welcome regia di Philippe Lioret Francia 2009
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welcome (2009)

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locandina del film WELCOME

Titolo Originale: WELCOME

RegiaPhilippe Lioret

InterpretiVincent Lindon, Philippe Lioret, Emmanuel Courcol, Olivier Adam

Durata: h 1.55
NazionalitàFrancia 2009
Generedrammatico
Al cinema nel Dicembre 2009

•  Altri film di Philippe Lioret

Trama del film Welcome

Il film ha per protagonista il giovane iracheno Bilal (Firat Ayverdi), che ha attraversato l'Europa da clandestino nella speranza di raggiungere la sua ragazza, da poco emigrata in Gran Bretagna. Arrivato nel nord della Francia, diventa amico di Simon (Vincent Lindon), un istruttore di nuoto con cui inizia ad allenarsi per un obiettivo apparentemente irrealizzabile: attraversare la Manica a nuoto e ritrovare il proprio amore.

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Voto Visitatori:   7,55 / 10 (40 voti)7,55Grafico
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Voti e commenti su Welcome, 40 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

willard  @  29/07/2010 13.50.05
   8 / 10
Film di denuncia che mostra le brutture e le conseguenze che la guerra provoca anche al di fuori dei suoi confini.
Nella fattispecie profughi clandestini curdi in Francia che tentano di raggiungere il Regno Unito con i mezzi più disparati.
Resoconto secco e diretto di come le istituzioni e autorità francesi mettono in atto una repressione ai limiti del totalitarismo; sullo sfondo una bella storia di umanità e amicizia tra un istruttore di nuoto francese, interpretato da un ottimo Vincent Lindon, e un ragazzino che curdo determinatissimo a raggiungere la fidanzata che si trova a Londra.
Veramente un bel film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  15/07/2010 11.18.42
   7 / 10
Malinconico e drammatico, Welcome e` un interessante affresco sociale condito da storie d`amore interrotte, altre finite male ed amicizie. Forse cerca troppo la lacrima nel finale, rimane comunque un ottimo film dell`avara scorsa stagione cinematografica.

Dodo  @  10/07/2010 1.03.09
   7 / 10
Un film sull'amicizia, sull'amore, sull'odio e sulla paura del diverso.
Merita di essere visto.

Voto 7!

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kaiser souse  @  24/04/2010 13.57.13
   5½ / 10
nulla di speciale, film che tratta temi importanti ma rimane superficiale nello sviluppo.
inverosimle in alcune scene.
Banalotto

Gruppo REDAZIONE maremare  @  20/04/2010 0.57.16
   7½ / 10
Film splendido per buona parte della sua durata, scivola in eccesso di sentimentalismo nell'ultima mezzora.
Nonostante ciò se ne consiglia caldamente la visione per la perfetta analisi sociale di un fenomeno che tocca tutti da vicino.

Prof  @  11/04/2010 14.52.59
   8 / 10
Intenso, profondo e toccante, nella sua drammatica attualità. Tocca corde riposte con un idealismo pregevolmente realistico.

davmus  @  22/03/2010 10.03.16
   7 / 10
Nononostante non riescano ad affascinare i film "francesi", con fotografia e musica stile transalpino, la storia di questo film è comunque importante, e merita di esser visto.

sweetyy  @  17/03/2010 16.38.15
   8 / 10
Gran bel film, che tratta dei temi interessanti e delicati.
Peccato per il finale un tantino forzato.

Clint Eastwood  @  16/03/2010 20.49.53
   7 / 10
Io lo dico da un pò, i francesi ci sanno fare. Welcome di Loiret è un film sull'amicizia, sulla situazione del clandestino che percorre migliaia di chilometri per realizzare il proprio sogno, in questo caso abbiamo Bilal un ragazzo diciassettenne kurdo che vuole raggiungere l'Inghilterra e incontrare la sua ragazza, e infine sull'amore. Tutto si svolge a Calais, una città di confine con i britannici. Il sogno sembra irrealizzabile, ma in aiuto lo sopraggiunge un vecchio istruttore di nuoto da poco divorziato.
Ben realizzato e tecnicamente valido, però in quanto la storia sembra troppo comoda e "costruita". Rimane comunque un buon film da vedere.

