2046 regia di Wong Kar-Wai Hong Kong 2004
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2046 (2004)

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locandina del film 2046

Titolo Originale: 2046

RegiaWong Kar-Wai

InterpretiTony Leung Chiu Wai, Gong Li, Faye Wong, Takuya Kimura, Zhang Ziyi, Carina Lau Ka Ling, Chang Chen

Durata: h 2.00
NazionalitàHong Kong 2004
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2004

•  Altri film di Wong Kar-Wai

Trama del film 2046

Era uno scrittore. Pensava di aver raccontato il futuro, in realtà era il passato. Nel suo romanzo un treno partiva una volta ogni tanto per una destinazione misteriosa: 2046. Chiunque viaggiasse verso 2046 voleva riconquistare i ricordi perduti. Era un paese, una data o un luogo della memoria? Si diceva che laggiù tutto rimanesse immutato. Una supposizione, perchè nessuno era mai tornato indietro. Tranne lui. Scelse di andarsene. Voleva cambiare.

Film collegati a 2046

 •  IN THE MOOD FOR LOVE, 2000

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Voto Visitatori:   7,89 / 10 (63 voti)7,89Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
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Voti e commenti su 2046, 63 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  03/12/2009 23.41.46
   7½ / 10
Raramente mi esalto commentando film che raccontano di storie d'amore ma in questo caso siamo di fronte ad arte pura!
Questo 2046 dove vengono recuperati i ricordi,un treno di solo andata,una stanza d'albergo dove si vivono incontri passionali e un uomo che non riesce a dimenticare il passato!
Un mix di passato,presente e futuro relizzato con un efficace montaggio!
Certo visto il tema trattato poteva durare un po' meno perche a tratti diventa un film soporifero che mostra a ripetizione le stesse sequenze di baci e abbracci...
Nel suo genere rimane un ottimo film!

Lory_noir  @  19/11/2009 19.02.36
   7½ / 10
Molto affascinante. Le musiche e gli attori sono magici.

Dan of the KOB  @  11/03/2009 18.17.29
   8 / 10
Il mio film preferito di Kar-Wai!
La tecnica del regista è sopraffina, veramente uno dei migliori registi in circolazione, la fotografia così carica di colori è di una bellezza folgorante!
In più a differenza dei suoi altri lavori, il ritmo di 2046 è incalzante e la storia è affascinante e poetica! Come sempre fantastico Tony Leung!!!!
È consigliabile vedere prima In the mood for love, che è collegato a questo film!
Personalmente lo ritengo il suo capolavoro!

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  23/02/2009 1.15.56
   7 / 10
Ciò che aveva caratterizzato “In the mood for love”, vale a dire quel delicato minimalismo che per tutta la pellicola contrassegna lo sviluppo struggente della relazione d’amore tra i due protagonisti, trova solo parziale espressione in “2046”, ove invece è più percebile un calcato stile estetizzante che, in alcuni momenti (soprattutto in quelli futuristici), sembra spingersi al limite del manierismo. Anche la storia in sé è meno intensa rispetto a quella raccontata nella precedente opera di Wong Kar-Wai, oltre che narrativamente più arzigogolata: quel crescendo emotivo, che si fa progressivamente sentire nel rapporto tra i due amanti di “In the mood for love”, è meno presente in “2046”, il quale ha per oggetto la vicenda di un uomo alla ricerca vana dell’amore perduto di un tempo nelle donne con cui, di volta in volta, entra in rapporto. Il tema di fondo, incentrato appunto sulla impossibilità di rivivere nelle relazioni con gli altri le sensazioni, le emozioni e le passioni vissute con una data persona, quantunque opinabile è comunque interessante; ma l’impressione è che, questa volta, Wong Kar-wai, peccando un po’ di egocentrismo, abbia trasmodato nella ricerca formale, depauperando così la sostanza stessa della storia.
E’ senza dubbio un buon film, peraltro recitato benissimo; tuttavia le riserve su esposte mi impediscono di gridare alla grande opera.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  17/02/2009 16.53.55
   7 / 10
L'ho preferito a "In the mood for love", visto che mi ha coinvolto maggiormente. Anche per questo film, molto poetico e suggestivo, il meglio sta in fotografia, musiche e attori.

Ciaby  @  24/12/2008 12.08.39
   8 / 10
molto bello, anche se tirato troppo per le lunghe

Tom24  @  07/08/2008 23.08.20
   8½ / 10
Riesce a riprendere le tematiche di In "The Mood For Love" pur stravolgendone l'intera sceneggiatura, e aggiungendo anche qualcosa in più. Che genio. Probabilmente il più grande regista che HK abbia mai avuto.

Guy Picciotto  @  05/06/2008 16.28.34
   9 / 10
2046 di Wong Kar-Wai è la prosecuzione ideale del corpo visivo e morale composto dal precedente e probabilmente suo capolavoro della seconda fase "In the Mood for Love": attori e personaggi ricorrono sublimi, pur senza cercare una filiazione diretta e senza alcun riferimento esplicito agli avvenimenti che avevano costituito il capolavoro di due anni prima. Il 2046 del titolo è tutto, presente, passato e futuro di Hong Kong, e anche presente passato e futuro del protagonista, sorta di "uomo che amava le donne" con la passione per la malinconia post-coito e post-conoscenza. Le donne della sua vita si rincorrono, si susseguono tornano e scompaiono, mentre gli anni vengono scanditi sempre dalle stesse ricorrenze (vigilia di Natale) dal 1966 al 1969. Il passato, le donne amate scomparse nel nulla, il presente con un doppio amore ("l'amore lo devi cogliere al momento giusto, altrimenti c'è il rischio di essere troppo giovane...o troppo vecchio") e il futuro del romanzo nel quale metaforizza le sue ossessioni e le sue paranoie. Sarò mai stato veramente amato? Intanto Hong Kong va verso il suo destino cinese, che arriverà proprio definitivamente nel 2046, e tutto sembra destinato alla decadenza. Si possono lasciare solo i ricordi alle buche o dentro un grande grammofono, nella speranza che vengano custoditi in eterno...
lo stile di Wong è oramai talmente personale da non lasciare dubbi interpretativi: l'uso esasperato del ralenti, che occupa un buon 80% dell'intero film, la fotografia carica di spleen rosso fuoco (tendaggi rosso acceso, tinte scure, neon improvvisi), l’aria dalla Norma di Bellini che va e viene (come i ricordi) per tutto il film, intrecci di storie che potrebbero anche non finire mai. Anche se rispetto ai suoi precedenti lavori si nota una ricerca, pur forse fallace, di una compiutezza, di un cerchio chiuso (come suggerisce anche l'ultima inquadratura, speculare all'incipit).
2046 non è il suo capolavoro, anche se forse è il suo film più ambizioso, resta inequivocabilmente un grandissimo esempio di cinema contemporaneo, emozionante, e al contempo cerebrale, danza labile e fugace, eppure stranamente eterna.

