quell'oscuro oggetto del desiderio regia di Luis Buñuel Francia 1977
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quell'oscuro oggetto del desiderio (1977)

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locandina del film QUELL'OSCURO OGGETTO DEL DESIDERIO

Titolo Originale: CET OBSCUR OBJET DU DÉSIR

RegiaLuis Buñuel

InterpretiCarole Bouquet, André Weber, Julien Bertheau, Milena Vukotic, Angela Molina, Fernando Rey

Durata: h 1.40
NazionalitàFrancia 1977
Generegrottesco
Al cinema nel Settembre 1977

•  Altri film di Luis Buñuel

Trama del film Quell'oscuro oggetto del desiderio

La storia di un ricco borghese che giuoca inutilmente tutte le carte del privilegio nella partita con una donna che continua a negargli l'unica cosa per la quale egli spasima.

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Voto Visitatori:   8,71 / 10 (100 voti)8,71Grafico
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Voti e commenti su Quell'oscuro oggetto del desiderio, 100 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  13/07/2023 10:51:08
   7½ / 10
Mi trovo purtroppo a commentare l'ultimo film di questo grande regista che malgrado proponga un universo molto lontano dal mio, soprattutto riguardo la religione, stimo tantissimo tanto da considerarlo uno dei piu' geniali della storia.

Anche il suo ultimo film affronta tematiche a lui care, sempre all'interno di un contesto borghese, con il protagonista che non riesce a concludere un suo desiderio, cosi come l'impossibilita' di mangiare ne "Il fascino discreto della borghesia", cosi come fare un atto sessuale qualsiasi in quest'ultimo film.

La sceneggiatura sempre al top rende questo film godibile anche ai giorni nostri, per nulla noioso.

Insomma l'ultima tacca di una carriera perfetta, senza sbavature, con tanta genialita'. Grazie...

Goldust  @  02/03/2022 17:55:15
   7½ / 10
Un gioco beffardo e perverso che altro non è che una storia d'amore non corrisposto, giocata su diversi piani e in diversi ambienti da un uomo di mezza età un po' ottuso ed una donna volubile ma anche no. L'ultimo lavoro di Bunuel torna sulle tematiche a lui care dell'irrazionale e della critica borghese, arricchendole con trovate cinematografiche geniali ( la donna corteggiata interpretata da due attrici diverse, simbolo di doppiezza d'animo, oppure il parallelismo tra il terrorismo tangibile degli anni di piombo e quello "di coppia" dove appunto è la donna a sabotare il rapporto amoroso dal di dentro, costringendo l'uomo a ripartire sempre da zero ). La costruzione a flashback partendo dal racconto casuale della storia in treno è un'altra mossa vincente poichè ne rilancia quando serve l'interesse unendo nello stesso tempo momenti diversi della stessa per creare un'unica continuità di eventi. E rivisto dopo tanti anni dalla sua uscita il film mantiene ancora una discreta carica dissacratoria.

Filman  @  18/06/2021 16:46:04
   7 / 10
In CET OBSCUR OBJET DU DÉSIR Luis Buñuel si rifiuta di proporre nuovamente tutto quel costrutto surrealista che aveva imparato a gestire, che lo aveva forgiato e lo aveva definito come uno degli autori più emblematici di quel secolo cinematografico. Fa invece qualche passo indietro non a livello tematico, ancorato alla borghesia e alla possessione della donna oggettificata, e neanche a livello tecnico, avendo ormai raggiunto uno degli apici del cinema europeo del periodo, ma a livello narrativo, dimostrando di non essere mai stato realmente destinato alla scrittura di film molto dialogati o teatrali.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  29/12/2020 01:53:20
   8½ / 10
Come i protagonisti de "Il fascino discreto della borghesia" non riescono mai mangiare, così i protagonisti di questa pellicola non compiono mai l'atto sessuale, che viene differito in maniera indefinita. Film complesso e aperto a molteplici letture.
Buñuel chiude alla grande una carriera grandiosa.

The BluBus  @  21/03/2018 23:02:01
   8½ / 10
Originale, spiazzante, ottimamente recitato e crudo al punto giusto.

gantz88  @  18/08/2015 01:56:12
   7½ / 10
bonuel è un genio, idea pazzesca e azzeccata....

sweetyy  @  16/05/2013 04:46:27
   8½ / 10
Ultima opera surrealista del grande Bunuel... girato in maniera superba e con attori e attrici perfetti. Sembra che Piscicelli per il suo Il Corpo dell'anima si sia ispirato proprio a questo film (anche se sono ovviamente imparagonibili)

lupin 3  @  12/03/2013 02:15:11
   9 / 10
Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  30/01/2013 15:11:50
   9½ / 10
Magnifico ultimo film del grande Bunuel.
Con la consueta maestria di ambienti e scavi psicologici il regista sferra l'ultimo attacco alle ipocrisie della morale cattolico-borghese. Dissemina il film di un eco rivoluzionario (i continui attentati), frustrando i desideri erotici del protagonista.

Esemplare la scelta di far interpretare Conchita da due attrici: più etera e concreta la Bouchet, più carnale la Molina. Senza eccedere in simboli, ma con una consequenzialità degli eventi invidiabile eppur surrealista.

