cacciatore di teste regia di Costa-Gavras Francia, Belgio, Spagna 2005
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cacciatore di teste (2005)

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locandina del film CACCIATORE DI TESTE

Titolo Originale: LE COUPERET

RegiaCosta-Gavras

InterpretiJosé Garcia, Karin Viard, Geordy Monfils, Christa Theret, Ulrich Tukur, Olivier Gourmet, Yvon Back

Durata: h 2.02
NazionalitàFrancia, Belgio, Spagna 2005
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 2006

•  Altri film di Costa-Gavras

Trama del film Cacciatore di teste

Dopo essere stato licenziato, Bruno Davert, dirigente della cartiera dove lavorava, pensa che dato la sua non ancora "tarda età", riuscirà a trovare in breve tempo un posto di lavoro che gli consenta di mantenere il suo attuale tenore di vita. Quando dopo tre anni, si ritrova ancora disoccupato, pensa bene di andare armato alla Arcadia Corporation, per ottenere un impiego che gli consenta di garantire un futuro per i suoi figli.

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Voto Visitatori:   7,31 / 10 (35 voti)7,31Grafico
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Voti e commenti su Cacciatore di teste, 35 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

wicker  @  06/05/2020 20:16:33
   7½ / 10
Commedia nera francese con tanti elementi drammatici e oscuri ma anche parecchi momenti grotteschi al limite del possibile .
Buona regia di Gravas per un film molto ben sceneggiato ,senza pause e recitato benissimo soprattutto da un tormentato protagonista .
Nella seconda parte si sale di ritmo e un paio di scene che sembrano "senza via d'uscita" regalano buoni momenti di tensione .
Finale che lascia molto pensare (ne senso della conseguenza della azioni ) ..pensiamo se dovesse succedere nella vita reale...

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  14/01/2016 19:14:13
   5½ / 10
Troppo assurdo per essere realistico, questo film mi ha detto ben poco, sarà anche a causa del fatto che è francese e che il ritmo è eccessivamente lento.

MonkeyIsland  @  02/01/2016 00:21:27
   8 / 10
Oggettivamente è un film da 7,5 ma mi sento di premiarlo con mezzo voto in più perché era diverso tempo che non assistevo a una commedia nera così ben strutturata e architettata.
E' bello notare come sia un film di dieci anni fa ma sia estremamente attuale visto che è incentrato sul mondo del lavoro e nella difficoltà nel ritrovare un impiego.
L'umorismo è veramente al vetriolo e non mancano i colpi di genio

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER che sono una feroce critica dell'ipocrisia del mondo che permea attorno al protagonista tratteggiato benissimo dal suo interprete e nei personaggi che gli gravitano attorno

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER.
Il finale poi mi è piaciuto particolarmente visto che avrei immaginato una conclusione canonica, invece è proprio l'epilogo a sancire che come si dice inglese "what goes around comes around".

7219415  @  14/12/2015 12:53:08
   7 / 10
Ottima commedia nera francese...

clint 85  @  21/12/2013 02:58:14
   7 / 10
Una dignitosissima black comedy made in France(non è più una novità ormai), ben diretta ed ottimamente recitata.

Buba Smith  @  06/11/2013 13:26:42
   7½ / 10


Bello, mi è davvero piaciuto.

Un film dotato di grandi capacità.

Per quanto mi riguarda, l'unica piccolissima pecca, sono quella manciata di minuti in cui diventa un pochino noioso.

topsecret  @  21/05/2012 10:34:51
   7½ / 10
La drammatica cronaca degli ultimi tempi vede protagonisti persone che si suicidano dopo aver perso il lavoro ed essersi indebitati fino al collo.
Per Costa Gravas c'è un'altra soluzione: fare fuori la concorrenza.
Una storia interessante, condita da humor nero, che si sposa con l'attualità per certi suoi contenuti e che per questo risulta essere molto ben articolata ed interpretata magnificamente da gran parte del cast.
Ritmo lineare per tutta la durata, regia sobria e attori convincenti per una film che coinvolge e si merita parecchia considerazione.

Invia una mail all'autore del commento Totius  @  31/05/2011 15:50:30
   7 / 10
Un "black humor" che fa riflettere. Un uomo disposto a tutto per salvare il suo posto di lavoro! Che tempi!! Ben recitato, attori azzeccatissimi.

outsider  @  14/02/2011 23:23:56
   9 / 10
Però, che dire...
Oddio...spaventoso se si pensa ad una realtà del genere.
Attori bravissimi.
Idea grandiosa.
Da vedere!

