confessions regia di Tetsuya Nakashima Giappone 2010
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confessions (2010)

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locandina del film CONFESSIONS

Titolo Originale: KOKUHAKU

RegiaTetsuya Nakashima

InterpretiYoshino Kimura, Yukito Nishii, Kaoru Fujiwara, Ai Hashimoto, Mana Ashida, Masaki Okada, Takako Matsu

Durata: h 1.46
NazionalitàGiappone 2010
Generethriller
Tratto dal libro "Confessions" di Katae Minato
Al cinema nel Maggio 2013

•  Altri film di Tetsuya Nakashima

Trama del film Confessions

Moriguchi è un'insegnante la cui vita viene distrutta dall'omicidio della figlioletta di soli quattro anni. Moriguchi inizia a sospettare che il responsabile della morte di sua figlia sia uno dei suoi studenti, e nella caccia al colpevole elabora una spietata vendetta.

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Voto Visitatori:   7,67 / 10 (106 voti)7,67Grafico
Voto Recensore:   10,00 / 10  10,00
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Voti e commenti su Confessions, 106 opinioni inserite

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Alpagueur  @  13/11/2020 19:34:28
   7 / 10
Il regista Tetsuya Nakashima, mi era sconosciuto prima di questo film, quindi non sapevo bene cosa aspettarmi. Leggere la trama probabilmente ti farà aspettare qualcosa di completamente diverso da quello che è realmente. Soprattutto se sei abituato ai film coreani (o hollywoodiani se per questo) di vendetta. Non è un film d'azione in cui una madre in lutto mette in atto un massacro alla "Kill Bill" di Tarantino (ovviamente non lo è) o (quello che mi sarei aspettato) un film in cui osservi un piano di madri in lutto arrivare lentamente alla realizzazione con una soddisfacente, giustificata esecuzione finale degli antagonisti alla "Lady Vendetta" di Park Chan-Wook. Questo film conclude la storia dalla prospettiva della madre in appena 30 minuti, ed è qui che diventa interessante. Perchè da li in poi abbiamo la storia raccontata da altri 4 personaggi, i due "assassini", una delle ragazze della classe e una delle mamme dei "killers". Prima di tutto, la cinematografia è spettacolare in questo film. Anche l'illuminazione è davvero ben fatta. La colonna sonora si adattava molto bene ad alcune scene, ma a volte diventava anche un po' banale. La mia critica principale risiede nell'uso del rallentatore. Per i primi 15 minuti di questo film, l'effetto rallentatore viene costantemente utilizzato insieme a una colonna sonora molto evidente. Normalmente lo vedi solo nelle scene che dovrebbero distinguersi dalle altre scene o essere una sorta di climax. L'uso del rallentatore in questo film è diventato un po' troppo scotto secondo me. Ma ora le cose buone: la trama è fantastica. Devi solo superare la prima mezz'ora e sarai coinvolto nella trama (all'inizio è un po' difficile capire cosa sta succedendo). Anche i personaggi sono molto interessanti. Ci sono 5 personaggi principali la cui storia viene raccontata individualmente in diversi segmenti. C'è l'insegnante la cui figlia è stata recentemente assassinata, il "genio" che vuole essere riconosciuto per le sue capacità, il sommesso ritiro, la madre confusa e la mia preferita, la ragazza molto perspicace e intrigante. Il film è molto oscuro. Come tacito osservatore del cinema giapponese e coreano, ho visto la mia giusta dose di film oscuri. Ma questo è lassù con i più oscuri. Ciò non significa che sia imbronciato. Ci sono molti bei momenti comici (anche se oscuri), come quando il "genio" diventa famoso per aver trovato un modo per avere il porno senza censure (il porno è censurato in Giappone). Ci sono dei dialoghi fantastici e intelligenti che ho trovato molto interessanti. Tuttavia, in alcuni punti diventa anche emotivo, evitando di diventare banale (a parte la colonna sonora in alcune scene particolari). Tutto sommato un film molto intelligente, con personaggi intriganti, trama interessante, ottima cinematografia, colonna sonora mediocre e talvolta uso eccessivo dell'effetto rallentatore. Alcuni hanno anche criticato scene con recitazione eccessiva, come scene in cui un personaggio è scoppiato in una risata maniacale. Non sono del tutto d'accordo con questo. Doveva sembrare "esagerato" perché il personaggio (non l'attore) in realtà non rideva sinceramente. In generale, il film mi è piaciuto, e i lati positivi hanno superato discretamente i difetti che pensavo potesse avere. Uno psicodramma originale, elegante e ben fatto...anche se devo dire che la realtà giapponese è un mondo completamente diverso rispetto a quello di noi europei (loro non sono come noi che cerchiamo di guadagnare il più possibile lavorando il meno possibile, hanno un'altra mentalità, lavorano sempre sono instancabili, chi si ferma è perduto, e per questo poi si creano fenomeni sociali come quelli degli hikikomori, che magari per noi sono roba da fantascienza).

zerimor  @  22/04/2020 18:24:39
   5 / 10
Avevo aspettative alte per questa pellicola, ma sono rimasto deluso. La sceneggiatura non regge, talvolta risulta oltremodo banale, con situazioni a dir poco ridicole. L'interpretazione degli attori, eccezion fatta per un paio, è scadente e fastidiosa. Buone invece la fotografia e la regia per quanto non abbia gradito più di tanto l'uso ossessivo della slow motion. Discreta anche la colonna sonora (che pezzo "Last Flowers to the Hospital" dei Radiohead).
Davvero un gran peccato.

antoeboli  @  04/03/2017 01:27:40
   8 / 10
Un gioiello del sol levante , che esalta la tecnica del rallenty e dettagli ben messi in scena, dando nuova linfa ai classici thriller fatte di vendette personali.
Nel film vengono toccati tante tematiche dal bullismo,alla depressione , al suicidio , ma tutto ripreso in una sceneggiatura che riesce a tirar fuori sempre delle sorprese.
Cast composto da tanti giovani attori e da adulti , molto credibile , e ci sono scene davvero inquietanti per sembrare un thriller ...altrimenti non sarebbe un film giapponese :) Straconsigliato !

Overfilm  @  16/01/2017 02:14:45
   8 / 10
Gran bel film al "centro" del quale c'e' la vendetta.
Nel racconto che viene visto (e rivisto) con gli occhi di diversi protagonisti si traccia anche un quadro (negativo) sull'attuale gioventu' giapponese (problemi noti).
Ottima la fotografia.
Buone le interpretazioni.
Film che poteva forse esser migiliorato tagliando qualche scena un po' troppo ripetitiva.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  10/08/2016 15:29:35
   7½ / 10
Buonissimo film. L'inizio è folgorante, poi la trama e la narrazione si arzigogolano un po', ma rimane un ottimo film, anche se l'idea di base era stata già utilizzata. Merita senz'altro una visione.

ferzbox  @  29/07/2016 19:19:40
   9 / 10
Uno spettacolo incredibile questo film; struggente come pochi, dannatamente analitico, profondo, crudele e spietato; un confronto con la vita di tutte le persone, con i possibili sbagli e fraintendimenti, con la voglia di puntare il dito a torto e ragione.....
Qual'è la cosa che durante un diverbio o un litigio, o comunque quando si giudica qualcuno che secondo noi ha oggettivamente fatto qualcosa di sbagliato, facciamo continuamente noi esseri umani? Semplice, non immaginiamo mai cosa può provare l'altro e il perchè l'ha fatto.....pensiamo semplicemente a quello che la nostra cultura, educazione, formazione e società ci ha insegnato, però senza provare a capire se effettivamente non ci possa essere stato qualche motivo diverso a provocare gli eventi scomodi per cui accusiamo il soggetto in questione.
"Confessions" è una triste storia di omicidio avvenuta in un contesto innocente e spensierato, dove i protagonisti sono dei semplici ragazzini ritrovatosi sfortunatamente a scontrarsi con il peggiore degli sbagli, protetti loro malgrado da qualcosa di inscalfibile come la tutela dei minori, ma totalmente inermi di fronte al valore della vita, superiore a qualsiasi legge o sistema giuridico, inarestabile come uno tsunami se qualcuno ne diventa l'araldo.......
Un confronto di debolezze e risentimenti senza confine, dove il porre dolore diventa l'unica arma accessibile e gratificante, sconfinando la moralità e l'etica, diventando mostri a propria volta per poter abbattere ciò che la giustizia legale non sempre tutela.....
La domanda è: Si può diventare giudice e giuria semplicemente affidandoci ai propri dolori e alle proprie sofferenze?
Non c'è limite al dolore; se si vuole far del male e distruggere qualcuno non c'è mai limite.....
Un film fantastico......bellissima regia, colonna sonora, sceneggiatura.......e poi è agghiacciante il percorso nel buio che fa fare allo spettatore; un continuo cambio di prospettive che alimenta sempre di più l'originalita drammaturgica senza mai creare confusione o ingarbugliarsi.....la scena finale è da pelle d'oca.....
Superlativo!!!!

