zeder regia di Pupi Avati Italia 1983
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zeder (1983)

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locandina del film ZEDER

Titolo Originale: ZEDER

RegiaPupi Avati

InterpretiPaola Tanziani, Bob Tonelli, Anne Canovas, Gabriele Lavia

Durata: h 1.40
NazionalitàItalia 1983
Generehorror
Al cinema nel Novembre 1983

•  Altri film di Pupi Avati

Trama del film Zeder

Dai misteriosi "terreni k", i morti possono tornare in vita e tentare di trascinare con sÚ i vivi chiamandoli a condividere un'esistenza terribile e orripilante. La scienza, e, soprattutto, un giovane scrittore bolognese (Lavia), indagano sul preoccupante fenomeno. Ma a volte la curiositÓ pu˛ risultare fatale.

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Voto Visitatori:   6,75 / 10 (69 voti)6,75Grafico
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Voti e commenti su Zeder, 69 opinioni inserite

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VincVega  @  15/08/2021 21:08:41
   7 / 10
Mystery Horror nostrano di buona fattura, girato con mestiere da Avati. Coinvolgente, ottima l'atmosfera a tratti inquietante. Bene le musiche ed il finale.

andrea90  @  11/01/2021 00:07:06
   7½ / 10
Avati non riesce a ripetersi ai livelli de "La Casa dalle Finestre che Ridono", complice un intreccio macchinoso e non sempre convincente.
Però l'idea dei terreni K in grado di riportare in vita le persone che vi vengono sepolte ( che pare abbia anticipato Stephen King e il suo "Pet Sematary") e' davvero azzeccata e gli ultimi 10 minuti con la resurrezione nei sotterranei mettono i brividi...
purtroppo l' interprete principale non convince malgrado si tratti di un rinomato personaggio teatrale.
La sua Monoespressività ammazza l'atmosfera.
A parte questi difetti pero' ,un Thriller soprannaturale (più che Horror) godibile e registicamente corretto senza particolari guizzi, che avrebbero potuto essere presenti.
Promosso senza dubbio , ce ne fossero di film così al giorno d' Oggi.

Alpagueur  @  09/11/2020 19:04:56
   4½ / 10
La notte dei morti pseudo-intellettuali. A differenza della maggior parte degli altri registi horror contemporanei italiani, Pupi Avati ha sempre cercato di fare in modo che i suoi film si basassero su qualcosa di più del semplice gore grafico e del sesso gratuito. Le sceneggiature che trasforma in film dell'orrore sono di solito d'atmosfera, complesse e abbastanza ambiziose da fondere stili horror versatili che sono estremamente difficili da fondere! Con "La casa dalle finestre che ridono", ad esempio, questo ha prodotto uno dei gialli più straordinari di sempre, poiché ha portato avanti una trama fuori dal comune e una suspense mozzafiato. "Zeder" purtroppo non è buono come "La casa dalle finestre...", ma si può ancora notare chiaramente come Avati volesse avvicinarsi al popolare sottogenere degli zombi in un modo completamente diverso e innovativo. Già questo è uno sforzo lodevole! Basta confrontare questo film con "Virus: l'inferno dei morti viventi" di Bruno Mattei o "Incubo sulla città contaminata" di Umberto Lenzi per vedere subito le differenze in merito. La trama ci presenta Stefano, un giovane romanziere che vuole svelare un oscuro mistero/cospirazione che è fuori dalla sua portata e che coinvolge anche la Chiesa cattolica e l'eminente mondo medico. A seguito di una scoperta fatta dal famoso (apparentemente) Dr. Zeder, tutti in questo film sono alla disperata ricerca delle cosiddette "zone-K". Questi sono pezzi di terra dove i morti tornano in vita una volta sepolti lì. Non entrerò nei dettagli perché i colpi di scena sono innumerevoli e impossibili da riassumere e non sono nemmeno sicuro di aver capito tutto. In tutta onestà, "Zeder" è troppo loquace e l'intera mancanza di azione zombi è piuttosto difficile da perdonare, anche se ti piace l'orrore che è principalmente basato sullo story-driven (cioè un titolo che punta fortemente sulla narrativa). La storia presenta troppi personaggi non memorabili che scompaiono poco dopo senza alcun tipo di spiegazione. Cosa è successo realmente all'amico poliziotto di Stefano, per esempio? E perché il Vaticano è così interessato in quella cosa? Avati riesce a montare diversi momenti molto suggestivi, e anche la musica è piuttosto inquietante, ma l'intero film alla fine non va un po' da nessuna parte. Lo scenario pulito e il lavoro di ripresa sono molto apprezzati ma, alla fine, questa è solo una parte di ciò che rende grande un film horror. Qui sono necessari decisamente più ingredienti.

Thorondir  @  21/02/2020 14:02:48
   7 / 10
Questo "Zeder" mi ha lasciato le stesse sensazioni che mi aveva lasciato "La casa dalle finestre che ridono": un cinema più attento alla forma che alla sostanza, dove la creazione della suspense fagocita l'aspetto puramente narrativo e dove quindi lo sviluppo risulta, pur nella sua linearità, abbastanza debole. Quì fino al finale siamo di fronte ad un giallo mistico/religioso che mai riesce ad incidere in modo decisivo. Pià che altro, ciò che si può dire oggi è che i film di Avati (almeno questi thriller/horror) sembrano portare male gli anni che hanno.

