audition regia di Takashi Miike Giappone 2000
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audition (2000)

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locandina del film AUDITION

Titolo Originale: OODISHON

RegiaTakashi Miike

InterpretiRyo Ishibashi, Eihi Shiina, Tetsu Sawaki, Jun Kunimura, Renji Ishibashi

Durata: h 1.55
NazionalitàGiappone 2000
Generethriller
Al cinema nel Novembre 2000

•  Altri film di Takashi Miike

•  SPECIALE AUDITION

Trama del film Audition

Aoyama, dirigente d'azienda vedovo da dieci anni, indice, con l'aiuto di un amico, un'audizione, con il doppio scopo di trovare una protagonista femminile per un film, e una nuova moglie per lui. L'uomo è attratto subito dalla bella Asami, che sembra incarnare perfettamente il suo ideale di donna. Ma dal passato della giovane iniziano a emergere particolari inquietanti...

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Voto Visitatori:   7,93 / 10 (189 voti)7,93Grafico
Voto Recensore:   10,00 / 10  10,00
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Voti e commenti su Audition, 189 opinioni inserite

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  Pagina di 3   Commenti Successivi »»

senefesi  @  03/04/2012 22:11:09
   7 / 10
Non è il solito film estremo che saremmo portati a credere conoscendo il regista, almeno nei primi 3/4 del film.
Il che porta inizialmente a pensare ad una trama semplice e prevedibile, ma immaginando che un colpo di scena rimetta tutto in discussione la tesione cresce comunque fino all' ultima parte dove inizia il vero thriller con tanto di rimescolamenti temporali, logici e simbolici con retrogusto granguignolesco.
Accompagna il tutto quache logica in nippo-style, comunque tutti questi elementi caratterizzanti non sono eccessivamente marcati, per cui lo consiglierei a chi vuole iniziarsi ai film di Miike od a quelli japponesi in genere.

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Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  27/03/2012 20:37:27
   9 / 10
"Le parole creano solo bugie del dolore invece ti puoi fidare… sei d' accordo? Il dolore lo senti… grazie al dolore fisico scopri anche il tuo corpo"

Scioccante ed impressionante.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  26/03/2012 23:13:36
   10 / 10
Che capolavoro.
Una media ingiustissima.

Credo che abbia detto tutto cash con la sua splendida recensione. Credo anche che Miike sia davvero uno degli ultimi grandi geni del cinema.

Amo questo film perché parla della pericolosità intrinseca ai rapporti (la pericolosità, una cosa di cui si sente parlare poco, soprattutto riguardo alle relazioni. Ma credo sia uno degli argomenti più importanti della vita) con uno sguardo che non si può definire se non "cinematografico". Audition è un film che ci fa riflettere su cosa sia il cinema, su quale sia il senso e il linguaggio di quest'arte. La mia è una posizione forse scontata, una posizione semiologica, ma di fronte alla sconvolgente originalità estetica e narrativa di Audition, cosa si può dire?

2 risposte al commento
Ultima risposta 05/04/2012 13.34.32
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Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  15/02/2012 12:38:15
   9 / 10
Lo scontro tra la quotidianità di una vita ordinaria, amori ordinari, sensazioni e sentimenti nella norma e l'eccezionale, rara talvolta, estrema crudeltà e perversione che può dominare la vita sino a divorarla.
Un incontro denso, sconvolgente, una rivelazione non richiesta, non cercata ma che travolge la realtà soavemente annebbiata di una famiglia come tante altre.
Possiamo esorcizzare la visione demonizzando l'infelice fanciulla, possiamo mitigarla con giustificazioni pedagogiche, psicologiche, distinzioni tra un mondo triste e malvagio ed uno innocente. Possiamo sentirci buoni e sperare che i colpevoli non ci trovino.
Tuttavia in qualche modo è stato un amore sincero, un'illusione di felicità per entrambi, una contaminazione più profonda di una semplice tragedia fortuita: una fatalità ben più pregna e compatta. Per quanto spinta all'eccesso, al limite della sopportazione, quanto davvero è distante dalla struttura che regge le nostre connessioni?
Una splendida regia, un felice connubio tra feticismo e psicosi onirica sino alla forzata apoteosi del dramma, una silenziosa cavalcata di una valchiria vindice e ingiusta. Ma qualcuno è davvero nel giusto o è solo una parola, menzognera per natura? Davvero solo il dolore è sincero?

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR ilSimo81  @  12/02/2012 16:49:00
   8½ / 10
Esiste un amore che sia più forte della solitudine e del dolore?

Aoyama ha smesso di sorridere da sette anni, dal momento in cui la voce pacata di un dottore ("Mi dispiace") gli ha comunicato la morte della moglie. E' suo figlio, che nel frattempo è cresciuto, a suscitare in lui il desiderio di rifarsi una vita. Ma Aoyama non ha intenzione di accontentarsi, perciò si lascia convincere a seguire il piano ideato dall'amico e collega: approfittando del suo ruolo all'interno di uno studio cinematografico, sceglierà la donna che più di tutte risponderà al suo ideale tramite una selezione, mascherata da audizione rivolta ad aspiranti attrici. Una candidata, la giovane Asami, si rivelerà perfetta per lui, al punto da diventare un'ossessione. Un'ossessione che ad un certo punto confonde i profili di realtà, sogno ed incubo. Fino alla domanda fatale: è possibile l'amore?

"Audition" è idealmente costituito da due parti e due verità.
. PRIMA parte . Potrebbe chiamarsi: Personaggi in cerca d'amore.
Un uomo dall'indole buona e dal carattere mite, Shigeharu Aoyama. Una vita drammaticamente oppressa dall'immane peso dell'assenza della moglie. Speranza di un amore dopo il dolore, fenice di un amore che vorrebbe rinascere dalle ceneri di un altro. Determinante l'insistenza di Shigehiko, il giovane figlio, alle prime armi con la scoperta adolescenziale dell'amore e animato da quella vitalità ottimista e propositiva, tipica della sua età. Il figlio che studia i dinosauri è metafora del padre: entrambi concentrati su fossili, su vite ormai passate.
Una ragazza affascinante e misteriosa, Asami Yagazaki. Un fiore delicato, con uno struggente bisogno d'essere amata. Dramma, tragedia e apoteosi di un amore sincero rimasto deluso.
Un dato di fatto inconfutabile: l'uomo ha in sé il connaturato desiderio primordiale di amare ed essere amato.
. SECONDA parte . Potrebbe chiamarsi: Universo di monadi.
"Audition" si mostra come una rappresentazione cinica e crudele dei rapporti umani. La verità nascosta di Miike sembra sussurrare che tutte le relazioni sono un equilibrio illusorio. Maschere di speranza sopra un universo di solitudine.
La morte della madre è un momento di rottura, a cui seguono storie di persone sole e animate da quell'atavico impulso alla relazione. Ma l'amore conosciuto dai personaggi di Miike esiste solo finchè dura l'illusione, dettata dall'attrazione o dalla giovane età: caduto il velo, rimangono soltanto amare spoglie.

