lussuria - seduzione e tradimento regia di Ang Lee Cina, USA 2007
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lussuria - seduzione e tradimento (2007)

 Trailer Trailer LUSSURIA - SEDUZIONE E TRADIMENTO

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locandina del film LUSSURIA - SEDUZIONE E TRADIMENTO

Titolo Originale: SE JIE

RegiaAng Lee

InterpretiTony Leung Chiu Wai, Joan Chen, Wei Tang, Anupam Kher, Lee-Hom Wang, Chih-ying Chu, Johnson Yuen

Durata: h 2.01
NazionalitàCina, USA 2007
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 2008

•  Altri film di Ang Lee

Trama del film Lussuria - seduzione e tradimento

Nella Shanghai della seconda guerra mondiale, Wang Chiah-Chih è una giovane donna che si ritrova intrappolata in un gioco pericoloso ed emozionante con un potente personaggio politico, che intesse stretti rapporti con i giapponesi, Mr. Yee.

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Voto Visitatori:   6,83 / 10 (74 voti)6,83Grafico
Voto Recensore:   7,50 / 10  7,50
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Voti e commenti su Lussuria - seduzione e tradimento, 74 opinioni inserite

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Filman  @  25/07/2014 21:43:27
   7½ / 10
Immergendosi nella Cina della Seconda Guerra Mondiale, SE JIE (Lust, Caution) inquadra l'ambiente storico attraverso dialoghi e vicende calcolate, narranti a loro volta, ideali patriottici e resoconti diacronici, per poi virare su una intrigante, ardente e drammatica situazione amorosa, il tutto gestito dalla mano esperta e abile di Ang Lee.
Elegantemente costruita, la pellicola monta su una contenuta dimensione narrativa e visiva, che calca la mano in modo opportuno nei momenti emotivamente primeggianti, compensando, abbastanza densamente, gli spigoli sfibranti e fastidiosi propri del film stesso, e caratterizzando l'opera con arguta e rilevante pacatezza.
La passione erotica e sentimentale nella quale affoga in modo irreversibile la protagonista, si dimostra essere l'inequivocabile fallimento del suo stesso piano spionistico, fino all'abbandono di ogni ragione e logica, elementi pragmatistici corrosi dall'amore insensato e invasivo, probabilmente, punto debole di ogni essere umano.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  02/06/2014 17:02:22
   6 / 10
Esteticamente ben fatto, scenografia e regia sono più che buone, ma la pecca è la sceneggiatura, la storia è piuttosto banale e la durata inutilmente eccessiva. Non bastano delle esplicite scene di sesso a sollevare un film abbastanza piatto. Sufficiente.

horror83  @  07/08/2013 19:42:14
   8 / 10
bellissimo questo film! i costumi sono fatti molto bene, l'epoca è stata ricreata benissimo, gli attori sono bravi, la storia è interessante e il finale lascia l'amaro in bocca

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poi essendo che è ambientato in Cina mi piace perchè amo l'estremo oriente!


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da vedere!

Tom24  @  06/01/2013 22:45:31
   8 / 10
La scena di sesso più bella della storia del cinema.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  05/01/2013 14:44:52
   7½ / 10
Stimo molto Ang Lee, credo di essere uno dei pochi a cui il suo Hulk è piaciuto anche se in generale non mi fa impazzire come regista.
Lussuria è stato un leone d'oro contestato e a ragione: non è assolutamente un brutto film, anzi si potrebbe dire che è talmente fatto bene da non indurre questo cattivo pensiero nella testa dello spettatore. D'altro canto si può obiettare che è l'ennesimo compitino svolto bene da Lee, regista che nel formalismo trova la sua ragione di esistere e proprio nel formalismo ha la sua grande pecca. Prendere o lasciare, insomma.
Cosa ci si ritrova a conti fatti? Una pellicola da un lato raffinatissima, intelligente, con interpretazioni magistrali (specie Wei Tang) e una ricostruzione storica mai esibita ma che affascina; dall'altra parte una trama eccessivamente prolissa, magari anche prevedibile e a tratti ridondante. Sfoltire la durata di una mezz'ora sarebbe bastato insomma.
Ma soprattutto per quasi tutte le due ore e mezza di durata manca l'emozione. Attenzione, non manca del tutto: il titolo originale è molto bello. Lussuria, Cautela, due poli estremi che nella chiave di lettura data da Ang Lee convivono proprio in quel formalismo di cui sopra, che quindi si libera disinibito di tutta la propria freddezza nelle scene di passione animale (ma mai gratuite, anzi) che siano esse di sesso o di omicidio, non a caso le sequenze più riuscite e indimenticabili dell'intero film. Qui tutto converge nel lato della lussuria, una piccola parte però rispetto alla cautela omessa dal titolo italiano tronco.
Quindi non stupirà più di tanto se alla sua uscita e al premio molti critici da strapazzo si scandalizzarono per le scene di sesso negli anni 2000, in quanto proprio quello cercavano. Eppure "Lussuria" vive dell'approccio tra i due protagonisti molto molto lento, troppo lento...
Far convivere i due poli estremi non è stato facile e Ang Lee ci è riuscito solo in parte.
Il classico film che ti aspetti, infine, quello che ti piacerà ma non ti farà mai urlare al capolavoro. Il solito Ang Lee, cineasta di cui pure abbiamo bisogno anche se con tutti i suoi difetti.

Risa  @  10/09/2012 22:17:46
   5½ / 10
Non è un brutto film, però la durata è veramente eccessiva...

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Ultima risposta 12/09/2012 16.19.54
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trickortreat  @  26/04/2011 19:41:24
   8 / 10
Altro buon film di Ang Lee, con lo straordinario Tony Leung e una piacevolissima sorpresa, Tang Wei, che a quanto leggo, qui al suo esordio. La regia del bravo Lee è davvero ottima, come sempre, e la storia procede piuttosto bene. Il finale è forse quello che lascia un po' l'amaro in bocca, più che altro, non ti aspetti che finisca così di botto. Nel complesso comunque un film eccellente

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  26/03/2011 18:12:33
   5 / 10
Durata eccessiva e lentezza sono lapalissiane, ma nonostante ciò la parte centrale risulta abbastanza scorrevole. Dopo che uno si sorbisce 2 ore e mezza di film, un finale del genere lascia l'amaro in bocca!

wallace'89  @  25/11/2010 18:11:53
   7½ / 10
Un bel film a firma di Ang Lee che ricostruisce un'interessante melodramma dalle connotazioni politiche e storiche comunque sublimate e rese secondarie dalla forza dell'eros, e in questo emerge anche una certa poetica dell'autore in cui il destino di ogni individuo ha una sua prevalenza rispetto a un contesto-tutto e a un etica che sfugge di senso.
Bellissima e bravissima la protagonista esordiente, in parte il resto del cast.
Forse non sempre il pathos è espresso al suo massimo; belle ma sovrabbondanti certe scene erotiche.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  22/11/2010 23:50:33
   8 / 10
Questo film è stato accolto tiepidamente dalla critica, scottata da un leone d'oro che sarebbe stato immeritato non solo perché vi sarebbero stati film superiori alla mostra di quell'anno (indubbiamente ve n'era almeno uno altrettanto valido: "Cous cous"), ma anche perché Ang Lee, autore dallo stile convenzionale e commerciale, aveva vinto un altro leone d'oro appena due anni prima, con "I segreti di Brokeback mountain".