AMERICANFREE  @  10/12/2019 18:33:01
   7 / 10
Ottimo film targato Pupi Avati , la storia e' molto simile al romanzo di Stephen King cimitero vivente. Ottimo Lavia e la location e' molto intrigante. Da vedere

Oskarsson88  @  27/10/2019 14:28:22
   6½ / 10
Visto in inglese e con un po' di sonno addosso, non delle buone premesse, comunque l'idea è buona e suggestiva, e la trama si dirama abbastanza bene con movimento e sorprese. L'hotel e le ambientazioni sono anch'esse affascinanti. Si lascia quindi vedere bene, anche se di contro la trama è un po' confusa ed il finale l'ho trovato molto brusco, rapido e pure scontato. Una via di mezzo, in ogni caso merita una visione.

tarr97  @  21/09/2019 10:37:05
   7½ / 10
secondo horror di Avati stavolta in chiave fantascientifica alla Lovecraft,
Stefano giovane scrittore riceve in regalo una macchina da scrivere mentre è intento a scrivere scopre che nel nastro e rimasta impressa una scritta risalente al proprietario precedente , dopo varie ricerche Stefano scoprirà l'esistenza dei terreni k
zone della terra dove si possono seppellire le persone per poi rimandarle in vita.
alla sua seconda pellicola horror Avati cambia ambientazione, se nel primo film l'ambientazione era rurale in zeder l'ambientazione è provinciale ci sposta tra la Bologna degli anni 80 e la costiera emiliana, anche qui si gira in location dall' apparenza turistica come la costiera emiliana sotto luca del sole che in realtà nasconde antiche colonie abbandonate , tombe trafugate e segreti nascosti da troppo tempo . una grande controversia gira su questo film, ovvero che la trama è troppo simile a pet seminary di King uscito guarda a caso poco tempo dopo. e palese che il film abbia influenzato King tuttavia io personalmente penso che sarebbe sbagliato definire King un plagiatore dato che il film Avati e il libro di King vivono di natura propria usando temi e stili molto diversi .

Sepuldeath  @  25/06/2018 01:47:39
   10 / 10
Junipher  @  20/12/2017 13:12:31
   7 / 10
Alcuni passaggi non del tutto chiari, non si capisce bene chi è sepolto chi ma soprattutto dove...
Probabilmente ha sofferto di qualche taglio di troppo in fase produttiva.
Forse si meriterebbe mezzo punto in meno ma si salva per la grande suggestione che evoca

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Tango71  @  09/11/2017 14:37:32
   10 / 10
Un piccolo capolavoro disturbante del Maestro Pupi Avati. Mi son sempre chiesto se Stephen King avesse in mente questo film quando stava scrivendo "Pet Sematary". Attenzione alla zona K!

antoeboli  @  13/02/2017 01:19:39
   7 / 10
Un coraggioso precursore del cult Cimitero vivente.Girato con meno lire del film americano , anticipa di un anno il libro di King , ma sopratutto portava all epoca un soffio di aria fresca nel cinema che si era stagnato della storia del muori e risorgi come uno zombie.
Grandissima regia , e qui Avati si è sbizzarrito nel farci provare delle buone emozioni e ansie,mettendo nella pellicola le location giuste per far provare quel malsano terrore a chi si avvicina per la prima volta al film.
Cast abbastanza risicato , con quel voler lasciare il dialetto emiliano molto maccheronico , così come accaduto gia nella casa dalle finestre che ridono . Però ci sta da constatare che Lavia si dimostra un grande attore , essendo che tutto il peso del film si regge sulle sue sensazioni , sulle indagini che svolge ,e su quello che accade attorno a lui.
consigliato !

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  09/04/2016 13:25:56
   8 / 10
Cupo e suggestivo, il film di Avati è una gemma horror italiana particolare e dalla storia atipica che grazie all'atmosfera ricreata, all'intreccio misterioso (seppur complesso) ed all'ostinatezza del suo protagonista (un Lavia dal sangue freddo, forse anche troppo) riesce a costruire una tensione sempre più in crescendo davvero esemplare e che raggiunge il picco assoluto nell'indimenticabile epilogo da far raggellare il sangue (ma i momenti in cui il cuore dello spettatore va in stand-by non finiscono qui).

A proposito di epilogo: voglio credere ad una pura e semplice coincidenza, in caso contrario i realizzatori di "Cimitero Vivente" (mi riferisco al film, che adoro, non al libro) dovrebbero farsi un bel esamino di coscienza.

Singolare, decisamente uno degli exploit più interessanti nel genere che non poteva che provenire da uno dei migliori registi poliedrici del nostro paese.

ferzbox  @  13/07/2015 18:19:24
   7 / 10
"Zeder" ha di incredibile la somiglianza con il "Pet sematary" di Stephen King; non solo per la tematica dei terreni K(dove i morti seppelliti tornano in vita),ma anche per un altro fattore che cito alla fine nello spoiler e che mi ha sempre lasciato di stucco...
Comunque il suddetto film di Pupi Avati non arriva a terrorizzare ed affascinare quanto "La casa dalle finestre che ridono",secondo me molto più coinvolgente dal punto di vista narrativo e nelle atmosfere,per quanto,forse,il livello recitativo di "Zeder" si dimostra un tantino superiore(anche se a mio avviso Gabriele Lavia ha un modo di recitare troppo impostato e teatrale).
Un altro dei problemi presenti in questa pellicola sono le motivazioni che spingono il protagonista Stefano ad indagare; lo spettatore è sicuramente riconoscente al personaggio,grazie alla curiosità che viene stimolata dalle sue indagini,ma certo,c'è anche da chiedersi per quale motivo non si faceva i cazzì suoi; la sua ossessione nel voler risolvere il mistero di tale vicenda è del tutto ingiustificata,facendomelo vedere come un idiota....caratteristica che purtroppo si notava spesso nei film italiani e che non ho mai sopportato.....non c'era nessuna ragione concreta che poteva spingerlo ad indagare così a fondo...non mi piace quando i protagonisti agiscono senza scopo; su alcuni thriller anni 70 le motivazioni potevano essere il coinvolgimento di un amico o di un familiare.....o la testimonianza oculare....ma qui cosa?.....
C'è da dire che la scena iniziale ha un momento incredibile; devo ammettere che Pupi Avati è riuscito a stupirmi con la comparsa improvvisa del morto dietro le spalle della prima vittima.....incredibile l'effetto che è riuscito a produrre,ma per il resto non si vedono grossi espluà,se non verso il finale grottesco dove,a tal proposito,dedico quello che volevo dire prima nell'associazione al "Pet sematary di Stephen King.


