steve jobs regia di Danny Boyle USA 2015
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steve jobs (2015)

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locandina del film STEVE JOBS

Titolo Originale: STEVE JOBS

RegiaDanny Boyle

InterpretiMichael Fassbender, Kate Winslet, Sarah Snook, Seth Rogen, Jeff Daniels, Michael Stuhlbarg, Perla Haney-Jardine, Katherine Waterston, Adam Shapiro

Durata: h 2.02
NazionalitàUSA 2015
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 2016

•  Altri film di Danny Boyle

Trama del film Steve jobs

Steve Job si svolge nei backstage pochi minuti prima dei lanci dei tre prodotti più rappresentativi nell'arco della carriera di Jobs, partendo con il Macintosh nel 1984 e finendo con la presentazione dell'iMac nel 1998, portandoci, appunto, dietro le quinte della rivoluzione digitale, per tratteggiare un ritratto intimo dell'uomo geniale che è stato il suo epicentro.

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Voto Visitatori:   6,66 / 10 (47 voti)6,66Grafico
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Voti e commenti su Steve jobs, 47 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

ZanoDenis  @  12/02/2017 17:25:29
   6½ / 10
Devo confessare che ero partito con aspettative bassissime, non sono un fan della apple, anzi tutt'altro, non sono un grandissimo estimatore di Boyle, anzi lo ritengo in calo da un bel pò, però questo film è riuscito a stupirmi.
Ritmo indiavolato, fatto tutto di dialoghi e due interpreti che, beh, si presentano da soli. La caratterizzazione dei personaggi è efficace, specie Fassbender che qui è il vero mattatore riesce a disegnare un Jobs con tutti i pregi e difetti dell'uomo determinato. Messa in scena quasi teatrale, non troppe location, dialoghi esasperati e pieni di humor e battute intelligenti, rendono il film parecchio gradevole, sebbene non lasci del tutto il segno.

Filman  @  04/01/2017 21:49:27
   8½ / 10
La lettura registica da parte di Daniel "Danny" Boyle di un film concettualmente più teatrale che cinematografico come STEVE JOBS, che preme sulla tripartizione della sceneggiatura, individuando quasi unicamente tre ambienti simili, e che funziona per mezzo di pochi personaggi e molti dialoghi, accondiscende a questa natura filmica preferendo apparire narrativamente asettico e quadrato nelle soggettive piuttosto che essenziale ma auspicabilmente impressionistico, e la scelta funziona in quanto sono le recitazioni, accompagnate da un ottimo comparto fotografico e sonoro, a sviluppare la pellicola stessa, la quale preferisce tale essenzialità ad uno stile estroso che non poteva riempire alla precisione una scena già colma di parole. Perfetto nella sua semplicità, questo lavoro biografico funziona non solo per una sceneggiatura teoricamente interessante e nel complesso assolutamente ferrea, ma anche per una raffigurazione lontana dall'agiografia e vicina ad un ritratto a più dimensioni, che, oltre ad esprimere anche la società circostante, sviscera l'imperfezione dell'essere umano: nello specifico l'imperfezione interconnessa alle creazioni di un essere statico e chiuso nella propria singolarità.

floyd80  @  22/12/2016 15:54:39
   6 / 10
Qual'è il peggior difetto di questo film?
Certo se inizio un commento così vuol dire che la pellicola in questione non mi ha entusiasmato ed infatti è così. Anzi in alcuni casi mi ha proprio annoiato.
Peccato perché gli attori ci sono (la Winslet su tutti), il regista è un grande regista (Danny Trainspotting Boyle), per non parlare dello sceneggiatore (il migliore in circolazione).
Allora la domanda che torna è di nuovo quella. Cos'è successo?
Steve Jobs lascia più spazio alla sceneggiatura che alla regia e ne risente tutto il ritmo del film, semplice è questo l'enorme difetto del film. Si è voluto a tutti i costi copiare l'impostazione alla "Social Network" di Fincher che tanto aveva fatto bene e che aveva lanciato proprio lo sceneggiatore (scusate non ricordo il nome), ma quella stessa impostazione mal si adattava a questo tipo di film, che vuole essere molto più intimista e riflessivo.
Insomma un film senza un'anima, un personaggio principale che non viene mai approfondito, una storia che ricalca quello che già sappiamo.

the saint  @  03/11/2016 10:08:57
   4½ / 10
bah... non fosse per la prova di Fassebender sarebbe anche più basso il mio voto!!

avrebbero dovuto fare più sul genere ''the social network'' ma si vede che la regia non è all'altezza!

un mezzo punto in più per il finale!

Estonia  @  04/10/2016 13:27:58
   8 / 10
Ritmo assai dinamico e dialoghi serrati. Struttura teatrale focalizzata su tre momenti della vita di Jobs. Sceneggiatura 'minimalista' ma perfettamente congegnata. Tutto ruota attorno a un Fassbender assai efficace nel rendere la personalità tirannica e anaffettiva del protagonista, 'genio del marketing' istrionico e spietato.