"Audition" è carezza e schiaffo.
Nella prima parte è un film fine e delicato, come lo sono i personaggi e le loro storie. C'è un'aura di fragilità, di dolcezza e di rispetto nelle parole e nei rapporti tra di loro. E' una parte lenta e pacata, tenue nelle immagini e nei dialoghi essenziali, come una commedia un po' sentimentale un po' drammatica.
Nella seconda parte, che pure non perde quella sensazione ovattata, mostra maggior vivacità. Diventa un film duro, nelle scene e nelle parole. Viene esaltata la componente simbolica: in sequenze a volte oscuramente enigmatiche, si fondono sogno e realtà, presente e passato, amore ed orrore. Un crollo che era preannunciato dalle parole scettiche dell'amico di Aoyama ("Penso solo che la vita non sia così facile"). Lo spettro della perversione inizia ad aleggiare nella bellissima immagine del sorriso maligno di Asami, al suono dell'attesa telefonata che spalanca le porte di un esito drammatico.

Forse "Audition" non assurge ai livelli di altri capolavori assoluti, ma resta senz'altro notevole e pregevole per molti aspetti. Certo è molto più che un horror: è un delicato dramma che si interroga sulla possibilità di un amore che sia più forte della solitudine e del dolore. Le due risposte stanno nelle parole di Aoyama ("Un giorno scoprirai che la vita è bellissima") e in quelle di Asami ("Le parole generano bugie. Il dolore invece è veritiero"). E' bello pensare che non sia Miike, ma lo spettatore, a scegliere quale sia la risposta definitiva.

Gabo Viola  @  07/11/2011 16:25:48
   7½ / 10
Lungi dall' essere un capolavoro, mantiene però sempre una feroce vitalità e una grande maestria nel terrorizzare. Segna lo standard di qualità per l' horror del futuro.

speXia  @  11/08/2011 23:49:45
   10 / 10
Il capolavoro di Takashi Miike! Non molto horror,ma drammatico,triste e poetico come solo i film asiatici sanno essere! Dopo anni di solitudine,di rancore e malinconia,lee torture sono solo un modo di esprimere l'amore! Del resto,Asami vuole solo essere amata!
Consigliatissimo a chiunque detesti gli onryo,ma anche a tutti gli altri!

CyberDave  @  06/06/2011 17:48:52
   5 / 10
Il voto qui lo metto un pò a casaccio nel senso che il film mi è piaciuto nella seconda parte ma Mi spiace, non sono riuscito a capirlo....proprio per niente.
Dopo una prima ora moooolto noiosa e insipida ecco che arriva il delirio di Miike che cambia totalmente il verso del film, mi è piaciuta la storia della ragazza, come sono state raccontate le sue sofferenze, la parte con le torture ecc ma di fondo c'è un problema: quando si viveva la realtà e quando era fantasia?
Come ha fatto Aoyama a "vedere" il passato della ragazza ecc, erano visioni a caso?
Spero che qualcuno mi aiuti a capirlo perchè io non ce l'ho proprio fatta.

incubodimorte  @  27/03/2011 18:44:14
   8 / 10
Questo film non mi ha colpito per la parte orrorifica, ci vuol ben altro che qualche ago per spaventare. Mi ha colpito il dramma della solitudine. La ragazza che ha solo bisogno di qualcuno che la ami completamente, e che da vittima si trasforma in carnefice. Dopo tutte le violenze subite, riesce ad esprimere il suo amore soltanto con la violenza, per tenere chi ama vicino a sè. Del resto dice lei stessa che l'unica cosa certa è il dolore e tutto il resto sono bugie. E lo dimostra al suo uomo con dei simpatici aghetti :)

Attila 2  @  02/02/2011 13:21:57
   7 / 10
Film interessante ,diverso da ogni prodotto cinematografico gia' visto.Un po' noioso nelle prime battute,ma non fermatevi di vederlo,anche se non ci sono i presupposti,perche' e' lento ma non tanto da interromperne la visione.Poi e' un escalation di tensione e violenza.Un bel po' crudo ma e' folle e strano il contrasto tra lapparenza dolce della ragazza e la sua lucida e spietata crudelta',un film da vedere

Stunter  @  20/11/2010 17:45:32
   5 / 10
Di solito gli horror orientali non mi deludono , ma questo Audition non mi ha convinto a pieno nonostante Takashi Miike riesce a tirar fuori pellicole uniche...

Mothbat  @  13/11/2010 21:00:05
   8 / 10
Malato, sadico, visionario, poetico.
Secondo solo a Ichi.

guidox  @  02/11/2010 18:24:29
   8½ / 10
ringrazio gli utenti di filmscoop, perchè questo regista l'avevo solo sentito nominare e non essendo per niente un appassionato di film orientali, non mi ero mai interessato più di tanto.
invece leggendo i vari commenti, mi sono deciso a guardare un paio di film di Miike e devo dire che ne sono rimasto ben contento.
Audition mi è veramente piaciuto: teso al punto giusto, realizzato benissimo, a tratti veramente inquietante (interpretazione dell'attrice assolutamente da 10), con una presenza di follia che rende ancor più interessante la visione d'insieme.
un prima parte un po' lenta ma mai noiosa, una seconda parte eccezionale.
molto bello.

Sae2006  @  16/10/2010 23:46:52
   8½ / 10
Ebbene, ho appena finito di vedere questo film che dire?
Pur conoscendo alquanto le produzioni asiatiche in genere, non avevo mai visto prima un film di questo regista. Sicuramente "Audition" non è un'esperienza cinematografica comune. Confesso che avevo a malapena letto la trama e solo di sfuggita un commento il quale sosteneva che bisognava vedere questo film per riuscire a farsene un'idea.
Generalmente non gradisco i film stile "Hostel". Le scene di tortura violenta su indifesi esseri umani non sono esattamente il mio concetto di horror ideale, preferisco maggiormente le scene con porte che scricchiolano e momenti privi di musica che fanno sobbalzare. Nonostante questo il mio voto è otto e mezzo e il mio giudizio complessiovo è che questo sia un film eccellente che va sicuramente visto.
Durante la prima parte del film, che i più giudicano lenta, ho avuto qualche dubbio, del resto la cinematografia asiatica segue degli schemi e dei ritmi diversi rispetto a quelli delle produzioni occidentali, quindi ho pensato lo confesso di dovermi sorbire il classico mattocino giapponese pieno di interpretazioni vedesi "Acacia" (coreano per la verità) che pur essendo un ottimo prodotto comunque non lo classificherei come horror. Ho dovuto però ricredermi dopo la famosa scena della telefonata, del sacco che si muove e del sorriso inquietante. Una delle scene di film horror più belle che mi sia mai capitato di vedere tra l'altro. Raramente c'è stato qualcosa che mi ha fatto saltare il cuore in gola così.
Trovo che la differenza di ritmo tra la prima parte del film, al contrario di quanto ho letto in altri commenti sia invece ben calibrata, è proprio questa grande differenza che spiazza lo spettatore. Quando arriva la scena del sacco e della telefonata...ormai non ci si aspettava più niente del genere, ovvero lo spettatore era ormai sicuro di trovarsi in una zona sicura. Niente di più sbagliato perchè da quel momento in poi comincia una discesa dapprima lenta che portà "Più giù, più giù, più giù" sempre più velocemente.
Se dovessi paragonare questo film a qualcosa, lo paragonerei a un giro sulle montagne russe : all'inizio si pensa sempre " Dai non è poi così male" alla prima discesa dici "Wow! non me l'aspettavo!" ma quando ti trovi al giro della morte urli "Per favore qualcuno fermi questo coso voglio scendere!!"
Questo è "Audition" un film che parte dal tema della solitudine e della ricerca dell'amore perfetto per dimostrare in modo delirante che non esistono perfette isole felici nella realtà e che gli abissi dell'animo umano che cerca di scappare al dolore mentale e fisico sono come sempre insondabili.
Il finale? Si è vero forse eccessivamente onirico, forse eccessivamente forte, forse irragionevolmente splatter. Ma senza tutto questo non lascerebbe lo spettatore interdetto? Che cosa sarà successo realmente? Il protagonista si è immaginato tutto? Era solo un sogno oppure la terribile realtà? Che cosa è vero e che cosa è immaginazione?
Questa è la grandezza di questo film che oltre il senso di disturbo e orrore, e non schifo badate bene, ma orrore vero puro e semplice, lascia interdetti quasi a chiedersi "ma che cosa ho visto?"
Mai scontato, mai troppo lento, mai troppo splatter.
Se non per leggerissime imperfezioni sarebbe un capolavoro.
Da vedere assolutamente! Un esperienza che gli amanti del genere non possono assolutamente lasciarsi scappare.

