diario di un vizio regia di Marco Ferreri Italia 1993
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diario di un vizio (1993)

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locandina del film DIARIO DI UN VIZIO

Titolo Originale: DIARIO DI UN VIZIO

RegiaMarco Ferreri

InterpretiJerry CalÓ, Sabrina Ferilli, Massimo Bucchi, Valentino Macchi

Durata: h 1.30
NazionalitàItalia 1993
Generedrammatico
Al cinema nell'Aprile 1993

•  Altri film di Marco Ferreri

Trama del film Diario di un vizio

Benito, rappresentante di detersivi, conduce una vita nomade e solitaria. Avventure amorose passeggere e squallide pensioni costituiscono le tappe salienti delle sue giornate. Benito tiene un diario personale dove le sue annotazioni quotidiane si alternano a ritagli di giornale, fotografie. Dopo l'ennesima storia di inseguimento e perdita, Benito svanisce nel nulla; unica traccia: il suo strano "giornale di bordo".

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Voto Visitatori:   7,19 / 10 (18 voti)7,19Grafico
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Voti e commenti su Diario di un vizio, 18 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  21/08/2021 16:54:02
   7½ / 10
La storia di un erotomane, un fallito frustrato, solo e disperato; nel protagonista sembrano riassumersi tutto le nevrosi, i vizi e la disperazione dell'uomo medio, di chi conduce vite anonime in obbrobriose periferie.
Sceneggiatura accennata, episodica, volutamente non lineare e grottesca, con continue incursioni oniriche.
Un sempre grande Ferreri dirige un ottimo Jerry Calà in un ruolo atipico per lui; brava anche la giovane Sabrina Ferilli. Bel film.

anthony  @  13/04/2021 23:19:30
   9 / 10
Il grandissimo Marco Ferreri torna a graffiare e a 'picchiare duro' nel suo penultimo film, nel 1993.
"Diario di un vizio" è la risposta anni'90 a ''Dillinger è morto": la spietata e grottesca condanna all'ominicchio medio piccolo-borghese si sposta dall'appartamento alienante e alienato.. agli esterni smorti, tetri, angoscianti e vuoti di una Roma irriconoscibile e in putrefazione.
Benito (un bravissimo Jerry Calà) è la rappresentazione umana del paesaggio in decomposizione nel quale vaga senza meta: annotazioni su di un diario che nessuno mai leggerà: ricerca di sesso spasmodico e mai conciliante, di prostitute, di un equilibrio irraggiungibile con la amata/odiata amante Luigia. Una vita senza senso, senza speranza, senza motivo: la fine del piccolo-borghese medio che è stato disconosciuto dai suoi 'simili' perché impazzito.. e quindi oramai libero da catene, lacci e ipocrisie di sorta. La società dei consumi, ormai adulta e matura, espelle senza grandi feste e clamori gli elementi e gli ingranaggi non conformi e di disturbo.
L'insuperabile e mai uniformato Ferreri dirige e fotografa il film splendidamente, in maniera a dir poco eccezionale.
Il suo ultimo grande, grandissimo film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR wicker  @  15/05/2020 19:04:03
   7½ / 10
Film molto particolare di Ferreri , si tratta qui di un amore malato ,di un uomo solo ,triste e ambiguo , ma coerente nelle sue scelte e nel suo modo di vivere così decadante e misero da suscitare la simpatia nell'essere più puro di altri magari più artificiosi e finti .
Grande Gerry Calà in un ruolo difficile ,rendere la pazzia e il disagio qualcosa di normale e di sofferto , come per amore soffrono tutti gli uomini .
Un gran film ma sfaccettato e complesso più di quello che sembra.

VincVega  @  03/09/2019 19:08:25
   7 / 10
Questo di Ferreri, a mio avviso non è un grande film, scollegato, senza una trama ben precisa, ma che riesce ugualmente a dare uno sguardo lucido all'esistenza miserabile del protagonista, volutamente grottesca e surreale, quasi ad estremizzare un mondo in cui lo stesso Benito è sicuramente fuori posto, tra amori malati e avventure bizzarre. Se la cavano Jerry Calà e la Ferilli.

Goldust  @  11/07/2018 15:00:21
   4 / 10
Un accumulo di situazioni che vanno dal grottesco, al triste al patetico per uno dei film meno riusciti di Ferreri, autore che peraltro non amo particolarmente. Senza un vero filo logico, praticamente episodico, riesce solo parzialmente a raccontare la vita mesta di uno sbandato senza arte nè parte, travolto dall'amore per le donne e l'esigenza di raccontarsi attraverso un singolare diario personale. Calà si butta nel personaggio come può ma sarebbe una bestemmia considerarlo l'attore giusto al posto giusto; molto meglio allora la ruspante Ferilli, a tratti inarginabile. Certo, il fatto che lui si spogli più di lei è imperdonabile. Standard recitativo nel complesso sotto il livello di guardia, mentre le musiche sono imbarazzanti.