Eppure quello che in originale si chiama "se jie", cioè "lust, caution", "lussuria, cautela" è un bellissimo film: un classico melodramma che nella vicenda di base ricorda vagamente "Senso" di Visconti, anche se è molto moderno nell'ideologia in cui la dimensione affettiva dei sentimenti ha decisamente la meglio sui valori "civili" della lotta politica.
Anche per quest'ultimo motivo la critica politicizzata dev'esserci rimasta male.

Il valore aggiunto dell'opera, che risulta comunque raffinatissima e più che pregevole, sta in qualcosa che ne impreziosisce lo stile: i due fonemi cinesi del titolo originale, tradotti nella dicotomia concettuale di "lussuria" e "cautela" stanno a indicare le due polarità entro le quali è costretta a muoversi la protagonista del film.
Il film allude a qualcosa di intimamente orientale: l'arte della dissimulazione, l'annullamento dell'istinto, al limite dell'annullamento di sé; in particolare, ciò era tradizionalmente richiesto alla donna (e a dire il vero non solo in oriente). Ogni gesto della protagonista è intriso della lacerante impossibilità di dissimulare continuamente l'istinto. Lussuria e cautela. Non potrà che cadere dal filo del rasoio su cui le viene richiesto di camminare da una società di uomini (gretti, meschini, che si avvalgono del suo corpo come di un pezzo di carne).

L'esibizione di scene di sesso estremamente esplicite, purché rendano (come rendono) la dimensione emozionale dell'atto, è indispensabile a restituire fedelmente il baratro su cui la donna è costretta a sporgersi.

*-sky-*  @  06/07/2010 03:51:09
   9 / 10
fantastico, ben fatto il film e gli attori davvero bravi, un film che coinvolge, da vedere!

Gruppo REDAZIONE maremare  @  11/08/2009 13:22:16
   7½ / 10
Grande affresco di Ang Lee.
Ottima l'ambientazione, la struttura narrativa, le interpretazioni.
Insomma tutto perfetto in un film che, pur parlando di passioni e delle loro conseguenze, appare privo solo di dell'elemento fondamentale di cui tratta: il pathos, appunto.
Un film che (forse proprio grazie al suo maggiore difetto) accontenta tutti, dallo spettatore del sabato sera al cinefilo incallito.
Probabilmente è stato questo il motivo che lo ha fatto vincere a Venezia, trovando daccordo la maggioranza dei giurati, in un anno irripetibile per i film di qualità in concorso.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  27/07/2009 21:31:20
   8 / 10
E' vero che di questo film ho un ricordo per lo più sommario, e che si tratta di un film che a sua volta sarà difficile che io possa rivedere, ma "Lussuria" è un grandissimo melodramma con una eccezionale ricostruzione storica, di stampo classico come irremovibili - storicamente parlando - sono le due culture che rappresenta, probabilmente tra le più legate ad un vincolo ancestrale tramandato di secolo in secolo. Ed è uno di quei film che arrapa veramente senza esser volgare.

pat3  @  24/06/2009 17:13:30
   8 / 10
In un periodo storico poco proposto dal cinema (l'invasione della Cina da parte del Giappone) il regista Ang Lee ci offre in questo film tutte le tematiche a lui care e ritrae magnificamente due personaggi interessantissimi e complessi (insieme carnefice-vittima) e mostra in modo chiaro e eloquente quanto il patrittismo, il sacrificio ma anche la passione e l'erotismo (le scene di sesso non sono affatto superflue e gratuite) siano determinanti nello sviluppo degli eventi. Splendida la fotografia, curatissima e raffinata la ricostruzione storica, belissimi i costumi, buona e accattivante la colonna sonora. Magnifiche le interpretazioni dei protagonisti ma anche dei comprimari. DA VEDERE!

Lory_noir  @  14/06/2009 18:30:00
   6½ / 10
Un film imponente che però potrebbe durare benissimo un pò meno (non dura 2 ore come scritto nella scheda ma quasi un'ora in più). Tutto è molto curato, infatti il primo tempo risulta molto piacevole, però dopo l'attenzione inizia a scarseggiare non solo a causa della durata troppo estesa ma anche perchè ad un certo punto della storia non succede poi molto fino alla fine che mi ha anche un pò deluso. Poteva essere sicuramente fatto in maniera migliore.

asprakina  @  28/05/2009 08:41:58
   6½ / 10
La trama inizialmente mi sembra poco credibile, dei ragazzi che si improvvisano "giustizieri", bho...
Quando però il film si allontana dall'aspetto politico ed entra nell'aspetto intimistico della protagonista allora si rimane più coinvolti.
Mi sembra però assurdo che lei non veda chi ha davanti e resti coinvolta fino...

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Ciaby  @  27/02/2009 12:53:12
   7 / 10
tanto rumore per nulla: le scene di sesso si riducono ad un paio e durano poco (forse per i tagli dell'edizione italiana). Sullo sfondo un buon thriller ambientato negli anni '30 leggermente snob. Penso di comprare il dvd taiwanese (A Taiwan il film è uscito integralmente, senza alcun taglio XDXD)

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  16/02/2009 13:26:04
   7½ / 10
"Una donna che si deve mimetizzare e grazie a questo diventa viva!"
Condivido questo pensiero di Gianni Canova,critico cinematografico,e apprezzo questo film di Ang Lee regista che non mi ha mai colpito particolarmente...
In realta' le scene di sesso di cui tutti parlano arrivano dopo quasi 90 minuti di film perche in realta' la storia morbosa tra i due protagonisti è solo il contorno di una vicenda ben piu' importante!
C'è la guerra...non solo quella che si combatte sul fronte ma anche una guerra interiore tra i sentimenti e i propri ideali!
Il finale dimostra come nulla è scontato!
Molto bello

benzo24  @  24/01/2009 12:36:17
   4 / 10
film di stampo classico, anzi più che classico, antico. storia piatta e prevedibile, nel puro stile del regista, che cerca di spruzzare un po di prurito sessuale per far colpo sulla gente. non funziona ne come film di spie, ne come film erotico. una delusione totale.

