quo vadis regia di Mervyn LeRoy USA 1951
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quo vadis (1951)

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locandina del film QUO VADIS

Titolo Originale: QUO VADIS?

RegiaMervyn LeRoy

InterpretiRobert Taylor, Deborah Kerr, Leo Genn, Peter Ustinov, Patricia Laffan

Durata: h 2.51
NazionalitàUSA 1951
Generestorico
Al cinema nel Settembre 1951

•  Altri film di Mervyn LeRoy

Trama del film Quo vadis

Marco Vinicio ritorna a Roma dalla Gallia, con le legioni che ha condotto alla vittoria. In casa di un console romano, conosce Licia, fanciulla straniera, tenuta lý in ostaggio, e se ne innamora. Egli ottiene dall'imperatore Nerone che la fanciulla venga affidata a lui; ma mentre viene condotta alla sua casa, Licia, che Ŕ cristiana, viene rapita dai cristiani, capitanati da Ursus.

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Voto Visitatori:   7,37 / 10 (23 voti)7,37Grafico
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Voti e commenti su Quo vadis, 23 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

DarkRareMirko  @  01/02/2019 23:03:22
   9½ / 10
Filmone imprescindibile senza se e senza ma, con mezzi stratosferici che impressionano ancor oggi.

IL kolossal, che spianò la strada ad altri film simili (Ben Hur ad esempio), e che può contar su attoroni di serie A (notevole il Nerone di Ustinov) e migliaia di comparse.

Certe sequenze fan ancora il loro dannato effetto (Roma in fiamme), da non perdere.

Camei della Loren (una donna nella folla) e Bud Spencer (una guardia di Nerone).

Dom Cobb  @  02/09/2018 19:44:42
   7½ / 10
Roma, 64 d.C. Il comandante romano Marco Vinicio, di ritorno da una vittoriosa campagna militare, incontra la giovane schiava cristiana Licia e se ne innamora: finirà ben presto per difendere lei e la sua gente dalle crescenti atrocità perpetrate dal lunatico imperatore Nerone...
Se il "Sansone e Dalila" di DeMille aveva già dato un assaggio di ciò che stava per accadere, "Quo Vadis" rappresenta il momento di vero e proprio ritorno in grande stile del genere epico/storico al cinema, che nei decenni precedenti era sparito dalla circolazione a favore di prodotti più facili economicamente e tecnicamente; non solo, i grandi incassi al botteghino pare abbiano perfino salvato la Metro-Goldwyn-Mayer dalla bancarotta in cui minacciava di sprofondare (non sarà l'ultima volta che un fatto simile si verificherà). C'è da dire che la fama che il film si porta dietro al giorno d'oggi, tuttavia, non ha tanto a che fare con le otto nomination agli Oscar, il successo di pubblico e di critica dell'epoca o perfino le sue qualità intrinseche, quanto le esagerazioni a livello drammatico, il cast di stelle e l'associazione immediata con il periodo pasquale; più che naturale, vista la presenza corposa del tema cristiano.
Riguardandolo ora, è facile vedere come il film di LeRoy, regista di basso profilo e qui in grande spolvero, abbia in qualche modo stabilizzato gli aspetti narrativi e soprattutto estetici di un genere che, fra (pochi) alti e (tanti) bassi, continua ancora oggi ad attirare un pubblico generalista: basti pensare alle sbalorditive scenografie e agli elaborati costumi che, con l'aiuto di efficaci effetti speciali, danno vita a una versione fortemente idealizzata e quasi romantica della Roma antica; o all'enorme numero di comparse che aiutano a dar vita a numerose sequenze dall'innegabile impatto visivo, per di più in un'epoca precedente all'avvento del formato panoramico;


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o all'obbligatoria storia d'amore fra l'eroe della storia e la giovane donna; o alla presenza abbondante di grandi nomi nel cast; o all'abitudine di girare sia interni che esterni in loco su suolo italiano, dando origine alla tradizione della "Hollywood sul Tevere" (con tanto di Sergio Leone a dirigere la seconda unità); o, infine, alla maniera nonchalante con cui ci si prendono licenze poetiche più o meno grandi rispetto alla realtà storica.