Gastone  @  24/09/2010 02:29:24
   7½ / 10
ottimo film
incredibile mix tra comicita' nera , pessime realta' lavorative (si parla di quadri dirigenziali) e "preventivamente" (una 'battuta' del film) altro

da vedere!

unpoeta67  @  24/05/2010 14:28:02
   7½ / 10
film che resta impresso per i temi trattati , per la maniera in cui gli stessi vengono sviluppati , per le apparenze , perchè il finale ci mostra come nulal resta impunito poichè crimine perfetto , per quanto impacciato e buffo possa essere , non esiste . Ecco un film che tiene il passo con i tempi e probabilmente non invecchierà mai dati i presenti ed i futuri tagli , riorganizzazioni , ricollocamenti e chi + ne ha + ne metta . Un film di oggi , di ieri e di domani dunque , unica cosa disturbante ( ma non eccessivamente) , è il taglio da pellicola francese , senza brillantezza , quasi girata con mano leggera tra colori invernali.....

Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  16/06/2008 13:52:55
   7 / 10
Bel film tra il drammatico ed il grottesco, guerra tra poveri che lascia un gran amaro in bocca. Sul cosa si è disposti (costretti?) a fare per mantenere l'apparenza del proprio status sociale più in alto possibile, senza pietà per nessuno, anche, anzi, soprattutto se sta peggio di te. Ottima regia ed interpretazioni.
Fantatstico il flash con il medico che si ingroppa la moglie :-D.

Burdie  @  17/05/2008 09:13:46
   6½ / 10
...grottesco e surreale (mi auguro).

risikoo  @  23/11/2007 09:45:28
   8 / 10
Amaro film dotato di un black humor davvero notevole. Tragico e spietato, impossibile non provare pena nè per il protagonista (nonostante tutto), nè ovviamente per le persone che prende di mira (le scene in cui vedi ex manager che fanno i camerieri o i commessi e si sfogano col primo arrivato per la loro situazione tragica sono veramente coinvolgenti). Il regista tocca temi purtroppo attuali di fusioni, delocalizzazioni, tagli del personale, ecc.. e lo fa con grande e amara ironia. Sicuramente da vedere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  19/11/2007 14:50:56
   7 / 10
Costa-Gravas mette in scena una commedia nera riuscita. Il tema principale è la spirale distruttiva ed amara che porta un professionista ad essere schiacciato dalla pesante ruota dell'attuale capitalismo. Il suo reagire a questo "schiaffo" è tremendo quanto grottesco e proprio per quest'ultima caratteristica lo spettatore non è disgustato dal comportamento di Bruno, ma lo compatisce.
Il finale è davvero brillante.
Buona la prova di Josè Garcia.

francuccio  @  20/05/2007 00:42:24
   8 / 10
Gavras mette in scena un quadro estremo e spietato seppur molto lucido della società occidentale nelle sue regole e nei suoi principi più meschini, che ha nel gesto del protagonista Bruno, che si trasforma in un killer freddo e senza più freni, la sua più mostruosa conseguenza. E cosi' eliminare i concorrenti più pericolosi e ritrovare un posto di lavoro che ha perduto, dopo 15 anni di onorata carriera, e ritornare alla vita di prima tranquilla e con i suoi privilegi, diventa un atto dovuto, che trova quasi una giustificazione se non etica ( sarebbe impossibile ) almeno nel fatto che è una ferocia inevitabile se Bruno vuole risorgere dopo 3 anni di infelice disoccupazione. Lo seguiamo nei suoi omicidi, lui cosi' maldestro e impantanato, fa scappare anche qualche involontario sorriso.
In un miscuglio di generi, Gavras firma un'altra opera eccellente, impregnata del solito impegno sociale e piena di tanti spunti che si staccano dal tema principale del film, a cui unisce un'impeccabile direzione dietro la macchina da presa. E si avvale dell'aiuto di un attore, Josè Garcia, che dà un volto e un 'anima al suo protagonista ( nel doppio ruolo di buon padre di famiglia e cinico killer sociale ), mostrando un'interpretazione di altissimo livello e difficile da dimenticare. Ancora complimenti a Gavras che non smette mai di fare bel cinema.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  02/05/2007 01:14:49
   7½ / 10
Ristrutturazione e delocalizzazione sono parole tra le più terrificanti che si possano sentire ai giorni nostri. Queste parole sono l'inizio per il protagonista (un ottimo Josè Garcia) di un percorso che lo porterà a scendere a compromessi sempre più folli per riconquistare il posto di lavoro. Una commedia nera ben diretta da Costa-Gavras, anche se inferiore ai suoi film anni 70 (Z, L'amerikano), ma comunque più che dignitosa. Brevissimo cameo di John Landis.

Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento Gabriela  @  28/06/2006 08:20:23
   7 / 10
Dopo quindici anni di fedele servizio in un’azienda per soddisfare tutte le necessità dei suoi capi e azionisti, Bruno, un manager dell’industria cartaria, viene licenziato insieme a centinaia di impiegati a causa di una ristrutturazione economica. Il quarantenne Bruno non è preoccupato in principio, ha un’ottima preparazione e un buon curriculum ed è convinto che presto troverà un lavoro al suo livello ma non è interessato ad un impiego comune, vuole un posto dirigenziale.
Tre anni dopo, senza aver trovato lavoro, si rende conto che si trova in una guerra; è una recluta che ha come unica missione quella di sopravvivere, preservare il proprio benessere e quello della sua famiglia. Presto scoprirà però che il suo benessere, il suo matrimonio ed il futuro dei suoi figli dipendono dall’esito positivo in questa disputa e per questo deve eliminare “letteralmente” la concorrenza, così come una legge del mercato, assassinare altri uomini nella sua stessa situazione. Decide di passare all’azione e inizia ad ammazzare gli avversari in modo metodico e logico, per poi fare il passo finale verso la fortezza sognata, l’azienda “Arcadia”, l’ultimo ostacolo che trova tra lui e il lavoro che desidera. Ma come qualsiasi altro soldato chiamato in fretta non è preparato e la sua inesperienza lo porterà a commettere azioni di una stoltezza incredibile, oscilla tra il ridicolo e il vile, tra il riso e il pianto, tra valore e codardia nel frattempo che tenta di mantenere la compostezza e la dignità. Nonostante tutto raggiunge il successo e ottiene, temporaneamente, un lavoro piacevole, salvando il futuro della sua famiglia.
Un cavaliere moderno e solitario che non lotta contro i mulini a vento, non lotta per un’ideale, né per l’umanità, né per la giustizia; lotta per se stesso dando le spalle alla solidarietà, al prossimo e ai sogni per sommergersi giorno dopo giorno nel profondo egoismo, nella paura e nell’ansia ma con la certezza che non c’è spazio per tutti e ci sarà sempre un ansioso che vorrà impadronirsi del lavoro di un altro.
Costa-Gavras disegna con precisione la logica del capitalismo, la carriera umiliante dei colloqui di lavoro e dei curriculum; spoglia questa logica nella sua veste assassina, perché la logica della concorrenza alla morte, la sopravvivenza e l’eliminazione è circostanziale al capitalismo stesso. È un film che non cerca di commuovere ma bensì di convincere, il protagonista in ogni momento è cosciente delle proprie azioni, e anche se il regista è contro i discorsi individualisti si serve di Bruno per commettere i crimini più atroci senza rimorso alcuno. Il film bombarda lo spettatore con le immagini del benessere, con pubblicità del consumo inutile che incitano al sesso, al confort, l’immagine della famiglia unita, una bella casa e una buona macchina. La realtà è anche fatta di mano d’opera molto qualificata non richiesta dalle aziende che finiscono per fare umili lavori, perdendo la propria dignità.
Lo spettatore diventa complice di ogni omicidio, Bruno è vittima del sistema per questo non lo giudichiamo per i suoi crimini. Il suo obiettivo finale è deprecabile e individualista, ma desideriamo la stessa cosa. Certo, sarebbe molto più facile identificarsi se il personaggio principale uccidesse il proprietario dell’azienda, ma Costa Gavras non vuole essere facile.

Gabriela

Betelgeuse  @  24/06/2006 16:42:59
   8 / 10
Una visione spietata e coinvolgente della spirale autodistruttiva di un capitalismo malato.

Cavolo, impressionante..

In un clima di fusioni tra società, riduzioni di personale e fallimenti d'aziende, il protagonista ammazza i suoi diretti "concorrenti" ad un ambito posto di lavoro.

Mi ha molto colpito perchè dà una visione umana da un punto di vista davvero particolare di un argomento controverso (l'efficacia del nostro sistema economico) - - nonchè oggetto dei miei studi.

Il capitalismo è alienante, dice Costa-Gavras.
Un uomo escluso dal sistema, per non cadere in miseria, dovrà alienarsi a sua volta per rientrare a farne parte.