1 risposta al commento
Ultima risposta 06/12/2014 00.59.01
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vieste84  @  27/12/2012 22:40:54
   8½ / 10
Spassosissimo Bunuel nello sbeffeggiare come al solito i ceti più abbienti e in questo caso Fernando Rey che cerca di far suo un amore impossibile. Alcune scene fortemente grottesche fino all'apoteosi finale da applausi. Grande Bunuel

prof.donhoffman  @  28/11/2012 14:08:37
   8 / 10
Forse il più divertente tra i film di Bunuel.

Lory_noir  @  26/06/2012 17:15:19
   7½ / 10
Un bel film, originale e provocatorio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  10/04/2012 15:08:30
   8½ / 10
Gran bel film di Bunuel, anche se inferiore a "Il fascino discreto della borghesia", che è nientepopodimenochè il mio secondo film preferito. Questo film tratta tematiche riguardanti il rapporto di coppia e la "superiorità" della donna che riduce l'uomo ad uno schiavo con i suoi inganni e i suoi intrighi. La "donna", qui, è Conchita, interpretata benissimo da due differenti attrici. Il film è carico di simboli tipici del cinema surrealista, che vede nello stesso Bunuel una delle sue punte di diamante.
Insomma, per tirare le somme, un gran bel film, pressochè sotto ogni punto di vista.

aldo palmisano  @  17/12/2011 23:55:06
   7 / 10
c'è davvero tanto materiale in questo film e molti simbolismi, forse troppi.
non sempre il regista mi ha lasciato capire cosa volesse intendere (il maialino in braccio alla zingara, la mosca nel martini) e invece altre volte le frasi del maggiordomo sono state illuminanti.
la donna è il centro del film più delle frustrazioni del pover uomo che la insegue, ognuno di noi ha ritrovato ciò che ha provato almeno una volta nella vita ovvero l'impotenza emotiva di fronte al disarmante e sottomissivo amore nei confronti di qualcuno. lo vedrei volentieri un'altra volta per cogliere ciò che ho letto nelle recensioni a riguardo.

tati83  @  14/07/2011 00:30:54
   8½ / 10
appena finito di guardare questo film, mamma mia ke meraviglia! un film assolutamente da vedere. mi è piacciuta moltissimo!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  29/06/2011 00:35:59
   8 / 10
Ero rimasto stupito quando avevo scoperto che

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILERe il bello è che l'ho capito solo guardando i conenuti extra del dvd! E' un genio Bunuel, sa addirittura ingannare lo spettatore.
Un film davvero interessante, una visione che umilia l'uomo fino alla fine, però c'è anche molta misoginia.
Un film intuitivo, scorrevole e surreale. Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  18/12/2010 13:06:48
   10 / 10
Un film che mi ha lasciato sconvolto.
Sicuramente mi rendo conto che per un maschio dev'essere ancora più destabilizzante vedere questa riflessione cinematografica su un rapporto di coppia che è IL rapporto di coppia.
Questo film è il paradigma dell'incompletezza dell'uomo. Ed è ovviamente spietato, cinico e violento come ogni risposta veritativa deve essere. Il simbolo riassume in sè l'istanza della più cruda verità.

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Ultima risposta 04/07/2013 12.00.02
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR jem.  @  13/07/2010 21:11:50
   9½ / 10
Più una cosa la si nega e più la si desidera.
Un bellissimo film che dipinge in maniera surreale un rapporto di coppia estremamente reale.
Favolosa la scena iniziale del secchio.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  29/05/2010 16:39:08
   6 / 10
Nulla da dire sull'ottima regia, ma dopo averti coinvolto con la storia raccontata nel viaggio in treno il finale "incompiuto" mi ha lasciato l'amaro in bocca. Non ho apprezzato nemmeno il brutale distacco dai passeggeri a cui viene raccontata la storia.

pinhead88  @  12/01/2010 01:26:14
   7½ / 10
Ultimo film di Bunuel che avrebbe potuto tranquillamente chiamare "La donna e il burattino" tratto dal romanzo originale.Bunuel come nel suo stile anticinematografico gioca molto sul surrealismo,anche se è difficile accorgersene durante il corso della storia piuttosto convenzionale.come ne "Il fascino discreto della borghesia",il regista spagnolo prende di mira ancora una volta la classe borghese,mischiandola con tocchi surreali e grotteschi,il suo stile per eccellenza dopo il surrealismo negli anni '20.
un film che lascia molte libere interpretazioni.

Drugo.91  @  27/12/2009 10:56:34
   8 / 10
uno dei film piu conosciuti del regista e uno dei migliori, la struttura del recconto meno onirica favorisce uno svolgimento veloce e brioso, sempre in bilico fra la commedia e il dramma, molto divertenti i personaggi ben caratterizzati e molto particolari

outsider  @  09/10/2009 22:44:01
   10 / 10
Bellissimo film che sorprende ad ogni visione per le numerose sfumature.
Immediato, semplice nella sua profondità e magnifico.