2 risposte al commento
Ultima risposta 01/08/2016 17.03.11
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gemellino86  @  10/06/2016 11:29:02
   8 / 10
Tra i migliori film sul tema della vendetta che qui è elaborata e crudele. Splendide le scene iniziali al rallentatore. Ottimo l'intreccio della vicenda. Finale un po' eccessivo.

Jolly Roger  @  04/06/2016 09:32:29
   8½ / 10
Revenge Movie coi fiocchi. A onor del vero, non ricordo una vendetta "cinematografica" talmente efficace, spietata ed atroce come quella di Confessions, perpetrata dalla professoressa Moriguchi, la cui figlia di 4 anni è stata uccisa proprio da due suoi studenti, due ragazzini tredicenni.
Studente A e Studente B. Così Moriguchi li chiamerà nel discorso iniziale che farà all'intera classe, un lungo, lentissimo preludio alla fragorosa tempesta che si scatenerà dopo.

Il film è molto artefatto, la ricerca di stile è tanto presente da risultare invadente e vi sono forzature di trama evidenti. Però ci sono pregi assoluti. Innanzitutto, le tematiche affrontate – il nichilismo dei più giovani, il bullismo, l'emarginazione che possono sfociare in assenza di moralità ed incapacità di empatia, confusione tra bene e male e tra giusto e sbagliato, fino al rendersi capaci di gesti abominevoli come uccidere un bambino. Dall'altro lato, i social network, l'invadenza della società internettiana che in modo subdolo permette a personalità deboli di diventare vere e proprie star all'interno della propria stessa vita: piccoli pseudo-vip che pubblicano le loro pseudo-vite su internet e guadagnano punti di "socialità" in funzione del maggior numero di "likes" che ricevono dagli altri. Personalità influenzabili da esempi negativi, come altri ragazzini divenuti delle star non per avere dei meriti particolari, ma per aver commesso omicidi o azioni deplorevoli, issati però dalla rete alla stregua di eroi, di ribelli, di anticonformisti.
Niente di nuovo sotto il sole.
Tutta questa violenza c'era già ai tempi nostri quando internet non esisteva, l'unica differenza è che si esprimeva in canali diversi, o che veniva fomentata (o contrastata) in modo diverso. Al di là di internet, sia Studente A che Studente B hanno problemi famigliari notevoli e non hanno ricevuto un'educazione o, quandanche l'abbiano ricevuta, era sbagliata.
Moriguchi sa che non si nasce mele marce.
Per questo la sua vendetta lascia spazio all'agire dei colpevoli, non ha intenzione di annientarli con determinate azioni, ma fa in modo che essi si annientino da soli, con le loro contro-reazioni alle sue azioni. Non c'è mai un momento, nel film, in cui loro non abbiano la possibilità di fermare tutto. Semplicemente, non lo fanno.
Moriguchi sa anche che, quando le mele ormai sono diventate marce, l'educazione non basta più, l'unica cosa possibile una lezione terrificante. Una cosa che non si scorda per l'intera vita.

È molto interessante la lettura della vendetta in Confessions.
Anche nel film "Lady Vengeance" la vendetta non è un motivo di soddisfazione personale della persona offesa. In Lady Vengeance, tuttavia, la vendetta assume un significato quasi religioso, perché è un elemento necessario – non a livello personale ma ad un livello ancora più alto, naturale e divino. Date determinate premesse, la vendetta è dovuta.
In Confessions la vendetta assume un significato diverso: è un insegnamento, una lezione per i colpevoli. In ciò, questo significato risulta perfettamente in linea con il mestiere di Moriguchi, l'insegnamento. Regalare ai colpevoli una vita di inferno, per farli meditare sull'inferno che loro hanno causato agli altri, lasciando aperta la speranza che essi si redimano un giorno, attraverso l'accettazione della propria punizione.


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Film spietato. Perciò divertente :-)

Rollo Tommasi  @  25/01/2016 09:32:38
   8 / 10
Manierismo disturbante oppure nuovo cinema realista pop ?
Solo il gusto personale dello spettatore è in grado di stabilire se Confessions appartenga alla prima o alla seconda categoria di ars cinematografica.
Non mi sento di discutere i 4 o i 6 stiracchiati dello spettatore.
Hokuhaku è un film imperfetto, con alcune cadute di stile nella definizione di personaggi minori, ma molto accurato sui tre protagonisti.
La professoressa Moriguchi è pervasa e posseduta da un senso molto umano di giustizia, che la rende imperturbabile, inflessibile, apatica, ma quasi eroica per perseveranza e dedizione alla causa. Incarna lo spirito del tempo che fu, dei Samurai e del codice d'onore Bushido, se posso permettermi: lascia una seconda chance all'odiato, piccolo nemico, che poi la ripaga con altra perversione, ed ecco sferrata la sua seconda più atroce vendetta.
Colonna sonora ottima, imperlata da Last Flowers till the Hospital dei Radiohead e dal suono delle bolle che scoppiano "come il rumore della perdita di cose importanti".
Arriva alle viscere, ma può rivoltarle: Confessions è un'incantevole bolla che esplode.
Da vedere anche solo per penetrare nella mentalità delle giovani generazioni giapponesi, veramente allo sbando morale e seguaci del neo-suicidio di massa.

Danae77  @  20/10/2015 02:14:58
   9 / 10
Hikikomori e bullismo, la conseguenza di un "incidente di percorso", la vendetta in una disarmante confessione, l'ultima lezione di vita di un'insegnante ai suoi più che smaliziati alla violenza alunni tredicenni. L'inizio della fine. Il dolore in una vasca, la vendetta soffocata in un cartone di latte e due pedine A e B. Un puzzle spietato, affascinante, fuorviante, nero, grottesco, brillante, toglifiato, disturbante...non manca nulla a questa maestria. Ingannevole ad ogni certezza. Assolutamente freddo e spietato come a chi hanno tolto tutto.

krystian  @  11/10/2015 17:25:09
   9 / 10
Assolutamente disturbante, inusuale, angosciante, intrigante, intelligente, drammatico, ricco di colpi di scena e con un finale a dir poco mozzafiato!!
Consigliatissimo, una perla di pura amarezza.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  11/07/2015 17:56:24
   7 / 10
Thriller giapponese incentrato sul tema della vendetta con bravi attori, una buona sceneggiatura e un buon finale.

Nic90  @  01/06/2015 22:45:48
   8 / 10
Filmone,il miglior film giapponese che abbia visto fino ad ora,bella trama,ambientazioni,colonna sonora e buone anche le prestazioni pazzoidi.

Consigliato.

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eruyomè  @  22/04/2015 22:01:38
   8½ / 10
Consigliatissimo.

Allora, io di cinema giapponese non mi intendo, ma a questo punto dovrò farmici una cultura. Se son tutti così c'è da divertirsi.

C'è vendetta, c'è follia, c'è fotografata una società nichilista ai massimi livelli, feroce, senza speranza né compassione.
Il film è ipnotico, fin dalle prime inquadrature, e di una bellezza formale che lascia senza fiato. Un montaggio eccelso, un regista che, la sua immensa bravura e padronanza tecnica che rasenta la perfezione, ce la sbatte proprio in faccia. Forse pure troppo. Si, si straborda forse un pochino nell'autoreferenziale compiaciuto. Ma avercene, eh!
Ah, e colonna sonora bellissima.

Comunque, è soprattutto la prima mezzora che mi ha decisamente ammaliato e ipnotizzato. Giuro che il film poteva finire coi primi 25 minuti, e l'avrei già definito un capolavoro. Perfetto, compatto, claustrofobico, crudo e crudele. Dannatamente giusto. Da 10, forse.

Poi vabè, va avanti..ma si assesta comunque su di un ottimo livello, e fino alla fine non mancano momenti forti e incredibili.
Arriverei a dire anche insostenibili. Sì, certe cose le ho trovate ad un livello di disturbante veramente insostenibile.

Da vedere. Anche se probabilmente o si adora o si detesta. Comunque dubito possa facilmente lasciare indifferenti. E' un pugno nello stomaco quasi ininterrotto.

