metropolis (1927) regia di Fritz Lang Germania 1927
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metropolis (1927)

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locandina del film METROPOLIS (1927)

Titolo Originale: METROPOLIS

RegiaFritz Lang

InterpretiAlfred Abel, Gustav Fr÷hlich, Brigitte Helm

Durata: h 2.27
NazionalitàGermania 1927
Generefantascienza
Al cinema nel Settembre 1927

•  Altri film di Fritz Lang

Trama del film Metropolis (1927)

Nel 2026 in una megalopoli a due livelli gli operai che lavorano come schiavi nei sotterranei sono incitati alla rivolta da un robot femmineo che riproduce le fattezze di una di loro, la mite e pia Maria. L'ha costruito uno scienziato al servizio dei padroni che vuole vendicarsi del potente John Fredersen, dominatore della cittÓ. La rivolta provoca un'inondazione che colpisce i quartieri operai finchÚ, sollecitato da Maria, Freder, figlio di Fredersen, fa da mediatore tra padroni e operai.

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Voto Visitatori:   8,76 / 10 (85 voti)8,76Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
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Voti e commenti su Metropolis (1927), 85 opinioni inserite

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DankoCardi  @  28/06/2019 15:45:26
   9½ / 10
"IL" film di fantascienza per eccellenza! Uno dei primi, di sicuro il capostipite. Lang era molto "avanti" e lo si vede non solo nelle meravigliose scenografie multistrato e multicultura, non solo per i primi movimenti di macchina e soluzioni registiche inedite, ma anche per anticipazione dei tempi su alcune innovazioni tecnologiche...non riesco a togliermi dalla testa la scena in cui, in un film girato nel 1925 in cui l'unico modo per visionare le immagini era la pellicola e non esistevano sistemi video...viene mostrato l'utilizzo di un videotelefono! La storia ha tutto: dallo scontro sociale collettivo a quello personale, dall'amore all'avventura senza tralasciare scene oniriche o anche un pò cupe e di paura-a me quel robot ha sempre messo i brividi-. Senza tralasciare citazioni mistiche o bibliche...una su tutte il Moloch! Proprio ad essere pignoli si possono criticare i costumi, sui quali non c'è stato un minimo di anticipo sui tempi (gli attori indossano abiti della moda degli anni '20 del novecento). Purtroppo la versione integrale al 100 % ancora non è stata reperita e forse non lo sarà mai. Giorgio Moroder aveva realizzato una splendida e funzionale colonna sonora tecno-pop ben amalgamata con le immagini dell'epoca...peccato su una versione della pellicola di soli 80 min. Obbligatoria la visione se si è minimamente interessati alla fantascienza!

Dom Cobb  @  08/10/2017 14:58:53
   8 / 10
Nella gigantesca metropoli di un distopico futuro, la società è divisa fra i ricchi che abitano nell'alto dei palazzi e gli operai, che invece risiedono nei bassifondi e sono ridotti a delle marionette prive di volontà costrette a lavorare fino a spezzarsi la schiena. Lo status quo inizia ad incrinarsi quando Johann Fredersen, figlio del più potente uomo della città, si innamora della giovane ed umile Maria...
Quando ci si trova di fronte a uno dei capolavori dichiarati della filmografia mondiale, spesso il rischio è quello di rimanere delusi, perché le aspettative sono così alte da rendere impossibile per il film eguagliarle o superarle. Senza dilungarmi, dirò che è proprio quel che è successo con questo lungometraggio di Fritz Lang: da una parte capisco l'impatto che Metropolis ha avuto, soprattutto a livello tecnico e nel modo in cui ha stabilito il genere della fantascienza al cinema come genere mainstream, ma a livello puramente di storia non mi ha veramente convinto.
Per prima cosa bisogna mettere da parte gli elementi, di per sé limitanti, che il film eredita dall'epoca in cui è stato fatto, ossia tutte le caratteristiche ben note del cinema muto: l'assenza di dialoghi e le performances costantemente sopra le righe di buona parte del cast al giorno d'oggi fanno sorridere come minimo, ma quelli sono aspetti che definire problemi sarebbe ingiusto, visto che il cinema in quegli anni era fatto così, anche con i primi esempi di film sonori che già iniziavano a far capolino nel corso di quei mesi ("The Jazz Singer" su tutti). Tolto questo, il lato tecnico è quello che rimane più impresso: l'uso di modellini, tecniche innovative come l'effetto Schuefftan (un sistema basato sulla rifrazione delle immagini su specchi per inserire gli attori in set finti, poi sostituito dal matte painting), effetti speciali all'avanguardia e una grande sapienza nell'uso delle immagini a scopo simbolico rendono la visione affascinante abbastanza da non far risultare le oltre due ore di durata pesanti.


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Purtroppo, com'è il caso per tanti, troppi film, è la storia a rappresentare la parte meno interessante: per quanto sia chiaro che Metropolis sia uno dei vari capostipiti nel trattamento di temi caratteristici della fantascienza, dopo averli visti affrontati e declinati in così tanti modi nel corso degli anni è difficile guardare a questo film senza trovare l'impostazione della storia alquanto semplicistico. Il tema della disparità delle classi è lampante e privo di qualsiasi sottigliezza, figlio dell'inefficienza della Repubblica di Weimar il cui scontento nei suoi confronti avrebbe permesso la facile ascesa del nasizmo, mentre il tentativo di risoluzione tramite la collaborazione, di per sé ammirevole e valido, viene mostrato in maniera sentimentale e ottimista, manco fosse un prodotto Disney, a prescindere dai vari richiami religiosi di cui il film è pregno. Quel che resta, alla fine, è una serie di soggezioni visive che tengono insieme una storia dalla premessa intrigante, ma dallo svolgimento prevedibile, dove a spiccare sono alcune singole scene e soprattutto somiglianze con film usciti molto tempo dopo.


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Fra i personaggi, ben pochi si lasciano ricordare: fra la stereotipata coppia di eroi piccioncini e la solita, severa figura paterna, a distinguersi è soltanto lo squilibrato inventore Rotwang, distorta evoluzione di figure come Caligari, affascinante nella sua ossessione per la vita e la morte e unica figura dove l'interpretazione sopra le righe rappresenta un valore aggiunto.
In definitiva, a novant'anni di distanza, uno dei più grandi capolavori del cinema di tutti i tempi rimane un film importante per l'impatto che ha avuto e per una serie di aspetti tecnici che ancora oggi lasciano a bocca aperta; ma la semplicità e la superficialità con cui tratta i suoi temi e personaggi che non vanno oltre lo stereotipo gli impediscono di essere qualcosa di più. Un must sicuro, ma valido più come documento storico che come completo prodotto d'intrattenimento intelligente. Almeno per me.

Peanuts02  @  09/07/2017 12:45:21
   10 / 10
se con "Le Voyage dans la Lune" era nato il cinema fantascientifico, possiamo dire che con questo capolavoro assoluto la fantascienza sia stata consacrata come genere di autore e non solo di film commerciali mirati solo ad intrattenere il pubblico.
Iniziamo dall'aspetto più superficiale: gli effetti speciali. Siamo nel pieno degli anni 20 eppure troviamo ricostruzioni di grattacieli in cui si muovono indisturbati gli attori grazie all'innovativo effetto Schufftan, anch'esso consacrato da questo film. E' tutto semplicemente epico, qualcosa così grande da mozzare il fiato e da farti sentire minuscolo di fronte a tanta magnificenza e cura dei dettagli (parliamo di 41 anni prima di Kubrick e 2001 odissea nello spazio!).
La recitazione è uno dei culmini dell'espressionismo tedesco, a dir poco impeccabile.
La regia? ripeto quello che ho detto sopra: uno dei culmini massimi dell'espressionismo tedesco, del cinema tedesco e della storia del cinema in generale.
Se non l'hai ancora visto corri a vederlo, preparati un tè caldo e tieniti pronto per un tuffo nel passato che anticiperà il futuro.

Arkantos  @  10/01/2017 23:54:21
   10 / 10
Incredibile, siamo giunti già al 200° commento su Filmscoop! E sto film compie 90 anni!
Faccio una piccola doverosa premessa: mi piacerebbe scriverci pagine e pagine su questo film, però, a causa del poco tempo, preferivo farla entro il suo 90° compleanno anziché sbrodolare come con quella di Inside Out, che aveva sì una recensione ben argomentata e relativamente bella, però mancava un po'… il mio "io" (la recensione doveva essere totalmente diversa, ma facevo molta fatica a tirare fuori il mio estro), quindi questo commento è più o meno un riassunto di quel che penso su questo film.

ATTENZIONE SPOILER!!!

Lo so, non ho visto né Nosferatu nè Il gabinetto del dottor Caligari né 2001, anche se mi sono promesso più volte di darci un occhiata, ma al momento questo film per me vale 10, che lo do principalmente per il piacere che provo ogni volta che lo guardo e per la sua importanza. Prima che mi domandiate "Quale versione hai visto?", mi sono guardato quella che dovrebbe essere la più completa, di circa 2 ore e mezza, quella con i frammenti trovati nel 2008 e la musica originale di Huppertz; infatti mancano ancora un paio di scene, ma almeno in questa versione tutto risulta molto più chiaro (vedasi il perchè della creazione del robot) rispetto a quella "standard" o a quella di Moroder... Anzi, faccio un veloce parere su quest'ultima versione che ho provato invano di guardare, ma che alla fine ho rinunciato: a dir poco TERRIFICANTE! Con tutto il rispetto per Moroder, ha trasformato un'opera d'arte in un mero videoclip con orribili musiche anni 80 (dopotutto, a parte Jackson, i Queen e qualcuno sconosciuto, è stato un periodo musicalmente ignobile, vero Jo Squillo?!) e a ciò aggiungeteci un accostamento con le scene delirante tra rock-pop (molto pop) e jingle che richiamano il Natale, veramente, mancava all'appello solo Last Christmas degli Wham!... Perdonami George Michael, ma eri meglio da solista.