Giovans91  @  25/07/2016 18:13:07
   7½ / 10
Lo Steve Jobs di Danny Boyle è l'esempio di un "cinema di parola" servito da attori eccellenti (Michael Fassbender e Kate Winslet), che riesce ad usare il linguaggio cinematografico in maniera sbalorditiva, ricavando il massimo potenziale dalla superba sceneggiatura di Aaron Sorkin per dar vita a un'opera in grado di raccontarci al tempo stesso la parabola di un singolo individuo e il ritratto di un mondo in continua evoluzione. Consigliato!

Alex22g  @  02/06/2016 18:04:06
   10 / 10
Ma che film ragazzi. Avevo sentito della sceneggiatura superba e della prova di Fassbender ma davvero non mi aspettavo un lavorone simile. Boyle in regia è strepitoso e valorizza a dovere ogni secondo del film. Di certo non è un film adatto a tutti, in quanto risulta un po ostico da seguire se non si hanno un minimo di conoscenze tecniche e sul personaggio. Rimane il fatto che non ho mai visto un film che dovrebbe essere"biografico"girato con tanta originalità e con una sceneggiatura di tale spessore. Sono andati ben oltre la narrazione convenzionale richiesta da un film del genere, e hanno creato un ibrido tra "Birdman" e un biopic di spessore prendendo il meglio da entrambe le tipologie. Mi sono piaciuti molto anche Seth Rogen ,Jeff Daniels e la Winslet . Sono presenti molti dialoghi geniali e serrati siete avvisati.

davmus  @  23/05/2016 08:56:10
   6 / 10
Temevo peggio come ambientazione, ma chiacchiere e chiacchiere....un pò troppe per tenere viva l'attenzione

SWEET VIRGINIA  @  09/05/2016 14:54:38
   2 / 10
Ma che è stà m...a!!!!!!!!!!!
ma roba da matti! ......lasciamo perdere, cosa avranno a che fare con il cinema ste c.....e è oggettivamente incapibile.

JOKER1926  @  14/04/2016 16:33:54
   7½ / 10
Danny Boyle non è una firma banale, ha partorito diversi film dall'intento variegato, spaziando fra più generi, insomma quella di Boyle è una regia che sa il fatto suo.
"Steve Jobs", prodotto del 2015, va a riconfermare il tutto; si tratta di un film che riprende la vita di un uomo potente e geniale (a suo modo).

Le paure iniziali, da parte del critico, ossia quelle di assistere ad una lineare e metodica biografia, verranno smentite in un tempo breve.

"Steve Jobs", in effetti, non segue analiticamente la storia e i successi del personaggio ma esalta, anche smodatamente, gli episodi più importanti della carriera di Jobs; prende dunque forma una produzione sorprendente che gioca e si compiace con un gioco particolare, tutto dietro le quinte.
E' qui che si consuma la grandezza e la finezza, ma anche la spettacolarità, di questo film.
Le manovre vincenti, oltre all'ottimo e vincente lavoro tecnico, vivono in una sceneggiatura avvincente ove, attraverso i dialoghi (taglienti e spietati) , i personaggi e il ritmo la pellicola diventa mero interesse per il suo pubblico.
"Steve Jobs" prende un po' tutti: da chi ama il mondo della tecnologia a chi è semplicemente un profano.
Le uniche note stonate, forse, riguardano il ductus che si prefigge la stessa sceneggiatura, ossia la scelta registica di voler (per forza) enfatizzare quei benedetti/maledetti minuti che precedono l'inaugurazione del prodotto in sala. Ma il Cinema vive e poggia soavemente sulla finzione, o perlomeno, sul processo enfatico. Quindi queste potenziali forzature sono, sostanzialmente, solo soggettive, dipende dalla filosofia cinematografica che lo spettatore vuol porsi.

"Steve Jobs", a nostro giudizio, merita per via di tutto queste buonissime cose appena esplicitate, gli attori e il contesto spettacoloso rappresentano un ulteriore lasciapassare.

LucaT  @  14/03/2016 01:42:20
   1½ / 10
E' uno scherzo vero? Cosè questa cag*ata!
Ok dramma famigliare ecc un po ci sta, ma cosi proprio fa crollare tutto.

I pirati della silicon valley, rimane l'unico vero film-memorial. E' si.

3 risposte al commento
Ultima risposta 15/03/2016 23.25.26
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barone_rosso  @  29/02/2016 09:35:43
   5 / 10
Sono riusciti a fare peggio di quello con Ashton Kutcher, che è detto tutto. Praticamente il film è costituito al 100% da litigi fra Jobs e l'ex moglie, figlia, ex capi ed ex colleghi. Traspare poco o nulla di Jobs stesso, ad esclusione delle solite frasi famose già sentite un milione di volte.

TheLegend  @  18/02/2016 23:23:37
   4 / 10
Noioso e inutile.
Non capisco proprio perchè si esalti così tanto questo individuo.

