cuore sacro regia di Ferzan Ozpetek Italia 2005
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cuore sacro (2005)

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locandina del film CUORE SACRO

Titolo Originale: CUORE SACRO

RegiaFerzan Ozpetek

InterpretiBarbora Bobulova, Andrea Di Stefano, Lisa Gastoni, Massimo Poggio, Erica Blanc, Camille Dugay Comencini, Caterina Vertova

Durata: h 1.57
NazionalitàItalia 2005
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 2005

•  Altri film di Ferzan Ozpetek

Trama del film Cuore sacro

Irene Ravelli ha ereditato dal padre non solo il patrimonio, ma anche uno spiccato senso degli affari. Ottenuto il dissequestro dell'antico Palazzetto di famiglia, Irene scopre che una delle stanze, abitate un tempo dalla madre, Ŕ rimasta intatta come se la donna ci abitasse ancora. Il fantasma della madre e l'incontro con una straordinaria bambina, Benny, generano in Irene un conflitto che la porta ad un totale cambiamento.

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Voto Visitatori:   5,68 / 10 (111 voti)5,68Grafico
Miglior attrice protagonista (Barbora Bobulova)Migliore scenografia
VINCITORE DI 2 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Miglior attrice protagonista (Barbora Bobulova), Migliore scenografia
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Voti e commenti su Cuore sacro, 111 opinioni inserite

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DarkRareMirko  @  06/04/2021 22:11:22
   7½ / 10
Il film Pasoliniano per eccellenza di Ozpetek, con temi come altruismo e solidarietà.

Intenso e religioso, con una bella e brava Bobulova, prende e fa riflettere, risultando ben diretto e musicato.

Wilding  @  07/04/2020 10:00:54
   7 / 10
Fuor di dubbio pesante nella sua profondità di pensiero filosofico e concetti religiosi espressi, con una trama che non va al di là del racconto della conversione mistica di francescana memoria. Eppure riesce a trasportarci sino alla fine, forse per la splendida interpretazione della Bobulova, forse per la filosofica teoria del Cuore Sacro, meravigliosa e affascinante. Da vedere, con pazienza, ma da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR wicker  @  14/04/2018 14:54:10
   4 / 10
Pessino Ozpetek che scopiazza bergan e crea un film nullo per contenuti e empatia.
Si salva solo l'interpretazione della Bobulova mentre tanti personaggi sono così inutili e finti al limite dell'incomprensibile.

pilone  @  10/11/2012 21:46:09
   3 / 10
Solito film perfettamente nello stile del ( per me) sopravvalutatissimo ozpetek. Recitazione da dita in gola, noioso a livelli mortali e con una trama interessante quanto un esame proctologico.
Non capisco davvero come faccia questo regista ad avere così tanti estimatori... (a parte per le fate ignoranti che devo ammettere era davvero bello)

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Ni-Co1989  @  10/01/2012 00:48:08
   4 / 10
La curiosità iniziale con cui ho deciso di guardare questo film mi ha abbandonato dopo neanche 20 minuti. Troppo pesante e senza sbocchi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  10/11/2011 18:08:36
   5 / 10
Europa '51 cinquant'anni dopo. Un film con tematiche del genere fa tremare i polsi e va dato atto al regista turco una notevole dose di coraggio. Oltre al coraggio però ho anche constatato anche incoscienza, perchè un tema così difficile come la (ri)scoperta di una sfera spirituale sfocia in troppe cadute nel retorico, dialoghi che sembrano aforismi. da come sono pronunciati con enfasi e sottolineature. Ozpetek è un regista molto bravo, tecnicamente parlando, ma qui manca la concretezza di un Rossellini.

charles  @  27/02/2011 14:10:15
   6 / 10
Chissà con quali criteri si assegnano i David di Donatello. I film di Ozpetek ne fanno incetta, ma fatta salva la indubbia capacità del regista di scegliere, come in questo caso, temi interessanti, la trasformazione in film degli stessi delude spesso.
Succede anche qui, dove una incerta regia ed una insufficiente interprete del ruolo principale (guarda un po', anche lei premiata), vanificano una ambientazione molto suggestiva e una trama interessante.
Peccato, con un po' più di impegno, ci scappava un grande film.

gemellino86  @  11/12/2010 18:04:17
   4 / 10
Credo che sia difficile trovare film più noiosi di questo. Per fortuna ho solo un vago ricordo. Le tematiche potevano essere interessanti e invece... yaaaaaawwwwwn!!!!!!!

gandyovo  @  04/01/2010 18:26:10
   5 / 10
El_Baro  @  10/12/2009 00:08:52
   4 / 10
Che dire.. La prima mezz'ora ha anche il suo perchè, se non altro ti fa pensare "dove si andrà a parare?".
Poi, comincia un mescolone di personaggi, fatti, filosofia de noartri tale da sfiorare più volte il ridicolo.
Ho trovato sensati solo certi (mezzi) discorsi del prete, che se non altro instillano un briciolo di dubbio e sospensione in un film che, per il resto, si sbrodola addosso le sue enormi ambizioni.

leonida94  @  02/10/2009 12:47:05
   5 / 10
Di Ozpetek ho visto solo "Le fate ignoranti" che mi aveva lasciato soddisfatto.
"Cuore sacro" parte bene: la s***** intriga, i personaggi sono interessanti e la ragazzina movimenta in positivo la pellicola.
Ma la seconda ora diventa una tortura.
Quando l'ego della protagonista si fa sentire il film cade in un limbo e si trascina per il resto della durata. Noioso e pesante gli ultimi minuti sono difficilissimi da seguire in piena lucidità.
Per me non raggiunge la sufficienza sindacale per essere un buon film.
Brava la prova della Bobulova.

Gui80  @  30/01/2009 22:14:58
   3 / 10
Irritante...
Un film terribile, una parabola talmente buonista e banale da far addormentare persino il Bale dell'Uomo senza sonno.

