ore 15:17 - attacco al treno regia di Clint Eastwood USA 2018
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ore 15:17 - attacco al treno (2018)

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locandina del film ORE 15:17 - ATTACCO AL TRENO

Titolo Originale: THE 15:17 TO PARIS

RegiaClint Eastwood

InterpretiAnthony Sadler, Alek Skarlatos, Spencer Stone, Jenna Fischer, Judy Greer, Ray Corasani, Shaaheen Karabi, William Jennings, Thomas Lennon, Jaleel White, Tony Hale, Sinqua Walls, P.J. Byrne, Helene Cardona

Durata: h 1.34
NazionalitàUSA 2018
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 2018

•  Altri film di Clint Eastwood

Trama del film Ore 15:17 - attacco al treno

Nelle prime ore della sera del 21 agosto del 2015, il mondo ha assistito stupefatto alla notizia divulgata dai media, di un tentato attacco terroristico sul treno Thalys 9364 diretto a Parigi, sventato da tre coraggiosi giovani americani che viaggiavano per l'Europa. Ore 15:17 - Attacco al treno (The 15:17 to Paris), il nuovo film di Clint Eastwood, ripercorre le vite di questi tre amici, dai problemi dell'infanzia, alla ricerca del loro posto nel mondo, fino alla serie di sfortunati eventi che hanno preceduto l'attacco. Durante quell'esperienza straziante, la loro amicizia non ha mai vacillato, trasformandosi nella loro arma più potente e che ha consentito loro di salvare le vite di oltre 500 passeggeri presenti a bordo.

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Voto Visitatori:   4,75 / 10 (26 voti)4,75Grafico
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Voti e commenti su Ore 15:17 - attacco al treno, 26 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  09/07/2018 21:24:25
   4½ / 10
L'idea da un certo punto di vista teorico non era certo da buttar via. Considerato che due suoi precedenti film come Sully o American sniper mettevano sul piatto l'atto eroico di singole persone tutto sommato normali. Normali, ma che in fin dei conti il destino porta verso un certo evento che li porterà ad agire in maniera eroica. Oltretutto usando i veri protagonisti di quell'evento come attori si creava una certa miscela tra ricerca realistica in un ambito come quello cinematografico, tempio della finzione e della mistificazione, tanto che nel finale se non fosse per la grana grossa della ripresa televisiva difficilmente si dinstinguerebbero le due rappresentazioni (cinematografica e televisiva).
E' nel resto del film che Eastwood fallisce in qualche modo i suoi obiettivi, con una prima parte, quella dell'infanzia, poco interessante e schematica con la conservazione della triade Dio/patria/famiglia mai messa indiscussione, anche se va dato atto ad una sottile denuncia di certo bigottismo americano. Le riprese europee sono cartolinesche e francamente inutili che aggiungono poco alla carattetizzazione dei personaggi, alimentando la noia. E francamente quella retorica misticheggiante dopo un po' scassa i maroni. Quindi se in liena teorica poteva essere un esperimento interessante, proveniente da un regista classico come il buon Clint, all'atto pratico è un film tuttaltro che riuscito.

camifilm  @  14/06/2018 12:53:38
   6 / 10
Non il solito film tutta azione.

Si parla di ragazzini cresciuti insieme a scuola, con continui richiami dai professori e dal preside, ma sempre uniti. Forse troppa esaltazione per le armi fin da piccoli, ma questa è anche l'america USA. Quindi c'è tutta la crescita le strade che si dividono in Afghanistan e in altri corpi militari. E il viaggio di ritrovo in Italia, devo dire ben rappresentata almeno nei monumenti tipicamente noti (Colosseo, piazza Spagna, Venezia coi traghetti e l'arte) è nel resto d'Europa. L'azione del film arriva ora. Sul treno per Parigi ed è forse la parte più retorica, ma tratta da storia vera. Bello il discorso finale del presidente francese.