-Uskebasi-  @  14/10/2010 13:21:26
   8 / 10
Purtroppo sapevo della brusca sterzata che avrebbe preso il film, altrimenti sarebbe stato ancora più inquietante.
La storia è semplice e geniale, la ragazza è meravigliosa e la scena della telefonata (e aggiungo del pre-telefonata con lei che aspetta) è sicuramente uno dei migliori momenti horror che ricordi e vale da sola la visione del film. Però c'è ancora una volta qualcosa che non convince; non tanto le motivazioni della violenza per le quali accetto l'apprezzabile scena finale, ma la gestione della seconda parte, con tutte quelle scene oniriche che possiamo esaltare quanto vogliamo ma che in realtà non hanno alcun senso, senza considerare poi l'inspiegabile montaggio di una delle cene tra il protagonista e la ragazza. Bastava ancora una volta poco, ma per qualche motivo non lo si è fatto. E' solo il secondo film di Mike che vedo e ho l'impressione che questo regista ha si dei grandi pregi, ma anche dei limiti che non possono farmelo considerare ancora un Maestro o un Genio come qualcuno dichiara.
Per la seconda volta ho sentito il profumo del capolavoro a cui avrei assistito, ma poi mi sono accorto che era di nuovo solo profumo...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  06/10/2010 14:46:58
   7 / 10
ATTENZIONE. Il coomento potrebbe contenere anticipazioni.

Una ragazza ci gira intorno da anni. E' carina, ma in realtà non ci è mai interessata. Poi, di colpo, senza alcuna motivazione valida ci innamoriamo di lei. Quello che ci sembrava gradevole ci sembra ora meraviglioso, c'è una luce diversa, in lei vediamo cose che prima non potevamo (o volevamo) vedere, sentiamo emozioni che prima semplicemente non potevamo sentire. Questo potrebbe accadere per me un domani con Audition, c'è possibilità che un giorno possa conquistarmi completamente, farmi innamorare, ma quel giorno non è questo.
Se Mike ha una qualità (ho visto solo 3 film) è senz'altro quella di dare ai propri lavori un proprio marchio e stile, probabilmente riconoscibile dai suoi fan da pochissime scene. Anche Audition è tutto fuorchè un film banale o stereotipato sia a livello narrativo che visivo.
La pellicola si apre con una scena molto forte, la morte in ospedale di una madre alla quale il figlio stava per l'appunto portando fiori per la pronta guarigione. Il padre, protagonista del film, è al suo capezzale. Tra l'altro, come a chiudere un cerchio, il film si chiuderà con un'altra scena di dolore famigliare degli stessi 2 protagonisti, 7 anni dopo, di matrice però completamente diversa...
Da qui parte la prima ora del film, da definirsi nemmeno drammatica, tutt'altro, c'è anche a tratti un'atmosfera allegra e spensierata. Il padre ha deciso di rifarsi una vita e un amico gli organizza un'audizione (col pretesto che sia cinematografica) per fargli conoscere più ragazze possibili e sceglierne una. E' qui che Mike, a mio parere, non offre il meglio di sè facendomi pensare che forse è un regista che eccelle con l'estremo, il grottesco, il sadico, il surreale e l'onirico (oltre Audition ho visto Visitor Q e Ichi the Killer), e non si trovi a suo agio con tutte le parti "riempitive", decisive però per plot e ritmo. Dialoghi stantii, scene inutili, minuti che passano come macigni. Era una parte che avrebbe dovuto ben analizzare l'elaborazione del lutto per la perdita della moglie e la successiva voglia di rinascita; lo fa, ma in maniera scolastica. Io mi sono letteralmente annoiato (attenzione, la noia non c'entra niente con la lentezza) fino alla superba scena del sorriso della ragazza allo squillo del telefono. Se non avessi saputo che comunque stavamo parlando di Mike e di un "horror" sarei andato avanti con fatica. L'ultima mezz'ora non rappresenta solo un cambiamento radicale narrativo, ma anche visivo e stilistico. Mike passa dall' Horror (soggettiva della ragazza nella casa dell'uomo) al torture (tra parentesi, credo di essere tra i pochi ad essere rimasto indifferente alla tortura degli aghi, dato che l'ho presa semplicemente come una sessione di agopuntura; micidiale quella del fil di ferro invece), dall' incubo onirico (la scena commistione tra sogni e realtà, tra ricordi e presenze inquietanti) al drammatico esistenziale (il discorso finale della ragazza morta); si passa da tonalità rosse ad altre blu, il senso di realismo è perso del tutto. Come detto, qui Mike è perfetto, ma risulta troppo alto il divario tra i 2 blocchi narrativi e questo, per un regista che ha il coraggio di fare un tipo di film così, è a mio avviso un piccola grande mancanza. Non casco nel tranello della profondità del messaggio, la solitudine, il bisogno di sentirsi amati, il trauma infantile, semplicemente perchè non sono sensazioni che il film mi ha lasciato a visione terminata nè ho mai provato chissà quale empatia con i personaggi. Come detto all'inizio, a chi mi parla di Audition come capolavoro non poso dir niente, si vede che hanno provato subito quell'innamoramento che un giorno, forse, colpirà anche me.

2 risposte al commento
Ultima risposta 07/10/2010 20.34.42
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Invia una mail all'autore del commento Totius  @  05/10/2010 23:17:54
   7½ / 10
Mi è piaciuto tanto... ma come altri generi di film (tipo Muholland Drive) va interpretato più che capito. Ed è questo che un pò mi infastidisce...
Ad ogni modo rimane un grandissimo film! Strano, visionario, schizofrenico !!

goodwolf  @  25/09/2010 17:47:13
   8 / 10
Film molto particolare con tantissimi spunti di riflessione.
Parte estremamente e volutamente lento,ma nella seconda parte rivela il suo incubo con delle scene degne del miglior Lynch e con tutta l'ultima sequenza che ha i tratti del capolavoro assoluto.
Non mi sono ancora fatto un'opinione su cosa succeda effettivamente,è tutto lasciato a libera interpretazione o forse si deve rivedere più volte per poterlo capire meglio. Lo rivedrò di sicuro.

-ataren-  @  21/09/2010 16:35:38
   8½ / 10
Film stupendo con un finale che è un capolavoro. Incentrato sul tema della solitudine, la riesce a trattare con una profondità mai vista prima. il più bel film J-Horror che ho visto... insieme a Kairo.

