l'ultima corve' regia di Hal Ashby USA 1973
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l'ultima corve' (1973)

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locandina del film L'ULTIMA CORVE'

Titolo Originale: THE LAST DETAIL

RegiaHal Ashby

InterpretiJack Nicholson, Randy Quaid, Otis Young

Durata: h 1.35
NazionalitàUSA 1973
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 1973

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Trama del film L'ultima corve'

Due sergenti della marina attraversano mezza America per scortare in prigione un marinaio condannato a otto anni per un furto di quaranta dollari. Il viaggio serve ai tre per stringere una singolare amicizia, non priva di ruvidità, ma anche profonda e sincera. Il marinaio è più un disadattato che un delinquente e i suoi "carcerieri" si rendono conto che sta per pagare colpe non sue. Le ultime ore di libertà diventano così un gioco a rimpiattino tra possibilità e necessità.

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Voto Visitatori:   7,84 / 10 (16 voti)7,84Grafico
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Voti e commenti su L'ultima corve', 16 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gigetto01  @  27/04/2020 19:13:00
   8½ / 10
Una pellicola che non va vista con gli occhi di oggi, apparirebbe come un classico film anni '70 ma in realtà questo è stato il primo a descrivere un'America post '68 in preda al degrado, sgradevole, sporca, volgare che il cinema mai prima aveva avuto il coraggio di descrivere. A tratti è una commedia, a tratti è drammatico, una perfetta visione della vita di tutti i giorni, dove non si è mai sempre allegri e dove non si è mai sempre tristi. Finale amaro e perciò realistico. Un ottimo film che dovrebbero mostrarlo in Televisione più frequentemente. Consigliatissimo.

DarkRareMirko  @  22/06/2019 22:18:02
   7 / 10
Il film illustra bene la vita di cameratismo ed il cast, affiatato, può contare su un sempre ottimo Nicholson (bene anche Moriarty, alla fine, nel solito ruolo di militare carogna).

E' un film secco, sincero, privo di formalismi fini a se stessi, che ha qualcosa da dire e lo dice bene.

Ashby ha fatto qualcosa di meglio e molto di peggio.

DogDayAfternoon  @  23/10/2018 14:14:16
   7 / 10
Bel racconto di cameratismo con delle ottime performance attoriali in perfetta linea con la qualità che il cinema americano ha saputo regalarci negli anni '70 da questo punto di vista.

Bello sì, ma manca qualcosa perché rimanga memorabile. A mio avviso è un po' carente dal punto di vista dell'unitarietà, nel senso che è un susseguirsi di sequenze e avvenimenti tra loro slegati, quasi una sorta di successione di "sketch" ma il filo conduttore che li tiene legati è abbastanza debole. Ci si aspetta sempre che accada qualcosa di sensazionale o che comunque cambi completamente le sorti del "viaggio", ma senza che ciò avvenga mai.

Rimane comunque dal punto di vista degli attori e dell'ambientazione un buon manifesto del periodo d'oro del cinema americano. Visione consigliata.