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Ultima risposta 02/05/2009 19.47.00
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chry2403  @  23/01/2009 23:30:51
   6 / 10
Film sicuramente non facile, ma lo sviluppo della storia permette di seguirlo senza guardare continuamente l'orologio sperando che il tempo passi velocemente. Merito della bella e per fortuna brava Wei Tang che rende frizzanti ed interessanti lo svolgimento di una storia interessante ma un po' troppo lenta.

La prima parte del film ha il pregio d'essere più interessante della seconda grazie ad una maggiore frizzantezza.

Detto della Tang, Little Tony (Tony Leung Chiu-Wai, mister Yee) ha svolto egregiamente il suo personaggio, molto chiuso, ma così passionale con l'amante. Ottima Joan Chen nel ruolo della moglie. Gli altri non mi hanno dato sensazioni interessanti.

Nella prima parte le scene di nudo sono rarissime, poi aumentano, ma sono funzionali alla storia.

Il film è guardabile soprattutto per la Tang e tocca un tasto molto delicato per i cinesi (la dominazione giapponese durante la seconda guerra mondiale), cosa sempre molto difficile da realizzare con successo.

paride_86  @  23/01/2009 03:24:53
   7½ / 10
Una giovane attrice aderisce alla resistenza cinese e diventa l'amante di un ricco e affascinante collaborazionista.
La trama è già sentita (fra gli ultimi film simili c'è, per esempio, "Gioco di donna"), ma "Lussuria" ha il pregio di un'ambientazione esotica e di uno studio coerente e credibile sui personaggi. Gli attori, poi, sono eccellenti: non sbagliano una scena e fanno intendere gli eventi anche con un semplice gioco di sguardi.
L'analisi della relazione tra i due amanti è approfondita e dettagliata e - secondo me - le scene di sesso sono il suo giusto completamento, per nulla gratuite.
I dialoghi sono curati e credibili e la sceneggiatura, sebbene non sempre facile da seguire, è comunque convincente.
Il problema è che, in due ore e mezza di film, si poteva fare di più: affrontare meglio il tema della guerra e della resistenza, dare spazio a personaggi secondari, ecc.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Dexter '86  @  06/01/2009 14:34:47
   7½ / 10
Bel film sulla resistenza cinese durante la seconda guerra mondiale, anche se in realtà la guerra rimane sullo sfondo e tutto (o quasi) si concentra sulla storia dei protagonisti.

Gli attori principali mi sono sembrati molto bravi e ho particolarmente apprezzato la fotografia di alcune scene, per il resto la regia mi è parsa funzionale al tipo di storia raccontata (ma davvero il regista è lo stesso di quella boiata di Hulk?! Non ci credo...).

Le scene di sesso sono molto passionali ma mai volgari.

Forse nel complesso è un po' troppo lungo e alcune scene sono un po' lente, però posso dire di non essermi mai annoiato.

Se siete gente che guarda solo film spara-spara o che pensa di assistere ad un film erotico lasciate perdere, per tutti gli altri: godetevelo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  05/01/2009 11:47:19
   8 / 10
Straordinario melodramma spionistico che valse ancora un altro premio - il leone d'oro a Venezia - al bravo regista taiwanese d'origine Ang Lee, che aveva già vinto anche l'anno precedente a agli Oscar aggiudicandosi 3 statuette (tra cui la regia) per il fantastico "brokeback mountain" e l'anno ancora prima , sempre con lo stesso film sempre a Venezia il leone d'oro.

"Lust caution" è un elegantissimo melodramma erotico, veramente raffinato, che racconta una storia, seppur in contesti e e generi diversi, sentita nel cinema del regista di "Brokeback Mountain" o dell'altrettanto fantastico "banchetto di nozze", dove sempre si parla della ragione, che contrasta con i sentimenti veri.
E quello che colpisce è proprio questo: Lee si muove con disinvoltura da un genere all'altro, va negli USA, fa un kolossal, poi fa un western, poi torna a casa, prende l'attore feticcio di Wong Kar Wai e fa un melodramma spionistico.
Ben superiore al ritorno a casa di Paul Verhoven (black Book) , infinitamente più banale e stereotipato, "Lussuria" è invece diretto con passione e infinita eleganza, classico e asciutto, mai facile, banale o stereotipato (come appunto "Black Book") molto più vicino a Wong Kar Wai, e non solo per la presenza dello straordinario Tony Leung, straordinario volto di quell'assoluto capolavoro che era "In the mood for love".

Straordinariamente intense e splendide sono le scene di sesso (come lo era quella altrettanto splendida, censurata vergognosamente dalla rai di recente di "Brokeback mountain)". Bellissima è anche la fotografia e gli interpreti, il solito bravissimo Tony Leung e la vera sorpresa, Wei Tang, modella, praticamente esordiente, bellissima e semplicemente straordinaria.


Fu contestata la sua vittoria a Venezia, alla 64a edizione della mostra, presieduta da Zhang Ymou . E anche io oggi non riesco a capire. Con tutto il rispetto per questo fantastico film di Ang Lee, però il regista taiwanese aveva già vinto un sacco di premi con il film precendente. Il premio principale doveva andare al sublime film del franco tunisino Kechike "Cous cous", assolutamente meritevole del premio principale, più di Lussuria, e vergognosamente premiato con il semplice premio speciale della giuria.

epinoderma  @  18/11/2008 18:31:19
   7 / 10
Lunghino quanto basta e decisamente interessante da punto di vista della prova degli attoti. Finalmente un film con una tensione erotica non pornografica e con una resa delle 'senzazioni forti' davvero 'pulita' e non incline alla facile ostentazione di 'bellezze umane'.
Davvero interessante.
Con una morale scontata ma tragicamnete resa.

topsecret  @  10/11/2008 17:58:47
   6 / 10
Odio, politica, sesso, tradimento e amore.....tutto questo è Lussuria. Un film interessante, ma con una storia poco appassionante ed eccessivamente lungo. Chi lo trova noioso è sicuramente giustificato.

anna..bertozzi  @  28/09/2008 23:06:52
   6 / 10
Film ottimamente girato, ma veramente troppo pesante; in alcune scene la caduta della pal'ebra è inevitabiloe. non lo riguardero' di sicuro un'altra volta.

Lizarazu  @  22/08/2008 18:11:17
   7 / 10
Ragione e sentimento dei protagonisti incastrati e sviluppati maniacalmente, trama struggente e accurata.
Ne risente un pò il ritmo, ma sarete ripagati in termini di pura intensità narrativa.