Invia una mail all'autore del commento baskettaro00  @  19/09/2010 13:59:45
   8 / 10
Quinto lavoro visionato del prolifico regista nipponico Takashi Miike.
Tra quelli che ho visto finora questo è il migliore, gli altri gli sono inferiori e non di poco, nonostante strappino tutti una meritata sufficienza.
La vicenda è interessante e singolare, e anche se i primi 80 minuti sono lenti e succede ben poco a me non hanno mai annoiato, anzi mi hanno appassionato molto, grazie anche ad alcune inquadrature originali.
Come detto il film è strutturato in due parti in netto contrasto fra di loro, la prima è lenta e scarna dal punto di vista della trama, non ci sono particolari colpi di scena o ulteriori sviluppi della trama, ma è comunque interessante e ben fatta e non sembra neanche diretta dal pazzo regista giapponese.
Negli ultimi 25 minuti, tra sogno e realtà,il film prende una piega insolita e rivela la sua vera natura, oltre che la mano di Miike, che via via si sente sempre più.
Le recitazioni sono buone, lei mi ha convinto più di lui, ma anche quest'ultimo non è affatto male.
Purtroppo il doppiaggio non è all'altezza, è infatti scarso e superficiale, ma nel giudizio complessivo ovviamente non l'ho contato.
Volevo dare 7 e mezzo, ma dato che la prima parte mi ha colpito nonostante la sua lentezza il voto non può che alzarsi:)
Gli amanti del regista, pochi quelli che lo amano e non hanno visto il film, apprezzeranno di sicuro questo"Audition".

movieman  @  20/08/2010 00:26:41
   10 / 10
Non ho mai apprezzato le pellicole orientali ma questo film mi ha letteralmente sconvolto. Di una bellezza struggente, questo film tratta il tema della solitudine e la pazzia che da esso deriva. Dalla seconda metà del film è inutile chiedersi se ciò che sta accadendo sia reale o illusione, tanto, tutto serve a spiegare lo stato emotivo dei personaggi. Non dimentichero mai la frase del recensore: Ayoama non vuole stare solo, Asami non vuole essere sola. Semplicemente stupendo, difficile da capire sino in fondo ma veramente imperdibile.

Dosto  @  18/08/2010 14:16:34
   8½ / 10
L'audizione strappa più di una risata, nella prima parte il film è gradevole, volutamente lento e ben riuscito, nella seconda(dal 40ntesimo minuto in poi circa) si fa spazio un senso di angoscia e di tensione perenne che accompagnerà lo spettatore fino alla fine. L'incubo è girato magistralmente. Alcune scene tormenteranno il sonno a più di uno spettatore.

Marco247  @  01/08/2010 14:44:14
   6½ / 10
film interessante anche se la prima parte va un pò troppo per le lunghe ed il finale, tra sogno e realtà, è di difficile interpretazione.
Diciamo che si poteva fare meglio, ma restano un paio di scene decisamente interessanti per gli "amanti" del genere

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  24/07/2010 14:27:48
   7½ / 10
"Più giù, più giu, più giù". Questo è quello che mi viene in mente quando ripenso a questo film. Inizialmente sembra un normale film "drammatico", poi piano piano diventa come l'Inferno della Divina Commedia, si scende sempre di più fino ad arrivare alle cose più atroci. Davvero un buon film, solo che la parte "drammatica" mi sembra che occupi troppo tempo e la prima ora sia un pò sperperata. Comunque un film angosciante, da vedere se vi piace il genere.
Ma il migliore di Miike resta Ichi the Killer.

Kymmy  @  07/07/2010 20:42:22
   8½ / 10
Freddo e coinvolgente. uno dei più riusciti dell'interessante Miike. Buona direzione degli attori, belle luci e buon montaggio. Da vedere con gusto.

Gruppo COLLABORATORI elio91  @  20/06/2010 18:41:41
   8½ / 10
Agghiacciante,non esiste altra parola per esprimere meglio Audition.
è un Miike apparentemente più contenuto e lento,più introspettivo e romantico...poi l'illusione finisce bruscamente nella citatissima scena del sacco e del telefono. Qualcosa,da quel punto in poi,comincia a non andare come dovrebbe,si perdono tutte le certezze,ci si perde in un sogno, in un incubo,nella realtà,nella follia.
Essenzialmente,ma tutt'altro che banalmente,quella che racconta Miike è una storia di assolute solitudini che tentano di unirsi,di due persone che hanno qualcosa di morto dentro,e per sempre. Ma guai a pensare che il ritratto che Miike ci dà di Asami sia crudele,cattivo e perverso,o perlomeno guai a pensare che sia solo quella la sfaccettatura del suo carattere mentre il resto solo apparenza.
Perché c'è un grande senso di pietà che traspare per la protagonista di questa storia da parte del regista,o perlomeno non è possibile condannarla a priori senza per questo condannare Aoyama (il protagonista maschile): sono due facce della stessa medaglia.
La storia è circolare,alla fine Aoyama si innamorera della stessa donna che perde all'inizio,di una donna morta.

Dal punto di vista registico Miike è ineccepibile: parte in maniera lenta,non sembra un suo film e viene da chiedersi "siamo sicuri che questo sia il film violentissimo di cui avevo sentito parlare?". Ma è perfetto ed essenziale cominciare così,con una analisi dei protagonisti lenta ma mai noiosa e se riflettiamo Miike non abbandona mai il ritmo lento che imprime alla pellicola: perfino le famigerate scene di tortura,ai limiti dell'insostenibile,sono tali proprio perché lente e misurate.
L'incubo in cui piomba il protagonista è intessuto in maniera tale e con tale forza onirica che viene voglia di fare un applauso al regista,ma le mani sono abbandonate lungo i fianchi o sugli occhi per nascondere le scene più eccessive ed insostenibili. Le musiche bellissime contribuiscono all'effetto finale,non devastante ma che si insinua sottopelle come tutte le pellicole del geniale regista giapponese.
Finale magnifico,film che ha nella sua seconda parte il punto di forza ma che ha anche nella passività e calma apparente della prima parte il senso di tutto il resto.
Quoto Bulldog,Miike è cento anni avanti.


"Se ti donassi tutta me stessa,neanche allora saresti completamente mio"

Riddler  @  13/06/2010 16:49:32
   8½ / 10
Ottimo film.
La prima parte scorre un po' lenta, ci permette pero' di conoscere i protagonisti. Protagonisti che sono l'emblema della solitudine che aleggia in tutto il film. Una città "fioca", vite distrutte, rovinate, peggiorate, malinconiche e con un briciolo di speranza e una violenza che ti salta davanti agli occhi quasi immotivata, improvvisa e forte. Poi realizzi come la violenza non sia stata circoscritta solo ed esclusivamente nelle battute finali ma c'è in tutto il film, implicita o esplicita che sia. Una violenza che ha cambiato i personaggi e li ha trasformati in quello che vediamo sullo schermo, che agiscono secondo i loro propri desideri e passioni, noncuranti del resto che li avvolge.
Un buon cast, ottime scene e un buon finale.

Manu90  @  12/06/2010 10:02:48
   7 / 10
L'amore secondo Miike. Malato, violento, controverso, spietato...
I sogni e le visioni poi sono qualcosa di raccapricciante.
Ichi the Killer gli sta sopra, ma questo Audition merita sicuramente una visione

dibinho  @  23/04/2010 10:35:55
   6 / 10
Premetto che e' il primo film che vedo di questo regista .
film particolare e anche disturbante direi.. devo dire che la prima parte l'ho trovata un po' noiosa e lenta, riscattata da un finale allucinante..
nel complesso non mi e' piaciuto molto, sara' anche per via degli attori che mi sembrano tutti uguali e non mi piacciono molto.