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Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  16/03/2010 10.05.44
   7 / 10
Al porto di Calais,in Francia,si ammassa ogni giorno un numero imprecisato di poveri disgraziati provenienti dai più disparati paesi del mondo.La loro terra promessa è l'Inghilterra,lontana pochi chilometri ma divisa da un tratto di mare attraversabile solo mediante un cospicuo pagamento e un angosciante viaggio in camion al limite della sopportazione umana.
Bilal,giovanissimo kurdo in fuga dagli orrori della guerra,vuole raggiungere Londra per riabbracciare l'amata Mina, ormai trasferitasi da tempo nella capitale inglese.
Impossibilitato nell' attraversare troverà la soluzione in Simon,insegnante di nuoto burbero e addolorato dalla recente separazione con la moglie.Tra i due nascerà un rapporto intenso,inizialmente dettato da una situazione reciproca di comodo,poi sublimato da una conoscenza che abbatterà ogni barriera e pregiudizio.
Simon inizialmente vede nel ragazzo un potenziale strumento per tentare un riavvicinamento all'ex consorte,donna impegnata nel volontariato e sensibile al problema dell'immigrazione.Con l'andare del tempo comprende invece il reale dramma del ragazzo,finendo con il prendersene cura e decidendo di aiutarlo rischiando in prima persona, considerate le severe leggi francesi applicate nei confronti di chi osa aiutare un clandestino.
Lioret propone un film che parla di immigrazione con maturità e senso della misura,indubbiamente crea alcune scappatoie compassionevoli per rendere più coinvolgente la storia,mostrando solo il lato più conveniente e semplicistico del fenomeno,riuscendo comunque a trasformare un rapporto improbabile in un profondo connubio di stampo quasi famigliare,come fosse una naturale interazione tra padre e figlio.
Soprattutto condanna senza mezzi termini l'operato del governo francese,mirato ad accentuare la paura del "diverso" e a scoraggiare ogni atteggiamento solidale, cercando di far comprendere quanto questi timori siano spesso infondati e frutto di un disegno politico che trae forza dal luogo comune.


kierkegaard1000  @  13/03/2010 21.08.55
   8 / 10
A mio parere un fantastico film. Impegnato. Semplice e realistico. Un cast all'altezza e musiche appropriate. la trama è molto semplice, solo sul finire diventa un pò prevedibile, ma ciò non ha importanza. Arriva alla fine che nemmeno te ne accorgi. Io lo consiglio vivamente insomma...

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rob.k  @  07/03/2010 21.42.39
   6 / 10
Tema interessante, ma il fim è un po' spento, poco vitale. Il finale troppo frettoloso.

Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  04/03/2010 23.27.57
   7½ / 10
Un uomo e un ragazzo rispettivamente con una donna da riconquistare per uno e raggiungere l'altra in Inghilterra per l'altro. E' questo l'elemento che accomuna due persone differenti per nazione, età ed estrazione sociale. Elemento che a poco a poco fa svanire la diffidenza e indifferenza verso il ragazzo nello sfondo del problema dell'immigrazione, nella rigidità delle legge verso i clandestini e coloro che li aiutano tanto da far risultare tragicamente comici i "Welcome" degli zerbini fuori dalle case. Una storia toccante con un bravissimo Vincent Lindon ben supportato dal giovane Firat Ayverdi che viene probabilmente macchiato da uno sciagurato doppiaggio italiano.

Jumpy  @  17/02/2010 23.50.21
   7½ / 10
Un film che si propone senza pretese e senza fronzoli, molto diretto, a tratti crudo, tra amore, mare e integrazione razziale, da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  16/02/2010 20.30.38
   7 / 10
Intendiamoci: è un buon film che usa discrezione e la giusta sensiblità, non eccede nei sentimenti e si mantiene equilibrato.
Ma cosa racconta in realtà? Non tanto dell'odissea del ragazzo curdo che ostinatamente vuole raggiungere la sua ragazza a Londra, nè troppo di ciò che deve affrontare da immigrato clandestino; direi che invece racconta della straordinaria opportunità che inconsapevolmente regala all'uomo che si prende cura di lui e del gesto solidale che esce dalla "normale" fatalistica indifferenza.
In fondo è un film molto "occidentale" perchè comunque rivolto al nostro modo di essere, passiva impotenza di fronte a eventi che o ci spaventano o ci impietosiscono.
Non so quanto basti, la realtà è molto peggiore .
Resta una grande tenerezza per un ragazzo e la sua caparbia traversata in quell'immenso mare e forse anche una briciola di rispetto riesce ad insinuarsi nelle pieghe delle nostre insicure sicurezze.

