l'infernale quinlan regia di Orson Welles USA 1958
al cinemain tvanteprimearchiviotrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedchatmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

l'infernale quinlan (1958)

Commenti e Risposte sul film Recensione sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli! Condividi su Facebook

Seleziona un'opzione

locandina del film L'INFERNALE QUINLAN

Titolo Originale: TOUCH OF EVIL

RegiaOrson Welles

InterpretiCharlton Heston, Janet Leigh, Orson Welles, Joseph Calleia, Akim Tamiroff, Joanna Cook Moore, Marlene Dietrich, Zsa Zsa Gabor

Durata: h 1.35
NazionalitàUSA 1958
Generenoir
Tratto dal libro "L'infernale Quinland" di With Masterson
Al cinema nell'Agosto 1958

•  Altri film di Orson Welles

Trama del film L'infernale quinlan

In un paesino al confine tra Messico e Stati Uniti, un'automobile nella quale viaggiavano un uomo d'affari e una ballerina salta in aria. Sul caso indaga un poliziotto messicano della narcotici, Mike Vargas, che è sul luogo del delitto con sua moglie, e un poliziotto americano, il capitano Hank Quinlan. Vargas si rende conto che Quinlan non esita a fabbricare prove false pur di incastrare l'uomo che ritiene responsabile dell'attentato e decide di far passare la moglie di Vargas come implicata in un giro di orge e stupefacenti...

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   8,90 / 10 (79 voti)8,90Grafico
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su L'infernale quinlan, 79 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 1  

topsecret  @  02/03/2012 10:31:02
   8½ / 10
Capolavoro noir dell'immortale Welles, ricco di pathos e di adrenalina pulp, indimenticabile nei suoi piani sequenza ed inquadrature di grande effetto.
Cast di alto spessore interpretativo e un film in bianco e nero che racchiude in sè tutti i colori freddi e cupi di una storia cinica e spietata che mette in risalto le bassezze del genere umano, rappresentate degnamente da un Welles poliziotto dalla morale corrotta ma a modo suo "un grande uomo".
Film da riscoprire e giudicare positivamente senza ombra di dubbio.

gemellino86  @  20/02/2012 13:12:37
   9½ / 10
Uno dei film che lanciò il noir nel cinema e uno dei grandi capolavori di Welles. Attori formidabili e dialoghi molto curati. Dopo 54 anni non perde il suo fascino.

Teo_Kubrick  @  06/02/2012 01:08:28
   10 / 10
Il prototipo del noir! La linea sottilissima tra ciò che è bene e cio che è male fa crollare gli sterotipi hollywoodiani buono-cattivo. Grandi recitazioni. Indimenticabile il piano-sequenza iniziale.

Aztek  @  16/08/2011 13:48:20
   8 / 10
E' il primo film di Orson Welles che vedo, e per fortuna sono rimasto piacevolmente sopreso da una pellicola, che nonostante gli anni, non pesa e non annoia.
Classico noir con una storia piena di colpi di scena che si susseguono fino ad arrivare ad un riepilogo degno di tutta la pellicola.
Ottime le interpretazioni, con un grande Welles nei panni del capitano Quinlan.

7219415  @  26/05/2011 00:30:53
   9 / 10
Grandissimo Noir...con una grandissima interpretazione di Welles..
"Chi è che comanda? La legge o il poliziotto?"

david briar  @  13/12/2010 18:18:38
   7½ / 10
"L'infernale Quinlan" è un vecchio film in bianco e nero, il primo che vedo di questo regista e attore.
La maestria tecnica di Welles è indiscutibile: memorabile la sequenza iniziale, ad esempio ; ottimo è tutto il lavoro tecnico in generale sul prodotto, molto curato.
Tuttavia la storia ha sentito un po il passare degli anni, difatti visti oggi alcuni personaggi appaiono ridicoli e un po scontati, così come qualche battuta, molto prevedibile.
Perfetta la caratterizzazione del personaggio di Quinlan, fra l'altro interpretato dallo stesso Welles, bravissimo, ruba la scena al resto del cast, composto di attori celebri ma non particolarmente brillanti in quest'occasione.
Il ruolo del capitano è senza dubbio la cosa migliore della pellicola, il motore della vicenda e ciò che la rende coinvolgente, scorrevole, interessante e mai noiosa.
Buono il finale, la storia rappresenta un poliziotto in un certo senso "cattivo", tuttavia viene naturale provare più simpatia per lui che per qualunque altro personaggio, tutti a parte lui appaiono caricaturali e poco credibili, è più facile immedesimarsi in Hank Quinlan.
Nonostante le scene vistosamente forzate presenti, nel complesso è un buon prodotto, senza urlare al capolavoro.
Rimane però fra i film più sopravvalutati della storia del cinema.