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Ad ogni modo "Zeder" si dimostra un film piuttosto singolare per gli amanti dell'horror,anche se io non ci ho mai spasimato così tanto.....comunque va visto almeno una volta e si guadagna un posticino tra i film horror italiani più caratteristici....

4 risposte al commento
Ultima risposta 14/07/2015 00.52.39
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alex94  @  20/04/2015 18:16:17
   7½ / 10
Buon thriller/horror diretto da Pupi Avati nel 1983.
La trama non è niente male ed anche se in alcuni punti è tutt'altro che semplice da capire si lascia seguire con interesse e curiosità fino al ottimo finale.
Quello che secondo me è il punto di forza di questo film (ed anche "della casa dalle finestre che ridono") è l'atmosfera che si respira per tutta la sua durata,oscura e misteriosa,cosa che raramente ho avuto occasione di vedere in altri film del solito genere.
Molto curata la regia e la fotografia,buona la recitazione,bellissima la colonna sonora di Riz Ortolani.
Quasi completamente assente lo splatter.
Secondo me è uno di quei film da vedere assolutamente,consigliato sia a coloro che amano il cinema horror,sia a coloro a cui non piace,molto particolare ma interessante.

albert74  @  09/09/2014 02:18:37
   8 / 10
abile ed elaborato triller retto da una regia di un certo livello, avvezza al mesterie (è di pupi avati l'ottimo "la casa dalle finestre che ridono" piccolo gioiello horror italiano!). Molto interessante nello svolgimento, nell'ambientazioni, nell'atmosfeera che si respira. NOn un'atmosfera horror ma un'atmosfera alla Pupi avati: dei posti che sembrano più o meno normali, scene più o meno solari ma che nascondono macabre ombre, arcani misteri.
Un ottimo film. lo era già quando uscì, ora è considerato un cult dai fans.
e non a torto visto che il finale è uno dei più belli che abbia mai visto in film di questo genere.
sicuramente un film da collezione.

-Uskebasi-  @  27/06/2014 01:33:32
   7 / 10
COMMENTO LEGGERMENTE SPOILEROSO

Avati costruisce un buon thriller sulle basi di un horror. Un indagine incalzante, interessante, sulla porta d'ingresso del paranormale, varcata poi nel finale. Un'idea che credo abbia ispirato King.
C'è solo una cosa misteriosa, o che io non ho capito: il Come e il Perché Gabriella riesca a trovare la posizione dei resti di Zeder nel prologo.
A dir la verità proprio ora me ne è venuta in mente anche un'altra, ma ormai ho scritto che era una, non ho voglia di correggere.

BlueBlaster  @  13/06/2014 01:15:20
   5 / 10
Una visione quasi obbligatoria e senza aspettative, perché è un film che non può mancare ad un patito di horror, visto che già il precedente "La casa dalle finestre che ridono" non mi fece impazzire.
La sceneggiatura, che anticipa "Cimitero Vivente" di qualche anno, non era male e alcune idee sono intriganti...l'inizio fa ben sperare perché il climax è bello lugubre e l'aria da buon mistery c'è tutta. Peccato che la pellicola perda smalto di minuto in minuto, insomma io la colpa la do a Pupi Avati che salvo alcune atmosfere non riesce a dare il giusto valore a questo plot giallo-horror!
Bravo Lavia come protagonista, bene location nostrane (come nel caso del precedente lavoro thriller del regista) e fotografia...
Ma il film non è riuscito a trasmettermi paura o tensione nemmeno per un secondo, la cosa buona è che non mi ha annoiato e che per quasi tutta la durata non si cade nel trash involontario come spesso succede nelle opere horror italiane.
Qualche buona scena c'è, e Avati non dirige male ma non mi ha convinto...a sto punto suppongo di avere dei "problemi" con gli spaghetti-horror.
Mi tocca dire che "La casa dalle finestre che ridono" mi è piaciuto qualcosa di più per via del finale e di quel clima quasi surreale che si respira.

GianniArshavin  @  17/03/2014 19:47:38
   6½ / 10
Seconda valida escursione nell'horror\mistery per Avati che conferma di saper maneggiare bene la materia.
Il regista in Zeder crea un intricato puzzle che terrà, fra alti e bassi, lo spettatore incollato allo schermo fino alla fine,senza annoiare nonostante la tensione in alcune scene non sia altissima. Il punto forte del film è comunque l'atmosfera macabra e misteriosa che avvolge la vicenda,con Avati che si diverte a suggerire e a non mostrare creando un risultato simile a quello ottenuto con il precedente "La casa dalle finestre che ridono".
Personalmente ho apprezzato anche la scelta di evitare del tutto scene splatter,la prova di un Lavia ombroso e convincente ed un motivetto principale fa la sua parte.
Per quanto riguarda gli spaventi e la tensione siamo su discreti livelli ,nonostante un po di altalena,in primis grazie alle sequenze dove compare don Pietro Costa.
Purtroppo nonostante le tante qualità Zeder pecca nella realizzazione della trama,molto confusionaria e condita da troppi elementi e personaggi che possono confondere lo spettatore vista la mancanza di approfondimenti. Sfortunatamente nemmeno il finale riesce a risollevare il prodotto,per via di una soluzione conclusiva d'impatto ma troppo sbrigativa.