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Ultima risposta 24/04/2015 00.27.59
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Giovans91  @  09/04/2015 11:47:59
   8 / 10
Un film sconvolgente, emozionante e pieno di pathos, che tiene in tensione chi lo vede dall'inizio fino alla fine. C'è davvero tutto in questo film: amore (materno e non), odio, passione, vendetta, turbamenti, dolore, sangue, violenza, ma è la vendetta il filo conduttore di questo un racconto.
Un finale degno di tutto il lavoro, per un'opera capace di mescolare immagini estremamente vigorose, a tratti surreali, ad emozioni forti.

Spera  @  31/12/2014 15:10:45
   8½ / 10
Gli si potrebbero muovere critiche di autocompiacimento e accuse di ricerca di puro estetismo se il film non avesse una gran bella sceneggiatura(con tutti i buchi del caso certo), se non avesse dei grandi attori, se non avesse una colonna sonora da brivido(che riascolto spesso da quando più di un anno fa ho visto per la prima volta il film), se non avesse un' ottima regia e un grande significato....Ma non è proprio questo il caso.
Siamo di fronte a un gran film in tutto e per tutto.
Certo può non piacere, il mondo è bello perchè è vario ma di certo non si può dire che questo film non abbia tutti gli ingredienti per essere indimenticabile.
Anche io che non sopporto le musiche sotto l'intero film di solito, qui riesco ad apprezzarle totalmente grazie alla regia che con la colonna sonora si sposa in modo inscindibile.
Prima vengono raccontati i fatti. Tragici.
Poi le confessioni dei personaggi che intorno ad essi ruotano.
Parte finale un pò esagerata negli eventi ma per cui senza troppo fastidio riesco ad applicare la "sospensione di incredulità".
E' pazzesco come Nakashima riesca a tenere lo spettatore incollato allo schermo per quasi due ore con un ritmo piuttosto lento, fatto di tantissimi rallenty e musiche visionarie; bisogna essere davvero consapevoli di ciò che si sta facendo e soprattutto saperlo fare.
E' incredibile come nella prima mezz'ora si ascolti la professoressa parlare senza mai distrarsi o staccare lo sguardo nonostante un' intera classe di "bambocci" tenti di distrarci...ma niente, non mi sono perso una parola della Moriguchi. Nemmeno una.
Terrificante l'affresco sulla gioventù odierna dipinto dal regista.
Una lunga, lenta ed emozionante riflessione sulla vita attraverso la vendetta.
Magnifico.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  13/11/2014 10:12:51
   8½ / 10
Una confessione dinnanzi la classe al gran completo, questo il mezzo attraverso il quale la professoressa Yuko Moriguchi esprime l'imminente commiato ai suoi studenti.
In mezzo alle frasi di congedo si fa largo un racconto struggente, inerente un omicidio atroce con vittima una bimba di appena quattro anni. Yuko non è altri che la madre della piccola e il suo desiderio di giustizia monta verbalmente pacato nei confronti dei responsabili del crimine, due alunni tredicenni ovviamente presenti in aula.
La vendetta dell'insegnante prende consistenza tra lo stupore generale andando ben oltre quel latte ingurgitato all'inizio della pellicola e vero motore di ogni evento.
Il piano consta nel favorire un gioco al massacro sadico e crudele, mirando a punire senza alcuna pietà chi si è macchiato le mani di sangue innocente. Da qui nasce la prima delle tante problematiche proposte dal film, in questo caso ponendo l'accento su una legge evidentemente troppo permissiva nei confronti dei minori rei di atti particolarmente efferati sul suolo giapponese.
Voce fuori campo e ralenty abbondano a dir poco, mezzi altrove fastidiosi che invece nell'ambito dell'idea estetica/narrativa di Tetsuya Nakashima diventano artifici ideali per sciorinare una storia di malessere generazionale sublimata da un manierismo tecnico mai irritante.
I temi dominanti vanno dal dolore della perdita all'abbandono, finendo poi nell'alienazione sociale con l'urgenza non solo di essere accettati ma di primeggiare. Di spiccare in una società sempre più competitiva in cui l'aggressività (il bullismo non è proposto per caso) la fa da padrona.
Thriller magistralmente orchestrato da un montaggio spesso ricorrente al flashback, ma anche pellicola di impegno civile con il suo sguardo nichilista rintracciabile nelle parole dei protagonisti.
La reazione a catena prevista da Yuko affastella colpi di scena scandagliando le psicologie dei ragazzi e il contesto in cui sono nati e cresciuti, portando a galla un gorgo di disperazione perfettamente reso dalle tonalità dark di una fotografia pallida, irriconoscibile se confrontata con i vivaci eccessi pop di alcune opere precedenti del regista.
Nakashima mette a nudo i suoi personaggi, li offre allo spettatore in maniera spietata attraverso cinque confessioni in cui il fallimento sembra il comune denominatore di ogni vita.

alex94  @  03/08/2014 17:21:01
   8½ / 10
Stupendo thriller giapponese diretto da Tetsuya Nakashima nel 2010.
La trama è ottima sviluppata in modo abbastanza lento ma sempre molto interessante,non annoia mai ,neanche per un minuto grazie a dei bravissimi attori e grazie ad una buona sceneggiatura,cosa che manca in gran parte dei thriller americani.
Ottima naturalmente la regia.
Un film crudo,triste e violento,assolutamente consigliato, per me è uno dei migliori thriller del 2000.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  29/05/2014 19:13:14
   7 / 10
Visto poco dopo aver letto il libro di Kanae Minato da cui questo film è tratto. Certamente la versione cartacea è superiore, ben scritta ed estremamente coinvolgente nonostante ci siano svariate forzature. Il film è niente male, soprattutto per quanto riguarda la messa in scena, l'atmosfera e le musiche: sotto questi aspetti "Confessions" non sfigurerebbe accanto alla trilogia della vendetta di Chan-wook Park. Purtroppo non è altrettanto eccellente sotto il profilo della narrazione che è spesso frettolosa e poco approfondita, tanto da far apparire incomprensibile la quasi totalità delle azioni e dei comportamenti dei vari personaggi.
Rimane un vero piacere per gli occhi e le orecchie, ma forse sarebbe stato meglio una cura più equilibrata nei vari aspetti.

Burdie  @  27/04/2014 17:06:06
   7½ / 10
...impegnativo e ben fatto

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Dexter '86  @  27/04/2014 14:28:30
   4 / 10
Nuvole nel cielo, gocce che cadono e un'estenuante sequela di scene al rallentatore con sottofondo di musica pseudo-disturbante. Il regista è talmente preso dalla ricerca dell'inquadratura e del montaggio a effetto da dimenticarsi che le immagini dovrebbero anche raccontare una storia. Quindi per far comprendere qualcosa allo spettatore è costretto ad affidarsi a voci fuori campo e continui spiegoni da parte dei personaggi per raccontare quello che sta succedendo. Col senno di poi sarebbe stato meglio che lo spettatore non capisse perché la sceneggiatura si regge in piedi a stento e più volte cade nel ridicolo involontario.
Un consiglio: vada (o torni) a girare videoclip musicali, gli riuscirebbero sicuramente molto meglio.

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Ultima risposta 27/04/2014 15.46.12
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-Uskebasi-  @  26/04/2014 00:00:55
   9 / 10
COMMENTO SPOILEROSO

Confessions è la testimonianza del perché il Cinema sia arte.
L'artista Nakashima concilia una sontuosa regia rallentata con musiche strepitose, un risultato di una bellezza estetica impressionante, è quasi riduttivo definirlo un film.
La storia è di vendetta ma con dentro tutto il resto, raccontata magistralmente dal punto di vista di diversi personaggi. Il peso delle ultime parole lasciate da una madre al figlio prima di abbandonarlo, parole di responsabilità che presseranno il bambino dando inizio ad una serie di tragici eventi. Le parole, poi il suono di qualcosa di importante che sparisce per sempre...
E quando pensi che il film abbia detto tutto, che non possa darti molto di più oltre al bellissimo intreccio e al piacere per occhi e orecchie, ecco che arriva una scena che sovrasta tutto il resto: una sveglia che va al contrario dà il via alla sequenza da pelle d'oca che ricorderò per sempre.
Infine si rabbrividisce con un'ultima frase cattivissima, che prima apre ad una possibilità di rinascita, e subito dopo la elimina.
Anche la speranza se ne va...

"POP"

Lucignolo90  @  18/04/2014 18:21:48
   7½ / 10
Crudele e potente revenge movie giapponese, recitato benissimo, finale aghiacciante e senza speranza.

codino18  @  18/04/2014 15:32:32
   6 / 10
Niente io mi ostino a vedere i film orientali, ma non c'e' ne uno che mi convince. In questo caso ho visto la media cosi' alta e ho pensato che non potesse non essere un capolavoro, e invece mi sono trovato davanti un film che inizia bene, ma poi scorre con un lentezza paurosa. Salvo la fine e da qui arriva il voto sufficiente, ma credo sia l'ultimo film orientale che vedrò mi arrendo...

