dunkirk regia di Christopher Nolan USA, Gran Bretagna, Francia 2017
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dunkirk (2017)

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locandina del film DUNKIRK

Titolo Originale: DUNKIRK

RegiaChristopher Nolan

InterpretiFionn Whitehead, Tom Glynn-Carney, Jack Lowden, Harry Styles, Aneurin Barnard, James D'Arcy, Barry Keoghan, Kenneth Branagh, Cillian Murphy, Mark Rylance, Tom Hardy, Michael Caine, Billy Howle, Bobby Lockwood, Miranda Nolan, Kevin Guthrie, Brian Vernel, Elliott Tittensor, Matthew Marsh, Jochum ten Haaf, Damien Bonnard, Adam Long, Michael Fox, Will Attenborough, James Bloor, Paul Riley Fox, Richard Sanderson, Valiant Michael, Piers Stubbs, Johnny Otto, Jan-Michael Rosner, Brandon Duracher

Durata: h 1.47
NazionalitàUSA, Gran Bretagna, Francia 2017
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 2017

•  Altri film di Christopher Nolan

Trama del film Dunkirk

Dunkirk si apre con centinaia di migliaia di truppe Inglesi e Alleate circondate dalle forze nemiche. Intrappolate sulla spiaggia, con alle spalle il mare, si trovano ad affrontare una situazione impossibile con il nemico che incalza.

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Voto Visitatori:   6,93 / 10 (70 voti)6,93Grafico
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Voti e commenti su Dunkirk, 70 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Spotify  @  06/11/2017 03:23:40
   7½ / 10
Christpher Nolan è senza dubbio uno dei migliori registi degli ultimi 15 anni, un cineasta capace di dare nuova linfa al cinema con opere personali ed originali. Il director londinese ci aveva donato la sua ultima fatica nel 2014, ovvero lo sci-fi "Interstellar", pellicola che forse aveva consacrato in tutto e per tutto l'abilità di Nolan dietro la macchina da presa.
Ora, nel 2017, Nolan è tornato, pronto a stupirci di nuovo, portando sullo schermo la storica battaglia di Dunkerque, evento importante, e generalmente poco ricordato, della seconda guerra mondiale. Il genere bellico non era ancora stato trattato da Nolan, il quale durante la carriera ha saputo spaziare in diverse tipologie di pellicole, riuscendo sempre ha rinnovarsi.
E all'apparenza il film, forse anche solo guardando la locandina o il trailer, sembra in effetti solo ed esclusivamente di guerra, una cosa alla "Salvate Il Soldato Ryan" per intenderci. Ma invece, la prima sorpresa di "Dunkirk" sta proprio qui, cioè che, quello che abbiamo di fronte ai nostri occhi, non è affatto un lungometraggio bellico. Difatti, Nolan racconta, o meglio, non racconta (di questo ne parlerò dopo), l'evacuazione dei soldati alleati dalla spiaggia della città francese. Di conseguenza, non vediamo nessun carro armato, nessun uomo mutilato e, soprattutto, nessun volto nemico. Forse le uniche sequenze riconducibili al cinema bellico sono quelle con protagonisti gli aerei. Per il resto, Nolan, ritrae cosa fu realmente Dunkerque, cosa successe, come si svolsero gli eventi, i luoghi cruciali dove essi accaddero ecc.. Nessuna sotto-trama, nessuna storia d'amore, nessun personaggio che prevale sugli altri, niente di tutto questo. Il film di Nolan altro non è che un resoconto di sopravvivenza narrato con un glaciale realismo.
Ed è proprio qui che secondo me, risiede il problema maggiore dell'opera, ovvero: il film di Nolan, è senza un vero e proprio plot. E' tutto fin troppo lineare, rigido. Non esistono rilevanti spunti di trama che diano una scossa decisiva alla storia, ma piuttosto, tutto segue un fin troppo "educato" filo conduttore, che, quasi da solo, si porta avanti fino alla fine. Per certi versi, Nolan si avvicina di parecchio allo stile documentaristico. Io, normalmente, non apprezzo quando in particolari generi cinematografici, come appunto quello bellico, ci sono troppe enfatizzazioni, però, nel caso di "Dunkirk" qualcosa in più, poteva essere aggiunta. Insomma, non c'è flessibilità, lo spettatore non ha quasi mai la possibilità di farsi delle proprie idee in testa, in quanto, altro non vediamo che soldati in procinto di essere salvati e aerei che stanno tutto il tempo a spararsi tra loro. Può anche andare bene il fatto di voler rappresentare l'evento in modo nudo e crudo, puntando al sodo, però, senza attente valutazioni, c'è il rischio di ottenere un prodotto senza tatto, senza quelle particolari situazioni che contraddistinguono il cinema di guerra (o, più in generale, quello d'azione). Ed è quello che appunto accade.
Altro elemento che non giova affatto, è una scarsissima caratterizzazione dei personaggi. Nolan ce li presenta solo come delle pedine lasciate al loro destino. Può anche essere buona l'idea di non voler avere un protagonista vero e proprio, però che nessuno dei soggetti venga un minimo descritto, delineato, non va affatto bene. E poi, da qui ci ricolleghiamo al discorso del realismo estremo, della rigidità che pervade l'opera. Non c'è nessun individuo che fa da guida, nessuno che spicca per carisma, per grinta. Nessuno colpisce lo spettatore per le sue azioni.
La sceneggiatura, tuttavia, aveva anche delle ottime idee: la parte della storia con protagonista Mark Rylance è ben congegnata ed molto interessante anche dal punto di vista ideologico. Anche l'idea di far svolgere il film su tre fronti è giusta, in questo modo Nolan analizza la battaglia da più prospettive. Mr Dawson è forse l'unico personaggio con un po' più di definizione, un civile coraggioso che vuole rendersi utile alla causa. E probabilmente, anche a livello registico, risalta più degli altri.
Se a livello narrativo la pellicola dunque, lascia molto a desiderare, dal lato tecnico è il non plus ultra. La regia di Nolan è di una bellezza abbagliante, lo spettatore raggiunge un vero e proprio stato di estasi. Il regista riesce a immortalare scene, momenti, di una bellezza poetica; tutto è sempre al suo posto, non c'è la più minima sbavatura, alcune sequenze sono tanto belle da diventare maestose, solenni.


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L'atmosfera che si respira è freddissima, per niente positiva. Oltretutto, ciò ancor più enfatizzato dall'eccellente valorizzazione dell'ambientazione, in particolare il molo. Esso è ripreso in modo distaccato, è descritto da Nolan come il più crudele degli scenari di guerra. La spiaggia poi, anch'essa delineata in maniera impeccabile, una zona lunga chilometri, dove regnano caos e desolazione.
Memorabili le battaglie aeree. Il director ti fa sentire dentro la cabina di pilotaggio, ti trasporta nell'alto dei cieli a guerreggiare col nemico tedesco. Durante queste sequenze, ci sono alcune angolazioni, esterne agli aerei, letteralmente da pelle d'oca. In sala riuscivo a sentire il vento tra i capelli. Vedere per credere.
Poi le scene con gli aerei sono anche quelle dove c'è più suspense, la quale infatti si fa sentire non poco, anche attraverso metodi un po' scolastici ma comunque efficaci. Suspense che non manca nemmeno nella famigerata scena dei soldati intrappolati nella barca arenata sulla sabbia, col nemico che spara. Sequenza quasi claustrofobica, Nolan riesce nell'intento di non dare alcuna idea allo spettatore di come i protagonisti possano salvarsi.
Il ritmo è fluidissimo. Va tenuto conto che non si tratta di un film lunghissimo, specie per quanto riguarda gli standard di Nolan, il quale ci aveva abituato a pellicole da quasi tre ore. Benché la narrazione, quasi non esista, il director, grazie alla sua tecnica divina, impedisce allo spettatore di annoiarsi e di godersi "Dunkirk".
Bellissimo il finale. Visivamente è pazzesco, la quantità di mezzi utilizzata è assurda. Ed è proprio dall'epilogo che Nolan lancia il suo messaggio: l'uomo, in condizioni avverse, non vuole altro che sopravvivere, non gli importa nemmeno di essere ricordato per gesti eroici o nobili, basta che sopravviva perché la vita è la cosa più importante che ha.
La fotografia è un altro elemento che contribuisce alla creazione dell'aura gelida che si respira. Si tratta di una fotografia cupissima, con dei toni tendenti al grigio. A tutto questo contribuisce un cielo costantemente nuvoloso, plumbeo, fattore che sta a sottolineare che drammatica e triste epopea sia stata Dunkerque.
Uno dei pochi meriti di Nolan a livello narrativo, è la scelta di non mostrare mai in faccia il nemico. Idea secondo me interessantissima ed originale. Il regista descrive il nemico nazista, più come un'entità o un mostro invisibile, una creatura senza pietà, che attacca all'improvviso, sbucando fuori dal nulla. Dal mio punto di vista un modo innovativo e giusto, di mostrare i tedeschi. Questo oltretutto, è anche un altro elemento di suspense, difatti i nostri eroi sembra siano costretti a scontrarsi con un terrificante rivale senza volto.
Altra menzione d'onore va fatta per gli effetti speciali. Veramente realistici e visivamente, sono da urlo. Tra l'altro, non sono usati nemmeno in maniera assidua, ma solo quando la pellicola lo richiedeva. Degli effetti che danno perfettamente l'idea, attraverso bombe e attacchi aerei sui soldati a terra, dell'inferno che fu quella spiaggia.
Ed accanto agli effetti speciali, ci sono quelli sonori. Ragazzi, una roba pazzesca. Mai sentito nulla di simile. Gli spari, le esplosioni e perfino il rumore delle onde del mare, senti tutto come se stesse accadendo a un metro da te. A volte il sound è quasi assordante, la sala cinematografica vibra. Un impianto sonoro veramente mostruoso. E solo al cinema si può udire ciò, di certo non nei salotti delle proprie case.
Colonna sonora strepitosa di Hans Zimmer. D'altronde, come potrebbe essere altrimenti? Un soundtrack epico-drammatico, a tratti triste, che rende certe sequenze, ancor più maestose. Musica usata con perizia da Nolan, viene introdotta sempre nei momenti più opportuni. Forse una delle colonne sonore migliori degli ultimi 10 anni.
Il cast, non è la cosa migliore della pellicola, però tutti impersonano i rispettivi personaggi in maniera valida. L'unico che si eleva è Rylance, il quale però, è un attore di tutt'altro livello. Grande performance, molto seria. Gli interpreti che fanno la parte dei soldati non colpiscono, però riescono a far trasparire l'angoscia, la paura e il dolore che si possono provare in certe circostanze. Da sottolineare la presenza di Kenneth Branagh. Una performance quella dell'attore britannico carismatica, realistica e a tratti toccante.


Conclusione: che altro dire sul film più atteso del 2017? Che forse Nolan fa l'impossibile con la macchina da presa, che si consacra come mostro di tecnica. A livello narrativo però, il maestro inglese fa un passo indietro. Quello che pertanto, poteva essere un masterpiece epocale, resta solo un gran bel film. Per me, siamo di fronte ad un capolavoro mancato.
Agli amanti della tecnica (come me) lo consiglio a priori, impossibile restare delusi. A chi però interessa più il lato dei contenuti che quello estetico, posso anche dire che non è obbligatorio vedere "Dunkirk".

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  21/10/2017 14:10:27
   6 / 10
Al tempo evitai accuratamente di commentare "Interstellar", film che non mi era piaciuto, ma che in confronto a questo è decisamente un capolavoro.
Non lo so, ho letto tanti commenti, intellettuali, emozionali, scettici. Non voglio ammorbare l'aria con altre opinioni. Credo che i primi quindici minuti (come spesso accade in Nolan) siano eccezionali, credo che il resto sia un film normalissimo, un po' deludente. Credo che le tre linee temporali siano inutili. Credo che la fotografia sia bellissima, ma ci mancherebbe. Credo che Nolan si sia rifugiato in un intimismo tutto suo che speriamo si sia risolto nell'arco di questo film. Per il resto, non lo considero brutto, ma nemmeno bello.