A fine 2011 ero depresso a causa di Che bella giornata che, come dissi in una vecchissima intervista, mi aveva fatto perdere la passione per il cinema, però volevo dare alla mia passione un'altra possibilità, in modo che così potessi dimenticare l'accaduto.
L'idolo! La prima volta che l'ho visto sono praticamente rinato! Un film che ha ispirato tantissimi film, come Blade Runner, che tratta temi ancora attuali. Questo film, oltre a essere ambientato nel futuro, VIVE nel futuro! Parlare di questo film non è affatto semplice (mi risulta sempre difficile commentare i film da 10, poi se sono molto simbolici come questo mi risulta ancora più arduo), quindi cerco di dare il meglio di me stesso a descriverlo, anche perchè avevo già un prototipo incompleto della recensione di Metropolis, ma... Non gli rendeva giustizia, troppo pesante, sgrammaticata e scritta pure in maniera anonima. Sì, in un certo senso ho fatto una tabula rasa con l'eccezione delle righe che avete appena letto che ho tenuto, modificando qualche frase.

Allora, partiamo dal lato tecnico: credetemi, il reparto tecnico di questo film ancora oggi sorpassa film molto più recenti di lui! La cosa più fenomenale di tutte sono gli effetti speciali, che racchiudevano tutte le tecnologie conosciute all'epoca (sovrimpressioni, la distorsione delle inquadrature e la stop-motion, quest'ultima realizzata dallo stesso effettista de Il mondo perduto) perfezionandole, raffinandole con effetti inediti come l'effetto Schufftan, creato con un particolare uso degli specchi. Di sicuro una delle scene più rappresentative del film è la presentazione della città con la nuova torre di Babele sullo sfondo: ogni singolo veicolo e aereo che vedete in quelle scene sono state fatte proprio con la stop-motion; come direbbe Clapis in Game Therapy è "PAZZZZZZZZEEEESCO!", per non parlare della bellissima skyline della città. Altra scena impressionante è la trasformazione dell'aspetto del robot che assumerà le sembianze di Maria, ripiena di saette e dei famosi anelli luminosi, su cui ci sono state varie teorie. Innovativo, inoltre, il costume del robot, realizzato con un materiale particolare ("plastic wood" da quel che ho letto) plasmato sul personaggio e dipinto con una vernice che ne da la tipica lucentezza, tant'è che le riprese sono state complicate dalla difficoltà dei movimenti.

Anche nell'uso delle inquadrature questo film risulta innovativo, come ad esempio la telecamera che si sposta violentemente quando c'è un forte cedimento del sottosuolo dovuto all'alluvione, una soggettiva di Freder che prende con la mano ciò che rimane del vestito di Maria oppure i 10000 occhi che scrutano la Maria-robot che balla (scena a dir poco perfetta!), ottenute con sovrimpressioni multiple. E poi le musiche... Semplicemente magnifiche! Ci sarà un motivo per cui io vi dico di evitare la versione di Moroder o un qualsiasi altro re-score (e ne vedo a bizzeffe di versioni di Metropolis con musica diversa su YouTubero): ha già le musiche adatte, perchè rimpiazzarle con altre? Riescono a essere epiche (l'inizio della musica che presenta Joh Fredersen mi ha un po' ricordato la Marcia imperiale di Star Wars, probabilmente John Williams si è ispirato proprio ad essa), ma al tempo stesso riescono a enfatizzare molto bene le scene drammatiche: insomma, una delle migliori colonne sonore della storia del cinema. Gli attori del film, in effetti, hanno espressioni molto enfatizzate, specie Freder, e ciò può far storcere il naso a qualcuno, ma rimangono comunque su un livello molto buono; da premiare, in particolar modo, Rotwang che riesce ad esprimere benissimo la pazzia nata dalla gelosia verso Hel e Brigitte Helm nel suo doppio ruolo: la Maria innocente e la Maria-robot (guidata dalla coscienza di Rotwang) portatrice di disordine e vizi. Da lodare, infine, la regia di Fritz Lang, nell'essere riuscito a organizzare le numerose comparse, nel presentare in modo chiaro la trama, nel suo essere visionario, e infine il montaggio straordinariamente moderno: infatti questo, per quanto sia lungo (in più, aggiungeteci il fatto che le didascalie, nel 90% dei casi, sono in tedesco e non è facile trovare una traduzione, specialmente italiana), è uno dei film muti più facili da guardare insieme alle commedie di Chaplin, mantenendo nello spettatore interesse durante la visione, pure con qualche riflessione, e il ritmo è abbastanza veloce, non avendo dei particolari momenti morti, quindi è sicuramente una delle prime pellicole che consiglio a una persona che ha intenzione di approcciarsi per la prima volta col cinema muto.

Ora veniamo sulla parte più difficile: la sceneggiatura e i numerosi simbolismi. Lo ammetto subito: la trama varie ingenuità (mi fa un po' sorridere infatti il profondo sentimento d'amore che Freder prova fin dall'inizio verso Maria), ma esse non mi hanno dato particolare fastidio durante la visione, anche perchè questo film, di difetti, ha praticamente solo queste ingenuità (su cui di solito do poco peso, anche perchè se dovessi tenerne conto boccerei un buon 80% dei film peggio di Bertarelli!) e l'interpretazione alle volte esagerata di Freder; inoltre devo anche dire che questo film è uno dei primissimi prodotti, insieme agli scritti di H. G. Wells, a utilizzare la fantascienza per fare una critica sociale: non c'erano ancora le leggi della robotica di Asimov e bisogna attendere un bel po' di anni per avere il boom della fantascienza sociologica, rendendo questo prodotto un vero e proprio pioniere.
Mi sono dilungato anche troppo, cominciamo! XD

Il film parte già schiaffeggiandoci la dura realtà dei lavoratori di Metropolis che, nel cambio del turno, li vediamo muoversi uniti in maniera ritmica e coesa, proprio come gli ingranaggi delle macchine che devono tenere sotto controllo: anche il modo in cui sono disposte, a gruppi di forma rettangolare, rimanda alla regolarità e accentua ancora di più, a livello visivo, la ritmicità dei loro movimenti.

La famosa scena raffigurante Moloch (una citazione a Cabiria che sto cercando dappertutto nella versione da 3 ore del 2006) raffigura la sua fame vorace: come le persone del mondo antico si sacrificavano per soddisfare gli dei (Moloch è il dio del sacrificio), gli operai di Metropolis, considerati da Joh Fredersen nient'altro che pedine, muoiono per gli incidenti dei macchinari, cercando di tenerli sotto controllo per il bene della città; questo concetto lo renderà ancora più forte la scena dove Maria parla della storia della Torre di Babele (anche perché la stessa Metropolis ha una Torre di Babele dove risiede Joh), mentre la scena con il macchinario che diventa un orologio è una critica verso i turni estenuanti dei lavoratori che lavorano senza sosta almeno 10 ore al giorno, elemento che rimanda alle catene di montaggio, dove il protagonista tenta invano di velocizzare il lento flusso del tempo.

Infine, che dire della scena dove la Maria-robot balla? Semplicemente fotonica! Succede veramente, ma la scena è stata costruita come se fosse un incubo di Freder, che si ricorda pure del sacerdote che profetizzò l'Apocalisse e i sette vizi capitali…

R = … Fammi proseguire! Salve, sono Robert Langdon e ogni volta che sento nominare i sette vizi capitali sorprendo chi li nominò. Comunque, come vedete il film è rrrrripieno di rimandi alla Bibbia, che ha tre B, che rimandano alla trinità. Infatti la falsa Maria, per infoiare i borghesi, si esibisce in abiti succinti, esegue una danza erotica con movimenti innaturali e stranianti, da lì cavalca un drago a SETTE teste ognuna con un diadema, che sono appunto i vizi. Molte figure della musica pop si sono ispirate a questa scena, tra cui Beyonce e Mado.nna. Tra l'altro io detesto Mado.nna, che non è altri che un altro nome con cui chiamare Maria, guarda caso si chiama così anche il personaggio di cui prende le fattezze il robot… Da qua abbiamo scoperto molte cose su di lei: Mado.nna non è una cantante, è un'profeta dell'Apocalisse. ******* non è un'umana, è un robot, ecco perché la sua voce appare sempre finta! I suoi aiuti umanitari sono solo una maschera per nascondere i suoi intenti…

… No ooooh, ora te ne vai! Hai fatto pure troppo coi tre film del Codice da Vinci!
Concludendo questo commento, io ve lo consiglio a manetta, per la sua importanza storica e per la sua bellezza, come tutti i film che considero da 10, film con cui ho un rapporto speciale se non unico. Spero di aver detto abbastanza e mi preparerò per i prossimi progetti, eventualmente se ho scritto qualche strafalcione su questo film avvisatemi.

P.S: Aaaah, a quanto vedo il creatore di Mr. Robot ha intenzione di farci una miniserie: mi raccomando, non immer.darla con strani jingle!

GianniArshavin  @  11/01/2016 20:43:46
   8½ / 10
Un'opera magnifica e rappresentativa , un capolavoro del cinema muto tedesco che a 89 anni dall'uscita continua a meravigliare per la sua vena avanguardista. Benché soffra di qualche ingenuità in fase di scrittura, Metropolis resta un caposaldo dai forti contenuti sociali , visivamente potentissimo e moderno nelle ritmiche.