Jack_Burton  @  05/04/2014 09:24:51
   10 / 10
Per me un "capolavoro", eccellente in ogni suo aspetto.
Film come questi se ne vedono pochi...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  24/12/2013 12:05:04
   8 / 10
Merita di essere segnalato il valore della messa in scena di quello che non si tarda a riconoscere come un autore di grande talento cinematografico. Una regia estremamente studiata, elaborata, inventiva. Tutto in "Confessions" è godimento per gli occhi: dai ralenti al montaggio, dall'attenzione per il dettaglio ai posizionamenti della mdp. Tutto sembra significare qualcosa. Alludere. Sì: gli orientali hanno assolutamente qualche problema con il tema della vendetta. Nakashima pecca forse di ridondanza estetica, eppure mi è sembrato riuscisse a far emergere in modo non banale la banalità del male, incidendo in profondità sotto la superficie.

Larry Filmaiolo  @  28/10/2013 17:22:32
   6 / 10
sarò limitato, o nostalgico, ma poc'altro mi sembra questo "confessions" se non una copia giapponese, sbiadita e pure un po' troppo simile al parto di un mangaka dell'intramontabile Old Boy. (di cui quello svergognato di Spike Lee vorrà fare un remake americano, Shame on him!!)

lapensocosì  @  26/10/2013 12:20:36
   8½ / 10
Avevo grandi attese e sono stato ripagato. Merita!

the saint  @  13/10/2013 15:13:21
   5 / 10
non da buttare, ma non mi ha convinto per niente, rispetto ad altri capolavori orientali come Audition, Old Boy o Two Sister !

Invia una mail all'autore del commento diderot  @  10/10/2013 09:35:57
   7 / 10
Confessions sembrerebbe un film del regista Chan-wook Park non solo per il tema della vendetta ma anche per la particolare cura nella sceneggiatura. Come i film del regista su detto anche in questo thriller la storia è intricata ma senza esagerazioni, il ritmo è abbastanza lento e la fotografia, se pur monocromatica, è eccezionale. Molto bravi anche gli attori, sembrerebbe un film a cui non manca nulla e invece alla fine lascia inspiegabilmente insoddisfatti. Comunque è da vedere!

NutriaDanzante  @  17/08/2013 09:14:00
   5 / 10
Quando c'era la confessione dell'insegnante era interessante poi appena ho capito che tutto il film sarebbe stato tutto così mi son detto "no, non è possibile!"
La trama è stra contorta e davvero ben pensata ma santo cielo, una noia incredibile per come viene raccontata! Non mi sento di premiarlo, anzi! Peccato perchè un drammatico thriller con una trama del genere sarebbe potuto essere una ****ta!

horror83  @  10/08/2013 18:18:53
   8½ / 10
bellissimo questo film. sarà che io sono innamorata del Giappone e quindi per i loro film ho molta simpatia ma questo film è fatto veramente bene! per me è da vedere almeno una volta! troppo bella la fine!



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barone_rosso  @  10/08/2013 15:25:27
   6 / 10
Dal punto di vista realizzativo direi niente da dire, mentre la trama sarebbe ottima se solo non fosse incentrata su dei ragazzini. Tutto possibilissimo, ma non certo fra 13enni! Non trascuriamo poi il fatto che tutti questi folli si sono ritrovati casualmente tutti nello stesso posto.... Mah. O i giapponesi sono tutti pazzi o questo film è stato un po' portato all'eccesso dell'irrealtà.

heisenberg  @  28/07/2013 15:55:43
   4 / 10
nei primi 20 minuti pensavo di vedere un capolavoro,invece è solo un film stupido e pesante.Lento,pieno di scene e immagini TOTALMENTE inutili.LA vendetta del latte sembrava una idea ****,ma poi il film è totalmente idiota (il ragazzo A sebra hitler yunior.Il bambino B che impazzisce è totalmente ridicolo,il professore che sembra un conduttore di solletico,la piccola erika che è attratta dai psicopatici.Il finale con la telefonata e la bomba è la cosa più stupida che ho visto)
Per chi ha fatto la recensione del film:ma come cavolo hai fatto a dare 10?ma ti rendi conto che è un film totalmente idiota e fatto male?la regia dici è fatta bene?ma che cavolo dici.

vediti old boy e dallo lì il 10

ragazzoinblues  @  28/07/2013 08:41:52
   5½ / 10
Pesante. I film giapponesi non fanno per me, sono sempre troppo artificiosi. Gli attori che compensano la loro innata inespressività del volto con una recitazione sopra le righe. Niente, io e gli orientali non ci capiremo mai.

polsiak  @  22/07/2013 16:08:30
   8½ / 10
Quando mi viene da pensare ad un film anche dopo un pò di giorni che l'ho visto, significa che mi è piaciuto tanto.
Trama personaggi e colonna sonora ottimi. Da vedere.

Sayurisama  @  19/07/2013 16:25:15
   6½ / 10
Trama spettacolare, veramente molto coinvolgente. Un film che parla d'amore, quello che penso essere in Giappone più sentito che in occidente: fra genitore e figlio. Sfortunatamente si parla di un amore infelice, incompreso e distante, che si riversa totalmente nel tentativo assurdo di accettazione incondizionata verso il mondo intero, che poi in realtà è riconducibile a un mondo composto solo dall'altro. Oramai un cliché dei film nipponici, perché uno dei problemi sociali più rilevanti degli ultimi decenni, la capacità di affermarsi e di oltrepassare i limiti cui giunge la massa. Una lotta titanica a cui purtroppo, le menti dei bambini, non sono sufficientemente attrezzate a sopportare un tale peso. Spesso l'uomo adulto non ci riesce.
Ma ritornando al film, di per sé, oltre la trama, direi che è passabile, anche se in alcuni punti alquanto carente. Pessima colonna sonora e le voci narranti alternate le ho trovate mal organizzate. Peccato perché potevano essere un trovata veramente azzeccata per la trama. Molto bravi gli attori protagonisti, un'interpretazione veramente notevole per entrambi.
Nel suo complesso più che sufficiente.

Trixter  @  10/07/2013 22:30:27
   7 / 10
Una prima mezz'ora spiazzante ed affascinante, condita da colori freddissimi, ritmo cadenzato, sguardi fissi, voce monocorde...un monologo che mi ha subito catturato, lasciando presagire la visione di un capolavoro. Tuttavia, il regista sembra aver sparato subito le sue cartucce migliori: in seguito, infatti, la pellicola diventa un pò prevedibile e, forse a causa dei continui slow-motion, anche noiosetta. Si riscatta, comunque, nel finale, allorquando verrà consumato il capolavoro delle vendette.
Nel complesso, un film senz'altro apprezzabile ed originale. Una minor durata o qualche trovata registica più "frizzante" avrebbero senza dubbio determinato la scelta di un voto più alto.

slint  @  06/07/2013 23:16:16
   7 / 10
mi aspettavo di piu' ..l'ho trovato prevedibile..cmq guardabile.

farfy  @  05/07/2013 15:33:47
   7½ / 10
Toccante, importante. Una lezione.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  26/06/2013 16:41:28
   7½ / 10
Wow, che sorpresa! bellissimo questo Confessions, ne sono rimasto piacevolmente sorpreso.
Un revenge movie straziante, la storia di una vendetta sadica e crudele come poche, il film racconta la storia di 5 personaggi, e ognuno racconta la sua, diventando in qualche modo vittima ma anche carnefice.
La prima mezz'ora e la più straziante insieme ad un finale a mio avviso epico, cattivo e crudele come pochi film del genere sono riusciti a fare.
Le storie vengono narrate bene e tengono un buon ritmo senza mai annoiare o cadere nel banale, sono strazianti e portano tutti a perdere qualcuno, dando un valore al significato della parola vendetta: la vendetta porta a perdere sempre qualcosa, e non arricchisce nessuno, non fa sparire il dolore, e probabilmente non da nemmeno soddisfazione, questo è stato il mio pensiero alla fine del film.
Bellissima la fotografia e bellissime le immagini, insieme alle musiche danno un senso di angoscia maggiore alle storie narrate.
Un film ricco di significati, Confessions è certamente un film che non lascia insoddisfatti e fa soffrire parecchio, io ho provato tanta pena per tutti i protagonisti (soprattutto per l'insegnate Moriguchi), ma alla fine ho dovuto odiare tutti! Da vedere.

valis  @  25/06/2013 17:52:56
   9 / 10
fantastico film di nakashima, tratto dal romanzo di minato kanae.
rappresentazione plastica di una società sadica, violenta e, per giunta, inconsapevole di esserlo, come la madre di naoko.
nessuna pietà, nessuna empatia, nessun rimorso da parte dei giovani protagonisti, i quali, indifferenti, passano attraverso il dolore e la disperazione altrui.
conclusione raggelante. la punizione non è la morte, ma la vita.