4 risposte al commento
Ultima risposta 25/04/2010 23.00.09
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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  22/04/2010 17:56:23
   8½ / 10
Malato, estremo, onirico, spiazzante, disturbante...
Un film da vedere, difficile da descrivere. Non adatto a tutti.

Gold snake  @  11/04/2010 21:33:00
   9 / 10
Sono rimasto terrorizzato, questo film è fatto benissimo. Peccato che l'introduzione viene tirata un po' per le lunghe.

Comunque io non ho trovato che gli attori recitassero malissimo, è che avendo gli occhi a mandorla devono giocare tutto sulle sopraciglia, e a noi che siamo abituati agli attori occidentali ci sembra che gli orientali recitano male. Ma questa è solo un opinione, non un dato di fatto.

@dry  @  09/04/2010 01:53:50
   3½ / 10
Troppo lento e noioso, attori senza un briciolo di verve.
Non succede niente per oltre un'ora!
Un'agonia.

axel90  @  08/04/2010 11:50:11
   7½ / 10
Finisci di vedere questo film e quello che ti provoca è un disturbo completo, uno spiazzamento totale. Takashi Miike racconta un nuovo modo di vedere l'amore, attraverso l'uso della violenza. Un film diviso in due parti: da una prima parte delicata, statica e molto vicina ad un film romantico, ad una seconda dove si intrecciano pienamente momenti di tensione degne di un thriller, horror e quel tocco di surreale che richiama alla mente Lynch. Il tutto poi condito perfettamente per un finale che lascia attoniti e non può, anche a chi non è piaciuto, non emozionare.

chem84  @  07/04/2010 14:54:10
   7½ / 10
Davvero particolare questo prodotto del tale signor Takashi Miike del quale, pur avendolo sentito osannare più volte, non avevo ancora visto nulla. E questo Audition è stato un inizio senz'altro buono, con una prima parte che potrebbe lasciar presupporre una tranquilla commedia senza troppe pretese e una seconda che vira in tutt'altra direzione, con guizzi interessanti e passaggi piuttosto inquietanti.

Buona scoperta.

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wooden  @  05/04/2010 12:42:40
   10 / 10
Beh, la mia affinità cinematografica con bulldog sta diventando inquietante, ma tant'è.

Una sarabanda allegorica, la vita, l'amore (che è violenza), la ricerca impossibile dell'"altrà metà" perfetta, intellettualmente stimolante in un "giappone morto" (tema purtroppo attuale), la violenza (che è amore), filosofia di vita grandiosa instillata in un capolavoro ritmato impeccabilmente, tutto infarinato come piace a me - sogno o realtà - molti piani interpretativi - eccesso visivo - sempre solita "sensibilità" splatter - trama fumosa, mai troppo chiara, volutamente bucherellata e onirica, non so neppure come commentarlo, sono commosso e sorpreso.

Uno dei film più belli della storia del cinema, dopo questo film (che ovviamente ritengo il Miike migliore in assoluto) Tachesci Miche personalmente si installa stabilmente, alla pari col mio grande amico Davide Lince, sul trono del più grande regista vivente. E c'è ancora molto da aspettarsi da questi due geni, credo.

Grazie a questi due folli manicomiali il cinema ha ancora qualcosa da dire.
Per fortuna non tutti i matti vengono internati, sennò sai che palle, 70000 film "sentimentaliconlietofine" all'anno, 9000 "filmdazionesupereroieffettispecialiecazzotti" al giorno, 80000 "filmstoricilacrimosidaoscarsullaguerra" al mese, 30000 "thrillerhorrorgiallidetectivepoliziottimafiosiscorsese" al minuto...

E dai, smettiamola di paragonarlo a Tarantino, che sarà pur bravo, ma c'è un abisso in mezzo. Via, vado via che è pasquetta.


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Ultima risposta 07/04/2010 21.34.48
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76eric  @  18/03/2010 20:06:43
   9 / 10
Su consiglio di un intenditore di horror, ma anche io un pochino lo sono, e di films horror nipponici (thank you), mi sono dedicato alla visione di questa ottima pellicola. Forse per il fatto che aspettavo i momenti di spavento e tensione ( che non sono poi tutto sommato molti, ma in compenso sono varemente notevoli), la vicenda è stata sorprendentemente godibile. Non il cosa, ma il come. Spiegandomi meglio voglio intendere che non è vero che i giapponesi siano mono espressivi o che non sappiano recitare o che lo fanno alla c***o, anzi ( e con questo però non voglio cadere dalle nuvole come se fosse il primo film orientale che vedo, anche se a dire il vero non mastico bene la materia).
Poi, le spruzzatine di inquietudine che mette il regista prima della violenza finale dicevo,sono veramente notevoli come ad esempio la lettura del curriculum di Asami, con quei riferimenti sulla sua difficile esistenza soprattutto dopo l' incidente che ne ha impedito di proseguire il suo sogno di ballerina.
Oppure il suo svelare della sua quotidianità, durante la cena,che poi non coinciderà col vero. A proposito davvero devastante (o spaventosa) la scena del telefono con Asami seduta in quella strana postura dal quale profilo si nota un sorriso accennato davvero inquietante , prima che il sacco non completi l' opera.
Molto bello anche il finale, non per la violenza in sè ( anche se quel filo metallico a contatto con le ossicine.............), ma per la sua temporanea ambiguità e per il pensiero di un ' Asami che, ormai moribonda, esprime tutto il suo rammarico per quello che è diventata, causa l' impossibilità di riuscire a farsi amare e ad amare allo stesso tempo, cioè la sua follia.
Molto ma molto convincente.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  02/03/2010 17:49:04
   6 / 10
E’ un film la cui struttura dovrebbe somigliare alla propria protagonista: bianco, delicato, angelico in apparenza; e buio e atroce e diabolico al suo interno. Ma se la prima parte non mi ha suscitato un vero senso d’inquietudine; nella seconda è andata ancora peggio: dacché dietro a tanta attesa cosa c’era? Un incubo - risolto mediante una serie interminabile di mescolanze spaziali e temporali, dove tutto, frasi personaggi fatti luoghi, veniva centrifugato - e una storia piuttosto sciocca; e figure che sembravano uscite da un fumetto di serie B.
E infondo, infondo a tutto questo? Nulla: sadismo, sterile.
E’ naturale che mostrando tali violenze, torture e mutilazioni, un certo impatto emotivo lo si crea: ma non in un registro artistico. E anche sul piano tecnico, un insieme raffazzonato di stili non fanno un proprio stile.
L’ho trovato bizzarro, ma non geniale né innovativo.
Tanto entusiasmo attorno a questo autore mi lascia perplesso, dico davvero. Decisamente Miike non fa per me.

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LEMING  @  26/02/2010 08:09:49
   5 / 10
sono giunto all'amara conclusione che gli attori giapponesi sono dei cani e per giunta monoespressivi, questo thriller-horror e per tre quarti di una lentezza esasperante (devo confessare che mi sono appisolato un paio di volte e questo per un film del genere è grave), poi si anima con dello splatter senza senso, devo riconoscere comunque una grande fotografia ed una buona tensione nel finale (li i giappo invece sono bravi), comunque vista la media mi aspettavo la luna ed invece mi sono ritrovato nella laguna di Marano. Un film cosi in Europa sarebbe impensabile, i loro silenzi e la loro calma per noi (o almeno per me) è assolutamente esasperante!