Horrorfan1  @  12/01/2014 18:27:48
   9 / 10
Darei un bel 9, così come per "La casa dalle finestre che ridono".

topsecret  @  13/09/2013 19:04:18
   7 / 10
Dopo la delusione provata con LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO ho deciso di dare un'altra chance ad Avati regista di thriller. E questa volta sono rimasto soddisfatto.
Un buon film che miscela sapientemente il giallo con elementi thrilling esoterici dove il mistero che pervade tutto il film non lascia un attimo di tregua allo spettatore, lasciandolo alla fine soddisfatto della visione.
Una storia scritta dai fratelli Avati e da Maurizio Costanzo, abili nell'imbastire una trama che non conosce punti morti e che grazie ad una regia calibrata, un ritmo serrato, l'atmosfera accattivante e la discreta prova del cast, riesce ad essere godibile ed emozionante quanto basta.

tris  @  01/09/2013 22:49:31
   10 / 10
Stupendo. Uno degli horror migliori del cinema italiano. Si poteva eccedere un po' più nel gore e usare una regia un po' più spettacolare. Grande Avati!

Da brividi:

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CyberDave  @  07/05/2013 07:08:24
   7 / 10
Film che parte subito alla grandissima già dalla colonna sonora, ricorda subito i film di matrice Argentiana nelle scene del passato, poi si torna ai giorni nostri e comincia a delinearsi la storia, un autentico viaggio nl puro terrore.
Molto interessante e godibile per tutto il film, l'unica cosa della quale avevo timore era la scelta di Avati per il finale, non facile infatti trovarne uno senza cadere nel grottesco e devo dire che in parte non mi ha soddisfatto proprio in quella parte, abbastanza scontato e lineare, dopo il capolavoro "la casa dalle finestre che ridono" mi sarei aspettato qualcosa in più.
In ogni caso un buon film che merita una visione.

vieste84  @  23/02/2013 20:59:46
   4 / 10
Giallo italiano di fore ispirazione argentiniana, peccato che la trama è trita e ritrita e non cattura mai abbastanza. Film evitabile poco originale e fatto pure abbastanza male

deliver  @  16/11/2012 12:28:59
   8 / 10
Praticamente Pet Cemetery, horror americano molto in voga, rubacchiò parecchio da questo film. Assieme alla Casa, questa è un'altra perla. Una lezione di come suspance e paura non stiano solamente nell'esibizione di sequenze disgustanti.
Torna di nuovo la claustrofilia, l'ipotesi del complotto, colpi di scena, ottima regia e locations che fanno di questa pellicola uno di quei titoli da salvare e divulgare..

Invia una mail all'autore del commento anthonyf  @  22/08/2012 22:42:59
   9 / 10
Ho sempre avuto un debole per "Zeder". Ci troviamo di fronte ad un horror di Pupi Avati davvero bello, girato con grande professionalità e dispiego di mezzi, nonché tratto da un soggetto originale ed interessantissimo, scritto dallo stesso regista con la collaborazione di Maurizio Costanzo. Tralasciando la disputa giuridica da sempre in fermento col romanzo di King, poiché è molto difficile che tra USA e Italia alcuni artisti si siano potuti plagiare a vicenda con l'idea dei terreni K, trovo la storia molto dinamica e curata, forse anche più interessante del precedente "La casa dalle finestre che ridono". Un carismatico Gabriele Lavia solidifica il tutto, grazie alla sua grande recitazione teatrale, semplicemente stupenda. Ambientazioni romagnole tetre ed inquietanti e scena cult: il risveglio di Don Costa. Da brividi. Da segnalare anche la strepitosa prova recitativa del doppiatore Cesare Barbetti nei panni del Dr. Meyer.

Looklike  @  28/07/2012 23:48:04
   6 / 10
Impossibile non metterlo a confronto col precedente horror capolavoro firmato Avati "La casa dalle finestre che ridono". Qui, è vero, c'è tensione, la storia sembra scritta bene, malgrado non ingrani al massimo. Probabilmente troppi ingredienti messi nella stessa pentola, una leggera confusione, tralascia evidenti falle nello script.
Come nella didascalia del voto: potrebbe essere migliore. Potrebbe.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  16/12/2011 16:40:47
   6 / 10
Discreto horror di Avati distante dal buonissimo "La casa dalle finestre che ridono".
Qualcosa di buona ma in generale non è gran cosa. Comunque un prodotto adatto agli amanti dell'horror made in Italy.

gingerbread_man  @  21/11/2011 18:19:30
   7½ / 10
zeder è uscito un anno prima del gioiello cult di stephen king (uno dei suoi romanzi migliori), entrambi esercitano un grande fascino, la leggenda indiana del wendigo in king, le necropoli etrusche e i misteri della scuola di chartres in pupi. non credo che stephen abbia plagiato avati, infatti il terreno che riporta in vita i defunti (o meglio l'involucro, perchè i morti tornano come ciechi e brutali assassini, senza sentimenti) è un archetipo comune a molte culture. per quanto riguarda la pellicola trovo molto azzeccate le ambientazioni, l'alone di mistero e il "non detto" (ognuno si fa la sua idea).

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Butterfly Knive  @  05/10/2011 02:37:19
   3 / 10
sopravvalutatissimo horror di Avati, che mi aveva tanto folgorato nel precedente "La casa dalle finestre che ridono", ma che qui non ci azzecca nulla...a partire dalla trama stessa...non si capisce nulla praticamente e poi i personaggi spariscono da un momento all'altro, chi è zeder? chi è il prete?..nulla..mettiamoci pure un Gabriele Lavia in pessime condizioni recitative e il gioco è fatto..non riesco purtroppo a capire la votazione così alta per questa pellicola mediocre che di buono ha solamente le sempre ottime musiche di Riz Ortolani e qualche atmosfera inquietante decente, che si perde però puntualmente quando tutto sembra che finalmente il film stia per decollare..peccato perchè i primi minuti sembravano promettere bene e invece......delusione!

