brazil regia di Terry Gilliam UK 1985
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brazil (1985)

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locandina del film BRAZIL

Titolo Originale: BRAZIL

RegiaTerry Gilliam

InterpretiJonathan Pryce, Robert De Niro, Katherine Helmond, Ian Holm, Bob Hoskins, Michael Palin, Jim Broadbent, Kim Greist, Ian Richardson, Peter Vaughan

Durata: h 2.11
NazionalitàUK 1985
Generecommedia
Al cinema nell'Agosto 1985

•  Altri film di Terry Gilliam

Trama del film Brazil

Sam Lowry è un semplice impiegato che decide di accettare la promozione al Dipartimento informazioni con il semplice scopo di rintracciare una donna che gli è apparsa in sogno e di cui si è subito innamorato. Riuscirà a identificarla nella camionista Jill Layton, con la quale sarà protagonista di una serie di avventure.

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Voto Visitatori:   7,96 / 10 (124 voti)7,96Grafico
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Voti e commenti su Brazil, 124 opinioni inserite

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SANDROO  @  01/02/2010 23.44.01
   2 / 10
Ho capito di non guardare mai film vecchi con una media alta di questo sito perchè sono tutti orribili............ Io un film così demenziale poche volte l'ho visto!!!! e meno male!!!! Povero De Niro umiliato così ma dal modo in cui ha recitato ha capito di aver fatto un pessimo errore a recitare in sto film........
SPAZZATURA........

1 risposta al commento
Ultima risposta 02/02/2010 00.02.54
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ulisseziu  @  17/12/2009 19.51.20
   9 / 10
Capolavoro visionario di Gilliam, ti trascina in un mondo fantastico, fatto di sogni, futuro e "fantascienza fantozziana". L'unico piccolo appunto è che a tratti diventa veramente troppo lento e duro da seguire, ma è solo una nota personale.

Straconsigliato!!!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Enzo001  @  10/12/2009 19.20.38
   7 / 10
Curioso come non riesca a dar più di sette ad una pellicola che potenzialmente avrebbe potuto farmi innamorare...
Adoro Gilliam, adoro l'ironia intelligente e lapidaria dei Monty Python eppure questo film nonostante le belle parole (bellissime, se parliamo della recensione) spese dai colleghi qui sotto non mi ha preso per nulla, anzi, ammetto a malincuore di essermi concentrato più sull'orologio che sullo schermo.
Sono sicuro che trattasi di capolavoro, nella sua rappresentazione personalissima e affascinante della dispopia orwelliana, reinterpretata devo dire splendidamente.
MA, è l'emozione che mi sarei aspettato, e che è arrivata solo sul finale (splendido), a mancare. E lo dimostra il fatto che non saprei cos'altro aggiungere a quanto detto.

Peccato.

2 risposte al commento
Ultima risposta 11/12/2009 11.05.17
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Gruppo COLLABORATORI Ciumi  @  08/12/2009 18.43.32
   8½ / 10
Il futuro auspicato da Gilliam/Orwell è sì assurdo e iperbolico, ma nello stesso tempo kafkianamente plausibile, col suo cinismo ipocrita, col suo autoritarismo corrotto, col suo apparato burocratico opprimente.
Le mura della città covano una selva di tubature, costruzioni mastodontiche contengono immense sale o claustrofobici sgabuzzini, mentre bizzarri marchingegni, tra l’avveniristico e lo sgangherato, figurano in ogni luogo.
L’ingenuità del sogno (fantasticamente rappresentato) d’amore puro e di totale libertà, si scontra contro i lastroni a forma di palazzi, deve lottare con un gigante orientale e con un esercito di mostri-bambole che sono l’irrazionalità e le stravaganze stesse del regista.

La passione per il grandangolo di Gilliam, e la sua visionarietà barocca, che molto bene s’adattano alle atmosfere della storia, fanno pensare al Welles de “Il processo” (seppure l’omaggio più plateale sia per “la scalinata di Odessa” di Ejzenstejn).
“Brazil”, anche il titolo sembra volere rispondere alla logica surrealista della pellicola.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  30/11/2009 22.36.50
   9 / 10
Uno dei film più rivoluzionari del cinema contemporaneo, l'esatto opposto del deludente 1984, prolisso rifacimento cinematografico del classico di Orwell.
A tratti beffardamente ironico, e molto inquietante. De Niro strepitoso, uno dei punti più alti dell'arte visionaria di Gilliam

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  25/10/2009 22.35.19
   5½ / 10
Ci ho provato anche con “Brazil”. Cosa volete che vi dica? Ci proverò anche con “Parnassus”.
C’è poco da fare, a me ‘sto Gilliam non piace. Capisco che il suo stile, la sua originalità, i suoi effetti speciali da baraccone a qualcuno possano piacere, ma a me semplicemente irritano… cavolo, non vedevo l’ora che il film finisse!
Gilliam vorrebbe essere una specie di Cronenberg con tutte queste critiche sociali, ma non ci si avvicina minimamente a parer mio. E poi scusate, che c’entra il titolo, sono in Brasile?!

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Ultima risposta 25/10/2009 23.29.31
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Wally  @  25/10/2009 22.23.12
   4 / 10
Niente... Ok ci sono i vari messaggi e le premonizioni giuste del pazzo bravo visionario Gilliam... Ma questo film risulta uno dei più noiosi che io abbia mai visto.
Ok che nei film il messaggio è importante, ma un film deve anche prendere lo spettatore e portarlo nel suo universo... Gilliam in questo film non mi ci ha portato proprio... è il suo quarto film che vedo, i primi due: Paura e delirio e L esercito delle 12 scimmie sono davvero stupefacenti... il mio terzo Tideland, una delusione e questo: una noia mortale.
Mi disp ma non sono d accordo con questo genere di pellicole.
Comunque bravissimi gli attori anche se DeNiro poteva avere una parti più impegnata e ottima la canzone... il resto da buttare

Dr.Orgasmatron  @  13/09/2009 17.46.42
   9½ / 10
Terry Gilliam nel suo (folle) e grande talento visionario elevato al cubo. Un film-viaggio pregno di significati e premonizioni azzeccate su cosa sarà il nuovo millennio. Impossibile una volta visto togliersi dalla testa la canzone che da il titolo al film....la la la la la la la la.....la la la la la la la la la...Brazil.....

david briar  @  02/09/2009 13.13.25
   10 / 10
brazil è un film premonizione, allucinante, pessimista, in anticipo sul percorso.
la vicenda che si tratta è incredibilmente coinvolgente, avvincente, emozionante e intrigante;il vero finale, dopo i sogni speranzosi, ha l' effetto di un pugno in faccia dato da mike tyson.
le scenografie sono incredibilmente fantasiose e bellissime;la regia di gilliam è barroca e discontinua, ma molto efficace.
il film racconta di come la gente sia diventata indifferente ai sentimenti altrui(sam, quando comunica la notizia della morte del marito alla signora buttle, è solo sfiorato dal dolore della donna, non riesce neanche a provare pena) e di come siano vittime del sistema, estremamente dittatoriale, di come il il governo uccida persone anche per reati poco significativi e non siano per nulla toccati da questo, di come siano vittime della tecnologia.
è il secondo film che vedo di gilliam, dopo i fratelli grimm, ed è un capolavoro. la media del sito è troppo bassa. questa pellicola è molto pessimistica, ma allo stesso tempo creativo e fantasioso. uno dei migliori film di fantascienza mai girati, con una sceneggiatura splendida e dissacrante.
bravo pryce, e anche de niro, che fa un ruolo marginale, io pensavo che recitasse di più. bravi anche hoskins, la helmond e la greist.

