mosquito coast regia di Peter Weir USA 1986
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mosquito coast (1986)

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locandina del film MOSQUITO COAST

Titolo Originale: THE MOSQUITO COAST

RegiaPeter Weir

InterpretiHarrison Ford, Helen Mirren, River Phoenix, Jadrien Steele, Hilary Gordon, Rebecca Gordon, Jason Alexander

Durata: h 1.58
NazionalitàUSA 1986
Genereavventura
Al cinema nell'Agosto 1986

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Trama del film Mosquito coast

Un inventore geniale ma anticonformista, Allie Fox, decide insieme alla sua famiglia, di trasferirsi in Sud America per fuggire dalla vita moderna. All'inizio le cose sembrano andar bene, ma presto sorgono i primi problemi..

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Voto Visitatori:   7,37 / 10 (35 voti)7,37Grafico
Voto Recensore:   8,00 / 10  8,00
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Voti e commenti su Mosquito coast, 35 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Zazzauser  @  31/10/2022 01:13:12
   6 / 10
Malgrado sia un estimatore di Weir, autore che considero fin troppo sottovalutato, devo ammettere che Mosquito Coast non mi ha entusiasmato. Sicuramente un suo minore, ma oltre a questo sembra proprio una grande occasione mancata, perche' il soggetto di partenza (il romanzo di Theroux) offre chiaramente parecchi spunti di interesse che il film affronta ma non e' in grado di sviluppare in maniera organica.
Il fulcro é la riflessione sulle nevrosi dell'America, talmente disillusa sull'idea del "sogno americano" da fuggire per ricostituire il proprio futuro, e farlo nella maniera piu' drastica possibile: costruendo una comunita' nel bel mezzo della giungla centramericana. L'incubo (molto postmoderno) di un Olocausto nucleare e il delirio megalomane di Allie Fox porteranno lui e la sua famiglia sulla strada dell'autodistruzione. Premesse interessanti, ma la sceneggiatura (di un pur ottimo Paul Schrader) non riesce a concentrarsi sui concetti e svilupparli in maniera approfondita. Le due ore di film si susseguono assecondando i deliri di Harrison Ford e di una famiglia (soprattutto di una moglie) totalmente - e a volte assurdamente - inerme e apatica al vortice di follia nella quale e' finita. L'incontro/scontro fra culture, il ricongiungimento primitivo con la natura (temi ricorrenti in molto cinema di Weir), i confini etici del missionariato cristiano (il reverendo Spellgood) in relazione al "comunismo" utopistico del folle inventore (e i suoi limiti), tutti concetti ben presenti a cui non viene dato il giusto respiro, a mio parere.
Davvero un peccato: forse avra' fatto di meglio la serie (quella di Neil Cross dell'anno scorso) ma spiace pensare che un format televisivo possa essere piu' convincente del prodotto di un autore come Weir (specie con un soggetto cosi' interessante)

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  28/08/2022 16:54:34
   7 / 10
Tutt'altro che commerciale, questo film ci accompagna nel delirio di un uomo convinto di poter cambiare il sistema. Il resto a grandi linee potete immaginarlo.

Filman  @  20/07/2021 22:18:25
   4 / 10
Anche solo guardandolo si capisce che questo film fosse destinato ad essere un flop al botteghino, per via della sua spettacolarità contrapposta ad una totale mancanza di senso, o per meglio dire la sua impossibilità di piacere a qualcuno, sia esso il grande pubblico o la grande critica.
THE MOSQUITO COAST è uno di quei film che sembrano scritti in stato confusionale, tanto che fino alla fine non si capisce esattamente dove voglia andare a parare, mischiando continuamente la morale e il senso di fondo, provocando nello spettatore una sequenza di grattate di testa e facepalm interminabile.
L'esagerazione di alcune cose porta a pensare che il cuore del film fosse grottesco-onirico-surreale ma l'intenzione di Peter Weir, o più probabilmente della produzione alle spalle, è di trattare il materiale con serietà e a tratti col dramma, sbagliando totalmente l'approccio. Inchiodare i propri piedi a terra è inutile se la terra sotto ai piedi manca.