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JOKER1926  @  08/09/2011 22:13:35
   6 / 10
Impostato su temi tra l'Horror e il fantastico "Zeder" di Pupi Avati appare giÓ in partenza un prodotto condannato alla mediocritÓ pura, ovvero i temi iniziali sono poco ammalianti, di norma, in campo cinematografico, sono lo stesso di difficile rappresentazione e realizzazione.
Dopo questo, lecito ovviamente, "spauracchio", "Zeder" sembra assorbire bene le pressioni e risulta sicuramente curioso e anche godibile, questo nella prima parte.
Nella seconda la pellicola inizia a frenare sia sul piano del ritmo che sulla narrativa, la sceneggiatura nel complesso Ŕ un po' pasticciona. Una delle note positive invece della sceneggiatura Ŕ quella di accentrare ed addensare il tutto su un'accurata fase di investigazione che perlomeno dona al prodotto un po' di interesse. Detto ci˛, per lo spettatore, saranno in serbo comunque scene di paura "improvvisa", insomma classiche del genere, del mondo Thriller/Horror.

"Zeder" insomma non pu˛ esser identificato nel termine Capolavoro o sorpresa, in pratica si tratta di un film buono che proprio nella sua semplice scenografia riesce a farsi ricordare, fra belle location e atmosfere genuinamente misteriose. Certamente "Zeder" merita la visione, varie le scene intriganti, bella quella della piscina e pure quella degli schermi nel finale. Ci sono richiami a lavori di Dario Argento.

In conclusione quello di Avati Ŕ un altro film che si aggiunge all'interminabile lista del genere che caratterizz˛ un tempo, una nazione. Nella "metaforica" massa "Zeder" non brilla certamente ma si mantiene vivo a spallate.

Leonardo76  @  24/07/2011 15:32:47
   7 / 10
Buon film del terrore con una bella dose di mistero. Ottima la scelta di girare alcune scene nella colonia Varese a Milano Marittima

YaoMing  @  21/05/2011 03:03:23
   8½ / 10
Ambientazioni e location molto inquietanti,trama originale,recitazione buona degli interpreti,unico tallone d'Achille alcune incongruenze nelle sceneggiatura.Inferiore alla casa dalle finestre che ridono, ma comunque uno dei migliori horror italiani.Vedetelo se non l'ho avete ancora visto.

76eric  @  11/02/2011 21:53:34
   8½ / 10
Film che all' epoca turbò non poco le mie apparenti tranquille nottate e che testimonia il fatto che quando Pupi Avati si dà all' horror, non sbaglia.
Certo rivedendolo a distanza di lustri, si nota qualche difettuccio di sceneggiatura e soprattutto la recitazione delle volte lascia a desiderare, ma soprassediamo, mentre le scene che devono spaventare fanno comunque sempre il loro effetto. Quelle mani ad esempio.......
Ottima la trama scentifica di fondo, ottima pure la scelta della location nell' isolata campagna emiliano/romagnola, e davvero inquietante la colonia sorta sui tanto famosi quanto misteriosi ( per il film) "terreni K".
Anticipatore sui tempi nei confronti del romanzo di culto griffato Stephen King "Pet sematary", il film infatti è uscito un anno prima, anche qui Avati si serve della magnifica colonna sonora curata dal grande Riz Ortolani.
Da segnalare anche la prova del bravissimo Gabriele Lavia. Finale stupendo.
Non era facile bissare il successo de "La casa dalle finestre che ridono" ma con questo piccolo gioiellino il Maestro bolognese c'è riuscito alla grande. Ave Pupi.

pinhead88  @  17/09/2010 11:52:03
   5 / 10
Film poco riuscito del maestro Avati.

Vegetable man  @  25/03/2010 18:49:42
   7 / 10
Si lascia apprezzare per il contrasto tra i paesaggi soleggiati della Romagna e la tenebrosità del tema narrativo. Inquietanti anche le escursioni nella casa colonica abbandonata. Certo la sceneggiatura è di grana grossa, ma alcune sequenze restano impresse e il film nel suo complesso risulta godibile e significativo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  28/02/2010 20:20:20
   7½ / 10
Un bell'horror nostrano firmato Avati che mantiene alto il livello di tensione fin dalle prime scene!
Pare evidente una certa somiglianza con "cimitero vivente" che uscira' qualche anno dopo...ma anche "Zeder" sembra prendere molti spunti dal bellissimo libro di Stephen King uscito proprio nel 1983,anno del film!
Un caso?poco importa,il film è davvero bello!
Peccato aver scelto come protagonista un monoespressivo Lavia assolutamente poco adatto per la parte...e forse poco adatto anche per recitare in generale!

phemt  @  26/10/2009 10:48:37
   6 / 10
Avati, a parte quel capolavoro de La Casa dalle Finestre che Ridono, non mi ha mai esaltato più di tanto e questo Zeder non fa eccezione… Lo spunto di base (la macchina da scrivere) è ottimo ed interessante, la storia dei terreni K non sarebbe nemmeno così male ma la sceneggiatura (a cui ha messo mani anche quel p2ista di Costanzo oltre ai fratelli Avati) è abbastanza confusa e poco curata, non mancano dialoghi abbastanza stupidi e qualche buco qua e là…

Un po’ lento e a tratti noioso il film è “salvato” dall’eccellente fotografia di Delli Colli e da una regia indubbiamente di buon livello con Avati che giustamente evita virtuosismi fini a se stessi…
Eccessiva la colonna sonora di Ortolani, così così il cast, finale molto telefonato…

outsider  @  06/10/2009 19:45:03
   8½ / 10
Per quelli che apprezzano la non canonicità di Avati e le ambientazioni povere, ma emiliane, di quelle zone di Ferrara che vedi quando fai le statali-provinciali in macchina, beh, è un film da vedere e rivedere. E poi fa paura.