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elio91  @  18/07/2009 9.29.45
   8 / 10
Molto bello e significativo in molte sue scene.Ti strappa molti sorrisi e al contempo ti fa riflettere.Ambientato in un mondo sommerso dalla burocrazia,questo film può essere apprezzato anche da chi ha letto Orwell perchè l'idea di base è la stessa.Burocrazia pressante e sempre presente,asfissiante,non si contano nel film le volte in cui una voce dice"firmi qui"tendendo un foglio.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bulldog  @  16/07/2009 11.42.11
   6 / 10
futuristico,riuscito a metà

kastaldi  @  02/06/2009 18.11.55
   5½ / 10
Non posso che essere d'accordo con le due recensioni che mi precedono. Visto il cast e quello che avevo sentito dire, mi aspettavo un capolavoro invece l'ho trovato alquanto noioso seppur con qualche momento ilare. De Niro sottoutilizzato. Peccato perchè l'idea era interessante, sinceramente però non mi è piaciuto e l'idea di rifarmi altre 2 ore per rivedere e cercare di capire meglio questo Brazil, proprio non mi attira.

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  22/05/2009 17.14.22
   6½ / 10
Probabilmente è un mio limite. Infatti, dopo aver letto critiche più che positive, sia qui che altrove, credevo di aver trovato il film per me. E invece no. Scopro che di Gilliam non mi piace forse quello che viene considerato il suo capolavoro. Non che mi abbia fatto schifo, anzi, nel film ci sono trovate molto buone ed è ben recitato. Ma è mancata la scintilla.
Prima di tutto, l'ho trovato poco attraente e troppo lungo per quel che vuole raccontare (secondo me). Poi ho trovato gran parte dei personaggi troppo "macchiette" e il protagonista noioso. Non mi sono piaciute nemmeno le parti oniriche.
Mezzo voto in più per le scenette delle riparazioni in casa.
In somma, a me non ha impressionato più di tanto anche se ci trovo il Gilliam che verrà e che a me piace.
Forse sono io che non l'ho capito ma credo si tratti più di mancanza di intesa.

topsecret  @  13/05/2009 17.28.23
   5 / 10
E' in momenti come questi che mi assale lo sconforto più oscuro, una volta preso atto dei miei limiti, non capacitandomi del perchè non mi riesca di capire ed apprezzare pellicole riconosciute da tutti (o quasi) come dei veri capolavori del cinema. Mi domando a questo punto: cosa hanno visto gli altri che io non ho visto? Cosa hanno apprezzato gli altri che io non ho saputo apprezzare? E che cosa sono riusciti a cogliere gli altri che io non ho colto? Queste sono le domande che rimarranno nella mia testa fino al prossimo film.
Capisco l'ironia di questa pellicola, la critica sociale (burocrazia assassina e ministero dell'informazione che controlla tutto e tutti) e lo spirito visionario che caratterizza il film, ma il divertimento, il coinvolgimento, gli intrecci, la tensione, il ritmo e la caratterizzazione dei personaggi, dove sono? Mi è mancata quella sensazione, quello stimolo di dire :"Cacchio, che film!" senza dover aggiungere subito dopo "...di mer.da".
Il personaggio di Pryce era così irritante che lo avrei preso volentieri a calci nel deretano, Ian Holm è bravo, Hoskins e De Niro poco più di due comparse e il resto del cast mi è sembrato discreto. Ma personalmente, le 2 ore e passa del film non mi hanno regalato nulla se non una caterva di sbadigli ed una discreta noia, ma forse questo è successo perchè sono io che non ho capito nulla.

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Ultima risposta 14/05/2009 01.39.45
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-Platypus-  @  04/05/2009 10.55.00
   9 / 10
capolavoro assoluto.

TheLegend  @  27/04/2009 0.40.04
   6 / 10
un film geniale sotto molti aspetti ma che mi è risultato troppo noioso,specialmente nella prima metà.
le ambientazioni surreali e la critica sociale fanno salire il voto fino alla sufficienza,però che fatica!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento lorenzo971  @  24/04/2009 15.21.10
   9 / 10
In un mondo che ha smarrito ogni emozione, un futuro distopico basato su una burocrazia che annichilisce il singolo rendendolo succube di un sistema superiore di cui perde totalmente il controllo, Sam, solo in mezzo ad uno spettacolo penoso di personaggi semi-automi nevrotici o catalettici, trova ancora la forza di sognare. Evade in una dimensione onirica, spinto dal puro ed assoluto desiderio d'amore, non il mero culto della bellezza che scade in una crociata a colpi di bisturi contro le rughe,ma la passione antica, epica per una sconosciuta, una ninfa anonima che deve salvare (una sorta d'amor cortese ormai caduto nell'oblio nella socetà a lui coeva). Sam conserva al suo interno, nel profondo della sua interiorità, dei sentimenti, un po di colore, una sinfonia, che come quella della colonna sonora (tratta dalla canzone Aquarelo de Brazil), romantica e melanconica, entra in forte contrasto con la realtà. Abbandonando il suo equilibrio mediocre, come nei suoi sogni, intraprende una battaglia, diviene un eversivo, lotta per la sua individualità e per la donna che ama, scontrandosi con una dittatura sul modello orwelliano nella dimensione esterna, e con le sue paure piu innominabili in quella interna (il samurai non è altro che lui stesso -- sam you're I ---) . Se in una di queste trionferà l'Icaro alato, nell'altra è destinato a fallire, come un modulo senza matricola, l'unico epilogo per lui possibile è l'eliminazione.
Gilliam dimostra delle doti eccezionali, una capacità visionaria senza precedenti, continuando strenuamente, con un'altro film, la lotta contro il rischio di un possibile futuro-spazzatura, che non è poi cosi lontano.

ps: tra le scene piu belle quella in cui i grattaceli, rappresentati come parallelepipedi di cemento spuntano con veemenza dal terreno, distruggendo il sereno paesaggio naturale.

STEn  @  19/04/2009 17.39.28
   9½ / 10
"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare."