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1 risposta al commento
Ultima risposta 30/01/2009 23.03.05
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  13/01/2009 04:25:35
   3 / 10
Vabbè i personaggi sembrano presi da febbre altissima e delirano...Io non ci ho capito nulla, è non è uno di quei film dove ci trovi la morale, o ti lascia quell'amaro particolare ecc. è proprio che non si comprende nada. Bocciato!

the saint  @  31/12/2008 15:52:19
   2 / 10
oddio, l'ho all'università (per ETICA DEL LAVORO) mi stavo addormentando! orrendo!

eraserhead  @  31/12/2008 15:03:09
   1 / 10
Pietosa storiella di conversione mistica da quattro soldi, in una cornice da fiction insopportabile. Dove diamine voleva arrivare ozpetek? Storia trita e ritrita del ricco cinico (in questo caso ricca cinica) che tutto ha ma nulla ama, ma che si ravvede e trova dio lasciandosi andare in michelangiolesche pose senza motivo apparente. Fastidioso nella sua demagogia di stampo medievale. Recitazione pessima, che affossa un film già povero di suo. Imbarazzante.

collina  @  22/09/2008 09:25:28
   7 / 10
Un film stilisticamente ineccepibile che punta tutto sull'ambiguo potere del gioco luce - musicalità ,sull'esaltazione pittorica delle scenografie e su numerosi piani sequenza atti a scrutare i luoghi e le emozioni sul volto della protagonista.

laide  @  04/09/2008 12:10:34
   4½ / 10
mamma mia, cos'Ŕ tutto questo pietismo, questa impronta francescana, questo tentativo di spiritualitÓ reso ben poco in una storia ingarbugliata e noiosa?
Delusione, speriamo sia solo un errore di Ozpetek...che non si ripeta!

carla80  @  01/02/2008 18:51:34
   7 / 10
La colonna sonora, come in tutti i film di O., è affascinante, fra brividi e batticuore.
Il film decisamente trascendentale è interessante, ritorna il tema del cambiamento e del viaggio interiore.In questo film gli imput dello"spostamento" sono dati dall'incontro con una bambina e dal rivissuto di una stanza appartenente alla madre della protagonista.
Risalta l'esigenza della spiritualità e dell'espiazione di non so quale peccato che psinge, alcune persone, a gesti di delirante fanatismo altruistico...evidente nell'ultima scena del film.

wega  @  16/10/2007 19:38:08
   4 / 10
presi questo film perchè mi sembrava interessante la storia e per il buon regista ke è ozpetek,ma difficilissimo da seguire,cioè non ci ho mai capito nulla...ho provato a rivederlo ma mi perdevo ogni volta se solo dovevo rispondere ad un sms...no no film non convincente

metafisico  @  13/08/2007 18:59:30
   2 / 10
uno strazio indicibile .
personaggi come al solito stereotipati in maniera agghiacciante

Paolo70  @  27/06/2007 15:47:21
   6½ / 10
FIlm che parla del cambiamento di una donna radicale; da manager si trasforma in benefattrice dei più bisognosi al punto tale da essere considerata malata di mente.

Il Messere  @  29/05/2007 22:38:43
   4½ / 10
Vertiginosa caduta di uno dei registi più interessanti in Italia.
È la vicenda di una novella san francesco nello stupendo Rione Monti (ridotto a folclore nel vano tentativo di suggestionare lo spettatore) che nel finale

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER: una scena ridicola che vorrebbe essere toccante.

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Ultima risposta 19/04/2010 11.30.52
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Ch.Chaplin  @  06/04/2007 14:37:35
   6½ / 10
insomma..è bellissima l'idea, ma il problema è ke se non si sta attenti veramente è un garbuglio unico e poco comprensibile; l'uso della mdp è secondo me un po' accademico e poco efficace (poi posso essere smentito), la sceneggiatura lascia buchi su buchi..ripeto, l'idea è molto interessante, ma sviluppata male, 6 politico + mezzo voto x la bellezza della protagonista..;-)

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Ultima risposta 16/10/2007 19.38.50
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  04/03/2007 17:20:09
   5 / 10
il film viene salvato dal colpo di scena finale che risulta inatteso e commovente...per il resto sembra trovarsi di fronte a due film diversi!
la prima parte è piacevole anche se la storia non c'è...ma quando si capisce dove il film vuole andare a parara(una conversione quasi francescana)si precipita nel banale!
innanzitutto la protagonista tiene sempre la stessa espressione per tutto il film e le sue battute sono pochissime,dovrebbe convincerci del suo pensiero e invece non parlando,lo spettatore non fa altro che giudicarla una povera pazza!
la noia è sempre presente perche non c'è azione e si prova a commuovere lo spettatore ma senza mai riuscirci,almeno fino al finale!
insomma un film riuscito a meta'!
peccato

Lory_noir  @  27/02/2007 15:12:52
   6½ / 10
Il film in alcune parti è emozionante, in altre è stupido. Io apprezzo il lavoro di Opzetek e la recitazione della Bobulova. Il film nel complesso è abbastanza guardabile e può piacere.

mikyross  @  27/02/2007 11:49:29
   7 / 10
Lontano dal casino delle fate ignoranti, lontano dalla famiglia della finestra di fronte, questa volta il film parla dell'INDIVIDUO. Della sua ricerca di sé e dello scardinamento di una vita forse troppo imposta per decidere se abbandonarla, modificarla o ributtarcisi dentro per trovarvi protezione. La retorica di Özpetek forse in questo film raggiunge il suo punto più alto, e quindi a tratti fastidioso, ma la spiritualità rimane. Bello.

norah  @  27/02/2007 09:30:15
   3 / 10
Ieri sera mentre facevo zapping mi sono imbattuta in questo Cuore Sacro;dopo 15 minuti non ne potevo più.
Ozpetek vergogna!!!
E mi é pure passata la voglia di andare a vedere Saturno Contro.

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Ultima risposta 20/02/2008 10.24.55
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Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  27/02/2007 01:00:57
   4 / 10
Togliete ad Ozpetek i clichè cui è tanto legato e la risultante sarà una sequela di boiate mistico/evocative di infima lega. Se i precedenti lavori del regista italo-turco erano caratterizzati da un certo stile al servizio di sceneggiature poverelle, "cuore sacro" pecca invece di qualsivoglia notazione positiva, grazie a dialoghi farneticanti, recitazione approssimativa e regia televisiva.
La Bobulova poi passa l'intero film a sgranare gli occhioni, quasi a volersi convincere che ci sia qualcosa di cui meravigliarsi nell'arco delle due interminabili ore di pellicola; evidentemente si sbaglia, perchè la noia regna sovrana per tutto il tempo.