Invia una mail all'autore del commento piernelweb  @  22/07/2008 20:12:47
   7 / 10
Il leone d'oro di Venezia 2007 non è di certo il capolavoro che gli amanti del melò attendevano da tempo: troppo freddo e dilatato nella prima parte, passionale ma mai veramente coinvolgente nella seconda. Tuttavia la mano da maestro di Ang Lee si fa sentire, nei dettagli, nel lavoro per sottrazione al racconto, nella capacità di dirigere due cavalli di razza quali sono Tony Leung e Wei Tang. Resta impressa nella memoria la sensualità visiva della regia ed il straziante finale, decisamente toccante e riuscito.

^Raffa^  @  28/02/2008 13:11:10
   4 / 10
il regista ha fatto di meglio.questo è una palla colossale

isobel  @  24/02/2008 19:11:22
   5 / 10
Deludente, non parla di guerra , non parla di politica e non parla di erotismo, il sesso e la situazione del paese sembrano quasi uno sfondo per parlare di qualcosa che poi manca...

Zoso87  @  23/02/2008 10:51:34
   5½ / 10
Mi aspettavo un film di spionaggio, contorniato certo da un velo di erotismo (Lussuria..), ma non di certo una "robaccia" di questo tipo. Per tutto il film i due protagonisti non fanno altro che andare a letto, o dove capita, e mai si approfondisce come si deve una trama che essenzialmente dovrebbe parlare di spionaggio, di "seduzione" e "tradimento".
In alcuni punti si intuisce forse lo scopo del regista, attraverso dialoghi, frasi poetiche e canzoni,

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ma non basta per mantenere le aspettative che si proponeva, più che un film drammatico è mezzo pornografico.

lesaripresa  @  23/02/2008 08:53:59
   7 / 10
il film è un pochino noioso ma a me è piaciuto....

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  14/02/2008 23:51:58
   5½ / 10
Oddio non sarò mai un sostenitore del cinema cinese per il suo estetismo esagerato, la sua autoreferenzialitò, il suo pressapochismo nei contenuti che si oppone a una precisione maniacale nella forma.

Ang Lee in versione cinese prende tutti i vizi e i pregi di questa affascinante cinematografia dittatoriale, che controlla tutto talmente tanto da mortificare i contenuti, lasciando ai registi come unico sfogo l''estro formale.

Perchè Lussuria è un film splendido per chi ama il racconto cinematografico nelle sue derive baroccheggianti, nelle sue ricostruzioni superbe e non è un caso che Lee si rifugi nella passionalità più sfrenata, per dare estro, visibilità e forza alla sua pellicola.

Alla fine però, tra tanti doppi sensi, analogie, questo feticismo per il passato, mi porta a dire che la Cina di oggi resta una chimera per noi occidentali e che fin quando ci trovaremo al cospetto di una dittatura tanto repressiva, l''estro creativo e la genialità presente in quella nazione non usciranno mai fuori e questo è un vero peccato.

Lust Caution è un opera monumentale e baroccheggiante, costruita e pesante, a tratti stucchevole.

Può appassionare................a me ha francamente annoiato-

E poi, insomma, dobbiamo fare belle scene di sesso...............E ALLORA NON DIMENTICHIAMOCI CHE ANCHE L''OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE :D !!!!!!!!

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Ultima risposta 17/02/2008 13.59.34
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Invia una mail all'autore del commento Andrea Lade  @  02/02/2008 04:43:59
   3 / 10
Non è lussuria .
Nè quella religiosa,nè quella popolare.
Non è assolutamente seduzione.
E' forse tradimento, ma con un titolo così povero non avrebbe attratto al botteghino migliaia di curiosi. Lento,superficiale,lento e superficiale e ancora lento e superficiale. Grande delusione.

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Ultima risposta 14/02/2008 14.32.17
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Invia una mail all'autore del commento rudo88  @  30/01/2008 11:41:18
   7½ / 10
Un gran film che esce dagli schemi, un po' lento ma si sopporta, la lentezza è fondamentale per il film. Lo consiglio

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  27/01/2008 22:26:49
   8 / 10
“Lussuria, Seduzione, Tradimento” è secondo me una finissima indagine psicologica e sentimentale, una rappresentazione molto accurata e suggestiva del contrastro fra interiorità umana (sentimento, appagamento amoroso e sensuale, ricerca della persona con cui sentirsi “completi”) e norme sociali codificate (in questo caso il dovere di ordine politico e ideologico, a cui si è deciso di partecipare e in definitiva sottostare).
Oltre agli stessi temi trattati in Brokeback Mountain, cioè sincerità dei sentimenti e coraggio delle scelte, qui si aggiunge anche il tema del conflitto fra la propria personalità e il ruolo sociale che ognuno deve “recitare” (simile a quello trattato da Lars Von Trier in “Il Grande Capo”). In Brokeback Mountain i temi cardine erano trattati in maniera chiara, netta, lineare, molto potente e coinvolgente; qui si complicano, s’intrecciano fra di loro, interagiscono in maniera dialettica e drammatica nei singoli personaggi. La rappresentazione diventa molto più complessa e difficile da interpretare, ma appare forse più completa e “realistica”, certamente più “scientifica” e spassionata rispetto a Brokeback Mountain.
Per far luce e chiarezza nella matassa inestricabile dell’animo umano, Lee utilizza l’atteggiamento dei grandi romanzieri ottocenteschi: assiste impassibile alle vicende dei protagonisti, presentandoci tutti i loro lati positivi e negativi e inserendoli bene nel loro ambiente familiare e sociale. Per tradurre in termini cinematografici questo atteggiamento stilistico, Lee ha impiegato un ritmo narrativo molto lento e particoleggiato, attento a tutte le sfumature. Per penetrare nell’interiorità dei personaggi (il grande limite della mdp rispetto alla parola scritta), ha usato il metodo classico del primo piano; e lì ogni ripresa è stata attentamente studiata, l’attore diretto in maniera secondo me maniacale e magistrale. Anche il più piccolo movimento dell’angolo della bocca, ogni singolo sguardo, ogni emozione suggerita è voluta e studiata, ma in una maniera da risultare sempre naturale e spontanea (ho trovato veramente poche sbavature a questo riguardo). Il lavoro sugli attori è ciò che mi ha colpito di più di questo film. Si fa in modo che rappresentino in tutto e per tutto il personaggio, che diventino il personaggio, scordandosi di essere l’attore tal de’ tali con il proprio divismo.
La protagonista, espressione del film, è il personaggio di Wang/Mak Tai Tai: una ragazza semplice e modesta, con un grande talento nel “recitare”. Non ha ideologie in testa, l’ambiente sociale modesto da cui proviene, la simpatia per i “deboli”, la porta per istinto a parteggiare per i Resistenti. Per essere “utile”, si trasforma in una dama dell’alta società che deve cercare di legare sentimentalmente a sé un pezzo grosso collaborazionista. A questo scopo ci mette dentro tutto il suo talento e “purtroppo” anche il suo animo. Per sua natura etica è portata a ragionare e ad agire non in base a ideologie o a considerazioni esterne al suo animo, ma solo in base alla spinta che le viene dal suo sentimento interiore (è nel suo animo che si svolge la battaglia più complessa e affascinante del film). Il ruolo che recita finirà per prendere il sopravvento e divenire la propria spontanea identità.