DogDayAfternoon  @  01/09/2015 13:37:39
   6½ / 10
Io sinceramente l'ho trovato fin troppo sempliciotto, semplifica troppo gli avvenimenti, guardando il film sembra una cosa scontatissima lasciare tutto, partire per una terra ignota, comprarsi un'isola, costruire una città (con i "selvaggi" che parlano la tua stessa lingua), e così via per tutto quello che succede nel resto del film. Mi ha lasciato molto perplesso sotto questo punto di vista, sconfinando troppo nel film avventura/favoletta e approfondendo poco i temi interessanti che possono sorgere con una storia così. Avrei apprezzato maggiormente un qualcosa di più realistico.

Poi sarà che Harrison Ford non mi è mai andato a genio, ma pure in questo film non mi ha detto molto; pure River Phoenix è secondo me poco sfruttato.

Un film carino sì, ma di cui rimane giusto qualche impronta sulla sabbia destinata a scomparire alla prima marea.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  18/11/2013 00:42:27
   8½ / 10
Ennesimo, grandissimo film di Weir, purtroppo poco noto, che dietro la patina di avventura nasconde una discesa negli inferi della follia megalomane. Ottimo cast, col povero River Phoenix su tutti.

Oskarsson88  @  15/07/2013 13:56:07
   7½ / 10
Il delirio di onnipotenza di un intelligente uomo che non riesce però più a vedere oltre le sue invenzioni e distrugge così moralmente chi ha accanto a se, fino alle conseguenze finali. Particolare opera di Weir.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  05/06/2013 11:36:49
   8½ / 10
Ignorato alla sua uscita dopo il successo di Witness, in realtà è uno dei lavori più belli di Peter Weir, autore che nel silenzio generale e nonostante film di successo sia di critica che di pubblico viene spesso dimenticato e si è creato più che altro ad oggi una nicchia di ammiratori.
Sembra proprio un soggetto di Werner Herzog e la regia di Weir, pur non essendo "documentaristica" come quella del maestro tedesco è sempre visionaria e coglie aspetti particolari delle cose. Si unisce a questo una sceneggiatura scritta da Schrader (ha scritto alcuni dei capolavori di Martin Scorsese) e il gioco è fatto.
Sorprendente Harrison Ford in un ruolo difficilmente inquadrabile, proprio come un antieroe Herzoghiano: visionario che perso nel suo sogni di conquista prima della civiltà utopistica e poi della natura rinuncia a tutto pur di perseguire un obiettivo irrealizzabile. Anche il fatto che "Mosquito Coast" non da risposte certe né facili appigli a cui aggrapparsi, né personaggi simbolo ed eroi da seguire, ha contribuito a renderlo in partenza una pellicola ignorata e poi lentamente un cult. Il pubblico e la critica americani spesso e volentieri non intuiscono per nulla le finezze di un autore intelligente ma è in ogni caso sorprendente perché questo film è riuscito sotto tutti i punti di vista e in alcuni punti entusiasmante per la tensione che trasmette.
Helen Mirren bellissima e bravissima ma forse troppo poco approfondita.
Joaquin Phoenix, riguardandolo, non può che mettere tristezza per il talento che il cinema ha perduto qualche anno dopo.