1 risposta al commento
Ultima risposta 21/10/2017 20.17.16
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stef123  @  16/10/2017 18:31:09
   6½ / 10
Notevoli le scene delle battaglie aeree.
Dunkerque visto con gli occhi di singole storie, non sempre convincenti.
buoni gli attori e buona la regia.
si nota che il budget non era elevato (a recuperare i soldati inglesi c'erano solo una ventina di barche restaurate d'epoca).

andreapau  @  16/10/2017 16:25:20
   6 / 10
Certamente un blockbuster, ma carente dal punto di vista della narrazione di un episodio non marginale della seconda guerra mondiale.
Girato in maniera eccellente, ma nella presunzione che tutti conoscano la Storia.
Non credo sia così, e il risultato è un certo scollamento tra i fatti raccontati e la loro influenza sul futuro.
Mancano scene che raccontano quel che accadeva ai piani alti, un massacro di uomini senza mostrare realmente il perchè accadde.
Troppa retorica militarista, il solito film americano

Gruppo COLLABORATORI julian  @  14/10/2017 13:14:41
   5½ / 10
Nolan è un esperto orologiaio, i suoi film più celebri (Memento, The Prestige, Inception) sono meccanismi che si innescano al momento giusto e suonano un'armonia complessa e funzionante in ogni sua parte.
Le cronologie delle sue storie, subendo lo stesso trattamento, si frantumano in molte parti e si ricompongono, lasciando alfine lo spettatore con un'impressione di compattezza, di una struttura sinfonica, orchestrale.
Con Il ritorno del cavaliere oscuro i meccanismi hanno cominciato a incagliarsi, a girare a vuoto, mentre la pecca più evidente di Interstellar appare quella di aver osato troppo, perdendo di credibilità e unità.
Tutti ci stavamo chiedendo, con trepidazione, come il regista che ha portato i paradossi di Escher su pellicola avrebbe affrontato la guerra.
Dunkirk ci fornisce una risposta ovvia, ma non così tanto: è un ingranaggio bello grosso anche questo, che scorre su tre tempi diversi, un vero e proprio countdown verso la salvezza (e del resto è un'evacuazione) suggerito dal ticchettìo costante del tema in sottofondo.
La colonna sonora di Zimmer, gigantesca e invasiva, è la vera colonna vertebrale di un film sostanzialmente muto: è essa stessa a plasmare le immagini, a muovere le forze, a raccogliere tutto il rumore residuo – bombe, proiettili, navi che affondano – e a farlo suo, inglobandolo nella composizione.
Alla lunga però la musica si scopre ripetitiva e irrisolta, non senza una certa programmazione e quel (bel) po' di autocompiacimento.
Non sarà che Nolan, ora che non è più un pivello che deve farsi conoscere, ma ha metà mondo che gli pende dalle labbra, abbia cominciato ad abbozzare i discorsi, perché tanto sa che qualcuno li completerà per lui ?
L'impressione è che stia andando esattamente così e che la pratica onanistica dei Nolan sia ormai irreversibilmente fuori controllo.
In Dunkirk c'è di più della delusione di un Cavaliere Oscuro 2 che carica carica il colpo e poi sbaglia a colpire;
la vicenda storica è quella della resa degli alleati che nel 1940, accerchiati dai tedeschi, evacuarono il continente e Nolan mette in scena una resa narrativa figurata, un'anti-spettacolarizzazione del racconto di guerra dopo averne fatto assaggiare potenzialità altissime, una rinuncia quasi, un progressivo ritiro nella tranquillità, incarnata dalla Patria Inghilterra, dopo aver fatto rombare la macchina più e più volte, con l'incessante colonna sonora e con immagini che raccontano di un climax verso un punto convergente che non c'è.
Dunkirk in pratica è il più grosso inganno di Nolan; è dal 2006 che il cineasta britannico ci sta avvertendo, quando si autodichiarava come prestigiatore, come un ricercatore del trucco che tenesse impegnato e coinvolto lo spettatore, nient'altro.
La Guerra di Nolan è asfittica, lenta e lascia senza punti di riferimento, è più uno stato mentale creato che una cosa mostrata: l'impressione di trovarsi sempre sotto tiro, come preannuncia la scena iniziale dove vengono freddati tutti meno che Tommy, uno dei "protagonisti", l'angoscia costante dei colpi di mortaio che cadono lì accanto a te nel cinema, le soggettive limitate dei protagonisti e non l'onniscienza di uno spettatore che si gusta la guerra dall'alto.
Nolan ha cercato di aderire alla realtà oltre ogni soglia di sopportazione, addirittura de-spettacolarizzandola: che ne è delle 400000 unità evacuate ? Se ne vede una piccolissima parte sulla spiaggia; ancora meno si vede in mare (furono migliaia le imbarcazioni private che partirono dall'Inghilterra) e in cielo, dove Tom Hardy intraprende un volo eroico guerreggiando con le nuvole e con qualche bombardiere tedesco che appare ogni tanto.
Insomma non succede nulla. Nulla di tutto quello che vi aspettereste da un film di guerra, almeno.
La scarsità di mezzi non può essere la giustificazione, il minimalismo è ricercato e voluto.
Che Nolan abbia voluto dirci proprio questo ? La realtà è più povera di quanto non vogliano far passare le cronache ? (l'episodio del giovane George, morto per un incidente banale e celebrato da eroe, ne è testimonianza). Che la guerra non è il luogo delle gesta eroiche, non è il massiccio attacco di Pearl Harbor con commovente risposta di Ben Affleck e Josh Hartnett, ma una lenta attesa nell'agonia e nella confusione, una serie di piccole azioni che diventano piccole vittorie emotive di fronte alla disperazione generale ("forse si è rifugiato qui per fuggire, come tutti noi").
A livello concettuale, l'idea di rigettare il modo Hollywoodiano di fare la guerra è ottima, così com'è ottima la scelta di fare il minor uso possibile del digitale, di far percepire il nemico solo attraverso i colpi sparati e di provare a dare nuova forma cinematografica al genere bellico: Dunkirk possiede senza dubbio alcune delle sequenze più spettacolari che il genere ricordi, il sonoro è probabilmente ai massimi storici e il comparto tecnico in generale non è da meno. I primi venti minuti fanno pregustare qualcosa di grosso e di diverso.
Rimane però una promessa procrastinata, un bluff bello e buono perché prima ti faccio vedere cosa posso fare e poi non lo faccio, un niente di fatto, un nulla di successo.
Tutti questi voli pindarici post visione decretano comunque il successo del prodotto, ma non possono staccargli di dosso l'impressione che si tratti di una presa in giro consapevole che porta a un punto critico il patto con lo spettatore.
Si può lasciarsi violentare da quest'ego sadico del regista, che vuole vedere fino a dove siamo disposti a spingerci per seguirlo. O si può gridare all'abuso, appellandoci al fatto che un film, in fin dei conti, è pur sempre una selezione, di cosa mostrare e cosa no, e dovrebbe tendere all'azione (specie se si tratta di un film di guerra !), non sparare cartucce a salve, dovrebbe essere una battaglia combattuta, non una resa, un lento ritiro.

david briar  @  14/10/2017 10:20:31
   5 / 10
C'è riuscito. Nolan c'è riuscito di nuovo. Ma a fare che?
E' riuscito a fare un blockbuster d'autore, capace d'intrattenere un pubblico di massa, che mettesse al centro, un'altra volta, il suo modo di fare cinema, di strutturare il racconto, che fosse in grado di essere un film che rispecchi il suo autore nonostante un budget piuttosto elevato che solitamente porta a dei compromessi. A fare un film soddisfacente, capace di rimanere emotivamente nella memoria, invece , purtroppo stavolta non c'è riuscito.
Il problema in "Dunkirk" non sta tanto nell'assenza di un personaggio con cui empatizzare, cosa che invece in Nolan è sempre stata molto forte, tutti i suoi film hanno almeno un personaggio con una psicologia abbastanza complessa, che è il perno emotivo a cui ruota tutta la struttura, soprattutto da un punto di vista temporale. Se Nolan ha scelto di fare qualcosa di diverso, ben venga, perchè di sicuro in questo senso Dunkirk aggiunge qualcosa alla sua filmografia.
Il concetto che sta alla base di quello che succede è la relatività dell'eroe in un contesto di sopravvivenza come la guerra. Perchè questo non è un film di guerra, ma piuttosto un film di sopravvivenza: il termine di paragone non può essere nè Kubrick nè Spielberg, e nemmeno Malick, seppur la sequenza iniziale possa ricordarlo. Il vero riferimento che mi è venuto in mente guardando il film è "United 93" di Greengrass. Nolan da quel film stupendo prende diversi elementi importanti relativi all'eroismo degli anonimi, della massa, ma anche un'idea di montaggio capace di produrre la tentazione di un climax "continuamente rimandato", in loop continuo. Sarebbe interessante discuterne con chi ha visto il film di Greengass, e chiaramente questo tema torna forte in Nolan dopo la trilogia di Batman: "chiunque può essere un eroe".
Per quel che riguarda la tecnica, è inutile continuare ad elogiarla: dico solo che avendolo visto in uno schermo normale di un Uci Cinemas ho avuto l'impressione di perdere tanto da un punto di vista del realismo estetico e da un punto di vista cromatico. In generale, le sequenze aeree e un annegamento sono decisamente la cosa migliore del film, anche se ho notato una certa piattezza nella composizione delle inquadrature, soprattutto quelle in barca.
Tutto il resto, purtroppo, non va: la struttura basata sull'idea di tre linee temporali con durata diversa viene comunicata dalle didascalie, ma non credo che effettivamente questo si avverta, a meno che uno non si metta ad analizzare il film inquadratura per inquadratura. Penso che la maggior parte degli spettatori comuni avverta il tutto come in simultanea, ed effettivamente sembra proprio così: ci sono alcuni elementi che tentano di provocare uno scarto temporale, come la luce e una nave che affonda da 3 punti di vista diversi in parti diverse del film, anche se nel tempo della storia il momento è esattamente lo stesso.
Questi elementi non solo non bastano e rischiano di sfuggire nel flusso continuo che risulta essere Dunkirk, ma inoltre la struttura narrativa non è veramente giustificata da un fine specifico, senza quelle didascalie per la maggior parte degli spettatori siamo sicuri che cambierebbe qualcosa? Il problema di Dunkirk, sorprendentemente, sta nell'ossessione del suo grande creatore: il tempo. Il tempo è gestito male, non riesce a comunicare nè tensione per quel che sta succedendo, se non in qualche punto isolato, nè ha un senso preciso per questo specifico evento, che poteva essere raccontato allo stesso modo in simultanea sempre con un montaggio simile, se quello era lo scopo. Mi sembra sia stato più un vezzo autoriale che altro, e la cosidetta grande colonna sonora di Hans Zimmer, sulla base di cui il film sarebbe costruito come una partitura musicale, è uno dei suoi lavori più dimenticabili, tanto che mi è venuto da pensare che se Nolan avesse messo parti strumentali di qualche canzone dei Pink Floyd, tipo "Time" o "Echoes", che evocano un effetto simile a quello che cercava, forse il film sarebbe stato più memorabile e più emozionante.
Insomma, per me, il vero problema di Dunkirk è che la struttura narrativa non funziona, nè se la pensiamo come partitura musicale, nè se la pensiamo come struttura di un qualunque film d'intrattenimento, nè se la pensiamo in funzione di tutta la filmografia precedente di Nolan, che stavolta per me semplicemente non è riuscito a creare il ritmo giusto, a trovare l'equilibrio nel montaggio. E' come se fosse tutto in un climax continuo che però non viene effettivamente creato, un climax incapace di avvolgere, che sembra essere invece continuamente rimandato, non è nè ascendente nè discendente, è come se fosse semplicemente bloccato in una stanza dove rimbalza. Magari, qualcuno dirà che è un effetto voluto, bene, per quanto mi riguarda è un effetto che non funziona, e Dunkirk è semplicemente un esperimento venuto male di uno degli autori più geniali del nuovo millennio, anche da un punto di vista commerciale. Questo film è come un ingranaggio che potrebbe essere interessante creare, vederlo mentre gira, ma non aziona assolutamente nessun interruttore, niente di niente.
Se sono d'accordo con chi dice che sarà un film dimenticato, credo che confermi ancora una volta che Nolan è il regista più equilibrato d'America, fra cinema d'autore e cinema commerciale, capace di autocitarsi in maniera anche abbastanza piacevole, soprattutto in due momenti che rimandano chiaramente a The Dark Knight(i soldati nella nave e la bugia detta a fin di bene).
Sul finale, invece, non c'è molto da dire, se non che il modo di rappresentare i nemici è sicuramente efficace, si avvertono molte forzature che sembrano voler far acquisire al film una complessità che invece non ha, mettendo in luce una contraddizione che attraversa Nolan in particolare dal terzo Batman: fare un film suo che sia anche in grado di mediare con gli spettatori che vogliono un'emozione un po' più semplice, un senso da dare ad una storia. un tema più semplice e riconoscibile. Per me Nolan non solo se ne sbatte altamente del patriottismo che invece ha dovuto inserire, se ne sbatte del senso di colpa dei sopravvissuti, tant'è che la scena è veramente debolissima, ma soprattutto sarebbe stato più coerente lasciar finire Dunkirk senza grandi discorsi, così com'era iniziato, così come aveva dimostrato di essere. Dei discorsi non c'era alcun bisogno: ribadisco che per me non ha funzionato innanzitutto per un altro motivo, ma questo è un ulteriore motivo che mostra una notevole contraddizione: non due poli registici fra cui è bloccato, ma semplicemente il compromesso che forse lui stesso sente facendo film così costosi, per cui forse viene, furbescamente, incontro alle esigenze di tutti. Rimanendo coerente con la sua cifra stilistica, si: ma è inutile dire che questa contraddizione rischia di far apparire i suoi film come animati da spinte contrapposte incapace di conciliarsi, che nemmeno lui riesce pienamente a comprendere.
Ancora una volta vediamo un'artista specificamente cinematografico che sfrutta le caratteristiche peculiari del mezzo per esprimere se stesso: ma quanto sono lontani i tempi in cui ci faceva emozionare con una civetta bianca che riappare o con uno smemorato che va a farsi un nuovo tatuaggio? Vedendo Dunkirk ritroviamo il giovanotto cervellotico di quei film, con qualche ruga in più che in questo caso sembra rifrangersi nel bisogno di ottenere un consenso il più possibile ampio. Ma dov'è quella purezza cinematografica, quella capacità di fare un prestigio semplicemente con la gestione temporale dell'intreccio? O anche, quella capacità di disinteressarsi se una trottola cada o meno, perchè quel che conta è un uomo che è convinto di tornare dai suoi figli, non conta che ci torni davvero. Ma dopotutto, forse tutto questo non conta, non importa, è solo un film: il cinema è un business. Dopotutto, è soltanto un trucco..

