Recensione becoming jane - il ritratto di una donna contro regia di Julian Jarrold Gran Bretagna, USA 2007
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Recensione becoming jane - il ritratto di una donna contro (2007)

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locandina del film BECOMING JANE - IL RITRATTO DI UNA DONNA CONTRO

Immagine tratta dal film BECOMING JANE - IL RITRATTO DI UNA DONNA CONTRO

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Decisamente da un decennio a questa parte è il momento di Jane Austen: i suoi romanzi sono saccheggiati da cinema e televisione (si pensi a "Ragione e Sentimento" con Hugh Grant, "Emma" con la Paltrow, "Persuasione" ed il più recente "Orgoglio e Pregiudizio" con la Knightley, senza contare la versione televisiva con Colin Firth e quella bollywoodiana) ed ora arriva sugli schermi anche la sua biografia tratta da un libro a stelle e strisce sulla sua vita.

Appare curioso come una donna che ha vissuto appena quarantadue anni in campagna nubile e senza velleità sia diventata così popolare in un'epoca tanto diversa da quella che la vide scrivere e muoversi, ed altrettanto strana appare la sua fama tra donne che non hanno quasi più niente in comune con il suo modo di essere e di pensare. Eppure una spiegazione c'è: Jane Austen a suo modo è stata un'antesignana del "women lib", una donna che sapeva scrivere e che non voleva piegarsi ai costumi del suo tempo e che quindi, pur nella sua attitudine al decoro ed alle buone maniere, ha precorso i tempi contribuendo a dare più spazio alle donne del futuro. La società di oggi la celebra con gratitudine ripensando anche con malinconia ai batticuori del passato ormai ritrovabili solo tra le pagine dei suoi romanzi.

In "Becoming Jane" (letteralmente "diventare Jane" o meglio "come si diventa Jane Austen") il regista Julian Jarrold si sofferma sul periodo della giovinezza della futura scrittrice, qui fanciulla in età da marito alle prese con le stesse problematiche e lo stesso stile di vita (speso tra balli, viaggi a Londra e soggiorni termali) delle sue future eroine.
Il padre ironico ed affettuoso e la madre legata alla necessità di dare un compagno alle figlie sembrano infatti usciti dalla sua penna (il signore e la signora Bennet di "Orgoglio e Pregiudizio") così come la sua comunione di intenti con la sorella Cassandra ricorda il binomio Elinore-Marianne di "Ragione e Sentimento".

Situazioni, ambientazioni e personaggi sono ricalcati su tutti i film recenti tratti dai romanzi della celebre scrittrice, e la cosa crea un certo disorientamento in quanto non si capisce mai se la Austen si sia veramente ispirata alle sue esperienze di vita per scrivere i suoi romanzi o se è vero il contrario: infatti della vera vita di Jane Austen si conosce molto poco, e l'abitudine di romanzare le biografie dei personaggi celebri è cosa risaputa.

Scrollandosi di dosso il dubbio sulla vericidità o sulla verosimiglianza della vicenda il film appare sicuramente ben fatto: la fotografia esalta come non mai la campagna inglese, splendida nei suoi colori autunnali, mentre la vita campestre del primo ottocento è immortalata al suo meglio nelle scene iniziali (ispirate in buona parte a quelle dell'ultimo recente "Orgoglio e Pregiudizio"). Lo spettatore ha la sensazione di essere catapultato in questo mondo lontano da questa impressione ne riceve una sorta di catarsi e di immedesimazione.

Gli attori completano con la loro buona interpretazione nello stesso tempo adeguata al gusto della platea del XXI secolo e consona agli usi e costumi della società del primo Ottocento.
La recitazione è impeccabile, l'ironia chiara, lo stampo british evidente nonostante il doppiaggio. Plauso a tutti (il cast è del resto "all stars"), dalla matrona Maggie Smith nel ruolo dell'arcigna lady della situazione ai due genitori di Jane per finire con i due protagonisti, lo scozzese James Mc Avoy (l'avvocato Tom Lefroy innamorato della Austen) e l'americana Anne Hathaway perfettamente in grado di recitare con accento britannico (ma questa peculiarità si perde nel doppiaggio italiano), abile a passare dalla zuccherosa principessina alla giornalista "Pradiana" alla fanciulla romantica ottocentesca.

Non è dato sapere se questo Tom Lefroy abbia fatto realmente battere il cuore alla nostra Jane, ma il film riesce benissimo a farcelo credere e questo è sicuramente un gran successo.

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Recensione a cura di peucezia - aggiornata al 29/10/2007

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