Bello...
Mi è molto piaciuto!

Invia una mail all'autore del commento Lorcove  @  04/06/2006 22:54:55
   6½ / 10
Carino, niente di speciale. Da quello che era stato detto mi aspettavo di più. La storia non è delle più originali, anche se è trattata con un buon black humor. Non me la sento di dargli 7.

jodieposter  @  30/05/2006 11:53:56
   7½ / 10
Gran bel film.
Realistico e disturbante al punto giusto. Molto ben resa l'evoluzione del personaggio che dopo lo stato di sofferenza iniziale, indossa gradualmente i panni dell'assassino freddo e spietato. Le sue reazioni dopo i delitti sono sempre meno intense. Le esecuzioni sono pianificate nie minimi dettagli ma finiscono sempre per non perdere il goffo tocco da killer inesperto che fa quasi sorridere.
Interessante lo scavo psicologico di tutti i personaggi ma in particolar modo quello del protagonista: il nostro ingegnere proietta l'odio per chi l'ha licenziato verso i suoi potenziali concorrenti, fino all'ideazione del folle piano. Ma Costa-Gavras è molto attento a non far succedere lo stesso nei confronti della sua famiglia: sebbene la moglie percepisca una caduta d'interesse nei loro confronti da parte di suop marito, la realtà è che lui è soltanto "distratto" dai tentativi di risolvere il problema lavoro (con tutto il convolgimento e la sofferenza che essi implicano). Basta infatti l'essersi trovati tutti insieme ad affrontare la disavventura del figlio per cementare nuovamente l'unione familiare.
La fotografia è ben curata ed i colori neutri o freddi rendono bene il limbo dei sentimenti in cui sono immersi il protagonista e la sua famiglia.

Purtroppo la mia limitata cultura cinematografica mi impedisce di fare un confronto con altre pellicole del regista. Ma non mancherò di colmare la lacuna al più presto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  30/05/2006 11:05:57
   7 / 10
Costa-Gravas firma un film interessante specchio della societa' odierna dove l'importante è avere ed apparire anche al prezzo piu' caro.
Una societa' dove il lavoro e conseguentemente il denaro sono l'unica cosa importante,senza di essi il regista mette in evidenza il totale disorientamento dell'essere umano.Privato del lavoro e delle sue certezze il protagonista va incontro ad una crisi caratteriale che lo porta a tramutarsi in un essere nevrotico e paranoico,crisi che lo mette di fronte non solo ad una crisi matrimoniale ma anche ad un totale distaccamento dalla realta' circostante fino a spingerlo all'eliminazione "preventiva" di tutti coloro i quali aspirano ad un posto simile al suo.
Il regista mette in evidenza come sia paradossale ed amaro che il protagonista anzichè accanirsi contro i pezzi grossi faccia fuori proprio i suoi simili,uomini uguali a lui con gli stessi problemi.
L'unica pecca è forse l'eccessiva ripetitivita' di alcune situazioni che allungano notevolmente la durata della pellicola.
Film apparentemente grottesco ma che nasconde una forte denuncia sociale...piu' che convincente Josè Garcia nei panni di Bruno,notevole il finale,una sorta di pena del contrappasso.
Costa -Gravas per questo film si è ispirato al romanzo "The ax" di Donald Westlake.

kalixoo  @  18/03/2006 22:12:04
   7 / 10
buon film senza dubbio.
mi sono piaciuti anche i particolari che forse non tutti hanno notato. ma il film è scandito da cartelloni pubblicitari molto particolari che appaiono come sfondo, e su cui a volte il regista si sofferma, per tutta la durata del film. forse non hanno un significato preciso, ma contribuiscono a dare a questo film quasi una consacrazione da opera d'arte. Non voglio con questo dire che il film lo sia. Però il mio giudizio è positivo. molto buona anche la recitazione e la leggerezza con cui Gavras è riuscito a trattare un soggetto così particolare: licenziamento, omicidio, ecc.
una piccola considerazione che non c'entra nulla col film. il protagonista viene licenziato dopo 16 anni di lavoro e nel film, ad un certo punto dice di averne 41, forse lo ha detto dopo i 3 anni in cui è stato disoccupato. beh, considerando che prima di lavorare ha dovuto laurearsi...insomma sarà stato licenziato ma ha iniziato anche molto giovane a lavorare....molti in italia dopo la laurea iniziano un periodo molto più lungo di disoccupazione e l'omicidio non risolverebbe nulla, a patto di fare un genocidio...se si decidesse di uccidere per gli stessi motivi....
va bene...era una considerazione extra film