Invia una mail all'autore del commento bustegoal  @  25/09/2009 09:04:51
   4½ / 10
Qualche buono spunto, ma a tratti è imbarazzante.
Certo Avati poi crescerà... eccome.

Someone  @  17/08/2009 13:27:57
   7 / 10
Beh, pur essendo il risultato ben lungi dal capolavoro di Avati "La casa dalle finestre che ridono", devo dire che nel complesso (qualche incogruenza narrativa a parte), il film suggerisce buone atmosfere. Molto interessanti l'ambientazione ed il bizzarro finale, nonostante la formula rischi però di essere a rischio noia.
In fin dei conti un discreto horror nostrano, senza infamia e senza lode.

bulldog  @  15/07/2009 23:41:34
   6 / 10
Buone atmosfere,ma film poco riuscito.

VikCrow  @  08/04/2009 23:35:23
   6½ / 10
Grandissime atmosfere, plasmate dalle sagge mani del maestro Avati, ma il tutto risulta un pò noioso. Un vero peccato. Certo non sarebbe comunque stato capace di eguagliare "La casa dalle finestre che ridono", ma avrebbe potuto guadagnare qualche punto in più.

Geoff  @  06/04/2009 13:06:35
   6½ / 10
beh non è male.
Certo le analogie (plagi??) con il romanzo di king ci sono (e il film è dello stesso anno)
ma ribadisco che non è affatto male

Ciaby  @  15/03/2009 19:38:44
   5½ / 10
Noiosetto e poco sentito. Il capolavoro horror di Avati resta LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO. Qui non c'è nulla del folle delirio del predecessore e il film si getta su atmosfere oscure che lo gettano nel baratro.

DarkRareMirko  @  07/02/2009 19:08:27
   8 / 10
Costanzo in sceneggiatura Marò (tipo per Una giornata particolare e Troppo belli...ehm...), fà i suoi belli effetti comunque dai, anche se certe parti non son spiegate benissimo.

Vero, Lavia ha una recitazione tutta particolare (a volte pure un pò eccessiva) ma non mi sentirei ad ogni modo di definirlo un cattivo attore.

Visivamente eccelso (I Delli Colli in fotografia son delle vere garanzie del resto) questo Zeder è uno tra i tanti esempi filmici che testimoniano una volta di più come Avati sia veramente un maestro registico del cinema italiano, dell'orrore e non.

Da non perdere.

Drugo.91  @  04/01/2009 18:20:15
   8 / 10
inquietante e nello stesso tempo leggero e interessante a parer mio uno dei migliori horror italiani

gasy  @  27/12/2008 23:17:02
   8½ / 10
Molto coinvolgente e veramente ben diretto da Avati. Peccato per il finale

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DeepRed81  @  17/07/2008 17:05:15
   6 / 10
Visto oggi per la prima volta,mi dispiace ammettere che potevo tranquillamente farne a meno. Non è per niente paragonabile al geniale La Casa Dalle Finestre Che Ridono,e non merita neanche la fama che lo circonda onestamente. Certo,l'idea di base è abbastanza originale,ma personalmente ho trovato questo film piuttosto noioso e scarso in troppi settori.

Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  30/06/2008 10:34:26
   6 / 10
Bel passo indietro rispetto a La casa dalle ecc. ecc., e visto oggi sa di vecchiotto e di ingenuo.
Poca tensione, scontata la trama, scadenti le ambientazioni e la recitazione.
Terrorizzante comunque la scena



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senza la quale sarebbe un film da 5 e mezzo.

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  06/06/2008 17:04:49
   6½ / 10
Difficile dare un voto a questo film. Non l'ho mai trovato un granchè, forse risente troppo dell'età, anche se ci sono momenti carichi di tensione che non ne rendono vana la visione.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  21/05/2008 13:33:49
   7½ / 10
Buona escursione di Avati con un horror dall'atipica ambientazione: quella Romagna nota per essere posto di vacanza estiva. Film dall'atmosfera lugubre come il palazzo teatro degli esperimenti sui terreni K, senza tuttavia indugiare a particolari splatter ridotti al minimo. Non sempre convincente la recitazione di Lavia ma Il sorriso di Luigi Costa è realmente inquietante.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  08/02/2008 11:32:25
   6½ / 10
Rispetto alla “Casa dalle finestre che ridono”, Zeder concede molto di più ai canoni classici del genere horror. Sono presenti gli stessi temi del primo film di Avati: la voglia di “sapere” che prende il sopravvento su qualsiasi altra considerazione e che porta il protagonista alla perdizione, la gente del luogo che invece fa di tutto per restarne fuori, l’insorgere improvviso della parte “scura” dell’animo umano che sembra essere quella più “naturale”. Sono temi qui trattati in maniera quasi secondaria rispetto alla ricerca di suscitare comunque lo stato di spavento, orrore, spasmo nello spettatore, indipendentemente dalla logica, plausibilità o chiarezza di quello che viene rappresentato.
In effetti troppi personaggi e troppe situazioni appaiono, si svolgono, danno il loro contributo di “paura”, ma rimangono inesplicate e quasi avulse dalla storia. C’è molta meno cura e originalità rispetto alla “Casa …”. E’ ovvio che chi chiede solo “adrenalina” non si preccupa certo di questi risvolti un po’ abborracciati; chi invece ama approfondire le storie e coglierle nel loro significato rimane certamente un po’ interdetto.
Zeder si riallaccia al filone inesauribile dei “morti viventi”, sfruttando la paura e l’incertezza sull’aldilà che travaglia da sempre l’umanità. Addirittura i religiosi, benché abbiano già una loro “risposta”, non si accontentano e vogliono poter illudersi più degli altri di continuare all’infinito la vita terrena. E’ strano che in questi film del religiosissimo Avati manchi proprio la presenza di Dio, anzi salta all’occhio proprio la sua assenza anche mentale nella testa delle persone. Va a finire che le sue opere assumono addirittura un significato anticlericale!