Fritz Lang entra nella storia con questo film che tutti dovrebbero vedere almeno una volta.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  02/11/2013 09:19:46
   8 / 10
Uno dei film più "classici" della storia, innovativo come pochi altri nella storia nella tecnica e nelle immagini. Come quasi tutto il cinema muto (in particolare quello espressionista) soffre di una recitazione enfatizzata oltre l'inverosimile, che lo rendono un po'pesante al giorno d'oggi. Ma anche all'epoca di critiche a questo aspetto e alla banalità della trama, ne ricevette parecchie. Insomma, è vero che è un film del '29, ma nei contenuti il cinema dell'epoca era già in grado di fare di meglio. Resta come pietra miliare da ammirare nelle sue immagini.

Lucignolo90  @  09/11/2012 20:07:37
   8½ / 10
Ho visto molti film muti ultimamente, come il succitato, e altri 4-5....e devo dire che questo è uno di quelli che mi è piaciuto meno nonostante la sua fama.
Oh...sgombriamo il campo da equivoci: TECNICAMENTE E' DA 10. Ha delle riprese aeree (che cmq sono "artefatte" ma rendono benissimo davvero) strabilianti e si vede subito che è stato fonte d'ispirazione di moltissimi film (come non pensare alla downtown di Blade Runner?) e in generale è un'opera maestosa per mezzi materiali e umani proprio in termini di comparse e le varie tecniche di ripresa sono all'avanguardia e nob fanno invecchiare il film eccessivamente nemmeno se lo si vede oggi.
La nota un pò meno lieta l'ho riscontrata nella trama: molto semplicistica e un pò retorica, sulle varie differenziazioni fra classi e la rivendicazione di una vita migliore, ok . Ma se fin qui non c'era nulla di male, mi è sembrato invece proprio superato il romanticismo di cui è intrisa la pellicola: questa storia del mediatore, del "cuore" che deve essere trovato come punto di incontro tra i pensieri del cervello (di chi dirige il tutto) e le braccia degli operai, non me l'aspettavo una cosa del genere in tale kolossal e soprattutto da Fritz Lang (avendo visto suoi film sò che è un autore sublime: M, il grande caldo, la strada scarlatta, tutti film che ho visto e adorato).

C'è da dire che questo non era il finale voluto da Lang che era molto più fatalista (ahhh e ora qualche conto torna) ma quello scritto dalla moglie, che è anche la sceneggiatrice di Metropolis.

Una cosa che invece mi è piaciuta del regista è il suo saper mantenere una narrazione, banale o meno, cmq chiara nonostante i numerosi rimandi religiosi e ai vari simbolismi del film, in cui magari eccede per me, e io li vedevo più adatti a fantasy come "I Nibelunghi" piuttosto che in un'opera sci-fi come questa. Però bisogna anche considerare che la visione di un film di fantascienza di allora era sicuramente diversa da quella, più avveniristica e meno letterale, che si ha oggi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  11/05/2012 12:08:24
   8 / 10
Difficilmente resto affascinato da un film muto ma è impossibile rimanere indifferente a questo gioiellino steampunk anni 20.
Metropolis è il più riuscito tentativo cinematografico di andre oltre lo schermo diventando vera e propria letteratura.

In Metropolis Lang è sia un maestro visionario che un artigiano della macchina da presa, capace di mettere in scena mondi fantastici tramite semplice teniche come l'effetto Schüfftan o con prodigiosi artifici scenici e di ripresa.
Si resta a bocca aperta nel vedere la messa in scena di incubi a metà tra il fantastico e il richiamo biblico.

Certo le interpretazioni sono quello che sono, soprattutto del protagonista a tratti improponibile nella sua recitazione enfatizzata e si potrebbe dire che era così al tempo se nello stesso film non ci fosse il bravo Alfred Abel che interpreta in modo convincente un tormentato e preoccupato John Fredersen.

Ma il vero limite del film sta nella sceneggiatura, si parte bene ma il finale è fastidioso nel modo con cui si banalizzano i temi importanti che si sono affrontati nella prima parte.
Metropolis è sicuramente un capolavoro fantasy, un tassello importantissimo e fondamentale per il cinema ma che sconta alcune ingenuità giustificabili sicuramente perchè parliamo di un cinema giovane nel vero senso della parola.

Arizona  @  07/05/2012 23:15:58
   9 / 10
Una profezia, un vero capolavoro.
Penso a quando è stato fatto e rabbrividisco.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento thohÓ  @  07/05/2012 23:12:50
   10 / 10
Non ho parole.
Pistoni che salgono e scendono. Robot. Un vero capolavoro. Pensiamo all'epoca. Geniale. Manco Asimov aveva presentito qualcosa del genre.
Il "cambio del turno" angosciante.
Uomini, uomini, tutti con la testa china, arbaiter.
Una sberla al cuore.
Quanti anni sono passati? 80? Impossibile.
Sono state previste cose che manco oggi, vedasi (stupidamente) la lampada serpentina, i mezzi di trasporto, ma anche tutto il resto.
E la donna meccanica?
Avveniristico ed insuperato.
Mi anche fatta piangere.
S T U P E N D O.

2 risposte al commento
Ultima risposta 08/05/2012 21.36.30
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Oskarsson88  @  07/05/2012 21:34:47
   8½ / 10
film che va visto con gli occhi dell'epoca, ma resta comunque interessantissimo per il messaggio che propone e per le tecniche utilizzate...certamente all'avanguardia!

Andrrrea  @  09/12/2011 10:30:54
   8½ / 10
mezzo voto in meno per il finale ripudiato dallo stesso Lang.

1 risposta al commento
Ultima risposta 09/12/2011 10.48.29
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  02/12/2011 15:05:34
   10 / 10
Uomo e macchina,carne e metallo,opposizioni nette omogeneizzate da una dipendenza quasi fisica nel capolavoro di Fritz Lang.Operai-automi che lavorano senza sosta ripetendo per interminabili ore sempre gli stessi movimenti,un robot con sembianze di donna che progettato per reprimere sul nascere eventuali sommosse finirà proprio per causare l'effetto contrario.
Per la serie anche i geni possono toppare:Bunuel riconosceva a questo film un impressionante impatto visivo ma una sostanza esile e retorica,lo scrittore di fantascienza H.G. Wells ci andò giù ancor più pesante limitandosi ad una lapidaria quanto tremenda stroncatura.
In realtà "Metropolis" è un lavoro grandioso non solo per gli ambiziosi obiettivi che si pone in partenza,è anche l'antesignano degli attuali kolossal fantascientifici.
E' un film in cui la tematica sociale con la suddivisione netta tra poveri e ricchi è trattata in modo spietato,in cui la condizione dei lavoratori è colta nella sua tangibile e spietata essenza.Lavorare senza potersi avvalere di alcun diritto in una visione di schiavismo futuristico riallacciabile a certi scenari attuali assume connotati a dir poco inquietanti.
Le persone abbienti godono del lusso e vivono in un mondo dorato quasi inconsapevoli che la loro gloria è conseguenza del sacrificio di una forza lavoro omologata e sottomessa.Gli operai sono costretti ad abitare in catacombe e a turni di lavoro massacranti.Molto significativo notare come la ribellione porti sull'orlo del baratro l'intera città,senza il fondamentale apporto dei lavoratori tutto è destinato a fermarsi e a crollare.
Lang utilizza la macchina come simbolico alleato del potere ma anche arma a doppio taglio.L'uomo e l'amore,il raziocinio,la speranza e la carità umana non possono essere sostituite da freddi ingranaggi,simboli di una disumanizzazione che si specchia nei gesti degli operai.La loro marcia cadenzata fa il pari con il movimento preciso e ossessivo degli ingranaggi,tutto è reso conforme ma l'imprevidibilità dei sentimenti scardina quell'ordinamento così rigoroso. L'impianto scenografico è qualcosa di incredibile,sembra impossibile che questo film sia stato girato nel '27.Le architetture maestose con profili spigolosi ,eppure inquadrati secondo un'austera armonia geometrica,sono sbalorditivi,quanto le scene di massa o l'utilizzo delle luci,da non dimenticare gli ovviamente grezzi ma gradevoli effetti speciali messi in scena con somma disinvoltura,ingredienti di sequenze indimenticabili entrate a buon diritto nella storia del cinema. Il finale che vede una conciliazione tra le parti si dice sia stato voluto dalla consorte del regista il quale avrebbe preferito un epilogo più catastrofico,poi proposto decenni dopo dal giapponese Rin Taro nell' omonimo anime,chiaramente ispirato a quest'opera.
Da evitare ,a quanto pare ,la versione restaurata da Giorgio Moroder con l'inserimento di pezzi pop/rock da lui stesso composti,molto meglio godersi la versione originale musicata da Gottfried Huppertz.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  17/09/2011 19:18:42
   9½ / 10
Prima tra le opere fantascientifiche, METROPOLIS, va a delineare quello che in futuro sarà poi usato e rimodellato dai grandi registi del genere, inserendo dei fattori base della fantascieza (special effects, set giganteschi,..). La donna robot che impersona una famme fatale, i continui riferimenti inconsci ad alcuni aspetti prettamente medievali mediante il confronti degli anni 20, la scenografia che impone un senso di claustrofobia e di gotico fuso con quello che é il paesaggio sociale del dopo rivoluzione industriale, ci sospinge dentro un mondo nuovo che conosciamo però nel profondo. Un mondo represso, scandito da il battere di un orologio routine, impostato senza via d'uscita, dove l'importanza di un impero finanziario sembra superare il valore vero dell'amore e l'unica ribellione appare più dai tratti sgherri che utile. Ma solo chi sa ascoltare il cuore e lasciar perdere un attimo questo mondo schematico e materialista si accorge che senza amore il mondo é solo un posto marcescente, pieno di fumo.