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Ultima risposta 05/03/2007 15.49.29
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quaker  @  21/01/2007 21:08:52
   5 / 10
Grande delusione. Non vi va neppure di parlarne, perché vedere una simile occasione sprecata ti fa girare... .
Guardate il grafico dei voti: rimedia tanti nove quanti tre. Film dunque che si ama o si detesta. Per me la cosa peggiore per un regista è sprecare occasioni. E con cuore sacro Ozpetek ci è riuscito in pieno, riuscendo a fare un brutto film, pur avendo tutti i mezzi per realizzare il suo capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  18/12/2006 10:49:19
   5 / 10
Sicuramente il peggior film di Ozpetek,il regista turco ormai adottato dal nostro paese, realizza un film tremendamente confuso che mescola con eccessiva faciloneria troppi argomenti e troppe situazioni,rendendo una pellicola potenzialmente molto interessante, in una storiella francamente poco plausibile oltre che noiosa e in alcuni punti addirittura kitsch.
Non basta l’elegante capacita’ tecnica del regista,non bastano le suggestive ambientazioni dei vicoli romani e dell’antico palazzo ,non basta una buona recitazione da parte degli attori (tolta l’insopportabile Benny,interpretata da Camilla Dugay Comencini),per fare di “Cuore sacro” un buon film.
Interessante l’obiettivo e cioe’ quello di mostrare il percorso di vita di una giovane ,ricchissima ed arrogante imprenditrice che si tramuta in una benefattrice e paladina dei poveri,buona l’idea di mettere in luce una sorta di senso di colpa da parte della classi benestanti nei confronti dei meno fortunati…encomiabile l’idea di dare visibilita’ a gente che molti pensano non esista neppure nella civile Italia,e che invece vive emarginata da tutto e da tutti ,in condizioni pietose e non ha neppure di che mangiare.
Purtroppo pero’ Ozpetek,calca eccessivamente la mano, mescola il messaggio sociale con il thriller(riguardo il passato della madre),ammanta il tutto di riferimenti alla fede cristiana a mio avviso grotteschi: la scena di Irene che si denuda in metropolitana come una moderna seguace di san Francesco o sempre lei che assiste un barbone in una posa che ricorda la Pieta’ di Michelangelo,sono scene indiscutibilmente forti,ma arrivano allo spettatore nella maniera meno opportuna e cioe’ scadendo quasi nel ridicolo.
Anche le musiche,solitamente cavallo di battaglia dei film di Ozpetek,sono qui ridondanti ed eccessive,mentre è decisamente spiazzante in negativo il finale.
Film assolutamente confuso e poco emozionante,peccato perché sino ad ora Ozpetek aveva mostrato buone cose.

suzuki71  @  29/03/2006 13:51:24
   5 / 10
Di veramente bello c'è il commento musicale, ben fatte alcune scene ma di fondo la trama è troppo poco credibile e pretenziosa, sicuramente un film melo' non degno delle altre opere del bravo regista. Deludente.

tavullia86  @  16/01/2006 14:16:34
   2 / 10
terribile......troppo falso e smieloso......badanna.......

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Ultima risposta 16/01/2006 18.01.39
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lupocattivooooo  @  03/01/2006 16:12:57
   3 / 10
Belle alcune immagini.
Tutto il resto e' noioso e retorico.

Serlon  @  02/01/2006 14:00:00
   6 / 10
Sono più validi i nomi del film in se.
Non ho una particolare simpatia per Ozpetek, sebbene va riconosciuto che sia un ottimo regista. Ma in questo film la vera nota positiva è l'interpretazione della Bobulova...

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  02/01/2006 11:45:36
   4 / 10
Io mi sono annoiato talmente tanto da addormentarmi più volte. E questo non accadeva da olter 10 anni!!!
Credo che questo film sia una mera boiata senza capo ne coda.
Il tema poteva anche essere interessante, ma è stato trattato con tale piattume e faciloneria da risultare innocuo.
Ozpetek mi aveva convinto molto con i precedenti lavori.
Speriamo che questo sia stato solo un errore di passaggio.

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Ultima risposta 27/01/2006 11.54.16
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win2k  @  01/01/2006 09:20:03
   7 / 10
Bel film, forse pecca un pò la recitazione, trama simpatica ma da sconsigliare se si ha sonno, si rischia di non riuscire a finirlo

Invia una mail all'autore del commento bobo94  @  30/12/2005 13:53:52
   6½ / 10
Non mi è sembrato proprio male questo film. Diciamo che ha buoni pregi e alcuni difetti. I pregi sono una scenografia effettivamente studiata bene, gli ambienti scelti sono di effetto. Anche la trama ha uno sfondo di notevole intensità, anche se sviluppata in modo un po' travagliato. Ottime le musiche, come quasi sempre nei film di Ozpetek.
I difetti sono sostanzialmente la lentezza del film nella prima parte e l'interpretazione della protagonista (poco espressiva secondo me). Forse non vale il biglietto del cinema, ma si puo' tranquillamente vedere....

jackk  @  24/12/2005 09:50:26
   10 / 10
Bellissimo film, da non perdere. Un aspetto della vita quotidiana che tutti ben conosciamo e che troppo spesso non vogliamo vedere. Voto 10 per sollevare una media troppo bassa per un simile film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Caio  @  19/12/2005 19:21:59
   6½ / 10
allora...il film è buono: molto suggestive le ambientazioni di una Roma nascosta, molto bravo il cast (soprattutto la bambina), molto commovente e profondo..ma un pò confuso verso la fine, o meglio troppo surreale. Perchè? Perchè all'improvviso avvalersi della fantasia quando si vuole raccontare ciò che accade nell'animo degli uomini, cose così vicino a noi, così tangibili. Probabilmente non l'ho capito del tutto, ma mi ha spiazzato ad un certo punto...come se perdesse il senso della misura.

JackSpammatore  @  08/11/2005 17:15:33
   2 / 10
Agghiacciante!
Tipico esempio di ciò che non funziona nel cinema italiano.

la mia opinione  @  30/10/2005 16:21:23
   8 / 10
La prima parte è un po macchinosa, tutte le sequenze della bambina.. perche sono poco chiare. Da meta film in poi la sceneggiatura decolla in un mix di emozioni intense con riferimenti etici, religiosi molto interessanti. Senza dimenticare l'analisi sul periodo storico consumista. Il finale è eclatante, ai limiti del capolavoro. Cmq sia si tratta di un film interessante. 8 pieno.

pirulino  @  30/10/2005 13:33:18
   2 / 10
Imbarazzante. La scena della "spoliazione deii beni terreni" in metropolitana è la cosa più agghiacciante che si sia mai vista in un film. Retorica allo stato puro. Peccato. Ma ormai anche Ozpetek è diventato un regista che produce solo film di consumo.

Meg_Ryan  @  25/10/2005 19:13:22
   2 / 10
Il cinema italiano tale è e tale rimane.