Red Apple  @  12/02/2016 13:51:11
   6½ / 10
Sono un grande fan di Jobs, ed ho letto parecchie biografie su di lui.
Parto dal presupposto che il precedente film (Jobs) non mi ha fatto impazzire, nonostante la somiglianza impressionante tra Kutcher ed il Jobs giovane.
Fassbrender è invece superbo ed esprime perfettamente quella, apparentemente, fredda logica che rendeva Steve un personaggio complicato a livello di relazioni sociali ed intime.
Ho apprezzato tantissimo Kate Winslet nel suo personaggio creato appositamente per far vedere tramite i suoi occhi il modo d'essere di Steve, con tutte le sue contraddizioni.
Lento a tratti, con parti che riportano alto il ritmo del film, conferendo epicità alla perseveranza di Jobs.
Ma...
Per chi non è fan di Jobs, o quantomeno un appassionato di storia del Personal Computer, dubito seriamente si possa trovare stimolo in una sceneggiatura così strutturata, e questo è peggiorato dalla scelta di Boyle di far andare a parare il tutto verso il rapporto con la figlia (eccessivamente emotivo e romanzato), proprio quando si entra nel vivo della vita di Jobs, ovvero; presentazione iPod, iPhone ... Poteva evitare di tirarla per le lunghe in molti punti del film, e portare il finale verso il picco della carriera di Jobs, magari sfruttando il fattore "carica emotiva" facendo vedere i suoi ultimi mesi di vita, invece di soffermarsi sul rapporto con la figlia. Un vero peccato.
In sintesi: se siete fan del personaggio Jobs e/o appassionati di storia del PC, andateci consapevoli dell'approccio documentaristico e biografico del film, che ripeto è qualitativamente (recitazione e regia) superbo

Invia una mail all'autore del commento pikke71  @  12/02/2016 01:44:46
   8 / 10
Trovo l'idea della sceneggiatura bellissima. Incentrare tutto nel backstage delle sue presentazioni, da vero uomo di marketing quale era, ma anche facendo cozzare la sua genialità di sognatore con le sue piccolezze da uomo. Bellissimo, e bellissimi i dialoghi con la Winslet

stiffa  @  10/02/2016 08:36:29
   4 / 10
Abbastanza noioso e incentrato su un solo 3 episodi della vita di Steve.
Ben recitato ...ma non basta
Sinceramente ho preferito il film Jobs con Ashton Kutcher.

Light-Alex  @  07/02/2016 21:55:45
   5 / 10
In occasione delle grandi presentazioni dei suoi prodotti Steve Jobs si ritrova davanti anche a momenti cruciali della sua vita, lavorativa e personale.
Con questo taglio particolare si articola "Steve Jobs" una biografia che non parte dalle origini dell'informatico americano bensì circa da metà strada e da quel momento rimbalza sulle principali introduzioni dei prodotto Apple per fare un resoconto volta per volta degli sviluppi della vita di Jobs.
Una nota positiva per l'originalità della struttura biografica.

Molto preciso e confezionato decisamente bene. Momenti di grande teatralità a tener banco. Ottima prova di Fassbender che riesce a rendere particolarmente odioso questo Jobs.
Ma dialoghi a volte troppo macchinosi da seguire e sinceramente anche con poco appeal. Si da troppo peso a questioni tecniche, di business e di politica interna dell'azienda per i gusti dello spettatore medio; queste prendono il sopravvento rispetto al lato della creatività e della libertà che credo ci si aspettasse maggiormente da questo film.
Hanno dato una chiave di lettura della vita di Jobs troppo algida per poter essere amata in un film.

StefanoG  @  05/02/2016 22:59:15
   3 / 10
Sono un grandissimo estimatore di Steve. Ma qua ne raccontano la storia nei backstage del lancio dei prodotti. Raccontano la storia di Steve nei backstage dei lanci dei prodotti. Lento, noioso, inutile...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Enzo001  @  05/02/2016 19:51:24
   6 / 10
Il film è gradevole, per carità, ma non capisco la scelta d'incentrare la storia sul rapporto di Jobs con la figlia, mettendo in secondo piano la parte realmente interessante (perché, ricordiamolo, Steve Jobs era anzitutto un grandissimo marketer), se non nell'ottica di accontentare un pubblico il più ampio possibile. Ah, ma è Danny Boyle, càzzo.
Va bene tutto, ma un film su un marketer che non parla di marketing è come battere in circonvallazione dando il cu.lo gratis. Non accettabile.

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Ultima risposta 21/02/2016 23.54.40
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david briar  @  02/02/2016 14:56:45
   7 / 10
Se c'è uno sceneggiatore degli ultimi anni per cui si può parlare di autore a tutto tondo,questo è Aaron Sorkin. E' uno dei pochi casi in cui registi importanti considerabili autori, come Boyle e Fincher, mettono al servizio il proprio stile alla scrittura, lasciando che sia la politica d'autore di chi scrive a prendere il sopravvento.
Il film è un gioiello, recitazione ad alti livelli(l'Oscar quest'anno se lo meriterebbe Fassbender), grande ritorno della Winslet, ottimi Seth Rogen e Jeff Daniels; dialoghi tesi e tirati al punto giusto, ben amalgamati dal montaggio e dalla regia di Boyle, forse meno personale del solito ma comunque di classe(notare il cambiamento di pellicola fra una parte l'altra);musiche discrete, con una traccia particolarmente belle.
Insomma, un film che per quasi tutta la durata coinvolge quasi quanto lo faceva "The social network",ma è un dispiacere vedere come l'ultima parte di Steve Jobs, e soprattutto il finale, sia decisamente incoerente con quanto visto prima, troppo buona, ci voleva un po' di cattiveria in più. Anche se rimane uno dei film scritti meglio dell'anno, Sorkin stavolta non riesce a fare il film definitivo su questo antieroe contemporaneo, com'era invece "The social network". Bello, ma in parte un'occasione sprecata..