jannakis  @  04/12/2012 08:26:03
   6½ / 10
l delirio d'onnipotenza: l'infinita sfida dell'uomo alla natura, il tentato dominio su di essa e l'inevitabile sconfitta. Come inevitabile è l'accostamento irriverente all'Aguirre di Herzog benchè non faccia assolutamente la stessa breccia nel cuore. Film piacevole, con poche sbavature (non troppo convincenti alcuni personaggi tra i quali a mio parere lo stesso Ford). non il migliore di Weir ma ugualmente un altro punto a suo favore.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Blutarski  @  21/04/2012 18:54:16
   8½ / 10
Altro capolavoro di Weir ok la sceneggiatura non è originale però la mano è sempre riconoscibilissima, prima l'ascesa del genio piccolo demiurgo di quella che a conti fatti protrebbe essere l'alba di una nuova civiltà poi l'inesorabile vortice di follia di questo visionario inventore accompagnato da un'apparentemente scarna riproduzione dei difficoltosi rapporti familiari del padre despota con la moglie e i figli e culminato in quella lenta metaforica deriva della zattera che scivola lungo un fiume selvaggio e non privo di ostacoli. A tratti poetico Weir regista camaleontico capace di trasformare una storia di avventura in quel tipico suo modo di narrare preservando sempre il senso di mistero e gli aspetti drammatici dei rapporti tra i personaggi. A questo punto non potrò sottrarmi dal vedere tutta la filmografia dato che in pratica mi ha emozionato tutto ciò che di lui finora ho visto.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  26/03/2012 23:03:46
   8 / 10
Uno dei migliori Weir ovviamente. C'è un che di incredibilmente carismatico in questo Harrison Ford, il quale abbandona le sue smorfie alla Indi e dimostra definitivamente di essere un attore coi contro ********. Questo è un complesso e bellissimo film d'autore, "avventura" come genere è sminuente. Questo è un film che oltre ad avere un solidissimo apparato concettuale, possiede una raffinatezza tecnica da classico. Indimenticabili alcune sequenze (la ripresa dall'alto del cicciobomba o la mamma che si gira a guardare i piatti nel lavello), indimenticabile River Phoenix (ma anche il fratellino). Un film da recuperare (eh sì i film di Peter Weir stanno scivolando nella nicchia del cinefilo nerd, perlomeno quelli osteggiati dalla critica ufficiale) e assaporare in tutta la sua potenza primordiale.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  18/01/2012 18:24:15
   7½ / 10
Splendido esempio di utopia distruttiva di Weir. Il sogno di distaccarsi dalle proprie radici di una civiltà consumistica e decadente una portato in seno alla giungla, contiene in sè i semi della sua stessa distruzione, violando leggi non scritte tra uomo e natura. L'utopia diventa follia individuale di un uomo preso ormai nel proprio delirio di onnipotenza, pari all'Aguirre di Herzog. Non facile il ruolo per Harrison Ford, ma è una delle sue migliori interpretazioni: un uomo coerente per quanto odioso fino alla fine.

Beefheart  @  06/10/2011 17:50:50
   6 / 10
Ad essere sincero non ho ben capito dove volesse andare a parare, Peter Weir, con questo film... Cos'è? Un'analisi critica della tendenza autodistruttiva della società americana (per altro attualissima dal momento che, pur dell'86, appare tranquillamente riproponibile oggi)? Il racconto di un tentativo di fuga dalla deriva del buon senso che finisce per approdare esattamente al punto di partenza? La triste storia di un visionario idealista delirante incapace di accontentarsi come coloro dai quali pretende di estraniarsi? O quella felice di un ragazzino che vive la liberazione del ritorno alla "normalità"? O tutto quanto insieme? Insomma nel complesso non sarebbe neanche male se non fosse che probabilmente, come si suol dire, c'è troppa carne al fuoco, la qual cosa impedisce di focalizzare e sviluppare pienamente il vero obiettivo (ammesso che ce ne sia uno). Oltretutto non dura neanche poco, cosicchè alla fine se ne esce tra il saturo e l'esausto. In fine Weir non è Herzog, pertanto certe intensità, certi integralismi, se li sogna e lo spessore dell'opera ne risente. Quindi che dire? In definitiva questo film si può anche guardare ma Weir ha fatto di meglio. Molto meglio.

