Recensione ...e ora parliamo di kevin regia di Lynne Ramsay Gran Bretagna, USA 2011
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

Recensione ...e ora parliamo di kevin (2011)

Voto Visitatori:   7,48 / 10 (60 voti)7,48Grafico
Voto Recensore:   8,00 / 10  8,00
Dimensione testo: caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

locandina del film ...E ORA PARLIAMO DI KEVIN

Immagine tratta dal film ...E ORA PARLIAMO DI KEVIN

Immagine tratta dal film ...E ORA PARLIAMO DI KEVIN

Immagine tratta dal film ...E ORA PARLIAMO DI KEVIN

Immagine tratta dal film ...E ORA PARLIAMO DI KEVIN

Immagine tratta dal film ...E ORA PARLIAMO DI KEVIN
 

Kevin è nelle prime pagine della cronaca nera. Kevin con un arco e decine di frecce ha ucciso undici persone nella palestra della sua scuola. Kevin sta per compiere sedici anni. Kevin è finalmente il protagonista.

Ma scopriamo fin dal prologo (due immagini, una immobile, una sfrenata: egualmente inquietanti) che in "E ora parliamo di Kevin "la voce agente e sofferente del racconto è la madre, Eva, dietro le quinte della strage, che si sobbarca il dolore inconcepibile degli strascichi.

Da un libro (della giornalista Lionel Shriver) che è straordinario bisturi, chirurgico e metodico, un film che è come una lama rovente e penetrante che getta un'ombra dissonante e corrosiva sullo st(r)rato algido e ipocrita dell'istituzione familiare, borghese, scolastica americana (nel libro l'identità armena di Eva gioca una parte fondamentale nella sua idiosincrasia per gli yankees, giovando ad un'ulteriore presa di posizione contro le convenzioni e il sentimento di superiorità made in USA).

Lynne Ramsay compone una disarmonia visiva, tramite un'impostazione scenica che ci proietta dentro gli occhi di Eva, dentro la sua coscienza traballante, facendosi pugno nello stomaco che affonda dritto tra le ossa, diretto alle nostre paure più ancestrali.
Magistralmente, la consapevole telecamera della regista ondeggia nei recessi, nei sommovimenti dell'animo stritolato dal senso di colpa di Eva.

Ecco, Eva: la colpa primigenia è, forse, quella di non aver amato il figlio, un figlio difficile: ma merita davvero una pena di tale, devastante proporzione, per sempre condannata a pulire il sangue dalla facciata di casa, perché "lo so, andrò all'inferno"?

Non pone quesiti facili, "E ora parliamo di Kevin, né tantomeno dà risposte. Viaggia obliquamente al centro dell'inconscio di Eva, come forse di recente era riuscito a fare solo "Valzer con Bashir. Il vissuto, l'escoriazione, il passaggio nel trauma, più ancora che una sua rielaborazione o una sua espiazione. Eva ci è dentro, e ci trascina in questo tunnel di infernale sensorialità espressionista.

Quello della maternità scomoda e a volte negativa è un tema tabù, toccato ultimamente con mano (anzi, con la mdp) da "L'amore nascosto, mattatrice un'altra grande interprete come Isabelle Huppert: ma "E ora parliamo di Kevin parte dalle fondamenta, dal rapporto controverso già di pancia, e lo fa con un respiro visivo strozzato, dagli echi sonori spesso extradiegetici, che trasformano un cupo dramma in un thriller psicologico teso e angosciante, in un horror che spaventa soltanto accostando una musica lieta e cinguettante alla parata di Halloween di un gruppo di bambini, visti attraverso il tergicristallo dell'auto.

Mutante, coraggioso, disturbante: per noi italiani è uno sguardo improvviso, accecante quello della Ramsay, che si rifà a modelli alti quali Fassbinder e Bergman, ma è un'autrice che ha già un preciso e graffiante stile, e che ha impresso il suo tocco, affinato le sue capacità di visionarietà del quotidiano tramite le sue due precedenti opere, piccole ma apprezzate nei circuiti festivalieri (il fulminante esordio "Ratcatcher - L'acchiappatopi" e "Morvern callar").

Scandalosamente mancata la nomination agli Oscar per la migliore interpretazione di Tilda Swinton: tanto era raffinata in "Burn after reading", elegante in "Benjamin Button", innamorata in "Io sono l'amore" (per citare le sue prove più vicine nel tempo), tanto qui, in una sorta di controcanto, alla scoperta della passione carnale nella pellicola di Guadagnino, è scavata, schiantata, spettrale. Mentre è meno convincente, più che altro perché fuori physique du role, John C. Reilly. E soprattutto perché la relazione principale, quella vera e dolente, è fra la madre e il figlio: sorprendente Ezra Miller, intensità affilata, ben lontano dall'impatto surreale in "City Island", più vicina a quella ‘agita' in" Afterschool".