Goldust  @  14/08/2011 19:37:00
   8 / 10
Chiaramente uno dei film più influenti della storia, ancora affascinante in quanto a scenografia ed a scene di massa, nonchè notevole, almeno per i tempi, per gli effetti speciali. Precursore della fantascienza moderna, è un film idealista, libertario, simbolico, quasi profetico, critico verso la società ma anche sorprendentemente ottimista.
E' pur sempre un'opera del '27, e a vederla oggi fa sorridere l'interpretazione eccessiva e quasi caricaturale del protagonista, e anche la sceneggiatura in alcuni passaggi risulta prolissa e un pò confusa.
Meravigliosa la parte finale, di una potenza visiva ammaliante con le scene della rivolta e delle lotte intestine, nelle quali il tocco geniale del regista è più evidente.
L'epilogo è quantomeno discutibile, ma probabilmente migliore di quello che voleva realizzare Lang.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  04/06/2011 17:30:41
   8½ / 10
Ho dato 8 1/2 a "Nosferatu", ho dato 8 1/2 a "Il gabinetto del dottor Caligari", e adesso completiamo il quadro. Questo film è davvero importante nel campo non solo del Cinema fantascientifico (si colloca nella "top 3" dei migliori film di fantascienza, assieme a "2001: Odissea nello spazio" e a "Solaris", nonostante quest'ultimo non mi abbia entusiasmato più di tanto), ma anche del Cinema in generale, perchè, a parte la sceneggiatura abbastanza particolare usa delle tecniche che poi verranno usate nel Cinema futuro. Questo capolavoro del Cinema espressionista riesce ancora oggi a stupire, soprattutto se si pensa che è un film del 1927 e si considerano poi i trucchi, semplicemente fenomenali. Film che all'epoca era difficile persino da immaginare.
Per quanto riguarda le idee trasmesse dal regista c'è da fare una nota: pare che Lang non abbia mai riconosciuto quello che ha girato, il quale fu scritto da sua moglie. Nel finale, il regista avrebbe voluto mostrare

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Un peccato averlo visto in inglese, ho il DVD della Ermitage Cinema, e non c'erano nemmeno i sottotitoli italiani...

Laisa  @  28/04/2011 01:53:59
   9 / 10
un cult, muto e con musica elettronica...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  09/03/2011 21:24:30
   9½ / 10
Biasimato dalla critica e da registi del calibro di Bunuel, Metropolis è un'opera dalla straordinaria portata profetica, forse più encomiabile ora che allora. Scenografie da far invidia ai più recenti effetti speciali. Una impressionante, o meglio espressionistica, rappresentazione del delirio collettivo (come più tardi nel bellissimo Il mostro di Dusseldorf) . Individui densi d'angoscia, quasi epilettici nei movimenti e con gli occhi sbarrati (penso al sonnambulo di Wiene). Un senso profondo d'umanità contrapposto al populismo più becero, entrambi impersonati da una donna (bravissima la Helm nella duplice interpretazione).
Una potenza visiva senza precedenti ma che vanta infinite imitazioni.

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guidox  @  04/01/2011 19:45:07
   6 / 10
Metropolis è splendido figlio del suo tempo.
tecnicamente, se considerato nella sua epoca, è un capolavoro ed è altresì innegabile l'influenza che ha avuto nell'intera storia del cinema.
tornando ai giorni nostri però, per quanto mi riguarda, non regge minimamente il passo con i tempi.
storia banale, prolissa fino allo sfinimento nella sua durata esasperante...in poche parole NOIOSO da morire.
la sufficienza la merita per ciò che ho espresso nella prima parte del mio commento, ma sinceramente trovo sia un'ardua sfida seguirlo con attenzione nel 2011...

Mothbat  @  21/11/2010 22:13:20
   6 / 10
Ennesimo film gratuitamente e immotivatamente osannato dalla massa.
Discreto, ma assolutamente nulla di più.

camifilm  @  04/10/2010 20:43:02
   7 / 10
Ad oggi è difficile guardare un film del genere.
Per come è girato, per la qualità, il tutto si rifà agli anni in cui è stato girato.

Il tema è importante, pesante, veritiero ancor oggi per molti aspetti.

Un bel film, un film che meriterebbe di essere rivisitato con le tecniche del cinema odierno, ma senza rovinare l'opera originale, solo un remake puro.

bebabi34  @  02/06/2010 23:03:20
   7½ / 10
Film potente. Nonostante la data e la fattura, la storia è sempre molto attuale...

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Invia una mail all'autore del commento Axel  @  29/03/2010 01:15:29
   6 / 10
Un film che o si ama o si odia. Lo odio, politicamente parlando...

Invia una mail all'autore del commento Steppenwolf  @  26/03/2010 10:40:23
   8½ / 10
Un film che o si ama o si odia. Lo stesso Lang in seguito rinnegò il suo capolavoro. E' un film indiscutibilmente rivoluzionario per la sua epoca, il primo film di fantascienza degno di questo nome(a parte i primissimi film, quelli di Melies). Da notare che ho visionato la versione curata da G. Moroder, abbellita da una buona colonna sonora. Le tematiche del film sono varie, come il rapporto tra classe operaia e padroni, il progresso tecnologico che non comporta la perdita di un certo misticismo, il tema del doppio tipico di quell'epoca... insomma, tutto funziona alla perfezione, tranne a mio avviso il finale. Il finale banalizza il film e ne mina parzialmente il valore filmico: il valore storico resta e il film in sé è bellissimo, però l'approccio a certe tematiche è un po' troppo semplicistico e, ripeto, il finale è troppo irreale per convincere appieno. Per gli appassionati di fantascienza è un must, per gli amanti del cinema anche.

kullaz  @  07/03/2010 16:10:47
   3½ / 10
immortale capolavoro del cinema, ogni vero cinefilo dovrebbe amarlo. Effetti speciali, fotografia, tutto è perfetto...e che messaggio, che innovazione!
Ecco il bisnonno di Avatar, Titanic, e kolossal assortiti. Ecco, io credo che di tutti i suoi nipotini se ne sarebbe potuto tranquillamente fare a meno, quindi non posso neppure dire che è stato importante per la storia del cinema. E' stato importante come il white album dei Beatles, ecco.

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Ultima risposta 07/04/2010 21.19.09
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ilcippo  @  02/03/2010 11:42:32
   6 / 10
Gli do la sufficienza giusto perchè è innegabilmente un pezzo di storia del cinema, un 'innovazione dal punto di vista tecnico e della storia per l'epoca, ma visto oggi..che palle!
Datato

Stone Face  @  20/02/2010 13:58:37
   10 / 10
Chi sono io per commentare? lo Zeitgeist del novecento.

Belfagor74  @  18/02/2010 10:19:12
   8 / 10
Sono quei film che vanno visti per riuscire a comprendere bene la storia del cinema e dei suoi talenti.

Ho trovato cmq un bel articolo su questo film :

http://www.percigal.com/DetailArticolo.aspx?id=21

interessante da leggere...

Frankys  @  21/01/2010 18:55:29
   6 / 10
Faccio fatica a commentare un film così, allora lo ho visto molto tempo fa, essendo considerato un capolavoro e un pilastro della fantascienza ero curioso di visionarlo.
Allora non posso pretendere che sia bello come film tipo: Avatar, o il Signore degli anelli o 2001: Odissea nello spazio ma cosa pretendo è del 1927 !
Io non ho trovato nulla di speciale, un po' noioso, un po' banale un po' comico. In certe parti anche "bello".
Non so perché dicono che è un capolavoro, a molte persone ho chiesto che ne pensavano e hanno detto che non è molto bello, e c'è sempre il tipo che dice che fa schifo, ma non ci faccio caso.
Siamo nel 2010 basta pensare a film antiquati ... saranno stati capolavori, capisco, perché amo e ci capisco qualcosa di cinema , ma che balle con questi film stravecchi ...
Guardabile.

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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  21/01/2010 17:12:14
   8½ / 10
Molto difficile da commentare. Anche la critica non è mai stata concorde, c'è chi lo esalta come un capolavoro e chi sminuisce,il Morandini, per esempio, assegna appena 3 stelline.
Lo stesso Lang non ne apprezzava il finale che personalmente ho trovato orribile, troppo retorico e reazionario.
A bilanciare la retorica e anche una certa banalità della storia, c'è una tecnica sopraffina che ancora oggi è una gioia per gli occhi. Il film è ancora di grande impatto visivo.
Senz'altro un film da vedere. Entrato di diritto nella storia del cinema.

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  03/01/2010 20:52:52
   9 / 10
La metropoli come non l'avete mai vista: nel sottosuolo la forza lavoro, fra i grattacieli la "gente per bene".
Ora come ora questo film non presenta nulla di nuovo e tutto viene trattato in maniera alquanto stereotipizzata, ma il fascino è unico.

Ed è passato quasi un secolo.