Bellinidj  @  07/07/2011 22:11:54
   5 / 10
Non raggiunge la sufficienza questo film, del quale non colgo pienamente il senso. La presa di posizione del protagonista di andare a vivere nella giungla e la critica al conformismo che ne deriva non portano da nessuna parte. E' utopico pensare di poter creare un nuovo mondo fuggendo dalla realtà e dimenticandosi del progresso. Per cambiare le cose ci vuole il coraggio di rimanere nella società che ci circonda, fuggire è troppo semplice.

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Ultima risposta 07/07/2011 23.15.40
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  09/01/2011 22:13:42
   8 / 10
Finalmente sono riuscita avedere questo film. Davvero bello.
Il contrasto uomo-natura così come quello generazionale sono due temi che il regista affronta in maniera profonda e realistica.
Ambientato in un'America centrale che rappresenta tutta la forza della Natura questo film è un'ottima metafora dell'inutilità di lottare contro un predominio più grande.
Ottima regia, bravi gli attori, molto bravo Ford, carellate sulla foresta davvero notevoli.

Chemako  @  08/11/2010 19:19:39
   5 / 10
Mi aspettavo di meglio....

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  11/10/2010 00:21:41
   8 / 10
Mosquito Coast è un film che sembra uscito direttamente dalla filmografia di Herzog: le tematiche richiamano in più di un occasione il regista tedesco, con Weir bravo a donare al contesto un senso di pessimismo che lascia adito a poche illusioni.
Un capofamiglia e un missionario, due facce di un unica medaglia, due personalità accecate dalla stessa follia in un posto dove la presenza dell'uomo "civilizzato" non è richiesta, poichè nessuno ha bisogno di loro per migliorarsi o evolvere. Chi non ha rispetto per la natura incontrollabile è destinato a fallire, questo è il destino dei protagonisti incastrati in una spirale che non lascia scampo.
Un film bellissimo e carico di mille sfumature, recitato in maniera strepitosa da Harrison Ford e River Phoenix, per l'occasione anche voce narrante al quale bastano due sguardi per trasmettere tutto il carico emotivo del suo personaggio. Poi perchè il film all'epoca non sia piaciuto per me rimane un mistero.

mainoz  @  04/09/2010 11:46:10
   6½ / 10
Film originale che tratta temi importanti e penso ancora molto attuali. In alcuni punti però è troppo noioso e poco coinvolgente

Lore.84  @  16/06/2010 13:13:01
   7 / 10
Un bel film con molti spunti di riflessione ma non mi ha emozionato più di tanto!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  02/06/2010 09:54:00
   7½ / 10
Harrison Ford sveste i panni dell'eroe "Indiana Jones" per indossare qualche straccetto ediventare un antipatico dittatore familiare...costringe moglie e figli a trasferirsi nel posto piu' isolato del Mondo per una sua idea poco convenzionale!
Una lotta al consumismo,alla metropolizzazione dell'essere umano che pero' portera' il protagonista ad essere troppo bigotta e odiato dalla sua stessa carne!
Alcune cose del film non mi sono piaciute...
Per primo il ruole di Helen Mirren,moglie succube del marito troppo assente per tutto il film,senza carisma e nessun potere sui figli...forse il tutto è voluto per evidenziare di piu' la figura del padre!
Il personaggio di Ford è quasi un antenato del professor Kipling interpretato da Robin Williams nel capolavoro di Weir "L'attimo fuggente" di qualche anno piu' avanti.