2 risposte al commento
Ultima risposta 24/10/2018 13.02.15
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C_0_  @  11/11/2017 20:11:22
   7 / 10
Non mi è sembrato un capolavoro. Carino si. Buone le interpretazioni dei tre attori, soprattutto Nicholson è molto in palla. Il film si regge, e lo fa bene, solo su loro tre.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  15/06/2014 11:35:25
   7 / 10
La struttura del film è quella tipica a "road movie". Lo scopo anche in questo caso è quello di approfondire la conoscenza psicologica di alcuni personaggi e tramite loro di alcuni aspetti della società (in questo film quella americana). Anche qui avviene una specie di passaggio implicito dal particolare all'universale. Si ha a che fare con tre esseri umani "vivi" a tutti gli effetti, ma che si comportano, parlano, discutono e compiono atti che possono benissimo essere presi a modello per specifiche categorie umane o sociali.
In questa storia Somaski simboleggia il tipico americano sboccato, godereccio, violento, anticonvenzionale, libertario ma anche un po' sbandato, che vive alla giornata; Meadows la vittima di un'educazione rigida ma anche trascurata, è frustrato, debole di carattere, destinato alla sopraffazione; Mulhall ha un carattere più sfumato, intermedio, è il personaggio meno caratterizzato se non per il fatto che è nero di colore e per questo si porta dietro discriminazione e difficoltà di inserimento.
Qua e là appare poi un ambiente militare inerte, "rifugium peccatorum", ma allo stesso tempo anche luogo dove tramite la gerarchia si possa sfogare il desiderio di potere, e sede poi di inutilità e regole assurde. Ci sono poi sprazzi di una società civile in crisi di valori, divisa fra fuga in altre realtà spirituali o in una contestazione radicale al sistema.
Oltre agli stilemi del genere road movie, Ashby ci mette del suo, cioè il tema della formazione-liberazione-scoperta da parte di un personaggio infelice, chiuso, il quale prende coscienza di se stesso e del mondo. Era così con il protagonista di "Padrone di casa" e "Harold and Maude". Qui è Meadows che grazie agli "insegnamenti" di Somaski prende coscieza e fiducia di sé e ha il coraggio (o almeno tenta di averlo) di affermare se stesso, la propria personalità sopra i condizionamenti esterni.
"L'ultima corvé" in qualche maniera però ci segnala la difficoltà, se non l'impossibilità di una liberazione dai condizionamenti, le regole del "sistema", al quale giocoforza siamo costretti a ubbidire. E' un dilemma che scuote i personaggi, combattuti fra i compiti che devono svolgere, i doveri sociali che sono tenuti a rispettare da una parte e la loro coscienza libertaria, la loro etica "pietosa", la voglia repressa di ribellione dall'altra. Un conflitto che si sviluppa sotterraneo e quasi rimosso per tutto il film e che scoppia all'improvviso nel finale, in cui la parte "imposta" ha alla fine il sopravvento (e forse non poteva essere altrimenti se si vuole essere realisti).
Ashby è veramente coraggioso nel proporci non dei finali consolatori o delle scappatoie speranzose e utopiche, qualcosa di didattico che scuota e sensibilizzi le coscienze; invece, come molti autori degli anni '70, ci sbatte in faccia l'impotenza dell'individuo a sconfiggere o a sfuggire alle stritolanti regole del sistema.
Purtroppo non sono riuscito a entrare in sintonia perfetta con i personaggi e con la storia. Ho avuto a volte la sensazione di noia. Ma è una mia impressione personale; il film è bello e ben fatto (molto suggestive e azzeccate le ambientazione dimesse e invernali).

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  09/08/2013 10:25:00
   7½ / 10
Bel road movie (tanto popolari all'epoca) su 3 marinai ed il loro viaggio attraverso un'America d'annata. Il film sta tutto nelle grandi interpretazioni dei personaggi, nella loro semplicità, tutti vittime del mondo in cui vivono. Decisamente amaro. Magari un po'lento visto oggi (e fastidiose le marcette militari)

Goldust  @  18/03/2013 11:26:53
   6½ / 10
Scorre via senza intoppi questa sorta di road movie con annessa educazione alla vita, che ai tempi della sua uscita fece molto scalpore per la rudezza dei toni e la scurrilità dei dialoghi utilizzati. Forse perchè dipingeva un'America dei sobborghi antipatica e senza speranza che non era così facile ritrovare nei film, fatto sta che rivisto a distanza di anni sembra aver perso questa sua carica innovativa ed anticonformista, mentre resta inalterata la dolorosa riflessione sul senso del dovere ( che talvolta si manifesta come un amaro boccone da deglutire ).

Leonardo76  @  03/08/2011 20:31:55
   9 / 10
Bel film malinconico. Bella storia d'amicizia fra 3 disgraziati e finale "realistico" che aggiunge valore alla pellicola.

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guidox  @  29/05/2011 02:50:27
   7½ / 10
film ingiustamente finito nel dimenticatoio.
certamente un attore come Jack Nicholson ci ha abituato a un numero talmente elevato di performances strepitose, che qualcosa nella sua filmografia rischia di perdersi, ma questo on the road anomalo tipicamente anni 70 è da guardare e rivalutare, non ne rimarrete delusi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  23/08/2009 18:48:11
   7½ / 10
Che bel viaggio questo “L’ultima corvee”, dove due marinai scortano un giovane prigioniero verso la detenzione; quanta amarezza. Su quel treno, quelle strade, quei locali notturni, quei prati carezzati dalla neve; si sorride, ci si interroga, si sogna.

