e si risolve tutto!

[Al cinema]
Arkantos = Mmmm, 50 sfumature di nero? Dato che non pago, potrei guardarlo recensendolo senza pentirmi del denaro perso… [alla biglietteria] Scusi, un biglietto per 50 sfumature, primo spettacolo, le do questo permesso.
Biglietteria = … Aiace eh? Mi potresti dare il documento d'identità?
Arkantos = (caz.zo) … Ah giusto, ho avuto un lapsus, dovevo vederlo con un amico ma al momento non è disponibile perché… Spara ai piccioni con le fionde.
Biglietteria = Davvero? Dicono che sia il gioco più moderno del mondo, è diventato pure uno sport delle Olimpiadi sa? Anch'io ci gioco, e coi piccioni morti ci faccio le polpette, le piume sono la parte più buona!
Arkantos = … Arrrrrivederci… [in macchina] Aiace, sei spacciato; dovrai vedere con me un film porno, e te la farò pagare!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  02/03/2017 12:18:43
   6½ / 10
Come scorre la vita degli abitanti di Lampedusa abituati ormai da anni a fare da piazzale di arrivo di centinai di migliaia di migranti.
La storia piu' interessante è quella del piccolo Samuele e di come vive la sua infanzia. Meno interessanti le vicende del dottore. Il momento dell'ecografia è uno dei piu' inutili della storia del cinema.
Tolta qualche eccessiva perdita di tempo il film fa riflettere ed emoziona sperando possa servire ad aprire le menti dei politici di tutta Europa su di un fenomeno che ci sta letteralmente sommergendo.

TheLegend  @  17/01/2017 15:41:44
   6½ / 10
L'impressione che mi ha dato è di un'occasione persa,importante più per il tema trattato che per i contenuti effettivi.
Non è comunque tutto da buttare.

polbot  @  14/01/2017 19:22:16
   6 / 10
Dopo Sacro Gra Rosi si lancia su Lampedusa e l'attualità dei disperati flussi migratori. Al solito non è un film, non è un doc. Il regista mostra immagini della lenta vita di un ragazzino dell'isola, alternate da altre dell'arrivo dei migranti... senza mai incrociarsi. Interessante e d'impatto dal punto di vista visivo, personalmente non ho colto il nesso delle 2 "storie".. ma forse nemmeno c'è.. Inspiegabile averlo presentato per gli Oscar anche come film

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  20/10/2016 23:49:36
   7 / 10
Lampedusa è un piccolo lembo di terra in mezzo al mare. Rosi offre uno sguardo sul quotidiano scisso in due parti ben distinte. Una vita che scorre normalmente nei suoi riti consolidati ed dall'altra parte il dramma di un'isola simbolo, approdo per navi cariche disperazione. E' un contesto che vive di due "normalità", dove la seconda esula dal contesto stesso, ma come fa notare il medico Bartolo, ma è diventata una prassi abitudinaria di sbarchi, identificazioni ed invio al centro di accoglienza e purtroppo morti a cui non ci si farà mai l'abitudine. E' questo uno dei momenti migliori del film di Rosi, l'umanità di un dottore che non sarà mai avvezzo ad una tragedia quotidiana che coinvolge l'isola. Il merito di Rosi sicuramente è quello di rendere le immagini stranianti nella loro apparente neutralità dello sguardo. Non c'è né retorica, tantomento sentimentalismo. Quei cadaveri dentro i sacchi e stipati all'interno della stiva sono senza dubbio immagini forti che riescono però a dare il significato vero ai freddi numeri delle notizie di un telegiornale qualsiasi. Ed è probabilmente questo il motivo dietro le parole del dottore: non ti puoi mai abituare quando le tragedie le tocchi con mano.