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  30/05/2008 16.57.44
   7½ / 10
Io non ne sono rimasto entusiasta, forse perchè ho ritrovato tutta questa poesia di cui si parla. Però nonostante la lunghezza l'ho seguito agevolmente, fotografia e inquadrature da pelle d'oca e attori perfetti.

InSaNITy  @  18/05/2008 23.28.36
   8 / 10
Gli preferisco di gran lunga il minimale In the mood for love..ma è un seguito imprescindibile se si è amato il primo.
Con una mezz'ora in meno comunque sarebbe stato migliore, a mio giudizio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Terry Malloy  @  13/04/2008 20.36.47
   8 / 10
"Nella vita il vero amore può essere trovato o troppo presto o troppo tardi"...

..."la verità è che non si può tornare indietro".

2046...l'imperturbabilità e la freddezza di un numero. simbolo di un Amore.
non un Amore facile, stereotipato, da candy e preservativi al sabato sera, un Amore scomodo, esattamente come le citazioni lassù.
Niente di più vero, niente di meglio raccontato.
Esercizio di stile concettuale, una poetica sicuramente non leggera (la durata del film è un deterrente notevole), ma la tensione alla perfezione è in Wong Kar-Wai (regista dalla personalità preponderante) indice di continua ed estenuante ricerca...nella metafisica dell'Amore.

norah  @  31/03/2008 20.41.47
   10 / 10
Nessun regista è riuscito a rappresentare l'amore come ha fatto Wong Kar -Wai in 2046.
2046 non si può vedere,si può solo sentire.

Cliff72  @  24/03/2008 10.04.52
   10 / 10
Di solito non sono cosi generoso, ma questo film, pur non rappresentando il mio genere preferito, mi ha fatto sognare, mi appassionato, mi ha incuiriosito...è stato come leggere un libro, un bel libro, come vivere un sogno, un bel sogno....
Film poetico accompagnato da una costante vena malinconica...straordinaria opera di un grande regista che, anche grazie ad un grande cast (tra tutti l'ormai consolidato Tony Leung Chiu Wai), ad una colonna sonora emozionante ed omnipresente, e ad una storia mai banale e trattata in modo introspettivo e delicato, mi ha fatto vivere emozioni e riflessioni degne solo di un capolavoro.
Plauso va fatto al doppiaggio in italiano davvero impeccabile.
Film imperdibile che consiglio a tutti!

Invia una mail all'autore del commento yasujiro  @  07/01/2008 21.28.45
   10 / 10
Capolavoro presente/futuristico di Wong Kar Wai, romantico, melodioso, dai colori splendidi (grande Doyle)... Un Tony Leung che sembra un dio della recitazione, Gong Li una dea sensuale, Faye Wong robotizzata è imperdibile^^... Nel complesso uno dei miei film preferiti... Da notare anche l'ottimo doppiaggio italiano.

aiemmdv  @  14/12/2007 23.40.31
   10 / 10
Il dolce tormento di un amore mai realizzato e mai reazzabile e la fuga verso un mondo superficiale e privo di sentimenti che sfugge e disorienta l'uomo fino a riportarci alla vera essenza della vita che è solo l'amore.
Non importa se esso sia vissuto o solo sognato anzi forse solo il secondo può regalarci la storia pù dolce e soave perchè il sognato è modellato solo dai nostri desideri

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  15/10/2007 7.57.20
   8½ / 10
Torna il protagonista dello straordinario "In the Mood for Love" e torna con un numero 2046, che può essere un anno, un numero di una stanza, un treno eccessivamente veloce, un ricordo, un punto di stallo.
Wong Kar-Wai torna a farci emozionare con la perfezione delle sue immagini e della sua narrazione, ma soprattutto con un sentimento che esce dallo schermo e da cui è impossibile sottrarsi.

2 risposte al commento
Ultima risposta 15/10/2007 16.07.51
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onda  @  16/09/2007 22.10.32
   8½ / 10
Grande eleganza formale, ma non sterile esercizio di stile. I temi della memoria e dell'amore non sono certo nuovi, ma sono affrontati con uno stile che colpisce gli occhi e il cuore (la sequenza del treno e delle donne - automa è magnifica).

Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  29/08/2007 22.11.00
   8 / 10
Meno rigoroso di In the mood for love, ma non per questo meno affascinante. Esteticamente stupendo, costruzione dell'immagine magnifica che dona al film quel tono decadente che si fonde al meglio con il personaggio di Tony Leung, impossibilitato a recidere i propri legami con il passato e figura tragica senza possibilità uscire dalla propria prigione.

dialectics  @  29/08/2007 21.50.58
   6 / 10
Fa parte di quei film che presi a ritagli di dieci minuti potrebbero essere ritenuti grandi.. per i requisiti tecnici ragguardevoli, l'atmosfera visiva...
ma per me questo film manca di collante.. le apparenti suggestioni di un attimo non sono preparate dalle scene precedenti.. il tempo è fermo.. non c'è climax, non c'è organicità. Questa purtroppo è una caratteristica comune a molti film orientali, i personaggi non hanno una personalità ben delineata e riconoscibile.. non si capisce perchè uno si innamora di quello o di quell'altro.. vedi un attore piangere e questo dovrebbe essere sufficiente a fartelo con-patire?? No.. io come spettatore mi aspetto che un buon film mi metta nelle condizioni di comprendere le dinamiche.. o almeno di poterle vagamente intuire.. o sentire a pelle.. a seconda del grado di raffinatezza. Ma se vedo eventi slegati succedersi davanti a me li subisco solo e mi annoio.
Peccato, perchè le idee c'erano per fare un gran film.. secondo me avrebbe dovuto soffermarsi di più sull'idea del 2046.. questo treno della consapevolezza... ricchissimo di spunti.. invece di scoperchiarti davanti la solita paccottiglia di avventure amorose, affascinanti in maniera più o meno presunta.

norfolkiano  @  11/07/2007 2.18.57
   7½ / 10
film elegante e visivamente coinvolgente. alla fine la storia che racconta è molto semplice ( e se proprio vogliamo trovare un difetto, non troppo approfondita ), ma la regia è di classe, con molti momenti altamente poetici.