Rollo Tommasi  @  02/02/2016 12:34:09
   8½ / 10
Grida vendetta l'assenza di questo film almeno tra le pellicole a contendersi l'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale (Aaron Sorkin). La Giuria dell'Academy ha preso un clamoroso abbaglio ad ignorare la punta di penna tagliente e precisa di Sorkin, preferendo la banalità corale di The Martian...complessivamente molto sopravvalutato.
Fassbender illumina di immenso, con la sua performance statuaria e magnetica, un film atipico, una bellissima "anomalia" di sistema, il "glitch teatrale" allestito da Danny Boyle, che si è concentrato su un soggetto facile (il genio, il duce) ma dentro un copione difficile (la faticosa ascesa al successo del duce vista dalla prospettiva dei "soldati").
Boyle racconta un Jobs intossicato dalla brama di arrivare ad affermare il proprio Io; che aspira ad inventare un computer a misura d'uomo attraverso un percorso di de-umanizzazione di se stesso per raggiungere la perfezione robotica di una macchina! Mentre intorno a lui si consumano e dissolvono le vite dei comprimari, inevitabilmente schiacciati dalla tracotanza incontenibile del leader.
Impressionante la prova attorale di Fassbender, ma anche Kate Winslet si conferma attrice di calibro mondiale. Meritatissime le loro candidature.
E qui apro una parentesi doverosa per polemizzare con i criteri dell'Academy: la Winslet si contenderà la statuetta di migliore attrice non protagonista con Alicia Vikander (The Danish Girl) e con Rooney Mara (Carol), le quali, però, avrebbero dovuto essere assegnate alla categoria di protagoniste; in questo modo, si falsano completamente i giochi. Rooney Mara era addirittura la voce narrante e la prospettiva mobile della storia di Carol!
Tornando al commento di "Steve Jobs", trovo che 8 e mezzo sia il voto più giusto, il felice compromesso tra una sceneggiatura roboante, spesso difficile e volutamente criptica per i non addetti, la grandissima prova del cast, ed un finale (SPOILER).
Piece teatrale che quasi ricalca Birdman. Da vedere.

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Invia una mail all'autore del commento NotoriousNiki  @  01/02/2016 18:37:28
   7½ / 10
Non è la classica biografia, ancor meno agiografia, che in questi anni ha accompagnato la celebrazione di Jobs in celluloide, il risultato è un biopic apocrifo disconosciuto dalla famiglia e dalla Apple, partorito da un Sorkin che va a tastare di persona con le persone direttamente coinvolte negli affari di Jobs con l'intento di approfondire il Jobs umano, un manifesto freddo e lucido su un uomo dall'ego strabordante, idealista, ambizioso, trascurante la figlia, la prima che riconobbe soltanto 8 anni dalla nascita, e a cui solo nel finale nel momento di lanciare il Macintosh Apple, riconosce le proprie mancanze (qui anche Sorkin si fa buono).
Tripartito in 3 momenti chiave, il dietro le quinte di 3 lanci sul mercato: Macintosh 128K, il cubo della il cubo NeXT Computer e appunto il Macintosh targato Apple, a Sorkin infatti non interessa celebrare il genio della mente di Jobs ma i confronti con Steve Wozniak (un ottimo Seth Rogen che sulla falsariga di Jonah Hill si ricicla in ruoli decisamente più impegnati), con John Sculley l'uomo che lo cacciò, il montaggio qui regala la vetta dell'opera, il simultaneo confronto nel momento in cui venne deposto e rimesso sul trono, riabilitando in parte la figura di Sculley, il programmatore Andy Hertzfeld (notevole anche Michael Stuhlbarg), la prima famiglia, un parassita per un Jobs che si sentiva come Giulio Cesare in cui tutti cospiravano dietro, conseguenza che portò la fuga di cervelli per un Jobs incapace di riconoscere il lavoro della Apple 2.
Parte in media res, i primi 20-25 minuti hanno un ritmo e un coinvolgimento magnetico, dopodiché Sorkin dà per scontate alcune conoscenze su Jobs, pertanto procede retto nelle sue ellissi, l'ingiusto flop al botteghino è da ricercarsi anche su un prodotto che poco tenta di farsi empatico, lo stesso protagonista fa di tutto per non esserlo, Fassbender che tra l'altro ha una consistenza come attore che mi rammenta molto D. D. Lewis, uno che se un domani dovesse ricoprire il ruolo da eterno passivo di Robin sovrasterebbe lo stesso Batman. Peccato per il diniego di Fincher, comunque Boyle buon ripiego, si muove su sentieri tracciati da Sorkin, misurato evita inquadrature classiche regge anche sul piano della dinamicità rispetto ad uno script fondamentalmente lento ed immobile.

sixx79  @  30/01/2016 11:36:40
   6½ / 10
Ma quanto è bello fassbender?!?!