DarkRareMirko  @  27/02/2017 22:38:45
   6½ / 10
Non mi ha fatto impazzire e devo dire che Ferreri è un regista più discontinuo di quanto potessi pensare (si pensi a Il banchetto di Platone, che sfigura messo a paragone con La grande abbuffata, per dire).

Antinarrativo, discontinuo, a volte spartano in quanto a regia, il film poggia su un Calà che si impegna a recitare in modo diverso (tutto pianti e depressione) e su una Ferilli molto sexy (è più piacevole vedere lei nuda che Calogero però, eh ehehe).

Mi aspettavo di più ma è comunque un film con un suo perchè.

Da l'idea di un film girato giorno per giorno, senza script e praticamente senza un finale.

fabio57  @  07/06/2016 13:40:38
   7 / 10
Uno dei meno conosciuti film di Ferreri,ma a parer mio forse il migliore. Giudico questo regista sostanzialmente sopravvalutato, tuttavia alcune opere sono sicuramente degne di nota. Questo film all'apparenza superficiale, è invece un'analisi abbastanza realistica di un amore "malato" come ce ne sono molti. Il protagonista è un perdente che si muove nel mondo completamente senza bussola, alla deriva e in balia di un amore senza speranza con una donna che sistematicamente lo tradisce, è continuamente in affanno e si arrabatta alla men peggio.Come è nello stile dell'autore alcune scene sono a dir poco "surreali" Una menzione speciale per Jerry Calà, in uno dei suoi pochi ruoli seri, se la cava egregiamente

Hana Tsukishima  @  03/05/2015 02:29:12
   7½ / 10
Giù la maschera...Ho guardato questo film non tanto per la fama di cui godeva il suo regista, Ferreri, ma più che altro per vedere come se la cavava Jerry Calà in un ruolo serio e impegnato.
Direi che il risultato é riuscito e il Benito interpretato da Calà é il piccolo, squallido uomo che Ferreri voleva comunicare e che si amalgama bene a una pellicola, fredda, decadente, e a tratti surreale nelle sue atmosfere desolate dai colori molto netti, definiti e statici.
Un bel prodotto.

Neurotico  @  14/01/2015 15:25:18
   8½ / 10
La sofferenza sta nella distanza dagli altri. Il cinema di Ferreri è da riscoprire perchè, oltre a titoli blasonati come La grande abbuffata o Dillinger è morto, può regalare delle perle straordinarie come questo Diario di un vizio, con un Calà incredibilmente adatto nel ruolo di un emarginato in crisi esistenziale, senza arte nè parte che si inventa, dopo la laurea in filosofia, in venditore porta a porta di detersivi. E' un personaggio borderline che vive di espedienti, con relazioni amorose instabili, avventure con prostitute e visite al medico che gli consiglia lo psichiatra.
Benito, disadattato col sogno velleitario di fare l'insegnante di filosofia è condannato alla solitudine, alla frustrazione e alla depressione, che raramente non riesce a mascherare lasciandosi andare a pratiche masturbatorie e crisi di pianto. Le annotazioni e le registrazioni del suo diario sono una prova della sua autoconsapevolezza oltrechè una strategia catartica con cui si purifica del male cui lo induce l'isolamento e l'incapacità di far parte della società ("Povero me, che vita..").
Una tragi-commedia surreale, grottesca e con tocchi di poesia. Calà è immenso nel dar vita a un uomo che non si rassegna alla sconfitta e al fallimento, ma nonostante le difficoltà avanza nella vita senza speranza di rivalsa, redenzione ed emancipazione, con la sola consolazione offerta dal mondo dei sogni, notturni o ad occhi aperti che siano. Una parabola sull'alienazione dell'uomo moderno.

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Beefheart  @  07/02/2012 14:38:44
   4½ / 10
Ben poca cosa questo penultimo film di Ferreri. Jerry Calà, a differenza dei suoi colleghi, non se la cava neanche malaccio, ma è proprio il film, per come è diretto e strutturato, a non convincere ed a stancare. La visionarietà delirante e grottesca dei bei tempi qui si fa squallore; più vicino ad una grossolanità alla Tinto Brass che non alla stralunata poetica intellettuale che contraddistingue l'opera del regista. Un film in grado di scontentare tutti, compresi gli appassionati. Peccato.