MonkeyIsland  @  25/06/2013 01:27:14
   6 / 10
Appena finito, dalla media e dal voto del recensore (decisamente esagerato) mi aspettavo tutt'altro.
Fotografia, colonna sonora e atmosfera eccelsi.
Il vero problema è la trama che dopo una prima mezz'ora folgorante comincia ad avere più buchi di un cratere lunare mi spiego sotto spoiler.
Non mi sento di dargli meno di 6 anche se lo meriterebbe per via del fatto che il lato artistico è su livelli altissimi.
Comunque se chi ha adorato il film mi togliesse qualche dubbio sarei contento.

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Ultima risposta 22/07/2013 22.25.07
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CavaliereOscuro  @  23/06/2013 12:32:18
   7 / 10
Non è un capolavoro ma è comunque buono. Regia e fotografia impeccabili. Storia originale e coinvolgente ma forse a tratti esagerata. Ben interpretato.

GoodDebate  @  18/06/2013 08:04:31
   8½ / 10
Stupenda la prima mezz'ora, poi diventa un po' troppo confusionario. Nel complesso, un buon film con una regia a tratti poetica.

gianni1969  @  11/06/2013 18:38:18
   9½ / 10
i primi 20-30 minuti col discorso dell'insegnante sono un capolavoro,cosi come l'ingegnosa vendetta e lo strepitoso finale,assolutamente da non perdere,molto meglio in lingua originale coi sott

corvo4791  @  09/06/2013 11:39:23
   4 / 10
Interessante fino alla prima mezz'ora. Dopodiché diventa un videoclippone confuso e noioso con un montaggio abbastanza insensato. Molto sembra messo lì a casaccio per pura velleità registica. Quasi un esercizio di stile. Buona la regia e ottima la fotografia ma avrebbe funzionato meglio come cortometraggio.

shock1  @  03/06/2013 10:53:10
   8 / 10
Più che un film un'esperienza sensoriale.. gli slomo, i colori della fotografia, le voci piatte dei protagonisti rilassano lo spettatore per poi spiazzarlo con i toni forti della trama.. Qualcosa di unico nel suo genere condito sapientemente con il classico humor nero giapponese.

sossio92  @  31/05/2013 22:45:06
   9 / 10
Questo film è arte , una vera perla orientale , una goduria per gli occhi dall'inizio alla fine , musiche e fotografia stupende , idem per le inquadrature e per le ricostruzioni narrative , per non parlare dei contenuti profondi che la trama racchiude . Consigliatissimo :)

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Ultima risposta 01/06/2013 21.54.19
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dido69  @  30/05/2013 20:43:37
   10 / 10
Bellissimo film, coinvolgente e spiazzante fino alla fine e tecnicamente eccellente.

debaser  @  30/05/2013 17:50:53
   7 / 10
Sicuramente un bel film, ben girato e recitato. Bellissima la prima parte piu' introspettiva nello spiegare ragioni e personaggi poi pero' il film prende una piega splatter con violenza gratuita ed esagerata che rende l'intera stuttura del film poco credibile con perversioni esagerate e morti non convincenti. Il finale ironico e' perverso con la scena nella palestra della scuola e' molto bello e ben riuscito.

TheUndertaker  @  29/05/2013 15:58:48
   3 / 10
9?? 10 ?? ma sarebbe un film da 10 questo??? assurdo... spento dopo aver resistito con tutte le mie forze per un ora... già un film che parte con un monologo (o quasi) di 30 minuti (e dico 30!!) di una personaggio non riesco a capirlo ... i restanti 30 che ho visto inspiegabili... musica di sottofondo (perenne!!) senza senso e attinenza con l'atmosfera... personaggi, a parte la prof, al limite del ridicolo (vedi il nuovo prof)... e ....basta non vado avanti... rispetto le opinioni di chi ha dato 9 e 10 ma per me è una boiata pazzesca.....

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spoonji  @  29/05/2013 11:37:29
   9 / 10
Sabato pomeriggio ero alla ricerca di un film interessante da andare a vedere la sera stessa. In questo periodo in cui molti dei film di Cannes non sono ancora usciti c'è veramente poco in giro, e guardando la programmazione delle sale a Milano, i titoli erano sempre gli stessi quattro o cinque in tutte le sale.
Per fortuna c'è il circuito Spaziocinema che, insieme a pochi altri, riesce a offrire sempre qualcosa di diverso. Fra i vari film, un titolo dell'Apollo non programmato in nessun'altra sala ha catturato la mia attenzione: Confessions.

Sono andato subito a cercare su Filmscoop.it e ho scoperto che il film in questione poteva essere una bella sorpresa. Così è stato.

In Italia è fuori dal 9 maggio 2013, ma in realtà si tratta di un film del 2010 che nel 2011 è arrivato vicino alla candidatura per l'oscar come miglior film straniero e ha vinto il Black Dragon Audience Award al Far East Film Festival.

Il film si apre con un'insegnante delle scuole medie che parla a una classe disattenta e indisciplinata che non le presta minimamente attenzione.
La situazione cambia repentinamente però quando Yuko Morimuchi, questo il nome dell'insegnante, annuncia di voler lasciare il mestiere. Questo non è che il pretesto per annunciare qualcosa di molto più importante e grave. Inizia così un racconto, un monologo che trascinerà la classe in uno scenario inaspettato, insieme alla classe il pubblico viene accompagnato direttamente nel cuore della trama dalla voce dell'insegnante: sua figlia Manami di 4 anni è stata uccisa, e gli assassini si trovano proprio all'interno di quell'aula.

Ma non si tratta di un giallo, il regista e sceneggiatore Tetsuya Nakashima è molto bravo a portare subito il suo film fuori dagli equivoci.

Infatti quelli che vengono chiamati dall'insegnante "Soggetto A" e "Soggetto B"non tardano molto ad avere un'identità, portando immediatamente il film a uno stadio successivo: lo scopo del gioco non è scoprire l'assassino, ma è scoprire fino a che punto una persona può spingersi se è perseguitata dal rimorso, dal desiderio di essere accettata e amata, e dal desiderio di vendetta. Come persone, ragazzi ingenui e privi di una personalità forte, apparentemente innocenti e puri, possano diventare veicolo di atti di una violenza estrema e possano scivolare facilmente in un oblio di nichilismo autodistruttivo e distruttivo per le persone che li circondano.

L'insegnante dopo aver confessato alla sua classe (intenta a bere del latte) di sapere chi sono i due assassini, annuncia che il latte dei due è stato contaminato con del sangue infetto da HIV, scatenando il panico.
Yuko Morimuchi, fino a quel momento identificabile come "buona" e come vittima, passa improvvisamente dalla parte del carnefice e da quel momento tutti i personaggi coinvolti saranno in bilico fra i due ruoli, e quel confine verrà continuamente sorpassato.
La confessione dell'insegnante è la prima di cinque, le quali mostreranno diversi punti di vista della storia: la capoclasse, il soggetto A, il soggetto B, la madre del soggetto B.

Tutti hanno colpe, tutti sono vittima di qualcuno.
Persino il professore che arriverà a sostituire l'insegnante, ignaro di tutto quello che è successo prima del suo arrivo, si presenta carico di buona volontà, di voglia di fare al meglio il suo mestiere, di aiutare i suoi alunni. Ma anche la sua bontà ostentata sarà causa di avvenimenti tragici, a sua insaputa.
La madre di Shuya, il soggetto A, è causa della personalità disturbata del figlio, abbandonato per inseguire le sue ambizioni, ma sarà vittima dello stesso. La madre del soggetto B, Naoki, con il suo amore ai limiti della follia che le nasconde la vera natura di suo figlio sarà sua vittima. La capoclasse Mizuki, dietro una facciata da alunna modello, nasconde un'anima torbida, e una passione malsana per la morte e per il suicidio. Sarà l'unico appiglio a cui si aggrapperà Shuya, ma la sua natura la tradirà nel momento sbagliato.

Queste relazioni disturbate culminano in un'esplosione finale, reale e metaforica, in cui la fotografia diventa veicolo di un flusso di sentimenti contrastanti e nella quale la resa dei conti non è così chiara e definitiva come ci si potrebbe aspettare e come si vorrebbe.