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La figura di Yee introduce il tema politico del film. Per comprenderlo bene bisognerebbe fare finta che Hong Kong sia Venezia, Shangai Milano, il Mah Jong con il Bridge, Yee un alto gerarca fascista, i giapponesi dei nazisti, i resistenti una cellula partigiana. In questa maniera il film avrebbe fatto scandalo e sarebbe passato per un film revisionista. Ang Lee si copre un po’ le spalle rappresentando Hang (il giovane anima dei resistenti) con lo stile dei film patriottici cinesi, per poi smentirlo nei fatti. Hang è fatto passare per un ingenuo idealista, come uno che non capisce niente dell’animo umano con le sue sottigliezze e profondità e soprattutto come l’autore dell’unica scena cruda del film. Anche lui perde l’occasione per fare la scelta decisiva della propria vita, sacrificando la propria felicità all’ideologia. Solo alla fine riesce forse a comprendere tutto e a giustificare la scelta di Hong.
Stranamente alla figura di Yee non viene mai associata nessuna scena macabra, nonostante racconti scene assai truculente. Sembra quasi che raccontando queste scene, ne voglia prendere le distanze e ci tiene quasi a dimostrare a Hong che quello lì non è lui. Insomma Ang Lee cerca di “peggiorare” il personaggio “buono” e di “migliorare” quello “cattivo”.
Si tratta di un film molto complesso, forse troppo, e nonostante l’estrema bravura tecnica non ha l’impatto diretto e emotivamente devastante che ha avuto Brokeback Mountain su molte persone. Troppi agganci si ottengono con la riflessione attiva dello spettatore e non sempre si ha voglia di fare questo “sforzo”. Quindi capisco benissimo chi ha trovato il film lungo, lento, noioso e poco coinvolgente.

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Ultima risposta 02/05/2009 19.55.34
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fio81  @  27/01/2008 02:40:11
   6½ / 10
Melodrammatico e personale il film di Ang Lee si limita a descrivere un pezzo di storia cinese in maniera psicologica e intima, senza complicazioni avvincenti o teatrali. Punta tutto sui personaggi e sulle loro forti emozioni descrivendo una trama lenta e apparentemente anonima, ma molto realistica.

lupin 3  @  25/01/2008 17:19:02
   2½ / 10
Altro che LUSSURIA – SEDUZIONE E TRADIMENTO il film doveva essere intitolato KAMASUTRA....
Da premettere che a me i film orientali piacciono, ma questo è stato una vera e propia tortura cinese.
Eccessivamente lungo, il tutto poteva essere semplificato ottenendo un prodotto migliore.

sweetyy  @  25/01/2008 06:08:20
   5½ / 10
Dopo Brokeback Mountain Ang Lee ritorna con ''Lussuria'' un film ambientato in una Shanghai nel periodo della seconda guerra mondiale.
Il film si rifà molto a Black Book di Verhoeven che secondo me è decisamente migliore a questo... Bravi gli attori su tutto Leung ma non basta, il film perde spessore e inizia ad annoiare già dopo la prima mezz'ora.
Si arriva un pò a fatica verso la fine (tra una scena di sesso e una partita a majhong)

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Ultima risposta 25/01/2008 17.05.24
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Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  24/01/2008 13:34:33
   6 / 10
Lussuria è un melodramma dalla grandi aspettative, tanto urlate quanto mancate.
Ang Lee preferisce lasciare la Storia sullo sfondo di una vicenda privata, mettendo in luce gli interni - anche in senso di intimità - piuttosto che spingersi nel racconto degli eventi bellici e politici. Ma così facendo finisce per parlare solo della "seduzione", che oggettivamente possiede gli elementi più morbosi e accattivanti dell'intreccio, e per lasciare molto più indefinita la componente relativa al "tradimento", che solo un approfondimento della vicenda storica avrebbe potuto significare in pieno. La "mostruisità" del collaborazionista (Tony Leung) è affidata a poche fugaci parole, mentre sembra quasi casuale e passiva la partecipazione della partigiana (J. Chen) all'attività resistenziale del gruppo studentestesco e, successivamente, dell'organizzazione antigiapponese. Non basta il cinismo finale dell'amante per dare al melodramma quell'aura tragica, di sconfitta, che appartiene sia al privato (della donna) che alla Storia.
Che dire? Film patinato, ma senza anima.

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farfy  @  22/01/2008 16:28:44
   8½ / 10
La prima ora del film è veramente lenta...non si sfanga proprio, però poi diventa veramente coinvolgente sia la trama che gli intrecci fra i vari personaggi.
La seduzione della protagonista verso il futuro amante, leggermente velata, è intrigante (la scena del biglietto con il numero in primis).
Non è solo una storia fra due amanti, ma è anche un disegno storico, politico e culturale della Shanghai degli anni 40.

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kurtsclero  @  22/01/2008 10:09:08
   10 / 10
Capisco che a qualcuno può aver annoiato in alcuni tratti..certo non è il classico film del tipo Spiderman (per fortuna)..però per quanto mi riguarda questo film mi ha coinvolto e nonostante la durata sicuramente non breve non mi ha mai annoiato..ripeto coinvolgente dall'inizio alla fine..Ang Lee ci sa proprio fare.

Zurlistuta  @  19/01/2008 22:21:18
   4 / 10
Una noia colossale, nn ho mai atteso così tanto l'accendersi delle luci come in questo caso.
Capisco che se vado a vedere un film Cinese sulla resistenza nella seconda guerra mondiale qualche timore lo devo avere, ma quello che ho visto è troppo.
Solo per palati fini a mio avviso

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Ultima risposta 19/01/2008 22.30.22
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maxco  @  19/01/2008 18:01:46
   8 / 10
Ok, il film non è particolarmente innovativo, sia nei contenuti che nella forma ma non si può dire che non sia un buon film.
Non condivido le critiche che gli sono state mosse dopo l'inaspettata vittoria a Venezia lo scorso Settembre: magari c'erano dei film che meritavano il Leone molto più di quanto lo meritasse Ang Lee, soprattutto perchè sono passati solo 2 anni dall'ultima volta che ha messo mano sul primo premio nell stesso festival, ma da qui a dire che il film in questione non vale una cicca ce ne vuole...
Per quanto mi riguarda gli attori, tutti, sono magnifici; le ambientazioni lo sono altrettanto; la musica del francese Desplat è evocativa e struggente al punto giusto e la storia, nonostante qualche lungaggine, non annoia mai.
In una parola: promosso!

forzalube  @  19/01/2008 02:02:05
   7½ / 10
Non un capolavoro assoluto e forse neanche da "Leone d'Oro" (bisognerebbe però aver visto anche la concorrenza), ma senz'altro un bel film ottimamente realizzato guarnita da un'accattivante colonna sonora.
Intenso e coinvolgente.