BlackNight90  @  08/03/2009 19.38.14
   9½ / 10
"BRASIL! LA LA LA LA LA LA LA LAAA..."
Brazil è forse il capolavoro di Terry Gilliam, anche se gli preferisco 12 Monkeys. Brazil è un film che non puoi limitarti a guardare, lo devi subire perché la potenza dissacrante e surreale delle immagini non lascia scampo.
"...LA LA LA LA LA LA LA LAAAA! BRASIL! BRASIL!..."
Un film che parla di una società futuristica che ha già le sue radici evidenti in quella odierna (chi nel suo piccolo non ricorda qualche disavventura burocratica? e l'ossessione per la bellezza perfetta da raggiungere attraverso la chirurgia plastica? e i metodi di coercizione del sistema? e la massificazione e l'omologazione del pensiero?).
"...A-E-I-O-U, IPSELON! A-E-I-O-U, IPSELON!..."
Una società distopica rappresentata da Gilliam con evidentissimi rimandi ad Orwell (i protagonisti Sam e Jill sono, come Winston e Julia, parte del meccanismo rigidamente gerarchizzato del potere; le guardie ricordano molto la Psicopolizia orwelliana, o le divise naziste, e in entrambe le storie i protagonisti sono arrestati nella loro intimità violata, ecc.), e a quell'altro capolavoro che è Fahrenheit 451.
"...BRIGITTE BARDOT BARDOT! BRIGITTE BEIJOU BEIJOU!..."
Una società accettata dalla mediocrità delle persone, lo stesso protagonista Sam è un mediocre, l'unica cosa che lo distoglie dalla meccanicità ripetitiva della sua vita è l'amore, che ben presto diventa fuga, il suo unico rifugio sono i sogni.
"...AY AY CARAMBA! AY AY CARAMBA!..."
Nei sogni Sam si sente come Icaro, come un guerriero (e chi non si sentirebbe così in un sogno, spinto dalla forza dell'amore?), nel vero incubo che è la realtà l'amore non ha alcun carattere salvifico.
Davvero perfetto lo sguardo smarrito di Jonathan Price, mentre si poteva dare molto più spazio allo spassosissimo personaggio di De Niro.
"...ZAZUERA! ZAZUERA! ZAZUERA! ZAZUERA!..."
Un film pessimistico come pochi, ma ripensandoci, ascoltanto questa musichetta (non è proprio questa comunque!), che nel film assume sia la funzione di accompagnamento lirico ai sogni di Sam, sia una sottolineatura grottesca nella realtà, non si può non trattenere un sorriso.
"...PE PE PE PE PE PE PE PE PE PE PE PE PE PE PE PE PE PE PE PE!..."

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Ultima risposta 15/03/2009 16.30.50
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  24/02/2009 14.17.38
   3 / 10
Bah...non ci siamo proprio! Un film che per me è davvero inguardabile. Amo la fantascienza, ma qui più che quella vedo solo luoghi ed immagini realizzate alla fanfarona, confuse e con colori disturbosi ed effetti speciali molto mediocri. Attori bravi, questo si, ma non venitemi a parlare di "Surrealismo" perchè non significa nulla. Non credo che rivedrò mai il film ( la prima volta fu nell'93 ) non mi ha lasciato lo spunto ne la voglia per farlo. Sarà che non l'ho capito ( anche se non c'è nulla da capire ), sarà che non amo particolarmente Gilliam ( tranne in qualcosa ) ma nella mia classifica mentale "brazil" un posto non lo trova di sicuro.

Stanley Forever  @  22/02/2009 13.06.45
   10 / 10
Film di una bellezza secondo me scandalosa.
Non potrei non dare 10 a 1984 di Orwell, quindi non posso esimermi dal dare 10 a quella che a tutti gli effetti è una sua trasposizione cinematografica, impreziosita da alcuni risvolti semplicemente superlativi.
Strepitoso tutto il cast tecnico, da Terry Gilliam all'ultimo dei macchinisti, passando per un De Niro in una particina piccola ma superbamente interpretata.
Il finale è veramente raggelante.
Capolavoro.

Neu!  @  17/02/2009 18.42.43
   9½ / 10
uno dei vertici degli anni 80'. Poco da dire; posso solo sottolineare il genio assoluto del regista che qui si trova perfettamente a suo agio. fosse per me li farei studiare nelle scuole fil come questo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  17/02/2009 18.35.19
   8 / 10
Il talento di T.Gilliam ai massimi livelli. Brazil è l'apoteosi del surrealismo, un incubo ad occhi aperti che all'apparenza risulta essere superficiale, ma che in realtà tratta temi molto attuali. Un film che, per il sottoscritto, si è rivelato una vera sorpresa.

paride_86  @  16/02/2009 2.51.37
   6½ / 10
Di sicuro non è un film banale: innumerevoli riferimenti ad una burocrazia kafkiana, ad una società macchinosa senza rispetto per l'individuo e tantissime citazioni cinematografiche. La trama, però, è davvero troppo sconnessa e imprevedibile, e il susseguirsi degli eventi non propone un messaggio finale preciso; lo stile è immaginifico e visionario me, a parte alcune scene, non mi ha affascinato più di tanto.
In definitiva "Brazil" non mi ha entusiasmato più di tanto e, nonostante la durata non fosse proprio eccessiva, mi è risultato pesante.

donfabios  @  24/01/2009 13.43.07
   9 / 10
summa theologica di tutti i generi cinematografici,fantascienza, horror, grottesco, commedia, tragedia, surrealismo, in un incrocio fantasioso e imprevedibile di avvenimenti.
Innumerevoli rimandi a Kafka (il processo, il castello), a Orwell, e al genere distopico in generale; citazioni di Bunuel (vedi gli attentati nell'indifferenza), alla Corazzata Potemkin in alcune scene di sparatorie (ad esempio il soldati in marcia), a Kubrick (dottor stranamore) e o addirittura a cronenberg(ad esempio nel pasto nudo) e chissà quante altre cose che non ho compreso...
De niro in uno dei suoi soliti ruoli di "uno contro tutta la società" già come in taxi driver o nel cacciatore.
Un capolavoro del postmodernismo.

gasy  @  15/01/2009 14.26.33
   7½ / 10
è una follia. Incomprensibile nella sua totalità. Affascinante come ogni Gilliam, regista mai baale ne suoi progetti più personali.

Manu90  @  23/12/2008 11.15.32
   8 / 10
Un film difficile da spiegare. L'uomo non ha più il diritto di sognare perchè il mondo è governato da meschinità e burocrazia. Giliam ci fa vedere un futuro terribile e inquietante allo stesso tempo, che in fin dei conti non si discosta molto dalla realtà attuale.
Visionario e cinico. Probabilmente il miglior film di Giliam.

Bob Marley  @  04/11/2008 18.42.33
   8 / 10
a mio parere esprime la genialità di gilliam..che già nell'85 prevedeva un mondo non molto libero...