Dr.Orgasmatron  @  19/09/2009 18:19:33
   9 / 10
Un solo personaggio femminile interpretato da due attrici diverse che si alternano senza imposizioni logiche. E' questo l'ultimo lavoro di Bunuel, ricco di simbolismi, trasgressioni e significati nascosti. Quel "benedetto" ;)) oscuro oggetto del desiderio riesce a imperniare il film su pervesione, frustrazione e caratteristiche grottesche e surreali. Sogno (perverso) ad occhi aperti

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  13/09/2009 18:02:32
   6½ / 10
Mi dispiace di non essere riuscita ad apprezzare a pieno questo film. Ammiro tutti gli spunti del film, da quelli sociali a quelli puramente psicologici, eppure non posso farci niente, non mi ha coinvolto. Magari rivedendolo fra qualche anno cambierò idea, non sarebbe la prima volta

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Ultima risposta 06/12/2011 00.24.28
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  11/09/2009 15:14:18
   9 / 10
Dopo aver visto la maggior parte della filmografia di Bunuel posso dire che questo film si raggiunge Simon del deserto come bellezza ed è inferiore solamente all'Angelo sterminatore e Il fascino discreto della borghesia. Terribilmente inquietante e misogino,con Fernando Ray come al solito ineccepibile,bellissime anche le 2 attrici nelo stesso ruolo anche se Carole Bouquet è veramente bellissima. Finale inaspettato e che non si dimentica,comunque no capisco chi critica questo film di eccessiva lentezza. Commenti del genere,che abbassano un voto al film solo per il ritmo (presunto) e non il contenuto,andrebbeo cancellati. Rimane l'ultimo Bunuel,cala il sipario. Il più grande regista nello sbeffeggiare i vizi e le presunte virtù.

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Ultima risposta 14/02/2011 00.49.26
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Ciaby  @  09/07/2009 10:52:41
   10 / 10
Bellissima anti-love story. Bunuel realizza un capolavoro di rara intensità e con picchi di cinismo puro. Il surrealismo entra in scena poche volte (il secchio, gli ultimi cinque minuti) , sebbene gran parte del film sia solo un ricordo raccontato, ma il marchio di Bunuel è visibilissimo e distruttivo.
Un film bellissimo, per nulla lento (ma anche no...lento un corno, chi l'ha scritto probabilmente non ha visto il film o ha guardato una scena a caso ^_^) e intelligente come il miglior Luis. In mano ad un regista americano questa splendida love story si sarebbe trasformata nel classico "Sposami tu che ti sposo io" o "Io, lui,lei e il litigio", ma Luis arricchisce la storia di psicologia umana, sensazioni, eventi sotterranei e finisce per rendere il suo film un vero e proprio capolavoro.

CLAP CLAP CLAP.

AKIRA KUROSAWA  @  04/06/2009 02:37:15
   10 / 10
il mio preferito del regista spagnolo, il film dice tutto, descrizione perfetta dell uomo e della donna classica .. qualunque uomo alla fine del film si rivedrebbe nel protagonista, bravissimi gli attori, l ultimo film di bunuel e secondo me il migliore

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Ultima risposta 10/08/2009 13.42.38
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Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  28/03/2009 16:05:37
   9 / 10
Asciutto e terribile. Ennesima perla di Bunuel, che dipinge con freddo cinismo la sottomissione maschile all'"oscuro oggetto del desiderio".
Come nel suo ultimo periodo c'è un largo uso di simbolismo (cosa che personalmente non apprezzo tanto), ma non se ne può certo fare una pecca ad una tanto lucida analisi dei rapporti umani.

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  19/03/2009 12:35:22
   9 / 10
...lei e' il mio piccione io il suo monumento...

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Ultima risposta 29/03/2009 18.43.22
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Neu!  @  07/03/2009 19:14:49
   8½ / 10
l'ultimo Bunuel, molto bello, ma non uno dei suoi migliori. Geniale l'idea di far fare lo stesso personaggio a due attrici diverse, anche se la differenza di bellezza tra le due è un po troppo accentuata. l'esplosione finale è geniale e coglie di sorpresa ma allo stesso tempo è inevitabile ed è l'unica conclusione possibile per un film come questo, dove per tutto il tempo si cerca qualcosa, destinato a non essere mai conquistato, e dove per tutto il tempo vi è un senso di insoddisfazione. fantastico, ma dell'ultimo periodo di Bunuel gli preferisco (e di molto) il Fascino Discreto della Borghesia.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  24/12/2008 13:27:53
   9 / 10
Il genio di Bunuel si manifesta ancora una volta in questo suo ultimo lavoro, una summa di molti temi trattati nella sua meravigliosa filmografia.

Da vedere possibilmente con l'aggiunta di un commento critico per apprezzarlo fino in fondo, anche se il surrealismo spesso è solo suggestione senza per forza una spiegazione razionale.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  27/09/2008 12:49:13
   7½ / 10
Di Bunuel conosco gran parte della filmografia, e devo ammettere che questa è sempre stata l’opera che mi ha convinto di meno, forse perché non permeata di quel surrealismo folgorante che ha caratterizzato altre sue pellicole (secondo me si avverte un po’ di stanchezza nella tipica “mise-en-scene” del regista spagnolo).
Ritorna il “topos” del cinema “bunueliano” sulla dimensione borghese, che viene svuotata di tutte le sue certezze, etichette, regole comportamentali e di tutti i suoi privilegi per mettere a fuoco l’uomo “nudo e crudo” nella sua tensione naturale verso qualcosa di sfuggente e inafferrabile, incarnata qui dalla donna. Non servirnno il suo prestigio sociale e il suo denaro a Mathieu per fare “propria” Conchita: una ragazza dall’atteggiamento e dall’animo ambigui (ella è impersonata ora da Carole Bouquet, che ne rappresenta la parte francese, ora dalla spagnola Angela Molina), in cui è racchiuso l’universo femminile in quella sua aura di imperscrutabilità, che tanto rende l’uomo pazzo e smanioso. Bunuel è come sempre impareggiabile nel rappresentare le frustrazioni del soggetto, il cui istinto e le cui tensioni non riescono mai trovare il loro pieno soddisfacimento; e in “Quell'oscuro oggetto del desiderio” la rincorsa ossessiva verso una meta irraggiungibile viene resa straziante e insopportabile dalla crudeltà di chi sa di essere la parte forte.
Il ritorno di Mathieu nel suo angusto mondo di classe, rappresentato da quel microcosmo di piccoli borghesi (lo psicologo, il giudice e la donna, tutti esternamente irreggimentati nelle convenzioni perbenistiche, ma allo stesso tempo attratti morbosamente dallo “scabroso” racconto di uno sconosciuto) che condividono insieme a lui la cabina del treno sarà solo una fugace illusione, che avrà fine con il brusco “risveglio” determinato simbolicamente dalla secchiata di acqua che la stessa Conchita gli getterà addosso.
Fa cornice da al tribolato rapporto dei due protagonisti una realtà diametralmente opposta a quella “rasserenante” borghese: essi agiscono come se fossero astratti dal mondo in cui si trovano, il quale sta implodendo e soffocando nella violenza e nel caos. E proprio quando finalmente Mathieu sembra aver ottenuto l’oggetto del suo ardente desiderio, anche se non con la partecipazione sentita di Conchita, entrambi si troveranno ad essere fagocitati da quella stessa realtà che fino a quel momento hanno ignorato.