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Ultima risposta 25/10/2005 19.20.43
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max67  @  24/10/2005 10:35:48
   3 / 10
peccato perche ozpetek e' uno dei registi migliori, ma qui stecca con un film sopra le righe e brutto con un finale dei peggiori mai visti, con un sacco di banali dialoghi, con la zia cattiva e quella buona con un evolversi della storia senza senso, bellissimo e azzeccato il commento precedente.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  21/10/2005 23:31:38
   3 / 10
Veramente un brutto film, falso e inconcludente. Certo che se il pubblico italiano apprezza questo genere di film, è poi giusto che i registi li realizzino, senza apportare qualche sostanziale cambiamento che per il cinema italiano sarebbe vitale. Film lento, noioso, moralista, poco reale e irritante; attori incapaci (io accetto ogni parere riguardo ai film ma chi dice che l'attrice protagonista è all'altezza della situazione è proprio sulla strada sbagliata); persino le musiche tendono ad intensificare la difficoltà a seguire la vicenda e la noia. Puntualizzo le ragioni di alcuni aggettivi che ho usato per definire il film. "Poco reale" visto che da un lato non vengono approfondite le ragioni che spingono la donna ad avvicinarsi alla giovane ladra (manca un'evoluzione del rapporto tra le due che può giustificare l'evolversi dei fatti), dall'altro l'attrice protagonista non approfondisce minimamente le sue capacità nel "fare i soldi". Con questo intendo dire due cose: ma che c***o fa questa da mattina a sera? e poi deve avere uno spiccato senso degli affari una che si lascia fregare una volta il portafoglio, l'altra le chiavi di casa, andando incontro alla ladra (è proprio così che nella vita "si fanno i soldi"). "Falso moralista" perchè chi si comporterebbe in quel modo, non solo nei confronti della bambina (che tra parentesi è odiosa) ma anche nei riguardi del barbone? Il finale è imbarazzante. In sintesi, o il cinema italiano cambia qualcosa o di strada non ne farà mai!

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Ultima risposta 24/10/2005 10.58.58
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Keith  @  21/10/2005 16:18:28
   1 / 10
Questo è il peggior film che abbia mai visto. E la bambina la peggior attrice della storia.

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Ultima risposta 21/10/2005 16.36.47
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Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  05/10/2005 22:41:17
   7 / 10
Parte molto bene tanto che mi fa pensare di essere incappato nel migliore del regista, meglio anche de La finestra di fronte; poi però si perde un pò nella narrazione, il cambiamento di Irene è troppo repentino ed alcuni punti sono un pò troppo esasperati (il ritorno della bambina che accarezza Irene), alla fine non supera certamente la finestra di fronte che rimane, a mio giudizio, il migliore ozpetek ma rimane un buon film sull'indifferenza del nostro mondo nei confronti dei più deboli, da vedere in ogni caso.

Invia una mail all'autore del commento angelowilliam  @  25/09/2005 22:31:25
   7 / 10
Non sono amante dei film italiani,perchè sono lenti nell'evolversi, le trame risultano poco corpose, le interpretazioni quasi piatte. Questo film emerge positivamente nel panorama cinematografico italiano e non solo.

L'interpretazione del personaggio di Irene(Barbora Bobulova) in tutto il film è colorata dalla tristezza che in parte o totalemente doveva trasformarsi in profanda gioia. Questa è la pecca del film che l'interpretazione è sempre la stessa rimane quell'alone di tristezza.

wight  @  22/09/2005 20:04:19
   8 / 10
Un film che vale la pena di vedere. Fa riflettere anche con i suoi difetti. E' vero che il cambiamento di Irene è troppo repentino e alcuni passaggi sono ingenui. La Gastoni a tratti da più il senso della soap opera che di un film. Il film però è una grande riflessione sulla società di oggi e sulle nuove povertà. Non credo sia un film solo laico o solo religioso. E' un film contro l'indifferenza, sia verso gli altri, sia verso la spiritualità.

genni  @  26/08/2005 00:36:12
   8 / 10
Un semplice specchio di vite che cambiano completamente,dalla superficialità alla voglia di spiritualità perduta o mai avuta.Una ricerca del cuore nascosto che abbaglia a volte il nostro animo,non c'è niente da definire su questo cuore sacro.Emozionante,brava la Bobulova,bellissime le musiche.
Non ai livelli de La finestra di fronte,ma rimane coinvolgente.

Merlino  @  17/08/2005 16:28:57
   9 / 10
Se prima mi piaceva la Bobulova, ora dopo aver visto questo film, sono letteralmente innamorato dei suoi occhi abbaglianti. Lei e' bravissima! E regge bene tutto il peso di un film coraggioso, che seppur con qualche incertezza, riesce a portare a termine un tema difficilissimo, un operazione a nervi scoperti. Rimango stupito delle critiche accesissime, che vogliono distruggere un film a mio parere bellissimo. Penso comunque che tutti i grandi film, o li ami o li odi, e quindi benvengano le critiche.
In piu' vorrei far presente, che molti dimenticano che Ozpetek rimane forse l'unico regista sulla scarsissima scena attuale del cinema italiano, a saper valorizzare in modo incredibile, e sapientemente poetico ed emotivo, angoli piu' o meno noti di Roma, come si usava fare piu' spesso nel cinema di alcuni decenni fa, Neorealismo e dintorni, fino al magister Fellini. Dopo di loro.. su Roma, il nulla.
Credo in piu' che nelle intenzioni del regista, la Irene del film, non voglia essere un San Francesco al femminile, ma semplicemente una donna che cerca il suo cuore e quello degli altri. Ridurre sempre tutto alla citazione, fuorvia forse da un percorso piu' costruttivo di originalita' intellettuale.
Buona visione a tutti.

Invia una mail all'autore del commento contralto  @  13/08/2005 21:12:13
   10 / 10
DA QUANDO HO VISTO QUESTO FILM LA MIA VITA è CAMBIAT, TUTTO MI SEMBRA DIVERSO LO GUARDO SOTTO UN ALTRA OTTICA...IL GRANDE OPZETEK MI HA DATO TANTO TRASMETTENDOMELO ATTRAVERSO LA MITICA "BARBARA BOBULOVA"o"BARBORA" LEI SI KE MI HA TRASMESSO CIO KE VOLEVO SENTIRE DA NNI.. PECCATO SOLO KE NON POTRO CONOSCERLA MAI...GRAZIE FERZAN, GRAZIE BARBARA, E GRAZIE A TUTTI GLI ATTORI... PERCHè UN CUORE SACRO COSI è MERAVIGLIOSO...

brenda  @  07/05/2005 15:26:06
   5 / 10
Non direi che è un film da non vedere, ma non mi ha convinto, anche se uscendo sentivo dagli altri spettatori solo commenti positivi.
L'argomento sarebbe interessante, anche se ambizioso, ma ho trovato il film nel complesso troppo improbabile da una parte, scontato fino a diventare fastidioso, dall'altra (Cfr il furto della giraffa....)
Mi stava troppo antipatico, inoltre, il personaggio di Benny.
Nel complesso Ozpetek mi ha un po' deluso, Considero il suo 'Le fate ignoranti' un bellissimo film

dino2004  @  30/04/2005 09:18:43
   7 / 10
E' un bellissimo film che mi ha coinvolto emotivamente e in cui recita una gran brava bella e dolcissima attrice come Barbora Bobulova che ha meritatamente vinto il David e che sono sicuro è solo il primo di una lunga serie.