Drugo.91  @  31/10/2008 15.59.36
   9½ / 10
senza dubbio il migliore film di Gilliam

pher  @  05/09/2008 19.12.10
   7 / 10
Una Scenografia cosi' bizzarra ed originale lascia veramente spiazzati al pensiero che questa pellicola abbia piu di 20 anni. Ammetto che ho fatto una netta fatica a vederlo fino alla fine. Il caos inquietante del nostro Gilliam che all'inizio mi aveva affascinato ed incuriosito a lungo andare mi ha stufato.
Forse dovrei rivedermelo con piu' calma e magari qualche punto in piu' potrei anche darglielo..
Da vedere di sicuro ma con una mente estremamente lucida e serena.
oppure in acido.

Pink Floyd  @  29/05/2008 17.05.42
   8½ / 10
In modo sapiente Gilliam realizza una pellicola claustrofobica, ipotizzando un mondo di burocrazia tanto tetro quanto sterile, dominato dalla formalità.

Citando e attingendo in maniera sapiente ora da Kafka, ora da Ejzenstein 'Brazil' si mostra come una libera rilettura del massimo capolavoro orwelliano, 1984 -altro che quella robaccia di m.radford!!-.

Ne risulta un lavoro certamente non semplice da assimilare, ma tuttavia in grado di fornire ampissime riflessioni sul valore del sentimento e della più preziosa qualità dell'uomo: essere umano.
In questo è facile rivedere il pensiero scottiano di Bladerunner.

Il colto genio di Gilliam non si discute.

iosper  @  14/03/2008 14.18.27
   2 / 10
Mio Dio, ma che roba è? Mi sembrava di guardare Eraserhead, ci mancava giusto la donna con i bozzi che canta nel termosifone! Pensavo che Lynch fosse l'unico pazzo, ma a quanto pare è in buona compagnia.
Capisco la sottile condanna alla burocrazia e al potere delle forze governative, ma è un mattone inguardabile senza capo né coda. E' addirittura peggio di Eraserhead, e ho detto tutto.
Non capisco cosa ci faccia De Niro in un film (scusate la parola) del genere, credo e spero vivamente che se ne vergogni fortemente.

10 risposte al commento
Ultima risposta 01/02/2010 23.36.43
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Mr_Blue  @  01/03/2008 4.32.44
   10 / 10
Distopico, amaro e attualissimo. Capolavoro della nostra società e del nostro tempo. Film imprescindibile, fondamentale, incredibile e geniale.
Poche pellicole lasciano lo spettatore in un simile stato di smarrimento e di esaltazione. Poche volte si ha la sensazione di vedere filmato un futuro possibile e un presente parodico allo stesso tempo. Film strepitoso.

Philanselmo  @  05/02/2008 9.11.11
   10 / 10
Capolavoro, non ci sono altre parole per descriverlo.
Terry Gilliam dimostra tutto il suo essere allo stesso tempo visionario ed analitico e caccia fuori una favola-realtà che spazia dal sarcasmo al dramma, criticando ferocemente ma in modo arguto un mondo (futuro?) dove lo stato controlla il cittadino in ogni piccolo aspetto della sua vita privata e lo inghiotte nella burocrazia più inutile ed oppressiva.
Stile riconducibile alle altre opere dei Monthy Python, con passaggi deliranti, deciso uso di grandangoli e spruzzate di umorismo, che qui però vengono quasi sempre prontamente frenate da un'immagine agghiacciante della realtà.

P.s. fantastica la citazione della scena delle scale de "La corazzata Potemkin"

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  22/01/2008 13.41.54
   8 / 10
Il film si presenta come una rilettura di "1984" di Orwell, ma in esso si palesano chiari riferimenti ad altri importantissimi romanzi, quali "Il processo" e "Il castello" di Kafka" e "Farheneit 451" di Bradbury". Ne viene fuori un'opera estremamente grottesca e surreale, in cui Gilliam rappresenta il Potere nella sua immagine più becera, degradante e alienante: è la raffigurazione di un Potere arrogante e invasivo, che detta le sue leggi attraverso il controllo della vita privata dei cittadini, il degrado culturale, l'ignoranza, i canali mediatici e una inaccessibile e incomprensibile burocrazia. Il mondo dipinto da Gilliam, dunque, è un mondo appiattito, irregimentato in regole ferree e vuote, e alieno da qualsiasi forma di arte e cultura. L'unica scappatoia a questa realtà cupa e vacua è la fantasia e il sogno. La dimensione onirica e visionaria (rappresentata dal regista con un tono felliniano) del protagonista è l'ancora di salvezza per quest'ultimo: "l'ultima spiaggia" dovre trovare gli unici momenti di felicità e serenità.
Quantunque il Governo di questo immaginario Stato oppressore (tratteggiato come una sorta di parodia della dittatura nazista) controlli la vita di ciascuno dei suoi sudditi attraverso una capillare e meticolosa raccolta delle informazioni e una burocrazia spietata, non riuscirà tuttavia a privare questi ultimi della possibilità di evadere e vivere liberamente nei loro sogni. A quest'ultimo proposito, il finale del film è eloquentissimo.
Spassosissimo come sempre Bo Hoskins; ruolo inusuale e insolitamente breve (ma non marginale) per De Niro.
Azzecatissimo il tema musicale "Aquarela do Brasil" (sulla cui falsa riga sono stati creati gli altri motivetti che compongono la colonna sonora), che richiama chiaramente la dissonanza tra la realtà esterna, sterile e grigia, e quella interiore, colorata e vitale.

Invia una mail all'autore del commento Rana c'è!  @  20/01/2008 0.02.53
   9½ / 10
Se mi chiedessero di salvare su tutti un solo film nella storia del cinema e cancellare tutto il resto, bè, io sceglierei con ogni probabilità questa pellicola.
Terry Gilliam dimostra qui tutta la potenza della sua genialità.
Ogni volta che lo rivedo, il finale mi emoziona sempre di più. Praticamente impossibile fare meglio.
Wow!!!

rapture  @  15/01/2008 23.33.52
   8½ / 10
Opera con chiari intenti parodistici del 1984 di Orwell (a un anno di distanza dall'anno in cui uscì anche il film tratto dal libro di Orwell). Humour inglese e ambienti surreali, da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  08/01/2008 0.20.45
   10 / 10
"Deve essere un libero professionista sovversivo"

Brazil si colloca tra due importanti opere di Terry Gilliam ovvero Monty Python - Il senso della vita e il bellissimo Le avventure del Barone di Münchausen. Ma Brazille sovrasta issandosi come stella indiscussa della filmografia del cineasta americano.
Brazil è a tutti gli effetti un capolavoro con una quantità di idee incredibile una creatività stupefacente e una simbologia altrettanto entusiasmante.
Gilliam muove una critica forte verso tutto e tutti. La polizia che crea uno stato militaresco nella città quasi rappresentata come le SS naziste, gli individui della classe borghese privi di gusto e classe solo intenti a modificare la propria esteriorità rimanento terribilmente vuota interiormente.Una critica feroce verso una società che rende più povero il povero e più ricco il ricco. La chiesa assolutamente immersa nel denaro tanto da trasformarlo in D.io ( la croce col simbolo di denaro al posto dell'iscrizione INRI è raccapricciante). Ma anche una critica alla tecnologia riprendendo le tesi di Orwell nel suo celeberrimo 1984).
Una commedia incalzante ma a tinte buie, con quella speranza che viene troncata con un finale amaro e triste.
Il sogno come via di scampo, come porta verso una realtà pura e luminosa, ma soprattutto libera. La libertà come valore per cui lottare, per cui divenire sovversivi. Una lotta per la nostra individualità e la nostra intimità, violata dalla burocrazia e dalla tecnologia.
Un film incredibile. Capolavoro

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Ultima risposta 16/01/2008 00.02.46
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alexey80  @  15/12/2007 5.19.10
   10 / 10
Ah ma allora qualcuno ha apprezzato questo capolavoro. Io l'ho dovuto vedere 10 volte per coglierne tutte le geniali sfaccettature. Insieme a twelve monkeys, con cui condivide l'idea di fondo di un futuro apocalittico, seppure con fini narrativi diversi, sicuramente al vertice della incredibile e onirica filmografia di Gilliam...