Il film in sé risulta leggero e non impegnativo, non è azione alla Clint, siamo più verso un film alla Gran Torino, dove si raccontano storie e legami.

Si vede la grande presa di posizione di Clint a favore delle armi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  31/05/2018 17:04:52
   5 / 10
Pensavo ci fosse molta più azione, probabilmente perché prima della visione non ho letto la trama!
Il film è un mezzo passo falso del regista texano. I dialoghi sono la parte più insignificante. Buono l'approfondimento dei protagonisti.

topsecret  @  22/05/2018 17:12:40
   6½ / 10
Il mio errore è stato quello di non leggere la trama, visto che poi ATTACCO AL TRENO si è rivelato ben diverso dal film che mi aspettavo. Leggendo il titolo e il nome di Eastwood ho fatto 2+2 e mi sono detto che era inutile leggere e cercare notizie sul film. Purtroppo la mia delusione è dovuta al fatto di aspettarmi un film d'azione e non il racconto, basato su fatti reali, della vita di tre ragazzi americani, eroi per un giorno, in viaggio per l'Europa.
Ma nonostante la delusione già citata, il film del buon vecchio Clint non può certamente meritare dei voti ad minchiam che ho visto scorrendo la pagina. Innanzitutto è raccontato in maniera dettagliata, i protagonisti se la cavano bene nonostante non siano attori ma i veri protagonisti del fatto di cronaca in questione, le dinamiche della vita adolescenziale prima e adulta dopo è piuttosto lineare, il ritmo narrativo tutto sommato appare fluido e la sceneggiatura risulta sufficientemente interessante, trattandosi di una biografia, coinvolgendo abbastanza e senza infastidire.
Sicuramente c'è meno azione di quanto mi aspettassi, ma quella poca che c'è riesce a rendersi efficace e tensiva quanto basta.
A mio avviso, è un film che può ambire tranquillamente a una piena sufficienza.

TheGame  @  16/05/2018 01:56:23
   4 / 10
Altra sciocchezzuola firmata Eastwood, stavolta alle prese con le gesta di tre uomini, anzi tre americani (perché sennò il nostro non si scomoda), ne ripercorre le tappe con malizia quasi autocitazionistica, per poi finire ad una traversata da itinerario alpitour e ad una spudorata glorificazione a stelle e strisce, ma sarebbe ormai il caso di salvare il soldato Clint dalle sue manie filo egemoniche.

VincVega  @  22/03/2018 18:16:29
   3 / 10
Pensavo che il vecchio Clint non potesse fare peggio di "American Sniper", invece ci è riuscito. Questo "Ore 15:17 – Attacco al treno" sembra un film per la TV venuto male. Un concentrato inconcepibile di banalità e retorica.
Non capisco poi fare un film su un'America così, dove bambini di 12 anni già giocano a softball e iniziano già a sparare. Che propaganda è? Sarà contento Trump e la lobby delle armi. Ma questa manica di disadattati americani invece di avere queste fisse da psicopatici, che andassero a f***e. Poi ci si ritrova che ogni due per tre c'è una sparatoria con decine di morti.

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E' incredibile come il vecchio Clint si sia rammollito così tanto. Dopo la trilogia della retorica e propaganda americana ("American Sniper", "Sully" e "Ore 15:17") speriamo si ripigli a pellicole almeno decenti. Con "Ore 15:17" Eastwood forse voleva fare un film simile a "United 93", ma il risultato è imbarazzante.

Biula  @  03/03/2018 13:56:16
   3 / 10
Sono andata a vederlo senza informarmi semplicemente per il regista.
Noioso, lentissimo.
80% infanzia dei protagonisti (bastava un narratore con le immagini in sequenza), 10% il climax è 10% i ringraziamenti e le onorificenze.
Si buttano tanti soldi a vuoto e questa è una di quelle volte.
Se proprio vogliamo trovare una nota positiva, i tre protagonisti : i veri eroi disposti a rivivere quegli attimi di paura.