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Ultima risposta 01/09/2010 00.57.06
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Bono Vox  @  27/05/2010 19:28:43
   7 / 10
Ottimo Peter Weir, film molto bello di cui non avevo mai sentito parlare. Sottovalutato.

edmond90  @  27/05/2010 09:32:51
   9 / 10
Bellissimo film ingiustamente sottovalutato.Ford ci regala una prestazione davvero sontuosa alla faccia dei suoi numerosi detrattori,Weir una regia visionaria e impeccabile.

topsecret  @  27/05/2010 08:57:13
   6½ / 10
Un anno dopo WITNESS si ripropone la coppia Weir-Ford in questo film di avventura e speranze perdute, in cui spicca la prova di un convincente quanto anticonformista Harrison Ford, nei panni di un inventore idealista con principi di libertà troppo enfatizzati e decisamente utopistici.
Il cast vede anche un giovanissimo River Phoenix, sempre più compianto attore prematuramente scomparso ed una Helen Mirren che porta a termine il proprio compito senza grandi sbavautre.
Il ritmo in alcune fasi non è dei più esaltanti ma la visione resta comunque lineare e di facile fruizione.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  13/10/2009 01:08:00
   7½ / 10
Ingiustamente e ignobilmente bistrattato dalla critica, una delle migliori interpretazioni di Harrison Ford

BlackNight90  @  11/09/2009 02:35:24
   9½ / 10
Uno dei miei preferiti di Weir, 'Mosquito coast' è uno splendido film su un'utopia personale, il sogno di costruire una nuova umanità condannato al fallimento dalla stessa natura umana. Weir ripropone i modo coerente con i suoi precedenti film "naturalisti" la sua visione di una Natura incontrollabile ed incomprensibile per l'uomo, anche se priva del fascino e del senso inquietante di mistero di film come 'Picnic ad Hangong Rock'.
E' la storia di un inventore che da padre di famiglia diventa un patriarca dittatore, da ingenuo idealista a folle e cinico calcolatore, che compie gli stessi errori della società dalla quale è fuggito sdegnato, volendo modellare a suo piacimento la natura ma senza rispettarla, giungendo anche a disprezzare l'indigeno unico suo amico.
E' la storia di un ragazzo (grandissimo rimpianto per il grande attore che sarebbe potuto essere River Phoenix), che è anche il narratore della vicenda, e del suo rapporto di ammirazione per l'entusiasmo e l'ingegno del padre e dell'odio per la spietatezza verso la sua famiglia.
E' lo scontro tra un religiosità che non ha perso l'arroganza degli antichi colonizzatori, quella rappresentata dal freddo missionario, e un uomo che disprezza la religione perché vuole sentirsi libero, non vedendo che è la sua stessa illusione a legarlo e condannarlo.
Tra paesaggi di splendide foreste e immensi corsi d'acqua, il fallimento di questa impresa si vede tutto nel volto espressivo di un bravissimo Harrison Ford, in un ruolo abbastanza anomalo per lui.
C'è forse qualche pecca nella sceneggiatura, ma a parte questo rimane un grandissimo film di un grandissimo regista. Da recuperare assolutamente!

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Ultima risposta 07/05/2010 23.54.20
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  16/08/2009 16:43:27
   8 / 10
Splendida avventura, molto significativa e piena di messaggi. Un rapporto uomo - natura tutt'altro che retorico ma molto, come qualcuno più in basso ha detto, herzogiano. Ho trovato però la parte finale un pò spenta e frettolosa e alcune zone del film troppo forzate. Maestosa la fotografia. Peter Weir è un gran regista.

Invia una mail all'autore del commento AxelFoley  @  01/07/2009 22:15:02
   7 / 10
Gran bel film...forse la parte finale è un pò lenta ma per il resto è originale e soprattutto diverso dal solito. Harrison Ford cambia i suoi classici canoni di recitazione e paradossalmente ne viene fuori un interpretazione sublime e al di sopra delle altre. Poi c'è una brava Helen Mirren e un precocissimo e potenzialmente formidabile River Phoenix che al solito recita come se fosse un attore navigato.