TheSorrow  @  12/10/2017 13:56:26
   7 / 10
Sontuoso dal punto di vista tecnico, con una fotografia, soprattutto nelle scene di terra, davvero azzeccata ed un comparto sonoro maestoso, seppur un tantino troppo invadente a tratti. Essenziale invece nella narrazione, senza eroi e senza nemici, l'unico vero protagonista è l'uomo e la sua sopravvivenza, vero perno attorno cui ruota la pellicola. Senza dubbio si tratta di un Nolan asciutto rispetto ai lavori precedenti, in un certo senso inedito e scevro del suo egocentrismo registico. E non mi è dispiaciuto.

Veppe96  @  07/10/2017 23:06:05
   6½ / 10
Mi aspettavo di meglio, nonostante l'abbia visto in sala IMAX al cinema. Perché diciamocelo: l'impatto visivo e soprattutto quello sonoro (il martellante ticchettio dell' orologio, gli aerei, i bombardamenti sulla spiaggia ecc.) sono gli elementi che regalano inevitabilmente la sufficienza a questa pellicola.

Ma in sé, ossia scarnificato di tutti questi elementi, cosa rimane di Dunkirk?
Direi ben poco. E' un film molto a sé. Quasi come fosse una pagina di un libro di storia. Quella pagina che tutti noi saltiamo: il paragrafo di approfondimento su una particolare guerra che il professore non chiederà mai.
Non che questo sia necessariamente un difetto, ma personalmente non ho trovato così piacevole il susseguirsi delle medesime e ad un certo punto, scontate, azioni nel corso del film. Ovviamente "storia" inesistente e personaggi mal caratterizzati.

Harry Styles stranamente piacevole.


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Mi sarei forse soffermato di più su determinati aspetti della guerra, ma non sarebbe più stato Dunkirk che è appunto impatto visivo e sonoro. Qualcosa che colpisce veloce e confonde, ma una volta passato il frastuono, ti rendi conto che non era niente di così pericoloso. E man mano diventa tutto molto evanescente.

Più che sufficiente, ma lascia un po' l'amaro in bocca.

Attila 2  @  28/09/2017 10:44:41
   6½ / 10
Ci sono certi film che vanno visti al cinema e non aspettare che vengano trasmessi in tv.Questo e' uno di quelli perche' la forza di Dunkirk sata tutta nell'impatto visivo delle scene.LE battaglie aeree nel cielo immenso,la spiaggia con 300 mila soldati in attesa di tornare a casainsomma non ci sono effetti speciali ma lambientazione e la fotografia rendono questa pellicola epica dal punto di vista dell'imponenza visiva.Per quel che riguarda il film in se stesso e' quello che fino adesso non si era mai visto in un film di guerra.No c'e' sangue , i personaggi son o "scarnificati" di nessuno si conosce la storia quasi fossero dei "robot" messi in fila in attesa di essere imbarcati.Il protagonista non dice quasi mai una parola e il nemico non si vede mai in faccia,a rendere ancora piu' disumanizzato il tutto.In questa storia a differenza degli altri film di guerra,non ci sono eroi o gesta epiche che rimangono nel'immaginario dello spettatore.Sono solo dei soldati , il loro istinto di sopravvivenza e la loro voglia di tornare a casa.Sono "sconfitti" e costretti alla "ritirata" non sdono gli eroi de "Salvate il soldato Ryan" e dello sbarco in Normandia che vanno a salvare la popolazione.Ma e' addirittura il contrario,sono la gente che abita in quei posti che arriva con le barche e salva i soldati.La guerra vista da un punto di vista diverso,tanto che anche il soldato quando un uomo gli da la coperta quando arriva sulla nave,e gli dice "bravi complimenti" lui risponde "perche',?COsa abbiamo fatto? SIamo "solo" sopravvissuti" e l'uomo gli risponde "e ti pare poco".Anche quando arrivano col treno in Inghilterra che un altro soldato pensa che sdaranno insultati e presi a sputi,e invece rimane sorpreso quando la gente li accoglie come eroi e gli offre le bottiglie di birra.Nolan sembra dire "ok,avete raccontato sempre di eroi e di gesta o fatti storici,ma ci sono anche queste storie,storie di fuga per salvarsi la vita,e anche loro,sono,sotto certi punti di vista eroi" e cosi' Nolan ha deciso di raccontarli.Ha fatto un film che si distacca nettamente anche dal suo genere di raccontare.CI sono tre storie intrecciate come spesso accade nei suoi film,ma e' tutto molto semplice non c'e' bisogno di spiegazioni da parte dei protagonisti come accade in Inception o in Interstellar.E' tutto molto semplice.Sembra dire "ecco un film fatto cosi' vi piace? Vi ho accontentato?" E' un film che a tratti sembra "autocompiacersi" di se stesso,a volte si "ferma" si guarda e sembra dire "ma quanto sono bello" per poi riprendere la naeeazione.E in effetti e' bello,senza tante cose da capire lo spettatore puo' immergersi totalmente e lasciarsi andare in quello che sta vedendo,e come ho detto all'inizio da vedere , con gli occhi c'e' tanto.Come direbbe una mia amica e' un film "nutriente" per gli occhi.A chi piace il genere di guerra potrebbe rimanere deluso,perche' c'e' poco delle varie pellicole di genere,come Platoon o Hamburger Hill,ma potrebbe comunque rimanere soddisfatto.Un film che difficilmente puo' lasciare indifferenti

rimaledetto  @  26/09/2017 14:51:26
   7½ / 10
Un film di guerra altamente spettacolare, diverso dal solito, in quanto non si segue la storia dal punto di vista di un unico personaggio, bensì seguendo più personaggi e alternando tre diverse situazioni: molo, mare e cielo.
Ciò riesce a dare una visione più ampia della vicenda, perdendo però in coinvolgimento ed empatia coi protagonisti, poco approfonditi.
Un film di una costante tensione, costruita benissimo soprattutto grazie all'uso efficacissimo del sonoro(splendida la colonna sonora a cura di Hans Zimmer).
La mano di Nolan si riconosce certamente nelle inquadrature, nel montaggio e nella narrazione intrecciata, anche se quest'ultima mi è sembrata una forzatura del regista come debba per forza, in ogni film, metterci le diverse situazioni per farle sfociare nel gran finale.


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Concludendo, perfetto per chi cerca un film visivamente e tecnicamente imponente, da evitare invece per chi cerca una storia sentimentale e coinvolgente.

Pongo  @  20/09/2017 09:30:24
   6 / 10
Dunkirk.

Nolan si propone questo racconto storico per parlare dell'uomo. Di come questo si comporti in situazioni di pericolo e come questi vengono 'disumanizzati', dalla guerra. Senza una storia o una personalitá di sorta che permetta l'empatia per lo spettatore. Oppure un estrema empatia, ma personalmente direi la prima. Il film ha 3 filoni di racconto principale per esprimere il concetto:
1. Una settimana: la paura. La paura che porta qualsiasi personaggio umano ad un disperato attaccamento alla vita, la perdita di qualsiasi concetto di 'uomo macchina' venutosi a creare nei mesi di guerriglia, la perdita dei propri ideali di patriottismo per pensare solo alla conservazione di essa. Pensare all'io, ed è questa la paura dei soldati a fine film...del non essere accettati per non avere compiuto il proprio dovere da soldato-automa, ma essersi comportati come uomini, cosa che comunque gli verrá riconosciuta.
2. Un giorno: il coraggio. Parla dell'uomo come conseguenza della guerra. Di come questa compare anche al di fuori di essa. E il personaggio di Murphy rappresenta una morte dello spirito, colpito da paure al contempo razionali e non, dovute ad un estremo shok, che porteranno alla morte un ragazzino che tentava di aiutarlo. La violenza fuori dal campo di battaglia.
Il personaggio di Rylance invece rappresenta il superamento di questa fase di non accettazione per passare alla fase successiva. L'incomprensione. Il non sapere piu cosa è giusto e cosa no a seguito di un forte trauma causato dalla morte del figlio, e di coseguenza l'anaffezione che si crea per la vita stessa, come dimostra la reazione molto menefreghista di fronte alla morte del ragazzino e la perenne difesa del soldato. Il suo obiettivo indissolubile, la difesa della patria e i suoi uomini. A prescindere da quello che succede. Uomo macchina secondo me eccessivo, con una punta di patriottismo, che va a cozzare con quanto detto poco fa.
3. Un'ora. La macchina. Il soldato all'interno della macchina stessa. Non ha bocca, solo il respiratore, non ha occhi, ha il mirino, non ha un anima, ha carburante e ferro. L'aereo vola anche senza carburante perche lui, con la sua stessa vita tiene in volo l'aereo perchè la macchina è il soggetto. E appena si ribella a questo cambiamento l'atrocitá della guerra lo sottometterá.

Non è perfetto come film, un film che piú volte nasconde un patriottismo mascherato, omettendo fatti storici, tutti a favore dell'inghilterra, ma che se fossero stati aggiunti avrebbero dato un messaggio molto piú umano e oggettivo della questione.

3 su 5

Goldust  @  18/09/2017 17:48:29
   7½ / 10
Forse dovrei aspettare qualche giorno o almeno ancora qualche ora prima di commentare l'ultima fatica di Nolan, film impegnativo che necessiterebbe appunto ( al di là del mero commento su questo sito ) una riflessione anche post visione, ma con il rischio di potermi poi in futuro ricredere la scrivo comunque. Le sensazioni positive superano infatti di gran lunga quelle negative, il racconto storico si fonde con un dramma della sopravvivenza di facile percezione ( lo è un po' meno l'affascinante raffigurazione di un nemico quasi immaginario, che mai si paventa chiaramente né viene chiamato per nome ) e la sceneggiatura, al pari delle martellanti musiche di Zimmer, sono abilmente pensate per creare angoscia e una suspense sempre maggiore man mano che la pellicola procede. La singolare struttura ad incastro temporale, costruita su tre livelli diversi appunto di tempo, appesantisce però la comprensione degli eventi del primo tempo e ha più l'aria del vezzo che della trovata geniale; nella seconda parte l'azione si fa tuttavia più incessante ed il racconto torna a fluire sicuro.
Per quanto potente ed a tratti emozionante non credo sia comunque l'opera migliore di Nolan ma sicuramente tra i film di guerra va considerato tra i più serrati ed avvincenti di sempre.

