sei gradi di separazione regia di Fred Schepisi USA 1993
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sei gradi di separazione (1993)

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locandina del film SEI GRADI DI SEPARAZIONE

Titolo Originale: SIX DEGREES OF SEPARATION

RegiaFred Schepisi

InterpretiStockard Channing, Will Smith, Donald Sutherland, Ian McKellen, Mary Beth Hurt, Bruce Davison

Durata: h 1.52
NazionalitàUSA 1993
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 1993

•  Altri film di Fred Schepisi

Trama del film Sei gradi di separazione

Un giovane di colore, Paul, ha la capacità di suscitare l'interesse delle persone trattando un qualsiasi argomento. Grazie a questa sua capacità, incanta alcune famiglie benestanti riuscendo così a farsi ospitare nele loro belle case..

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Voto Visitatori:   7,23 / 10 (24 voti)7,23Grafico
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Voti e commenti su Sei gradi di separazione, 24 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  15/09/2011 10.13.39
   7½ / 10
Film interessante che smaschera il perbenismo, l'ottusità, la mediocrità dell'America Wasp.
Fred Schepisi dirige bene un film colto e brillante nei dialoghi con il valore aggiunto di un grande cast.
Convincente e bravo Will Smith.

Schizoid Man  @  04/06/2011 11.33.14
   8 / 10
"Sei gradi di separazione" è un film sorprendente, soprattutto se si considera che lo ha diretto un regista, Fred Schepisi, che certamente non è mai stato un granché. In questo film, però, tutto appare perfetto, o quasi. La storia ha per protagonista un ragazzo di colore, Paul, che una sera di un giorno qualsiasi si presenta di punto in bianco in casa di Flan e Ouisa Kittredge, ricchi mercanti d'arte residenti in un lussuoso appartamento in quel di New York. Paul dice loro di essere stato aggredito da un ladro, il quale, sempre a suo dire, gli ha sferrato una coltellata nel tentativo di derubarlo, proprio davanti alla casa delle persone presso le quali si è appena presentato. I Kittredge, dopo aver superato un attimo di smarrimento, dovuto alla sorpresa di vedersi piombare improvvisamente in casa propria un perfetto sconosciuto, provvedono a curarlo, e mentre fanno ciò, Paul comincia a parlare. E quanto parla il ragazzo: arte, letteratura, cinema; una volta che ha cominciato, Paul non finisce più di chiacchierare. Sembra quasi che sappia tutto di qualsiasi cosa. Inoltre - tra un'irresistibile dimostrazione dell'immoralità del "Giovane Holden" di Salinger e un'illuminante tirata sull'immaginazione e il potere che essa può avere sulla gente, al punto che l'immaginazione dovrebbe, parole sue, "essere il perno della nostra esistenza" - Paul dice anche di essere figlio di Sidney Poitier, e afferma altresì di conoscere molto bene i figli dei Kittredge, dei quali sostiene di essere un grande amico. Dal canto loro, Flan e Ouisa paiono completamente rapiti dalla brillantezza e dalla disinvoltura mostrate dal giovane. Pare un ragazzo modello, Paul: intelligente, serio, spiritoso e amichevole. Insomma, il figlio che tutti i genitori (o quasi) vorrebbero avere. Il mattino successivo a quel fortuito incontro, però, i Kittredge scopriranno a loro spese che spesso l'apparenza inganna.
Nonostante qua e là si noti l'origine teatrale (lo spunto, infatti, è preso da una commedia scritta da John Guane, che ha firmato anche la sceneggiatura del film), "Sei gradi di separazione" scorre via che è un piacere: i dialoghi sono arguti e pungenti, il ritmo spumeggiante, lo humour raffinato e sottile, grazie ad una sceneggiatura pressoché perfetta, che ha inoltre il grande merito di delineare i personaggi e le situazioni in modo impeccabile. Schepisi, sorprendentemente, asseconda il tutto con una regia brillante, destreggiandosi tra flashback e flashforward con una facilità disarmante e un'eleganza quasi impressionante, cosa che gli permette di garantire allo spettatore la possibilità di comprendere, senza troppa fatica, i molteplici sviluppi imprevedibili che la pellicola offre man mano che la storia procede.
Ottimo anche il cast, con Stockard Channing e Donald Sutherland - entrambi magnifici - una spanna sopra a tutti gli altri; ma bisogna ammettere che anche Will Smith - altrove attore solitamente mediocre - se la cava piuttosto egregiamente. L'unico difetto del film, forse, è quello di tirare un po' troppo per le lunghe il finale: ma è un difetto che si perdona volentieri, perché a quel punto il meglio è già stato fatto. Non c'è che dire: "Sei gradi di separazione" è una commedia brillante, ricca di ironia pungente, che mette alla berlina i rapporti tra le persone di classe sociale differente, dimostrandoci che nella vita l'unica cosa che conta veramente è sempre e comunque il denaro, con il quale si può comprare tutto. Tranne la felicità, ovviamente (come ci dimostra il finale nel quale tutti, chi più chi meno, escono sconfitti). Un film divertente, ma dal retrogusto assai amaro.