JOKER1926  @  26/02/2018 20:40:10
   6½ / 10
"Ore 15:17 - attacco al treno" è la nuova fatica del grandissimo e secolare Eastwood. Quando ci si imbatte con questa regia c'è da aspettarsi sempre molto. Clint Eastwood rappresenta , in ambito cinematografico, un sublime compromesso fra tecnica registica e contenuto; parliamo di una regia di alto livello stilistico e di coerenza, fra svariati pregi e qualche inesorabile difetto.

La nuova produzione del 2018 tratta un tema scottante e drammatico, purtroppo, le nuove generazioni e i nuovi anni del nuovo millennio sono scanditi dalla tragicità del terrorismo. Il tema del film riguarda proprio le seguenti dinamiche. Eastwood narra, a suo modo, le vicende di un gruppo di ragazzi americani , protagonisti di aver sventato un attacco su un treno. L'argomento è sicuramente nobile ed emerge la curiosità dello spettatore.

Eastwood nel frangente non si dedica esclusivamente alla mera rappresentazione dell'azione e del terrore, "Ore 15:17 – attacco al treno", è costruito su una struttura alternativa, forse non geniale ma sicuramente apprezzabile.
Insomma il film illustra, sorprendentemente, le vite dei personaggi (la cosa parte dall'infanzia degli stessi ragazzi) e solo nell'ultima parte il film si avvicina al disegno del titolo.

Cosa viene fuori?

Un film insolito che non risponde ai canoni classici del regista, i ritmi non possono non esser diversi e dunque meno incalzanti. Il prodotto americano quindi gioca, a suo modo, più sulla psicologia dei ragazzi che sulla cruenta azione. Notiamo una certa maestria (lapalissiana) di Eastwood e anche una certa (insolita) sensibilità /delicatezza.

"Ore 15:17 – attacco al treno" risulta essere, sotto tutti i punti di vista, un film diverso. Molti spettatori, però, potrebbero non apprezzare la cosa. Il Cinema è legittimamente, un fenomeno di massima soggettività.
L'unica cosa che non convince, forse in maniera quasi oggettiva, è quella ricerca della retorica di patriottismo tanta cara alla regia. Alcune cose nel finale hanno il sapore di sfrenato americanismo. Eastwood, su queste cose, gode piacevolmente.

Veppe96  @  19/02/2018 00:27:42
   3 / 10
Partiamo dal presupposto che il titolo (15:17 - Attacco al treno) è altamente fuorviante: nessuna delle due informazioni ha senso di esistere per quello che ho visto.
1. Nel film non si fa MAI riferimento a quell'orario, nemmeno per sbaglio (che dovrebbe essere l'ora di partenza del treno Thalys 9364 diretto a Parigi).
2. Tralasciando due o tre flashbacks completamente inutili al fine della trama, quello che doveva essere il film vero e proprio (un thriller su un attacco terroristico) é relegato agli ultimi 10 minuti. Minuti scontati, veloci e prevedibili, dove ci si rende conto che l'intera visione non è servita praticamente a niente e che la pellicola sarebbe potuta effettivamente durare 10 minuti. E dove si esulta in maniera imbarazzante: "Oddio finalmente si vede un treno!!!".

1 h e 20 minuti di digressione sulla vita dei 3 protagonisti: dalle scuole medie, agli insegnamenti per le forze armate. Dai viaggi in giro per l'Europa, al famoso treno diretto per Parigi, una delle ultime capitali europee che avrebbero dovuto visitare.
Digressione noiosa, mal recitata, poco intensa, che lascia un vuoto inquietante ed inesorabile nello spettatore. I 3 ragazzi, nonchè VERI PROTAGONISTI del fatto storico, sono sicuramente piacevoli, ma inadatti a recitare e non comunicano pressochè nulla, se non una sana simpatia.

