va' e vedi regia di Elem Klimov URSS 1985
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va' e vedi (1985)

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locandina del film VA' E VEDI

Titolo Originale: IDI I SMOTRI

RegiaElem Klimov

InterpretiAleksej Kravchenko, Olga Mironova, Liubomiras Lauciavicius

Durata: h 2.03
NazionalitàURSS 1985
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1985

•  Altri film di Elem Klimov

Trama del film Va' e vedi

Fra gli sperduti villaggi della Bielorussia ferocemente occupata dai nazisti, il giovane Florya si unisce casualmente ai ranghi partigiani. Davanti ai suoi occhi scorrono atrocità inimmaginabili, che ne segneranno per sempre la percezione…

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Voto Visitatori:   8,38 / 10 (8 voti)8,38Grafico
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Voti e commenti su Va' e vedi, 8 opinioni inserite

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WongKarWai  @  01/10/2011 15:04:26
   9 / 10
Una sola parola per descivere il contenuto del film: l'orrore. Klimov ci racconta le brutalità della guerra attraverso gli occhi di un giovane ragazzo bielorusso. Non mi sembra di esagerare nel definire questo film un capolavoro. La regia è eccelsa. Il dolore viene espresso non solo tramite le crudissime scene delle razzie tedesche, ma soprattutto attraverso i volti. La paura, il dolore, la mancanza di speranze sono scolpiti nei visi che si stagliano rispetto allo sfondo, inquadrati spesso frontalmente con obiettivo grandangolare. Come a dire che la guerra annienta l'essere umano, incide la sua esistenza e non lo abbandona più e il viso, l'espressione ne è la più diretta testimonianza. La regia si compone di numerosi piano sequenza, di una camera molto mobile, di colori freddi e spenti. Da notare la presenza del fango in molte scene, chiaro simbolo della sporcizia della guerra che imbratta l'animo umano, trasformandolo in una belva. Devo ammettere che, nonostante la triste assuefazione alla violenza che anni di tv e cinema violento hanno portato in ognuno di noi, le scene di questo film mi hanno profondamente scosso per la loro durezza. Un film che ha tutto e che vale la pena riscoprire.

uito  @  01/10/2011 07:23:56
   9 / 10
GLI ORRORI DEL NAZISMO ATTRAVERSO GLI OCCHI SENZA SPERANZA DI UN GIOVANE PARTIGIANO.
UN FILM DOVE LE IMMAGINI PARLANO DA SOLE...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  23/09/2011 13:07:17
   7½ / 10
Se "fango è il mondo", più fango è in guerra. Se può, com'è, essere lecito chiedersi: perché? nel mezzo della propria esistenza, nel mezzo di un massacro lo è di più.
Klimov se lo chiede, sino a gridare: basta; attraverso il volto di un ragazzo in una terra dove "anche la mèrda scarseggia".
Forse tradisce l'autore il troppo trasporto emotivo, e forse l'alone visionario che accompagna l'iperrealismo delle immagini dissipa, invece che acuire, il senso d'angoscia; ma il film ha sequenze che non si dimenticano e un rewind finale in cui, puntando contro l'immagine di Hitler in una pozzanghera (Hitler che qualche scena prima era un fantoccio sul quale si sputava), l'angoscia si fa storica, cosmica in quella esitazione davanti al fuhrer prima adolescente e poi bambino; ed anche la musica passa dalla Cavalcata al Requiem.

bucho  @  29/08/2011 01:16:15
   2 / 10
quando la critica acclama significa che il film è una ****** pazzesca!

e infatti ci troviamo di fronte a una ****** pazzesca, la critica ha l'abitudine di acclamare film quando:
- sono visionari e onirici
- hanno dialoghi e scene senza senso
- contengono scene mute incredibilmente lunghe
- gli attori non sanno stare di fronte a una cinepresa
- la sceneggiatura è inconcludente
- si vuol fare denuncia ma non intrattenimento

questo specie di film rispeccha i requisiti, poi è straniero, quindi la critca lo reputa un capolavoro come stalker ecc
ma viva plattoon, full metal jacket, salvate il soldato ryan, band of brothers, il pianista, vittime di guerra, la caduta, nato il 4 luglio, il nemico alle porte e tutte le americanate possibili! almeno mi fanno emozionare!