Merita più e più visioni!!! Se il cinema è "la fabbrica dei sogni", Brazil è di diritto una delle opere più grandi mai realizzate.

Satyr  @  13/12/2007 12.19.04
   9 / 10
Dal romanzo di Orwell un noir futurista caratterizzato dalle visioni oniriche e stravaganti di Gillyam.Immancabili eccessi e rimandi alla comicita'dei Monthy Payton,per uno dei film piu'snobbati della storia del cinema...anarchico,attuale e moderno,Brazil resiste ancora oggi allo scorrere del tempo,e per un'opera fantascientifica uscita da piu'di 20 anni non e'poco.
Fantastica la rappresentazione della citta',immersi in edifici barocchi,corridoi strettissimi e uffici claustrofobici,per una delle migliori scenografie realizzate in epoca pre-digitale.
Impossibile non citare la strepitosa performance del britannico Jonathan Pryce,piu'i camei di Bob Hoskins e un'irriconoscibile DeNiro.

pinnazza  @  08/12/2007 19.13.01
   4 / 10
Surreale e angosciante ed assurdo per tutta la durata.

Una "paratecnologia" imperante e troppo ostentata.

Proprio non mi è piacuto.

Invia una mail all'autore del commento piernelweb  @  24/11/2007 12.07.56
   8½ / 10
Sgangherato nello sviluppo narrativo ma assolutamente lucido nella riflessione sui mali della società moderna (e di quella che verrà), "Brazil" è una delle pellicole grottesche e visionarie più intelligenti degli anni 80. Terry Gilliam, rielaborando il romanzo "1984" di Orwell, rappresenta un futuro nel quale le dittature hanno il pieno controllo delle azioni umane, rafforzato dall'esasperazione tecnologia e dal gigantismo burocratico. L'egoismo individuale e la violenza generalizzata, sapientemente rielaborati in chiave ironica, sono a contesto delle vicende del metodico Sam Lawry la cui visione della vita verrà completamente destabilizzata dall'unico pericoloso male al quale nessuno è riuscito ancora a porre rimedio: l'amore. Indimenticabile il cameo di DeNiro, idraulico rivoluzionario, l'assalto della polizia in casa dell'evasore fiscale, la drammatica conclusione del trattamento di chirurgia estetica. Esilaranti gli escursus onirici, ma il finale è raggelante. Intramontabile.

Max78  @  06/11/2007 18.41.37
   7 / 10
Dunque è un buon film interessante non c'è che dire, come già stato detto visionario surrealista, e aggiungerei fuori di capoccia!

Non è difficile riconoscere a Terry Gilliam l'arguta capacità creativa, immaginando un futuro dove molti dei difetti "umani" vengono amplificati e ironizzati a tal punto dal rasentare il buffo e il grottesco.

Nonostante riscontro queste qualità nel regista e nella pellicola, devo ammettere che ho avuto non poche difficoltà a digerirlo
non è lento, c'è di peggio, non è sicuramente palloso, ma è inspiegabilmente pesantuccio, poco coinvolgente, non so... è come mangiarsi una buona peperonata, ma che ti rimane un po' li su e giù per lo stomaco.

Sicuramente da vedere ottimo Jonathan Price e Grandioso De Niro in un personaggio davvero bizzarro!

Finale pregevole.

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  04/11/2007 23.13.02
   9 / 10
Una pellicola davvero notevole che coniuga Orwell, Kafka, il Kubrick de "Il dottor Stranamore", ma anche i Marx di "Duck Soup" in un'unica opera. Un talento visivo impressionante, quello di Gilliam, regista che devo assolutamente approfondire. Strepitosa l'interpretazione di Robert de Niro, nonostante sia relativamente breve.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  02/11/2007 13.38.18
   8 / 10
Questo è uno di quei film che se guardati superficialmente risultano inutili e senza senso. In effetti lo ritengo un film molto difficile da capire, sopratutto per le reali intenzioni di denuncia o critica del regista, penso sia indispensabile per la giusta chiave di lettura aver letto almeno il romanzo da cui Gillian trae questa sua pellicola di un'estetica e visionarietà mai visti prima. Probabilmente un capolavoro, anche se personalmente dopo 3 visioni e con ancora un sacco di dubbi, non riesco a definirlo tale. Un film futuristico, forse nella nostra generazione, e che profetico: il regista ci mostra una società ossessionata dalla chirurgia plastica, dagli attentati terroristici, e "coperta" letteralmente da scartoffie burocratiche, tutto, quanto mai, estremamente contemporaneo.

badovino  @  02/11/2007 12.24.37
   9½ / 10
Troppo intelligente, troppo ironico, troppo claustrofobico, troppo sfacciato, troppo anticonformista, troppo onirico, troppo kafkiano, troppo colorato, troppo grigio, troppo roboante, troppo reale, troppo cattivo, troppo triste. Insomma un autentico capolavoro. Gilliam confermò con questo film di essere un perfetto pazzo visionario geniale. Il film che uscirà a giorni nei cinema ci dirà se negli anni ha continuato sulla retta via oppure si è perso. Grande!

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addicted  @  25/09/2007 19.18.07
   9 / 10
Ecco il capolavoro di Terry Gilliam!!!
E' un film di cui si dovrà parlare ancora a lungo.
Secondo me ha lasciato un'impronta ben precisa sul cinema degli ultimi 20 anni.
Nel frattempo sono state prodotte tante altre cose, ma "Brazil" (1985) rimane il punto di partenza di un certo modo di raccontare il presente immaginando il futuro.
Praticamente tutte le pellicole degli ultimi decenni basate sulla formula "futuro apocalittico-grottesco-kafkiano" devono quasi tutto a questo film.
E' satirico, visionario, avvincente, oscuro, precorritore e sovversivo.
Vorrei far notare una cosa sola: quando esplode la torre degli uffici e viene giù una pioggia di carta non vi sembra una inquietante premonizione di quello che avremmo tutti visto l'11 settembre del 2001???