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JOKER1926  @  02/10/2009 21:58:53
   8 / 10
Per un recensore cinematografico commentare “Metropolis” di Fritz Lang e’ un odissea di piacere e di emozioni mescolate in attente e mirate riflessioni circa i molteplici messaggi, simbologie osannate a voce roboante dalla mente di Lang in un film che rimarrà con ogni probabilità “memorabile” nell’infinito repertorio della Cinematografia; anzitutto la pellicola tedesca del 1927 e’ forse la più grande fra tutte quelle mute (ecco dunque un primo riconoscimento seppur personale al film!).

“Metropolis” e’ un film che presenta una sterminata serie di pregi, da annoverare immediatamente la fotografia, le diverse tecniche cinematografiche come il campo-controcampo a 180 gradi (per i dialoghi) e la ripresa “frame by frame”, le scenografie avanzatissime e clamorose, gli attori , gli effetti speciali da vertigini e il buon sonoro (a tratti “metodico” ma senza ponderose sbavature”).

Il film presenta una trama molto interessante e “poetica” con un “collage” di personaggi chiave come il famigerato “mediatore” e Maria (personaggio interpretato in modo quasi ineccepibile).
Ovviamente dopo una sommaria storia iniziale il film prosegue (perdendo qualche colpo) con una narrazione un po’ troppo romanzata (influisce molto comunque la vecchiaia del film in questo caso), ma in linea di massima e’ estremamente eccessivo parlare di pecca.
Inoltre anche il ritmo della pellicola e’ abbastanza incalzante (soprattutto nella seconda parte), il finale poi e’ un esplosione di “caos” intriso in sequenze mozzafiato (come quella del rogo… davvero impedibile e fantastica) che inneggiano la conclusiva e acclamata apoteosi.
Da segnalare all’infinito tutte le simbologie, metafore che la regia infarcisce nel film; incredibile quella dell’orologio; da evidenziare anche dei richiami religiosi e lo “spacco” artistico fra la tecnologia e il “rifugio/luogo di meditazione” degli operai, insomma da una parte la potenza tecnologica che sfonda la città dall’altra un fatiscente luogo remoto di pensieri e concetti sfocianti in sogni di rivalsa e di rivoluzione.
Importante parlare della metafora circa lo scienziato/creatore del clone di Maria, Lang dunque punta il dito sul potenziale disastro della scienza, inoltre da “captare” le simbologie riguardo il Mito di Golem (“essere” creato dall’uomo) che non era dotato di intelligenza ma serviva alla lettera il padrone in ogni circostanza, secondo alcune voci leggendarie i Golem divennero immensi e iniziarono a massacrare tutto e infine furono fermati grazie ad un’alchimia che portava loro la Morte; dunque (ricapitolando) il Golem (ovvero il clone di Maria) rappresenta un’ipotetica distruzione per l’uomo che crea e poi si fa distruggere dalle “sue” creature, a questo punto si intrecciano pensieri sulla tecnologia (regresso) e addirittura, secondo delle sfaccettate teorie il tutto potrebbe rappresentare in modo impressionante, mirabolante un inno di denuncia sull’operato di Adolf Hitler al tempo leader della politica Europa.
Allo stesso tempo la teoria del mediatore (ovvero congiungere braccia e mente grazie al cuore) e’ dunque (in modo potenzialmente subliminale) un inno di esaltazione alla politica imperialistica di Hitler (e’ questo, cioè l’ “enigmaticità” del messaggio politico della pellicola a renderla grande!); insomma anche il finale “premia” le classi alte della società (o almeno così e’ fatto vedere sul piano cinematografico), il tutto si ricollega al mito della torre di Babele metaforicamente Metropolis costruita dagli schiavi per arrivare nei cieli dell’Universo (concetto abbastanza “criptico” di una ambiguità quasi esilarante).

“Metropolis” e’ un’Opera artistica, sociale, politica.
Avanzata negli anni 20/30 (nel campo dottrinale e logicamente in quello dei trucchi cinematografici e della tecnica in generale) oggi risulta essere ancora (?) geniale, “inquietante”,mastodontica senza concorrenti e con un bagaglio di concezioni mai eclissate e ancora oggi in piena discussione come la società “ipotizzata” (quasi cento anni fa) dal regista che si divideva giocoforza in frazioni sociali: i potenti e i poveri.
Insomma tale allarmante “disegno” e’ in parte (sotto soggettive visioni) confermato ancora oggi, “Metropolis” per di più e’ un immenso e gustoso viaggio , una favola onirica, chimerica e trionfale senza predecessori e senza futuri rivali…

JOKER1926

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  29/09/2009 18:30:01
   9 / 10
“Retorico, banale, pedante, intriso di romanticismo superato… ma se opponiamo alla storia la fotogenia plastica, allora reggerà qualsiasi confronto, ci sconvolgerà come il più bel libro d’immagini mai visto”

E’ il commento di Bunuel a questo film (chissà che voto, quale iscritto a filmscoop, dunque gli avrebbe dato), che ho citato poiché è pressappoco il medesimo mio pensiero.
Partiamo dalla trama: “Retorica, banale, pedante, intrisa di romanticismo superato…”. E’ proprio così. Il film tratta temi sociali in maniera a dir poco superficiale, con un’ingenuità scolastica a tratti imbarazzante. Diviene un po’ come ascoltare un testo sciocco scritto sopra una musica magnifica. Se il testo c’è, necessariamente lo si ascolta; non ci fosse stato, sarebbe stata una sinfonia meravigliosa.
E se da un lato l’interpretazione della Helm (soprattutto nel ruolo della androide femme-fatale) è eccezionale, dall’altro l’enfasi esagerata del protagonista rovina continuamente nel ridicolo.

“il più bel libro d’immagini mai visto”

Se tale libro si accetta di sfogliarlo appunto guardandone solo le illustrazioni. Un rilievo sinfonico d’immagini e un monumento plastico di luci e di spazi. Architetture avveniristiche erte in quadri espressionisti, movimenti di massa, figure sovrapposte, visioni.
I sottolivelli di Metropolis offrono un’idea dei campi di concentramento in anticipo di più di dieci anni dalla loro terrificante comparsa. Alcune scene, gli operai alle prese con folli macchinari, preannunciano i problemi e i dissidi sociali legati alla produttività che si svilupperanno nel corso del secolo. Scenari onirici, paradisi padronali, inferni architettonici dominati dal despotismo del Dio-macchina, catacombe ombrose, il tutto dilavato dall’inondazione del talento inventivo di Lang.

“Retorico, banale, pedante”

Ma se l’arte è innanzitutto un contenitore di mere emozioni, se in essa ciò che più sussiste e permane - mentre i discorsi vanno scemando - è proprio la musica, allora non ci resta che ascoltare senza ragionamento, ignorare il testo, osservare, e lasciarsi trascinare dalla forza visionaria e scultorea di questa sinfonia d’immutabile bellezza.

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Ultima risposta 06/10/2011 21.12.20
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The BluBus  @  08/09/2009 19:24:56
   8 / 10
Solitamente un film di fantascienza, contando su numerosi effetti visivi, ha la pecca innata di risentire enormemente del tempo che passa, e questo non è a mio parere una delle eccezioni.
Visto nel 27 era da 10
Visto oggi è da 6 (di stima)
Un 8 gli sta bene.

edmond90  @  07/09/2009 14:43:17
   10 / 10
Insieme a M il capolavoro di Fritz Lang,una delle opere piu sconvolgenti e visionarie mai esistite.Una delizia per gli occhi.

DarkRareMirko  @  30/08/2009 23:41:45
   10 / 10
Mirabile e storico capolavoro di Lang, a sua volta ispiratore dell'omonimo e recente anime.

Strano che piacesse molto ad Hitler, visto tutto sommato le sue tematiche pacifiste e di rivolta; scenograficamente è qualcosa di incredibile, nonchè ancor oggi bello da vedere.

Plot non eccezionale, ma da un film del 27 non si posson chiedere miracoli sotto questo punto di vista; non lo definirei nemmeno stupido però, come invece altre persone hanno detto.

Bello il continuo rimando a far funzionare il cuore tra cervello e mano, anche se tutto sà un pò di retorico.

Ne esistono molteplici versioni, delle quali la migliore è quella da 150 minuti, scorrevole e montata benissimo; degne di nota anche quella curata dalla Murnau foundation (121 minuti) e quella colorizzata del grande Moroder.

L'originaria, che durava quasi 4 ore, purtroppo è perduta per sempre.

Da vedere.

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Ultima risposta 20/09/2009 20.42.35
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Jumpy  @  26/08/2009 20:19:14
   10 / 10
Film di fortissimo impatto visivo, a tratti onirico, ricchissimo di simbolismi ed allegorie, effetti speciali incredibili per l'epoca, trama tutto sommato semplice ma molto coinvolgente.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  22/07/2009 12:19:22
   9 / 10
Grande affresco visionario e immortale

bulldog  @  22/07/2009 11:41:09
   7½ / 10
Film importante sotto tanti punti di vista,specialmente tecnico.
Carico di immagini simboliche,non sempre riesce a trasmettere quello che vorrebbe.