Gruppo REDAZIONE Cagliostro  @  04/09/2007 05:10:22
   4 / 10
Film noioso e sopravvalutato.
La sceneggiatura fa acqua da tutte le parti ed è troppo in odere di plagio (come gia scrissi in risposta al commento di NNIICCKK) del libro Pet Sematary di Stephen King ( si pensi anche al racconto sull'arrivo dei nudisti che seppelliscono il cane nel terreno della colonia, oltre al finale). Le forzature narrative presenti trovano giustificazione se e solo se si conosce il libro di King.
La storia è narrata con stanchezza e senza pathos. Nessuna tensione, nessuna inquietudine... solo clamorose voragini narrative che cadono a picco nella noia.
Le musiche (più che musiche si limitano a sgradevoli effetti sonori) sono essenziali ed essenzialmente fastidiose.
La mano del regista si nota, così come si nota che cerca disperatamente e vanamente di dare una sorta di compattezza ad una trama non solo sconclusionata, ma ai limiti del ridicolo.
C'è da pensare che Costanzo ed i fratelli Avati abbiano tirato via nello scrivere la sceneggiatura per battere sul tempo la pubblicazione italiana del libro di King. C'è anche chi sostiene che il plagio si avvenuto all'incontrario... anche se fosse ( e sinceramente ne dubito, tenuto conto sia della data di pubblicazione del libro sia del tempo che occorre ad un libro di tale mole per essere pronto), resta il fatto che Stephen King almeno ha scritto un gran bel libro!
Un film che comunque avrebbe potuto, non so esattamente come, essere anche peggiore.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento cash  @  13/07/2007 12:42:36
   4½ / 10
vabbè, ma a questo punto fulci al confronto è un genio senza rivali. probabilmente avati ha diretto questo filmetto con la tracotanza di chi sa di aver partorito un precedente capolavoro horror, ritenendo forse che ormai niente più lo fermasse, ma ha toppato alla grande. Proponendo una storia ai limiti del ridicolo, regia di una noia mortale e scemenze di sceneggiatura assortite a gogò.
manco un secondo di tensione, bella roba.
Ah, Lavia è insopportabile.

2 risposte al commento
Ultima risposta 13/07/2007 13.26.31
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AKIRA KUROSAWA  @  10/06/2007 01:37:47
   6½ / 10
un bell horror di pupi avati anche se nn è neanche lontanamente paragonabile a la casa dalle finestre che ridono. la trama assomiglia un po a cimitero vivente , anche se i contenuti sono diversi. bravo lavia, ttuttavia il finale nn mi ha convinto molto, sembra fatto per finire piu in fretta il film , magari mi sbaglio

geižt  @  04/06/2007 01:18:49
   5 / 10
suspense e colpi di scena inutili per una storia nella quale il mistero è ben chiaro sin dall'inizio.
ricorda moltissimo il romanzo di king pet sematary, da cui è stato tratto il successivo e a tratti identico film pet sematary.
il film si lascia guardare, alcune scene fanno effetto, però in sostanza manca lo sviluppo dle mistero.
poco coinvolgente, noiosetto.
i protagonisti sembrano dei maniaci sessuali per di più pedofili

Capitano.83  @  08/05/2007 07:37:36
   7 / 10
Non concordo con molti commenti negativi assegnati a questo film. Personalmente a me è piaciuto. E' un film ke cmq ti prende, ti tiene attaccato al televisore per tutta la durata ed è sempre ricco di colpi di scena, non v'è mai un momento di svago, salvo qualke attimo quando i due ragazzi sono a Rimini. Lavia è stato molto bravo, con i suoi sguardi riesce a comunicare allo spettatore un senso di angoscia ke viene alimentato dalla sua voglia di indagare ke lo porta ad avere a ke ci fare con persone ke poi alla fine si riveleranno essere tutte coinvolte nella storia dei "terreni k".

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  04/04/2007 10:56:36
   7½ / 10
Meno riuscito de “La casa dalle finestre che ridono”,primo excursus di Pupi Avati nel campo del soprannaturale,”Zeder” rimane comunque una pellicola di buon livello che dimostra ancora una volta il notevole eclettismo da parte del regista bolognese.
Questo film è quello che si potrebbe definire un horror d’atmosfera,sono praticamente inesistenti infatti scene sanguinolente o particolarmente efferate.
Avati inserisce la sua macabra storia in un contesto che piu’ solare non si puo’,quello della riviera romagnola,la sceneggiatura seppur non priva di qualche forzatura è avvincente e procede per episodi ed avvenimenti atti a svelare l’incredibile mistero.
Il cast si muove bene ,anche se Lavia risulta essere un po’ troppo monoespressivo,le musiche di Riz Ortolani sono inquietanti al punto giusto ed anche gli effetti sonori sono decisamente riusciti,Avati crea una buona tensione che riesce a tenere sino al finale,impreziosito da un colpo di scena ben piazzato.Davvero sinistra la location della colonia estiva abbandonata.
“Zeder” non puo’ non ricordare in alcuni punti il noto romanzo di Stephen King “Cimitero vivente” e l’omonimo film tratto appunto dal libro,pare che pero’ sia stato il Re del brivido ad ispirarsi al nostro regista.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  20/02/2007 23:42:18
   7½ / 10
Altro horror di Avati.
Le campagne emiliane diventano lugubri e spettrali, facendo da sfondo ad una storia 'de paura' niente male.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  06/11/2006 23:22:26
   7½ / 10
Strane congiunzioni parallele tra l'emiliano Avati e altre forme estinte di paura ... occulta.
Avete presente la copertina del primo album dei Black Sabbath? E le parole della poesia macabra scritte sulla croce all'interno del disco? Dunque, provata a immaginare la campagna emiliana come quella della casa della donna nel disco di iommi e Osbourne (una strega? una vedova? una pazza?) e poi guardate questo film.
Un gioiellino gotico che suscita brividi veri di paura, anche senza il ricorso a effetti truculenti (ce ne sono, comunque) e dove si respira quell'aria malsana da provincia solitaria e spettrale, che Avati costruisce e descrive con rara maestria... And the rain falls...