EddieVedder70  @  17/09/2017 21:19:01
   8½ / 10
Nolan (non si può recensire questo film senza partire dal menzionare il suo regista), ecco appunto... NOLAN ci "mette" nella guerra, non c'è voce narrante che ci accompagna, non c'è una missione (se non la sopravvivenza) da completare, non c'è un soldato da salvare o una collina da conquistare, ci sei tu spettatore dentro all'azione. Come in una realtà aumentata, quello che percepiamo è SOLO quello che vedono (poco), solo quello che sentono (tanto), solo quello che provano (ansia, tanta ansia) i soldati e i civili all'interno della scena. Non c'è spazio per i morti (mai in primo piano), non c'è spazio per i nemici (non si vede mai un tedesco), l'unica ragione è tornare a casa (vivi) e così spariscono i dialoghi (dispersivi) sostituiti dagli sguardi intensi, consapevoli, ma mai rassegnati, vigili e spaventati, ma senza compassione. Gli eroi sono persone normali che in quel contesto hanno il coraggio di agire, non si alzano bandiere, non si compiono gesta epiche, si fa quello che si può (se si riesce a farlo).
DUNKIRK, nel genere film di guerra, è quanto più distante possibile da HACKSAW RIDGE (di M.Gibson).
Rispetto ad altre opere di Nolan, qui (nonostante l'intreccio di 3 linee temporali, con inevitabile scena vista da 3 punti di vista) non ci sono complicazioni di sceneggiatura, ma soprattutto sparisce la complessità di "Memento" o "Inception" o l'emozione/stupore di "The Prestige o "Interstellar" e il tutto appare più piatto, in realtà pensandoci bene l'ansia che si prova per tutto il film (non lungo, ma vola) è l'Emozione che Nolan voleva trasmettere.
Capitolo a parte, va dedicato all'impianto tecnico, che è monumentale, luci, inquadrature, fotografia, montaggio e soprattutto sonoro meriterebbero un'analisi approfondita, ma credo che gli Oscar potranno rendere giustizia senza farmi dilungare oltremodo; ma questa iper realtà tecnica così spinta necessita anche di un supporto tecnologico all'altezza, così si limita la visione a sale cinematografiche adeguate (per favore cercate di vederlo, se potete, al cinema e in sale con IMAX o 70mm e con sonoro eccellente tipo Dolby Atmos). Colonna sonora importante, che aggiunge ansia e tensione per tutta la durata del film.
In conclusione è un bel film, di quelli che non dimentichi, che ti rimangono addosso; ma i suoi pregi sono anche i suoi limiti e per i miei gusti non raggiunge l'eccellenza

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  17/09/2017 12:36:42
   6½ / 10
Un film di maniera, un vero esercizio di stile alla Nolan ma in sincerità forse il suo film meno riuscito che pecca proprio in quello che è sempre stato il punto di forza del suo cinema: la sceneggiatura.

Dunkirk è un film piacione, che prende un tema abusatissimo come la seconda guerra mondiale, raccontando un episodio che se i protagonisti fossero stati gli americani e non gli inglesi, avremo gridato alla retorica patriottica statunitense.

Invece Nolan è inglese, la retorica patriottica è quella britannica e quindi ci dà forse meno fastidio ma sempre retorica resta.
Gli attori sono mere comparse di un puzzle di intrecci un pò forzati che in realtà non incidono mai troppo sulla linearità della storia. Nolan si mette al servizio e strafà in un film freddo che alla fine non emoziona però non annoia.

Jumpy  @  16/09/2017 15:06:11
   7 / 10
Per me i film ispirati a fatti reali meritano, a prescindere.
Questo in particolare, come già detto del resto, tecnicamente è perfetto: fotografia, colonna sonora, ricostruzione storica.
Al di là di questo però non mi ha trasmesso molto altro, poche emozioni, giusto in qualche scena, e una sola idea brillante (l'intreccio temporale)... per il resto, si ha l'impressione di vedere un documentario più che un film vero e proprio.

Wark0  @  15/09/2017 16:44:23
   2 / 10
Mi ha urtato, non mi è piaciuto niente di questo film. Dopo 15 minuti volevo uscire dalla sala. Personaggi insipidi, storia inesistente, colonna sonora fastidiosa.
Sono andato al cinema per vedere un film di Nolan, che ho sempre adorato, ne sono uscito profondamente deluso.

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Ultima risposta 23/09/2017 19.59.08
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maitton  @  14/09/2017 16:40:20
   7 / 10
impossibile dargli di meno, perche le scene dagli interni degli aerei sono le migliori che ho mai visto. le picchiate sul mare sono serie A.
pero' e'vero che e' mancato tanto tanto del nolan precedente. credo abbia voluto cimentarsi con un genere ed il risultato e'che ha fatto di meglio altre volte. molto meglio.
direi che mai come adesso "buon film vale la pena vederlo" sia azzeccatissimo :)
ps: la cosa che piu mi ha deluso e'stato l'utilizzo della colonna sonora (buona), mai incisivo mai realmente nel cuore della scena e del film stesso.

decisamente non il nolan di sempre.

pernice89  @  14/09/2017 09:05:58
   6½ / 10
Non si può certo definire un brutto film, ma confesso che ogni tanto facevo fatica a seguirlo, a tratti non riusciva a cogliere l'attenzione dello spettatore (almeno nei miei confronti). Certo una visione la merita, ma mi aspettavo qualcosa di più.

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Ultima risposta 14/09/2017 16.49.52
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Tuco ElPuerco  @  14/09/2017 08:54:59
   5 / 10
Molto deluso da questo film, che ha un identità poco definita, secondo me. Si riesce ad intravedere il messaggio del regista ma è insolitamente espresso male .
Sul lato tecnico, a differenza di molti commenti qui sotto, ho largamente da ridire. La cosa peggiore del film è il montaggio, che spiazza e disorienta lo spettatore , gli effetti sonori sono preponderanti ed esagerati, a tratti. La colonna sonora è spesso buona ma assolutamente fastidiosa nei momenti di maggior tensione del film . L'unico comparto tecnico che si salva, a mio parere, è la fotografia .
La confusionalità del montaggio , oltre ad una sceneggiatura essenziale ma non definitiva , rendono i personaggi assolutamente insapori , inodori e trasparenti
Insipido

hulaplain  @  13/09/2017 20:40:27
   7 / 10
Truppe inglesi e francesi che fuggono dal NEMICO che avanza e blocca loro la ritirata. Il terrore si percepisce dalle azioni ma non è dai loro sguardi, ormai sfiniti dai terrori della guerra. Azione ce n'è ma non la fa da padrona come nei classici film di guerra. Qui comanda la disperazione e l'essere inermi. Gesti di sopravvivenza! Bello ma manca qualcosa..

cort  @  12/09/2017 19:51:26
   6½ / 10
la tecnica registica di nolan è di alto livello ed il film ne beneficia molto. belle le inquadrature, le scene d'azione, la fotografia e la scenografia. male la colonna sonora che non riempie i momenti lenti, ottimi invece gli effetti sonori. quello che non si può perdonare però è la mancanza di patos.
tecnica al top, coinvolgimento spettatore basso.

floyd80  @  12/09/2017 09:32:03
   8 / 10
Tic tic tic...
E' il tempo il vero protagonista di questa pellicola che vi trasmetterà ansia, paura e orrore. L'orrore reale che i giovani europei hanno provato in quegli anni, quel sottile filo che divideva la vita e la morte, per una questione di centimetri.
Nolan ci porta la guerra negli occhi, più di Spielberg, più di Kubrick, più di Coppola. Non voglio dire che Dunkirk sia migliore o peggiore di quei capolavori, lungi da me di farlo. Voglio semplicemente dire che una volta in sala vi sentirete all'interno dell 'azione, non avrete tempo per distrarvi, non guarderete il telefono per controllare le notifiche o non chiacchiererete con il vostro amico o con la vostra ragazza. Starete lì con gli occhi spalancati e le orecchie ben tese come il drugo in Arancia Meccanica.
Nolan non ha la stessa vena satirica di Kubrick, rimane sempre un pochino più freddo (critica che peraltro veniva spesso mossa a Stanley) ma ad oggi è il regista che gli si avvicina di più.
Tic..tic...tic

Cianopanza  @  12/09/2017 00:11:15
   6½ / 10
Un po' meno di "Buon film, vale la pena vederlo"... nel senso vale la pena vederlo, è un film d'autore e si vede la firma di Nolan, ma non è proprio il miglior film di guerra della storia del cinema. Molto rocambolesco, colonna sonora che è tutto un climax. Bella fotografia, riprese aeree e marine, onde, esplosioni. Ma personaggi piuttosto piatti e senza un passato (solo un po' di caratterizzazione buttata qua e là, con un flashback o con qualche commento didascalico). Probabilmente è fatto apposta cosi', tutto concentrato sul momento, l'ansia, l'istinto di sopravvivenza, un esercito di giovani e ragazzi in rotta, l'eroismo patriottico per salvarli, un nemico che non vedi mai se non come caccia o bombardiere. Finale un po' debole.

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biagio82  @  11/09/2017 20:25:27
   6 / 10
film un po troppo vuoto.
perfetto sotto il punto di vista tecnico, ottima fotografia, buoni gli effetti, duelli arei davvero ben fatti e salti temporali che richiedono sempre una buona attenzione come nolan ci ha abituati ma....
manca di immedesimazione coi personaggi, guardiamo i protagonisti senza empatia per quello che gli succede e dopo averli visti per tutto il film escogitare metodi per tornare in patria convince poco vederli tristi al pensiero che possono aver deluso i loro connazionali.....
è stato il primo film di nolan che appena uscito dalla sala non sentivo il bisogno di rivedere subito...mi aspettavo molto di più................

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  11/09/2017 16:08:40
   6½ / 10
La mia ragazza si chiama Dunkirk. Ha un fisico da sballo, una voce suadente, dice sempre e solo cose intelligenti, è ricca, simpatica, ha dei capelli morbidi che scorrono sinuosi sino le spalle, un viso tanto bello quanto brutta è la guerra.

Però gli manca l'anima. Gliel'ha rubata il Diavolo.

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romrom  @  11/09/2017 11:41:51
   7 / 10
Che dire, film ben fatto niente da dire, ma non coinvolge, è al limite del documentario.

marcogiannelli  @  11/09/2017 11:02:58
   8 / 10
Straordinario film di guerra, non alla pari dei migliori 10 magari, o comunque dell'elite assoluta, ma un perfetto viaggio nella storia.
3 collocazioni spaziali e temporali che si intrecciano, una sceneggiatura lineare e ben studiata.
Film quadrato, riprese molto stuzzicanti nell'incedere della narrazione, che si ripete spesso, seppur in maniera solenne. Dunque non una sceneggiatura complessa, ma grazie alla regia e soprattutto al sonoro l'attenzione rimane alta.
Perché il sonoro è magnifico, la musica sempre presente nel ricordarci che i caccia potrebbero arrivare da un momento all'altro a rovinare la quiete dei soldati inglesi e francesi.
E' un film che Nolan voleva fare, un pò per orgoglio patriottico, un pò perché il film di guerra è un qualcosa che ogni regista vorrebbe girare.
Grande film, 2 ore (quasi) ben spese, non un capolavoro

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Ultima risposta 17/09/2017 09.00.12
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xymox  @  11/09/2017 08:46:53
   9 / 10
Forse il più bel film di guerra che ho visto fino ad ora e anche uno dei migliori di Nolan

StefanoG  @  10/09/2017 22:11:20
   6½ / 10
stilisticamente un buon film, che si lascia guardare, ma che non credo mi ricorderò a lungo.