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  26/04/2005 18:08:08
   5 / 10
Il tema è interessante e ambizioso, nella prima parte del film Ozpeteck è bravo nel generare aspettative che, tuttavia, non si concretizzano mai. O meglio, sfociano in un insieme di conclusioni affrettate e troppo semplicistiche. Belle le immagini, brava Barbora Bobulova, ma gli altri personaggi sono racchiusi in cliche troppo schematici.

eloisa  @  12/04/2005 14:05:46
   4 / 10
Ozpetek è un regista che non mi dispiace: LE FATE IGNORANTI mi ha divertito molto e ho trovato gradevole LA FINESTRA DI FRONTE (quale che sia l'opinione di alcuni di voi, TUTTE le donne hanno il terrore di ridursi come la Mezzogiorno in quel film, frustrate e isteriche...).
Cmq questo CUORE SACRO l'ho trovato davvero brutto, soprattutto improbabile: l'unico movente che potrebbe giustificare il comportamento della protagonista è la follia!
Non sono un'esperta di tecniche cinematografiche e ammetto di essere talora "di bocca buona", ma ad un film del genere chiedo almeno credibilità e la vicenda di Irene non lo è assolutamente. A meno di ammettere, appunto, che ad un certo punto della sua vita ha "sbroccato"...
Non è così che avrei desiderato si raccontasse la presa di coscienza dell'altrui povertà da parte di una ricca borghese! Eppure il tema era interessante. Ciao ciao

bambola chimica  @  10/04/2005 11:16:31
   9 / 10
forse il film più profondo ed emozionante di Ozpetek...bravissime le attrici, bella la fotografia e la colonna sonora...da vedere per cercare di abbandonare la vita materialistica e cinica che spesso la società ci impone di vivere. Grazie Ferzan per toccare il mio cuore con ogni tuo film.

gabcam  @  07/04/2005 19:21:28
   5 / 10
Troppo fantasioso, così tanto da rendere alcune scene forzate, poichè montante con intento realistico. I messaggi morali sono ben difficili da capire. Ambiguo.

Blackout  @  31/03/2005 23:37:08
   4 / 10
Ma dai finiamola....ho letto alcuni commenti che sono troppo esagerati...

Il film è soltanto una spremuta di buonismo fino allo svenimento.....di San Francesco ce n'è uno....e queste pallide imitazioni mi fanno inalberare....

Chi ha dato più di 6 a questo film vi consiglio di vedere Fratello Sole Sorella Luna e poi ne parliamo...altro che sta ciofeca....ma fatemi il favore

3 risposte al commento
Ultima risposta 03/04/2005 01.56.15
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Chloe62  @  28/03/2005 15:02:08
   9 / 10
Sono una grande osservatrice dei film di Ozpetek, ad iniziare dal primo "Harem", film sconosciuto ma di una rara bellezza. Penso che i film di questo regista siano solo da vivere ed osservare ed è molto difficile e oserei dire anche pretenzioso poterli criticare. Ha la facilità di non confezionarci dei bei filmetti di due ore ove tutto è comprensibile ma giustamente la sua genialità è di metterci davanti uno specchio che riflette un momento della vita.
La sua genialità è di non banalizzare le cose ma farcele osservare, come un pezzo di muro testimone di vite vissute, un viso che parla con gli occhi ed altre piccole cose che fanno del film attimi di sensazioni che raffiorano dal proprio passato. Grazie Ozpetek di essere cosi' umano. Forse migliorerai come regista, le tue trame saranno più comprensibili, affronterai argomenti più facili, ma non mi interessa, continua ad essere cosi' genialmente imperfetto, continuero' a sentirmi una spettatrice privilegiata guardando le tue cassette.

9 risposte al commento
Ultima risposta 02/04/2005 17.58.35
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Invia una mail all'autore del commento nuvola  @  28/03/2005 09:51:33
   3 / 10
Sembrava inizare bene, in maniera interessante, ma poi...lento, scontato e retorico. Il messaggio poi, poco chiaro. Ossia, se il messaggio voleva essere un accusa al consumismo, una espressione di una crisi mistica del regista, un invito a "essere" e non ad "avere", secondo e non c'è riuscito, perchè, sempre ssecondo me, è stata solo lo svolgersi dell'insorgenza di un disturbo psicologico della proposta di Irene. Non sono d'accordo sul fatto che, secondo altri commenti letti, la voce della psichiatra alla fine del film comunichoi allo spettatore che Irene non sia pazza. Personalmente io ho colto, nonostante la dichiarata "raggiunta consapevolezza e integrazione del sè" solo la certezza che Irene non fosse pericolosa nè per sè nè per gli altri. Messaggio ambiguo voluto dal regista ?...non credo, vista la banalità del film. Tra le cose che ho trovato più brutte, perchè scontate, prevedibili e inutili del film: la morte di Benny avvenuta proprio perchè avava voluto procurarsi la giraffa che tanto piaceva ad Irene, l'abbraccio fra Irene e il ragazzo nel palazzetto di famiglia, ovviamente in una notte di pioggia, a rappresentare dal vivo la pietà del Michelangelo, il ritratto della madre con il volto di Benny.
Le uniche cose che salverei del film: la colonna sonora, l'interpretazione della zia alcolizzata.

fede  @  25/03/2005 22:09:03
   3 / 10
Poco convincente e poco coinvolgente...una moderna parabola spirituale con qualche spunto interessante, ma la storia risulta un pò ingarbugliata. Un film non facilissimo, dai ritmi lenti, onestamente l'ho trovato il film peggiore di Ozpetek

Gruppo STAFF, Moderatore priss  @  24/03/2005 15:48:52
   3 / 10
a me ozpeteck non dispipace, ma questo film è davvero lento, un po' pretenzioso e per di più gli unici spunti interssanti della storia si perdono in un buonismo trito e scontato... peccato

Nightcrawler  @  21/03/2005 23:17:43
   3 / 10
Patetico mattone di un Ozpetek in piena crisi mistica.

Wolf  @  20/03/2005 02:36:57
   7 / 10
Emoziona, coinvolge, e dà da pensare. Anche troppo forse, la questione di fondo rimane irrisolta, certi elementi (finale compreso) non chiari. Personaggi interessanti, alcuni purtroppo non sfruttati abbbastanza. Bella fotografia, discreta prova degli attori, colonna sonora a fasi alterne.
Ma nel complesso, appunto, "vale la pena vederlo"

Noemi  @  19/03/2005 18:22:55
   4 / 10
Qualcuno era comunista perché era ricco, ma amava il popolo...

La protagonista non sarà comunista, ma il senso rimane quello.