Ok, il film è un biopic vero e proprio, tutto ruota intorno a Jobs, ma non solo i computer ;-)
Dialoghi ficcanti, e una regia dinamica, per un film statico sono le cose che risaltano di più. Da non esperta di tecnica di regia, a me sembra che la camera si muovi parecchio.

Non è un film che entra subito, per capire più cose possibili, una seconda visione secondo me, aiuta.

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Ultima risposta 12/02/2016 01.46.42
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  29/01/2016 23:20:21
   7½ / 10
Un fiume di parole, come del resto tutto il cinema di Boyle, a raccontare o illustrare un personaggio come Steve Jobs, un po'yuppie terreno hippie informatico cinico calcolatore moderno o uomo che ama crogiolarsi, un po' narcisisticamente, nella sua Arte. Non sappiamo quanto del Vero Jobs prevalga nel film, ma per un film per addetti ai lavori il Palcoscenico, come una commedia nella vita alla Neil Simon, e' un'idea straordinaria. Molti hanno trovato l'ottima prova di Fassbender agiografica, ma credo invece sia una delle sue interpretazioni migliori. Jobs come i Beatles, il Lennon della situazione circondato da tanti "sudditi" fedeli e non ai suoi principi. Un uomo perfettamente integrato alla sua contemporaneita' al punto di ravvisare il Punto di non ritorno. Ascea che protegge e rifiuta la propria identita' paterna, che difende i suoi amici/nemici - il redivivo Jeff Daniels - che ascolta o rispetta le opinioni di tutti (la fedele Kate Winslet) ma ascolta contro il parere di molti solo se stesso. Montaggio straordinario per un film che congela la sua apparente freddezza con un mgma filosofico molto "avanti". Non e' solo questione di Calcolo

fadez  @  29/01/2016 15:24:48
   3½ / 10
Ce ne siamo andati da vincitori dalla sala, infatti molti sbadigliavano, ma solo io ho dovuto letteralmente svegliare la persona accanto a me al termine del film, maledetta la volta che per scegliere che film andare a vedere sono venuto qui a vedere le varie medie voto dei film nelle sale, un film totalmente privo di avvenimenti, fatto solo di dialoghi, dialoghi che possono coinvolgere solo i più assidui sostenitori del mitico Steve Jobs, se si raccontava la storia di qualcuno di meno noto in questa maniera, la media voto del film scenderebbe tra il 3 ed il 4, non vedevo l'ora finisse e nemmeno mi fregava più di come sarebbe finito…..volete conoscere la storia della vita del mitico Steve Jobs? Andate su Wikipedia!!

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Ultima risposta 15/03/2016 23.27.04
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djciko  @  28/01/2016 23:19:10
   5 / 10
Ne parlano bene, ma c'e' una cosa che mi ha dato fastidio: il linguaggio e l'atteggiamento da Dio sceso in terra e da rampante yankee sicuro di se', che non lo smonti manco con la spranga. Non so se Steve Jobs fosse cosi' *******, approfondirò. Ma se si, credo in modo diverso.

Ad ogni modo i dialoghi seppur ben strutturati e recitati hanno un regolare appuntamento con un paragone con un personaggio del mondo della musica, dello sport, della scienza. Uno che ha fatto grandi cose. Irritante. Inoltre, non c'entrera' una fava, ma in alcuni punti mi sembrava di vedere il regista/creatore del Truman Show, quando è assorto nei suoi pensieri.

Non mi è piaciuto per niente, nonostante ne riconosca l'ottima recitazione ed il montaggio al di sopra della media. E' noioso, anche se è chiaro che l'obbiettivo è diverso dall'essere un film in stile "The social network" o l'altro su Steve Jobs, e si prefigge di focalizzare il lato personale. Ma a chi importa ?

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Ultima risposta 04/02/2016 12.00.43
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Manticora  @  28/01/2016 21:06:26
   8 / 10
Ancora una volta Danny Boyle centra una storia su di un personaggio,come in 127 ore,riuscendo a dare concretezza e verità ad una figura controversa,come quella di Steve Jobs.Certo si avvale di uno degli attori più bravi del momento,quel Michael Fassbender che ormai si è imposto come icona,dando SEMPRE spessore e complessità a qualunque personaggio,mutante,sessuomane,detenuto. Certo la sua interazione con Kate Winslet è straordinaria.I dialoghi sono perfettamente incastrati,funzionali,cosa non facile in un film parlato come questo.Ennesimo merito alla sceneggiatura di Alan Sorkin,già sceneggiatore di The Social Network,che attraverso tre fasi temporali,ovvero altrettante presentazioni di prodotti ricostruisce in sintesi la parabola di quel discreto piazzista di computer che era Steve Jobs. Dal 1984 si passa al 1988 e infine al 1998, Makintosh,Next e infine iMac.Intriga la narrazione di Boyle,che circonda i due-tre personaggi principali con comprimari di livello,Steve Wozniak,interpretato perfettamente da un improbabile Seth Rogen,Jeff Daniels è l'amministratore delegato. e Sarah Snook già vista in predestinetion.Attraverso la narrazione atemporale,con brevi flashback assistiamo alla parabola di Jobs,arrogante,maniaco,sociopatico e logorroico,con un narcisismo tale che riesce(quasi)sempre ad imporre la sua visione,anche a scapito del successo,invero furono molti i fallimenti,e solo alla fine azzeccò la strategia industriale che ancora oggi sorregge la Apple.Ottimo montaggio e musiche,probabilmente agli oscar dovrà accontentarsi di una statuetta alla scneneggiatura non originale,forse Fassbender a qualche chance come attore protagonista,ma c'è Di Caprio,situazione diversa invece per quanto riguarda Kate Winslet che potrebbe,FORSE soprendere,ma dovrà vedersela con Kate Blanchett,staremo a vedere.

