a brand new life regia di Leocomte Ounie Corea del Sud 2009
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a brand new life (2009)

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locandina del film A BRAND NEW LIFE

Titolo Originale: YEO HAENGJA

RegiaLeocomte Ounie

InterpretiKim Sae Ron, Park Do Yeon, Ko Ah-sung, Park Myeong-shin, Oh Man-seok, Sol Kyung-gu, Mun Seong-kun, Baek Hyun-joo, Jeong Yejin

Durata: h 1.33
NazionalitàCorea del Sud 2009
Generedrammatico
Al cinema nel Dicembre 2009

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Trama del film A brand new life

Jinhee è una bambina felice, esce con il padre a comprare dei vestiti nuovi e una torta. Viene invece portata in un orfanotrofio gestito da suore nei pressi di Seoul. Disperatamente attaccata all’amato padre, non vuole credere che lui l'abbia abbandonata ed è sicura che tornerà a prenderla.

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Voto Visitatori:   9,00 / 10 (1 voti)9,00Grafico
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Voti e commenti su A brand new life, 1 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Ciaby  @  10/12/2010 20:00:27
   9 / 10
Film straordinario, a mio parere ben più superiore di un comunque ottimo duetto "With The Girl Of Black Soil"/"Treeless Mountain", sempre coreano, con lo stesso tema: bambini soli, adulti assenti. E' migliore, perchè questo film, dalla forte influenza francese e prodotto da un maestro come Lee Chang-Dong, è sentito, forse perchè si tratta dell'autobiografia della sua regista, coreana, vissuta in un orfanotrofio e poi, adottata da una famiglia francese.

La trama è nota: padre abbandona la sua bambina, che lo aspetta fino allo stremo. Ma non importa cosa il film racconti, ma come. La regia asciutta e splendida e la fotografia autunnale contribuiscono nell'evocazioni di emozioni evocative, di dolore percepibile, di speranza che non muore.

E splendide intuizioni visive, come l'autosepoltura (scena da 10+) o della rabbia di una bambina che distrugge le bambole delle amiche, contribuiscono alla perfezione nello spiegare emozioni fortissime. Ed è la bambina, interpretata da una piccolissima, straordinaria, attrice, che con i suoi occhi piccoli e il suo mutismo a coinvolgere gli altri personaggi (tutti femminili, o per la maggior parte) nella sua sofferenza.

Il finale è pura speranza, eppure c'è cinismo. Com'è giusto che sia. Bellissimo il fermo immagine finale, che ricorda Truffaut. Da vedere.

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