Finale assolutamente scontato e nemmeno cinematografico (interessante solo per il suo valore storico).
Non rimane nulla. Nemmeno lo sdegno, lo schifo, l'imbarazzo..il nulla, che è ben peggio. Mi sono seriamente chiesto cosa potesse pensare Clint Eastwood nel girare questa robaccia senza trama e senza uno straccio di idea, che sia una. Da evitare a tutti i costi.

1 risposta al commento
Ultima risposta 03/03/2018 13.51.12
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ferzbox  @  18/02/2018 14:07:08
   4½ / 10
Posso capire che il cinema di Clint Eastwood non sia gradito da tutti, ma personalmente sono sempre riuscito a trovare qualcosa nelle sue pellicole; quando più, quando meno, ma il sentalismo e la ricerca dei valori umani è sempre stato il fiore all'occhiello e allo stesso tempo l'elemento che ha sempre salvato in corner il famoso attore/regista americano.
Ora immagino che Eastwood sia arrivato ad un punto dove si è reso conto di aver dato tutto quello che poteva dare, oppure non si sente più ispirato quanto un tempo, ma questo "Ore 15:17-attacco al treno" è veramente un film senza alcun pregio particolare; ne a livello di tecniche cinematografiche, ne tanto meno nella storyline; un film che lascia un senso di vuoto allarmante, se si pensa che colui dietro la macchina da presa difficilmente cadeva in questo errore...
Una storia vera portata su schermo senza alcuna voglia di coinvolgere; tre ragazzi americani che riescono (anche un pò fortuitamente) ad evitare una strage terrificante all'interno di un treno in corsa(e fino a qui le premesse per farci un buon film c'erano tutte), però senza nulla di interessante nella storia del loro passato(sin da quando erano ragazzini), con aneddoti della loro vita messi su pellicola tanto per riempire e giustificare un comportamento nazionalista e al contempo anticonformista che non riesce mai a dare quel qualcosa in più per giustificarne i 4/5 di tempo che Eastwood ha voluto dedicargli; si assiste al clou solo nel finale e quello che si vede è tutto l'opposto di quello che si vorrebbe vedere, creando nello spettatore un inevitabile senso di delusione e perplessità; ci si chiede:" Per quale motivo ho speso questi soldi?"...oppure:" Perchè questa volta Clint Eastwood" è risultato totalmente insipido"?.....
....avete presente quei film che quando beccate in televisione li guardate per 10 minuti e poi cambiate canale perchè non vi dicono nulla?....ecco, quelli.....
Non mi aspettavo di certo un capolavoro, ma accidenti, non mi aspettavo nemmeno questo zero assoluto da lui......se l'andazzo comincia ad essere questo è meglio se comincia a prendere in considerazione l'idea di ritirarsi.....

marcogiannelli  @  18/02/2018 09:47:28
   4½ / 10
Clint stecca malamente il suo ultimo film. Sceneggiatura scritta malissimo, montaggio che funziona anche peggio. Della storia si vedono 5 minuti e i flash forward non regalano nulla allo spettatore, se non confusione in quanto sembra che ad un certo punto il regista si dimentichi dell'attentato.
Ora non voglio dire che se l'attentato è durato 5 minuti dovessero costruirci qualcosa di più spettacolare, anzi, ma non è riempiendo di scene inutili e prive di senso (ma intrise di una retorica e di "America, w l'America e i suoi eroi"). A questo punto si poteva approfondire la storia dei personaggi e delle persone, a me che questi vanno in Italia, bevono vino, esclamano "figo, bellissimo, facciamoci un selfie", si fermano a guardare il tramonto con frasi poetiche frega davvero niente.
I ragazzi, nonostante non siano professionisti, non se la cavano malissimo.