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Personalmente, considerando anche che questa è la prima volta che ho visto il film dall'inizio alla fine, senza pause e senza perdermi neanche una scena, mi vedo costretto a dare un giudizio positivo: essendoci cresciuto, ho un certo debole per questo genere di film, ma soprattutto un enorme grado di ammirazione per l'abilità tecnica e l'immenso sforzo messo in evidenza in ogni singolo fotogramma. Tra una fotografia superba e un lato tecnico strepitoso, nonché una spruzzata di ben realizzate scene d'azione, "Quo Vadis" è una costante gioia per gli occhi, il che rende la durata di quasi tre ore molto meno pesante di quanto uno possa pensare.
Ma non è soltanto questa la ragion d'essere del film: sebbene la storia venga sviluppata in maniera semplice e diretta, senza risparmio di momenti melodrammatici e sospirosi, non ci sono mai momenti dove il ritmo ristagna, e la trama si dipana nel complesso con rara fluidità; certo, soffre un po' per l'eccessiva glorificazione della religione cristiana come unica via di salvezza dell'anima da quel mondo corrotto che è Roma ecc., e nonostante il forte lirismo di alcune scene, di temi profondi non ne vengono mai toccati. Ma più che un difetto, ciò risulta essere più un aspetto dell'epoca in cui il film è stato prodotto, una curiosità che gli da un ulteriore livello di fascino, merito anche delle eccellenti musiche di Miklòs Ròsza. Di certo, non ci si annoia mai, perché quando succede poco o nulla, c'è comunque qualcosa di interessante da guardare.
Poi c'è il cast: non si può parlare di un film come "Quo Vadis" e tralasciare l'elemento che, forse, più di tutti gli altri sancisce il successo della pellicola. Se la coppia Taylor-Kerr è nella norma, si fanno ricordare Leo Genn nel ruolo del cinico Petronio, intenso e credibile in qualsiasi momento, e soprattutto lui, la leggenda vivente, il nostro caro imperatore Nerone. Peter Ustinov, i cui sforzi vengono coadiuvati da un doppiaggio italiano decisamente all'altezza, si scatena nella performance, credo, più popolare e famosa di tutta la sua carriera al cinema: un simbolo e apice di tutte le tendenze manieristiche e teatrali che caratterizzano non solo il film in sé, ma quell'epoca del cinema in generale. Ma ciò che la rende così perfetta e brillante è proprio il fatto che essa non consiste solo in smorfie, urla e smanie: ci sono, è vero, ma vengono impiegate con una sottigliezza fuori dal comune, insieme a una carica di astuzia e umorismo, un miscuglio che rende il suo personaggio bizzarramente umano;


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non troppo diverso, in effetti, da altri personaggi venati di tragedia che sono stati protagonisti di altri film di LeRoy nel corso degli anni (il paragone più immediato è con il Rico interpretato da Edward G. Robinson ne "Piccolo Cesare", tanto più che la morte di entrambi avviene in circostante simili e la loro ultima frase prima di morire è quasi identica).
La presenza carismatica di Ustinov, unita ai vari trionfi visivi e tecnici e a un immortale fascino vintage, rende "Quo Vadis" un manifesto programmatico del suo genere, forse non fra i più riusciti, ma in ogni caso di alto livello. Cinema di puro spettacolo ma di gran classe, come oggi non se ne vede più.


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ZanoDenis  @  08/03/2016 16:02:34
   7 / 10
C'è da dire che narrativamente mi è risultato anche più interessante di molti kolossal del periodo. La sceneggiatura è anche abbastanza fresca, se pur con qualche trovata retorica di troppo e un'esagerata predica cristiana, ma la tematica delle persecuzioni cristiane mi ha interessato parecchio. C'è anche da dire che in tutto il film vi è sparsa una certa ironia, non so quanto volontaria, ma si prenda esempio il personaggio di Nerone, sembra proprio una parodia.
Per il resto invece delude, nonostante il grande utilizzo di mezzi a livello tecnico è scarso, solitamente i colossi del periodo erano una gioia per gli occhi, qui oltre qualche scena di massa orchestrata bene non sembra vi sia una grande abilità da parte del regista, ne da parte di scenografi e tecnici, sembra tutto spento, la vastità dell'antica Roma è rappresentata parecchio male.
Buone un po tutte le interpretazioni, di un fascino unico la Kerr.