E all’avvicinarsi del compimento di questo breve cammino, ci si chiede come i valori d’amicizia, che sorgono spontaneamente tra i tre militari, possano snodare le catene che il ragazzo tiene ai polsi. Ci si chiede quando.

Ma ogni retorica apparirebbe bugiarda, tuttavia un abbandono lieto ci alleggerirebbe del peso di ogni domanda, e invece non vi è l’una né l’altro; il disincanto - come un addio negato - mette fine ad ogni pensiero ingenuo.

Alexein  @  17/02/2009 20:49:44
   8 / 10
Film un po' bistrattato della filmografia di Jack Nicholson. Strano, perchè qui lo si trova in una forma strepitosa e sfoggia in assoluto una delle sue migliori caratteristiche interpretazioni.
Ottime anche le prove di Otis Young e Randy Quaid nella parte dello sfortunato marinaio.
Regia di Ashby che sa coadiuvare molto bene una sceneggiatura semplice e mai pretenziosa di un affresco sulle difficoltà della vita militare e del viaggio che porterà i tre protagonisti a scontrarsi fra l'amicizia e le regole della società.
Un po' sotto i normali standard il doppiaggio italiano.

harry stoner  @  15/02/2009 01:40:42
   8 / 10
Noto che ci sono pochi commenti per questo film,eppure parliamo di una delle piu belle interpretazioni di Jack,giustamente premiato a Cannes.Molto bravo anche Randy Queid,nei panni del giovane svezzato dai due sergenti.Nel corso del viaggio lo sviluppo della vicenda acquista un fascino particolare.Film che secondo me andrebbe riscoperto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  03/08/2008 23:21:54
   8½ / 10
Un road movie straordinariamente amaro nella sua conclusione. Molto bello il cameratismo e l'amicizia che si instaura tra i tre protagonisti. Purtroppo non sarà sufficiente a cambiare il corso degli eventi.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  24/03/2008 01:07:06
   8½ / 10
Un viaggio della rassegnazione, nel corso del quale tre marinai avranno modo di riflettere sulle storture di una società segnata profondamente da sperequazioni sociali, razzismo, classismo, provincialismo, ottusità e da ingiustizie determinate da stupide gerarchie (di cui il microcosmo militare costituisce l'esempio più becero). Il percorso insieme sarà l'occasione per i tre viaggiatori di conoscersi e stabilire un legame stretto, ma non abbastanza forte da sfidare il sistema. Il tentativo di fuga da parte del marinaio destinato alla galera sarà fermato dagli altri due amici, i quali si limiteranno soltanto a addossarsi la responsabilità per aver usato la forza contro il futuro detenuto.
Pellicola molto intensa, a cui sottende una riflessione amara e disillusa sulla società e sulla giustizia americane, alla quale fa da contraltare un'immagine dell'amicizia come mezzo primario e indispensabile per alleviare le pene dell'esistenza. A tratti poetica la descrizione del rapporto che si viene instaurando e, tratto tratto, consolidando tra Mulo, Somanski e Meadows, e che è destinato a una conclusione mesta e disincantata.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  27/02/2008 22:42:27
   8 / 10
L'ho visto più volte, e mi è sempre piaciuto molto. Ora esilarante ora amarissimo (il finale lascia un senso di forte impotenza), dove il cameratismo trova le più genuine espressioni umane di amicizia, di affetto o semplicemente di complicità. Ottimo e sornione come sempre Nicholson

The Monia 84  @  27/02/2008 10:32:24
   10 / 10
Dalla base di Norfolk alla prigione navale di Portsmouth, nel gelo invernale e nel grigiore del tessuto urbano di periferia. Doveva essere una facile corvèe da sbrigare rapidamente per Mulo e Buddusky (un Jack Nicholson che anticipa di due anni il personaggio di McMurphy e si prende una strameritata Palma D'Oro a Cannes). E invece la disarmante innocenza di Meadows e l'incredibile ingiustizia che gli toccherà subire per 8 anni conquista i due sergenti e li costringerà a porsi più di una domanda... Anche se nessun conflitto interiore potrà prevalere con la dura realtà dei fatti.
Un capolavoro della New Hollywood.

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