Wilding  @  28/01/2016 20:50:17
   7½ / 10
I dialoghi (ossia il 75% dei film) è incomprensibile ai più... ma la vita di un genio del nostro tempo, del suo lato privato, è affascinante, come la magistrale interpretazione di Fassbender nel ruolo di Steve Jobs.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  28/01/2016 15:28:01
   8 / 10
Bello. Un film ben scritto, ben montato ed egregiamente interpretato. Magari il ritmo non é sostenuto, comunque la visione non annoia.

Jumpy  @  28/01/2016 13:27:26
   7 / 10
Interessante l'idea di mostrare il lato più umano e personale di Steve Jobs ed alcuni episodi che non sapevo, come la faccenda dell'Apple II (sinceramente tirata troppo per le lunghe).
All'inizio affascina e attrae, anche per la bravura di Fassbender, poi però a me è sembrato girare in tondo sempre sule stesse cose... ho trovato la seconda parte un po' noiosa.

A parte che, si, il "sistema chiuso" e l'affidabilità han permesso ad Apple di fare vagonate di $oldi in tempi relativamente brevi, il problema è che chi fa uso intensivo del computer ha bisogno di programmi specifici ed un sistema flessibile.. cioè tutto l'opposto della filosofia di Jobs :P

Justify27  @  28/01/2016 12:47:57
   7½ / 10
Premetto che io non sapevo praticamente nulla di Steve Jobs, mia mancanza però speravo che vedendo questo film avrei conosciuto la sua vita. Invece no, il film è diviso in tre parti (ognuna costituita da un unico piano sequenza) che spiegano le 3 presentazioni più importanti dei prodotti di Jobs (1984, 1987 e 1998).
Il film è scritto bene, ottima sceneggiatura, giusto qualche forzatura ma ci stanno bene. Fassbender è davvero bravo e la Winslet pure. Unica pecca è che per chi come me non conosce bene la sua storia lascia un sacco di lacune che ho dovuto poi colmare cercando la sua biografia.

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Ultima risposta 02/02/2016 13.26.31
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Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  28/01/2016 01:57:21
   9 / 10
Aaron Sorkin è il migliore sceneggiatore del nostro tempo. A lui solo va ascritto il merito di aver costruito un film straordinario, che valorizza un attore eccezionale come Fassbender, e che restituisce una figura talmente oggetto di demagogia da parte dei media da aver perso per strada gli elementi di interesse che poteva offrire. Per dirla in altri termini, Sorkin ci regala una splendida figura della letteratura contemporanea, un eroe maculato e vibrante, dotato di un'energia interiore talmente forte da spazzare via ogni considerazione di ordine intellettuale e morale. Per quello c'è la storia, ma la letteratura, grazie ad Aaron Sorkin, non ha mai respirato così bene.

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Ultima risposta 05/02/2016 12.17.36
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Invia una mail all'autore del commento luca986  @  27/01/2016 00:31:38
   6½ / 10
Da elogiare perchè non ha proposto il periodo della malattia. Però il film non è da considerarsi riuscito: la storia non è spiegata bene, mancano molte informazioni.

endriuu  @  26/01/2016 23:05:02
   7 / 10
Mi aspettavo una cosa sullo stile di "social network", che infatti considero di gran lunga più avvincente e meglio riuscito. Nonostante questo il film non è male: ottimo cast, e una sceneggiatura con dialoghi ben riusciti.

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antoeboli  @  26/01/2016 20:07:53
   9 / 10
Dovete vederlo ! Film capolavoro , con un Fassbender che punta fortissimo all'oscar , e se l academy come al solito non si smentisce fregando Leo di Caprio , potrebbec toccare proprio al personaggio di Steve Jobs questo riconoscimento .
La stessa cosa Kate Winslet quasi irriconoscibile nelle prime fasi , con questo trucco in generale fantastico che fa capire come il tempo voli via .
Lo stesso tempo che sembra volare quando si guarda questa pellicola , visto che le due ore passano davanti come nulla .
Tecnicamente D.Boyle gira in modo chiaro , semplice e pulito , uno dei migliori film biografici che ho visto negli ultimi anni .

Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  26/01/2016 18:42:33
   7½ / 10
Bel film, bella regia, begli interpreti. Sinceramente in questa pellicola non accade nulla; è tutto improntato sui dialoghi. Eppure non annoia e tutto funziona. Merito di Fassbender, ancora una volta una star da Oscar (povero Di Caprio) e della regia di quel piccolo mago che è Boyle, diventato ormai uno dei più bravi.
Guardatelo solo se vi interessa conoscere una persona controversa come Steve Jobs, ma se siete in vena di azione lasciate perdere!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  25/01/2016 21:31:24
   9 / 10
Torna a ondate neuronali. Jobs. Una stanza vuota, una platea vuota. L'ossessione martellante per ciò che deve ancora avvenire [non a caso un biopic costruito sull'attesa]. Il montaggio di Danny Boyle andrebbe insegnato nelle scuole, come una resa dei conti.

Federico  @  25/01/2016 15:37:47
   8 / 10
Sono uno di quelli che alla fine degli anni '80 studiava programmazione su software di Bill Gates (sistema operativo ms-dos, dove "ms" sta appunto per Microsoft), e le macchine erano IBM o IBM compatibili (nel mio caso, Olivetti). Di apple avevo solo sentito parlare ed è con mio stupore che ho saputo da questo film che nel 1984 Steve Jobs usava già il mouse.. era avanti, parecchio avanti.
Forse sono di parte nel valutare questo film ma a me è piaciuto parecchio perché racconta una storia interessante e lo fa benissimo.
Steve Jobs è stato un grandissimo innovatore, capace di guardare avanti come pochi. Molti inventano cose senza sapere a cosa servono, lui vedeva le cose fatte da altri e ne vedeva le potenzialità, prima degli altri.

I commenti di chi mi ha preceduto già spiegano come si sviluppa il film per cui ho poco da aggiungere se non che i due protagonisti sono bravissimi e di grandissimo livello è anche la regia di Boyle.

Steve Jobs rappresenta una figura certamente controversa ("i tuoi prodotti sono meglio di te, Steve") tanto capace di guardare avanti nella tecnologia quanto incapace di vedere quello che ha sotto il naso (cosa è raffigurato nella copertina del Time che riporta l'"uomo" dell'anno 1982?) e incapace di manifestare i propri sentimenti. Jobs poteva essere per i suoi collaboratori il classico str.onzo, il classico figlio di.. ma nonostante tutto questo film sembra dirci che egli manifestava comunque un grande fascino anche nei confronti delle persone che lo detestavano. I dialoghi sono ottimi e alcuni fanno veramente sorridere (a patto di non trovarsi nei panni dell'interlocutore di turno di Jobs, come ad esempio il povero Andy Hertzfeld...

E' un film di una certa importanza perché ci racconta in modo originale alcune tappe fondamentali della vita di una persona che probabilmente ha solo creduto di essere Leonardo da Vinci ma che ha lasciato un segno importante nella vita di tutti noi.

Il finale è anche emozionante.

anima79  @  25/01/2016 05:01:10
   9½ / 10
"Steve è uno *******!"
"I tuoi prodotti sono migliori di te!"
"Si può essere geniali e corretti contemporaneamente!"

Finalmente qualcuno che mostra Steve Jobs per lo ******* che era!

Fiero di essere antiapple da sempre e per sempre!

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Ultima risposta 12/02/2016 01.53.21
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maitton  @  24/01/2016 20:48:07
   7 / 10
biopic atipico che concentra tutta l'attenzione su tre snodi fondamentali della vita/carriera di steve jobs.
personalmente, il film non e' di semplice valutazione: c'e' l'apprezzamento per un lavoro svolto benissimo (boyle, per i miei gusti, non sbaglia un film) ed un'innovazione del genere biografico che risulta valida, coraggiosa e tutto sommato proponibile. di contro, lascia un pizzico di delusione per tutto quello che questo film sarebbe potuto essere e che invece, a conti fatti, semplicemente...non e'.
e'un qualcosa che avevo gia' provato con un altro film ispirato alla vita di jobs (quello con ashton kutcher, qualitativamente nettamente inferiore a questo), e anche in questo caso la sensazione e' che la trasposizione cinematografica di una delle menti piu' geniali dell'ultimo secolo avrebbe meritato maggiore completezza. sicuramente sara' stata una scelta molto ponderata ma...sara' stata la migliore?
fassbender strepitoso (ora capisco le parole che gli ha dedicato la winslet ai golden globe) ma è kate winslet a sfornare l'interpretazione della vita: meravigliosa.

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Ultima risposta 24/01/2016 21.28.11
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Gruppo STAFF, Moderatore Kater  @  24/01/2016 19:31:39
   7½ / 10
Per chi non è passato da uno schermo nero sul quale si digitavano stringhe di testo in verde ad uno che riproduceva una scrivania, delle cartelle e un cestino forse è difficile capire la portata dell'innovazione concepita da jobs: un computer che pensasse come te, che riproducesse il tuo ambiente di lavoro, che ti agevolasse invece di costringerti ad imparare comandi a memoria per funzionare... Hello.
Pensata epocale che ben presto Microsoft ha fatto sua creando Windows, ma questa è un'altra storia, soprattutto legale.
Da macintoshista della prima ora (a casa mia ho, dalla fine degli anni '80 in poi, avuto sempre almeno un mac) sono andata a vedere questo film principalmente per questioni affettive, stando lontano da qualunque anticipazione, e ho scoperto che l'ideatore del computer più friendly del mondo non era affatto friendly.
Diviso in 3 momenti importanti della carriera di Jobs la pellicola si snoda continuamente tra palco e dietro le quinte, sia metaforicamente che narrativamente. Nonostante l'impostazione teatrale Boyle costruisce un film altamente dinamico, pieno di soluzioni visive interessanti, esteticamente molto bello che vola via in un click.
Fassbender strepitoso, nei panni di un personaggio controverso e geniale, amico/nemico di chiunque lo circondi, teso unicamente verso la sua visione, perchè è la sua visione la cosa fondamentale: cambiare radicalmente l'utilizzo del computer rendendolo un simpatico amico... Hello (again)