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James_Ford89  @  12/02/2010 01:39:00
   3 / 10
Miseria, parte molto lento, a mò di commedia, parte centrale che da sola si prende 3 voti. Finale insulso e splatter inutile. Spero di rimuovere presto questo film dalla mente. L'horror-thriller giapponese di solito mi piace, ma qui si rasenta la stupidità

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popper_83  @  11/01/2010 19:50:04
   2 / 10
******* mostruosa!!!!!!!!!!

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tylerdurden80  @  06/01/2010 20:27:35
   6½ / 10
ben fatto per carità ma non mi è piaciuta molto l'ultima parte,mi spiego meglio: il film riesce ad essere inquietante nella parte centrale pur non mostrando scene particolarmente crude e secondo me doveva proseguire su quella linea,invece nel finale si assiste a uno spettacolarizzazione x me eccessiva,con dei primi piani voluti con l'intento di far rabbrividire lo spettatore.
avrei preferito se il regista avesse continuato a far salire il pathos e la tensione senza mostrare scene crude,si può essere ancora più inquietanti senza scene così dirette(per es. la scena di lei nella camera sola con il telefono e il sacco che si muove) quella era la linea che avrebbe dovuto tenere per tutto il film e x me è risultato + inquentante quella scena che non il tanto osannato finale...

infine non concordo con quasi la totalità delle interpretazioni del film

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The Cane Family  @  30/12/2009 00:47:43
   10 / 10
veramente incredibile un film che si può dividere in tre parti
la prima è una commediola romantica
la seconda parte thriller
la terza parte sfocia in un finale tostissimo
sono un grandissimo estimatore di Takashi Miike e Audition è uno dei suoi capolavori

trickortreat  @  27/12/2009 12:13:54
   6 / 10
Dio santo che film. Non so che valutazione dare. Troppo lungo. Un'ora e mezza di nulla... e poi in 20 minuti Takashi Miike ti porta in un orrore senza fine, con torture al limite dell'immaginabile.

Zanibo  @  24/12/2009 00:13:36
   8 / 10
Un film da 7 e 7 1/2 che si merita l'8 per come presenta bene insieme scene di vita in famiglia e di amicizia, scene thriller e scene horror. Il regista sa sicuramente il fatto suo. Il film rimane impresso e fa venire voglia di guardare altre opere del regista/artista.

Febrisio  @  13/12/2009 10:43:59
   5½ / 10
Audition è una bella storia e non ti lascia indifferente. Obiettivamente il voto sarebbe da 7-7.5. Personalmente non riesco dare la sufficienza per un fastidio che mi ha dato.
Inizia bene, si fa interessante e comincia a coinvolgerti. È vicino al quotidiano, a ciò che è più comune. È privo di fascinosi dialoghi, aggiunge alcuni silenzi, belle inquadarature spesso ferme da un punto di spalle più rialzato rispetto il centro scena. Quasi per stare ad indicare "sto solo spiando la vera realtà". Il film sembra avere spessore, quasi poetico, finchè non ci si accorge che è tutta una montatura. Non dice assolutamente nulla. Costruito per apparire drammatico con solitudine, la famiglia, i sorrisi di un amore. Arrivano le prime scene che prevedono la tragedia. Belle! Un buon presentimento di un buon thriller psicologico. Invece Il tutto è per arrivare a stento al finale con un po di noia e colpire lo spettatore allo stomaco. Il contrasto tra inizio e fine è tanto forte, quanto ridicolo. Il film ci gioca e ci giova di gran gusto a modificare sensazioni agli estremi tra illusione e realtà. Per quanto il film cerchi tutta una sua serietà, fa sorridere quanto tutto sia solo una costruzione a fine a se stesso. Peccato che venga intesa come quasi una grazia. Per tanti altri spettatori fa del suo punto forte, il suo tallone d'achille. Vuole colpire, apparire, e quel che peggio essere ricordato per questo. Io ho deciso che della violenza di Asami e realtive sensazioni non ne ho assolutamente bisogno, soprattutto vederli così espliciti. Che ci sarà di bello??? Ciò che mi dispiace maggiormente è che in gran parte dei buoni voti è per questo contrasto... delusione. Preferisco il flm dove scorra sangue, si renda meno umano, che mi esalti e mi diverta con stupidate, ma che alla fine finisca lì, senza essere tanto falso. Non mi rimane che vedere ichi, il famigerato killer di Miike, una super chicca a quanto pare.

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tnx_hitman  @  12/12/2009 09:41:40
   8 / 10
Non ho mai assistito ad ultimi minuti così agghiaccianti nella mia vita di cine-maniaco.Sembrava andasse tutto per il verso giusto nel corso del film..premiato per questo cambio di rotta finale.Asami un vero e proprio incubo con il suo carattere docile,anche in pazze scene come quelle finali..superbo.

popoviasproni  @  12/12/2009 08:39:12
   8 / 10
Inquietante, morboso, malsano.
Indiscutibile il talento di Miike, sapientemente misurata la sua narrativa, esplosiva e dai molteplici umori la parte finale.
Di non sempre facile lettura .... film non per tutti ... i palati !

suspirio  @  09/12/2009 23:58:21
   7 / 10
Buon film di T. Miike, anche se ha fatto pure di meglio.

RedPill  @  01/12/2009 21:48:26
   5 / 10
Asami nasconde un segreto, e Takashi decide di non rivelarmelo per quasi tutto il tempo; ok Miike mi sta bene, il problema è che per giungere all'epilogo finale (che tra l'altro tarda ad arrivare), devo sorbirmi un'ora e mezza di drammatica noia in cui accade veramente poco, interrotta solamente in un paio di occasioni da brevi ma angoscianti flash, da prendere e tenersi ben stretti.Oltretutto poi, il regista ha la "brillante" idea di appesantire tecnicamente il suo lavoro, con panoramiche a tutto campo e inquadrature oggettive e fisse che interrompono molto più di rado l'angolo di ripresa, improntando così la pellicola su ritmi ancora più lenti.Unica nota veramente positiva, al di là delle scene conclusive, rimane dunque il triste personaggio di Eihi Shiina, rappresentazione molto ben riuscita e curata a partire dall'aspetto più diretto e immediato come quello estetico, per arrivare a quello più profondo e psicologico della ragazza, evidenziato a dovere dall'interpretazione dell'attrice protagonista, in grado di incarnare la personalità della giovane Asami in maniera molto convincente.Troppo poco però per una pellicola in cui, dato il genere, tensione e mistero dovrebbero "partecipare" un pò più attivamente invece che limitarsi a qualche sporadico intervento; per questo non mi sento quindi di promuoverla perché, obbiettivamente, non c'è molto da salvare.Detto in parole povere… il gioco non vale la candela.

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Ultima risposta 01/12/2009 22.17.22
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despise  @  30/11/2009 17:03:30
   7½ / 10
Davvero una discesa negli inferi.
E' vero, il film scorre lento, ma i 20' finali sono da brividi....
grande cinema!

Bathory  @  23/11/2009 20:04:42
   9 / 10
Semplicemente allucinante.