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Ultima risposta 11/09/2017 18.23.28
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barone_rosso  @  10/09/2017 22:07:16
   7½ / 10
Un film discreto, forse uno dei migliori di Nolan che ho visto, considerando che Batman non l'ho mai sopportato come personaggio, e Interstellar era una boiata da megalomani... Era dai tempi di The Prestige che non vedevo qualcosa di buono. C'è la giusta empatia coi personaggi, nonostante si parli molto molto poco.

TheGame  @  09/09/2017 12:38:47
   4½ / 10
Lo spirito del formalismo di Sir Nolan per propaganda post-brexit punta all'eccitazione ludica da sbornia audiovisiva sua croce e delizia, un abbaglio che scuote lo spettatore, non fosse anche fatalmente asfissiante in un coinvolgimento troppo immediato che disorienta intellettualmente e ciò che ben presto rimane è un ampolloso quanto sterile esercizio di stile.

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daaani  @  08/09/2017 23:56:18
   7 / 10
Beneee anche io mi aggiungo alla massa. Mi avete incuriosita.
Personalmente pensò che la mancata presenza di sangue non abbia pregiudicato il film. Ho trovato invece veritiero il fatto che i personaggi fossero poco caratterizzati e che si empatizzi poco con loro. Musiche piacevoli. Da guardare una volta e stop.

halflife  @  08/09/2017 22:46:08
   6 / 10
da estimatore di nolan, lo amo, ma non mi ha convinto troppo, doveva avere un maggiore impatto visivo secondo me, piu' effetti speciali, unica parte che mi e' piaciuta i duelli aerei, sembra come se fosse a corto di budget, alcune scene belle tipo le naavi, ma non e' il miglior Nolan assolutamente, da nterstellar secondo me sta calando, o meglio ha tante idee ma non sta riuscendo a trasmettercele, sicuramente e' un cervellone, ma siamo lontani da the prestige, inception ...
le musiche ok a volte un po' eccessive per la scena

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sandrone65  @  08/09/2017 22:41:00
   6 / 10
Mi aspettavo molto di più da questo Dunkirk. Prima di vedere questo film è necessario ripassare bene la storia ed entrare in sala conoscendo il contesto in cui si svolgono i fatti, altrimenti non si capisce decisamente niente. Non c'è storia, non ci sono praticamente personaggi, il film si concentra su alcune vicende di anonimi soldati inglesi. Bella la fotografia e notevoli le riprese, che però purtroppo risultano anche eccessivamente ripetitive: i duelli aerei sono tutti uguali, vediamo non so quante volte l'aereo nemico entrare nel collimatore e il pilota premere Fire. A metà film siamo già belli stufi di vedere l'orizzonte capovolgersi per la centesima volta. Molto apprezzabile l'accento posto sul senso di colpa che anima i soldati inglesi al mesto rientro in patria. Dozzinale invece il finale. E' comunque un film che se fosse durato la metà del tempo avrebbe reso più felici gli spettatori.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  08/09/2017 15:33:46
   7 / 10
"Dunkirk" si porta dietro altissime aspirazioni, non solo perche' il regista è il Nolan che ha girato di recente uno dei migliori film di fantascienza di sempre, ma anche perche' la critica ha elevato la sua opera addirittura a "uno dei migliori film di guerra".
Io ovviamente mi dissocio da questa affermazione pur rimanendo soddisfatto nel complesso di questo avvicinamento di Nolan al war-movie.
Principalmente penso che Hans Zimmer con il suo lavoro abbia dato il 60/70% al valore colpessivo dell'opera. Un ticchettio opprimente e disturbante dal primo minuto all'arrivo del treno alla fine, una costante che riesce a mettere phatos anche in sequenze che non dicono nulla...basta pensare alla sequenze del molo (un giorno), la piu' debole sicuramente, dove non succede quasi nulla, qualche spintone giu' dalle scale, una porta da lucchettare o meno e la morte di uno dei tanti personaggi secondari. Perche a mio avviso sono tutti personaggi secondari, il protagonista è uno, il conflitto.

Bisogna sopravvivere a tutti i costi, è questo il messaggio che arriva dalla sequenza piu' lunga (una settimana). Anche se la migliore anche dal punto di vista registico è la terza (un'ora) tra i cieli con Tom Hardy, sempre bravissimo.
Un Nolan fuori contesto che dirige un buon film ma lontano dalle sue possibilita', speriamo che torni ad indagare sull'universo o su opere di fantasia...la realta' non fa per lui.

DogDayAfternoon  @  08/09/2017 13:37:04
   7½ / 10
Un film di guerra incentrato quasi esclusivamente sull'azione, con qualche sviolinata sentimental patriottica verso la fine che potrebbe lasciare un po' con l'amaro in bocca ma che tutto sommato ci può anche stare (è pur sempre un Blockbuster).

Eccellente dal punto di vista visivo, con inseguimenti mozzafiato in cielo e in mare, un sonoro poderoso e musiche di Hans Zimmer buone ma non memorabili, e soprattutto troppo invasive e persistenti (in certi momenti qualche silenzio in più non avrebbe guastato). Lo sviluppo sui tre piani temporali è il tocco del regista, fortunatamente per i miei gusti un tocco non troppo pesante come avvenuto in altri suoi film, ma quel tanto che basta per dare un po' più di sprint al film.

Non sono d'accordo con chi critica il film per la mancanza di emozioni: pilotate finché vuoi, ma le parti emozionanti ci sono


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Film sulla Seconda Guerra Mondiale ne sono stati fatti a centinaia, sicuramente va dato atto a Nolan di aver per quanto poco (e aggiungo per fortuna non troppo) aggiunto un tocco personale e caratteristico al film che lo distingua dai "soliti film di guerra". Vero che la sceneggiatura è piuttosto scarna, ma è comunque essenziale, senza troppi orpelli e scene inutili. Altra caratteristica il fatto di non far vedere praticamente mai il nemico, che se da un lato può essere visto come un aspetto affascinante che contraddistingue la pellicola, dall'altro forse dà meno peso alla drammaticità e alla pericolosità dell'operazione. Un appunto da fare è forse il fatto che alla fine del salvataggio non si ha comunque la percezione del fatto che siano stati recuperati 300.000 soldati.

Come detto all'inizio, il finale è sicuramente retorico e patriottico, ma per il discorso di Churchill ne valeva la pena ("...il nostro impero d'oltremare, armato e difeso dalla flotta britannica, continuerà la lotta fino a quando, se Dio vorrà, il Nuovo Mondo, con tutta la sua forza e potenza, farà un passo in avanti per il salvataggio e la liberazione del Vecchio Mondo.")

ghigo buccilli  @  08/09/2017 11:02:26
   6 / 10
Si salva per la fotografia e gli effetti speciali, sceneggiatura non pervenuta, che per un film non è un lieve difetto, i personaggi si dimenticano appena usciti dalla sala, non è il miglior film di Nolan. Operazione chiaramente puntata sul nome del regista, fosse stato di un esordiente l'avrebbero tutti stroncato.

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Ultima risposta 08/09/2017 13.39.56
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Wilding  @  07/09/2017 21:10:08
   7 / 10
Una lezione "quasi" magistrale alla regia, dove suoni, fotografia e tutto l'impatto visivo è meraviglioso. Il "quasi" per le scene "nell'acqua", scure e confuse; molto meglio "per terra e per aria".
Tolta la lezione magistrale dietro la macchina da presa di Nolan, resta un bellissimo docu-film su un episodio bellico. Nessuna trama, sceneggiatura, interpreti... insomma mancano molti dei fondamentali di un film "vero"... in tal senso si guardi l'ultimo di Mel Gibson.

popoviasproni  @  07/09/2017 19:54:52
   6½ / 10
Atipico survival bellico dalla grande produzione, angosciante e finamente british propagandistico.
Nolan centrifuga 3 storie dal diverso spazio-tempo col solito mestiere, usa pochissima CGI, riprende in 70mm in ambienti esterni reali (è girato veramente sulle spiaggie di dunkerque), "asciuga il sangue" (se ne vede pochissimo), asciuga i dialoghi, elimina il Nemico (praticamente non si vede): premesse inusuali ma da capolavoro.
Invece il film rimane freddo, poco empatico, non c' è un'attore che buca (Hardy sprecato), le musiche sono marziali e invadenti e i contenuti si riducano ad un malcelato patriottico stoicismo inglese.
Tecnicamente certo non delude.
Fotografia e montaggio sono ottimi, probabilmente vincerà l'oscar al miglior sonoro, ma non basta !

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  07/09/2017 19:17:34
   7½ / 10
Ottimo. Non ho apprezzato giusto alcune sviolinate patriottiche (filo inglesi naturalmente) nel finale. Ma evidentemente l'episodio ha chiaramente una connotazione di questo tipo.

ZanoDenis  @  07/09/2017 16:37:26
   6½ / 10
Dunkirk caro Dunkirk, film di cui si parla da mesi e che finalmente sono riuscito a vedere in ligua originale nel cinema della mia città, non avevo le migliori aspettative dopo che gli ultimi due film di Nolan non li avevo graditi per nulla.
Qui però tutto sommato, non mi sento di stroncare il film, che si posiziona nella categoria "discreto".
Complice la durata ridotta rispetto ai suoi colossoni, complice un sistema narrativo più semplice, formato da tre storie correlate all'evento e anche abbastanza lineari, Nolan riesce a creare un film storico che riesce a soddisfare.
Tecnicamente ottimo, l'alto budget si vede eccome, si sprecano le sequenze di volo, le sequenze subacquee e i campi larghi. Da segnalare un ispiratissimo sonoro. Così come la colonna sonora del fedele Zimmer.
In parte tutto il cast o quasi, composto sia da attori affermati ( Branagh, Hardy, Murphy, Rylance non sono certo i primi che capitano) e delle nuove leve di cui avevo paura ma che per fortuna non hanno fatto danni irrimediabili.

Se la parte tecnica è impeccabile, la parte narrativa/emozionale tende ad essere deboluccia, troppi i personaggi, poco tempo per empatizzare o affezionarsi a loro, il pathos è ridottissimo, la suspense latita, l'evento riesce ad essere riportato su schermo senza sbavature, ma allo stesso tempo senza riuscire a creare grande interesse.
Discreto lavoretto in ripresa, a mio parere molto meglio di quel pretenzioso esperimento (fallito) di Interstellar.

Altre perplessità sotto spoiler

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4 risposte al commento
Ultima risposta 12/09/2017 09.28.59
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Manticora  @  07/09/2017 14:27:59
   8½ / 10
"tempo bastante"
Parafrasando la celebre frase di un personaggio in un altro film Nolan con Dunkirk ancora una volta non affronta solo il dramma bellico di una storia che rapprensentò per gli inglesi una vittoria nella sconfitta. Un pò di storia per cominciare, dopo lo sfondamento delle linee alleate da parte dei panzer tedeschi a Boulogne, che porto al fallimento del contrattacco inglese, e al trinceramento da parte degli inglesi e francesi intorno alla cittadina di Dunkerque.Con dieci divisioni tedesche in dirittura d'arrivo verso Dunkerque gli inglesi cominciarono ad imbarcare gli uomini, la fortuna fù che le 10 divisioni furono SPOSTATE SULLA SOMME, permettendo agli inglesi di cominciare l'evacuazione di soldati e feriti, l'operazione Dynamo inizio il 26 maggio. Nolan parte da qui, il suo stile inconfondibile si sposa con la musica, una score potente e magniloquente in cui ancora una volta Hans Zimmer riesce ad accompagnare il film. Abbiamo tre linee narrative, il soldato semplice, Harry Style, anonimo ma inarrestabile, che pur di sopravvivere è pronto a tutto, il pilota inglese di Spitfire, un Tom Hardy ancora una volta in stato di grazia, infine il cittadino inglese interpretato da Mark Rylance, che con la sua barca da diporto parte alla volta di Dunkerque per aiutare l'evacuazione dei soldati. I tre tempi narrativi vanno avanti, tornano indietro e si incrociano ,un esercizio di stile che è l'anima stessa del film. L'azione non manca, ovviamente i duelli aerei sono la parte fondamentale, ma anche i bombardamenti della spiaggia, i mitragliamenti degli Stuka e l'affondamento delle cacciatorpedieniere. Nolan segue i personaggi, non c'è eroismo, retorica, o autocompiacimento, soltanto la lotta per sopravvivere, un soldato codardo può uccidere un ragazzo per non tornare indietro, invano, invece un altro può seppellire un soldato morto per prendersi le scarpe e la divisa

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I dialoghi sono secchi, corti, essenziali, parlano la musica, il rumore delle bombe e l'attesa. In tutto questo stona solo l'abbattimento miracoloso dello Stuka da parte di Hardy, con il proprio Spitfire senza carburante, ma è uno strafalcione che non inficia il giudizio sul valore del film. Perchè quando Hardy PLANA sulla spiaggia, enorme e vasta, l'immagine finale dell'atterraggio rimane come un icona immaginifica, e in cui il nemico appare per la prima volta sfuocato ma riconoscibile, per catturare l'eroe, che rimarrà tale, semplicemente perchè ha compiuto il suo dovere, a discapito di tutto.
Spero in oscar tecnici almeno, e al decimo film Nolan ha mostrato che può cimentarsi con QUALSIASI GENERE.