1 risposta al commento
Ultima risposta 23/03/2005 15.49.11
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Gruppo REDAZIONE maremare  @  18/03/2005 12:25:58
   6 / 10
Difficile commentare questo film.
Devo dire di non avere mai amato particolarmente Ozpetek, considerandolo un regista di un certo valore ma ancora alla ricerca di una propria identità. Basti dire che il film suo che preferisco è il primo, Hammam, girato con un budget ridotto e poche pretese.
Con questa sua ultima fatica Ozpetek riprende il tema centrale di Hammam, tema che, a ben vedere, tornerà anche nei film successivi: la ricerca del proprio sè, della propria identità (sessuale, culturale, sociale).
Allora penso che Ozpetek è un turco trapiantato in Italia, omosessuale dichiarato, e mi chiedo quanto di irrisolto ci sia in lui.
Ma lasciando perdere considerazioni assolutamente personali, veniamo al film, che dividerei nettamente in due parti, coincidenti (guarda caso) con i due tempi cinematografici.
Se trovo la prima parte splendida, nella descrizione di una lenta presa di contatto della protagonista con il proprio passato, la propria infanzia abbandonata, nella seconda, purtroppo, ritrovo i difetti di Ozpetek di sempre: un discorso populista generico e un poco banalotto.
Forse se fosse rimasto sul dramma privato, senza dovere necessariamente concretizzare, avrebbe realizzato un film più risolto.
Invece l'evoluzione della storia e, in particolare, il finale sembrano rappresentare una nuova insicurezza, un nuovo compromesso cui si costringe Ozpetek, come per timore di andare più a fondo, nella ricerca del proprio vero cuore, del proprio vero sè.
Alla prossima, caro Ferzan.

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Ultima risposta 03/04/2005 01.24.54
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johncrew  @  18/03/2005 10:24:14
   7 / 10
caruccio il film, forse un tantino triste e un po' esagerato alla fine: San Francesco non è mai arrivato a fare strip-tease! A parte questo un 7 se lo merita.

Invia una mail all'autore del commento MarcoB74  @  13/03/2005 18:06:28
   6 / 10
".... la bella lavanderina che lava i fazzoletti per i poveretti di questa città!!!"

Eccede, eccede, eccede in questo film Ozpetek e non essendo neanche la trama tutta farina del suo sacco (si ispira fortemente a Europa 51) purtoppo il voto cala.
Un peccato perchè cmq la bobulova a dato una buona interpretazione, la bimba è veramente simpatica e i temi proposti sono anche toccanti per quanto ormai un pochino assuefatti.
Secondo me è interessante però il concetto sottinteso che finchè una persona non conosce e non tocca con mano determinate realtà non potrà , mai arrivare ad una completa redenzione che non è meramente religiosa, ma social-intimista.

Moonlight  @  13/03/2005 15:44:04
   5 / 10
Un film senza infamia e senza lode.
Al momento dei titoli di coda nemmeno ti accorgi che sia finito.
Diciamo che inizia bene e anche l'argomento trattato è interessante, ma non è stato sviluppato nel migliore dei modi e in alcuni momenti lascia adito a perplessità (la scena della pietà di michelangelo l'ho trovata davvero fuori luogo, nonchè di cattivo gusto).
Il secondo tempo prende una piega del tutto negativa... la crisi spirituale della protagonista è portata all'eccesso e tocca livelli alti di isterismo. L' unico elemento positivo è la figura della bambina Benny, una sorta di piccolo robin hood al femminile :)

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  13/03/2005 00:44:59
   6 / 10
Il cinema di Ozpetek non si discosta molto da quello del cancerogeno Muccino. Anche il suo è sovraccarico ed eccessivo, non difforme dai canoni televisivi abusati e dilaganti nel cinema medio(cre) italiano di oggi.
Cuore sacro è il remake di Europa 51 di Rossellini, non c'è ombra di dubbio: persino il nome della protagonista è lo stesso. (Negli esiti estetici, morali e ideologici, però, c'è un abisso incolmabile tra i due).
Pensava forse, Ozpetek, che a distanza di oltre 50 anni il grande pubblico non l'avrebbe notato? Mah...
Europa 51 è un capolavoro poco riconosciuto nella filmografia del regista di "Roma città aperta". C'è da chiedersi come mai un regista come Ozpetek, che appartiene a quella schiera di registi medi (e mediocri), borghesi, ruffiani pluripremiati e sopravvalutati (certo, fanno mercato), si sia cimentato con un remake così particolare e con una tematica che i borghesi purtroppo non riusciranno mai a comprendere appieno. Come affronta la colpa Irene di Rossellini? Passa attraverso un lungo e doloroso travaglio che la porta, dall'alta borghesia, ad accostarsi prima all'ideologia comunista, poi alla dedizione totale ai più poveri (siamo nella Roma degli anni immediatamente post-bellici, dove la miseria e le mecerie costituiscono una realtà ancora molto evidente nella società italiana). Irene/Bergman ABBANDONA non solo le sue ricchezze, ma soprattutto il suo status sociale di donna alto borghese. Si spoglia della sua identità originaria e diventa una nuova persona. Per questo tutti la credono pazza e il manicomio sarà la sua condanna definitiva: Irene finirà reclusa e allontanata perché ritenuta (implicitamente) "pericolosa" per la società borghese. Il suo è, d'altronde, un gesto fortemente rivoluzionario, sovversivo.
L'Irene di Ozpetek vive, invece, un travaglio alquanto rapido, quasi indolore: da un'inquadratura all'altra ha trasformato la sua nobile casa in mensa per i poveri (è bastato il passaggio del fantasma della madre, o della ragazzina ladra/santa martire, a darle l'input-imprinting della santità e in un solo cambio d'inquadratura, con un salto ellittico che ci "risparmia" il dolore del travaglio morale, ritroviamo l'imprenditrice di successo diventata una nuova ancella del Signore). Ozpetek si sbarazza comodamente del passaggio ideologico, per fare di questa nuova Irene una santa borghese. Di fatto, Irene/Bobulova, pur spogliandosi completamente dei propri vestiti (anche dei suoi averi? Non è dato saperlo, perché cedere gli abiti e i gioielli portati addosso, nella stazione dell'Anagnina, è un gesto plateale, ma non completamente esplicativo) pare non spogliarsi della sua identità borghese. Il suo discorso fremente e misticheggiante al convegno con i francesi in realtà non mostra fino in fondo l'abbandono totale (come farebbe pensare la spoliazione francescana finale) del suo status sociale. Non basta dichiararsi contrari allo sfruttamento e all'arricchimento.
Quello che fa Irene/Bergman è un cammino di purificazione / liberazione, di rigetto del proprio ceto di appartenenza. Il cammino mistico di Irene/Bobulova è un insieme di platealità da rotocalco televisivo (come le madonne che piangono, per intenderci), ma senza il passaggio fondamentale della rinuncia al proprio status. E' tutta esibizione e parole (il film è fin troppo didascalico, cosa che aggrava i sospetti di falsità), che assomigliano più a un dispetto alla zia arcigna che i segni di una vera, profonda e dolorosa crisi morale.
Il finale è piuttosto inquietante: la perizia psichiatrica (nazional-popolare, direbbero i CCCP) della dottoressa assicura il pubblico (voce-off) che la nostra Irene non è pazza. Irene è assolta dalla colpa di aver tradito la sua "nascita" borghese (per dirla alla Pasolini) e noi spettatori possiamo stare tranquilli. Per la colpa di cui si parla nel film, quella ormai è stata redenta con le opere buone e caritatevoli della donna. Noi borghesi, con lei, ci siamo sciacquati la coscienza e possiamo sentirci più sereni e in pace col mondo.
Come regia Ozpetek ci dà addosso pesante con le carrellate pseudopoetiche e i primissimi piani della Bobulova; abbonda insopportabilmente con le carrellate avvolgenti attorno alla protagonista fino a metterne due identiche a distanza di due sole sequenze, verso la fine. E', appunto, il correlativo tecnico della platealità del misticismo di Irene, sottolineato, in un crescendo barocco, dall'uso della musica pomposa e onnipresente. Laddove, invece, Europa 51 è di un'asciuttezza estetica che sa veramente di rigore religioso e morale.
Nonostante tutto, però, c'è da riconoscere una grandissima interpretazione di Barbora Bobulova, che nonostante la parte anche ridicola a volte, riesce, con la sua espressione sempre un po' smarrita, a far sembrare quasi credibile il film piuttosto fasullo che sta interpretando.