fra81fra  @  30/05/2007 18.10.49
   10 / 10
non mi sbilancio sulla spiegazione del film in sè perchè ho lettO molti commenti davvero validi, e non credo ci sia da aggiungere, inoltre il film può essere considerato di facile lettura, in fondo.. non condivido il giudizio di coloro che tacciano il film come puro esercizio estetico... sicuramente wong kar wai è L'esteta, per eccellenza, esempio fra tutti il ruolo del fumo nella costruzione delle immagini, la sensazione di poter quasi toccare l'immagine stessa...ma il film è tragico, nel senso migliore del termine, e tocca le (almeno le mie) corde interiori proprio attraverso lo studio perfetto del dettaglio, del gesto, dello sguardo, dell'inarcarsi delle sopracciglia, della metà del viso di chow..questo è un altro modo di fare cinema, è il controllo totale del regista, e l'abilità degli attori di inscenare fedelmente ciò che il regista chiede, e la capacità di quest'ultimo di riprodurla sulla pellicola.. questo è lo STILE, ed è stile EMOZIONANTE, non vuoto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR K.S.T.D.E.D.  @  10/04/2007 18.33.15
   8 / 10
Uno stato mentale in cui ci si abbandona. Un limbo apparentemente confortante ma realmente distruttivo. Un futuro tecnologico perfetto che corregge un passato imperfetto, perché umano. Incapacità di affrontare nuovamente l’amore, perché ancora tormentati dal precedente incontro con esso. Un bacio estremamente intenso e passionale atteso per quasi due film interi, ma dato alla Su Li-zhen sbagliata. Una manciata di anime che si trascinano, esiliate nella malinconia dei propri ricordi, ricordi nascosti dietro un guanto nero, dietro una vita superficiale, dietro una sguardo freddo. Il dubbio di quello che sarebbe potuto essere.

“Vieni via con me…?”

Questo è 2046 e “In the Mood for Love” è l’unico treno che porta ad esso.

sweetyy  @  04/03/2007 13.39.42
   5 / 10
Penso sia più carino di ''In the mood for love'' ma non mi sento di dargli la sufficienza.
Esteticamente è il massimo ma non conta solo quello,bisogna ammettere infatti che è un film noioso e pesante.
Il viaggio nei ricordi del protagonista,i suoi tormenti,i vecchi amori ,alcuni aforismi belli ok ma si arriva alla fine del film abbastanza delusi.

Gruppo STAFF, Moderatore priss  @  17/02/2007 18.28.27
   8 / 10
un film che inizia lì dove finisce il precedente: un pertugio in cui rinchiudere il proprio amore, un segreto con cui wong kar wai sembra seppellire anche il silenzio. Gli spettri muti del passato appaiono per un attimo, le stanze in 2046 non sono più celle di solitudine, ma le pareti sono come membrane permeabili, qui Chow è un uomo che guarda un mondo perso nel tempo e nello spazio attraverso una fessura. Anime che si sfiorano.
la storia si fa meno fluida e volteggia come le spesse spire di fumo, splendidamente sontuoso nella sua amara essenza.
Unica pecca l'eccessiva esplicitazione e ripetizione dei concetti, pur restando fermamente ermetico.

siren  @  16/02/2007 22.17.57
   9 / 10
Premetto che non ho ancora visto "In the mood for love", e non sapevo che 2046 fosse stato concepito come ipotetico sequel…Ad ogni modo, mi sembra che possa tranquillamente camminare sulle sue gambe.
Mi è piaciuto tantissimo.
La "recherche" di Chow, il passato-prigione, gli amori perduti, l’insostenibile peso dei ricordi che “si bagnano di lacrime”, il romanzo fantascientifico che è vita vera. Affascinante il personaggio della "Vedova Nera "(Gong Li), impenetrabile, nasconde dietro un guanto nero l'impossibilità di prescindere dal passato, di cui portiamo i segni, più o meno visibili. Raffinata la regia e la sceneggiatura, che mi ha letteralmente disarmato con l’ormai citatissima massima “finché non si rinuncia si può sempre sperare”. Eh sì. Finiamo col credere nelle nostre illusioni, per poi struggerci nel disincanto.
Fantastica la colonna sonora, che punta su pochi pezzi scelti con cura, "The Christmas Song" di Nat King Cole," Casta Diva" interpretata dalla Callas, "Siboney" di Connie Francis e poi rumbe, polonaise, e su tutti il conturbante main theme!(Da ascoltare con il repeat!)
Aspetto le prossime fatiche di Wong Kar Wai, "My Blueberry Nights" e "The Lady from Shanghai"…curiosità a mille!

Invia una mail all'autore del commento Michylino  @  27/12/2006 14.53.10
   3 / 10
Mi dispiace per gli estimatori di questo film...ma vi assicuro che è veramente spiacevole andare al cinema e aspettare trepidante la fine del film. Non è nel mio stile...ma sarei volentieri andato via prima.
Fermo restando che fotografia e cast sono eccellenti.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  17/11/2006 12.08.09
   8½ / 10
Sublime opera stilisticamente perfetta. Bellissimi i cromatismi, i personaggi spesso vengono chiusi in inquadrature strettissime che stringono il volto in 1/4 dello schermo lasciando sui restanti 3/4 un muro o una tenda, dando così un senso di chiusura con una tecnica originale e geniale.
Sempre Picture in Picture, ma con trovate molto più varie e originali rispetto al precedente "In the mood for love". Anche la storia, più triste, più cupa, rende questo film un gioiello (a metà tra il minimalismo e l'antitrama) assolutamente imperdibile per gli amanti di questo genere di film.
Applausi a scena aperta per W. Kar-Wai.

marco86  @  02/11/2006 10.42.23
   8½ / 10
forse ho commesso un errore a vedere questo film senza prima aver visto In the mood for love,ma questo non mi impedisce di apprezzare la bellezza di 2046.
è un film di una sensibilità e di una eleganza più uniche che rare,con degli attori che più bravi non si può,specie Tony Leung e Ziyi Zhang,di una bellezza estrema.
il 2046 nel film assume molteplici valori simbolici:nel romanzo è il luogo del futuro nel quale si ritrovano i ricordi e dal quale non si torna indietro,quindi è un futuro in cui si ritrova il passato.ma è anche il numero della stanza d'albergo che nel film ha un ruolo centrale,ed è anche una data cruciale per la storia di Hong kong come sottolinea la voce fuori campo finale.
e non voglio dilungarmi per non ripetere quanto detto dagli altri nel parlare della bellezza delle singole inquadrature,delle pause,dei dialoghi e delle emozioni che il film regala con una spontaneità e una sincerità che oggi forse solo in oriente è possibile trovare.
davvero un film spiazzante.spero che averlo visto prima di In the mood for love (che comprerò al più presto)non mi abbia rovinato la visione.

lupin 3  @  02/09/2006 17.46.40
   7 / 10
2046 è un film esteticamente bellissimo con una fotografia raffinatissima, ma nello stesso tempo risulta essere molto soporifero, le occhiate all'orologio non mancano...
Buona l'idea di base, eccellente la fotografia, ma troppo soporifero!
By
l'astuto ladro gentiluomo!