Cinquantenne  @  18/02/2018 05:16:19
   10 / 10
CAPOLAVORO! Finalmente un c***o di film realistico, interpretato dai veri personaggi, che fa vedere la loro vita senza invenzioni di sorta. Tante scene inutili ma così deve essere, sono stanco di sti c***o di film romanzati, voglio la realtà così come è senza tante rotture di c*****i. Bello mi ha colpito, spero di vedere altri film del genere!

lucasssss  @  17/02/2018 03:08:06
   3 / 10
Ma che mi rappresenta questo film???
Attacco al treno........... umh.......... attacco al treno........ ma de che!!!!!!!
Tutto il film incentrato sulla storia (piatta e noiosa) di tre ragazzi che gironzolano senza meta per l'Europa per poi salire su di un treno dove negli ultimi 10 minuti (DICO NEGLI ULTIMI 10 MINUTI!!!) si trovano di fronte ad un imbecille che con un fucile

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER cerca di dirottare un treno
Risultato, viene fermato dai 3 ragazzi

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Piccola colluttazione, fra l'altro girata anche male e tutto finisce, si, 5 minuti di "attacco al treno" e 5 minuti per gli scontatissimi encomi al valore con la consueta medaglietta al petto accompagnato dal discorso patriottico.......
No, da Clint non me lo aspettavo proprio, uscito dalla sala non deluso, di più, quasi schifato, un film inutile


Ciao
Lucasssss

2 risposte al commento
Ultima risposta 20/02/2018 14.53.56
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  15/02/2018 09:42:11
   5 / 10
Da fan del grande Clint mi duole molto commentare negativamente la sua ultima opera, anche perché lodevole nelle premesse e negli intenti ma purtroppo scadente nell'iter che spinge l' autore texano all' ennesima celebrazione dell' uomo comune, quello che pur non avendo mai avuto un ruolo di spicco si erge dalla mediocrità assurgendo a scudo contro il male.
I tre ragazzi che il 21 Maggio 2017 sventarono un attentato sul treno in viaggio da Amsterdam a Parigi ci vengono raccontati sin dall' infanzia, con l' obiettivo puntato soprattutto su Spencer, quasi un emblema del fallimento, eppure consapevole di avere nel proprio destino le stimmate dell'eletto.
Tra insistenze belliche a scopo pacifico e l'ostinazione inerente una morale forgiata da fede e senso del dovere si sfocia quasi nel morboso, fattore che denota la radicalizzazione di certi temi cari ad Eastwood qui riletti sotto un' ottica senile ed anacronistica.
I dialoghi spesso didascalici o semplicemente poco interessanti vanno a braccetto con l'Incedere documentaristico, col risultato di aizzare l'effetto noia a più riprese. Non giova inoltre la scelta di far recitare gli autori stessi di quell' impresa, decisamente a disagio fungono da arma a doppio taglio, scollegando dal realismo cercato con incedere maniacale.
Incomprensibili le digressioni vacanziere, cartoline turistiche appesantite da scene che poco servono alle caratterizzazioni dei singoli.
Un' opera minore a dir poco, motivata da buoni sentimenti veicolati in maniera discutibile e per certi versi addirittura estremistica.

fluke  @  14/02/2018 15:53:50
   9 / 10
Clint Eastwood narra la vicenda di tre normali ragazzi americani diventati eroi meritando l'onorificienza della Legion d'onore francese per aver sventato l'atto terroristico al treno diretto a Parigi nell'agosto 2015.
Responsabiltà individuale, difesa dei valori dell'Occidente: libertà, radici cristiane.
"Dio rendimi strumento della Tua pace. Dove c'è odio, lasciami seminare amore; dove c'è ferita, perdono; dove c'è dubbio, fede; dove c'è disperazione, speranza; dove c'è oscurità, luce; dove c'è tristezza, gioia."
San Francesco d'Assisi.