axel90  @  14/02/2010 15.25.45
   7½ / 10
Fuori dal contesto e dalla pomposità con cui siamo soliti vedere film (specialmente americani) questo "Welcome" è un film secco, asciutto, costruito su una regia semplice ma allo stesso tempo efficace, che trova nei due protagonisti la forza di una pellicola che cerca di scuotere sul tema della immigrazione clandestina, della fiducia e della forza volontà.
Una pellicola che non eccede mai in falsi moralismi, ipocrisie o banalità del genere, costruita su una trama sicuramente non innovativa, ma sempre accattivante. Il film commuove e fa riflettere. Non si tratta di un capolavoro, ma è un film che nel suo intimo sorprende.

rasta  @  10/02/2010 10.42.19
   7 / 10
film di totale attualità, racconta in maniera nitida il disagio di ki è clandestino in europa. evidenzia soprattutto la difficoltà di interagire da parte dei volontari o dei cittadini che, tentando di poter essere di supporto ai giovani extracomunitari disperati, vengono perseguitati dalla polizia x favoreggiamento.

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StranzCronenber  @  08/02/2010 13.30.24
   8 / 10
Unwelcome...
Molto bello questo film indipendente, di nome e di fatto, aggiungerei.
Mentre in Italia continuano a sfornare baggianate sulla Seconda Guerra Mondiale, sul Fascismo, sul '68, sulle Foibe, in altri Paesi l'attenzione è viva nei confronti dei problemi attuali, in primis quello dell'integrazione.
Siamo abituati a vedere gli stranieri come gente maleducata, che sporca le strade, che non capisce la nostra lingua, che ruba e violenta le "nostre" donne... dimenticando che si tratta di esseri umani, perfettamente uguali a noi, con le stesse pulsioni, gli stessi desideri, ma differenti per un semplice motivo: non possiedono nulla, tranne la caparbia volontà di vivere.
E' emblematico il fatto che il protagonista sia pronto ad affrontare qualsiasi cosa per raggiungere il suo obiettivo, mentre chi ha, o meglio avrebbe, tutti gli strumenti per lottare, si era arreso.

A parte l'ideologia su cui poggia ed il chiaro intento di denuncia dello scandaloso livello di barbarie a cui siamo giunti, Welcome è un film stupendo anche in quanto opera cinematografica.
I due principali protagonisti sono straordinari nell'esprimere ingenuità, dolcezza, determinazione, coraggio, senso di solitudine e disperazione, accentuati dall'indifferenza del mondo intero per ciò che gli sta accadendo.
La presa di coscienza da parte dell'ospite francese di ciò che la sua comunità sta facendo agli immigrati clandestini, matura di pari passo con la voglia di ricominciare a lottare per riconquistare quello che più ama al mondo.
Ecco il messaggio più interessante del film, a mio parere: la solidarietà non è propria dei santi; la solidarietà serve anche a se stessi per rinvigorire il proprio animo.

Bellissimo. Da imporre a tutti coloro che credono che l'integrazione sia sinonimo di imbastardimento.




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valis  @  05/02/2010 17.53.06
   10 / 10
film bellissimo, in cui si mostra la crudeltà dell'occidente che ha dimenticato cosa sia la compassione. alcuni temi sono solo sfiorati dal regista, come la violenza della polizia, l'assurdità delle leggi sull'immigrazione, resta la storia individuale di un ragazzo che affronta un viaggio impervio per tutta l'Asia e l'Europa, sopportanto torture e umiliazioni di ogni tipo pur di raggiungere la propria ragazza.
E, sempre per amore, tenta un'impresa l'apparenza folle spinto dal suo coraggio e dalla sua determinazione. Vincent Lindon, attore che è oramai una sicurezza, dice all'ex moglie "Questo ragazzo ha percorso 4000 km a piedi per raggiungere la sua ragazza mentre io non sono stato capace di attrversare la strada per fermarti".
Questa frase secondo descrive la nostra società, ferma e invigliacchita, rinchiusa nel suo egoismo e nella sua solitudine.

pinnazza  @  01/02/2010 23.23.31
   6½ / 10
Difficile adoperarsi nel cercare difetti quando l'argomento è così drammaticamente reale.
L'atmosfera di piombo non va tuttavia di pari passo con il pathos che latita per gran parte della pellicola.
Più che sifficiente, forse qualcosa in più, ma non di certo un capolavoro