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  28/08/2006 15.02.20
   8 / 10
Sublime. Wong Kar Wai intesse una tela di emozioni, ricordi, speranze ed emozioni che avvolge l'anima. I dialoghi sono di una raffinatezza raramente riscontrabile altrove, ed il carosello di storie e di sensazioni in cui è immerso il protagonista è narrato con eleganza e profondità. Ottimo il cast, superbe le caratterizzazioni, ma un plauso particolare meritano la regia, la fotografia ora opaca ora luminosa, ma sempre coinvolgente, e le musiche.
A voler trovare un difetto si potrebbe censurare la lentezza del ritmo, che spesso distoglie l'attenzione dello spettatore dalla contemplazione dell'affresco che gli si para dinanzi.

Diames  @  30/07/2006 13.05.51
   8 / 10
Il film in questione ha qualcosa in più e qualcosa in meno di "in the mood for love", ma, in linea di massima, si può dire che i pregi ed i difetti rimangono gli stessi: molto buono l'aspetto tecnico, ma un po' troppo lento il ritmo. Più esplicito del precedente, quindi perdendo un po' di quella poesia e delicatezza che lo cratterizzava, guadagna però in sceneggiatura (anche se rimane ancora molto scarna), che diventa un po' più articolata e che permette all'autore di sbizzarrirsi un po' di più, rendendo il tutto molto lento sì, ma anche, forse, più intrigante. I due film, se considerati assieme, ne guadagnano in completezza e quindi, in fin dei conti, in termini estetici... certo, sarebbe quasi impensabile una visione continuativa di "in the mood for love" e "2046", quindi il difetto principale di questi due film, che considerati assieme guadagnerebbero in completezza, rimarrebbe sempre lo stesso, anzi, si farebbe sentire ancora di più: la staticità. Un bel film, ma non per tutti i gusti.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento stefano76  @  19/03/2006 10.38.32
   8½ / 10
Degno compagno di "In the mood for love" (non mi piace chiamarlo sequel), questo film conclude in maniera ineccepibile ed egregia il discorso che era stato iniziato. Ancora più amaro e malinconico del precedente, 2046 è un film non facile, ma che ti conduce per mano con una delicatezza e una raffinatezza difficilmente riscontrabili, a tutt'oggi, nel cinema occidentale.

Regia di altissimo livello, fotografia sublime, interpretazione di tutti gli attori ben al di sopra della media (un cast a dir poco stellare), musiche che accompagnano ogni momento della vita vissuta del protagonista senza mai invadere le orecchie dello spettatore e risultando meno ridondante, da questo punto di vista, rispetto alla seppur bellissima colonna sonora di "In the mood for love".

L'ultimo capitoletto che chiude il film e ci pugnala con il suo messaggio, fa venire letteralmente i brividi e fa riflettere a lungo. Da vedere.

Invia una mail all'autore del commento Nobody9205  @  08/01/2006 17.36.42
   10 / 10
se esiste qualcun'altro oggi che conosce così bene l'arte di mostrare la sfera sentimentale umana in pellicola fatemelo sapere...

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  25/11/2005 16.13.56
   9 / 10
Come il precedente "In the mood for love" lascia quasi senza parole, eppure moltissimo si può dire su questo lavoro di Kar-Wai che solo per poco non rasenta la perfezione.
Inizio soffermandomi sui "difetti": la lunghezza, l'insistenza un po' eccessiva nel ribadire le situazioni, e la tecnica registica che è, con autocompiacimento, ossessivamente uguale a quella già meravigliosamente adoperata per il film precedente.
Eppure, anche 2046 - che riesce a essere comunque un'opera "compiuta" e non un semplice sequel - regala emozioni, in maniera quasi opposta rispetto a "In the mood...": come il primo era il trionfo del silenzio, questo è l'apoteosi della parola, parlata e scritta nel romanzo di Chow. Le parole diventano quasi protagoniste, anche grazie alla voce fuori campo che racconta con garbo i passaggi temporali.
E 2046 diventa un'icona: è il numero di una stanza, è il futuro e il passato, il rimpianto, il ricordo ma anche la volontà finale di voltare pagina (non solo simbolicamente).
2046 è un film pieno di metafore, complesso e non lineare che, quando si riesce a districarlo, lascia incantati per la delicatezza con cui, anche stavolta, Wong Kar-Wai riesce a descrivere i moti dell'animo alle prese con i sentimenti.

La recitazione è di livello altissimo: Tony Leung è in assoluto il mio attore preferito del momento e la sua interpretazione è contraltata in modo sublime da quella delle donne, in particolare da Gong Li e di Zhang Ziyi, bellissima e bravissima.

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4 risposte al commento
Ultima risposta 26/11/2005 15.43.59
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Beefheart  @  15/11/2005 0.31.26
   5 / 10
Che dire? Esteticamente bellissimo e sostanzialmente noiosissimo. Contorto, difficile, pesante ma magistralmente fotografato e ben interpretato (fin troppo!!!) dai protagonisti. Di non facile comprensione, soprattutto per chi, come me, non ha visto prima il più famoso "In the mood for love". La vita tormentata del protagonista, fatta di corsi e ricorsi, guida verso la morale per la quale vivere di ricordi non porta da nessuna parte, o almeno questo è quanto credo di aver capito...
Sconsigliatissimo a chi predilige un cinema ludico.

2 risposte al commento
Ultima risposta 17/11/2005 16.51.09
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Invia una mail all'autore del commento bobo94  @  23/10/2005 2.19.15
   4 / 10
Mi dispiace rovinare la media. Ma è giusto che anche non amanti del genere come me dicano la loro.
Non sono certo uno di quelli a cui piacciono film come "vacanze di natale", ma certo riuscire a digerire questo film è assai duro. Il problema maggiore è la lentezza, davvero esasperante, oltrechè il senso del film, che a volte si afferra e a volte no. 2 ore di questo genere sono pesanti per quasi tutti ritengo.
Destinato ad una nicchia molto ridotta.

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/04/2006 03.02.22
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Giulio R C  @  08/09/2005 19.43.43
   9 / 10
Uno dei film più belli ed emozionanti che abbia mai visto. Regia impeccabile, così come fotografia, interpreti e colonna sonora. Degno del migliore Wong Kar-Wai. Imperdibile.