1 risposta al commento
Ultima risposta 30/05/2006 15.56.59
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June  @  05/03/2006 12:14:46
   6½ / 10
Assolutamente d'accordo con Balzac20

Aggiungo soltanto:
mi piace molto la caratterizzazione psicologica del protagonista
e degli altri personaggi
la perfezione dell'apparenza e la sua puntuale smentita
tanti particolari sfiziosi
:)

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  05/03/2006 12:03:26
   7½ / 10
Quel che stupisce e diverte maggiormente di questo tanto amaro quando buffo noir è l'empatia che si stabilisce tra lo spettatore e il protagonista - un "incrocio" tra Daniel Auteil e Kevin Spacey - che, nonostante si trasformi da tranquillo ingegnere chimico a freddo assassino, non riesce a rendersi odioso ai nostri occhi.
Costa-Gavras cosparge il film di un houmor nero che rende meno amara la storia del povero Bruno e, nonostante la già rilevata ripetitività del meccanismo, è capace di mantenere elevata l'attenzione fino a un argutissimo finale.
Bel film.

4 risposte al commento
Ultima risposta 07/03/2006 17.30.55
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Invia una mail all'autore del commento benbow  @  27/02/2006 10:07:51
   8 / 10
ho risolto l'enigma del finale!!!

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4 risposte al commento
Ultima risposta 19/05/2007 23.36.07
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ahhh  @  27/02/2006 10:02:47
   8½ / 10
Il fine giustifica i mezzi!!!

MyName  @  23/02/2006 20:42:45
   8 / 10
Ottimo film. Ottima sceneggiatura. Ottima regia. Ottima interpretazione. Se mi fanno girare le pal-le frò come lui.

P.S.: Ma avete visto quanto è carina la figlioletta di lui?

ejja  @  20/02/2006 23:13:11
   7 / 10
dirotto in spoiler un quesito sul finale...

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6 risposte al commento
Ultima risposta 27/07/2007 14.15.42
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Invia una mail all'autore del commento balzac20  @  20/02/2006 10:59:27
   6½ / 10
Avrei veramente voluto dargli un 7 1/2
E se si fosse concluso 20 minuti prima del previsto lo avrei fatto.
Ottimo humor nero.
Ottime intepretazioni.
Buon finale.
Ottime idee.

Ma, e questa è la pecca maggiore, ad avermi disturbato non è stata la lunghezza ma la ripetitività del meccanismo.
Alla fine ho ringraziato che l'ultimo dei cinque destinati a morire avesse trovato un lavoro.
Non per altro ma perchè, nonostante le battute e le idee, cominciavo a trovare veramente ripetitivo anche l'iter mentale del protagonista.

Peccato...
ho visto all'orizzonte un ottimo film, ma avvicinandosi era "solo" bello.

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Ultima risposta 20/02/2006 11.02.12
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davidplanet  @  19/02/2006 22:21:54
   7 / 10
Sicuramente un buon film.
La trama è ben congeniata. I difetti vanno individuati nel pieno sviluppo della storia: il protagonista gode di troppe circostanze fotunate che rendono la pellicola, a tratti, poco realistica. Su buoni livelli invece il finale, caratterizzato anche in questo caso dall'episodio fortunato che però è più tangibile rispetto ai precedenti.
Un discreto lavoro.

Invia una mail all'autore del commento Andrea Lade  @  19/02/2006 06:26:48
   6 / 10
Cosa succede ad un uomo dedito al lavoro e realizzato nella sua ditta dopo un ingiustificato e inevitabile licenziamento?
Cosa succede ad ognuno di noi dopo essere stati tagliati fuori da un gruppo che prima ci dava oltre che la vita,il motivo di esistere e di far esistere i nostri più cari familiari?A qualcuno verrebbe in mente di uccidere tutti,ad altri solo coloro che potrebbero essere d'intralcio.
Il film è una trasposizione dello stress post-licenziamento che attanaglia un benestante e amorevole padre di famiglia,così come ahimè ce ne sono tanti che di fronte ad ulteriori rifiuti decide di sbarazzarsi in modo estremo dei suoi possibili rivali.Il realismo di questo personaggio si trova nei paradossi che la nostra mente elabora in situazioni di forte disagio,che ci spingono ben oltre il lecito.
Ma il meccanismo del film è sempre lo stesso,non si inceppa,non decolla,ed è sempre uguale ad uno schema che si ripete un po' rigidamente:se dopo un' ora comincia a stancare,dopo due ore diventa un po' soporifero.Peccato perchè l'idea è ottima ma viene sviluppata sempre nello stesso modo.

orsetto_bundi  @  18/02/2006 13:34:41
   7 / 10
Costa-Gravas non è malaccio kome regista e questo è un film interessante......ma io, sinceramente, preferisko THE BORROWER-Cacciatore di teste (Usa, 1991) diretto dal grande John McNaughton.....non c'entra una pippa kon 'sto film ma volevo citarlo.....
forse dovrei smettere di fumare oppio......kissà.....