e 82  @  03/02/2011 17.44.54
   5 / 10
Il mio parere sul film si avvicina molto a quello che ha espresso Alexiel nel suo commento.
Una parodia, basata su stereotipi di inizio anni ‘90 riguardo ai "borghesi".
Le uniche parti che ho trovato interessanti sono le analisi artistico-letterarie: ad esempio la tesi sul romanzo Il giovane Holden.
Per il resto, l'omofobia della coppia borghese, il distacco tra loro e i figli, le insoddisfazioni, la superficialità che riempie le loro vite… le ho trovate davvero stereotipate, quasi come nei film alla Eddie Murphy!

ilcippo  @  20/01/2011 18.38.34
   6 / 10
Film un po' difficile da apprezzare ad una prima visione secondo me, dialoghi un po' troppo pesanti, un film non per tutti..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  11/11/2010 22.30.29
   7½ / 10
Un cast praticamente perfetto riesce a ripagare uno Schepisi in stato di grazia, il film che ci ha consegnato infatti, è molto acuto e si basa su una critica alla famiglia borghese americana ma non solo. "Il fascino discreto della borghesia" diceva un certo Brunel e si vede che Schepisi ha voluto tornare sopra l'argomento marcando il lato più cinico e asettico della classe sociale in questione utilizzando come capro espiatorio un Will smith impegnato in un ruolo insolito ma pungente. Un pò ripetitivo nella sequenza delle scene giusto per imputargli qualcosa. Interessante.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  31/05/2010 16.23.06
   7 / 10
Schepisi decide di effettuare un analisi feroce della borghesia Americana parlando del perbenismo di una comune famiglia adagiata di Manhatthan che si prendera' cura di un ragazzo di colore che nasconde svariati segreti!
Il modo di fare del personaggio di Will Smith è allo stesso tempo amabile e odioso,una sorta di profeta dell'impossibile che vuole mostrare al pubblico il marcio della societa'!
Inutile dire che tutto il cast è perfetto!
Curiosita'...Smith inizialmente parla del romanzo "il signore degli anelli" rivolgendosi a Ian Mckellen futuro Gandalf nella serie di Peter Jackson!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  18/01/2010 18.51.31
   7½ / 10
Dialoghi curatissimi per un film che smaschera l'ipocrisia della classe Wasp americana dove il successo e soprattutto i soldi sono i valori che contano. Molto bravo Will Smith in un film che lo valorizza come attore e lo purifica dalle scorie delle situation comedy televisive di provenienza.

paride_86  @  19/12/2009 18.21.10
   6½ / 10
Paul è un ragazzo che vive d'immaginazione e cerca così di dare un altro senso alla sua vita. Si ritroverà in mezzo all'alta società americana innescando meccanismi imprevisti e irreversibili che ne smaschereranno tutta la superficialità e l'ipocrisia.
Pur con buoni propositi, "Sei gradi di separazione" non centra il bersaglio. La critica sociale è sferzante ma il film si perde in episodi collaterali che poco o nulla hanno a che vedere con il plot principale, contribuendo così ad aumentare la confusione di un impianto narrativo fatto di flashback e scaglie di storia.
Ottima prova degli attori.

Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  28/10/2009 10.03.48
   7½ / 10
Concordo pienamente con il commento di Kowalsky, ottimo e particolarissimo film di critica alla società bene americana, in cui l'apparire è più importante dell'essere.
Bravissimo il giovane Smith, ed in generale tutti gli attori sfoderano una prestazione di livello eccellente.
Poco conosciuto, ma vale assolutamente la pena di vederlo.
Il mio preferito di Schepisi insieme a L'ultimo bicchiere.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  16/10/2009 23.29.47
   8 / 10
Film poco noto e mal pubblicizzato, merita assolutamente di essere ripescato. Script geniale, andamento sinuoso e affascinante e squadra di attori ai massimi livelli, su tutti la grandissima Channing e uno sbalorditivo Smith. Schepisi dirige, forse senza volerlo, un piccolo cult movie!