Julien  @  17/08/2011 21:50:37
   10 / 10
Potente e dolente. Un film che traumatizza, senza mostrare violenza fine a se stessa. La regia di Klimov espressionista, ricca di eccessi, mantiene un equilibrio formale rarissimo, riuscendo a non distaccarsi dal realismo e dal messaggio che vuole comunicare. Finale immenso. Un capolavoro assoluto.

Clint Eastwood  @  24/11/2010 13:00:11
   9½ / 10
Il cinema sovietico contro ogni logica, un cinema da (ri)scoprire che se non ha prodotto tanto quanto Hollywood riserva perle inedite di rara bellezza in ogni genere. Durante tutta la sua esistenza non ha mai risparmiato denaro per idee meritevoli, vale anche per i cartoni animati (Soyuzmultfilm, il Disney "rosso"). E' il caso forse di nominare il film più costoso della storia, guardacaso comunista, la trasposizione del romanzo di Tolstoj "Guerra e Pace" alla regia di Bondarchuk (il Wyler sovietico solitamente incentrato sulle grandi produzioni), un budget che oggi si aggira intorno ai 500-700 milioni, segno che erano parecchio folli ma tutto in nome del buon cinema d'autore, chiaramente a scapito di quella poca libertà controllata dalle alte sfere dello stato.
Il film di Klimov nonché suo ultimo lavoro rappresenta un perfetto manifesto della guerra, le tragedie/l'orrore e le sue conseguenze, l'inevitabile violenza e vendetta che nasce in un'esplosione a catena, tutto davanti agli occhi di un adolescente che non ha ancora percepito il mondo, di come funziona, la trasformazione che subirà. Si sente un tocco tarkovksijano nella prima parte del film che in fondo non è altro che una caratteristica tipica del cinema slavo e non è stato certamente lui a esserne il padre (il suo merito è altro, quello di filosofeggiare troppo), fatta di lunghi piani sequenza e assoluta dedizione ai paesaggi (fotografia), ancora la natura onnipresente a contatto con l'uomo. Nella seconda parte è tutto un susseguirsi di immagini che parlano più di ogni altra parola o dialogo in una totale assenza di colonna sonora. Il finale semplice ma estremamente significativo chiude il cerchio riassumendo le atrocità e il male che a portato Hitler.

Il ricordo del film come un trauma, incancellabile. Una discesa negli inferi diretta con grande maestria. 9/10

Doinel  @  22/07/2010 05:08:52
   10 / 10
Il film sulla guerra che meglio ha saputo rappresentarne l'orrore in tutta la storia del cinema. Un capolavoro di sofferenza e umanità, merita assolutamente di essere tra i dieci film più importanti del patrimonio cinematografico.

DarkRareMirko  @  05/12/2009 00:01:05
   10 / 10
Il miglior film di guerra di tutti i tempi, anche meglio di ciò che han fatto Scorsese, Coppola, Malick, ecc.?

Eccolo qui.

Innanzitutto, oltre le eccezionali qualità di regia (con primi piani che trasmettono l'impressione che i personaggi stiano quasi guardando dritto in camera, ma non è così) e montaggio, và assolutamente lodata anche la strepitosa e perfetta fotografia, mai visto nulla di simile, praticamente il film col bosco più realistico e meglio messo in mostra che abbia mai visto.

Incredibile anche la metamorfosi che compie il ragazzo protagonista nel corso del film, passando da aitante giovincello a maschera di sofferenza e disperazione, quasi invecchiata, che tenta a più non posso di distruggere simbolicamente Hitler tentando di cancellare a ritroso tutto il male che egli ha generato (il film poi inizialmente avrebbe puro dovuto chiamarsi Kill Hitler).

Quindi il top cinematografico in quanto ad efficacia e profondità riguardo ad un ritratto compiuto sugli orrori nazisti (qui trattati in aprticolare riguardo all'occupazione di villaggi e conseguente deportazione di innocenti), vissuto principalmente da un giovane.

Il regista Klimov non a caso, dopo tutti i grandi sforzi produttivi e mentali compiuti per questo capolavoro (citato almeno visivamente da un recente lungometraggio con Daniel Craig), raggiunto un grande obiettivo, non farà più film.

Impareggiabile.

2 risposte al commento
Ultima risposta 22/07/2010 05.10.30
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