donfabios  @  26/08/2008 10:50:10
   9 / 10
probabilmente il miglior film di Bunuel da me visto: è troppo divertente e allo stesso tempo triste vedere quel povero tizio desiderare ma allo stesso tempo vedersi negare ciò che se avesse posseduto avrebbe subito gettato via. caratterizzazione fantastica del maggiordomo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  29/07/2008 00:41:58
   8 / 10
Ultimo film di Bunuel, stesso senso di inappagamento come nel fascino discreto della borghesia. L'oggetto del desiderio non viene raggiunto, non viene posseduto dal ricco e raffinato borghese, umiliato oltre misura dai continui rifiuti di Conchita. Ottima regia, attori eccellenti e quelle stupende sferzate di feroce sarcasmo che contraddistinguono il grande regista spagnolo.

paride_86  @  09/06/2008 00:29:28
   10 / 10
Non ho niente da aggiungere che non sia già stato detto!

Gruppo COLLABORATORI matteoscarface  @  26/05/2008 23:51:33
   10 / 10
La migliore descrizione dell'animo umano e dell'inconscio mai fatta, come dice uno dei personaggi "a livello di inconscio il caso non esiste". Buñuel infarcisce il film, come suo solito, di tantissimi particolari surreali, non vi è nulla messo per puro caso. Nonostante epidemie, stragi, atti terroristici, il cruccio più grande di Don Mathieu rimane l'amore non corrisposto di Conchita e la conseguente delusione. Non è facile spiegare il perchè l'amore sia il più grande mistero dell'uomo, più grande di quello della vita stessa e della morte, ma il regista spagnolo riesce a fare di quel mistero un limpidissimo quadro.
Fernando Rey ai massimi livelli, Carol Bouquet e Angela Molina strepitose

castelvetro  @  08/03/2008 02:23:12
   10 / 10
E' un piacere leggere dopo la visione di questo film i vostri commenti!
Alcuni sono davvero forti e surreali...

Ho letto in alcuni di questi vere e proprie discussioni ed è bello scoprire
che l'intento del film o, più in generale, del cinema bunuelliano si compia.

Il far pensare è una cosa fondamentale a mio avviso per un regista
del genere.

Comunque, dare dieci a "Quell'oscuro oggetto del desiderio" significa
ammettere senza pudore alcuno di essere passati attraverso ad una situazione del genere. Lo faccio anchio.

Certo, il protagonista è un tonto dei primi, ma quando ci si ritrova
in determinate situazioni è logico perdere il controllo di sè stessi
e delle proprie azioni. Curioso il fatto che il protagonista non sia un
giovane inesperto, ma un uomo già adulto con una vita alle spalle.

Come tutte le vere opere d'arte questa si presta a più visioni
e a più interpretazioni. I particolari e i simboli sono davvero tanti
e alcuni mi sono anche sfuggiti: cosa significa il nano? e cosa il maiale?

2 donne, 2 attrici, 2 personalità di cui una talmente spietata da rendere
questo quasi un film dell'orrore.

Scena chiave da ricordare:
- Lei ignuda che balla acclamata dal pubblico

Un messaggio che mi è sembrato di non riscontrare nei vostri commenti
è "in amore vince chi fugge": fino alla fine lui la insegue.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Seguendo e prolungando la vena cinica che impregna tutto il film
sottolineo quello che qualcuno già scritto prima di me:
"Consigliata la visione prima del matrimonio"

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Ultima risposta 08/03/2008 10.40.48
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norah  @  28/01/2008 11:38:38
   7½ / 10
Alla stazione,una giovane donna insegue un cinquantenne in partenza;lui,appena la vede,le tira una secchiata d'acqua.
Cosa avrà mai spinto quell'uomo talmente distinto,a compiere un gesto così inconsulto?La storia ha inizio.
L'ultima(?) opera bunuelliana descrive la meccanica di un desiderio senza fine,che piomberà inevitabilmente nell'ossessione.
Un sense of humor sul cinico andante,pervade tutta l'atmosfera sobria della pellicola,che avanza in un crescendo claustrofobico.
Bella l'idea di far interpretare le due personalità di Concita da due attrici così diverse,con una Carole Bouquet bellissima e perfidamente glaciale.
Un buon film,ma non il migliore.