Alien.  @  15/07/2005 16.37.44
   9 / 10
bello un film fatto davvero bene non c'è che dire!gli attori sono bravissimi specialmente tony leung ,che io adoro! un nove se lo merita tutto

durito  @  12/07/2005 17.30.50
   9 / 10
Non si può tornare indietro, gli amori passati non torneranno, a nulla vale il viaggio verso 2046, luogo della memoria in cui rivivere le stesse emozioni; l'arcobaleno non è più dai vividi colori... perchè la memoria è sì quanto di più prezioso ogni individuo possieda ma vano è lo sforzo a cercare le emozioni passate.
Intorno a questa considerazione un po' pessimista, gira il film, bellissimo, di Wong Kar-Wai, sospeso passato e futuro, tra sogno e realtà.
Grande prova di regia, impeccabile la cura dell'immagine, bellissima e intensa la colonna sonora che sottolinea a lunghi tratti scene con pochi dialogi, ottimi gli interpreti.
Che bello!!!!!




Invia una mail all'autore del commento scackley  @  13/04/2005 19.18.58
   10 / 10
"2046 è un posto dove chi vi è andato non è più tornato".
Cosi inizia un capolavoro del cinema orientale, wong kar-wai con questa pellicola realizza un meraviglioso affresco del sentimentalismo umano.
Il film non ha nulla a che vedere con il futuro ma con il futurismo, la ricerca di quello che abbiamo perso indietro con la speranza di trovarlo avanti, l'eterna corsa di quello che vogliamo ma che lungo il nostro percorso habbiamo perso o peggio ancora, non abbiamo mai avuto, e tutto questo è solo un aspetto che descrive la regia di un maestro del cinema.
L'animo umano è troppo profondo è illimitato per cercare di descriverlo soltanto a parole, wong kar-wai e riuscito a descrivere un pezzettino di tutto questo.

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  01/04/2005 20.18.13
   8 / 10
un bel film con delle grandi atmosfere. Sembra sempre di essere all'interno di un sogno....sembra che stia per finire ma non finisce.......le storie si intrecciano.....gli amori pure...

Nightcrawler  @  24/03/2005 22.01.30
   9 / 10
Bellissimo sequel (ideale) del capolavoro di Wong Kar Wai. Quasi allo stesso livello... peccato per il finale, sembra di essere giunti alla fine perfetta... ma il film continua. Peccato, però imperdibile ugualmente.

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  11/02/2005 23.11.53
   8 / 10
2046 è il futuro, è il presente e il passato. E' una stanza d'albergo, un luogo simbolico, quasi mitico, il luogo della memoria dove i ricordi prendono forma attraverso il racconto. 2046 è una proiezione della mente e dei sentimenti, un desiderio irraggiungibile, un'invenzione. E' la creazione artistica dello scrittore-autore, la cui fantascienza è più un'indagine sull'amore che sulla società futura. E gli androidi non sogneranno mai pecore elettriche...

JoJo  @  26/12/2004 13.05.31
   8 / 10
A differenza di quello che potrebbe sembrare in un primo momento, "2046" è un film che non può prescindere dalla visione di "In the Mood for Love". La storia c'è, ha un suo senso compiuto, ed è apparentemente completa e comprensibile anche ad uno spettatore ignaro di tutto ciò che muove l'autore di 2046 (Tony Leung da ancora prova di un grandissimo talento).
La casta poesia di cui sono protagonisti Chow e Li-Zhen in "In the Mood for Love", però, ha tratteggiato una figura che deve essere ben presente durante la visione dell'evoluzione della caratterizzazione del personaggio, che da amante innocente d'un amore adolescenziale si trasforma in un don Giovanni di primissima categoria, nel quale il gusto, il piacere della conquista cerca di appagare l'insoddisfazione, la sofferenza insita nella prima platonica relazione. Questo muta e sconvolge la personalità di Chow, che inizia a darsi agli stravizi e che ama migliaia di donne nel disperato tentativo di ritrovare in un'altra l'unica che ha veramente amato.
La ricerca alla fine pare giungere a compimento, perché nell'ultima, la giovane figlia del suo affittuario, egli ritrova effettivamente la purezza del suo primo amore, ma, nuovamente, essa non viene a concludersi come desiderato: provando un sentimento per lei, Chow la lascia andare, decidendo di non "sporcare" la purezza che la contraddistingue, e che anche lui possedeva prima di lasciare Li-Zhen.
Questa pulsione, questa continua ricerca, è sottolineata dal parallelo del romanzo che scrive il protagonista, nel quale si narra del treno che porta al 2046, dove si possono ritrovare i ricordi perduti, proprio quelli che lui vorrebbe richiamare a sé, quelli che lui vorrebbe rivivere, ma che alla fine del film comprende non poter fare ("la verità è che non si può tornare indietro", dice Chow verso il finire del film). Può comunque mantenere la vita passata nella memoria, rimanendone però invischiato: dal 2046 non si può tornare indietro, ed è proprio quel che accade a lui, che da Li-Zhen non riesce a staccarsi nemmeno dopo anni.
Wong Kar Wai in questo racconto ci narra dunque di un dissidio interiore, d'una pulsione mai soddisfatta di un don Giovanni che sembra però avere il terrore di ritrovare ciò che ha perduto e che sta disperatamente cercando (emblematico in tal senso il simbolico pagamento di ogni prestazione con la vicina di stanza, strumento per mantenere un distacco ed una separazione netta tra carnalità e sentimento), ancora oppresso dal peso del ricordo di Li-Zhen (che sempre torna, assente eppur presente).
2046 è anche un film improntato sull'incompletezza ed il voyeurismo (sottolineati dalla scelta dello stile di regia): la vita di Chow è incompleta, perché le manca l'amore perduto, e l'elemento dell'occhio indiscreto ricorre in maniera ambivalente, Chow è spiato nella sua alcova quasi con curiosità dallo spettatore, ma anche il protagonista par quasi spiare la vita altrui, la felicità che di fatto si auto preclude e che è simbolizzata dall'amore tra la figlia dell'affittuario ed il ragazzo giapponese.
In conclusione, il film è bellissimo, ma troppo lungo: Wong Kar Wai pare a tratti perdersi, quasi che fosse innamorato dei propri virtuosismi. Un quarto d'ora in meno non avrebbe fatto male a quest'opera.

18 risposte al commento
Ultima risposta 28/12/2004 14.54.55
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Bibop  @  20/12/2004 20.24.09
   2 / 10
Io direi che ci sono parecchie cose da aggiungere. Comincerei dal fatto che è di una noia immensa, la trama è confusa e sciocca a dir poco, ed infine l'interpretazione dgli attori direi più che buona come da tradizione orientale (il due è dato esclusivamente da questo). Non aggiungo altro perchè perderei solo del tempo a discutere di un film come questo.