Invia una mail all'autore del commento Banana Pie  @  13/07/2009 14:56:07
   10 / 10
Uno dei miei film preferiti degli anni '20 insieme a Nosferatu e al Gabinetto del dottor Caligari. Un Cult, ottima la colonna sonora della versione da me ascoltata, comunque quest'ultima non può essere materia di valutazione in quanto ci sono diverse versioni. La storia ha influenzato notevolmente l'immaginario anche moderno, la storia non solo del cinema sarebbe stata molto diversa senza questo film.

crimal9436  @  13/07/2009 14:39:50
   7 / 10
Commento come se fossi nel '28:
Film carico di espressività, ottima storia, ottima musica, grandi effetti speciali: voto 9
Commento del 2009:
Buona l'espressività degli attori e vicenda ben architettata, musica un po' sonnolenta; effetti speciali e scelta del muto d'altri tempi: voto 5.
Film troppo vecchio per non giudicarlo in entrambi i risvolti.
Ne risulta un 7

dave89  @  11/06/2009 23:46:40
   9½ / 10
capolavoro, uno dei migliori film ....grande regista e musiche indimenticabili ...grande espressività degli attori

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  03/11/2008 14:25:11
   5 / 10
Io invece esco dal coro e mi dichiaro esplicitamente deluso dal film.
All’inizio sembrava una cosa molto interessante, ma non credevo che lo spunto d’interesse fosse solo sul fronte tecnico. Quegli effetti speciali visivi, quelle tecnologie avanzate, quelle scenografie futuristiche era una spettacolo per 80anni fa… ma oggi è datato. Troppo datato, perché oltre a questa caratteristica non c’è altro. Infatti guardiamo per esempio la storia: è scritta malissimo e non si capisce niente di niente di quello che succede. Poi gli attori hanno la stessa identica espressione in tutto il film e la musica è talmente ripetitiva che ha un effetto soporifero peggio del valium. E credetemi… due ore e un quarto così è dura. Molto dura.
E’ come un classico blockbuster di oggi: tanti effetti speciali, sonori, grafica, eccetera… ma zero sostanza. E l’effetto è la noia. E’ così o no?
Quindi preferisco definirlo un film che verrà ricordato nella storia per il clamore dell’epoca, ma non capolavoro.

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Ultima risposta 09/01/2010 23.43.27
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pinhead88  @  24/09/2008 23:38:25
   9 / 10
una pietra miliare della fantascienza,uno dei primissimi film in assoluto a trattare temi come la clonazione,futuro,ecc..alcune scene sono molto affascinanti,come appunto la clonazione o anche le industrie nel sottosuolo accompagnate da rumori metallici e industriali..alcune scene ricordano molto correnti artistiche come il futurismo,accompagnate anche da perfetti chiaroscuri..un must per gli adoratori della fantascienza

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  18/08/2008 14:46:03
   9 / 10
Capolavoro di Fritz Lang, perché? Perché comunica in modo straordinario, con il linguaggio visivo, una drannaticità collettiva legata a importanti ideologie del tempo, ben legate alle realtà sociali e poitiche dell'epoca (vedi anche periodo delle ideologie presenti nella Repubblica di Weimar).

Land rappresenta lo scontro di classe di una volta con tutto l'immaginario rivoluzionario che lo costituiva, con tutte le fantasie che lo accompagnavano, con tutte le semplificazioni dovute alle ideologie dominanti. Il futuro rappresentato nel film è la proiezione nel tempo degli scontri reali del 1927.

Manu90  @  18/08/2008 09:55:11
   9½ / 10
Ragazzi per favore inchinatevi davanti a questo film. Ogni volta che lo vedo non riesco a credere che si tratti di un film degli anni 20'. Capolavoro senza tempo.

goldtw  @  27/07/2008 11:28:44
   10 / 10
è incredibile quanto possano trasmettere una carrellata di immagini del genere!l'impatto visivo è una componente essenziale per il nostro regista,che dirige una vera e propria pietra miliare del cinema.è divertente vedere come fritz lang immagina il 2026 nell'abbigliamento e nei veicoli..piuttosto singolari!
la trama cattura fin da subito,quando viene immediatamente messa a nudo la più cruda realtà:una spaccatura netta fra la borghesia e la plebe,in questo caso gli operai..costretti a vivere e a lavorare sottoterra(mostrato grazie a delle scene stupefacenti).questo incredibile lungometraggio non parla solo di una diversità sociale,ma mette in evidenza nei personaggi borghesi una brusca ed inefrenabile sete di progresso,tecnologia,che andrà a risentirne contro la popolazione stessa(per quanto sia un film di fantascienza ha tematiche assolutamente realistiche).
capolavoro,punto.

Invia una mail all'autore del commento angel__  @  06/06/2008 01:07:54
   7½ / 10
non abbastanza emotivo e trascinante come la potenza delle immagini vorrebbe rendere. un plot molto intrigante non sceneggiato all'altezza di quanto imperiose e suggestive appaiono le scenografie, di una produzione fantastica con centinaia di comparse,effetti speciali e trovate visive che ancora adesso lasciano il segno nello spettatore. manca quel quid, quello stupore e appagamento che si ha davanti a capolavori,e questo non è un capolavoro ma grande cinema di immagine.

donfabios  @  27/03/2008 09:41:46
   10 / 10
potenza espressiva ineguagliabile, scenografie da mozzare il fiato, trama avvincente; quelli erano i veri attori, capaci di infondere emozioni con uno sguardo, quelli erano i veri registi, che curavano ogni scenografia fino a portarla ad essere un'opera d'arte a sé stante.
merita assolutamente la top 10

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Gruppo COLLABORATORI julian  @  09/03/2008 15:55:45
   8 / 10
Parto con la premessa che questo per me è uno dei film più difficili da commentare.
Vabbè innanzitutto 2 ore e 27, muto e bianco e nero; mi ci è voluto parecchio tempo prima di sentirmi pronto per "affrontarlo"... si sa che queste non sono pellicole fatte per rilassarsi o per divertirsi.
Diciamo che si può dividere in due parti: la prima è descrittiva, illustra l'ordinamento politico e gerarchico di Metropolis, ci mostra come si potrebbe evolvere il mondo fino al 2026 (il che è una previsione ancora aperta, per ora siamo molto vicini al ritratto di Lang...);
la seconda è narrativa, racconta la presa di coscienza da parte della folla della loro condizione di sfruttamento, la rabbia, la sedizione, in poche parole la rivoluzione.
Quello di Lang è un mosaico che coinvolge storia, letteratura e religione.
Chi non ha assimilato i primi piani di Maria (che come Gandhi in quegli stessi anni, predica la non violenza) alle effigi della ******* ?
Chi non ha riconosciuto nel film dei tocchi alla Huxley o alla Orwell per poi scoprire che i due romanzi distopici sono venuti dopo ?
E poi il ritratto della rivoluzione è assolutamente corrispondente a realtà, ne segue tutte le tipiche fasi fino alla degenerazione.
Sembra quasi futile, inoltre, che io ribadisca l’incredibile sguardo in avanti che ha dato Lang:
egli ambienta la sua storia a giusto un secolo di distanza, sembra un’utopia già il solo anno 2026 con tutte le paure e le superstizioni che correvano a quei tempi riguardo la fine del mondo.
La città futuristica, realizzata in modo molto convincente, è strutturata a piramide: il cervello che comanda sta ovviamente nei piani alti e vive nel benessere; la mano che lavora e subisce si fa il mazzo nei bassifondi, in condizioni estreme, ridotta a macchina.
L’altra assoluta novità è il robot con capacità e sembianze umane; unica cosa che non riesce a emulare sono i sentimenti: anche qui Fritz Lang ci ha preso.
E allora perché dovrei mettere 8, con quell’inizio travolgente al ritmo di straordinaria musica (o rumore ?), con tutti quegli elementi anacronistici, con quei riferimenti qua e là e con quell’importanza storica immensa ?
Perché nell’ultima parte Metropolis scade. Scade nel retorico, nei facili sentimentalismi, nel lieto fine francamente inaspettato e, forse, imposto da qualcuno.
Sta di fatto che ci si potrebbe fare una discussione per un’intera giornata e non si arriverebbe a parlare di nemmeno un quarto dell’opera.
E d’altra parte il discorso su Metropolis è aperto dal lontano 1927, è stato criticato da grandi registi, è stato apprezzato da Hitler e nemmeno oggi la critica riesce a mettersi d’accordo sulla sua dimensione di capolavoro.
Innegabile è che ha compartecipato alla storia del novecento, lasciando ben visibile la sua impronta.

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Ultima risposta 09/03/2008 16.29.05
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CitizenKane  @  10/02/2008 08:54:02
   9½ / 10
A dir poco stupendo; un film che dopo 81 anni continua a sorprendere
Il capolavoro di Fritz Lang per eccellenza

Tony Ciccione90  @  28/01/2008 14:39:12
   9½ / 10
Visionario, onirico, spaventosamente distopico. Fritz Lang confeziona un film che suscita incredibili emozioni, sebbene sia muto. Mi ha stupito vedere soprattutto la città degli operai. le loro condizioni di lavoro, le loro rivendicazioni, il controllo da parte dei padroni. Il film è realizzato deliziosamente, sono molte le parti che mi hanno stupito, facendomi pensare:"No, non può essere...". Ci sono delle scene davvero "psichedeliche"

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER. Da vedere e ammirare. Non si avverte affatto la lunghezza di questo capolavoro.

Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  16/12/2007 03:45:53
   10 / 10
Incredibile come un film "muto" possa parlare e trasmettere emozioni... come un film che dovrebbe avere ormai l'artrite e i reumatismi si slanci a pretendere ciò che gli spettal: una visione attenta, triste, speranzosa, critica.
Una nuova trinità e una nuova passione, il padre e il figlio questa volta in contrasto dove prevale la volontà del secondo per una volta e l'autorità si piega a commozione. L'alienazione degli operai, la loro volubilità, la danza macabra degli ingranaggi e dell'inevitabilità delle catastrofi.. l'ingegno umano servo del potere, l'utopia di chi è vissuto nel giardino del padre padrone, la ribellione, l'incarnazione nell'umiltà di un uomo comune, la commedia degli equivoci sfumata in dramma e infine nuovamente in utopia.
tecnicamente incredibile.