La fotografia è una parte fondamentale di questo film, le sequenze rallentante, le inquadrature inusuali, la tendenza a creare veri e propri quadri, con uno stile che richiama alcune tecniche usate spesso in videoclip musicali, sono una caratteristica che salta subito all'occhio.
Ma quello che stupisce è il fortissimo equilibrio e la forza dei vari elementi che si fondono insieme. Una grande fotografia è unita a una bellissima colonna sonora, usata in maniera impeccabile, con pezzi (fra i quali spiccano Radiohead e XX) che non sono un semplice sottofondo, ma vanno a disegnare la scena e a dargli un'atmosfera e una caratterizzazione palpabili, che avvolgono totalmente lo spettatore. Tutto questo è unito a una sceneggiatura curata e originale senza essere sopra le righe. Riesce a rimanere sempre funzionale al racconto e a dare un ritmo continuo, pur essendo destrutturata in 5 parti diverse. Tutto questo in aggiunta a un cast veramente azzeccato, a partire da Tokako Matsu, perfetta nel rendere al massimo il volto pieno di inquietudine, sottile odio e astuzia di Yuko Morimuchi.
Molti l'hanno definito un revenge movie, ma è molto di più, è un film drammatico, psicologico, la vendetta è solo un pretesto per analizzare nel profondo l'animo umano, nel quale ognuno è lo yin e lo yang di sè stesso.

Da tempo non mi capitava di vedere un film così sorprendente e stimolante, pieno di spunti, di immagini spettacolari, di frasi e scene che fanno riflettere: uno di quei film con una "coda lunga", che rimane impresso per molti giorni e ti costringe a ripercorrere le sue diverse fasi cercando di trovare particolari che non si erano notati.

E' curioso notare come la locandina e il trailer italiani siano profondamente diversi da quelli internazionali. Nella versione italiana il film è presentato quasi come un manga.

Ildolditoriale.com

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Alex22g  @  27/05/2013 12:34:22
   10 / 10
Un thriller giapponese che è un capolavoro come non ne vedevo da molto tempo . Regia e musiche sublimi uniti ad un interessante trama intricata ricca di colpi di scena e che delinea perfettamente la psiche dei personaggi. Da vedere assolutamente per chi ama il genere

benzo24  @  24/05/2013 12:45:38
   7½ / 10
Ottimo film e ottimo regista

NotturnoInRosso  @  22/05/2013 02:16:00
   8 / 10
dunque... non è facile dare il proprio giudizio a questo film. Tanto per cominciare diciamo che è una pellicola paurosamente complessa; e per complessa intendo a proposito delle tematiche trattate. Dire che si tratta di un revenge-movie mi sembra un pò riduttivo. Viene trattato, oltre al tema della vendetta, quello della cattiveria; cattiveria a 360° che si esprime in tutte le forme: verso se stessi e verso gli altri. Oltre a questo ci sono profondissime analisi della vita e della morte, che magari risultano un tantino stucchevoli. Qui i protagonisti sono 5 sostanzialmente, ma non c'è una divisione netta tra buoni e cattivi. E' un film cupo, di una ferocia incredibile. Però anche malinconico, e per certi versi dolce. Abbiamo la peggiore rappresentazione dell'umanità per protagonista, con tutti i grossi difetti e guai che ne comporta: solitudine, esclusione sociale, bullismo, nichilismo, perfidia, cinismo. Sono rimasto veramente scioccato da come semplici ragazzini 13enni riescano ad avere certe reazioni, riescano a fare certe riflessioni.

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Ne salta fuori una società dove le figure di riferimento vanno a farsi friggere, cosi come i valori morali che noi diamo per scontato. A parziale giustificazione bisogna dire che i protagonisti sono degli sconfitti, degli esclusi, degli instabili; e reagiscono in maniera forte perchè non hanno altro modo per gridare al mondo la loro esistenza. Non ci sono vincitori; solo vinti.
Si vede volentieri, non lo nego ma è molto complicato, ha una trama particolarissima e con una serie praticamente infinita di sfaccettature. Ultimamente sembra che la società orientale sappia solo mostrare questo volto di se stessa. Le tecniche di regia e fotografia sono di alto livello, anche se il risultato finale sembra un video-clip musicale (o una pubblicità malinconica) soprattutto nella parte finale. Il rallenty viene usato senza economia e a qualcuno può dar fastidio.

LaurettaKoizumi  @  17/05/2013 09:23:07
   9 / 10
Innanzi tutto ringrazio molto coloro/colui/chicavoloè per aver distribuito questo film solo in 13 sale italiane, e quindi avermi privato del piacere di vederlo sul grande schermo.
Perchè poteva essere un'esperienza ancora maggiore di quella che ho provato seduta al pc. Un film agghiacciante, complesso e spietato, che non ti lascia a partire dal dialogo iniziale, fino all"esplosione" finale. I rallenty, le inquadrature ad hoc, la fotografia, la musica, sono preziosità che in un film arricchiscono il tutto, ma in questo caso rappresentano veri e propri strumenti di tortura emotiva, coinvolgono lo spettatore nel vortice di vendette e colpi di scena, dove c'è poco spazio per i buoni.
Un film che lascia il segno.

forzalube  @  16/05/2013 03:51:51
   8 / 10
Film con una trama crudele ed appassionante. E' anche molto curato sotto l'aspetto tecnico (uso del ralenty, fotografia, colonna sonora).

PS: Mi sono innamorato di Ai Hashimoto.

Valentino  @  10/05/2013 19:28:31
   8½ / 10
Film sicuramente da vedere, regia tecnicamente impeccabile, ho apprezzato molto lo stile narrativo ed il coinvolgimento della storia, la vendetta è confezionata bene anche se articolata con qualche aspetto banale. Comunque da vedere!

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  09/05/2013 18:06:32
   10 / 10
Nakashima è un'abile mestierante che concentra la sua genialità in una sola precisa e significativa parola:loop.
L'uso martellante e instancabile dell'applicazione in digitale del ralenty,che quasi ferma il tempo del racconto facendo progredire intanto la voce fuori campo dei protagonisti che confessano il prima,l'ora e il dopo di un evento terrificante.
L'inserimento dello stesso sottofondo musicale dei Radiohead limpido per chi sta seguendo la storia,che è colmo di acuti e voci straziati in sincronia con i sentimenti che provano le persone presenti nell'inquadratura.
Le ripetute risate,picchi di rabbia,pianti,sfuriate inarrestabili di chi è bloccato in un eterno vortice di sofferenza che non si può più colmare,a cui non si può mettere la parola fine.

Perchè tutti la devono pagare,vittime e carnefici,buoni e cattivi,chi abbraccia la sana vendetta e chi crede che sfruttando la morte come mezzo per lasciare un segno nel mondo si chiuda il cerchio della vita.
Con una lenta e dolorosa esistenza che attanaglia gli animi dei personaggi,una piaga che non si può più curare.

Nakashima mette le mani sugli strumenti per fare cinema per distruggere le barriere imposte nel cinema,e far ritrovare gli spettatori in un mondo distruttivo e senza speranze,dove l'odio divampa e la fiamma della cieca rabbia si accende sempre più in un climax finale mozzafiato.

Noi increduli e incatenati nella sala cinematografica,che abbiamo ormai pagato per ottenere il biglietto per questo film,vorremmo scappare,distogliere lo sguardo da una trasposizione shoccante di un inferno patinato e tecnicamente ineccepibile,che presenta dei caratteri sconcertanti per una mente sensibile,e gioca a distruggere ulteriormente personaggi disturbati che ci disturbano,in una progressione narrativa contorta come chi si impone sullo schermo,e culmina in un"Pop",uno stacco da un'immagine ad una schermata nera,come fosse una mano fissata sulle nostre teste che ci ha indotto ad assistere ad una sequela di episodi malati e poi ci rilascia,ora liberi di respirare e affermare apertamente"wow,io sono qui sono vivo e mi godo la mia vita".