Lenta, lentissima, terrificante discesa nella follia più assurda, spietata che mi sia mai capitato di vedere.
Per gran parte del film non succede quasi niente, ma si respira un'aria malsana, sporca che inizia ad esternarsi con maggiore evidenza man mano che passano i minuti.

Eihi Shiina (bravissima) è uno dei personaggi più spaventosi e riusciti che mi siano capitati di vedere, con quel suo volto dolce ma inespressivo....ancora ho i brividi.

L'ultimo quarto d'ora è da storia del cinema.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Silly  @  23/11/2009 18:56:21
   10 / 10
Sacco pieno o sacco vuoto?

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Che dire, l'orrore che sopraggiunge a passi aggraziati di danza, con stile ed eleganza. La follia del Male esasperato si traveste da fata. Questo film è la perfezione di come io intendo l'horror. E qui me lo chiamano thriller.


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Sconvolgente.

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Ultima risposta 24/11/2009 11.23.55
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VinLet  @  12/11/2009 11:57:34
   4½ / 10
Più giù..più giù!

Poiché non mi è piaciuto “Ichi the killer”..ho pensato di guardare anche questo..valutato come capolavoro
Siamo sempre sulle 2 ore..ben 2 ore di nulla!!
Thriller???
Si racconta una semplice storia..che coinvolge pure poco..Aoyama ha intenzione di trovare una nuova compagna..si organizza l’audizione..gli interessa Asami..l’amico lo mette in guardia a non fidarsi di lei..ma non lo ascolta e comincia a frequentarla
Negli ultimi 40 minuti cominciano i trip del protagonista..utili a spiegare la verità sulla misteriosa ragazza..confondono solo per rendere il film più interessante
Si procede con l’agopuntura..e poi?
Finale rapido e per niente convincente

Boooooooooooh..soddisfatti voi!!
Di poco superiore a Ichi

Più giù..più giù!

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Ultima risposta 20/08/2010 00.43.00
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Xavier666  @  31/07/2009 18:17:50
   7½ / 10
Mi è sempre difficile giudicare i film del maestro Miike, di sicuro non ci si trova mai davanti a dei prodotti banali ma a delle proprie spillate negli occhi!!
Inizia drammaticamente con la morte della moglie, si sviluppa in una tranquillità che sa molto di film sentimentale fino all'Arrivo di Asami. E tutto si perde in un vortice onirico di atrocità e orrore. Finale un pò così così, ma non credo che sia molto funzionale, visto che secondo me il tutto, l'essenza del film, il suo messaggio ci viene mostrato durante il film attraverso Asami.

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Ultima risposta 12/01/2010 20.52.55
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lapensocosì  @  30/07/2009 23:45:11
   6 / 10
Sottoscrivo in tutto e per tutto il commento sottostante...solo che diminuisco il voto di 1/2 punto

TheLegend  @  24/07/2009 19:08:38
   6½ / 10
Mi trovo in difficoltà a commentare un film che su questo sito ha una media molto alta e sinceramente non penso che se lo meriti.
Il film dal punto di vista tecnico è eccellente ma, quando la storia si rivela per quello che è realmente,perde molto del suo fascino invece di acquisirne.
Molte situazioni sono troppo tirate e non hanno ragione di esistere.
Finale troppo frettoloso e mal concepito;non basta buttarci un pò di violenza per ottenere un bel risultato,deve avere anche un minimo di senso.
Non è sicuramente un film da buttare ma nemmeno da osannare.

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carriebess  @  22/07/2009 13:34:13
   9½ / 10
onirico, disturbante, raffinato.
eccellente.

Tuonato  @  22/07/2009 00:33:10
   7 / 10
Film di un sadico come mai mi è capitato di vederne. Visivamente bello il delirio onirico che prende forma nella seconda parte, ma ho storto il naso più d'una volta nel constastare come parecchie situazioni non avessero motivo d'esistere. Non me la sento di premiare oltre Miike, anche se sarà uno di quei film che difficilmente dimenticherò.
Affascinosamente inquietante l'innocente Asami.

bulldog  @  16/07/2009 01:07:09
   10 / 10
Miike è cento anni avanti.

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Ultima risposta 02/03/2010 18.28.50
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gei§t  @  10/07/2009 01:01:26
   8 / 10
Ci vuole un po' prima di arrivare al sodo., ma quando arriva è devastante. Bellissima e sadica pellicola di Miike, cattivissimo come sempre.
Storia di una vendetta arbitraria che proprio per questo fà ancora più male e lascia senza parole.

Invia una mail all'autore del commento Banana Pie  @  28/06/2009 18:22:58
   10 / 10
Non per niente è considerato uno dei migliori film di Miike.
Il film è diviso in due parti: la prima è "morbida", tratta temi delicati in modo altrettanto delicato, a questa si contrappone la seconda parte del film, in cui si alternano disturbanti immagini e rivelazioni in un dispiegarsi degli aspetti collaterali della prima parte, lo sporco sotto l'unghia nascosto dallo smalto.
In un finale il cui significato espressivo può risultare disarmante, illogico per una mente abituata alla cinematografa canonica, il genio di Miike è qui ben evidente.

alesfaer  @  22/06/2009 04:53:12
   4 / 10
per ben due volte ho provato a guardare qst film.
la prima volta ho spento dopo 30 min.
la seconda mi sono imposto controvoglia,ma la 2° ora è stata fatta in dormiveglia.
l'inizio è trooooooppo lento, poco interessante.
miike, ke io apprezzo come regista a mio avviso in qst pellicola bada solo a sguazzare nel sadismo e nella violenza tralasciando altri fattori importanti.
mi spiace xkè tra quelli visti, qst è il primo film di miike a deludermi

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Ultima risposta 26/11/2009 21.46.45
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VikCrow  @  08/06/2009 15:57:25
   9½ / 10
Capolavoro sfioratissimo, che non raggiunge il sadismo e la violenza esplosiva di "Ichi the Killer" per un soffio. Miike riserva sempre sorprese. Questo film è una graditissima sorpresa!

#Lou  @  07/06/2009 13:26:55
   7½ / 10
Dal fondo dell'aula alzo la mano e dico, con non poco imbarazzo, che non l'ho capito.
Non ho capito il finale, non ho capito la parte che voi concepite come l'esplosione del terrore.
Il mio voto è dato dal fatto che mi è piaciuta la lentezza con la quale il regista ha iniziato per poi proseguire in un climax sempre più crescente e frenetico.
E poi mi unisco a tutti quelli che hanno sussultato alla scena nella quale Asami attendeva la telefonata, un suo sorriso allaggarsi allo squillo del telefono e il terribile sacco ai suoi piedi...

ROBZOMBIE81  @  03/06/2009 23:34:29
   9 / 10
Porca paletta! poesia dell'orrore!la prima mezzora si sviluppa in maniera normale,quasi innocua, ma dopo cominciano a manifestarsi i primi segnali di inquietudine,di mistero con qualche scena che lascia presagire cose non buone..e questo è forse l'unico difetto che mi sento di trovare a questo film cioè una non velata prevedibilità su quello che potrà accadere nell'ultima mezzora che è assolutamente PIETRIFICANTE...sono rimasto davvero di sasso per la violenza quasi elegante e raffinata, con queste musichette dolci che abbinata agli eventi rendono il tutto ancor più agghiacciante..inquadrature perfette,fotografia davvero bella e atmosfere apparentemente calme che celano una carica di orrore e malinconia di livelli notevoli..più disturbante per i miei occhi di Martyrs..amore e dolore che sfociano in pazzo sadismo..da vedere assolutamente.!"tu devi amarmi,devi amare solo me capito?"..come no..