TheJolker  @  10/12/2007 17:30:34
   9½ / 10
una delle prime fantascienze universali,il messaggio che puo semrare inizialmente distorto entra poi nella comprensione di chi lo guarda e come un trapano nn finisce mai di estasiarci....eterno splendore.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  19/10/2007 20:25:40
   10 / 10
E' un film universale, unico e riduttivo sarebbe imprigionarlo nelle gabbie di un genere predefinito. Un affresco di straordinaria visonarietà dove i contrasti individuali e collettivi, razionalità e fanatismo, bene e male affascinano ancora oggi ad ottant'anni esatti dalla sua uscita.

wega  @  05/10/2007 19:45:09
   8½ / 10
Film importante quanto affascinante..le scenografie ottenute con sovrapposizioni di fotografie e set sono tuttora di fortissimo impatto visivo..anche se muto,la sceneggiatura comunque,riuscendo a destreggiarmi un pò con l'inglese,mi risulta ad ampio margine di migliorabilità,sopratutto per quanto riguarda l'impatto emotivo.tuttavia un film che ha fatto storia

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  04/10/2007 18:22:41
   8 / 10
SE L'ESPRESSIONISMO TEDESCO VA INTESO COME ESASPERAZIONE DEL DATO EMOTIVO DELLA REALTA', ALLORA QUESTO FILM -AL PARI DEL MERAVIGLIOSO NOSFERATU DI MURNAU, SI PRESENTA COME L'APOTEOSI DI QUESTA CORRENTE CULTURALE. LE SCENOGRAFIE E LE TECNICHE DI RECITAZIONE ADOTTATE SONO INTRISE DI ESPRESSIONISMO, DEL QUALE METROPOLIS PUO' ESSERE CONSIDERATO, A RAGION VEDUTA, IL MANIFESTO. SOTTO QUESTO PROFILO IL FILM IN QUESTIONE E', SENZA OMBRA DI DUBBIO, DA 10.
AVANZO, INVECE, DELLE RISERVE SULLE TEMATICHE TRATTATE DA FRITZ LANG, IL QUALE, A MIO AVVISO, INDULGE NELL'ENFATIZZAZIONE DI UNA QUANTO MAI IMPROBABILE CONCILIAZIONE TRA IL POTERE E IL MONDO OPERAIO, CALCANDO LA MANO NELLA CONFIGURAZIONE DI UNO SCENARIO IRREALE/IRREALIZZABILE. A QUESTO PROPOSITO, IL FINALE EDULCORATO SA MOLTO DI FIABESCO.

FATTA QUESTA BREVE E SUCCINTA DIGRESSIONE SUI CONTENUTI DELL'OPERA "DE QUA", METROPOLIS SI PRESENTA UN CPOSALDO IMPRESCINDIBILE DEL CINEMA DI FANTASCIENTIFICO, E HA IL MERITO DI AVER ISPIRATO NUMEROSE ALTRE PELLICOLE DELLO STESSO GENERE, TRA CUI IL CAPOLAVORO DI SCOTT BLADE RUNNER.

UN'ALTRA NOTA DI MERITO VA AGLI EFFETTI SPECIALI, VERAMENTE INCREDIBILI SE SI CONSIDERA L'EPOCA

Divino Stanley  @  19/09/2007 16:07:02
   10 / 10
Non so dire se il miglior Lang sia da ricercare in questo film o in "M - Il mostro di Dusseldorf": per quanti diversi, entrambi sono film emozionanti e sconvolgenti e riescono a mantenere intatto tutto il proprio carisma anche a distanza di 80 anni. "Metropolis" è un vero e proprio caleidoscopio di immagini, musica e sentimenti: in pochi minuti passiamo dalla compassione al disprezzo, dalla dolcezza all' angoscia, dall' amore all' odio e, come trascinati da un fiume di emozioni, arriviamo stremati e pieni di passione al sensazionale finale. Varie tematiche sono affrontate in questo da Lang che riesce ad esiminare ogni argomento in maniera armonica e fluida: iniziamo ad interrogarci sulla società e sulle sue rigide gerarchie e finiamo per riflettere sulla religione e sulla pace fra gli uomini. Un film - denuncia, insomma, che invita lo spettatore a pensare alle conseguenze della sfrenata modernizzazione e della progressiva creazione di caste rigide ed invalicabili; ma anche un film ottimistico che ipotizza uno stato di pace ed armonia nel genere umano. Tutto ciò scandito da una regia innovativa e sorprendente e da ottime interpretazioni, su tutte quella di Brigitte Helm in un ruolo doppio e contrastante.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  06/09/2007 02:23:43
   10 / 10
Premessa: non guardate MAI la versione cinematografica (???) voluta da Moroder: ognuno puo' affrontarla come crede ma, per quanto l'accompagnamento musicale sia spesso riuscito (in particolare il brano di Pat Benatar e la "Love kills" di Mercury, per una volta meno Mariolanza del solito) l'operazione "vernissaige" puzza di marketing lontano un miglio...

scegliete, dunque, la versione originale, senza privarvi delle immagini (di rara bellezza) di questo immenso caleidoscopio ideologico, univeramente riconosciuto come un classico del cinema di tutti i tempi.
Straordinarie le invenzioni tecniche e visive dell'epoca, con una splendida Brigitte Helm.
Un film straordinariamente innovativo anche a dispetto dell'Espressionismo visivo delle immagini.

Vegetable man  @  20/08/2007 19:09:28
   8½ / 10
Se si guarda solo ai contenuti, questo è un film dalla trama abbastanza banale, retorico e pedante. Ma le scenografie! La portata visiva, le immagini di Metropolis, sono assolutamente grandiose, tanto da restare impresse nell'immaginario collettivo e tracciare un solco nell'arte cinematografica.
In più, una grande prova gstuale di Brigitte Helm nella doppia parte di Maria e del suo replicante.
In definitiva, il voto è una media, delle due componenti qui sopra elencate.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  13/08/2007 20:14:03
   9 / 10
la storia che sta dietro a questo film è piu grande del film stesso!
un film che non potra mai essere visto per intero,una storia perduta per sempre...ma le immagini che sono rimaste rimmarranno per sempre nell'immaginario del perfetto cinefilo!
non mi sento di dare il massimo dei voti perche l'opera non è completa!non so se si puo definire un film vero e proprio perche non è questo quello che il regista voleva farci vedere!
la storia è vero che è un po banale ma siamo sempre nel 1926!
stupenda la fotografia!
imperdibile!

norfolkiano  @  27/07/2007 01:56:44
   7½ / 10
Lang è un genio, e su questo non si discute.
Se dovessi votare solo le immagini, se pensassi solo ad alcune sequenze straordinarie ( una su tutte l'incredibile incipit ), il film meriterebbe almeno nove.
purtroppo concordo con la critica che solitamente viene rivolta a questo film: la trama è semplicistica, il finale è ingenuo ( lo stesso Lang, anni dopo, lo ammetterà ).
Criticato, discusso, amato. L'immagine più forte è quella delle masse in movimento, la loro forza e la possibilità di manovrarla. In Germania Hitler è alle porte, in Italia il fascismo è già realtà; il film sa essere anche interprete del suo tempo.
E' un classico esempio di film splendido ed imperfetto, un momento geniale e l'altro di una banalità sconcertante. Rimane, comunque, un pezzo di storia del cinema.

Dick  @  05/07/2007 21:53:56
   8½ / 10
Film che affronta temi importanti come la diversità tra classi e di come una sfrutti l' altra con conseguente ribellione dell' altra, quello del giovane che si accorge di quanto sia stata vacua la sua vita fino ad un certo punto vedendo come' è veramente la realtà e anche un pò quello del doppio con l' automa che rpende le sembianze della ragazza. Il finale mostra una possibile unione delle due attraverso i due giovani e il credere in una speranza per un nuovo futuro rappresentata dai bambini. Certo, il film finisce per semplificare un pò il libro della moglie di Lang, che si occupata della sceneggiatura, da cui è tratto.

AKIRA KUROSAWA  @  20/05/2007 04:36:37
   10 / 10
come si fa a non rimanere affascinati da un film del genere, e pensare che lucas e scott per guerre stellari e blade runner si sono ispirati proprio a questo film!!!!
un capolavoro unico, le immagini sono l unica forza e sono letteralmente devastanti!!!!! capolavoro

Napoleone  @  04/04/2007 20:35:00
   9½ / 10
Portentoso e superbo film visionario, in anticipo sui tempi. Capolavoro assoluto del cinema espressionista. Dall'incipit a basso ritmo narrativo si passa a un sempre piu vorticoso turbine di immagini culminante in uno spannung densissimo di pathos, preludio allo scioglimento finale che sancisce la riconciliazione tra Mente e Mano mediata dal Cuore.
Secondo il mio punto di vista il film è, riguardo al conflitto tra Psiche e Tecne,
precursore di un' altra monumentale opera: "2001: Odissea nello spazio".
Fantastica Brigitte Helm.

Paolo70  @  08/12/2006 17:40:49
   5½ / 10
Film precursore del cinema ambientato in una città avveniristica. La pellicola risulta secondo me lunga e per molte parti incomprensibile anche perchè il film è muto e presenta solo alcuni dialoghi in inglese che non conoscendo bene non riesco a comprendere.