Spera  @  14/02/2018 14:19:45
   3 / 10
E sai perchè?
Perchè caro Clint sei un caxxo di ipocrità.
Io lo apprezzavo questo attore/regista ma non sopporto più,innanzitutto, il suo patriottismo sfacciato e ostentato che mi fa l'effetto del Guttalax, primo punto.
Che si ricollega immediatamente al secondo, ovvero l'essere sempre in prima linea, nella sua privata, come uomo di idee nazionaliste di estrema destra e guerrafondaie.
Poi però fa film come Gran Torino (che reputo un gran film) per arruffianarsi il pubblico quando ai negri ci sparerebbe addosso se potesse (provocazione/supposizione).
Questa è l'ipocrisia, secondo me, che si porta dietro.
Tutto per cosa?
Per fare il politically correct ed essere amato dal pubblico e dalla critica?
Non che voglia entrare nella vita privata di questo regista ma mi sembra che nei suoi film dica l'esatto contrario di ciò che è diventato come uomo.
E l'ipocrisia al servizio del profitto e della fama è una delle cose che odio di più, poi magari sto sbagliando perchè non lo conosco personalmente e magari qualcuno che ne sa di più e può spiegarmelo ma questa è la mia impressione.

Per me rimane il magnifico attore di "Per un pugno di dollari" e altri western, l'autore di qualche buon film del passato.

Soprattutto non andate a veder questo film al cinema ma usate il tempo in altro modo.

pak7  @  13/02/2018 00:48:09
   5 / 10
Si fa fatica a pensare che dietro questo ci sia un regista come Clint Eastwood. La vicenda che dà il titolo il film si riduce a 10 minuti netti finali. Stop.
Inutili i continui flashback, inutile raccontare la storia dei protagonisti, servita quasi come pretesto per creare un lungometraggio di oltre 90 minuti. Al contrario di molti non mi è dispiaciuta la scelta di far impersonare le vesti dei protagonisti ai veri eroi di un giorno che si sarebbe potuto trasformare in tragedia.
Ma è davvero troppo poco.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  12/02/2018 23:14:01
   3 / 10
Direi che può succedere di sbagliare un film, specie se si hanno quasi 88 anni. Posso spiegare perché è un prodotto fallimentare. Eastwood voleva portare in scena in un lungometraggio la storia di questi tre eroi per caso americani (due sono militari), una storia per la quale sarebbe stato eccessivo anche un cortometraggio di 10 minuti. Pertanto dei 94 minuti film circa 84 dovevano essere riempiti in qualche modo. Non volendo falsificare la realtà (già la scelta degli attori è un segnale chiarissimo in questa direzione) ha dovuto riempire gli 84 minuti con banalità sconcertanti e con dialoghi insignificanti e a volte fastidiosissimi. Insomma questa non era una storia che poteva essere raccontata in un film e non era giusto farne un film. Tralascio l'ipotesi che il film sia solo un tentativo di pubblicizzare il corpo dei Marines, per la prima volta nella sua storia alla disperata caccia di reclute come prova lo spot del Super Bowl. Ma è solo un ipotesi. La realtà dice solo che un film del genere non andava fatto, ma Eastwood non è tipo da cortometraggi.

Wilding  @  12/02/2018 21:19:14
   4 / 10
E qui mi crolla il "mito" di Eastwood regista. Un semi documentario che si può ridurre in 10 minuti appena senza alcun bisogno di spillar quattrini a spettatori ignari e sicuri di recarsi ad un gran bel film. Inconcepibile, in tal senso, la scelta dei ragazzi eroi come attori!

dagon  @  11/02/2018 20:41:28
   4 / 10
Eastwood continua il processo di Woodyallenizzazione e sforna un film completamente inutile, sconcertante nella sua vacuità e nella sua concezione a dir poco elementare. Al riaccendersi delle luci in sala, un senso di colossale WTF? collettivo come da molto non mi capitava di percepire....

gemellino86  @  11/02/2018 19:09:51
   4 / 10
Eastwood ancora una volta si cimenta su storie realmente accadute ma stavolta fallisce miseramente. L'ho trovato davvero troppo noioso e miracolosamente non ho sbadigliato. Ho apprezzato solamente gli attori che interpretano loro stessi e per questo non lo boccio del tutto.