Un'esperienza sconvolgente che mi ha illuminato.Non ho altre parole da aggiungere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  23/04/2013 17:00:41
   8 / 10
Mancato capolavoro.
E' stata fortissima la tentazione di piazzare (minimo) un bel 9 a questa grandissima pellicola di Nakashima.
Storia affascinante se ce n'è una,confezione magistrale, intreccio che si dipana splendidamente.
Eppure malgrado le terribili vicende trattate -credo che raramente il termine quasi infantile "cattivo" si possa adattare meglio a una pellicola- malgrado tutto quello che succede, è così alto e invadente il livello cinematografico del tutto che lo spettatore rimane più coinvolto e preso dalla bellezza di quello che sta vedendo che dalle vicende narrate e dalle emozioni. L'uso dei ralenti, la voice off presente dall'inizio alla fine, la fotografia, la perfezione stilistica, la cura certosina di come viene svolta la trama, tutto contribuisce a vedere che c'è troppo cinema a manovrare i fili del tutto. Non che altri capolavori come Old Boy o Lady Vendetta sotto questo aspetto latitassero, anzi! (specie il secondo) ma qui si avverte un leggero senso di fastidio, difficile spiegare perchè.
Ma il film è e rimane splendido, a lasciarsi trasportare senza troppi sofismi è un capolavoro senza se e senza ma.
Rimane splendido perchè se l'autorialità è troppo invadente nelle confezione certo non latita anche nei contenuti. Confessions è un film che a perderci tempo ci si possono scrivere pagine su pagine.
Il senso della vita, il valore della stessa, la cattiveria e l'odio umano, il nichilismo che prende al petto già a 13 anni, la vendetta non fredda ma elaborata, il disagio giovanile, il bullismo, l'importanza degli affetti, il dolore "perfetto" per la perdita della propria figlia, lo spirito di emulazione dei nostri bambini, il senso di colpa scontato per tutta la vita. Forse anche troppe le cose che ci si trovano dentro.
La narrazione è particolarissima sia a livello temporale, perchè la vicenda ha un presente, un passato e un futuro che continuamente si intersecano tra di loro (con un uso dei flash back davvero particolare perchè non sono tutti antecedenti a un singolo e dato fatto ma a più piani del presente della narrazione, ossia quello che può essere un flash back rispetto un certo punto può rivelarsi un flash forward da un altro punto di vista) ma anche, per l'appunto, per i diversi punti di vista, le confessions del titolo, per cui ogni volta un personaggio (con voice off) prende il testimone da un altro e ci racconta quello che succede o è successo.
Lo spettatore rimane affascinato perchè non è tanto la vicenda a cambiare quanto le motivazioni o le reazioni dei diversi personaggi. Qui si parla dell'omicidio (a metà film si scopre ancora più terribile di quanto sembra) di una bambina di 4 anni da parte di due 13enni (molto simile alla vicenda alla base del bellissimo Boy A) e della subdola, calibrata, terribile vendetta più psicologica che fisica che la madre della bambina attua verso di loro, tra l'altro suoi studenti.
Il mondo degli adolescenti raccontato in Confessions è così sbagliato, perverso e preoccupante che in confronto l'immenso Eden Lake ci andava leggero. Delitti per esaltare sè stessi, delitti pe dimostrare qualcosa, delitti per noia o per fama, delitti perchè tanto non si è condannati, delitti per emulazione. E la cattiveria dei coetanei a quell'età può raggiungere livelli quasi inumani (il foglio degli auguri "cifrato" appeso al muro fa rabbrividire).
Resta comunque un film di vendetta, di vendetta manovrata e calibrata come quella in Old Boy. E, vuoi per un caso o no, gli ultimi meravigliosi, quasi sublimi 10 minuti ricordano tanto il capolavoro di Park. Anche qui viene premuto un tasto e anche qui premendolo si hanno effetti devastanti, opposti a quelli previsti. E anche qui la pena più grande non sarà la morte ma il senso di colpa da scontare in vita (anche se il Old Boy il "mostro" forse se ne va).
Ma il capolavoro di Confessions, la perla di sceneggiatura che quasi fa gridare al miracolo è quella sveglia che funziona al contrario. E' la prima invenzione di Shuya, il primo tentativo di avvicinarsi alla madre attraverso il suo talento. Rimane lì, ancora funzionante, in quello studio devastato (sogno o no non importa). Shuya la prende e il tempo, come le lancette, comincia ad andare all'indietro fino a quando non raggiunge di nuovo il volto della madre fiero di lui. L'emozione è fortissima. Ma appena raggiunta la felicità il tempo poi va inesorabilmente di nuovo in avanti, la tragedia non si può cancellare. E quando il finale sembrava già cattivo abbastanza arriva la gelida frase di Yuko. No, nessuna rinascita. certe vite possono fermarsi anche a 13 anni. E' solo il corpo ad invecchiare.

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Ultima risposta 06/05/2013 12.00.23
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deliver  @  22/04/2013 11:13:03
   6½ / 10
Film secondo me un pò troppo sopravvalutato. Non trattasi di un thriller, bensì di un drammatico-melò. Definirlo un capolavoro è esagerato, perché al di là delle critiche entusiaste, il film è girato bene, ha un'ottima fotografia, ma il montaggio e la storia in sè sono gratuitamente melodrammatici. La vendetta è un sentimento irrapresentabile. Confessions parla di vite distrutte, a loro modo irrisarcibili. Il prodotto è intrigante, ma la sceneggiatura è tirata davvero troppo per le lunghe. Il difetto di Confessions è di scoprire fin da subito le sue carte, quando invece, usando il racconto a ritroso si sarebbe potuto creare una tensione e una sospensione maggiori.
Bello, intenso ma non immenso.

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Ultima risposta 05/07/2014 02.25.54
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A.K.I.M.  @  15/04/2013 20:49:09
   7 / 10
Film un po' al di sopra delle riga, come contenuti ed come tecnica di ripresa, controluce accurati, musiche incisive, inquadrature perfette e rallenty portati all'esasperazione che fanno tanto "manga". Inizio la visione con un po' di diffidenza (non vorrei trovarmi di fronte alla ennesima "palla" nipponica)... ma alla fine mi lascio trascinare e rimango soddisfatto.

Badu D. Lynch  @  21/03/2013 13:38:04
   9½ / 10
La miglior pellicola del 2010.
Un dramma poetico, oscuro e doloroso. Tetsuyo Nakashima confeziona un revenge movie intenso e psicologico. Una sublime architettura visiva incentrata sulla vendetta, che tocca argomenti come la solitudine, l'amicizia, l'esclusione sociale, mancanze familiari, ecc. Un'opera pessimista che non tarda ad esplodere, innescando un'indimenticabile e sensazionale reazione a catena.
Old Boy tra i banchi di scuola.
Capolavoro.

Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  07/03/2013 10:10:35
   9 / 10
Un gran film, originale e coinvolgente, mai banale o scontato.
Visivamente notevole e recitato magistralmente.
Da vedere, anche più di una volta.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR dubitas  @  06/03/2013 23:21:34
   10 / 10
Un capolavoro del genere.

Un thriller-dramma coi ''fiocchi'' che merita almeno una volta di essere visto da tutti.Ricco di contenuti e tematiche, attento a caratterizzare la psiche umana, mai scontato e sempre raffinato nel suo procedere lento.
In certe parti anche molto poetico (i primi 30 minuti sono da oscar) e coinvolgente al punto da tenerti attaccato allo schermo.
Mi ha lasciato un segno impermeabile,delle emozioni uniche.

10....

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  27/02/2013 19:02:55
   3 / 10
Raramente ho visto tanta tecnica fine a sé stessa in un film. Certo, bello da vedere ma dopo due minuti c'è una nausea lunga di virtuosismi: sembra di vedere un videoclip lunghissimo, interminabile, con i Radiohead inseriti alla càzzo in sottofondo (io li adoro, sia chiaro). Una sceneggiatura volutamente ingarbugliata e verbosa con temi pesanti trattati davvero in modo spettacolarizzato e artificioso. Due ore che personalmente rimpiango, e mi dispiace dirlo perché non mi accade quasi mai.
Il cinema asiatico a me piace molto, produce solitamente grandi cose. Ma sia Confessions che il coreano I saw the Devil hanno un seguito che mai riuscirò a spiegarmi.
Davvero è stata una lunga e interminabile battaglia con la noia e la frustrazione di un film che dice in continuazione "guardate come sono bello, come ti colpisco con un colpo di scena, come sono alternativo con i Radiohead in sottofondo", non ho staccato solo perché non lo faccio mai ma stavolta ci sono andato vicinissimo.

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7219415  @  20/01/2013 19:40:32
   5 / 10
I film giapponesi/cinesi son quasi sempre una fregatura...non si capisce come possano avere medie così alte...

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Ultima risposta 27/02/2013 18.47.40
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Oskarsson88  @  20/01/2013 01:55:11
   5 / 10
vederlo con sottotitoli in inglese non mi ha certo aiutato, però comunque l'ho trovato troppo ingarbugliato nel pensiero e inconcludente e poco interessante nello svolgimento, soprattutto nella seconda parte. Bella solo la prova tecnica, con le immagini e i movimenti della macchina da presa, ma per il resto non mi è piaciuto affatto...i film giapponesi sono spesso un flop per i miei gusti, e anche stavolta è andata male

markos  @  19/01/2013 18:15:17
   8 / 10
Che bella storia di vendetta!!
Ma xchè questi bei film nn arrivano mai in Italia?