Gunny  @  07/09/2017 14:27:29
   9 / 10
Se volete avere informazioni più dettagliate riguardo al finale del film, leggete qui: http://www.occhidellaguerra.it/dunkirk-al-deere/

Il film mi è piaciuto moltissimo, ho apprezzato sia le musiche che la fotografia, è stata una visione totalmente diversa dai soliti film di guerra un altro modo di raccontarla (la guerra) un altro punto di vista e cioè quello di chi vuole solo andarsene da quell'inferno (come probabilmente farebbe ciascuno di noi) e salvare la pelle.........altro che Rambo & C.


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JOKER1926  @  07/09/2017 12:08:20
   6 / 10
Le regie di grande livello, nell'immediata nostra contemporaneitŕ, in questo spazio veloce e sbagliato, sono ormai poche ed introvabili. Quella di Nolan, risulta essere una delle poche isole concettuali che meritano sempre credito.

Autore di film particolari e stratificati, fra sogno e linee di tempo sovrapposte, Nolan ha costruito un "brand" di pensiero e di stile difficilmente battibile e difficilmente imitabile.

"Dunkirk" raffigura la sua ultima fatica, tratta i fatti (non celeberrimi ) della seconda guerra mondiale, fra inglesi, francesi e tedeschi.
Vedere Christopher Nolan alle prese con un determinato filone, nella fattispecie quello bellico, ci appare come cosa abbastanza anomala e inesatta. La regia in questione ha sempre creato storie e romanticismo nelle produzioni. Come puň un film di guerra offrire quella linfa vitale a Nolan?
I risultati di "Dunkirk", infatti, la dicono lunga. Al di la di un perfetto lavoro tecnico, emerge poco.
La storia e la sceneggiatura, le grandi leve della cinematografia del regista, offrono quasi nulla questa volta. Le manovre del gioco sono affidate ad un grande esercizio visivo attanagliato da una grande fotografia e da ambientazioni vicine al vero. Ma non basta.

"Dunkirk" č freddo, scarsamente empatico e poco confidenziale. Non premia l'attore, non crea personaggi incisivi. E' un'opera collettiva, dantesca se vogliamo nei suoi vari strati infernali. Mancano tutte le componenti che hanno reso Nolan straordinario, presenti tutte le cose che rendono comune qualsiasi tipo di film. Contraddizione di non poco conto.

Invia una mail all'autore del commento mistress999  @  06/09/2017 00:49:03
   6 / 10
''Dunkirk'' è un affresco. Ineccepibile tecnicamente, visivamente splendido. Lo osservi, lo ammiri e lo apprezzi. Ma ne rimani fuori. Ci sei tu e c'è l'affresco, nessun trait d'union. Non perchè, cito alcuni commenti trovati in giro, ''non ha una trama'' o perchè '' non mi ha dato un messaggio'' o ancora ''non ha un cuore''. Il difetto principale e fondamentale è che ''Dunkirk'' è una pellicola che si pone come obiettivo primario, in assenza di una corposa sceneggiatura o di una storia ricca di sfumature, quello di trascinare lo spettatore mentalmente e visivamente, puntando a tenerlo costantemente in tensione, attraverso il sonoro e la colonna sonora. Ma, ahimè, fallisce nell'intento. L'utilizzo del ticchettio, l'incedere costante e perpetuo degli archi e delle percussioni, sono espedienti della colonna sonora che mirano a creare una tensione incessante, fissa. Il problema è che tutto ciò diventa talmente assordante, perpetuo, insistente, roboante, caotico, ossessivo ed eccessivo, da infastidire. Invece di puntare su immagini e/o quadri/stanze visivo-narrativo in grado di tenere lo spettatore incollato alla poltrona (come succedeva, in momenti di quasi silenzio in ''Interstellar''), Nolan punta quasi tutto su un tappeto sonoro caotico che vuole a tutti i costi agitarti. Ma la bravura di un regista dovrebbe stare appunto nel riuscire a farti avvertire la claustrofobia, la paura, la tensione prima di tutto grazie alle immagini. Nella sua esplicita volontà di volerti a tutti costi mettere ansia, avviene il contrario, e quei suoni diventano rumori di sottofondo ai quali ti abitui sbadigliando. Poche volte ho avvertito qualche brivido, per il resto della pellicola le immagini da sole non riescono ad evocare paura, claustrofobia, ansietà, inquietudine, emozioni di qualche sorta, se non in qualche sporadico momento. Quindi, per me, grave difetto è l'assenza di potenza visiva (e mettiamoci anche narrativa a sto punto, perchè la narrazione si costruisce prima di tutto con le immagini e poi con le parole). Secondo difetto l'insistente, caotica ed eccessivamente enfatica soundtrack. ''Dunkirk'' non ti trascina non perchè non abbia una grande sceneggiatura, ma perchè la narrazione visiva non è capace di coinvolgere, virando verso soluzioni spesso ripetitive. Terzo punto: ''Dunkirk'' vorrebbe/dovrebbe essere un film ''corale'': tutti i personaggi hanno uguali e pari dignità e ruolo nella storia. Ma soprattutto, la storia stessa è corale, è la storia di tante persone, tanti individui, tutti soli, tutti sconfitti, tutti uguali. Non dovrebbero esserci eroi. E' vero ci sono i tanti civili inglesi che hanno portato in salvo l'esercito, ma nessuna volontà ricattatoria sembra voler porre l'accento sull'ideale tanto caro agli americani del solito ''eroe di guerra''. Il film di Nolan però fallisce in questo proprio all'ultimo , quando rende un grande omaggio celebrativo, visivo-narrativo, all'erore ''Tom Hardy'' andando in contrasto con quanto di corale aveva costruito fino a quel momento. E' vero, morirà (o sarà prigioniero di guerra), ma un certo intento celebrativo è abbastanza visibile. Non solo. Proprio perchè film corale, non viene raccontata la storia, la vita di nessuno dei personaggi. Tranne che, all'improvviso, quella del ragazzino sulla nave civile, prima che muoia. Ma perchè dovrebbe mai fregare improvvisamente a noi spettatori ciò, dato il tono così lineare (e di nuovo, corale), dell'intera pellicola? E' sicuramente incoerente da parte di Nolan, anche se chiaramente ciò non risulta un difetto imperdonabile. Nel complesso è un film dinanzi al quale redigere una vera e propria recensione e sfornare una valutazione risulta difficile. E' una pellicola che comunque trasporta sullo schermo un episodio della guerra in modo abbastanza originale, è completamente scevra di parecchi fastidiosi clichè del cinema americano di genere, ed è registicamente straordinaria. Ma il comparto tecnico e stilistico non credo abbia bisogno di commenti. E' un film che ameranno soprattutto gli addetti ai lavori, i cineasti e gli amanti di un certo cinema stilisticamente rifinito. Io invece rimango infine neutrale. Mi astengo dal dare un giudizio numerico, in stelle. Riesco a dire solo quanto detto ora a caldo. In quanto fan di Nolan non riesco a dire che non mi sia piaciuto neanche un poco, ma nemmeno che lo abbia apprezzato.

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FABRIT  @  05/09/2017 19:24:21
   6½ / 10
tanta e troppa attesa per un buon film "ovviamente" perchè Nolan rimane un fuoriclasse. Ma Dunkirk non è un capolavoro, nonostante un paio di sequenze appassionanti.

Spera  @  05/09/2017 18:06:46
   6 / 10
Oggi giorno tanta passione nel pubblico per un film di guerra mi ha sorpreso.
Certo...se il regista è Nolan tutti al cinema a vedere "la guerra".
Cinema strapieno quasi da sgomitare.
Bisogna riconoscere al regista il merito di aver portato tantissima gente nelle sale, a cui del genere "guerra" non è mai importato niente.
Perchè Nolan i film li sa fare ma la "guerra" è un'altra cosa.

Ho visto Dunikirk ieri in IMAX.
Non entrerò di nuovo nel merito di ciò che penso dell'ultimo Nolan ma l'unica cosa che voglio evitare sono paragoni imbarazzanti con film di guerra in generale.
Si perchè questo più che un film di guerra pare un action-thriller: il film si basa sull'azione (solo quella), di guerra ovviamente, ma è continuamente macchiato di elementi "thriller" per aumentare la suspance (tettuccio dell' abitacolo dell' aereo che non si apre mentre cola a fondo nel mare, carrello che non scende mentre si tenta un atterraggio di fortuna, sportello bloccato con acqua che entra nei fori, eccetera,eccetera,eccetera), fino a diventare stucchevole e a contribuire a ridurre il realismo.
Idem per le musiche a tappeto del pomposissimo Zimmer, troppo invadenti a mio parere e che contribuiscono al distaccamento dalla realtà.
Un distaccamento voluto a quanto pare, in quanto sono parecchi gli elementi che portano a questa conclusione: dal non vedere una goccia di sangue al non trovarsi mai di fronte il nemico.
Scelte condivisibili o meno.

Rimane che non mi ha comunicato niente, ne a livello emozionale (non ricordo una scena che mi abbia provocato un sussulto, il viso di un attore in particolare), ne a livello di conoscenza (prima di entrare in sala sapevo pochissimo sull'evento storico in questione e ne sono uscito non sapendo una virgola in più).
Certo l'intento del film non era quello.
Quasi due ore di voli, esplosioni e "sparaspara" con magnifici effetti speciali.
Ma non ho sentito l'atrocità della guerra. Per nulla.
Ho visto un film che mi voleva intrattenere con scene colme di suspence e di azione ma non un film di guerra.

Lo stile della narrazione, invece, mi risulta poco coeso ed incoerente nel finale.
Buono il tentativo di raccontare la vicenda da tre punti di vista differenti intrisa dall'ossessione di Nolan per il tempo ma alcuni passaggi mi sono sembrati troppo slegati e il cambio di registro nel finale era proprio quello che mi aspettavo.
Si può fare un film dove ci sono tre frasi in un' ora e mezza (cosa che apprezzo molto) e poi vomitare nell'ultimo quarto d'ora un pippone retorico e di una verbosità irritante che stona rispetto al resto?

Il film doveva finire muto sui volti esterrefatti dei soldati che vedono Hardy schiantarsi a terra dopo NON essere riuscito ad aprire il carrello dell'aereo.
Il viso commosso del capitano (o chi per lui) vedendo un "eroe" morire, la disperazione dei soldati nel veder tornare il nemico alla carica.
Non servivano parole.

Insomma, un film atipico da parte di Nolan, che mi è piaciuto meno ancora degli ultimi.
Sarò ripetitivo ma i capolavori di Nolan per me sono quelli precedenti a "inception".
Però come qualcuno ha già affermato su questo sito, gli ultimi film di Nolan sono per lo meno gli unici Blockbuster interessanti.

"La guerra per famiglie" è servita signori.

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Ultima risposta 08/09/2017 14.36.29
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Strix  @  05/09/2017 16:06:26
   7½ / 10
Film che mi ricorda molto Revenant, o Interstellar dello stesso Nolan.
Comparto tecnico ai massimi storici, sonoro e fotografia son da brividi.

Purtroppo c'è poca storia, si empatizza davvero poco coi personaggi, e solo nel finale arriva una bella progressione emotiva.