59 risposte al commento
Ultima risposta 27/03/2005 10.42.59
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Invia una mail all'autore del commento annaceres  @  12/12/2004 12.58.30
   10 / 10
c'e' poco da aggiungere.. 10

4 risposte al commento
Ultima risposta 17/12/2004 16.44.15
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Invia una mail all'autore del commento Mauro LAURA  @  03/12/2004 21.19.04
   10 / 10
Vedere questo film dopo essersi innamorati di ” In the mood for love “ può essere una piccola sofferenza. “2046 “ presentato come il suo seguito è diverso. Manca forse quella linearità che accompagnava il precedente. Questo è un film che ,come ho letto, ha un intreccio da non capire. Storie di amori che più che contrastati sono incompresi. Primi piani di amanti che soffrono per l’abbandono . Inquadrature raffinate su piedi, fianchi femminili e particolari d’arredamento. Ambientazioni spoglie e vestiti raffinatissimi. Femmine perdute e trucchi al viso di donne di folgorante bellezza. Che dire…. un film che non va capito, va assaporato in ogni emozione. Un’interpretazione del solito Tony Leug strabiliante. Una Zhang Ziyi intensa nel suo tentativo d’essere cinica e poi persa in una passione che sanguina. Una musica, come sempre, che entra nella bocca, nella testa e non ne esce più. Di cui ne aspetti il ritorno per abbandonarti al sapore dolciastro della malinconia. Una frase alla fine che illumina e che segna. “la verità è che non si può tornar indietro“. Rimane solo la “nostalgia di un amore “. Unico appunto se posso. L’ambientazione futuristica alla Fritz Lang direi “ fuori tema “ e quello scandire il tempo che passa attraverso scritte e voce fuori campo che rompe un po’ la magia. Il sesso troppo fisico per un regista degli sguardi . Da vedere …. abbandonati sulla poltrona nel cinema….. al buio .

Invia una mail all'autore del commento mortalracer  @  01/12/2004 19.17.28
   10 / 10
literatura y erotismo del primer nivel. las peliculas asiaticas de este momento estan rompiendo las expectativas de todos

6 risposte al commento
Ultima risposta 24/12/2004 15.11.34
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acol  @  24/11/2004 19.02.58
   2 / 10
grandioso effetto-camomilla!

27 risposte al commento
Ultima risposta 27/12/2004 16.59.30
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nino  @  21/11/2004 19.11.59
   10 / 10
Poetico, erotico, letteratura e cinema in fusione perfetta, ecellente interpretazione...Capolavoro autentico! Kar-Wai è il Truffaut della cinematografia moderna.

Invia una mail all'autore del commento vlad  @  15/11/2004 19.35.52
   7 / 10
Bello, poetico, delicato ma anche morboso, estenuante, cinico...reale. Esteticamente perfetto; bellissima la fotografia. L'ambientazione dell'albergo dona un'intimità particolare ad ognuna delle storie vissute dal protagonista. Sono pienamente d'accordo con chi (mi perdoni ma non ricordo i nick) parla di vouyeurismo e con chi parla di claustrofobia: il tono del racconto è per lo più maniacale, nella descrizione visiva degli eventi; molto belli i particolari delle fatiscenti pareti che separano le stanze, dalle quali trapela "la vita del vicino" in modo così prepotente che crea quasi imbarazzo nello spettatore, sensazione che si tramuta subito in complicità e curiosità. Bello il particolare di lui che "sbircia" nel 2046, inteso come parallelo tra la sua vita (la stanza) e la sua fantasia (il romanzo).
I ruoli sono tutti caratterizzati in modo inappuntabile e fanno appassionare lo spettatore alle vicende che si susseguono e gli permettono, laddove non vi siano riferimenti espliciti visivi o raccontati dalla voce narrante, di ricostriuire i profili e capire le scelte dei personaggi che si susseguono nella storia. Insomma, questo è chiaramente un prodotto di qualità superiore e sicuramente ben più profondo di quanto io non sia riuscito a capire.
Eppure il film in sé non mi ha entusiasmato come speravo; non condivido, ad esempio, la casualità che viene ribadita più volte nello "spiegare" (spiegazioni per immagini; di parlato c'è molto poco, se non alcune riflessioni del protagonista fuoricampo) la risoluzione di alcune storie, piuttosto che altre, questo lasciarsi trasportare dalla vita (dettato anche dalla caratterizzazione del protagonista, beninteso) senza essere veramente protagonista delle proprie emozioni; oppure la stessa considerazione finale che esce fuori così, come un fulmine a ciel sereno, come se per tutto il tempo, la razionalità fosse stata messa fuori gioco fino all'estremo rintocco della pendola che scandisce il tempo a disposizione. Eppoi, tanto per chiudere, trovo che l'idea del romanzo sia meravigliosa e soprattutto, fino ad un certo punto, trovo che si integri e completi alla perfezione la figura di Chow; quello che non mi è piciuto (o non ho capito?) è: nella seconda parte, il romanzo mi sembra diventi più un espediente per far quadrare i conti, che non un "mondo parallelo" che, ammezzo di metafore e visioni futuristiche, possa "spiegare" la realtà e le difficoltà nell'esprimere l'amore. Perché? Che ruolo aveva, a conti fatti, il romanzo nella vita dello scrittore? A me è sembrato un finale un po' mozzo, sotto questo punto di vista.
Probabilmente non ho ben afferrato il concetto, perciò estendo i miei dubbi a chi volesse confrontarsi.

Il vostro simpaticissimo amico,
vlad.

19 risposte al commento
Ultima risposta 03/12/2004 21.25.45
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saverio s  @  15/11/2004 16.39.24
   8 / 10
Stupendo, ma vedetevi prima in the mood for love.

Noemi  @  13/11/2004 21.04.44
   7 / 10
Ho letto commenti molto interessanti scritti da parte di persone che mi sembra siano molto esperte in fatto di cinema e... beh... io non saprei cosa aggiungere, visto che loro hanno detto molto ma molto di più di quello che avrei potuto dire io.
Forse è anche perché non ho visto il primo film (del quale ho appreso l'esistenza leggendo queste pagine), ma dal basso della mia incomprensione mi limito a dire che il film mi è piaciuto, e che, per quanto li ho capiti, condivido in generale i commenti positivi già scritti. :-))

7 risposte al commento
Ultima risposta 20/12/2004 14.41.36
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gbgbgb  @  10/11/2004 20.23.34
   10 / 10
un capolavoro assoluto!!!!!!!!!!!