Kevin è un "prodotto del suo ambiente", come chiosava lo spietato Jack Nicholson/Frank Costello in "The diparte", ma del suo ambiente affettivo: che è vuoto, sgombro e bianco come quella casa troppo nuova e troppo grande, e decide di tradurre il mondo che lo circonda rendendolo congruente alla sua personalità, affinché sia, appunto, prodotto del suo ambiente interiore: scevro di futuro prossimo, iniettato d'odio, ramificato nella rabbia senza speranza, nel maniacale, freddo, calcolato sterminio di massa studentesca (suoi coetanei, probabilmente più felici, probabilmente più amati). Il sangue versato, come testimonia il colpo di scena finale, è rappresentazione di un male programmato ma tuttavia non congenito: conosciamo Kevin fin dal suo concepimento, da feto ad adolescente, e conosciamo così (percettivamente) il disagio respingente di Eva (nome omen).

Scopriamo che questo bisogno di imporsi, affermarsi, oltre tutto ciò che è di regola (etica, morale, umana, sociale), deriva da un'un'affettività da ricercarsi nel sentire materno (distaccato) e in secondo luogo in quello paterno (soffocante).
Kevin fa quello che fa per posizionarsi, stagliarsi anche in una luce buia e terribile, agli occhi della madre, che alla fine, vedendolo indifeso e sperduto come una sola volta era stato nella sua infanzia (bambino, solo per una sera), lo abbraccia e, in quella stretta, lo (ri)conosce.

Commenta la recensione di ...E ORA PARLIAMO DI KEVIN sul forum

Condividi su Facebook Condividi recensione su Facebook


Recensione a cura di Fiaba - aggiornata al 19/04/2012 13.35.00

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

120 battiti al minuto19222 biglietti della lotteria40 sono i nuovi 20addio fottuti musi verdi
 NEW
agadahalibi.comall eyez on meammore e malavitaappuntamento al parcoauguri per la tua mortebaby driver - il genio della fugababylon sistersbarry seal - una storia americana
 HOT
blade runner 2049borg mcenroebrutti e cattivicapitan mutanda: il filmcars 3chi m'ha vistocold groundcome ti ammazzo il bodyguardcosi' parlo' de crescenzocure a domiciliodavid gilmour - live at pompeii
 NEW
death ward 13dementia 13dove cadono le ombredove non ho mai abitatoearth - one amazing dayemoji - accendi le emozioniferrante feverfinche' c'e' prosecco c'e' speranzafottute!franca: chaos and creationfuori c'e' un mondogatta cenerentolageostormgifted - il dono del talentogli asteroidiglory - non c'e' tempo per gli onestigood timehouse on elm lakehuman flowibiil colore nascosto delle coseil contagioil culto di chuckyil mio godardil palazzo del vicere'
 NEW
i'm - infinita come lo spazioin dubious battle - il coraggio degli ultimiin questo angolo di mondo
 HOT
it (2017)ivory. a crime storyjohnny gruesomejukai - la foresta dei suicidi
 NEW
justice leaguekingsman: il cerchio d'orokoudelka fotografa la terra santal’ordine delle cosela battaglia dei sessi (2017)
 NEW
la casa di famigliala forma della vocela fratellanza (2017)la ragazza nella nebbia
 NEW
la signora dello zoo di varsavial'altra meta' della storialbjleatherfacelego ninjago - il filml'equilibriol'esodo
 NEW
lezione di pittural'incredibile vita di normanl'inganno (2017)l'intrusa (2017)loving vincentl'uomo dal cuore di ferrol'uomo di nevemade in china napoletanomadre!malarazzamanifestomarrowbonemazinga z - infinitymiss sloane - giochi di poteremistero a crooked housemonster familymr. ovemy name is adilmy name is emilynemesi
 NEW
never ending man - hayao miyazakinico, 1988noi siamo tuttonon c'e' camponove lune e mezza
 NEW
ogni tuo respirootherlifepaddington 2party bus to hell
 NEW
pipì, pupù e rosmarina in il mistero delle note rapitepokemon: scelgo te!renegades - commando d'assaltoritorno in borgognarock paper deadsaw: legacyterapia di coppia per amanti
 NEW
the big sick
 NEW
the broken keythe devil's candythe midnight manthe night watchmen
 NEW
the paris operathe placethe ritualthe square (2017)the teacherthe third murderthor: ragnaroktiro liberotragedy girlsuna di noiuna donna fantasticauna famigliauna questione privata (2017)una scomoda verita' 2valerian e la citta' dei mille pianetivampirettovelenivelenovita da giungla: alla riscossa! - il filmvittoria e abdulwalk with mewe are x

964336 commenti su 38302 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net