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Ultima risposta 04/06/2009 19.53.49
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BlackNight90  @  05/04/2009 15:30:17
   9½ / 10
Solitudine, amore e dolore. Tutti elementi che contribuiscono a rappresentare al meglio l'interiorità dell'essere umano, tutti presenti in questo meravigliosa opera di Miike e tutti sviluppati in un linguaggio filmico che, nella totalità del film, risulta poetico e sublime.
Audition è un film indecifrabile e mutevole: si passa con naturalezza dal dramma familiare delle prime scene (struggente l'inizio, con quei raggi di luce che filtrano nella stanza d'ospedale e illuminano il primo momento di dolore, quello più straziante, per la perdita della madre) a toni più leggeri durante le audizioni, fino agli ultimi minuti di agghiacciante tortura. E man mano, restando sempre più in bilico tra realtà e sogno, senza il bisogno di dover a tutti i costi razionalizzare o dare spiegazioni.
Audition gioca sui contrasti e sull'apparenza, soprattutto su quella fisica tra il candore del volto angelico di Asami e la sua vera essenza. E anche nel finale vien fuori la complessità della sua anima, nell'antitesi tra il terribile discorso durante la tortura e il monologo finale in cui chiede perdono: Miike ci avvicina ai protagonisti, ci fa provare il supplizio di Aoyama e la sua liberazione quasi catartica dal dolore, ci fa provare pietà e non odio per Asami.
Questo è uno dei primi film di Miike che vedo, da molti è considerato il suo capolavoro assoluto e la sua opera più matura, e comincio a capire perché.

pinhead88  @  04/04/2009 19:08:48
   7½ / 10
bel film di Miike,abbastanza visionario e decisamente inquietante.non mancano di sicuro i suoi momenti più sadici.merita sicuramente una visione.

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Ultima risposta 14/06/2009 11.14.15
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John Carpenter  @  25/03/2009 20:10:06
   4½ / 10
Non l'ho capito, non ho capito il senso, lo sviluppo, la realizzazione di questo film blando e ripetitivo, dove la prima parte è poco interessante, per poi passare in una fase finale sadica e violenta, ma priva di senso logico.
Takashi Miike è molto furbo e sa fare il suo lavoro, ma qui non mi è piaciuto per niente, infatti nonostante la fotografia sia ottima, la pellicola in questione non mi ha trasmesso alcuna emozione, e ora l'ho già rimossa dalla mente.

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Ultima risposta 04/06/2009 01.52.58
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  02/03/2009 12:43:53
   7½ / 10
Inquietante questa ragazzina tutta carina che ama la danza e il vero amore..."tu devi amare soltanto me, capito? Me soltanto!"

Un ottimo thriller da vedere assolutamente.

somberlain  @  01/03/2009 16:51:07
   8½ / 10
Film pazzesco, che a dir la verità nella sua prima parte non mi ha entusiasmato granchè, ma porca miseria nella seconda mi ha veramente sconvolto!
Stupenda la narrazione, che da lineare si fa sempre più ingrovigliata lasciando, nel finale, il dubbio nello spettatore di cosa realmente sia successo.
Ottimamente sviluppato anche il tema della solitudine nell'amore, che molti hanno già sviscerato nei commenti qui sotto.
Ciliegina sulla torta: alcune scene, veramente forti come non ne vedevo da tempo.

slint  @  15/02/2009 09:24:37
   8 / 10
un film sorprendente! :o

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  12/02/2009 01:03:19
   10 / 10
Capolavoro. Sinceramente non saprei cos'altro dire. Due parti: la prima "normale", un organismo apparentemente sano in cui però ci sono prime avvisaglie di malattia. Alcuni hanno definito questa parte noiosa, io l'ho trovata di una poesia ed eleganza assurde. La seconda parte è la malattia, che prima si manifesta come delirio e poi esplode in tutta la sua violenza. A parte simbolismi e metafore, più o meno chiare (la solitudine, l'amore che si nutre di se stesso, ecc.) di cui altri hanno già parlato, sia nella bella recensione, sia nei commenti, il finale è quasi inaferrabile:


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Fatto sta che credo che capire non sia così tanto importante, in questo caso.

Gli ultimi 20 minuti sono sconvolgenti e insieme poeticamente dolorosi, anche se più di tutto non ho sopportato

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Non per tutti i gusti, comunque...

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Ultima risposta 24/11/2009 11.29.00
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simone p  @  11/02/2009 21:04:18
   7½ / 10
La prima parte è estremamente lenta ma coinvolgente.
L'ultima parte è un delirio ma il finale mi ha un po' deluso.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  28/01/2009 15:28:43
   7½ / 10
Miike è uno che si amia o si odia...forse a volte incomprensibile come Lynch,altre volte troppo violento si fa passare per un sadico pazzo!
In questo "audition",che è una delle sue opere piu' conosciute e giustamente apprezzate,riesce ad alternare momenti drammatici a situazioni da pura commedia...ho trovato sinceramente un po' lenta la parte centrale che forse prepara lo spettatore all'incubo degli ultimi venti minuti!
Da un illogico sogno a una delle torture piu' sconvolgenti che il cinema ricordi...soprattutto perche Miike non ci risparmia nulla,come al suo solito!
Il ribrezzo è forte ma il cinema è anche "emozioni" e Miike è molto bravo a suscitarle

Ciaby  @  23/12/2008 17:25:42
   10 / 10
tu devi amare soltanto me, capito? me soltanto


kiri, kiri ,kiri


della serie: prima di uscire con una tipa che appare gnocca e angelica allo stesso tempo conoscila più a fondo!


Capolavoro

Drugo.91  @  12/12/2008 21:42:57
   5 / 10
non sono un gran patito di Miike.. lo trovo eccessivamente gratuito e alterna dei veri e propri momenti morti e pesi con altri visivamente disturbanti ma inutili

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Enzo001  @  31/10/2008 16:17:21
   10 / 10
"Devi amare solo me..."

Una poesia; la più agghiacciante mai racconatata al cinema.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

6 risposte al commento
Ultima risposta 04/04/2009 23.22.23
Visualizza / Rispondi al commento
Suskis  @  24/10/2008 10:13:57
   8½ / 10
Visto in giapponese (colpito dal trailer pubblicitario nel dvd di Dead or Alive) molto tempo fa.
Ho trovato la storia del protagonista davvero toccante e coinvolgente (motivo per cui non ho mai percepito la "lentezza" del film). Magari c'è un po'un assurdo fumettistico nella storia della ragazza, ma temo che il giappone abbia ben altri parametri rispetto a noi occidentali!
In ogni caso mi ha tenuto incollato fino alla fine, con una sensazione di angoscia che ho provato raramente.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI Hal Dullea  @  17/10/2008 00:44:40
   1 / 10
Non è tempo perso, è proprio tempo scialacquato, dilapidato, sperperato. Proseguo sul forum.

Mauro Lanari

14 risposte al commento
Ultima risposta 24/08/2010 00.15.55
Visualizza / Rispondi al commento
xanter  @  24/09/2008 03:34:11
   5 / 10
Film molto lento, decisamente troppo, anche se capisco che è una caratteristica dei film di questo regista. A parte una decina di minuti da voltastomaco per il resto è di una noia mortale.

  Pagina di 3   Commenti Successivi »»

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