Invia una mail all'autore del commento nicko  @  18/01/2008 15:44:58
   7½ / 10
Beh che dire... tanto di cappello per la perfetta ricostruzione storica, ottima fotografia e costumi.
Il film parla di questa relazione supersegreta ad alto rischio, molto coinvolgente nonostante le due ore e mezza, ottime le interpretazioni e la regia.
Il film ricorda un po' il bel black book di Verhoeven.

Gruppo COLLABORATORI Gabriela  @  18/01/2008 10:30:16
   8 / 10
Non è un polpettone romantico, non è un film di sesso: è una amara storia di personaggi tormentati; un autentico dramma dove l'amore difficilmente riesce a sopravvivere.
Le "famose" scene di sesso, criticate e censurate negli Stati Uniti, sono tutto tranne che pornografia. Sono reali e fondamentali per collocare e incorniciare l'evoluzione psicologica dei personaggi, la loro relazione ed il loro coinvolgimento; attraverso un linguaggio fatto di carezze, gesti e violenza.
Il sesso è aggressivo e opprimente ma è l'unico veicolo verso l'amore proibito, un amore intuito in un mondo duro e spietato.
Quasi tutto il peso del film ricade sulle ottime interpretazioni degli attori che raccontano di questa relazione quasi sadica, dove forse l'unico punto di unione è la totale e assoluta solitudine; solitudine che non riusciranno neanche a condividere.

suzuki71  @  17/01/2008 10:51:07
   6½ / 10
L'ultimo film del pluripremiato regista Ang Lee è di ampio respiro e mantiene un tono importante con una buona regia e una fotografia altrettanto buona, seppure non entusiasmante. Il fatto è che, soprattutto nel primo tempo, io in diversi punti ho avuto l'impressione di un film non coerente, a tratti un po' comico, come ad esempio

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Questo ha determinato un distacco dalla storia, un non fidarsi dei personaggi, come se da un momento all'altro il tono potesse sdrammatizzarsi e trovare lo spettatore spiazzato su che registro legegre e seguire la storia. Peccato, poichè lo ritengo un film di grossa levatura, con ben realizzate scene dell'amore lussurioso dei protagonisti, e il titolo non mi sembra del tutto fuori luogo. Ma la sceneggiatura in particolare ha troppe lacune. Peccato.

antonellina  @  16/01/2008 20:32:39
   8 / 10
film interpretato in modo magistrale...mi e' piaciuto che dire...quanto mi aspettavo cosi' poi e' stato...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  16/01/2008 12:12:56
   8 / 10
Leone d'oro tra mille polemiche all'ultimo festival di Venezia,Last Caution e'un melodramma straordinario,non immune da difetti,ma carico di passione e diretto in maniera magistrale.
Ang Lee immerge la sua pellicola nella Cina degli anni 40,attraverso una ricostruzione storica impeccabile e affascinante:qui si incrociano le strade dei due protagonisti,travolti da un'odio-amore incontrollabile e distruttivo,ben rappresentato attraverso una tensione erotica capace di sfociare in scene di sesso mai gratuite o volgari...propio quest'ultime criticate a piu'riprese dai "bacchettoni veneziani",rappresentano la vera caratterizzazione dei due amanti,lungo un percorso immune da lacrime facili e banalita'di sorta.
Impressionante la prova Tony Leung(feroce,aggressivo e statuario fin dalle prime inquadrature),ottima l'esordiente Tang Wai,per una delle coppie piu'convincenti viste di recente al cinema.
Non so se il film meritava davvero di vincere il primo premio,ma parliamo cmq di un prodotto imperdibile.

Gruppo COLLABORATORI paul  @  15/01/2008 15:01:49
   6 / 10
Molto bella la prima parte, eccezionale fotografia, ma lo trovo un film troppo sopravvalutato. La seconda parte non dice nulla, ed è stato un grosso errore averlo spacciato come "Un vento che accarezza l'erba" versione orientale. Troppi virtuosismi di macchina poi non fanno certo bene a Lee. Bravi gli attori.

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Ultima risposta 21/01/2008 13.38.35
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Mpo1  @  15/01/2008 01:15:00
   8 / 10
Bel melodrammone a fondo storico.
La protagonista femminile, anche se pare di averla già vista in cento altri film, è un'esordiente. Tony Leung appare un po' invecchiato, ma non troppo... Fa piacere rivedere Joan Chen, nel ruolo della moglie.
La "lussuria" del titolo è un po' uno specchio per le allodole, perché ci saranno non più di 10 minuti di scene di sesso plastico su 2 ore e mezza di film, e niente di così spinto (ma a Venezia si sono scandalizzati lo stesso, come delle educande...). Certo sono scene importanti, perché aiutano a capire la vera essenza dei personaggi.
Ancora una volta Ang Lee confeziona un film da vedere.

shiatsuka  @  14/01/2008 22:39:06
   6½ / 10
Un bel film, ma francamente da un Leone d'oro mi aspettavo sicuramente qualcosa di più. Bella la fotografia.

Invia una mail all'autore del commento Maria Lucia  @  14/01/2008 12:30:29
   9 / 10
un film delicato e splendido come solo Ang Lee sa fare
commovente

Delfina  @  14/01/2008 12:23:45
   7½ / 10
Non fatevi fuorviare dal titolo: la lussuria non è l'elemento portante di questo film, ma solo una piccola parte.
Piuttosto, quello di Ang Lee è un film di spionaggio, una storia melodrammatica con una buona ricostruzione storica dell'epoca, gli anni '40, e accurate scenografie della Hong Kong di quegli anni.
Per certi aspetti la predominanza del personaggio di Mr. Yee mi ha ricordato "Garage Olimpo". Un uomo torturatore, un personaggio estremamente pericoloso, magnificamente interpretato da Tony Leung.

Una lotta corpo a corpo, fra piacere e dominio, fra lui e la protagonista femminile.
Un film sull'imprudenza, sulla debolezza, sul cedimento: ma non del tutto sorprendente, la conclusione della storia si lascia indovinare infatti già prima della fine.