1 risposta al commento
Ultima risposta 13/02/2010 01.45.34
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DEBORAH R.  @  13/02/2006 00:56:45
   9 / 10
Il fine giustifica i mezzi? No, dice la bella figlia adoloscente di Bruno Davert, il fine non giustifica i mezzi a meno che non si sia in guerra. Ed è una guerra quella che combatte Bruno Davert, chimico cartaio in cerca di occupazione dopo anni di onorata carriera. Deve mantenere tutto quello che ha: il suo benessere, la sua casa, la sua famiglia, la sua bella macchina, ma x farlo Bruno deve trovare un lavoro e x trovare un lavoro deve eliminare la concorrenza. Non se la prende coi grandi capi lui, no, ma con dei poveracci come lui, rimasti senza lavoro. Individua 5 uomini che lavoravano nel suo stesso settore, con un curriculum quasi migliore del suo. E inizia a ucciderli, li fa fuori in modo goffo e divertente. E' l'unica maniera x aver il posto a cui auspica. La tensione è tutta x lui, x questo personaggio cinico e senza sentimenti. Tifi x lui, speri che la polizia non lo becchi, speri che riesca ad arrivare al suo scopo. Come dice Alberto Crespi, Costa-Gravas usa in questo film i meccanismi narrativi di Hitchock. Tu sei complice dell'assassino, uccidi con lui, tremi x lui, pensi che davvero il fine giustifica i mezzi, tutti i mezzi. Non è colpa sua se lui uccide, ma degli azionisti, xché è x loro che le aziende tagliano i posti di lavoro, x far guadagnare loro. E' uno dei film più belli di questa stagione.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  12/02/2006 20:46:31
   7 / 10
Un film interessante, che fa pensare, con il difetto di essere a volte prolisso e ripetitivo. E' un po' paradossale ma i temi trattati sono realtà che coinvolge tutti. Il protagonista appartiene alla classe media, orgogliosa del proprio ruolo sociale (il lavoro specialistico che solo pochi sanno fare), che improvvisamente si trova sbattuta fuori e non accetta di ricominciare da zero con ruoli considerati 'umilianti'. Il nucleo del film sta tutto nei 'mezzi' per poter riconquistare il ruolo perduto.
Il protagonista porta all'esasperazione alcune tendenze della nostra società: l'interesse egoistico prima di tutto, l'intervento ‘preventivo' per colpire 'i nemici', sentirsi nel giusto e quindi autorizzato ad usare tutti i mezzi leciti e illeciti. Il suo 'piano' diventa un'ossessione che rischia di travolgerlo e invece non perde mai la freddezza e il 'fato' sembra aiutarlo. La coscienza gli ricorda ogni tanto la bestialità di quello che compie eppure la supera ogni volta. Le persone preposte ad evitare queste 'degenerazioni' non sanno o non vogliono arrivare fino in fondo (anche loro fanno un 'lavoro' da sbrigare prima possibile).
Eppure c'è un'alternativa: la moglie accetta con abnegazione lavori umilianti e precari e manda avanti la baracca prendendo con filosofia questa sua vita. Per lei quello che conta è stare in mezzo alla gente che ama con allegria e sincerità reciproca. Ma è un personaggio colpevolmente trascurato dal regista. Non è lei la protagonista.
Il principale difetto del film è questo insistere sui mezzi adottatti, tanto che a un certo punto si sente un po' di stanchezza.
Il titolo italiano del film non c'entra niente ed è proprio fuorviante.
Non posso fare a meno di notare come vadano di moda i film in cui il 'crimine' la fa franca. I mezzi tradizionali di vittoria del 'bene' nei film di una volta (la coscienza, l'ordine pubblico) non funzionano più. Certo la realtà è questa, ma non ci sono proprio alternative?

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Ultima risposta 19/02/2006 05.49.58
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