Molto bello, ma non un capolavoro. Di certo non il migliore di Nolan.
Nota di merito per Hardy, che può darti un'interpretazione magistrale pure se recita con il burqa.

julius422  @  05/09/2017 00:47:54
   8 / 10
Nolan anche stavolta si dimostra un fuoriclasse !! di pellicole di guerra ne abbiamo viste molte, questa non aggiunge di nulla di nuovo al genere...

Ma è la realizzazione il vero spettacolo !! ottime riprese, fotografia al top, colonna sonora eccellente capace di creare tensione e nonostante i dialoghi ridotti a mio avviso non annoia mai come film...

se potete meglio vederlo in una sala imax... rende decisamente di più

Scuderia2  @  04/09/2017 20:20:37
   7 / 10
Una settimana per evacuare.
Un giorno per attraccare.
Un'ora per contrattaccare.
Migliaia di uomini in fila sulla spiaggia in attesa di tornare a casa.
Il clima non è balneare, l'angoscia serpeggia e il rumore ha il sopravvento, martellante o cadenzato, detta il tempo delle sensazioni.
Qualcuno getta la spugna (l'elmetto) e si arrende devastantemente alle acque.
Qualcuno riprende in maniera satellitare il molo, la spiaggia e le zone limitrofe.
Ah, quegli uomini sono soldati e la guerra è solo il pretesto per mettere in scena le loro paure di non farcela e di avere deluso.

60 % per le orecchie
35 % per gli occhi
5 % per il cuore

ilgiusto  @  04/09/2017 14:44:23
   6½ / 10
Film ben fatto e coinvolgente (coinvolgente, non avvincente) ma che aggiunge nulla (o troppo poco): al suo genere, alla vicenda storica, all'approfondimento critico, al talento di Nolan e che dunque non assume e non assumerà mai nessuna particolare importanza nella storia della cinematografia.
L'interrogativo dunque non è 'Perché guardarlo?' ma bensì, dopo averlo visto, 'Perché è stato fatto?'.
Credo che la risposta sia: perché Nolan ne aveva voglia, tutto lì.
Allo stesso modo dunque, se mi chiedete se dovete guardarlo, vi rispondo 'Sì, se ne avete voglia. Se no fa lo stesso, non è'imperdibile'.

theandroidrunne  @  04/09/2017 09:47:39
   9 / 10
Opinione ONESTA.
Parto subito col dire che mi è piaciuto tanto, lo definirei un Filmone, per me, capolavoro.
Dunkirk si può riassumere tutto in: sopravvivere, riuscire a tornare a casa.. Già cosi come inception, interstellar, la fissa di Nolan è dare uno scopo ai propri protagonisti ovvero la speranza di tornare a casa.
Il trailer gia spiega tutto quindi chiudo con la descrizione.

Cosa mi è piaciuto:
- fotografia
- colonna sonora e sonoro
- realismo
- dialoghi pochi ed essenziali
- tre linee temporali "alla Nolan". Mantengono il cervello attivo e il ritmo del film rimane sempre costante.

Cosa non mi è piaciuto:
- tre linee temporali alla Nolan. Intreccio finale forse un Po troppo forzato e credo di aver visto una nave affondare 3 volte (lo capirò meglio con una seconda visione)
- potrebbe necessitare di una seconda visione(come credo gli altri film di Nolan per una totale comprensione. Ma potrebbe non essere un male)

Conclusione
Consiglio di andare a vederlo perché è un pezzo di storia del cinema
Dunkirk ha rivoluzionato con fotografia, colonna sonora e stile narrativo.
Le impressioni in sala sono quelle di essere davvero in spiaggia in mare o in cielo, grazie ad un sonoro di ottimo livello.
Onestamente ricordo in questo film delle analogie con Gravity..mi diede le stesse impressioni in sala quindi se vi è piaciuto gravity molto probabilmente vi piacerà anche questo.

Se fossi in commissioni agli oscar darei 6 Oscar per fotografia, regia, sonoro , colonna sonora, miglior film,costumi.

minoidepsp  @  03/09/2017 17:38:50
   8 / 10
Davvero un ottimo film, direi che le diverse opinioni dipendono dai gusti personali e soprattutto dalle attese che ogni film di Nolan crea.

Mildhouse  @  03/09/2017 17:20:17
   7 / 10
Buon film ma Nolan ha fatto decisamente di meglio, temo che I vincoli storici abbiano limitato fortemente il suo estro creativo

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Ultima risposta 14/09/2017 16.04.33
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TreAsterischi  @  02/09/2017 23:47:50
   6 / 10
Film sulla guerra tecnicamente ed esteticamente maestoso, ma freddo e distaccato come un documentario.
Il film mostra, ma non racconta, il chè può essere un problema alla lunga...

Comparto tecnico impeccabile, regia, colonna sonora, effetti sonori e tutto il resto semplicemente da Oscar, ma da soli non bastano a elevare il film.
Ci sono film di guerra migliori di questo e lo stesso Nolan ha girato pellicole superiori per contenuto, personaggi e forza del racconto.
(Perchè sì, è proprio il racconto a mancare qui... e se il cinema non racconta diventa semplicemente documentario e perde in potenza espressiva...)

Avevo aspettative basse e questo mi ha evitato una delusione, ma si poteva fare di meglio...

Nota di demerito al doppiaggio italiano: il film ha pochissimi dialoghi e nonostante questo sono riusciti ad andare fuori sincrono!!
Che stress quando vedo e sento certe cose...

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  02/09/2017 23:10:45
   8 / 10
Un film di guerra davvero emozionante, dove su un'ora e tre quarti ci saranno 10 minuti in tutto in cui non c'è una vera tensione! Soprattutto l'audio (merito dell'ottima sala) è in grado di tenere tutto il tempo sul bordo della poltrona. Anche la colonna sonora non dà mai un attimo di respiro. Si parla poco e in effetti non serve: la storia (raccontata alla Nolan, in maniera sfasata) segue gli eventi storici visti da alcuni personaggi da terra, dal mare e dal cielo. Nonostante la grandiosità delle immagini, forse per la volontà di tenere al minimo la computer graphic, in parte il film disorienta nel mostrare in maniera imprecisa proprio la situazione degli eventi. La città stessa di Dunkirk (totalmente devastata al tempo) viene mostrata intatta (ed i francesi paiono spariti quasi tutti, mentre in realtà combatterono eccome). Dei 400mila soldati di cui si parla, se ne vedono alcune migliaia. Delle centinaia di aerei che parteciparono alle azioni, ne vediamo forse una decina. Infine, ci viene mostrato (con grande enfasi patriottica) che furono navi civili a compiere il salvataggio dei soldati (mentre in realtà ne salvarono circa 6mila). Insomma, la scala di quel che accadde a Dunkirk fu colossale e, a parte un paio di inquadrature, dal film non traspare proprio.

Elmatty  @  02/09/2017 21:52:00
   7 / 10
Il tempo.
Nolan è ossessionato dal tempo e nelle sue pellicole più recenti (The prestige, Inception, Interstellar) ci gioca ed è sempre riuscito a far coinvolgere lo spettatore in questa sua giostra.
C'è riuscito ma non in questo Dunkirk.
Il difetto più grande di questa pellicola, ed è un difetto pesante, è proprio il tempo tanto caro a Nolan.
La divisione in tre atti della pellicola, con la conseguente mescolanza dei vari archi temporali di esse qui funziona per due/terzi.
L'atto "Il Cielo" e l'atto "il Mare" funzionano egregiamente mescolate insieme mentre l'atto "Il Molo" sembra mal amalgamarsi con tutto il resto.
Per non entrare nei dettagli ma "Il Molo" preso da solo funziona molto bene: snervante, disturbante, coinvolgente. Unito invece agli altri due si vede che c'è un qualcosa che non gira bene, una sensazione di incompletezza.
Non so bene spiegarlo ma in una parola questo Dunkirk risulta quasi noioso per una buona ora nella sua struttura tipicamente Nolan, solamente nel finale il film si riprende alla grande.
Manca un qualcosa...forse può dipendere dal fatto che qui per la prima volta il regista inglese ha le mani legate dalla Storia, in cui deve seguire un minimo di fatti realmente accaduti, non riuscendo forse ad esprimersi al meglio.
Tecnicamente è superbo: regia stupenda (specialmente nei combattimenti aerei qui Nolan si è superato), ambientazioni ben caratterizzate (specialmente la spiaggia dove le inquadrature a campo lungo rende il tutto davvero funzionale alla trama), colonna sonora bella e disturbante ma molto funzionale all'atmosfera che la pellicola vuole creare, e che sonoro ragazzi...
Così' come la visione della guerra di Nolan che trovo azzeccatissima.
E qui però viene a galla un altro difetto: la sceneggiatura.
Qui Nolan regista si ritrova senza il Nolan sceneggiatore e si sente: manca un pò quella profondità dei dialoghi che hanno reso famosi i film del regista inglese, alcuni risultano molto forzati ed altri mal amalgamati.
Anche Inception il solo Christopher aveva scritto la sceneggiatura ma il risultato si dimostrò molto migliore rispetto a questo Dunkirk.
Reparto attori: con pochi dialoghi per tutto è difficile ottenere delle caratterizzazioni dei personaggi accettabili, credo che non sia stato nemmeno nell'intento del registra farlo, concentrato di giocare più sull'atmosfera generali rispetto alle parole per poter sviluppare i personaggi.
Il risultato è riuscito a metà: i soli personaggi un po' caratterizzati risultano Branhag e Rylance, gli altri risultano abbastanza insipidi, perfino Tom Hardy.
I ragazzi sulla spiaggia non risultano per niente coinvolgenti, non hanno tante battute ma non riescono nemmeno a far traspirare le loro emozioni nemmeno con l'espressioni facciali.
Insipidi.
Insomma non dico che ci troviamo di fronte ad un flop registico di Nolan ma certamente non siamo ai suoi livelli top.
E solo uno di quelli che i film di Nolan piacciono e non poco...
Dunkirk ha come difetti quello che nella maggior parte dei film del regista sono pregi: linee temporali non completamente amalgamate bene, mancanza di una sceneggiatura forte o quanto meno coinvolgente, attori non in palla, un po' noiosetto.
Ne consiglio comunque la visione perché come film in se è molto buono ma non quanto ci si potrebbe aspettare da Nolan.

Mattia100690  @  02/09/2017 13:47:00
   8½ / 10
Ci sono due particolarità in questo film. La prima è che, per tutta la durata del film, non si vede mai in faccia un singolo nemico (persino i protagonisti sono poco caratterizzati). La seconda è che non si vede una goccia di sangue.
Eppure è un grandissimo film. Pochissimi dialoghi, tutta la regia è incentrata sul carattere ansiogeno delle immagini mostrate: la tensione mantiene un livello altissimo dall'inizio del film fino alla fine (un po' rosicchiata, effettivamente), mentre la colonna sonora del grandissimo Hans Zimmer si concentra su continui tremoli degli archi, tamburi che battono il ritmo cardiaco e dissonanze alla Ligeti. Consigliato.