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Ultima risposta 16/01/2008 13.46.12
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  14/01/2008 11:45:06
   8 / 10
Leone d'Oro a Venezia discusso e criticato questo film di Ang Lee mi ha piacevolmente sorpresa.
Un melodramma ambientato in una Shangai stravolta dalla guerra, una storia di spionaggio e di sentimenti che può richiamare alla memoria la trama di Notorius.
Due protagonisti davvero perfetti, un uomo cinico e violento, che non riesce a fidarsi di nessuno e fa sempre prevalere la ragione politica alla passione; ed una donna, giovane ed affascinante, in cui i sentimenti vincono sempre.
Tony Leung recita in modo quasi perfetto, come già aveva dimostrato nei film di Wong Kar-Wai.
Un film che coinvolge pienamente lo spettatore.

Vincent_86  @  14/01/2008 09:44:19
   8 / 10
Un bellissimo film sull'amore (quello per un compagno di università, quello per la patria e quello per il nemico) ricco di spunti sui sentimenti dell'uomo: molto intensa la scena in cui la compagnia teatrale commette il primo omicidio e delicatissime le scene di sesso fra i due protagonisti. Opera importante anche perchè porta alla luce la realtà dell'occupazione giapponese su Shanghai durante la seconda guerra sino-giapponese (37'/45'). Grande prova del regista e due attori protagonisti. Ottima anche la fotografia.

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steda  @  13/01/2008 16:48:47
   1 / 10
premetto che metto 1 solo perchè 0 non è possibile...2 ore e 30 di noia assoluta, film lento, lento, lento, l e n t o.
non vedevo l'ora di uscire dalla sala
da evitare come il colera

dean  @  13/01/2008 15:06:54
   1 / 10
Personalmente l'ho trovato un film davvero terribile!!!angosciante e lentissimo. Ho fatto fatica a rimanere in sala e più volte sono stata tentata di andarmene. Non lo consiglio assolutamente. E per quanto riguarda l'erotismo...beh a me sembrava solo volgarità allo stato puro molto vicino alla pornografia. é la brutta copia di "Black Book"

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Ultima risposta 16/01/2008 18.17.16
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amoreblu  @  13/01/2008 11:10:09
   7½ / 10
La trama è costruita senza eccessi e sempre coerente, nonostante il film duri 150 minuti..
Gli attori sono molto convincenti e non mancano gli spunti di riflessione...

pepperepe  @  12/01/2008 10:45:11
   7 / 10
Ho messo un 7 perchè come dice il commento di filmscoop affianco ai voti, questo è un "buon film, vale la pena di vederlo"
questo significa che se arrivate in un multisala e siete indecisi su cosa vedere potete scegliere questo, se vi piaciono i film del genere orientale, con storie di spionaggio e di passione, di intrighi e di nazionalismo.
Un bel film, lento quanto basta ma pieno di spunti di riflessione.
Se sei conscio di affrontare una storia intrigante lunga ma ben articolata e mai troppo noiosa puoi vederlo. Meglio magari per una coppia che per un gruppo di amici!
ciao

Burdie  @  11/01/2008 08:47:11
   6½ / 10
...effettivamente molto lento, specialmente nella prima parte. La sensualità promessa non esiste proprio; film piatto, più storico che drammatico.

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Ultima risposta 12/01/2008 10.49.11
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  11/01/2008 00:03:19
   8 / 10
il film mi è piaciuto molto.
A mio parere bisognerebbe tener conto anche del contesto storico, e ciò che i ragazzi volevano essere. Alla pari dei nostri partigiani, in Cina, un film come questo credo che abbia un peso molto maggiore, e se da questo lato lo si può criticare perchè è un prodotto di esportazione bisogna anche ricordare che ang lee ormai da anni vive in america, chissà magari è anche un messaggio al proprio popolo di non chiudersi in se stesso ma di far conoscere la propria storia e origini

peccato poi per l'ottusità di persone delle alte sfere che censurano tutto e di più

applausi per la giovane protagonista e per il mitico Tony Leung

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andreuzzolo  @  09/01/2008 20:13:53
   7 / 10
La parola d'ordine è AMBIGUITA', dal'inizio alla fine il film mi è piaciuto è un classico melodranna ambientato nel passato, non è noioso a tratti un pò lento ma nulla che faccia uscire dalla sala con sensazioni negative.
Già collaudatissima nell'ultimo imperatore troviamo una Chen ancora più in forma splendida in tutti i sensi.
Non è un capolavoro ma è da vedere

wuwazz  @  08/01/2008 16:51:24
   6½ / 10
Lascio da parte i discorsi sul leone d'oro (appena ho visto da chi era composta la giuria tutto è diventato estremamente chiaro) e non discuto sulla bravura di Ang Lee come regista. E' un bel film, ma paga molto la sua scontatezza. A fare la differenza c'è solo il modo in cui è trattato il tema della sessualità, ma tolta quella il film diventa il polpettone melodrammatico di sempre (con uno sfondo storico nemmeno tanto approfondito, anche perchè non è certo quello il fine del film: la storia è solo il "teatro", lo sfondo della tematica principale). Quando è finito sono rimasto totalmente indifferente. Ho visto decisamente di meglio nella mia vita

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  08/01/2008 16:46:47
   7 / 10
Melodramma in perfetto stile anni '40, una sorta di Casablanca d'oggi, ma calato nella Cina occupata dai giapponesi.
Un perfido ma affascinante collaborazionista dell'esercito nipponico irretito dalla giovane - algida e torrida al contempo - partigiana nei panni di una conturbante spia sono i protagonisti, uniti da un rapporto di attrazione e repulsione, fiducia e diffidenza alimentato dalla sete di violenza di lui da un lato, e da una sorta di sindrome di Stoccolma di lei dall'altro.
Patinato come un film di Wong Kar Wai, non ne possiede la profondità emotiva e la tensione passionale che, al regista di Hong Kong, basterebbero a dipingere un eros manifesto senza mostrarlo.
Carico di misteri e sottintesi come un lavoro di Hitchcock, manca della necessaria tensione che fa gridare al capolavoro.
Citazionista e ambizioso, "Lussuria" presenta molti lati positivi ma anche grandi mancanze, narrative e di sceneggiatura, che rendono la scatola di presentazione molto più glamour del contenuto.
Peccato.

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7 risposte al commento
Ultima risposta 25/01/2008 18.49.46
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giumig  @  08/01/2008 16:14:07
   9 / 10
Meritatamente vincitore del leone d'oro a venezia, questo film di ang lee ti fa ricordare che il cinema è anche arte. Un opera vastissima, completa, epica e romantica, dolce e violenta, spiazzante e riappacificante. Un opera rara, un opera da maestro. Un film da vedere e conservare come un quadro di un grande pittore.