liu_mi  @  09/11/2004 15.30.36
   8 / 10
bellissimo ed intenso film sull'amore, o meglio, sugli amori che hanno segnato la vita del protagonista e che lui rivive nella memoria attraverso il romanzo che sta scrivendo. visivamente è talmente perfetto da sembrare, a volte, un po’ freddo (probabilmente è intenzionale), ma nel complesso il giudizio non può che essere più che positivo. perfetti gli attori, straordinaria ed azzeccata la colonna sonora che mischia arie d’opera, brani di grandi come nat king cole, e temi di altri film tipo Kieslowski e Truffaut.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  05/11/2004 21.53.32
   9 / 10
come al solito il cinema di kar wai wong vive di cromatismi e simboli di numerologia e del corso del tempo Trovo affascinante tutto ciò: in 2046 la "chiave" del tempo è la dimensione di un presente che si rivolge al passato, e a un futuro che vorrebbe cancellare, ma non può, il presente in parole povere il 2046 come data non è soltanto la fine del documento del Patto di indipendenza della Cina ma anche l'inarrestabile corso e declino temporale di una civiltà "sempre più anvisa all'amore" Magari ci ho trovato qualcosa di Cocteau ("Orfeo") o di Schonberg, ma l'ambizione di Wong va anche al di là per esempio nella assoluta imparzialità del tempo, nella possibilità che esso non sia duraturo e collocabile come tutti noi crediamo (così ci ha tolto, perbacco, anche l'ultima speranza) ma al di là di questo il film vive di simboli ed estetiche più o meno astratte (5 donne compresa mrs moore) o metaforiche ma concrete (2046, la stanza) o concrete e basta (il 24 dicembre) Chuang si muove nella prima parte del film come un bel-ami amabile, seduttore e viveur, mentre la colonna sonora -formidabile - spazia dal lounge a nat king cole passando per maria callas sembra quasi che wong con questo film prodigioso indichi la possibilità di una rinuncia futura, se poi inizialmente sentiamo il protagonista dichiarare "finchè non si rinuncia si può sempre sperare" e alla fine commentare amaramente "la verità è che non si può tornare indietro" c'è davvero tutta l'illusione che portiamo avanti ogni anno di più In the mood of time

Invia una mail all'autore del commento paolo  @  04/11/2004 15.06.11
   6 / 10
Non chiedetemi perchè ma questo "2046" mi ha ricordato molto da vicino "il 13° piano" e vorrei sapere se ha fatto lo stesso effetto anche a voi. detto questo dopo la visione del film sono rimasto interdetto. Ancora non ho ben chiaro se questo film mi sia realmente piaciuto, comunque credo che negli intenti del regista c'era qualcosa in più che non è riuscito a trasmettere completamente. 2046 è un film carico di contenuti, che affronta il tema splendido del ricordo e dell'amore, il tutto condito con la presenza asfissiante di una solitudine sempre in agguato. il protagonista è un personaggio veramente affascinante, un bohemin decadente con rimandi alla Humphrey Bogart. Le donne che incontra nell'arco della sua vita sono caratterizzate perfettamente ed i dialoghi non sono mai banali. Mi fa rimanere perplesso invece il prolungarsi troppo sulle scene di sesso e la lentezza che caratterizza alcune scene. Sia ben chiaro che la lentezza se usata come si deve (vedi Kubrik) risulta un'arma micidiale che ti incolla allo schermo, ma in questo caso ho notato una certa prolissità che non ha giovato al film in se. per il resto non saprei. Questo film appartiene a quella categoria che col tempo ti crescono dentro lasciando che il seme piantato durante la visione al cinema cresca con il passare del tempo. C'è caso che rivedendolo scopra un capolavoro ma al momento gli do un 6.

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Ultima risposta 03/12/2004 21.30.14
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Henry Madgett  @  03/11/2004 1.25.47
   8 / 10
2046 è imperfetto,incompleto si è detto.A Hitchcock e Truffaut sarebbe piaciuto definirlo il "film malato"di Wong Kar-Wai,opponendolo a "In the mood for love"il suo film perfetto.
"In the mood for love"mi ha affascinato,ma non mi ha colpito.2046 gli corrisponde visivamente e strutturalmente,ma lo sporca e,paradossalmente lo migliora.
Gli corrisponde,dicevamo,strutturalmente:ripropone uno schema di tipo shakespeariano con una azione centrale e miriadi di più o meno rilevanti azioni spalla che ripropongono ossessivamente il tema centrale,il ricordo d'amore,qui,l'adulterio per "In the mood for love".Ogni personaggio,ogni storia(o racconto),ogni aneddoto,ogni amore vive nel ricordo(o nel ricordo muore,che poi è la stessa cosa).Come disse Hugo" un astro che si trascina dietro le sue lune".
Nella prima parte però le lune oscurano l'astro centrale,lo nascondono,lo reprimono(sempre con l'aria di qualche opera lirica,sia chiaro),il ricordo c'è si sente,dirige ogni azione,ma non lo si vede.Chow impara"ad innamorarsi delle cose effimere"quelle che non si ricordano,insomma.In "In the mood for love"l'adulterio è ovunque,lo si vede,lo si recita ma,in effetti,non esiste,si soffre per qualcosa che non c'è.In 2046 si nega ciò che fa soffrire.E' un segreto,lo si può,tuttalpiù,sussurare ad un albero.Qui sta lo sporco di cui parlavo,ci si libera dal puro concettualismo,si fa vivere la debolezza.Questa debolezza ha ovviamente un' espressione visiva:le inquadrature oblique,quelle quinte continue,un rimando vouyeristico forse,ma più probabilmente un espediente per rendere l'inquadratura incompleta,una vita a metà,come un ricordo,appunto.Un immagine elegante,bella,a tratti bellissima,ma sicuramente "malata"fino a sgranarsi.Chow subisce il ricordo,neanche riesce a viverlo,rinuncia a vivere nella camera 2046,si accontenta di spiarla dall'esterno.Scrive un romanzo dal titolo 2046,ma non riesce a viverci dentro.A questo punto il concettualismo diventa necessario,diventa una soluzione,non è più gratuito come appariva nel film precedente,si rende indispensabile.Avendo prima sporcato,pulire diventa bellissimo.Chow inizia a scrivere "2047",non nega più il ricordo,lo razionalizza,capisce che vivere nel ricordo è vivere a metà,che una donna androide è bellissima(quei visi di porcellana!!)ma è inevitabilmente finta,immobile e si sovrappone a mille altre(come mille si erano sovrapposte nella sua vita da libertino).Così decide che non si può tornare indietro(o meglio,che lo si deve fare una volta per tutte).Si libera del suo passato,rendendosi conto di averlo già chiesto a se stesso.Questo percorso rimane sporco,a tratti confuso(elegantemente confuso),ma è un flusso di coscienza,ed è giusto che sia così.Fosse stato perfetto avrebbe affascinato,ma non colpito.Chow si ritrova solo,forse,ma per la prima volta quella solitudine non è ripresa con il ralenty,non è dilatata,non è più paradigmatica:diventa una solitudine,non più la solitudine.Sui titoli di coda il futuro rimane lì sempre fermo, ma è un futuro immobile nell'idealità di una speranza,non per la schiavitù del passato.E'il futuro della libertà,della libertà di Hong-Kong.