25 risposte al commento
Ultima risposta 02/04/2005 12.23.58
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  11/03/2005 23:14:38
   6 / 10
No, ragazzi, Ozpetek non è un bluff... Dunque: immagino un libro di qualche centinaio di pagine, arrivo alla fine fiatando ma se sono giunto al capolinea vuol dire che qualcosa mi ha suscitato interesse, e mi sono posto diversi interrogativi, superando l'avversione per qualche lungaggine di troppo. Prendo questo libro e scopro, come in tutto il cinema di Ozpetek, attimi sublimi sovrastati da un'eccesso di forma e vanità. Gira miracolosamente bene, a volte, ma sembra un arabo riverente (inchino please) verso il cinema italiano, ritrova l'Irene di Europa 51 quando Rossellini riuscì - maledetto - a distruggere meravigliosamente (o effetto affettivo del suo Privato) l'angelica Ingrid Bergman con un personaggio - almeno nella prima parte - purtroppo non molto diverso da lei stessa (la Divina che ama il benessere, il lusso, che abbandona i figli per tornare a Hollywood e bla bla bla). Ammira Winspeare ma non riesce a cancellare il ricordo del cupo "vaghe stelle dell'orsa" di Visconti a cui l'eternità decadente della dimora (in quel di Volterra allora, centro di Roma oggi) tangisce esplorazioni vive e traumatologiche dei fantasmi (da Bunuel a "la stanza del figlio" di Moretti Nanni). Beh allora? Allora non mi basta sapere che il cinema di ozpetek è ancora lì, a sensibilizzare sui paraventi monotematici (la sfera di cristallo freudianamente sociale in cui le sue eroine amano sguazzare - il crogiolo di un'habitat sociale indotto dall'occulta ferita rimossa, un'ombrello per sovrastare la tempesta quando ti bagna). Gli schemi sono praticamente gli stessi che già avevano convinto a metà nel sopravvalutato "la finestra di fronte": incontri inconsueti che celebrano il fasto tardivo di una rivalutazione di sè, la visione di un'otttica che non si vuole vedere e improvvisamente costringe la Buy Giovanna Mezzogiorno o Bobulova a "vedere"impietosamente e a giudicar(si)e, ancora incidenti di macchina e fantasmi evocati nel silenzio, Almodovar o Cassavetes? Troppe cose per un uomo solo che aspetta di diventare un grande regista: filma con magnifica etica sukoroviana volti emanciati e laceri di un terzo mondo occidentale (le mense per i poveri) ma poi eccede, delirante di abnegazione laica, convertito al potere della parola (del richiamo Divino) al decorso dei videoclip o al finto-thriller onirico che fa tanto Dario Argento senza colpo ferire (attendiamo vanamente un coltello piantato al collo di Irene, sindrome della dimensione "nuda" della solitudine collaterale)
Quel che maggiormente infastidisce è pero' quel bisogno assoluto di stagnarsi sui parametri della fede, da una parte attraverso bignamizzazioni aforistiche di pensiero "debole" ("Perchè trasformare il passato, i ricordi, in denaro?" - "Tutto intorno a noi sta cambiando" - "I miracoli non bastano", "io non ho niente di mio") che dovrei leggere su Donna Moderna et similia, dall'altro forzando la mano su una condivisibile mutazione di Irene, riportando tutto allo specchio della schizofrenia. Perdita di coscienza secondo Ozpetek riguarda esattamente cio' che è inopportuno sollecitare, in quanto predestinato a rifiutare una società imperfetta che pero' porta ognuno di noi alla rassicurazione ego(t)istica delle nostre tasche e del nostro cuore, sacro o meno che sia. E allora io credo che l'autore - che indubbiamente ha un grande talento tecnico ma ancora una certa carenza psicologica - sia ancora alla ricerca di se stesso. Comtinua a porsi domande, interrogativi, senza trovare una soluzione ai suoi quesiti. Perso forse nelle sfere di cristallo della riverenza (ai maestri del nostro cinema e d'oltreoceano) o del proprio seducente conformismo

p.s. ennesimo esercizio di prolissità di kowalsky, per chi mi sopporta ancora

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Ultima risposta 16/03/2005 22.17.59
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Ciccio  @  11/03/2005 14:09:42
   1 / 10
Finalmente stiamo vedendo che Ferzan è stato sopravvalutato e osannato ingiustamente! Voleva copiare Almodovar. L'ha fatto ma poi? Caro regista non si può prendere in giro la gente per sempre.. Poi vedi che la verità emerge... Come la cacca che sei? Ciao Ferzan soccombi!