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Ultima risposta 27/04/2008 02.41.09
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Invia una mail all'autore del commento wega  @  28/12/2007 12:58:36
   9½ / 10
Anch'io la prima cosa che ho pensato è stata che a tutti prima o poi è capitata una situazione del genere, e in questo film ti ci immedesimi del tutto anche nella sua profondità. Appunto a tutti noi maschietti sono successe vicissitudine analoghe e questo spiega probabilmente il fatto per cui i voti degli uomini siano effettivamente più alti, a tutti è capitato di essere umiliato, quella sensazione di presa per il **** che quì le protagoniste hanno interpretato benissimo. E' una classica storia, un classico gioco di ruoli di un anzianotto che cerca la lussuria in una partner più giovane, e la donna che vuole invece un rapporto più maturo, con un uomo ricco e vissuto. La rabbia che riesce infondere allo spettatore Bunuel è raffinata, da quanto realistiche siano le situazioni in qui si svolge tutta la trama. Un film raccontato dal protagonista con indispensabili flashback perchè è lui stesso a raccontare la storia ad altri spettatori, con cui divide un viaggio in treno, e diciamocela, questo tipo di narrazione funziona sempre.
Le protagoniste sono due, ma che recitano lo stesso personaggio, esigenze logistiche dato che la prima era stata licenziata ma che Bunuel ha saputo magistralemte incastrare le scene di una e dell'altra come quasi per dirci che l'oggetto del desiderio non era la persona stessa, poteva essere lei come un'altra, l'unico vero scopo è l'atto sessuale, con un'indagine introspettiva e sul tema davvero profonda, insomma ho scoperto piacevolmente un'altro regista dell'anima, come Bergman anche Bunuel. E' il suo primo film che vedo, non so se a contrario di Bergman, come in questo film l'anima scandagliata sia invece quella maschile.
"perche vuoi venire a letto con me..-beh perchè ti amo! -ma anch'io ti amo eppure non ho voglia di venire a letto con te. -ma è una cosa normale.. -ah ma allora credi che io non sia normale?" Consiglio vivamente la visione e attentamente.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  27/12/2007 09:31:39
   8½ / 10
Questo film è bello a partire dal titolo efficace e misterioso.
Durante un viaggio in treno il ricco Fabert narra ai suoi compagni di viaggio la sua ossessione per la bella Conchita. Calamita quindi la curiosità degli altri passeggeri, che come noi spettatori, vogliono sapere tutto su questo desiderio frustrato e frustrante. Però parafrasando una frase della protagonista femminile se una persona ottiene l'oggetto del proprio anelare, dopo sarà insoddisfatto, smetterà di cercare cosa che è in fondo la chiave del desiderio.
Ottimo film di Bunuel.

Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  03/07/2007 00:04:24
   8 / 10
Indubbiamente è un ottimo ritratto della psicologia di seduzione, conscia (soprattutto dalla parte femminile) e inconscia ( più in quella maschile). Un lungo tira e molla, al limite del sadico (se non oltre) , in cui ti scervelli per capire le reali intenzioni di Concita ( interpretata a singhiozzo dalle due attrici ) , in cui ti stupisci per la normalità con cui vengono vissuti eventi drammatici quali attentati terroristici, che restano apparentemente sullo sfondo, in sordina.
Ma se l'ottima regia e la notevole recitazione trainano il film, si fà un po' sentire una certa pedanteria nei dialoghi, soprattutto in alcune scene, e la totale assenza di colonna sonora, scelta coraggiosa ma un po' frenante in questo caso.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento thohà  @  12/06/2007 15:25:20
   8 / 10
Ma chissà mai che sarà quel benedetto "oscuro oggetto del desiderio"?!
Imparate, ragazze, imparate...

A parte gli scherzi. Un film intrigante dall'inizio alla fine. Concita recita un ruolo estenuante. Attizza, si ritira, si promette, sfugge: "A te piace solo quello che ti nego, non quello che hai".
E alla fine non ha nemmeno tutti i torti: "Se ti dessi quello che vuoi non mi ameresti più...".
Ma anche Matteo, diamine, impazzisce per una evidente bella, giovane, povera, stuzzicante, furba, bugiarda e pestifera femmina.

Gruppo REDAZIONE K.S.T.D.E.D.  @  29/05/2007 18:22:05
   7 / 10
Protagonista in questa pellicola è nuovamente l’uomo bunueliano, tipicamente debole ed impotente, dipinto, questa volta, come un uomo di mezz’età totalmente sopraffatto da una figura femminile tanto cinica da non permettergli di mantenere un livello neanche minimo di dignità.
Tuttavia, nonostante B. riesca, come sempre del resto, ad inquadrare gli aspetti fondamentali nella descrizione di una qualsivoglia sfaccettatura umana, quindi, nella pellicola in questione, dei due protagonisti, il film non ha dalla sua una particolare scorrevolezza; caratteristica, questa, che ho riscontrato in gran parte della produzione francese (“il diario di una cameriera”, “bella di giorno”..), nella quale, a mio avviso, manca quel qualcosa di sferzante in più tipico dei suoi lavori messicani.