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  24/01/2016 18:37:50
   7 / 10
Steve Jobs insieme a The Social Network può costituire un ideale dittico che pone al centro in entrambe i casi la figura di uomo e il suo ruolo fondamentale di fronte ad una svolta epocale, i computer alla portata di tutti ed i social network, una delle sue evoluzione successive. In entrambi i film inoltre questi cosidetti innovatori sono messi di fronte alla propria fragilità umana. In Steve Jobs, diviso in tre parti distinte, viene sempre ricreata la medesima situazione: il dietro le quinte prima del lancio di un prodotto. Jobs si confronta e scontra con gli stessi personaggi e questi stessi personaggi ne propongono un personale punto di vista come in Quarto Potere di Welles, dove diversamente da quest'ultimo non esiste il giornalista che si pone come interlocutore, ma con il protagonista stesso. Il compito di Boyle semplicemente è quello di rendere abbastanza dinamico un film dalla forte struttura teatrale rispetto a Social Network ed in maniera analoga al film di Fincher, forse anche di più in questo caso, i cenni biografici sono soltanto in fondo degli orpelli da cui prendersi qualche libertà e rileggerli senza la necessità di essere fedeli alla figura di Jobs stesso.

piripippi  @  24/01/2016 17:31:09
   8 / 10
il film è bellissimo anche perche non racconta la storia di steve jobs dal punto di vista di carriera ma racconta il suo rapporto umano su alcuni momenti importanti della sua vita lasciando la carriera vista in maniera secondaria. fassbender mostruoso e bravissimo e la winslet non da meno . un film bello è imperdibile

freddy71  @  24/01/2016 08:20:56
   7½ / 10
buon film mi è piaciuto...si passano 2 ore senza stancare un minimo di stanchezza...fassbender molto bravo davvero all'altezza.

TheGame  @  23/01/2016 15:59:05
   4 / 10
Carrellata biografica fugace con orologio al polso, evita l'agiografia, ma nulla che una buona lettura, Wikipedia o YouTube non possano spiegare e meglio.

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  23/01/2016 11:20:42
   7½ / 10
Un voto onesto per un film scorrevole,energico ma non eccessivamente caotico,dalla scrittura efficace e interpretazioni molto convincenti.
Fassbender in testa,la Winslet lo segue a ruota,forse regalandoci la performance più sorprendente dai tempi di Revolutionary Road e The Reader.

Boyle non scade in facili e inutili evoluzioni per pompare un film che è già ritmato di suo,grazie alla vibrante intesa fra i protagonisti.
Sorkin alla sceneggiatura non delude neanche stavolta,e mostra un lato più sensibile e umano quando mettono in scena la figlia di Jobs.Di solito i suoi copioni vengono riempiti di concetti e tecnicismi da seguire attentamente senza distogliere lo sguardo dallo schermo.
Qui si raggiunge un gradevolissimo equilibrio fra dinamismo e intimità,anche il geniaccio di Steve possiede un cuore.

Stupisce il quadro visivo sempre differente introdotto nelle diverse presentazioni:
-nell'84(Machintosh) si utilizza il 60mm ,con una grana sporca e graffiante.
-nell'87(il Next,Black Cube) si passa al 35mm,più pulita e raggiante.
-per poi finire nel 98(IMac) con la ripresa a camera digitale,Jobs può finalmente ritenersi soddisfatto della sua creazione,anche la risoluzione delle immagini risplende davanti i nostri occhi.

Una discreta rilettura del genere biopic,però non so se gli concederò una seconda visione.
Agli Oscar,DiCaprio vince su Fassbender.Hugh Glass sconvolge e ti congela sulla poltrona,Jobs ipnotizza e ti trascina con i suoi deliranti ragionamenti.

marcogiannelli  @  22/01/2016 12:08:44
   6 / 10
salvo solo Fassbender
perché io mi aspettavo un filotto alla The Social Network, con nascita dell'idea, a partire dal garage, sviluppo con Wozniak di tutto il percorso fatto dalla Apple con lui, cose successe nella vita privata, rinascita, anteprime famose, insomma, da film biografico
invece no, tutto quello che vediamo è la preparazione a tre anteprime in anni diversi in cui Steve discute con la figlia, con l'amministratore delegato della Apple, l'assistente e Wozniak
hai un ottimo soggetto? questo è il modo per sfruttarlo male

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Ultima risposta 12/02/2016 01.55.26
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