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  21/08/2007 17.39.33
   8 / 10
Il film fantascientifico-visionario più famoso del regista Terry Gilliam.
Pellicola complessa, difficile da guardare e giudicare, perché forse troppo legata al suo ideatore, al suo modo di vedere e rappresentare il futuro ed al contempo di mostrarci i peccati della moderna società dei consumi.. alcuni spunti connotano una intelligenza visionaria unica, una pungente quanto attenta critica sociale fatta attraverso le armi della sottile satira, a tratti buffa ed a tratti inquietante, volta a rappresentarci un futuro grigio, schiavo della burocrazia e dei suoi funzionari, vigili assertori di un metodo freddo ed inumano, privo di ogni ragionevole significato (se non la conservazione di un regime "dittatoriale").. poi l'esplosione onirica, il perenne bilico tra quanto auspicato, desiderato nei sogni del giovane Sam e quanto la realtà propone, rappresentando il filo conduttore dell'intera narrazione (il moderno Icaro che vuol salvare la propria principessa).. come da molti giustamente osservato la pellicola si struttura come un "1984" visto in una prospettiva meno seriosa ma di eguale impatto (l'importanza nell'utilizzo e nella conoscenza delle "informazioni"), ma soprattutto eguale nel pessimistico messaggio di fondo.
Il talento visionario del regista americano esplode con tutta la sua forza, questo però a discapito della fruibilità e scorrevolezza del racconto, appesantito (soprattutto nella sua prima parte) da un ingranaggio troppo complesso, che fatica a palesarsi, divenendo poco godibile.. il finale è davvero stupendo, ovvero il sogno che si conclude con uno dei più dolci e classici "happy end", mentre la realtà ci mostra il dramma, il cinico e ineluttabile destino di un uomo che ha osato "sfidare le regole".
Ottime le interpretazioni del cast, dal protagonista Jonathan Pryce ai comprimari di lusso come Robert De Niro, Bob Hoskin e Ian Holm, senza dimenticare Katherine Helmond e la bellissima Kim Greist.. di grande effetto scenico e tecnicamente apprezzabile la regia di Terry Gilliam.
Film che, pur rilevando luci ed ombre, rimane indiscutibilmente un prodotto cinematografico di grande valore..

rensu  @  14/08/2007 15.46.12
   6 / 10
come suggerisce il voto POTREBBE ESSERE MIGLIORE!non vedo niente di affascinante in questo film . troppo lungo e troppo strano non c'e un filo conduttore ed è veramete difficile da seguire. do comunque la sufficienza per l'interpretazione di pryce

Invia una mail all'autore del commento Mr Mandarino  @  27/07/2007 11.14.55
   7½ / 10
Durante la visione si alternavano momenti in cui l'ho apprezzato parecchio e altri (soprattutto quelli dei sogni del protagonista) in cui l'ho trovato noioso.
Per fortuna i primi sono stati molti più dei secondi...
Grottesco e assurdo ma nello stesso tempo di una satira azzeccatissima.
Purtroppo devo dare qualcosa di meno nel voto poichè non ho trovato i due protagonisti particolarmente azzeccati per la parte (e a dire la verità ho trovato pure De Niro un po' sprecato per il piccolo cameo che interpreta), al contrario di tutti i personaggi e le macchiette di contorno.

P.S. Stupenda la citazione della Corazzata Potemkin

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Ultima risposta 26/03/2008 18.04.29
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Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  14/07/2007 11.14.02
   9 / 10
Visivamente affascinante, con un ottimo cast, è probabilmente il miglior film di T. Gilliam a metà tra Kafka e Orwell.
Film imperdibile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  10/07/2007 15.01.59
   6½ / 10
Pur riconoscendone alcuni pregi elencati nella recensione e in molti commenti, Brazil non mi è piaciuto.
La satira non l'ho trovata divertente, il talento visionario di Gilliam mi ha colpito solo in alcuni punti e in generale il film non mi ha coinvolto: ho apprezzato solo l'ultima parte (stupende le scene della sedia elettrica e l'apparizione al funerale),per il resto ho fatto veramente fatica a vederlo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR frine  @  10/07/2007 2.42.31
   10 / 10
E che vi devo dire...sono senza parole!
Magnifico film visionario, inquietante, distopico....con innumerevoli citazioni che tuttavia si inseriscono nel contesto con incredibile naturalezza.
Stupenda l'interpretazione di Jonathan Pryce.

norfolkiano  @  04/07/2007 12.31.23
   8 / 10
film discontinuo e sgangherato, ma nel complesso imperdibile e geniale. a metà strada tra orwell e kafka, centrifugati in chiave grottesca, gilliam confeziona una lunga carrellata di personaggi e situazioni assurde, dando vita ad un'opera che riesce ad essere amaramente spassosa. unica nel suo genere. da vedere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  11/06/2007 0.12.41
   7½ / 10
Geniale Gillam, insiema a Lynch mi ha fatto amare il cinema.
Bè Brazil lo annovero fra i suoi film riusciti a metà, il suo è un 1984 visto da un comunista, se mi passate la banalizzazione, dove il grande dittatore è il capitalismo e il consumismo.
Se ci fate caso quel mondo di terrorismo si fa sempre più reale e Gillam si fa facile profeta.
Il resto è P-U-R-O D-E-L-I-R-I-O VISIVO a tratti disturbante e stucchevole ma che denota una regia e relativi scenografi geniali.
Riuscitissimo il cameo di De Niro, per il resto come PER QUASI TUTTI I FILM DI GILLAM alla fine si lascia prendere la mano ed esagera non riuscendo a fare il capolavoro

AKIRA KUROSAWA  @  09/06/2007 0.28.02
   8 / 10
un film impressionante ,quando l ho visto ci sono molto rimasto. è un film girato a meta degli anni 80 ma ambientato nel futuro e che futuro. attentati continui, le donne che pensano solo alle plastiche facciali ecc e guardate oggi dove viviamo, tutto azzeccato! incredibile.. perfetto de niro, tuttavia lo stile ironico fa perdere credibilita al film che sembra nn tratti le cose seriamente , solo per questo nn gli do 9

jmarra  @  31/05/2007 15.40.49
   7½ / 10
il talento visivo e allucinante di gilliam è qui alla sua massima ispirazione pura interpretazione del romanzo 1984

Il Messere  @  13/05/2007 21.27.52
   8 / 10
Il visionario Terry Gilliam profetizzava negli anni ottanta un futuro agghiacciante che forse è già arrivato: oggi non desterebbe alcuno stupore il restauro cui si sottopone la madre del protagonista, tanto meno nella nostra italietta. Comunque quest'ottimo film (il preferito di mio padre) non risente affatto del tempo trascorso.