Gabo Viola  @  01/11/2011 00:34:39
   8½ / 10
Jerry Calà e Sabrina Ferilli diretti da Ferreri. Geniale? Già. La perfetta descrizione di un uomo ridicolo, sessocentrico, annoiato, con gli angoli della bocca madidi di grasso. Ferreri destruttura la commedia all' italiana e a ben vedere ne fa riscoprire il lato funereo. "Ho pranzato con i soldi della catenina di luigia: che te la pongo che te la pongo che te la pongo te la pongo ya". Da vedere assolutamente, l' epitaffio di Marco.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  21/03/2011 00:06:44
   6½ / 10
Mi sembra di ricordare che questo film fosse tratto da un diario vero realmente ritrovato in una pensione, dimenticato da un venditore di terz'ordine come il protagonista poi interpretato da Calà (però nemmeno su Wikipedia se ne parla, per cui forse ricordo male).
Sicuramente se rappresentare lo squallore di un uomo voleva essere l'intento di Ferreri, non si può dire non ci sia riuscito. L'intero mondo in cui vive Benito è veramente ripugnante, in una galassia di personaggi in cui non se ne salva nemmeno uno. Non ho apprezzato gli attori, prevalentemente inabili (ok, se pure questo era l'intento di procedere per accumulazione di inettitudine...)
Mi ha anche disorientato qualche gag infilata qua e là, in cui Jerry Calà (perloppiù bravo e credibile nella parte) torna a fare sè stesso come nei suoi filmacci anni 80. Una nota maschilista: per la miseria che fisico che aveva la Ferilli!!!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  12/02/2009 21:21:59
   7½ / 10
Credo che insieme a La casa del sorriso sia uno dei film migliori dell'ultimo Ferreri. Diario di un vizio ha il pregio di raccontare, tramite questa continua e ossessiva annotazione del quotidiano, la tragica esistenza del protagonista. Ferreri riesce a trasformare lo squallore in qualcosa di sublime facendoci partecipi delle emozioni di Benito nella sua continua lotta per sfuggire alla solitudine. Stupisce in positivo Jerry Calà, non gli avrei dato un soldo bucato, però devo ammettere che il suo personaggio è credibile e non privo di sfumature.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  23/11/2008 21:44:53
   4 / 10
Noioso e brutto! No, questo film non mi è decisamente piaciuto!

Bathory  @  29/07/2008 17:48:18
   6 / 10
Ferreri è un regista tra i più controversi..da La grande Abbuffata all'Ape Regina, da L'uomo dei cinque palloni a La donna scimmia ci si trova di fronte a film spiazzanti, caratterizzati da non-sense, humor caustico e situazioni grottesche; questo ha reso Ferreri un regista grandioso, unico ed inimitabile..

Tuttavia questo Diario di un Vizio ha deluso profondamente le mie aspettative..
Va sicuramente reso merito a Ferreri di aver chiamato Jerry Calà, attoruncolo di commedie di quart'ordine, per interpretare un personaggio terribilmente squallido e triste, tuttavia non mi sento di valutare più che positivamente questo film solo per questa intuizione geniale..

Difatti Calà pur dimostrando che se lo volesse un minimo, sarebbe un attore quasi dignitoso, la Ferilli e le altre comparse sono assolutamente fuori luogo e irritanti.
La storia sviluppata in maniera abbastanza superficiale, lasciando molti elementi al caso, influendo sul risultato finale, per la verità piuttosto scarsino.

Tutto sommato però è un film che si lascia guardare e vedere il faccione di Jerry Calà in un contesto differente da quello di una triste commediuncola estiva è un'esperienza unica.

Ultimo appunto: capisco che Ferreri è un regista molto apprezzato, ma che questo film abbia come media del 9,3 mi pare leggermente esagerato, a volte bisogna essere obiettivi...

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/08/2008 11.01.29
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Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  19/05/2008 21:40:14
   9 / 10
cè da togliersi il cappello dinanzi a film di questo calibro...ferreri riassume in meno di 1 ora e mezza di film l'essenza del fallimento umano nelle sue realta' + squallide e malinconiche senza tralsaciare quel tocco di ironia ke colpisce come 1 pugno nello stomaco...jerry calà perfetto nel suo ruolo mi sembra ankora adesso pazzesco ke sia riuscito ad ambientarsi in modo cosi sublime in un film di alto livello abituato com ero a vederlo come icona del trash italiano..ma la mano santa del vecchio Marco si nota anke in queste scelte tecniche oltre ke nella sua indiscussa maestria dietro la cinepresa..
splendida la ferilli :P

'' ho chiamato mia mamma
tentato di masturbarmi
è inconcepibile ''


poesia pura

benzo24  @  25/11/2007 19:30:03
   9½ / 10
sottoscrivo il commento precedente.

addicted  @  08/09/2007 12:52:50
   9½ / 10
Non è il capolavoro di Ferreri, ma è un ottimo esempio di cosa sapeva fare quell'uomo: un film amaro, carnale, semplice, profondo e poetico.
Solo l'idea geniale di chiamare Jerry Calà per interpretare il protagonista meriterebbe una standing ovation!!! E Calà è perfetto!!! Il ruolo di una vita!!!
Grande Ferreri!!! Grande il vero cinema italiano!!!

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