Light-Alex  @  12/10/2016 16:43:02
   6 / 10
Il film si gioca sull'alternanza della narrazione di alcune vite-tipo lampedusana (la famiglia col padre pescatore, la nonna matriarca che cucina, il figliolo che va a scuola e vagabondeggia per l'isola, il conduttore della piccola emittente radiofonica…) e dall'altro lato le missioni dei recuperi dei migranti nel Mediterraneo intorno a Lampedusa.
I due racconti sono lontani ma il linguaggio è lo stesso: un racconto diretto e coerente, tal volta anche allungato in maniera ripetitiva e cinematograficamente poco accattivante, ma funzionale ad un modo di raccontare che definirei Verista.
Tanto che la parte della vita dei Lampedusani sembra quasi un documentario di qualche decennio fa sul sud Italia e sulle sue sacche di povertà, analfabetismo, il dialetto che sostituisce la lingua, arretratezza rispetto allo stile di vita diffuso nel resto della penisola. Dall'altra parte sembra un documentario-accusa verso il mondo Occidentale, per far aprire gli occhi verso il dramma silenzioso e tristemente ordinario che avviene cadenzato nel tempo in quella terra.

Un plauso alla fotografia, di cui si occupa allo stesso modo il regista Rosi. Tuttavia riconosco che il film non mi ha mostrato né un taglio del racconto, né un'immagine che già non conoscessi o immaginassi del dramma migranti. In certi momenti mi è risultato quasi più convincente e più originale il racconto sui lampedusani.
In chiave internazionale doveva essere la parte sui migranti quella più d'impatto, invece qui è dispersa e poco incisiva.

Paolo70  @  06/10/2016 20:10:31
   6½ / 10
Documentario che parla in parte dei flussi migratori, descrivendo anche le condizioni dei migranti che si trovano a Lampedusa e di uno spaccato di vita degli abitanti del posto ed in particolare di un bambino (dialoghi in dialetto siciliano con sottotitoli). Film quasi discreto ma non eccezionale.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  04/10/2016 11:03:06
   7 / 10
Buon documentario, bravo Rosi, alcune sequenze sono davvero riuscite.
Personaggio centrale è il piccolo Samuele, che conduce un'ordinaria vita da preadolescente. Come scrive Giancarlo Zappoli: "Grazie a lui e al suo 'occhio pigro', che ha bisogno di rieducazione per prendere a vedere sfruttando tutte le sue potenzialità, ci viene ricordato di quante poche diottrie sia dotato lo sguardo di un'Europa incapace di rivolgersi al fenomeno della migrazione..."

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  03/10/2016 21:00:06
   7 / 10
Rosi, sempre restando al di sopra delle parti, ci racconta un scorcio della vita a Lampedusa; senza fronzoli e senza intenzione di causare nessuna lacrima facile.
Il regista non si schiera mai ma il messaggio c'è, il problema è che rimane troppo tra le righe e a recepirlo sarà solo coloro a cui già appartiene, i chiusi di mentalità (ogni riferimento a salviniani e meloniani NON è puramente casuale) non saranno certo smossi da una pellicola così.

antoeboli  @  26/09/2016 16:12:09
   6 / 10
Un orso d oro a Berlino e poi il nulla cosmico se guardiamo i premi seri.
Anche con diverse candidature agli italianissimi David , il documentario di Rosi non ha vinto un Ciufolo . Ma oggi 26 Settembre Fuocoammare sarà analizzato dai sapientoni dell Academy per entrare in lizza per la statuetta.
Qui la regia è tipo quasi assente , visto che tra l altro gli attori sono stati messi li per recitare come se fossero loro stessi .
Il film è uno spaccato dei giorni nostri , un normale giorno a Lampedusa , dove ci sono le storie di vari personaggi che mai si intrecciano , e poi ci sta il dramma dei migranti che viene mostrato secondo me senza la dovuta cattiveria .Senza essere troppo tragici , il che è un difetto per un film internazionale che punta in alto .
Alla fine tutte le storie di vita degli altri personaggi , sono un contorno per un film che si ved una volta sola ep oi basta , dove capita anche che lo spettatore non gliene freghi nulla del bimbo mezzo orbo , o del radiofonista rimasto al 1950,sem pre chiuso nel suo stanzino .
Per quel poco che si vede di regia , spesso i ritmi sono lentissimi , e almeno una prima buona mezz ora i dialoghi lasciano spazio alle immagini . Dialoghi che sono in dialetto tipicamente siciliano , il che ricorda molto il documentario stile Gomorra di Garrone , che manco quello nonostante sponsorizzazioni potenti (vedi Scorsese) non arrivò neanche alla finale.

freddy71  @  23/07/2016 23:04:21
   7½ / 10
un film molto triste....purtroppo è la realtà....a tratti un po lento...ma con degli spunti di riflessione molto intensi.