Invia una mail all'autore del commento sb6r  @  02/05/2007 10.22.28
   10 / 10
Oh, finalmente. Era da un sacco di tempo che non sceglievo l'estremo positivo della scala dei voti. Brazil è un film che merita tranquillamente il dieci, sotto ogni aspetto. Avendo già amato il libro 1984, non posso che apprezzare in misura ancora maggiore, se possibile, questa trasposizione-reinterpretazione di un regista che ha saputo cogliere il succo del libro colorandolo con il suo stile, nonostante neghi di aver mai letto il lavoro di Orwell. L'aggettivo "visionario" è d'obbligo e la trama scivola via con il suo imponente significato tra sogni che potrebbero essere resi bene con un quadro di Dalì e una realtà terribilmente profetica che con la sua esagerazione ritorna ad essere una rassicurante remota possibilità; niente di più sbagliato, tra l'altro.
Il film ha un gusto di commedia, con un retrogusto molto forte di satira e biasimo per una società ormai arrotolata su sè stessa; una società-governo che annienta il singolo individuo per un progetto collettivo di controllo, potere e servilismo. Finestra da cui guardare un probabile futuro, Brazil regala attimi di sincera riflessione e momenti di malinconica ilarità, supportato da attori in stato di grazia.
Un film da vedere ma soprattutto da ricordare...

polbot  @  02/03/2007 11.48.57
   6 / 10
non mi ha preso per niente... forse non è il mio genere...

Invia una mail all'autore del commento INAMOTO89  @  11/02/2007 11.26.59
   9½ / 10
stupendo....grottesco ma splendido....si ride ma alla fine lascia cn l'amaro in bokka...senza dubbio è la perla di gilliam a mio giudizio il migliore regista contemporaneo dopo lynch

Cardablasco  @  30/01/2007 16.46.11
   6½ / 10
Bel film delirio,cmq apprezzabili le ricostruzioni di un mondo nuovo fatte nell'85,ottima pellicola

sweetyy  @  22/01/2007 18.04.37
   4 / 10
Nonostante sia l'opera più famosa di Gilliam io preferisco di gran lunga ''La leggenda del re pescatore'',più concreto e coinvolgente!

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Ultima risposta 06/04/2008 14.42.03
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  22/01/2007 15.05.55
   7 / 10
La traduzione filmica di Brave New World e 1984 non è il film che mi aspettavo.
E' possibile che uno stile particolarmente originale e forte non sia facilmente digeribile al primo impatto. Ma come film- allucinazione di Gilliam ho preferito di gran lunga le 12 scimmie che io considero uno dei migliori film degli anni 90. Mi sbaglierò?

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Ultima risposta 23/01/2007 14.15.19
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Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  22/01/2007 14.47.11
   10 / 10
Molto avvolgente, ottima sceneggiatura. Se lo guardate comodamente accoccolati in casa sentirete un fremito di affetto per quei quattro muri senza una ragnatela abnorme di tubature assurde, con la possibilità che una squadra intera di agenti penetri a cavatappo dal soffitto solo perchè non avete timbrato il biglietto del treno...insomma.... bellissimo a 360 gradi.

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dr.tomas  @  15/01/2007 13.32.07
   5 / 10
mi dispiace...ma l'ho trovato piuttosto noioso...
non mi ha trasmesso nè lasciato granchè...
per me, una delusione...

lupin 3  @  02/12/2006 15.35.03
   4 / 10
Tutto questo entusiasmo per questo film non c'è l'ho avuto!
Non ho apprezzato tutta questa fantasia.
Troppo surreale!
Sicuramente non è il genere che preferisco.

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Ultima risposta 13/02/2008 21.13.53
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Gruppo COLLABORATORI martina74  @  31/10/2006 17.32.41
   9 / 10
Apparentemente Brazil è un film sgangherato, senza capo nè coda, con personaggi surreali e al limite del nonsense: la sensazione di trovarsi in un baraccone in viaggio su una strada dissestata - quella che si prova guardando un film dei Monty Phyton - è presente anche in questo lavoro di Gilliam, ma l'ironia amarissima già abbozzata nei film "corali" si amplifica qui in maniera eclatante.
Il mondo di Brazil (somewhere in the twentieth century) è allucinante: il controllo assoluto esercitato dallo stato si esemplifica in ogni frammento dell'immenso puzzle della società, dalla schedatura di ogni singolo individuo alle ammende immediate per chi osa sgarrare (anche solo per cambiare un tubo rotto), dall'esasperata attenzione verso l'esteriorità (che sia quella facciale o quella dei reticoli di tubazioni, anch'essi a vista) all'assenza di spazi privati sacrificati a scapito di pareti vetrate e automobili dai tettucci trasparenti. Tutto è eviscerato, risvoltato per poter essere posto sotto la lente di ingrandimento dello stato e quindi della burocrazia.
A questo sistema tecnocratico - al contempo futuribile e obsoleto nella rappresentazione - pochi rispondono con attacchi terroristici che hanno l'impatto emotivo di una bombetta puzzolente di martedì grasso: praticamente tutti sono incapaci di ribellarsi e, anzi, indolenti di fronte alla realtà in cui si trovano a sopravvivere. Coloro che lo fanno sono costretti a torture medievali da cui la maggior parte delle volte non tornano più.
Sam vuole sfuggire dal sistema pur essendone un ganglio per alcuni indispensabile, perchè è innamorato (e quindi anche lui mosso da una pulsione egoistica), ma sembra che l'amore non possa essere contemplato in un sistema "perfetto" come quello di Brazil: i sentimenti sono decisamente incompatibili con il dovere di ognuno di far rispettare le assurde prescrizioni dei ministeri e di denunciare chi non lo fa... e infatti Sam ne pagherà le spese, come i pochi romantici rimasti nella città dolente e inconsapevole.
Gilliam ci cala in una realtà in cui l'unica via d'uscita è il sogno, un'esasperazione della vita che molti di noi vivono quotidianamente, un terribile incubo di quello che potrebbe essere il futuro (o di ciò che è il presente, che viviamo senza accorgerci). Lo fa con un film bellissimo e amaro come un Centerbe, alla fine del quale proviamo compassione per i perdenti e rabbia e pietà per i vessatori, comprendendo tuttavia che talvolta le figure si confondono, e i nemici siamo noi stessi.