76mm  @  02/09/2017 11:24:44
   6 / 10
Sono molto contento di aver appreso un'importante pagina di storia che (mea culpa) non conoscevo, i miei motivi di entusiasmo però si fermano qui.
Non sono un fan dei film bellici (ad esclusione di quella manciata di capolavori epocali che tutti conosciamo e che trascendono il genere), per cui se non era per la firma alla regia non ci sarei finito neanche per sbaglio a vedere questo film.
Peccato però che di nolaniano qui non ci sia nulla, se non la confusionaria sovrapposizione dei piani temporali (riuscita decisamente meglio in altre occasioni) che qui sembra usata soltanto a mo' di marchio di fabbrica.
Non so dire di preciso cosa mi aspettassi di vedere…confesso che le mie aspettative erano molto alte, forse troppo…probabilmente uno scavo psicologico in stile Sottile Linea Rossa mixato con la cruda spettacolarità del Soldato Ryan, giusto per citare un paio di film di genere che hanno fatto scuola e che sono, se la memoria non m'inganna, gli ultimi due war movie che ho visto al cinema (l'ho detto, non amo troppo il genere)…il tutto impastato con lo stile personalissimo ed inconfondibile dell'autore londinese.
Non ho visto nulla di tutto ciò.
Certo non si può dire che sia oggettivamente un brutto film, è girato molto bene e alcune scelte sono senz'altro apprezzabili, come quella di non mostrare mai il nemico e di cercare di evitare lo scivolone retorico (anche se in un paio di frangenti c'è cascato, ma era oggettivamente difficilissimo evitarlo in un film del genere).
Alcuni si sono lamentati per la mancanza di sangue, per me quello ci può anche stare, non sono un cultore delle budella spiaccicate…però su quella spiaggia non ho respirato il terrore, la sofferenza e la disperazione che mi sarei aspettato e onestamente non ho visto neanche i 400.000 uomini che avrebbero dovuto esserci (problemi con l'ingaggio delle comparse?).
Se in un film l'80% del lavoro lo fa il sonoro c'è qualcosa che strusa, come si dice dalle mie parti.
Nolan l'avevo già tirato giù dal piedistallo dopo l'indigeribile Interstellar, adesso il credito nei miei confronti l'ha esaurito definitivamente, dovrà cercare di riconquistarmi (non ci dormirà la notte immagino…)
Un ultima considerazione, ho letto su wikipedia che alcuni critici hanno parlato di miglior film di guerra mai realizzato…beh, io rispetto le opinioni di tutti però c'è un limite…l'utente di un forum può dire ciò che vuole e ne ha tutto il diritto, anche che Interstellar è meglio di 2001, ma un critico cinematografico di mestiere (che si presume debba avere una quantomeno buona conoscenza della storia del cinema e quindi anche un minimo di oggettività di giudizio) che dice una cosa del genere mi chiedo come possa guardarsi allo specchio la mattina.

simonpietro92  @  01/09/2017 19:24:04
   8½ / 10
Dunkrik è la guerra vista da Nolan. Alcuni stolti si lamentano che non ci sia sangue pur essendo un film di guerra. Ma è ( anche ) qui che sta la genialità del regista che riesce a mettere suspance anche se sai che l'attacco aereo sarà uguale a quello di prima. Molto aiutato dalle Musiche del maestro Zimmer, Nolan firma una visione della guerra come non l'abbiamo mai vista in cui la sopravvivenza è l'unica cosa importante. Infatti ho apprezzato molto la NON presenza dei soliti tedeschi da uccidere, troppo spesso utilizzati per inneggiare alle folle. ( troppo semplice fare un film in cui ammazare tedeschi per nolan, lo hanno fatto in troppi )
Assolutamente da vedere perchè rientra tra uno dei film di guerra più belli, forse, di sempre.

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dagon  @  01/09/2017 18:32:46
   6½ / 10
Dunkirk è l'alfiere di quel cinema in cui la storia non conta più ed in cui l'intrattenimento è concepito come pura messa in scena con effetti sonori e/o speciali, al limite dell'esperienza da realtà virtuale. Per carità, ci può stare il cinema come puro artificio, però Nolan -per me- si spreca, in questo modo.
Il coinvolgimento del pubblico e l'intensità del film sono ottenuti esclusivamente attraverso un sonoro sparato a un livello ipernormale, una colonna sonora incalzante e il montaggio. Se il sonoro "sparato" lo usa Michael Bay è un coatto, se lo usa Nolan è un genio (..eh ma perchè c'è un'idea artistica coerente ecc. ecc. ...). Anche la divisione in 3 lassi temporali mi è sembrata più legata al fatto che il regista è ormai condannato alla convoluzione narrativa, anche fine a sé stessa, che ad altro. Come in Interstellar, non mancano momenti sviluppati e approcciati in maniera discutibile, tanto più nel momento in cui la pretesa del regista sarebbe il realismo. Per citarne un paio:

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Va bene la suspense, ma sacrificare, in suo nome, la verosimiglianza in un film di cui si sbandiera il realismo (peraltro quasi non si vede una goccia di sangue), mi suona un po' da eccesso di sicumera e mi sembra che Nolan, da dopo "Inception", stia progressivamente aumentando il suo tasso di autocompiacimento. Rimpiango quello da Memento a Inception.
Film che soddisfa sotto il profilo tecnico, specie in imax, con alcune scene girate veramente bene e, come dicevo all'inizio, un sonoro che spacca letteralmente. Ma un film girato bene e di altissimo livello tecnico è il minimo sindacale che mi aspetto da Nolan.
Belle (seppur un po' ripetitive) le scene di dogfight aeree, con gli sconfinati orizzonti marini di grande effetto.
Però, sinceramente, mi aspettavo un film epico e questo non lo è neppure lontanamente, tanto è privo di pathos, freddo e calcolato; anche i momenti migliori non reggono il confronto con la genuina potenza di sequenze belliche di altri film più o meno recenti (pregasi di rivedere anche pellicole come "il giorno più lungo", "quell'ultimo ponte", "i lunghi giorni delle aquile", "Tora! Tora! Tora!", senza neanche scomodare Coppola, Kubrick o Spielberg).
"Il più bel film di guerra di sempre" è una affermazione facilona, degna del mondo odierno, caratterizzato da una marcata tendenza all'iperbole effettistica e dall'enfasi a buon mercato o probabilmente è fatta da chi ne ha visti pochi.
Nolan ormai si è consolidato nel novero dei registi, quasi santoni, che fanno capolavori a prescindere e per cui si devono intonare "osanna", stracciandosi le vesti, per partito preso.
Poi è chiaro che ognuno è libero di avere i suoi gusti e anche di idolatrare un regista (o un attore) a prescindere.

P.S.: C'è veramente poco di nuovo e, peraltro, anche sul fronte del sonoro, ricordo che nel '76 "la battaglia di Midway" uscì in sensurround, con il cinema che a momenti veniva giù ad ogni esplosione.

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Alex22g  @  01/09/2017 18:17:36
   10 / 10
Meraviglioso. Regia, musiche,fotografia e montaggio esaltano una trama di per se semplice e rendono il film un "esperienza" incredibile . Anche qui il regista ( ossessionato dal tempo ) gioca con i piani temporali riuscendo a ritmare maggiormente la narrazione e creando momenti interessanti a livello emozionale. Le musiche di Zimmer sono, come sempre, sublimi. Da vedere al cinema per godersi appieno le riprese e il comparto audio devastante , sempre sperando di non beccare gente fastidiosa in sala.
Regia sapiente , cura dei dettagli e creazione della suspance in modi alternativi , questo e' stato per me il Dunkirk di Nolan.

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Ultima risposta 14/09/2017 15.57.01
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  01/09/2017 15:49:54
   8½ / 10
Torrida sera d'agosto e cinema pieno, Nolan riesce anche in questo!
Film maestoso, sorprendente. Altissima la tensione, pazzesca la colonna sonora.
Dialoghi inesistenti per un film che riesce a zittire oltre 100 persone in una stanza.

Sestri Potente  @  01/09/2017 09:27:37
   9 / 10
Piccola premessa: non è il classico film di guerra, è la storia dell'Operazione Dynamo, che ha salvato la vita a più di 300000 soldati.
Si tratta di 3 storie ambientate su 3 diversi piani temporali (1 ora, 1 giorno, 1 settimana) che si intrecciano man mano che va avanti la vicenda.
Ci sono pochi dialoghi, ma il ritmo e la tensione sono sempre altissimi, vuoi per l'intensità delle scene, vuoi per la splendida colonna sonora del solito Hans Zimmer, sapientemente costruita per accompagnare lo spettatore all'interno della vicenda.
Christopher Nolan dimostra ancora una volta di essere un regista universale, in grado di spaziare tranquillamente in ogni genere (azione, thriller, fantascienza, guerra). Nella mia città purtroppo non è disponibile una sala IMAX così me lo sono goduto in ISENS, e merita davvero.
Grazie Christopher!

The BluBus  @  01/09/2017 09:24:28
   8½ / 10
La guerra vista da Nolan. Da vedere

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  01/09/2017 00:34:29
   9 / 10
Dunkirk è lavoro tutto in sottrazione di Nolan fino a quando c'è da affondare il colpo e lo affonda, come uno Spielberg inglese sa quando esorcizzare lo spettatore e non vi dico quando lo farà, ma lo farà, in una spiaggia spazzata dal vento, in uniformi spazzate dal vento, in uomini spazzati da una paura più grande di loro, perché tornare a casa non è mai stato così difficile con un frastuono lattescente perenne di eliche, motori, carcasse, risacche, intelaiature, ferraglia galleggiante e maree, e l'uomo, il ragazzo, attende il riappropiarsi della vita oltre una Manica di morti, oltre e dove si riesce quasi a vedere la propria terra e le sue scogliere ma vi sono solo corpi gasolio e piccole speranze fluttuanti recanti bandiera inglese, guidate da uomini di sfrido che fanno ogni guerra da protagonisti silenziosi, mentre nel cielo si consuma un urlo perenne di serbatoi e mirini fino a un epilogo che mi ha fatto lacrimare in picchiata.

E allora Dunkirk è la storia di piccoli uomini e grandi paure, che sono grandi uomini con le nostre paure, e Nolan abbandona ogni enfatizzazione, ogni sottolineatura, ogni apologia, perché dove ci si ripara per fare i propri bisogni si seppelliscono i propri morti nella sabbia e nella terra, e altrove solo ***** fuoco e vento, non c'è spazio per la speranza se non in un binocolo, in un molo, in un imbarco da silurare nella sabbia fendente come un coltello.

Cinema eccezionale, contenuto, sottratto e insieme granitico, visionario, che spezza le divisioni e ci riconduce a casa, dove la ritirata non è la vergogna più grande, ma la ricompensa più inattesa di un sussurrato e persistente "voglio solo tornare a casa."
È quella casa che troviamo in Interstellar, quella agognata casa che troviamo in Inception, è quella casa che Nolan elegge a fulcro di un simbolo di forza (e il riferimento a Spielberg non è casuale).
Nolan è tornato, ne sentivamo la mancanza, in una furia di persistente e sordo rumore bianco dalla solidità irremovibilmente postmoderna che rifonda la vecchia scuola come un Paul Thomas Anderson in planare.

9 risposte al commento
Ultima risposta 02/09/2017 15.59.03
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Lucignolo90  @  31/08/2017 23:49:59
   5 / 10
Il peggior film di Christopher Nolan. Tecnicamente maestoso (e vorrei vedere con quel popò di budget e mezzi), ma di una vuotezza imbarazzante. Non vale manco un centesimo rispetto a capolavori del genere come La sottile linea rossa o Salvate il soldato Ryan (e a me sta pure antipatico Spielberg). Personaggi visti e rivisti per come sono stati rappresentati.

Forse se pensasse un po' di meno a girare film con sto utilizzo divenuto tedioso dell'IMAX, delle camere a 185 mln di pixel, delle solite musicone pompate all'infinito e tornasse a scrivere (lui, il fratello o chi vuole lui) film dalla trama solida con personaggi che fanno davvero provare emozioni allo spettatore, sarebbe decisamente meglio.

Mi dispiace Christopher ma stavolta hai toppato, anche se, come al solito, incasserai alla grande.

David94  @  31/08/2017 23:46:20
   9 / 10
Il genio assoluto di Nolan in un film. Trama molto complicata, che si sviluppa in 3 livelli di tempo, e questo lo rende non semplice da seguire (ma é proprio quello che ti aspetti da un film di nolan). Dialoghi quasi inesistenti ma che a mio avviso sono ottimamente sostituiti dalle espressioni e soprattutto dagli effetti sonori, che ti fanno immedesimare tra gli orrori della guerra. Non perdetevelo per nessuna ragione!

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Ultima risposta 01/09/2017 01.15.39
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Truman84  @  31/08/2017 22:58:15
   5½ / 10
Amo Nolan e aspettavo questo film con tanta ansia. Durkirk però non mi ha convinto. Buono l'incipit, ma poi nessuna emozione e tanta confusione. Si parla di capolavoro ma Nolan ha fatto decisamente di meglio.

john doe83  @  31/08/2017 22:51:59
   5 / 10
Le uniche note positive di questo film sono la regia e Tom Hardy (l'unico personaggio un po' caratterizzato nel film).
Più che un film sembra un documentario, zero caratterizzazioni dei vari personaggi, musiche per nulla coinvolgenti e a tratti fastidiose, non si vede una goccia di sangue (cosa impensabile in un film di guerra, toglie molto della drammaticità che un conflitto dovrebbe avere).
Film sopravvalutato solo perché diretto da Nolan.

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