Mpo1  @  14/10/2006 23:56:02
   7½ / 10
Avati dà il meglio di sé nei suoi film di genere thriller-horror (sul resto dei suoi film caliamo un velo pietoso). “Zeder” è un riuscito horror di derivazione argentiana (protagonista è Gabriele Lavia, che aveva già lavorato in “Profondo rosso” e “Inferno” di Argento). Nella consueta ambientazione “padana”, Avati mette in scena un inquietante mistero, riuscendo a creare un’ottima suspense, condita da alcune scene veramente paurose. Attenzione a ciò che sta sotto il pavimento! …
Resta solo un mistero: la trama del film (sceneggiato, tra gli altri, anche da Maurizio Costanzo) è molto simile a quella del romanzo di Stephen King “Pet Sematary”, uscito lo stesso anno. Non so se sia stato scritto prima il libro o la sceneggiatura del film… chi ha copiato chi?

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  23/08/2006 13:30:00
   2 / 10
Pupi Avati x piacere… sa ela sta roba chi… Innanzitutto, durante la visione, mi stava venendo un enorme nervosismo xkè non stavo x capirci un bel niente. Effettivamente continuavo a distrarmi. Vabbè, tralasciamo il fatto ke di top scene ke fanno veramente saltare dalla poltrona non ci sono, ma caspita, io non vedevo il sugo del discorso! La trama non veniva x niente elaborata, gli attori manco uno mi stimolava e poi la colonna di Riz Ortolani… sì, vabbè, era carina, però nel film risulta proprio ridicola! X non parlare del finale…alquanto scemo. E x fortuna ke ci ero arrivato alla fine, mi stava venendo una crisi!! Ero tentato a tirare avanti la pellicola. Pensate un po’ se l’avrei visto sulla rai alle 2 di notte…dopo due minuti sognavo già nel bel divano morbido…Cmq, dopo non avevo capito una mazza? Incavolato nero mi è venuto un attacco di matto, o crisi epilettica che sia, ho riavvolto il nastro e l’ho riguardato, sebbene me la stavo prendendo con me stesso. Ok, l’ho capito meglio ma il voto non cambia! Cmq perdono il regista, xkè La Casa Dalle Finestre Che Ridono è no un capolavoro, ma oltre, dopo questo sugo marcito… :-S

4 risposte al commento
Ultima risposta 26/02/2010 17.46.11
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BobRobertson  @  15/08/2006 16:09:21
   5 / 10
pekkato... credevo fosse un gran film... invece l'ho trovato banalotto.
non ha saputo konvincermi.
l'idea iniziale della makkina da scrivere era davvero bella, ma è il resto ke non mi ha affascinato.
gli do 5 xkè si tratta pur sempre di avati... altrimenti avrei dato un 4.

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Ultima risposta 18/09/2006 13.23.34
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Invia una mail all'autore del commento NNIICCKK  @  14/07/2006 11:12:30
   6½ / 10
Avete mai visto cimitero vivente??Questo film ne è quasi la copia in versione italiana.
Io penso che Avati avrebbe dovuto usare altri scenari ,più adattit al contesto.Perchè se c'è una pecca in questo film è la totale assenza di tensione .
Nel complesso non è male ,ci sono dei bravi attori la regia è competente ....il cinema italiano horror all'epoca prometteva bene e poi si è perso.Peccato.

3 risposte al commento
Ultima risposta 18/09/2006 13.21.35
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sweetyy  @  21/06/2006 12:19:52
   5½ / 10
Questo film lascia molti dubbi,mi sembra incompleto,comunque sia è abbastanza inquietante e il finale mi ha ricordato molto il film ''cimitero vivente''

FedericoBlasco  @  23/12/2005 11:42:19
   2 / 10
Non mi è piaciuto..ti dà solo un pò di angoscia visto che tratta il tema della morte..ma mi ha fatto schifo

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  23/12/2005 09:39:28
   7½ / 10
Dopo la casa dalle finestre che ridono, P.Avati ci regala un altro gran bell'horror... anche se non al livello del predecessore... Peccato che dopo questo film abbia abbandonato il genere.

1 risposta al commento
Ultima risposta 23/12/2005 12.20.29
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Feedback  @  22/12/2005 21:15:02
   7½ / 10
Davvero bello, di egual valore a "La casa dalle finestre che ridono".

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  22/12/2005 21:07:03
   9 / 10
Insieme a "La casa dalle finestre che ridono" è uno degli horror nostrani più belli. Testimonia gli anni in cui il cinema italiano non era solo commediacce e film d'impegno (provinciale) come adesso. Esistono anche film buoni e ottimi, ma nessuno fa altri "Zeder". Peccato! Lode ad Avati, che ancora oggi è simbolo di buon cinema.

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