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Ultima risposta 31/10/2006 18.08.18
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doppiak  @  20/08/2006 11.09.23
   6½ / 10
al primo impatto............. non miè piaciuto. lo dovrei rivedere... va detta una cosa però... è surreale

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Ultima risposta 03/09/2006 15.36.32
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Invia una mail all'autore del commento azzurro10  @  09/08/2006 1.18.46
   4 / 10
non capisco come faccia a piacere a tante persone, un film così banale che si avvale di scene surrealistiche demenziali e un robert de niro (il grande) che sembra prendersi in giro da solo

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Ultima risposta 13/02/2008 21.20.00
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Dick  @  13/06/2006 14.35.43
   9 / 10
Veramente un bel film che ci mostra un umanità fagocitata dal sistema e la salvezza stà solo nei sogni. Sam proverà a fuggire da ciò, ma purtroppo non andrà bene.
Vergogna alla RAI che lo trasmette solo di notte (anche se meglio di niente visti altri film che non si vedono in giro da anni) per imbottirci di reality con dimenticati della show business e tra l'''' altro ho letto che la pellicola che ho visto io su RAI 1 presenta dei colori cupi che credevo essere propri del film. Non sarebbe ora di prendere il DVD? O costa troppo? Pagate meno la Ventura e co. allora.
Anche la realizzazione di questo film come altre è stata a livello produttivo una battaglia. I distributori statunitensi l'' avevano stravolto e manipolato levando tra l' altro le sequenze dei sogni che sono molto belle nonchè parte integrante del film. Per fortuna Gilliam è uno che tiene alle sue opere ed ha rinnegato questa versione che non si sa poi se circoli ancora in giro.
Tra l' altro per l' epoca i continui interventi a cui si sottopone la madre di Sam sembrava quasi un eccesso mentre oggi si può vedere come sia diventato una patetica realtà. Questo fa proprio parte purtroppo del futuro immaginato nel film diventato oggi presente.

Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  11/06/2006 10.40.29
   9 / 10
Invogliata dalla meravigliosa recensione di Priss, ho rivisto Brazil, dopo molti anni. Mi ha stupito, a distanza di tempo, la lungimiranza di Gilliam nel raccontarci una storia visionaria e surreale quanto volete, ma accidenti attualissima. Il film può apparire, a tratti, confuso ed è proprio lì che invece diventa geniale. Se la società è marcia, noi non ne siamo vittime ma artefici, siamo noi il "nemico" da combattere: Gilliam ce lo dice con una sequenza memorabile.

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Ultima risposta 27/08/2006 19.22.49
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quaker  @  04/06/2006 0.14.39
   6 / 10
Mostruoso coacervo di immagini e vicende. Chapeau alle singole scene, alla scenografia, all'immaginazione. Però come diceva Oscar Wilde l'immaginazione imita lo spirito critico crea. E qui di spirito critico ce ne è davvero pochino.
L'insieme è deludente, ed il voto mooolto generoso. Capisco più chi gli da uno, di quelli che lo considerano addiritura un capolavoro. Mi ha ricordato molto Fight club.
1984 venne scritto nel 1948, ed era autenticamente visionario. Gillian nel 1985 non è profetico, e non è neppure surreale, ma solo caricaturale, peggio ancora scontato e prevedibile.
Leggo nella recensione di grossi guai con la Universal che doveva distribuire il film, e che lo tagliò troppo e male (come sempre fa la produzione). Dunque quello che vediamo (anche se frutto di successivi compromessi e ricuciture varie, non disconsciuto dal regista) rimane comunue un'opera diversa da quella pensata da Gillian. Certo il pastrocchio prevale sul capolavoro.
Infine mi ha fatto voglia di vedere bene Il re pescatore, che ho sempre guardicchiato in TV.

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Ultima risposta 13/06/2006 14.40.39
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Gruppo STAFF, Moderatore priss  @  29/05/2006 17.11.42
   10 / 10
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Ultima risposta 01/06/2006 12.54.32
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Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  02/05/2006 11.06.38
   8½ / 10
Straordinaria satira nei confronti di un futuro neppure troppo distante, dove un regime dittatoriale ha annullato l'essere umano inteso come individuo sino a tramutarlo in un tassello del sistema,in un numero tra i tanti,abitante di un mondo di palazzoni ed uffici governativi d'ogni sorta,sottomesso ad una burocrazia delirante e sommerso da miriadi di scartoffie,dove pero' per minare il sistema "perfetto" basta un piccolo insetto per creare scompiglio ed errori a catena...
Con tono buffo,amaro e soprattutto visionario Gilliam ci trascina in un mondo dove gli uomini possono evadere dal grigiore quotidiano solo in maniera onirica, limitati da un governo che li ha resi insensibili nei confronti del prossimo anche davanti ai drammi piu' spaventosi(vedasi a tal proposito la scena del ristorante,dove tutti continuano a mangiare nonostante l'attentato appena avvenuto) ,ed al protagonista sara' proprio un sogno a fargli mettere in discussione la vita stessa facendogli riscoprire i sentimenti sopiti che lo renderanno finalmente un essere in grado di amare e di conseguenza scollegato dal sistema globale.
Ispirato a 1984 di Orwell,Brazil rimane un vero cult del cinema anni ottanta,una presa in giro nei confronti di quei governi e piu' specificatamente di quegli uomini ,che pensano di disporre a loro piacemento delle vite altrui,la pellicola spesso è permeata da scelte buffe e divertenti,ma il monito vero è quello del finale del film che raggiunge lo spettatore come un pugno nello stomaco.
Ottimi gli attori,divertentissimo De Niro nella parte dell'idraulico "anarchico",a tratti si potra' riscontrare un eccessiva visionarieta' che effettivamente appesantisce alcune scene, ma il messaggio di fondo è troppo importante per non poter essere apprezzato.

Duca di Blangis  @  28/03/2006 22.46.13
   1 / 10
Un film surrealista? Oppure uno scarto?

De Niro fa l'idraulico? Schedari che si muovono da soli? ...ma non è surrealismo è schifoso...NOIOSISSIMO...ormai non eistono più i film di Renoir, Dovzenko, Eisenstein, Keaton,Murnau,Wilder,Bunuel,Bergman,Pabst....ecco una bella lista pr quelli che non capiscono il cinema e vorrebbero approfondirlo

P.s. sono registi non attori :D

8 risposte al commento
Ultima risposta 13/06/2006 14.24.44
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Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  23/03/2006 18.59.09
   9 / 10
Splendida satira alla società eccezionalmente profetica, molto liberamente tratta da 1984 di Orwell. Visionario e volutamente irriverente, il film è difficile da digerire ma assolutamente insuperato nel lanciare sferzanti accuse alla società ed all'ordine costituito, come solo Truffaut con Fahreneit 451, prima, e The Truman Show, dopo, hanno saputo fare.Superbi soprattutto Pryce e De Niro

phemt  @  05/02/2006 12.34.43
   9 / 10
Surreale, divertente, romantico, visionario e profetico (la burocrazia estremizzata, la chirurgia estetica portata all’eccesso, gli attentati e l’indifferenza e la superficialità della gente, il mondo dominato da un computer che per colpa di un insetto condanna la persona sbagliata)… Complesso, magari un po’ confuso ma indubbiamente originale e geniale… Scenografia stupenda e ottimo prova di Pryce…

Invia una mail all'autore del commento cinefilo malato  @  06/12/2005 13.23.36
   10 / 10
Consiglio vivamente a chi, come me, ha amato questo film di leggersi 1984 di George Orwell...
Questo potrà forse aiutarvi ad apprezzarlo ancora di più!

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Ultima risposta 07/06/2006 13.32.50
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Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  18/11/2005 16.22.29
   9 / 10
Geniale, grottesco, confusionario, irriverente, triste... il capolavoro di Gilliam... un must della cinematografia anni 80

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