Alexiel  @  19/03/2009 18.25.44
   1 / 10
Trovo questo film orrido, veramente orrido. Non solo è poco scorrevole, privo di senso come fosse un esercizio cinematografico e totalmente abulico; ma tutta la vicenda si conclude in modo così sciocco e talmente idiota negli episodi e nelle considerazioni dei protagonisti, che finita la visione l'unico desiderio che rimane è quello di affacciarsi alla finestra ed accorgesi che il mondo non somiglia per nulla a quello descritto nel film, che è solo fantascienza sociale.
La banalità e la mediocrità che doveva contraddistinguere i personaggi della pellicola in contrapposizione al protagonista, finisce col soffocare anch'esso in un susseguirsi di siparietti che tendono unicamente a mostrare i vari spunti razzisti, omofobi, superficiali, materialisti dei vari individui presenti nel racconto, in una visione che mette su un piedistallo la "purezza" del folle e sensibile Will Smith che tuttavia non è tale, perchè non vi è nulla di puro o di positivo in lui come non vi è negli altri. Anzi, si ritrova ad essere al centro di vicende che lo vedono totale carnefice di sè e di chi ha intorno.
Non è possibile apprezzare film come questi, non è proprio possibile. Si scambia la stupidità con la quale viene avvolto lo spettatore durante tutto il film con chi sa quale vento filosofeggiante proveniente dalla pavoneggiata genialità dell'autore, che genio non è.
Non basta la presenza di attori di un certo calibro a sollevare le sorti di questa indecenza cinematografica. E non bastano gli sciocchi intenti di penetrare l'animo umano, una certa visione sociale, o solamente il voler donare delle considerazioni che siano limitatamente profonde su qualcosa o qualcuno.
A questo aggiungo la personale constatazione sulla frase presente nel film che fa anche da titolo alla pellicola, ossia i 'sei gradi di separazione' che dividerebbero/legherebbero ogni uomo da qualsiasi altro.
Bè c'è da dire che tralasciando l'irrealtà della tesi espressa, i sei gradi di separazione che dividono un individuo dall'altro diventano infiniti gradi. Questo perchè se l'obiettivo è raggiungere il sesto grado e risalire la ragnatela sino al primo, allora questo stesso sesto gradino verso chi cerchiamo diventa a sua volta obiettivo che è distante da noi - appunto - sei gradi di separazione. E questo non solo vale per ogni 'grado di separazione', ma vale per il grado di separazione necessario all'avvicinamento ad ognuno dei sei gradini, che quindi vedono un aumentare esponenziale da un grado all'altro di un obiettivo all'altro portando ad un moltiplicare per sei all'infinio, cosa limitata unicamente dal numero di esseri umani viventi sul pianeta terra.
Insomma, tanto per definire ulteriormente l'assennatezza di tutta l'opera.

E' un film insensato, e proprio per questo riconosciuto erroneamente da molti come pellicola profonda che viene accostata a importanti riflessioni ed elitarie considerazioni sull'uomo e la società. Ma così non è.

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/07/2009 14.53.42
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tabularasa  @  16/03/2009 23.01.27
   6 / 10
trama originale ma non scorrevole.buona la recitazione di tutti i protagonisti.diciamo che è una commedia che scruta l'animo umano.

kalin_dran  @  23/01/2009 17.12.40
   8 / 10
Una sceneggiatura davvero bella con dialoghi perfetti.
Un film che porta inevitabilmente con se diversi spunti di riflessione e che sarà difficile da dimenticare.
Seppur giovane Will Smith è davvero bravo nel suo difficile ruolo.
Ottima anche l'interpretazione di Donald Sutherland.
Eccezionale quella di Stockard Channing, che per questo ruolo ottiene la nomination all'oscar come miglior attrice protagonista. Secondo me avrebbe meritato di vincerlo.

rensu  @  23/12/2008 18.01.52
   8½ / 10
una gradevolissima sorpresa.

Cardablasco  @  14/07/2008 8.57.40
   7 / 10
Enigatico,molto bello

france  @  03/06/2008 11.16.21
   7½ / 10
piacevole sorpresa... sisi

Gruppo STAFF, Moderatore Lot  @  19/02/2008 8.44.47
   8½ / 10
Riedizione in chiave sociologica di Teorema di Pasolini, uno dei film meglio scritti da molti anni a questa parte, dialoghi brillanti ed una formula con molti spunti, Kandinskij e Salinger, arte e vita, affermazione e fallimento.

Invia una mail all'autore del commento Rana c'è!  @  26/01/2008 4.02.05
   8½ / 10
Sei gradi...
...bastano sei gradi di separazione e ogni persona è legata a qualsiasi altra persona.
Ma non Paul, nessuno sa chi è realmente, ma ognuno lo riconosce per quello che lui stesso vuole apparire.
E quando forse decide di cambiare oramai è troppo tardi, puoi avere anche il mondo intero che pende dalle tue labbra ma per Paul non puoi più far nulla.
E probabilmente ti accorgi di aver trattato allo stesso modo addirittura i tuoi figli;
Non puoi che sentirti come un quadro bifronte di Kandinskij, da un lato confusa e disordinata dall'altra parte invece ordinata e metodica.