2 risposte al commento
Ultima risposta 04/09/2008 00.12.59
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  27/09/2006 23:23:24
   10 / 10
Metropolis e'il film che attualizza il futuro rendendolo ancora piu'avveniristico.Senza l'immortale capolavoro di Fritz Lang pellicole come Guerre Stellari,Blade Runner,Matrix e via dicendo semplicemente non sarebbero esistite.Strutturato in tre parti, Metropolis e'di fatti una prova di gigantismo visivo senza pari che vive di sincretismo debordante.Occultismo,scienza,religione,arte,filosofia,economia e politica costituiscono l'ossatura inscindibile del film,che nonostante lo scoperto approccio interdisciplinare,riesce a garantire un'intrinseca ed irripetibile unitarieta'narrativa....capolavoro assoluto

Rusty il Selvag  @  14/09/2006 12:48:46
   10 / 10
Guerilla radio !!!

RAGE AGAINST THE MACHINE

Lascio al grande Zack de la Rocha il mio commento.

4 risposte al commento
Ultima risposta 13/11/2007 15.27.35
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Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  03/07/2006 16:26:06
   10 / 10
Purtroppo non lo ho visto troppe volte e l'ultima è stata tanti anni fa. Comunque "Metropolis" è il più bel film muto della storia del cinema, insieme a Nosferatu. In questa pellicola vi è una sprezzante critica al comunismo e, in parte, anche al nazismo. Infatti, se non vado errato, Fritz Lang fu fortemente criticato dal regime per le sue idee anti-naziste.
Un'altra componente fondamentale è la presenza di effetti speciali a dir poco gagliardi per l'epoca e di conseguenza questa pellicola non può che avere una potenza visiva impressionante. Bellissima, e non poteva essere altrimenti, la colonna sonora (come del resto in tutti i film espressionisti).

quaker  @  10/06/2006 00:16:55
   10 / 10
Incredibile!!!! Procuratevi il DVD di questo capolavoro assoluto, e godetevelo. Con l'avvertenza, naturalment, che si tratta di un filmmuto (ovviamente in bianco e nero) e che la versione che comunque acquisterete è solo una elle tante che circolano, di lunghezza diversa (dai 117 ai 146 minuti).
Qui non si tratta di un film "vecchio" (come può essere qualificato un film dei primi anni '60) ma di un film del 1926, che narra di una vicenda del 2026 (cioè fra venti anni...). Modernissima opera di fantascienza, con effetti speciali strabilianti, copiatissimo; il cinema, fin dai suoi albori ( o quasi: era stato inventato del 1895 e dunque circa trenta anni prima) era un'arte a tutti gli effetti... .
Tra l'altro compare un videotelefono, e ci sono alcune scene (le porte che si chiudono, imprigionando il protagonista) che potrebbero essere girate oggi paro paro. Confrontare la recitazione di allora con quella attuale, ma anche l'uso del montaggio e delle luci, le scene di massa, la lotta sul tetto, la danza degli scheletri: tutto ciò che non è specificemente cinematografico è datato, tutto ciò che è cinema è identico ad oggi e forse era migliore allora.

Cappacicoria  @  15/05/2006 20:45:17
   10 / 10
Un inossidabile capolavoro (guardate trama e recitazione, lo so anchio che gli effetti speciali del ''27 non sono paragonabili a quegli odierni, ma ciò dimostra anche che gli effetti speciali non sono niente in un film) un film che come nel 27 si adatta a descrivere sottoforma di metafora la società odierna. Assolutamente da vedere in questi tempi di magra

Anders Friden  @  07/05/2006 19:03:10
   10 / 10
Non ho parole, i lpiu' grande colossal della storia del cinema. Se pensiamo che si tratta di 80 anni fa questo film è uno dei numeri uno di sempre. Persino gli effetti speciali non hanno niente da invidare a certe produzioni del c. recenti. Il primo film di fantascienza e non solo, Metropolis è unico, Fritz Lang un genio.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  01/05/2006 15:10:04
   9 / 10
Vedere questo film mi ha fatto la stessa impressione della visita ad una grande opera d’arte in un museo. Un documento tipico della sua epoca ma che contiene tanti temi ancora attuali.
Il film si volge interamente in un’atmosfera cupa con pochi sorrisi, poche scene di serenità. Ambientato in luoghi chiusi, senza mai un raggio di sole o una scena nella natura.
Si comincia subito presentando ‘Metropolis’, la città del futuro, guarda caso proprio l’epoca in cui viviamo. Un ammasso caotico di costruzioni altissime, di forme strane, con viadotti e arei, senza un giardino o un albero. Un enorme quartiere dormitorio che sorge intorno ad un gigantesco orologio, ospita una classe sociale destinata solo a lavorare nelle macchine nel sottosuolo. Gente ridotta quasi ad automi, tutti uguali, spossati dalla fatica e dall’insensatezza di quello che fanno. Fritz Lang ne fa una massa informe, abbrutita, che segue istinti animaleschi senza riflettere su quello che fa, alla mercé di qualsiasi facinoroso che può approfittare della loro ignoranza. Sopra abita invece gente fatua dedita ai ‘vizi’ (il film ha un forte aspetto religioso), vuota e senza valori (“andiamo a vedere la rovina del mondo”). Da questo aspetto schematico escono 5 personaggi anche loro però più ‘tipi’ che persone. La protagonista Maria che proviene dalla plebe, è dotata di umanità e molta religiosità (Lang la rappresenta in scene che sembrano uscite dai quadri religiosi), con il suo carisma cerca di portare la plebe sulla strada della conciliazione e della mediazione (con molta fatica). Viene assecondata dal figlio del padrone, un tipo sentimentale, dal carattere debole che sconfina nel misticismo. Un personaggio notevole è lo scienziato. Qualcosa di quasi demoniaco (con gli occhi neri come Nosferatu), amorale e senza scrupoli. Non importa cosa facciano le sue invenzioni, gli basta inventare. E’ lui che crea un automa ‘che lavora sempre e non sbaglia mai e può sostituire gli operai’ (una fantasia poi avveratasi). La sua morte segna la liberazione dal ‘male’. Lang sembra raccomandare di fare a meno di gente del genere. Il padrone di Metropolis è accecato dalla sua creazione, non ha altro per la testa. Il sistema con le sue regole schiaccia i suoi sentimenti di ‘padre’, sia materiale che morale (gli operai dovrebbero essere come figli). Infine fra gli operai si differenzia il custode della centrale elettrica, l’unico che possiede intelligenza e consapevolezza. Lui insieme al padrone appare nella scena finale della famosissima ‘stretta di mano’ simbolica. Il messaggio del film è proprio questo: la distruzione reciproca, il conflitto non porta vantaggio a nessuno. L’unico mezzo per risolvere le controversie è la trattativa, la conciliazione. Un messaggio universale, visto che ancora oggi abbiamo questo problema (stretta di mano fra Rabin e Arafat). Una soluzione però molto molto difficile, come la storia ci dimostra. Non basta il cuore a far tacere gli interessi di parte.

pabren  @  29/04/2006 00:51:07
   9 / 10
un capolavoro,incessante ossessivamente magnifico,brigitte helm il prototipo di donna fatale tipico dell art deco,il termine vamp (donna vampiro)fu coniato per lei.la dissoluta maria schizofrenicamente maliarda e virginale.un portento.non sto a descrivere ne trama ne sceneggiatura tutto sarebbe riduttivo ,guardatelo e riguardatelo è ancora splendente come 80 anni fa,il manichino ,l automa è il prototipo copiato e ricopiato male da tutti i film patetici di fantascienza e poi...il primo seno nudo della storia del cinema... i costumi di erte....

1 risposta al commento
Ultima risposta 29/05/2006 15.26.44
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RAU.kyp  @  09/04/2006 17:27:01
   10 / 10
Questo è un vero capolavoro.
I fondali futuristi sono veramente belli, anche se dire così
è riduttivo. Da vedere e rivedere.

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1 risposta al commento
Ultima risposta 10/04/2006 13.48.39
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venumat.  @  02/04/2006 14:05:50
   10 / 10
Mi ero ripromesso di non usare 10 come voto ,ma per questo film farò un eccezzione.
perchè non è tra i primi 25 film ?!?
Mi sembra che sia il massimo non solo per l'epoca in cui è stato fatto , ma anche un buon esenpio per i nostri giorni.

5 risposte al commento
Ultima risposta 16/06/2006 09.58.16
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orsanera  @  11/01/2006 19:59:12
   10 / 10
un capolavoro, un fim cult, eccezionale, girato nel '27 !!!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Caio  @  29/12/2005 03:32:09
   10 / 10
Beh, vedetelo e poi leggete l'anno in cui è stato girato...è impressionante!! Senza voler considerare il rischio di proporre agli spettatori dell'epoca un film di tale complessità, metropolis è un'opera d'arte a tutti gli effetti: tecnicamente, visivamente, concettualmente. Attraverso il suo sistema verticale leggiamo una critica al sistema capitalista che si andava affermando in quegli anni, e attraverso le possenti metafore che sono disseminate nel film (il moloch) il dibattito tra natura e cultura, mito e realtà si snoda ai nostri occhi, accompagnato da musiche maestose e invadenti. Un capolavoro ancora che ancora oggi ci offre spunti di riflessione.

Ch.Chaplin  @  06/11/2005 20:18:25
   10 / 10
Assolutamente eccezionale..nn m piacciono solitamente i film d fantascienza, ma guardando metropolis sono rimasto a bocca aperta..ottima la recitazione di brigitte helm, pellicola chiaramente (tardo-)espressionista..fantastica..e il messaggio finale..THE MEDIATOR BETWEEN HEAD AND HANDS MUST BE THE HEART!

Dziga  @  17/10/2005 18:09:28
   10 / 10
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