Invia una mail all'autore del commento Andrea Lade  @  19/03/2016 03:13:34
   3 / 10
Film interessante, ma non bello. Con il suo solito stile documentaristico il regista racconta la quotidianità di Lampedusa , alternando la visione con le scene crude dell'arrivo dei migranti. Come già aveva fatto con G.R.A. il dualismo delle due realtà non si tocca ma coabita nello stesso piccolo territorio che diventa teatro di serena abitudine da una parte, e di triste destino dall'altra. Il contenuto del film però non va oltre il messaggio, e per me risulta un mero esercizio stilistico. Un film che fa vedere e che non racconta nulla. Qualche voto in meno anche per la lentezza esasperante di alcune scene. Ampiamente sopravvalutato.

1 risposta al commento
Ultima risposta 05/04/2016 00.06.01
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andreapau  @  15/03/2016 10:18:37
   6 / 10
Quando la realtà, sbattuta in faccia quotidianamente supera l'immaginazione, è necessario che la fiction imbocchi strade più convincenti se vuole emozionare e comunicare.
Niente o poco di tutto questo si trova in Fuocoammare, premiato per motivi inspiegabili

2 risposte al commento
Ultima risposta 14/03/2017 22.49.30
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  06/03/2016 22:49:18
   7 / 10
"Qualsiasi essere umano che sia deve aiutare questa gente", e credo che a sentire questa frase molti si strapperanno le fatidiche vesti. Nemmeno io mi sento coinvolto come dovrei, del resto l'immigrazione e' un'emergenza seria e a volte potrei prendere per oro colato le proteste del popolino, visto che come appurato dai giornali nella grande massa umana che arriva in Italia esistono - inutile negarlo - anche invasati, delinquenti, elementi da mandare letteralmente a casa con il foglio di Via, e per sempre. Rosi evita il discorso ideologico, ma forse meglio dire che si/ci vuole persuadere di questo. Il suo film avra' sempre ampio spazio sulle pagine culturali di Repubblica o del Manifesto. Gira sempre un efficace ibrido tra fiction e documentario, e spesso sembra piu' convincente proprio quando dirige La gente nel suo percorso quotidiano. Film interessante, "Fuocoammare" rischia di deludere o entusiasmare per le stesse o diverse ragioni. Ci sono, certo, lungaggini contemplative (da documentario si) di cui si poteva fare benissimo a meno. Poi noi geograficamente vediamo il Mondo secondo Lampedusa molto arcaico e fatalmente inaccettabile, cfr. Il destino segnato fin dalla nascita di dover diventare ad ogni costo pescatori cfr. O mangi questa minestra o salti dalla finestra, i racconti sul nonno, come pure il mal di mare che onestamente ci coglie in qualche immagine del film. Il Mare, trionfo di bellezza e dolore, e' quello che porta con se' i ricordi di guerra (il fuoco) ma anche la Pesca miracolosa. E quell'immagine di uomini alla deriva strappati dalle barche, esanimi oppure gia' morti, e' l'amarissima pesca del Nostro Presente. Un mondo dove si strappano vite di prima o terza classe, a seconda della disponibilita' di denaro. Trancima il film tutto questo, mentre una micidiale emittente radiofonica continua a inviare notizie di morti dispersi o sopravvissuti tra una canzone popolare tradizionale e l'altra. Ripeto, il film ha immagini splendide ma e' -come dire - un poco chiuso in se stesso. Manca di certo ll'eccentrica binario stilistico di Sacro Gra. Ma ha la grazia e la forza di raccontare, e questo non e' poco

ZioMestre  @  26/02/2016 19:30:15
   5½ / 10
Nonostante alcune scene siano molto incisive nel complesso l'ho trovato abbastanza superficiale e poco incisivo.
Interessante il dualismo Lampedusa/migranti due situazioni molto distanti tra loro ed allo stesso tempo dal resto d'Italia.

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