Da tutto ciò ne risulta un opera teatrale (trasformata alla grande per il cinema) senza precedenti per intelligenza e acutezza di pensiero.
Una commedia drammatica (ebbene non trovo altro modo di catalogare questa pellicola) che merita una visione molto attenta per poter essere recepita e che porta ad una riflessione sui comportamenti delle classi sociali borghesi e sulle coscienze delle persone che ne fanno parte.


Per concludere, bellissimo film (concordo col fatto che non è stato riconosciuto per quanto probabilmente vale) e grandissime interpretazioni, Will Smith compreso (dovrebbe andare più spesso alla ricerca di ruoli come questo). Invito tutti a guardarlo perchè merita veramente.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  04/04/2007 7.41.45
   8 / 10
Meraviglioso, il film di Schepisi è uno dei piu' interessanti spaccati sociali sull'America Wasp attraversata dalle convenzioni e dai parametri (quella sulla presunta celebrità, o comunque sulla dipendenza dal successo) razziali: pensiamoci, le famiglie accettano Paul unicamente perchè si finge figlio del famoso attore Sidney Poitier...
straordinario il modo in cui viene rappresentata l'ipocrisia celata nel benessere sociale e nell'apparente serenità delle famiglie, pronte ad assolvere o condannare Paul, e pure lo stesso Paul quando semina dolore e laceranti ferite con un cinismo, oserei dire, che è tipico dell'opportunismo americano (e non solo).
Grande esordio di Will Smith, un attore di notevoli risorse, molto migliore dei ruoli a cui successivamente (con qualche eccezione v. il grandioso Alì di Mann) viene affidato

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/07/2009 14.54.45
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davil  @  28/02/2007 11.51.41
   8 / 10
storia originale e con un incredibilmente - visto poi cosa ci riserverà in futuro, ahimè - bravo will smith.
a mio parere avrebbe meritato più considerazione. assolutamente da vedere

CarlitoBrigante  @  09/04/2006 13.25.09
   9 / 10
Il voto ke si merita nn è forse 9, xkè di certo nn rientra nella categoria capolavori. Ma sono davvero pochi i film come questo ke usciti dalla sala mi hanno dato quel senso di spaesamento e di confusione come questo. Finito di vedere il film, si è infatti assaliti da una marea di domande, riflessioni, dubbi, incertezze.... Tantissimi i punti interrogativi ke rimangono a fine pellicola, uno su tutti "KI DIAVOLO E' PAUL???".
Il film inizia con ritmi a dir poco lenti, ma tutto ciò nn è altro ke il prologo ad una storia da i ritmi elevatissimi, tanto da nn lasciar tempo di pensare a cosa stia accadendo, ma lascia spazio solo ai nostri occhi. Il film si presenta inizialmente con la tesi ke ognuno di noi è diviso dal mondo intero da sole 6 persone (6 gradi di separazione), e per tutto il film la storia nn fa altro ke contrastare tale tesi, mostrando di come un gruppo di persone, nonostante le loro innumerevoli conoscenze nn riescano ad arrivare alla persona di Paul e capire ki sia davvero.
Altro argomento centrale della pellicola è la parlatina del protagonista (il nostro Paul), della sua mente brillante, e di come con pochissime parole riesca a passare dall'essere un delinquente alla persona più amabile del mondo.
Il montaggio è assolutamente originale, così come la sceneggiatura. Ottima l'interpretazione di un Will Smith agli esordi.
Senza alcunissimo dubbio è un film da vedere assolutamente.

Jumper  @  15/02/2006 23.25.45
   6 / 10
Scusate se abbasso un po' la media ma a me non e' piaciuto molto. Secondo me si merita appena la sufficienza perche' la storia e' originale.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  01/05/2005 19.49.59
   8 / 10
Concordo con Aenima.
Il film è indubbiamente interessante, raffinato, colto, piacevole.
Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Aenima  @  29/11/2004 17.30.33
   9 / 10
Filosofia e cinema: un connubio che dopo aver visto "Matrix" ritenevo quasi improponibile...E invece ecco spuntare dal nulla questo "Sei gradi di separazione": uno schiaffo dritto in faccia a tutto il mondo borghese; un pugno nello stomaco ai "Ricchi Benpensanti", rifilato però, sempre con "MOLTO STILE".
Anche se Will Smith non è proprio "il mio attore preferito", devo ammettere che in questa pellicola dimostra una grande maturità e un talento strepitoso.
Un film "di razza", ricco di simbolismi e metafore da cogliere tra le righe, passato chissà perchè troppo inosservato.

Guardatelo assolutamente e "R I V A LU T A T E L O".

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