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Ultima risposta 20/03/2005 02.38.43
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JoJoGay  @  11/03/2005 12:22:08
   3 / 10
Ferzan Ozpetek è ufficialmente in crisi mistica, ed ha voluto comunicarlo al mondo con questo film: un concentrato di pebenismo buonista e benpensante condito di pauperismo da far spavento. Assolutamente orribile, questo "Cuore Sacro", in cui si salva soltanto la regia (esclusivamente dal punto di vista tecnico) e poco, pochissimo altro. Un'accozzaglia spesso inconcludente d'eventi messi uno in fila all'altro costituiscono una trama d'una banalità sconcertante in cui l'unica cosa che si vorrebbe trasmettere è una sorta di pietismo misto a patetismo che contribuiscono ad un'ottima dormita. Non c'è uno straccio d'originalità condito con attori spesso non propriamente espressivi ed inchiodati allo stereotipo più elementare (la zia cattiva, la bimba ladruncola dal buon cuore, e via discorrendo): sembra di assistere ad una delle più becere e spudorate agiografie di San Francesco rivisitate in chiave moderna, con tanto d'accenno - per fortuna Ozpetek ha avuto il buon senso di fermarsi a pochi fugaci sguardi - ad una love story potenziale tra la protagonista ed un bovino pretino. Il film proprio non va, non funziona, ed ad ogni minuto che passa continua a degenerare: Ozpetek forse voleva arrivare a raschiare il fondo del barile a colpi di prevedibilità e stucchevolezze pauperistiche di marchio clericale (senza l'appoggio vescovile, non si va da nessuna parte), e nel caso non si può certo dire che abbia fallito nell'intento.
Tante parole, tante magnificenze, tra folli barboni dalle fattezze di Gesù (ad un certo punto, non pago, Ozpetek arriva a rappresentare la Pietà di Michelangelo... quale offesa per una tal opera d'arte trovarsi in un contesto del genere) e follie mistiche, per nascondere il nulla più indecente.
Veramente orribile.

31 risposte al commento
Ultima risposta 21/03/2005 20.12.50
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rumy  @  09/03/2005 10:40:59
   4 / 10
La regia risulta molto ingenua per non dire banale. L'uso spropositato di primi piani stretti, ripetuti, privi di qualunque valore, proprio perchè reiterati all'infinito, non fanno che "ammazzare" la recitazione di una pur brava attrice come la Bobulova. Il film inoltre è lento, uniforme e senza ritmo, manca uno sviluppo "chiaro" della storia e soprattutto - questa è la grande pecca del film - il personaggio di Barbora non è mostrato MAI come perfido, cattivo o almeno banalmente "*******", ma piuttosto è una persona già un pò indecisa dall'inizio; per cui lo spettatore non riuscirà mai a spiegarsi la sua conversione. Conversione "de che?" diremmo a Roma, se non c'è peccato, errore, malvagità prima? O meglio: a PAROLE dovremmo capire che la Bobulova è una specie di squalo nel suo campo, ma nei FATTI? Nelle AZIONI? Io spettatore non vedo nulla, il cinema è soprattutto immagine, non mi basta sentir dire da altri che quella è una così e cosà... Difetti di sceneggiatura e di regia, non di recitazione, anzi un 8+ alla ragazzina molto convincente. Bella la musica ma piazzata un pò a caso nel corso del film. Pur essendo un film non riuscito c'è da premiare la BUONA intenzione del regista di fare un film del genere. Purtroppo è andata male.


5 risposte al commento
Ultima risposta 15/03/2005 21.25.33
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mavi  @  07/03/2005 18:00:06
   7 / 10
Un film importante, forse troppo "sentito" dalla'autore medesimo: non tutto è chiaro, non tutto è lucido. Bravissima Erika Blanc nel suo breve ruolo

Caruso  @  07/03/2005 11:48:33
   6 / 10
Chesto firme di fernandoo opopomozz gli è un firme sulla vocazione cieca e anche un po insursa di chesta donna menagier di chelle che che le campan solo coi vibratori..anzi di chelle che quande e vanno a comprar i vibratore e chiedan : Che la mi d qui vibraotore rosso? ...e i commesso : No signora io l estintore e un glielo posso mica vendere maremma ladrona! ...mah...poi incontra chesta bambina ****na e più ladra di Juve,Milan e Inter che la gli sfrizziha pe i capo di viver perbenino , alla io san francesco e allora la si sturba anche di sgrillassi e la comincia a viver pe far di bene agli altri manco la fosse della fate bene fratelli..peccato che i pretino e gli fa capire che una bischera che vole cambiar i mondo da se gli è utile come pulissi le mele senza aver kakaho. Mah...Sguscian poi pe tutti i firme visioni mistiche e paraculii vari , ci manca solo che appaia i cardinale Milingo che per me e un guastava ....lui si che gli avuho un cuore sacro e anche i resto visto che gli è riusciho a spretassi , cambiar religione , impregnare mettendola in cinta la maria sunghe prima di sposassi , trombar , divorziare e finire in manicomio o quasi ma rimanendo prete uguale ! Un pò come chesta protagonista che la fa un monte di casino ma poi grulla e ricca gli era e grulla e ricca la ritorna! Comunque charche stimolo bono ni firme e ciè ..anche se i delirio tarvorta gli è un pò esageraho e inutile...andate a vedello ma solo se un vunn avehe un incarzante voglia di favvi prete o di buttavi da un terrazzo !

19 risposte al commento
Ultima risposta 11/05/2008 01.17.03
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Burdie  @  07/03/2005 11:08:09
   2 / 10
...a me dispiace dirlo, ma è proprio bruto brutto, piatto, e poco coinvolgente.
Il merito di tanto va agli attori e alla loro incapacità artistica, alla loro scontatezza e alla loro inespressività. La storia di per sè è un classico...mal gestita, insomma... all'italiana.
Neanche da RETE 4 in tarda serata....! :)
Diego (BO)

3 risposte al commento
Ultima risposta 12/03/2005 23.12.45
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bussisotto  @  07/03/2005 09:42:27
   8 / 10
Silenzi. Immagini. Emozioni.
Un gioco ad incastro di sguardi e parole, che commuove ed intriga.
Nulla è lasciato al caso, la cura dei particolari rasenta la perfezione.
Un film obliquo, vagamente provocatorio, dalle mille interpretazioni.
Che talento Ozpetek!

checca  @  07/03/2005 00:51:19
   4 / 10
un fil davvero deludente..con un inizio che incuriosisce e che sembra stia prendendo una bella piega e che all'improvviso sfocia in un miscuglio di luoghi comuni e frasi fatte.... anche la protagonista che all'inizio convince, comincia a perdere peso quando, passata la prima mezz'ora continua ad avere sempre lo stesso sguardo....ozpetek avrebbe potuto sviluppare in maniera molto più semplice il film, senza tentare l'impossibile che alla fine lascia lo spettatore solo e poco coinvolto..psicologia, thriller, noir, sentimentalismo..bastava molto di meno per far decollare il film.peccato!!!

1 risposta al commento
Ultima risposta 07/03/2005 01.39.10
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