2 risposte al commento
Ultima risposta 12/06/2007 15.42.47
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Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  07/04/2007 23:37:59
   8½ / 10
Bunuel avrebbe potuto tranquillamente lasciare il titolo originale del romanzo da cui è tratto il film: La Donna e il Burattino, perchè sono queste le due figure che si materializzano davanti agli occhi dello spettatore.

La Donna, interpretata da 2 attrici, una francese ( Carol Bouquet ), e l'altra spagnola ( Angela Molina ), entrambe bellissime, che si alternano durante il perverso rapporo con Il Burattino, interpretato da un bravissimo Fernando Rey, il quale, completamente soggiocato dalla bellezza di Conchita entrerà in una spirale che lo porterà ad essere ripetutamente umiliato e offeso ( con tanta scuse a F. D. ).

Bravissimo il regista spagnolo a mescolare erotismo, desiderio, passione, masochismo, ironia, perversione.

Ultima prova di Bunuel ed ennesima perla da aggiungere alla collana dei cinefili.

davil  @  05/03/2007 10:48:37
   8½ / 10
uno dei registi per me migliori di tutta la storia del cinema sforna l'ennesimo grande film. Fernando Rey grande nell'interpretazione

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  01/11/2006 17:13:39
   10 / 10
Capolavoro assoluto di Bunuel, che tratteggia una storia graffiante carica di simbolismi sul rapporto uomo-donna e sulle sue miserie, in cui la donna appare come un'ammaliante seduttrice da cui si vuole rifuggire ma dalla quale non si può prescindere, neanche dopo la più cocente delle umiliazioni.
Fernando Rey è perfetto nell'incarnare l'uomo di mezza età tanto ardente dal desiderio di possedere Conchita (non in senso carnale, s'intenda, o almeno non solo) da non rendersi conto di come sia lei, novella Taide, a possedere lui.
"A te piace quello che ti nego, non quello che hai già": in questa frase è racchiusa la consapevolezza di Conchita del proprio fascino ammaliante, sapientemente articolato su occhiate ora tenere ora suadenti, sull'attesa gestita per tenere sempre viva la fiamma, sui "sottintesi e sulle azioni", il tutto scandito da "esplosioni" ed "attentati terroristici", che riflettono l'animo di Rey fino ad identificavisi e distruggerlo, liberandolo.
Imperdibile.

4 risposte al commento
Ultima risposta 20/12/2010 10.52.31
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Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  01/09/2006 10:54:37
   8 / 10
Il mio film preferito di bunuel e il fascino discreto della borghesia , cmq un gran bel film da guardare e riguardare .

Crimson  @  29/08/2006 00:42:22
   8½ / 10
Uno dei più bei film di Bunuel, sulle contraddizioni della moderna società disfattista e sul rapporto di coppia, il cui limite tra parodia e realtà è ormai indistinguibile. Grandissimo Fernando Rey e bellissime le due protagoniste. Geniale la trovata delle due attrici diverse per descrivere meglio due tratti caratteriali della stessa donna/padrona.
Il taglio grottesco di Bunuel probabilmente mai è stato così amaro e piacevolmente irritante come in questa strepitosa pellicola.

Diames  @  15/08/2006 03:49:37
   9 / 10
Uno dei tanti capolavori di Bunuel, ricco di trovate geniali. Non il suo migliore, non sempre totalmente a fuoco, a mio parere, ma nel complesso rimane un film di valore inestimabile. Ottimo il finale. Geniale anche l'idea di immergere i protagonisti in un clima terroristico a cui essi non danno la benché minima importanza. Per non parlare della scelta di far recitare a due attrici lo stesso ruolo. Insomma, ce n'è quanto basta per considerarne d'obbligo la visione. Il "testamento" di uno dei più grandi registi mai esistiti, di uno che ha tanto cercato senza mai trovare. E poi chi, se non Bunuel, avrebbe potuto chiamare un gruppo terroristico "Gruppo Armato Rivoluzionario del Bambin Gesù"?

cieloduro  @  12/08/2006 18:12:09
   10 / 10
Un film da vedere ma non prima di innamorarsi.

pietroilgrande  @  10/08/2006 11:55:58
   9½ / 10
Affascinante ed inquietante.

cresimato  @  31/07/2006 18:25:24
   10 / 10
Attenzione attenzione, questo è un film che non puo' fare che bene perchè descrive come nessun altro la natura umana, sia la femminile che la maschile. Guardatelo per capire voi stessi e il vostro partner.

Tino Tinone  @  20/07/2006 01:08:05
   10 / 10
Stupendo e da brividi! Soprattutto se uomini!

preston  @  27/06/2006 19:42:47
   9½ / 10
Bunuel, un grande!

Gruppo COLLABORATORI paul  @  25/05/2006 12:25:13
   10 / 10
Ragazzi, qui siamo (a mio giudizio,ma non solo mio) di fronte ad uno dei più grandi capolavori di ogni tempo. Il grande, indimenticabile, Luis Bunuel inserisce tutti gli elementi simbolisti e surrealisti nella sua opera summa ed ultima, la più grandiosa.

Quell'oscuro oggetto del desiderio è un film venato di misoginia ma di pungente misiandria allo stesso tempo. L'ultimo sberleffo del grande Luis alla donna e all'uomo.

In esso sono contenute tutte quelle tematiche care al regista e presenti fin dalla nascita dell'essere umano: quelle del rapporto uomo-donna.