gemellino86  @  18/05/2015 21:51:59
   7½ / 10
Bel film storico hollywoodiano con un grande Robert Taylor. Molto lungo ma lo consiglio agli appassionati del genere. Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  24/11/2011 00:39:05
   6½ / 10
Io questi film non li ho mai potuti soffrire. Quando ero piccolo non c'era festività in cui io e i miei fratelli non venissimo costretti dai nostri genitori ad assistere impietriti alle imprese di Mosé che apriva il Mar Rosso, alla storia di Ruth, alle miniserie religiose Rai o peggio al Gesù di Zeffirelli! Alcuni li ho totalmente rimossi, altri li ricordo piacevolmente, altri ancora li detesto con tutto il cuore. Per "Quo vadis" provo una sorta di tenerezza mista ad ammirazione: il fatto che mio padre se lo riveda di gusto ogni qual volta la tv lo riproponga è una cosa che non riesce a farmelo odiare. E sì che è tra i più pomposi ed enfatici tra tutti i kilossal dell'epoca, pieno di clamorose scemenze storiche e di fiumi di retorica, quello in cui più è palese la patina dell'industria cienamtografica americana. Indubbiamente tronfio ma non privo di un suo spettacolare fascino, soprattutto nelle sequenze dell'incendio di Roma e dell'eccidio dei cristiani nell'arena, e con un'indimenticabile interpretazione di Peter Ustinov, un Nerone bisbetico e follemente vanesio. Il resto del cast viaggia a briglia sciolta tra sospiri di fede e pose teatraleggianti in un tripudio di costumi e scenografie in technicolor sfrenato; il regista sa contenere tanta (troppa) ricchezza e porta a casa un risultato dignitosamente kitsch da abile professionista qual è.
Una testimonianza della Hollywood sul Tevere al suo apogeo, che fa ancora breccia nel cuore degli affezionati.

Gruppo REDAZIONE Cagliostro  @  28/06/2010 15:09:34
   4 / 10
La prima volta che lo vidi avrò avuto al massimo dieci anni e mi piacque.
Rivedendolo oggi, trovo che sia un film vergognoso, retorico ed ipocrita che trasforma la Storia in una favoletta ad uso e consumo delle masse ignoranti.
Fin dai primi minuti in cui si ascoltano le farneticazioni della Voce Fuori Campo che (stra)parla male e senza cognizione di causa sull'Impero Romano fino a disegnare un Nerone grottesco, caricaturale e irrimediamilmente ridicolo (nonostante l'eccellente prova attoriale di Peter Ustinov). Eppure gli sceneggiatori sono stati così arguti da introdurre anche un particolare Vero ed interessante come quello dello schiavo che regge la corona di alloro sopra la testa dei condottieri vittoriosi ricordando loro che "sono soltanto uomini". da questa constatazione discende l'evidenza che tutte le altre falsità e travisazioni storiche siano frutto di un'imperdonabile malafede volta all'esportazione di un modello "K"ulturale globale nel mondo ancora segnato dall'orrore della seconda guerra mondiale e spartito fra potenze al tavolino di yalta.
Sotto un profilo tecnico ed artistico il film è assolutamente pregevole e in particolare sono ottime le interpretazioni di Ustinov e di Genn. Se fosse un fumetto della Marvel e non un colossola con velleità storicheggianti gli assegnrei un voto assolutamente positivo.

FurFante9  @  21/05/2010 12:45:35
   6½ / 10
Film da 6,5 x me. Ovvio che se si guarda all'interezz del film colossal, si tratta di un movie che ha fatto storia o quasi. Attori bravi, ma siamo tr condizionati dalla modernità della recitazione x essere obiettivi così cm poteva essere uno spettatore in quegli anni, di sicuro scosso in positivo davanti a tanta "roba"

edmond90  @  28/03/2010 18:45:17
   5 / 10
Molto molto noioso.Ustinov è un grande ma non può reggere da solo un film di 3 ore che regala solo sbadigli per quasi tutta la sua durata

Shoeless Joe  @  30/12/2009 15:20:28
   10 / 10
Peter Ustinov sensazionale...amo i film storici degli anni '50!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bellin1  @  08/09/2009 11:58:05
   8 / 10
Siamo su livelli decisamente elevati, non c'Ŕ che dire.Colossal di grande portata, con un Peter Ustinov superlativo nelle panni del pazzo nerone.
Forse eccessivamente sdolcinata in alcuni punti, ma la pellicola con la sua maestositÓ valgono le due ore e mezza di durata.
Piu che Eccellente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  03/04/2009 14:57:45
   7 / 10
"Quo Vadis" è sicuramente un buon film ma purtroppo è mieloso e troppo americanizzato. Un colossal che stringe la presa sulle masse adoperando uno scudo Hollywoodiano. Ci sono però scene bellissime a mio avviso e un bella fotografia, sicuramente è da vedere per chi è appassionato del genere.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  18/02/2009 23:40:15
   7 / 10
Uno dei più classici kolossal di tutti i tempi: va a braccetto con Ben Hur, due peplum di dimensioni spropositate tutt'oggi ricordati per la loro baldanza e pomposità.
Eppure perchè non godersi tutto questo sfarzo, la memorabile interpretazione istrionica di Ustinov e la grandiosità delle ambientazioni, anche passando sopra, se necessario, all'onnipresente messaggio di morale cristiana tipico di ogni kolossal che si rispetti ?
Certo qualcosa storicamente non quadra, tipo Seneca che alla morte di Burro, cioè quando Tigellino diviene prefetto del pretorio, dovrebbe esser già stato allontanato dalla corte (quindi in teoria Seneca nel film nn dovrebbe proprio esserci), oppure il ritratto dello stesso Nerone, un bambino dispettoso che dà fuoco a Roma solo per essere ispirato nel suo canto.
Che bellezza però ripassare Tacito così...