LoSpaccone  @  01/02/2010 15.51.34
   7 / 10
Semplice, genuino, malinconico ma mai eccessivamente melodrammatico, con qualche ingenuità o concessione di troppo agli stereotipi qua e là, in parte però compensate dalla capacità di Lioret di schivare l’incombente retorica del perbenismo o del moralismo facile. Anzi, una vicenda di immigrazione come tante (ma non per questo comune) diventa pretesto per una leggera digressione nella vita di un uomo solo. Un modo intelligente e non urlato per incrociare “sociale” e “personale”, rinnovando così la lettura di un tema di cui, a volte, si fa volontariamente abuso per assuefare la gente alla sopraffazione e alla disperazione.

shez  @  31/01/2010 18.48.22
   8½ / 10
Bello e tremendo. Tremendo e, purtroppo, reale. Ben vengano film come questi che raccontano senza sconti la deriva pericolosamente xenofoba che stanno prendendo le nostre società occidentali, non tutte, molte. Intorpidimento delle coscienze, ipnosi mediatica da ipercontrollo e manipolazione dell'informazione (questa non è evidente nel film, ma nella nostra società lo è, eccome), le cause sono molteplici e gli effetti sono questi.
L'unico aspetto su cui avrei da ridire è l'interpretazione. La recitazione non mi ha fatto impazzire. Ma non importa, la storia era già abbastanza potente di per sé.

Rand  @  29/01/2010 11.26.22
   9 / 10
Questo film è bellissimo e terribile, perchè parla di quello che sta succedendo anche in Italia, ma non solo, in tutto il mondo.
Clandestini che muoiono come cani, soffocati, annegati, schiacciati, picchiati.
La nostra CIVILE SOCIETA spende carrettate di euri per l'esercito, una buona parte di quei soldi li spendono anche per finanziare i CIP, gli agenti di custodia, i mezzi navali...
Perchè non spenderli invece per l'accogienza di questa povera gente.
Simon incarna il francese medio, ma che dopo aver fatto finta di niente reagisce con la solidarietà.
Come dice la moglie, se si inizia a non far entrare la gente nei negozi, si ricomincia la storia...
zingari, ebrei, omosessuali, immigrati, la storia è sempre quella, la disumanità dei controllori, contro i clandestini...
Questa sarebbe la SOCIETA un bell'affare.
Molto toccante la musica, bravissimi gli interpreti, alienati nella loro vita

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Non mi stupisco che queste cose succedano veramente, basta vedere da noi la Lega....
Finale durissimo ma REALE, nessuna concessione.
Benvenuti nella UMANA SOCIETA CIVILE EUROPEA...

8 risposte al commento
Ultima risposta 14/02/2010 14.42.38
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suzuki71  @  21/01/2010 10.43.16
   7½ / 10
Questo film ha raccolto diversi premi delle giurie popolari ai festival dove ha partecipato, ed ecco spiegato il suo maggior pregio e difetto: forzare sulla universalità un tema scomodissimo e disumanissimo che ci sta al fianco e che spesso ignoriamo. Ci riesce molto bene, ma con qualche piccola sbavatura di ruffiana sceneggiatura che, ad esempio, i Dardenne non consentirebebro mai...


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Nel complesso però il film è bello, smuove più che commuovere, con un bravo e convincente Vincent Lindon nel vero ruolo di protagonista, un uomo sano e solo che nel mezzo del cammino deve rimodellare tutti i suoi punti di riferimento e scopre inaspettate sacche di umanità: il suo è un gran bel personaggio. Molto appropriate le musiche e regia senza infamia nè lode, classico esempio in cui le idee e il messaggio del film contano un po' di più dell'opera complessiva.

invernomuto  @  17/01/2010 15.54.12
   7½ / 10
Alla fin fine, ripensandoci, la trama piuttosto banale avrebbe dovuto portare ad un risultato mediocre. Invece è il classico esempio di film che, all'uscita dalla sala, ti accorgi di aver apprezzato più delle attese. Una regia non troppo veloce ma neppure noiosa e degli attori molto "umani" rendono la pellicola una piacevole sorpresa. Vale la pena.

gualchiere  @  15/01/2010 20.04.14
   7½ / 10
Ottimo film raccomandato a tutti.
Gli attori sono molto bravi .
La storia ben costruita e rappresentata .

atramblog  @  13/01/2010 9.14.39
   7 / 10
In un'epoca di comunicazione globale e circolazione mondiale di merci, il "primo mondo" si asserraglia in un estremo tentativo di difesa dei propri privilegi.
Ma gli assedianti hanno una forza in più.