ChriS2k  @  08/01/2008 11:28:36
   4½ / 10
Mi aspettavo molto di più sia per la regia, sia il film stesso.
Una lentezza davvero estenuante oltre alla durata eccessiva.

grumi  @  07/01/2008 22:48:54
   9 / 10
Era da tanto che un film non riusciva a suscitare in me tutta questa suspance e quindi onoreal regista.

La questione aleno a me non eera così chiara, come ad esempio la situazione storica in cui è ambintato, durante l'occupazione giapponese in cina durante la seconda guerra mondiale.

Tuttavia il periodo storico fa solo da sfondo a una Impnente storia di amore, favolosa l'interpretazione dei due protagonisti, non prende 10 per il doppiaggio, pessimo secondo me.

Crimson  @  07/01/2008 22:35:09
   8½ / 10
Se a sensazione dovessi descrivere lo stile di Ang Lee non di certo lo definirei 'caldo' o 'emozionale', eppure ancora una volta è riuscito a scatenare gli impulsi e le emozioni più incontrollate con un film non esente da difetti ma di grande spessore.
Non è un film che fà dell'azione e della spettacolarizzazione la propria arma (come 'black book' di Verhoeven, che è simile a grandi linee a livello di sceneggiatura).
Il merito rilevante è quello di essere psicologicamente sopraffino, capace di rovesciare continuamente le aspettative dello spettatore circa le mosse dei protagonisti perchè sono essi stessi vittime e artefici della propria ambiguità.
Un'ambiguità morale ancor prima che affettiva.
Impenetrabile Yee, emotiva Wong Chia Chi: fondamentalmente su entrambi permane sempre un'aura di mistero e di incertezza. Due personaggi di grande fascino e carisma, interpretati straordinariamente da Tony Leung e la semisconosciuta Wei Tang.
La guerra appare come un contesto brutale che amplifica e reprime l'orgoglio, soffoca il sentimento, veicola la paura di sè stessi e degli altri. Il sesso come mezzo tramite il quale inconsciamente esercitare il potere di affermare sè stessi e di reprimere questa paura. Quest'ultima non è che la mia sensazione riguardo a come vengono presentate le scene di sesso, sensazione che visivamente ma non concettualmente mi ha riportato alla mente 'l'impero dei sensi' di Oshima.
Alla fine se per un personaggio è il sentimento umano a prevalere sugli ideali (spoiler), per l'altro è l'orgoglio per essere stato 'tradito', o meglio 'fregato', a prevalere sulla riconoscenza di vitale importanza, in un processo forse di disumanizzazione (a che livello? e quanto influisce in ciò la guerra? difficile stabilirlo): ciò che resta è la solitudine, per la prima volta probabilmente resa conscia, nell'ultima straordinaria sequenza.

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Ultima risposta 28/01/2008 14.35.21
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DarioArgento  @  07/01/2008 04:01:13
   8 / 10
film inquietante, ottima fotografia e brava l attrice

Gianmaria  @  22/12/2007 13:34:54
   8½ / 10
Assolutamente mi sono dimenticato di giudicare questo film a più di 4 mesi dalla sua presentazione."Lussuria"(titolo in italiano) film tratto da un bellissimo libro di Zhang Ailing,è una pellicola diretta film di Ang Lee ed è un film molto classico,lento e molto elegante e chic sopattutto nelle parti più spinte del film.Però 154 minuti sono un po' troppi per un film che ha una storia che non è certamente nuova(Black Book).Prima parte molto complessa da seguire e fredda in alcuni tratti,la seconda parte coinvolge quasi fino alla fine,nonostante parti lente e monotone.Ottima la regia,grandissimi gli attori e fotografia e atmosfera molto suggestiva.Meritato "Leone D'Oro"anche se a Venezia ho visto di meglio(Le Graine et le mulet,Io Non sono qui).

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Ultima risposta 05/01/2008 20.34.18
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Invia una mail all'autore del commento logical  @  14/09/2007 12:38:55
   7 / 10
ok, vale la pena vederlo, anche perchè non c'è altro.
Ma lo voglilamo dire che la clonazione cinese di cose e persone sta assumendo dimensioni preoccupanti? Tony Leung alias Humphrey Bogart guida il trapasso dalla cinematografia orientale a quella planetaria, probabilmente. Ancora qualche aggiustamento e il cinema sarà assolutamente indistinguibile da un'automobile, disegnata a Detroit, montata a Canton, venduta a Berlino e chiamata magari Sorento, con un voluto errore elementare per intenerire l'acquisto.
Dopo la prima ora di lacrime e mahjong, di cui effettivamente mia nonna era appassionata e non ho mai capito perché, mi sono perso nei cambi di vestito di Joan Chen misti al broncio fisso di Leung e ho pensato, tra il sonno e il delirio, di essere finito in un film di Wong Kar-Wai. Ma le riprese non avevano il glamour estremo di Doyle e il sesso manualisticamente etero poteva anche essere l'impero dei sensi 2.0 ma allora tutto era troppo corto... Del resto anche gli attori cominciano ad avere nomi propri anglosassoni e quando nel film vanno al cinema piangono davanti ai drammoni 50s con Cary Grant con e senza cappello.
Il film si può vedere ma se questo per i sinologi è il meglio del meglio forse bisogna cominciare a guardare altrove, Georgia, Siria, Iran... forse l'asse del male ha qualche - estetica - novità.

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Ultima risposta 08/01/2008 13.29.04
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  11/09/2007 23:54:13
   7½ / 10
Contestato verdetto della Giuria del Festival per un film che indubbiamente non ha abbastanza elementi evolutivi per meritare il Leone d'Oro: ma per quanto "prodotto di esportazione" che di Cinese conserva solo la storia e i (bravissimi) interpreti - un Leung sempre più glamour - resta un superbo melodramma che ruota attorno all'elemento del "doppio" delle identità celate e dell'ambiguità. Lo sceneggiatore è lo stesso di Brokeback Mountain e si vede. Ang Lee sarà ipertrofico e stereotipato (melodramma in sottofondo compreso) ma conosce bene il modo di coinvolgere lo spettatore. Formalmente ineccepibile, il film si può amare o detestare, ma rimangono impresse alcune straordinarie sequenze, come il macabro assassinio di un collaborazionista. Il finale, poi, mette i brividi.
Insolito e gratuito, forse, ma intrigante il trait d'union tra cinema classico (una via di mezzo tra Notorius e il Black Book di Verhoeven) e un torrido, frustante, eros.

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Ultima risposta 12/09/2007 08.55.26
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