LoSpaccone  @  01/05/2009 13:29:45
   8 / 10
Film quasi alla Herzog, sui limiti dell'uomo nel confronto con la natura. La vicenda del protagonista è anche un'allegoria del progresso distruttivo dell'essere umano. Forse ha il difetto di snocciolare troppo apertamente il messaggio ma alla fine questo non influisce più di tanto sul risultato.

everyray  @  09/01/2008 19:02:05
   6½ / 10
stranamente il film non mi ha entusiasmato come credevo,i paesaggi avventurieri servono inizialmente come esca,ma il personaggio di Harrison Ford è troppo irritante ed alcune parti le ho trovate un pochino forzate...bello quando gioca a fare Dio e quando riesce a liberarsi dei malviventi,ma per il resto......

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/09/2010 00.59.17
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Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  20/11/2007 21:30:10
   8 / 10
Dopo "Pic-nic ad Hanging Rock", Weir riprende il tema del rapporto tra l'uomo e la natura, anche se da un'angolazione diversa.
Allie è un inventore di scarso successo che ha un sogno: quello di abbandonare il mondo civilizzato dell'Occidente, di cui viene presagita una fine imminente dovuta alla follia distruttiva dell'uomo, e di trapiantare sè e la sua famiglia nella parte "incontaminata" del Sud America, dove creare un proprio autarchico habitat finalizzato ad una esistenza serena e felice. Il modello seguito da Allie è quello di una vita lontana dalle brutture della società evoluta, compromessa irrimediabilmente dalle malsane logiche di una economia perniciosa, e per il genere umano e per la natura stessa, nonchè da ideologie artificiose e fallaci come i credi religiosi.
Ma la chimera perseguita si scontrerà ineluttabilmente con l'impossibilità di vivere facendo a meno dell'uomo (siamo soggetti destinati confliggere, ma siccome l'uomo non può fare a meno dell'uomo, non ci resta che sopportarci) e con l'entità più imponente, inesorabile, beffarda e imprevedibie di qualsiasi altra cosa: la Natura.
Dice bene chi afferma che si tratta di un film herzogiano. Il personaggio impersonato da Harrison Ford si presenta quasi come un ibrido tra Fitzcarraldo e il Treadwel di "Grizzly Man". Per di più, c'è stata una sequenza che mi ha rammentato "Aguirre".
Un film sicuramente da vedere, anche se manca quel fascino ipnotico di cui è intriso il precedente "pic-nic".

gori55  @  07/04/2007 01:01:50
   8½ / 10
un grande film con un grande ford ,che nei panni dell' inventore pazzo e geniale si mette in diretta competizione con dio. Unica pecca l'irrealtà, non si vede un coccodrillo o un serpente in tutto il film, della vita nella foresta amazzonica, ma di fronte ad un film del genere si può soprassedere. non saranno mai abbastanza i rimpianti per la morte di phoenix.

Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  21/12/2006 15:48:08
   8 / 10
Invia una mail all'autore del commento franx  @  22/08/2006 13:04:13
   7 / 10
Un'altra bella interpretazione di Ford, assai convincente.
Originalissima l'idea, il personaggio dell'inventore pazzo: un visionario che si mette in testa, tra le altre cose, di portare il ghiaccio agli indigeni (perchè non lo avevano mai visto) e trascina con se nelle sue avventure una famiglia che, al contrario, non lo capisce ma lo ama.
Caratterizzati benissimo tutti i personaggi con ruoli molto circoscritti e non sovrapposti.
Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  10/03/2006 17:22:44
   10 / 10
Quello che non capisco e come mai un film bello come questo non abbia avuto così pochi commenti e come possa non aver vinto niente. Se uscisse adesso con la m^^^^ che c'è in giro vincerebbe almeno 6 Oscar

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  19/04/2005 09:50:32
   8 / 10
Bel film avventuroso, visivamente affascinante.
A mio avviso molto herzogiano.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  05/12/2004 01:19:04
   8 / 10
E' proprio vero che ciò che tocca Weir diventa un piacere per gli occhi

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