jiko  @  11/02/2018 13:22:10
   2 / 10
Colpa mia, che sono andato a vedere il film senza prima leggere i commenti e le recensioni. Vedo il nome di Clint Eastwood alla regia, di solito è una garanzia, anche se negli ultimi anni è in lieve declino, i suoi primi film da regista hanno lasciato il segno e mi sono sempre piaciuti. Stavolta invece un disastro. Sembra un film girato dallo stagista dell'assistente regista, quello che ti porta il caffè nel bicchierone di plastica. Ma come ti viene in mente di girare un film del genere? Se non hai uno straccio di idea, piuttosto non fare nulla e attendi l'ispirazione per il prossimo film. Non si salva nulla. I flashback interminabili e privi di rilevanza narrativa, completamente scollati dalla storia che si svolge nel presente, protagonisti anonimi, il risultato è davvero irritante. Gelo in sala, la gente inizia a parlare ad alta voce, tanto ormai, cosa vuoi seguire? La trama, seriamente? Lasciamo da parte il messaggio di propaganda, non è questo il punto, si sa da che parte è schierato Clint Eastwood, da sempre. Alla fine del film si arriva quasi a rimpiangere "Pelham 123 - Ostaggi in metropolitana" con John Travolta, dove si toccano altissimi livelli di trash, ma almeno (nel suo genere) ha un senso, un ritmo e uno straccio di idea. In questo caso, nemmeno quelli. Soldi buttati al vento.

Clint Eastwood  @  11/02/2018 09:07:37
   5 / 10
Stavolta sono in disaccordo. Non puoi fare un film per una vicenda, per una scena che nel film dura si e no 10 minuti e ripercorrere buona in flashback. Capisco che gli USA hanno bisogno di eroi ed Eastwood gliene sta offrendo a iosa (dopo American Sniper e Sully) ma stavolta è un mero esercizio di propaganda o quasi, la necessità di costruire un film per... (?) ricordare. Peccato perché come film è di una banalità disarmante.

Del film sicuramente si ricorderà il fatto di aver incluso nel progetto i veri eroi della vicenda, il che personalmente mi ha fatto dubitare e incuriosire allo stesso tempo. Ebbene, niente di più facile, a Eastwood va dato merito di saper far recitare anche un sasso. Da soldati semplici, ragazzi di comune estrazione sociale, a degli attori/star che sfilano sul red carpet. E' una bella storia, ma è un'altra storia.

kosè82  @  10/02/2018 14:48:55
   5 / 10
Film che rimane poco o nulla. Non crea empatia fra protagonisti e spettatore e con una trascurabile quanto lunga parte centrale. L'attacco al treno del titolo si riduce ad una s*****ttata di 5 minuti. Si salva la prima parte con i protagonisti ragazzini e gli ultimi minuti. Clint stavolta ha toppato.

Levarg  @  10/02/2018 13:56:36
   4 / 10
Mi dispiace dirlo, ma io sono rimasto profondamente deluso da Clint. Forse uno dei suoi peggiori lavori (come regista), se non il peggiore!
La sola cosa apprezzabile è che i protagonisti sono i reali interpreti degli eroi di quel giorno, ma le cose positive finiscono qui.
Parte centrale del film che potrebbe fare concorrenza ad Alberto Angela, dialoghi banali, alcune scene inutilmente lunghe, totale assenza di ritmo, pathos inesistente su quanto sta per avvenire, finale dedicato più al discorso di Hollande (per carità, bello, ma...) che al vero protagonista del film che è il treno!
Potrei andare ancora avanti per molto parlando anche di regia e sceneggiatura, ma direi che può bastare...
Ovviamente, è il mio parere, ma credo che non stenteranno ad arrivare commenti come questo.

john doe83  @  10/02/2018 00:45:02
   7 / 10
Non uno dei film più belli di Clint, ma comunque un buon prodotto. Film con una parte centrale un po' lenta, bravissimi i 3 protagonisti (che sono anche i veri eroi) e impeccabile come sempre la regia.

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