Il grande Fernando Rey s'innamora di una donna che non lo caga, che non lo vuole: ma nonostante tutto (per stupidità? masochismo? utopismo?) egli continua a corteggiarla, tra Siviglia e Parigi. Quando si offre ( a lei e alla madre di lei) di pagare i debiti riscontrati dalle due donne, ecco che cade in trappola: il topo è in trappola. Le due donne del resto "potrebbero" guadagnare quanto vorrebbero, se solo volessero, ma chi è a questo punto la vera prostituta? Chi (la prostituta) la fa di professione o chi, come loro, sfruttano l'ingenuità di un uomo rubandogli del denaro? Ho detto due, ma in realtà la protagonista è solo una, la Conquita di cui Rey s'innamora. La madre non c'entra. Ma in realtà due sono le protagoniste: Bunuel infatti fa interpretare lo stesso personaggio di Conquita a due attrici diverse, Angela Molina e Carole Bouquet. Motivo? Non si sa.
Come non sono chiarificatori i sacchi di juta che continuano a passare nelle varie scene del film. Forse il cane che abbaia invece sta a significare l'impossibilità di questo imbecille (che rappresenta tutta l'universale imbecillità maschile) a capire che questa donna non lo vuole, non lo ama.
Solo una bomba, dei terroristi anarchici che si sono alleati al gruppo religioso del Bambin Gesù, potrà risolvere la situazione.
L'uomo è imbecille, e la donna porta avanti la sua danza, con la furbizia e l'arroganza che caratterizzano da sempre il gentil sesso.
"Un proverbio tedesco dice che quando si esce con una donna bisognerebbe sempre portare un bastone; un mio caro amico dice che le donne sono sacchi pieni di escrementi (forse sono le donne dentro il sacco di juta?); cosa stanno facendo? se discuten!" dice il maggiordomo di Fernando Rey, suo vero alter ego.
Un film che consiglierei di vedere a qualsiasi persona quando s'innamora. Da collezione.

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Ultima risposta 13/07/2006 11.54.28
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lucakaos  @  24/05/2006 14:33:40
   9½ / 10
Molto bello, molto inquietante, non adatto alle coppie. Molto maschilista, nello stile dei surrealisti.

crisantemo  @  24/05/2006 14:25:37
   10 / 10
Inquietante e grottesco, ma estremamente realista. Un capolavoro.

SIMMONS24  @  15/05/2006 15:44:00
   10 / 10
mamma mia! E' un film del terrore! Un capolavoro surrealista e, come ha scritto qualcuno, realista. Amaro ma necessario.

il.regista  @  15/05/2006 15:36:38
   10 / 10
Non guardatelo prima di sposarvi. O forse sì. Il surrealismo di Bunuel contro il realismo del rapporto donna/uomo.

ninio-ciaparal  @  13/05/2006 19:46:22
   10 / 10
Insieme a Viridiana e Il Fascino della Borghesia è il miglior Bunuel. Iperealista.

Invia una mail all'autore del commento damix  @  07/04/2006 23:29:52
   6 / 10
nn mi è piaciuto molto...bastardissima la ragazza, lo fa soffrire troppo...cm capita spesso, troppo spesso purtroppo anche nella realita...geniale l'idea della doppia attrice ad evidenziare la doppia personalità della ragazza....finale TREMENDAMENTE BRUTTO..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  22/03/2006 19:37:19
   10 / 10
nella sua ultima opera bunuel affronta il rapporto uomo/donna con amaro (sur)realismo.un film necessario per ogni maschio

phemt  @  17/03/2006 20:44:57
   8 / 10
L'ultima opera di Bunuel è un film terribile nel senso più ampio della parola (quasi horror come ha già scritto qualcuno)… Tratto da un racconto di fine 800 Bunuel con il suo impareggiabile stile (geniale la scelta della doppia attrice) racconta alla perfezione il rapporto uomo-donna facendo vivere allo spettatore (maschile) una situazione che purtroppo ha già vissuto (o la vivrà, e per il fortunato a cui non è accaduto e non accadrà, beh, ha tutta la mia invidia)… Geniale, come tutte le opere di Bunuel… Ottima prova del cast (Rey su tutti), peccato per il finale un pelo troppo prevedibile…

benzo24  @  27/05/2005 19:01:46
   10 / 10
Ancora un capolavoro di Bunel!

Mpo1  @  18/04/2005 01:05:20
   8 / 10
Cosa dire di un regista che ha iniziato la sua carriera con un film epocale (Un Chien andalou) e l'ha terminata con un altro grande film quasi 50 anni dopo?
Bunuel è uno dei registi più grandi, e questo è uno dei suoi titoli più famosi. Geniale la trovata delle 2 attrici che interpretano lo stesso personaggio. Cmq non è tra i miei preferiti: mi piacciono molto di più film come 'Il Fascino discreto della borghesia', 'L'Age d'or' e 'Viridiana'.

Nightcrawler  @  06/04/2005 23:34:40
   9 / 10
Servi della gleba a testa alta, verso il triangolino che ci esalta...