Da vedere.

Leonhearth87  @  12/01/2010 23.21.26
   6 / 10
Niente di eccezionale. Film sulla immigrazione clandestina, carino ma nulla più. Mi aspettavo un finale migliore.

Burdie  @  12/01/2010 19.33.21
   7½ / 10
...azz!

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/01/2010 09.34.12
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TheLegend  @  09/01/2010 20.53.49
   6½ / 10
Discreto film sul tema dell'immigrazione clandestina.
Storia ben strutturata ma il finale non mi ha convinto.

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  08/01/2010 12.00.09
   7½ / 10
Una trama solida e scritta in maniera quasi perfetta per un film che affronta tematiche difficili in maniera delicata e intelligente. La prima parte del film è davvero eccezzionale e nel personaggio di Vincent Lindon molti si potrebbero e si dovrebbero rispecchiare. Ad un certo punto però la sua coscienza subisce un moto che quella comune ai più non percepisce mai nella vita e qui il film diventa leggermente meno bello e più sentimentale.
Gli attori offrono prove decisamente valide, l'ambientazione fredda e grigia rende benissimo l'atmosfera che tutto il film vuole dare.
Sicuramente un film da vedere.

polbot  @  05/01/2010 17.35.30
   8 / 10
Differenti "lontananze" affettive.. Al di là di qualche dubbio sul comportamento dell'istruttore.. Bel film, asciutto e commovente

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Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  03/01/2010 23.51.21
   7 / 10
C'è qualcosa di questo film (i primi 40 minuti) che arriva a smuovere le nostre coscienze e a far emergere i (necessari) rimorsi collettivi, e questo è davvero importante.
Molto più importante, oserei dire, del buon samaritano affetto da un'improvvisa crisi di identità, un tardivo affetto paterno, che arriva a regalare un costoso anello del suo matrimonio naufragato a uno sconosciuto.
E' inutile menarla tanto, la realtà non è (più) così. Se il regista avesse voluto osare - come nella prima parte del film - non avrebbe ammiccato più di tanto a toccare le corde emotive (non implosive) dello spettatore.
La sceneggiatura è perfetta per un film capace di dosare il giusto impatto sociale con una storia delicata e commovente, ma io preferisco vergognarmi di me stesso per le fughe dei profughi coperti di sacchetti di plastica piuttosto che intenerirmi per l'ospitalità conviviale data a un ragazzo curdo.
Non voglio essere più pessimista del solìto, però l'esistenza di un personaggio come quello di Lindon sembra un bel ritratto del buon senso che abbiamo perso per strada.
E allora, questo rassicurante titolo, "Welcome" (alias benvenuti) diventa un furbo escamotage del regista per dirci che no, non siamo tutti uguali e neanche gli immigrati lo sono (può essere credibile un 17enne che cerca Lamerica in Inghilterra ma solo per ritrovare la sua amata?).
Un film impeccabile, amaro, persino molto bello a tratti, che sembra consumare la sua amarezza (o cattiveria) in un bonario gioco di illusioni dove l'affetto e l'altruismo (condivisibilissimi) sembrano prevalere su tutto.
E accidenti la piega iniziale era quella giusta: ma non come i Dardenne, il miglior Loach persino l'ultimo Costa Gavras hanno cercato di fare: una ferita sempre aperta, la poesia di un fallimento che non ha neanche l'alibi affettivo come risorsa e speranza.
Altrimenti si rischia di sentirsi perduti, un pò confusi, davanti a questa gradevole misuratezza che ci fa dimenticare tutto, anche i sacchetti di plastica.
Resta soltanto/soprattutto il grande mare della Manica a dominare la speranza di un primatista/campione precario

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Ultima risposta 03/01/2010 23.58.31
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forzalube  @  02/01/2010 3.03.32
   6½ / 10
Non è male, ma è un po' troppo strappalacrime per i miei gusti tanto da finire per risultare un po' artificioso nonostante uno stile all'apparenza molto realistico.
Non so se sia un problema dell'originale o del doppiaggio, ma il sonoro è veramente pessimo con i rumori ambientali che spesso coprono i dialoghi rendendo alcune battute incomprensibili.