Invia una mail all'autore del commento Project Pat  @  16/07/2008 18:13:25
   10 / 10
Capolavoro. E non si tratta certo di un film palloso o di un polpettone soporifero.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  31/03/2008 23:16:06
   7½ / 10
tecnicamente è un ottimo film sotto tutti gli aspetti...dalle interpretazioni alla scenografia ma nelle due ore e passa di film,secondo me,ci sono troppi duetti romantici...insomma va bene per i protagonisti ma gia la storia d'amore di Nerone è un po forzata per non parlare di quella assolutamente inutile,ai fini del film,del consigliere e della sua schiava!
la figura di Nerone è rappresentata non certo sotto il profilo storico ma solo tramite quello leggendario...le uniche cose veritiere del film sono quelle religiose con le persecuzioni subite dai Cristiani e la nascita della chiesa...
in generale direi che è una bella bufala ma confezionata molto bene!

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  23/08/2007 12:15:13
   7½ / 10
Che divertente eterogeneità nei voti...
Io ho sempre trovato "Quo vadis" un piacevole intrattenimento, magari eccessivamente tronfio nella sua retorica, ma in fondo anche questo è uno dei connotati del genere peplum, e alla lunga non infastidisce.
Mirabilmente sopra le righe Peter Ustinov.

Dick  @  23/07/2007 23:36:50
   7 / 10
Il libro è proprio bello. Questo film non mette bene in mostra i temi del libro a favore della spettacolarità, ma per me rimane un discreto kolossal.

PetaloScarlatto  @  23/05/2007 01:33:50
   3 / 10
noioso e retorico...! essendo io ateo non mi ha nemmeno emozionato il lato religioso della pellicola...

film datato. il tre va agli attori!

4 risposte al commento
Ultima risposta 08/09/2009 11.54.03
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  02/10/2006 22:35:59
   5½ / 10
In genere i peplum di successo sono straordinari nella loro bruttezza, e questo di Leroy non fa eccezione, la solita cartapesta hollywoodiana (con l'ausilio di cinecittà) prestante, vuota e delirante nella sua onnipotenza.
Tuttavia chi ama il genere lo troverà insostituibile.
Ottima prova di Ustinov, che calca pero' un troppo la recitazione nei panni di Nerone, per il resto un buon libro di storia è la cosa migliore.
Cameo per Sophia Loren alle prime armi

3 risposte al commento
Ultima risposta 08/09/2009 12.07.06
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fred legh davis  @  25/06/2006 15:41:36
   9½ / 10
i kolossal epici o si amano o si odiano.io li amo.
quo vadis e no dei primi ed e uno dei migliori.le ricostruzioni le scenografie la regia ma sopratutto gli attori.
robert taylor in effetti non mi ha mai tramesso nulla ed in questo film non fa eccezione.ma deborah kerr...e divina eccezionale...una delle piu grandi attrici deglio anni 50 e 60. e peter ustinov...ke mito..ke interpretazione ...ke grandissimo!
da vedere

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  15/11/2005 20:02:34
   10 / 10
Questi film io c'è l' ho nel cuore.

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/10/2008 22.34.40
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dragonfly  @  27/01/2005 14:17:59
   6 / 10
Mega-Kolossal americano che, a mio avviso, non riesce mai a sbloccarsi. Altalenante e a tratti goffo, non attrae, non sorprende, non emoziona. Ottima, comunque, la prova di Peter Ustinov nei panni di Nerone.

1 risposta al commento
Ultima risposta 23/07/2007 23.38.37
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norah  @  05/01/2005 15:50:33
   9 / 10
Un film cosi nn vuole commenti.

tupolevv  @  05/01/2005 12:13:38
   9 / 10
io credo ke un peter hustinov così valga da solo il voto...robert taylor come sempre impeccabile nella parte....la musica è del solito genio...non metto 10 xkè in alcune parti può essere un po' noioso ma è comunque da leggenda

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