Impietosa analisi venata d'ironia di una condizione in cui ogni uomo (inteso come maschio) prima o poi si è ritrovato.

bea80  @  04/03/2005 00:56:01
   10 / 10
Terribile, terribile, terribile...un pò mi vergogno (da donna), ma ha ragione cash al 100%
è un film dell'orrore, ma le cose stanno proprio così. solo un genio come bunuel poteva spiattellare le cose in amniera cosi' cruda e veritiera. il rapporto uomo e donna, pero' non generalizziamo :-))))))
staà proprio così.
uomo fesso-donna spietata

ranzou  @  04/03/2005 00:43:12
   7 / 10
Il film e' bello....Un film per pochi però.....la sua croce e delizia

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Ultima risposta 04/03/2005 00.52.10
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Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento cash  @  09/02/2005 11:26:43
   10 / 10
mai, in nessuna opera d'arte, romanzo, piece teatrale o altro la realtà dei fatti viene esposta in maniera così terribilmente convincente. Ovvio che le cose (per fortuna) non vadano sempre così, ma chi ha una minima esperienza con donne non può che guardare il film con angosciato fastidio. Altro che commedia, altro che quattro risate; questo è atutti gli effetti un film dell'orrore, una delle cose più spaventose che esistano. L'inganno della natura dell'amore, la schiacciante supremazia di una mente femminile che soggioga e vince chi voglia farsi annichilire. Tutti abbiamo fatto una figura del genere almeno una volta nella vita. In quelle occasioni in cui la dignità va in vacanza, e siamo lasciati in balia del nostro istinto più oscuro, che ci porta ad essere carne da macello per chi non sa neppure che esistiamo...

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Ultima risposta 22/12/2007 22.18.51
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Kr0nK  @  21/01/2005 12:58:10
   8 / 10
Bel film..un voto in più per quando il protagonista schiaffeggia la zoc**la.
Ps:peccato non l'abbia fatto per tutta la durata del film.

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Ultima risposta 10/02/2005 13.37.42
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Hideo Kojima  @  30/12/2004 20:56:00
   4 / 10
Troppo sopravvalutato.
E poi i film francesi non mi sono mai piaciuto.

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Ultima risposta 19/08/2006 15.09.12
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JoJo  @  29/12/2004 01:29:32
   3 / 10
Si potrebbe descrivere lo humour nero, nerissimo ed a volte improntato sul nonsense che serpeggia per questo film (fino ad un colpo di scena finale a dir poco telefonatissimo), si potrebbe disquisire sulla scelta molto originale di Buñuel di far interpretare lo stesso personaggio da due attrici diverse, oppure parlare dei simbolismi più o meno comprensibili di cui rigurgita la pellicola, o di tante altre belle cose... ma perché farlo, quando il risultato è una schifezza?

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Ultima risposta 28/06/2005 22.37.14
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Prof  @  28/12/2004 23:17:43
   10 / 10
Prima di esprimere il mio giudizio ho dato una scorsa a quelli di chi mi ha preceduto. Condivido integralmente le posizioni di Dragonfly e Maremare, che trovo complementari e secondo me hanno fornito le argomentazioni più adatte. Rimando pertanto a quelle per motivare il mio voto: non sempre, infatti, "repetita iuvant"...

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Ultima risposta 04/03/2005 16.20.15
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pacotorres  @  25/12/2004 19:30:24
   10 / 10
Chi giudica un film dalla lentezza, non è in grado di capire il cinema.

Vincent Vega  @  11/12/2004 22:30:49
   2 / 10
Tutti sti 10 ma siete pazzi?Simon ha proprio ragione e di una lentezza mostruosa.

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Ultima risposta 16/12/2004 11.03.22
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adorno  @  11/12/2004 17:00:15
   10 / 10
Mi accordo ancora con pablo (picasso) ;-)

Invia una mail all'autore del commento picasso  @  10/12/2004 20:28:30
   10 / 10
Eccezionale, peccato oggi non se ne facciano piu´ film come questi.

butcher  @  10/12/2004 17:23:40
   10 / 10
la tematica del rapporto uomo - donna santa e putt.ana (come ha scritto giustamente maremare) tocca con questa pellicola il massimo spessore di indagine ed approfondimento. Alcune scene rimangono stampate nella nostra immagine inconscia.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  07/12/2004 00:54:49
   10 / 10
Un tema apparentemente banale, la scissione tra l'mmagine santificata e quella demoniaca del femminile, viene trasformato in un film di grande impatto emotivo e intellettuale.
La legge del desiderio.
Capolavoro.

dragonfly  @  02/12/2004 22:43:37
   10 / 10
L'ultimo film del mitico Buñuel, che ci lascia con un'opera sconcertante, raffinata ed affascinante. Il film, che migliora notevolmente il controverso romanzo erotico di Louys "La mujer y pelele", è trascinato dai suoi classici tocchi surreali e dalla genialità del regista.
In mezzo a un momento di caos (con misteriosi attentati che fanno saltare ogni angolo delle città in cui si svolge l'opera), si muove l'indimenticabile Mathieu (il grande Fernando Rey), che ricostruisce il suo calvario in un treno di fronte a un nano professore di psicologia (d'antologia!) ed altri viaggiatori.
Ma la vera genialità del film è il personaggio di Conchita, affidato a due attrici così simili e diverse al tempo stesso (la fredda e divina Carole Bouquet, e la calorosa spagnola Angela Molina), che si alternano nel personaggio senza che nessuno (tranne il perplesso spettatore) se ne renda conto.
La storia di Mathieu è un via crucis dai tocchi buñueliani: la volgarità, l'umore distante, il rovesciamento di situazioni. Ed è tutto questo tutto quello che fa di questo film un grande capolavoro, come tutti gli altri film di Buñuel, che lascia oggi come oggi un vuoto incolmabile nella cinematografia contemporanea. Grazie di tutto maestro!

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