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Ultima risposta 03/12/2004 21.33.59
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Gruppo COLLABORATORI fromlucca  @  02/11/2004 18.32.00
   5 / 10
Film claustrobico.
Ero andato pieno di curiosità, per le ottime recensioni lette...ma non l'ho apprezzato se non per poche cose: il modo di girare molto originale tutto con primi piani, con particolari, mai sconfinando in totali o anche in qualche piano americano; buone le musiche; la regola dei 180° si va "a far benedire" nella ripresa dei dialoghi e delle situazioni, filmati con taglio molto particolare e con inventiva.

C'è della simbologia interessante : lampadina, rubinetto gocciante, parei e divisori che fanno provare allo spettatore di essere un voyer in mezzo alla scena, vicinissimo ai protagonisti, e per questo dico che il film è claustrofobico (gran voglia di uscire in spazi aperti, alla fine del film). Molti i richiami alla storia di Honk Kong (2046 è una data storica per H.K.), forse il film ne è interamente un simbolo? Sottolineato questo, il film non lo trovo comunque interessante, la storia poco appassionante, poca emozione arriva dalle belle "bambole di porcellana" da cui sgorgano spesso goccie- lacrime; più volte ho guardato nel cinema l'ora in attesa che finisse.
Dopo il bellissimo coreano "primavera-estate-autunno-inverno..." mi aspettavo un altro buon film dall'oriente.... ma non è per me questo il caso...o meglio mi correggo : non l'avrò proprio capito.
Se c'è altro in città... non andate a vedere 2046.
Nicola

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Ultima risposta 04/11/2004 15.29.10
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Gruppo COLLABORATORI Invia una mail all'autore del commento paul  @  02/11/2004 11.09.59
   8 / 10
Bellissimo, proustiano, ma soprattutto una eccezionale riflessione sull'amore. Molto brave (e belle) le tre protagoniste.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  02/11/2004 10.09.57
   8 / 10
Seguito dello splendido fenomeno d'essai "in the mood for love" ne riprende i temi ampliandoli.
Con la solita eleganza wong ci narra di amori impossibili, improbabili o forse semplicemente non capiti, in un continuo andirivieni tra una hong kong fortemente storicizzata degli anni '60 ed un luogo senza tempo denominato 2046 in cui si tenta di andare per vincere la partita dei ricordi.
A questo proposito wong continua a giocare con lo spazio e il tempo (si veda il commento al primo film) chiudendo porte in un luogo e riaprendole in un altro.
Lo aiuta in questo la fotografia, sempre splendida, a metà strada tra avveniristici treni che sfrecciano nel tempo e lunghe e bellissime inquadrature tipiche del suo cinema (si vedano quelle sul tetto dell'hotel o i primi piani su + livelli).
Quanto alla storia vera e propria troviamo anche qui molti conflitti: da una parte l'amore puro, fortemente e volutamente spinto verso il romanzo d'appendice, della ragazza con il giapponese, che si conclude con l'unico vero viaggio verso il 2046; dall'altra un amore facile di cui il protagonista accetta solo l'aspetto ludico (significativo il continuo scambio di soldi) perché su di lui continua ad aleggiare lo spettro della sua antica relazione, mai iniziata e mai conclusa, con una donna che si intravede per tutto il film e che trasfigura nelle altre senza prendere mai corpo.
Forse nel voler dire troppe cose il film perde un pò del rigore del primo e tende ad ammiccare un pò di + allo spettatore; rimangono comunque da sottolineare, oltre alla regia e alla fotografia di cui si è già detto, le magistrali interpretazioni di leung, novello clark gable a mandorla, della sempre impeccabile gong li, severa e bellissima, e della giovane ziyi, un vero angelo.

3 risposte al commento
Ultima risposta 22/12/2004 21.52.18
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lykos  @  01/11/2004 17.40.12
   7 / 10
Ottimo film....meritevole sotto ogni punti di vista!!
Grandi interpretazioni da parte degli attori degne di un grande regista qual'è Kar Wai....se volete vedere vedere un bel film,impegnativo ma che vi lascerà soddisfatti,non lasciatevelo scappare!!!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  31/10/2004 9.47.34
   8 / 10
Superbo film di Wong Kar Wai, che costruisce un seguito ideale di uno dei film più belli degli ultimi anni, "In the mood for love"
Il regista ci racconta la storia di uno scrittore che si rinchiude in una camera d'albergo (la stanza numero 2046) per completare un suo romanzo di fantascienza, in cui narra le sue storie della sua vita, trasportandole in un fantomatico anno 2046.
Kar Wai mette in scena, con la solita perizia, storie di solitudini e di amori impossibili, la storia con una donna non ricambiata, la sola di cui si sia veramente innamorato, la storia con un'altra che invece lui rifiuta e infine una terza che piace a lui.
Il regista utilizza ancora il suo stile, acceso da colori fiammeggianti, e supportato da una splendida fotografia, attento ai più minimi particolari, gli sguardi, ma anche gli oggetti, gli abiti, capaci di svelare i + intimi segreti delle persone. Ancora una volta una caratteristica fondamentale è la musica ossessiva, che fa da sfondo alle ossessioni del protagonista.
Rispetto a "in the mood for love", forse in alcuni punti kar wai esagera, ma il risultato fa davvero rimanere a bocca aperta.

Come fa rimanere a bocca aperta l'interpretazione di Tony leug, magistrale, e tremendamente bravo. La sua capacità di calarsi in personaggi (anche completamente diversi, ad esempio rispetto alla sua precedente interpretazione in "hero") è tipica dei grandi. La sua espressione, i suoi sguardi, immensi, come in "In the mood for love", rimangono impressi nella memoria.
Anche l'interpretazione femminile è ottima. Oltre alla apparizione di Maggie Chang, che affiancava Leung nel capolavoro di kAR wai, c'è una brava Gong li, ma sopratutto una bravissima Zhang Ziyi, bellissima, giovane e veramente brava. Infatti secondo me i momenti migliori della pellicola sono quelli in cui si narrano le vicende dello scrittore con la bella ragazza che si innamora, non ricambiata, dello scrittore. Insomma , secondo me una nuova stella, capace di dare lezioni alle attricette americane sue coetanee.

"2046" è un film raffinatissimo e immenso, complesso e non per tutti, inferiore rispetto a "in the mood for love", di cui è il seguito ideale, ma sempre superbo e diretto magistralmente da un grandissimo regista.


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Ultima risposta 01/11/2004 08.00.30
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