Invia una mail all'autore del commento ziokartella  @  09/01/2013 13:51:02
   9 / 10
Uno dei film giapponesi più belli di sempre....

Attila 2  @  02/01/2013 10:29:39
   7½ / 10
Un film che lascia il segno.Una storia di vendetta studiata nei particolari e realizzata in maniera impeccabile.I primi 30 minuti,durata del monologo dell'insegnante,durante i quali spiega cosa e' successo e cosa ha fatto lei,di conseguenza,alla sua classe.Sono 30 minuti che lo spettatore non dimentichera'.Un discorso calmo,tranquillo che non fa trasparire nessuna emozione,ma che entra nell'anima come una spada di ghiaccio.Le parole di una madre distrutta,alla quale,l'unica cosa che da' ancora la forza e' la sua voglia di vendetta.E sara' devastante.Il film e' diviso appunto in 4 "confessioni" come da titolo.Tutti i protagonisti danno il loro punto di vista su quello che e' accaduto,per poi arrivare al finale che rivela il piano dell'insegnante.E sancisce la sua vendetta.Ne viene fuori uno "spaccato" che ci mostra questi ragazzini- bulli che vessano i piu' deboli,senza che gli altri facciano niente,uno spaccato cinico,ma purtroppo reale,della situazione delle scuole e del mondo dei ragazzi,non solo in Giappone.Ragazzini che arrivano ad uccidere,in maniera consapevole,tanto sanno di essere tutelati dalla legge.Allora,dove non arriva la legge,arriva la disperazione di una madre a fare giustizia.Film davvero intenso emotivamente,che pur nella sua "lentezza" non lascia il tempo di "respirare" allo spettatore che si trova immerso in questa storia di disperazione,dove ogni personaggio,porta dentro di se un dramma che ne ha segnato la vita.Andando a "corrodere" la sua anima e a provocarne comportamenti che hanno prodotto altri drammi agli altri personaggi della stroia.Il personaggio di Moriguchi e' qualcosa di incredibile,drammatticamente intenso,lucida nella sua disperazione.Mentre i ragazzi ne vengono fuori senza ideali e senza scrupoli,un'immagine triste che arriva a farli odiare,nella loro arroganza e supponenza,nella loro sicurezza di essere intoccabili.Nakashima lascia davvero il segno.

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Invia una mail all'autore del commento luca986  @  28/09/2012 23:16:50
   4½ / 10
Sarebbe questo un bel film? Nulla da dire sulla realizzazione tecnica, per carità: confermo ovviamente i pareri positivi sulla regia. Ma vogliamo parlare della sceneggiatura: un'accozzaglia di situazioni irreali degne dei peggiori shonen o seinen di serie B (chi sa di manga/anime, sa di cosa parlo). I protagonisti poi non solo sono un'idiozia, ma sono anche costruiti malissimo, a cominciare dalle loro battute. Già il fatto che il 90% del film (non musical) abbia un sottofondo musicale dovrebbe essere un primo campanello d'allarme quando si esprime un giudizio su di una pellicola: è sintomo della volontà del regista di coprire i difetti della sceneggiatura, ed infatti un po' ci si dimentica delle idiozie che vengono dette e rappresentate. Insomma bocciato.

baskettaro00  @  04/08/2012 23:08:29
   7½ / 10
thriller drammatico-psicologico in cui il trito tema della vendetta non vien narrato tradizionalmente.ben diretto/interpretato,apprezzati i ralenty e qui anche la voce narrante.buona la musica di sottofondo e i numerosissimi dialoghi.

DarkRareMirko  @  17/06/2012 23:18:04
   9 / 10
In sostanza un dramma tecnicamente perfetto (regia e fotografia al top), che racconta un evento da molteplici punti di vista.

Iperrealista, cupo, ripaga una certa lentezza con dialoghi mai banali e interpretazioni ottime.

Finale SPOILER, qualche momento weird, location scolastica originale (e le caratterizzazioni degli studentelli che ne vengon fuori, stornzetti e cinici già a quell'età, rimanda ad una società che tutto è fuorchè positiva), per un meccanismo di sceneggiatura che, almeno alla lontana, richiama il classico rape and revenge.

E in una scena si può pure vedere un tiro al bersaglio giallo e nero, identico a quello che ho in camera io!

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Ultima risposta 23/06/2012 19.58.51
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  01/06/2012 11:51:38
   7½ / 10
Un bel thriller raccontato in modo originale, con flashback e ricostruzioni narrative supportati da un montaggio spettacolare.
Ottimo lavoro quindi, grazie anche agli interpreti e alla fotografia, quest'ultima eccezionale.
Sarebbe da vedere più di una volta per capirlo meglio... ma una seconda visione non peserebbe, quindi facciamola.

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Ultima risposta 02/06/2012 12.55.28
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_Hollow_  @  18/05/2012 04:19:57
   8 / 10
L'inizio è mortalmente soporifero, soprattutto per l'asfissiante commento sonoro formato dalla stessa canzone in loop. Ero stato quasi tentato di fermare il tutto, ma mi sono trattenuto ed ho fatto bene, perché non sarà un capolavoro ma questo film ha di certo un suo stile ...
Spiegatemi una cosa però, perché tra la lingua originale e i sottotitoli non è che l'abbia capito molto:

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Arigatou

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Ultima risposta 27/08/2012 16.30.59
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Lenina80  @  05/05/2012 14:01:47
   6 / 10
Visti i voti altissimi, ho deciso di trovarlo (pertanto cosa abbastanza difficile coi sottotitoli in italiano) e di guardarlo assieme a mio marito. Per lui il voto sarebbe stato 4, ma siccome voto io gli do un 6. Non mi è dispiaciuto, ma la storia è assai ingarbugliata, i 2 ragazzi in questione si assomigliavano pure e li confondevo un pò. A tratti noioso, esagerato nelle reazioni emotive e istintive di alcune persone, dal momento che il film è giapponese l'ho trovato forse troppo distante come idea di thriller drammatico di cui siamo abituati noi occidentali. Entrando nell'ottica e accettando talvolta i momenti lagnosi si può guardare, se non altro per l'originalità del tipo di vendetta utilizzato

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Ultima risposta 06/05/2012 02.49.00
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Lory_noir  @  15/04/2012 09:56:41
   7½ / 10
Originale, perverso, shoccante.

Febrisio  @  11/03/2012 13:52:53
   8½ / 10
Si inizia Confessions abbastanza serenamente ponendosi una quasi certezza; il film appare visivamente e immediatamente non coincidere con la realtà, oltretutto enfatizzato da un rallentì che ne sfalsa, e altrettanto ne esalta, la percezione.

Tetsuya Nakashima costruisce una serie di confessioni, equidistanti, evidenziando le differenze in minimi dettagli, ma così parecchio personali da sconvolgerne il percorso vitale. Così ricco di dettagli tanto che la costruzione da parte dello spettatore, oltre che a quella più evidente, ne può perseguire gli errori e sensazioni di tutti i personaggi. S'infittisce in un ingranaggio di cui tutti, tra cui la società moderna in primis, ne fanno parte, nel bene e nel male. L'esempio più evidente è nella buona fede del maestro, che a sua insaputa prende parte all'ingranaggio devastante. Nessuno può avere una scusante. Tutti sembrano fallire in un aggettivo che più gli si aggrada, a partire dalla negligenza, all'irresponsabilità, alla vendetta, a proiettare aspirazioni, al vittimismo. Il film costruisce qualcosa che è difficile definire, ma trasmette tutte queste sensazioni negative allo spettatore. È la parte che putroppo più coincide con il nostro mondo, ed è la più riuscita di Confessions.

Se il film inizia con una certezza; il mondo nostro è meravigliosamente colorato di emozioni, di sentimenti, ma anche di oggetti, cose insignificanti altre utili, sta di fatto che dove ci son colori, c'è luce, e quest'ultima porta con sè l'immancabile contrario; l'assenza di luce, cioè l'ombra. Luci e ombre nella nostra realtà visiva, ciò che il nostro occhio vede, è come se fossero due strati uno sopra l'altro, si sovrappongono e coesistono senza darsi problemi, definendo contorni contigui. Confessions da l'impressione di costruire il nostro mondo togliendo lo strato sdrammatizzante dei colori e lasciando intatto solo il mondo delle ombre; nasce così un punto di vista, e un film, cupo che probabilmente è uno dei più negativi che abbia mai visto. La certezza iniziale va man mano a sgretolarsi, in quanto ciò che sta descrivendo non è più fantasia, si trasforma in una forma negativa, ma che è pur sempre una parte del nostro mondo.

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