Xavier666  @  28/12/2009 1.25.23
   9 / 10
L'anno si chiude in grande per me, grazie a questo film, una storia che racchiude nella sua semplicità la tragedia degli immigrati dei clandestini; guardandolo e riguardandolo mi chiedo, ma com'è possibile che animali come Fabrizio Corona (per esempio, per dire) vanno su e giù per la Svizzera, Londra, Parigi, ecc mentre "semplici" per non dire invisibili cittadini dalle storie immense come quella raccontata in questo film subiscono quotidianamente l'incubo di vedersi negare un'esigenza così elementare come quella di sopravvivere, andare in un paese e prendere uno stipendio misero solo per dare da mangiare ai cari nel paese lontano? Sono davvero più importanti le storie dei tanti animali che invadono la televisione generalista a buona domenica? (sempre un programma a casa, per dire)
Dopo questa considerazione forse retorica ma sincera, veniamo al film:
Un giovincello irakeno scappa dal suo paese in guerra per andare dalla donna amata a Londra e per fare ciò ne deve passare di tutti i colori in quel di Calais (fotografia bellissima) una sorta di purgatorio per chi dalla Francia vuole passare dall'altra parte.
Certe scene mi hanno tolto il fiato per la crudezza

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certe scene invece le ho trovate significative del messaggio (uno dei tanti)
che l'autore ha voluto trasmetterci

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In fin dei conti un film da vedere e rivedere chissà magari da far vedere in giro per ricordare alle "persone" che da anni si stanno preoccupando in modo sistematico grazie anche ai mass media di togliere l'umanità a NOI immigrati che abbiamo storie dietro le spalle. Bellissime storie. Come questa qui.

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/01/2010 09.18.36
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nextam  @  27/12/2009 12.59.16
   9 / 10
mi riallaccio al commento che mi ha preceduto perche' sono d'accordissimo, anzi, rincaro la dose: e' un film che non puo' passare inosservato !!!
tema originalissimo e storia avvincente nonostante (ma per ovvi motivi) i ritmi non elevatissimi. ottima interpretazione degli attori che ci hanno messo l'anima per raccontare cosa puo' la forza dell'amore.


morgana2009  @  20/12/2009 14.17.01
   9 / 10
Difficile fare un film sulla condizione degli immigrati clandestini, senza cadere nel facile buonisimo e nei luoghi comuni: Philippe Lioret riesce a raccontare una storia di emarginazione e solidarietà con straordinaria efficacia, senza ricatti emotivi. Un bel film che rischia di passare inosservato, lo consiglio a tutti.

ughetto  @  15/12/2009 12.32.48
   7½ / 10
Opera caratterizzata da una dialettica serrata fra interni vuoti, (la piscina e la casa dell'istruttore, l'abitacolo della macchina), ed esterni pieni, (la spiaggia, la mensa all'aperto, il porto). Gli interni stanno sullo sfondo per lasciare spazio all'incontro - scontro di due personaggi ben scritti ed eccezionalmente interpretati. Negli esterni i personaggi invece che in contrappunto vanno in linea, contrapponendosi insieme al Mondo. Un mondo imponderabile, duro, dai colori freddi e dalle luci sfuggenti, sempre ben fotografato e ripreso con occhio acuto.
E solo l'amore può trasformare il mare, luogo del male nella profondità delle nostre radici, in speranza.
Certamente de vedere.

1 risposta al commento
Ultima risposta 15/12/2009 12.48.11
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LEMING  @  14/12/2009 8.08.25
   7½ / 10
Il film non ha niente di particolare, gli interpreti sono su un buon standard, ma niente di che, la storia e, a parte certe particolarità, abbastanza normale, il ritmo non è ne lento ne velocissimo,......quindi dovrebbe essere un film mediocre, invece c'è un'alchimia in questa pellicola, che ti amalia un pò alla volta fino a portarti a seguirla con crescente interesse. Poi il finale mi è piaciuto molto, pensavo, durante il film, che finisse diversamente, in questo caso gli avrei dato due voti in meno, invece ottimo, quindi consigliato!

jiko  @  13/12/2009 13.20.07
   10 / 10
Film intenso e sorprendente, una storia sull'immigrazione clandestina raccontata attraverso una emozionante storia d'amore e d'amicizia che scuote gli animi e fa riflettere. Philipe Lioret è uno dei migliori registi francesi, è abilissimo ad affrontare un tema di scottante attualità senza finto buonismo e falsa ipocrisia, la sua scrittura è perfetta e riesce a creare personaggi di intenso spessore. Giustamente premiato al Festival di Berlino, un film che merita di essere visto.

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