Mothbat  @  21/11/2010 21:53:59
   7 / 10
Insieme a "Le ali della libertà" il film più sopravvalutato della cinematografia mondiale, gli anni si sentono eccome. Comunque sia un bel noir.

paride_86  @  05/11/2010 19:07:40
   9 / 10
Uno dei capisaldi del cinema noir.
"Touch of evil" è un trattato di regia, un film intenso che non è invecchiato di una virgola: attori strepitosi, suspense, mistero e una vena di grottesco.
E' anche una bella riflessione sull'onestà di chi deve far rispettare la legge, sui suoi compiti e i suoi limiti.
Bellissimo.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  30/10/2010 00:51:27
   9 / 10
Sono tanti gli elementi che mi fanno apprezzare tantissimo questo film. Sicuramente la maestria di Welles che ci appare da subito nell'incredibile sequenza di apertura. Ma il suo stesso personaggio, davvero leggendario, così come quello della Dietrich. Interessante anche la trama e come si svolge. Qualcuno può dire "un po'forzato" ma anche no.

floyd80  @  29/10/2010 23:58:26
   10 / 10
Un noir perfetto. Dove la sceneggiatura, la regia, le musiche e la fotografia sono tutt'uno. Riunite in un unico capolavoro.
Il miglior film di Welles.

guidox  @  08/10/2010 22:40:55
   6 / 10
sono d'accordo con chi dice che questo film è sopravvalutato.
ok, ci sono dei picchi non indifferenti di cinema (per esempio è da manuale la scena iniziale, ma anche il personaggio stesso di Quinlan è molto ben strutturato e verrà ricopiato in parecchi film futuri), ma secondo me ci sono anche una trama tirata per i capelli e altri personaggi che rendono poco credibile il tutto.
un film che risente di TUTTI gli anni che sono passati, ma che per l'epoca era comunque un film discreto.

pinhead88  @  24/08/2010 15:53:49
   7 / 10
Probabilmente una delle pellicole più sopravvalutate della storia del cinema e della filmografia di Welles. dotato di grandi virtuosismi tecnici, si dimostra comunque un noir avvincente ed originale che tiene incollati alla poltrona, ma fin troppo teatrale ed enfatico nei dialoghi, risultando a volte stucchevole per quello che rappresenta. Inutile dire che l'arma vincente di tutto il film è la figura spietata del capitano Quinlan, ma il faccione bonario di Welles fa fatica a caratterizzarlo nel migliore dei modi, risultando così sempre poco convincente. personalmente non lo metterei mai a fianco di perle quali "La fiamma del peccato" o "Il grande caldo", noir immortali e capolavori assoluti.
Oggettivamente può essere considerata un'opera di grande impatto, ma aldilà della figura imponente di Quinlan e il classico sfoggio di abilità tecniche, mi è rimasto molto poco di questo film.
Simpatico il cameo della Dietrich, con frase finale molto azzeccata.

4 risposte al commento
Ultima risposta 24/08/2010 18.19.08
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento Steppenwolf  @  01/04/2010 09:50:44
   9 / 10
Che film! Che film eccezionale! Come se non bastasse Charlton Heston c'è quel geniaccio di Orson Welles: oltre che essere uno dei migliori registi di sempre(per molti il migliore), è stato anche un eccellente attore. Il personaggio di Hank Quinlan resterà per sempre nella storia del cinema.
Film meno filosofico del più apprezzato "Quarto Potere", presenta in realtà anch'esso numerose tematiche, stavolta inerenti la giustizia e la morale e l'idea di un uomo che agisce al di sopra della legge per la legge stessa, quasi nietzscheanamente. D'antologia molte scene e la costruzione della trama. Quello che mi ha letteralmente spaventato è stato il livello di coinvolgimento che questo film ha saputo tenere. Ricordiamo che è un film del lontano 1958... eppure è un film che davvero non puoi smettere di seguire dal primo minuto all'ultimo. Che grande personaggio Quinlan! Che genio Welles! Uno dei migliori film - se non il migliore - del suo genere. Sotto certi versi è superiore anche a Quarto Potere, meno facile da seguire, più complesso e meno coinvolgente(anche se nel complesso quest'ultimo è un film superiore sotto ogni altro punto di vista); ma in fondo cosa importa fare classifiche con Welles?

wooden  @  28/03/2010 15:02:57
   9 / 10
Il migliore noir della storia del cinema.

Gabo Viola  @  04/03/2010 20:31:17
   9½ / 10
Come tanto vino rosso e sigarette...

Frankys  @  08/02/2010 19:54:40
   6 / 10
Lo vidi molto tempo fa, non me lo ricordo più di tanto.
Ma ricordo che non pi piacque più di tanto, il b/n non è il mio forte e questo mix di noir thriller non mi è piaciuto !!
Do 6 perchè è fatto bene !! Ottima la prima sequenza in "piano sequenza" !!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  07/02/2010 14:10:09
   10 / 10
“Ma che importa ciò che si dice di un morto”

Film splendido. C’è poco da dire di un film diretto in questo modo, interpretato divinamente e con uno dei personaggi più magnetici, sporchi e corrotti che la storia del cinema ricordi. Film dall’incalzare rapido e coinvolgete. Welles intreccia una vicenda che procede senza soste fino al suo stupendo epilogo.
Ogni scena, personaggio e luogo sono noir puro, uno splendore per gli occhi e per l’anima. Un film che appaga e riconcilia con la passione cinematografica. Da antologia.

Drugo.91  @  24/01/2010 16:26:20
   10 / 10
geniale noir di Welles, modernissimo e affascinante...pietra miliare!

MidnightMikko  @  21/01/2010 14:53:56
   10 / 10
Uno dei tanti capolavori di Orson Welles. Eccelle in tutto,regia,sceneggiatura,fotografia (ottima è dire poco),direzione degli attori e caratterizzazione dei personaggi.
Perfetto.

wight  @  02/01/2010 23:58:01
   9½ / 10
Orson Welles oltre a una magistrale interpretazione come attore costruisce un film avvincente e che nello stesso tempo mette in evidenza una serie di confronti grazie all'ambientazione di confine del film: Usa e Messico, poliziotto scientifo e poliziotto d'intuito, idealismo e furbizia. Insomma un'ora e mezza con molta carne al fuoco e con alcuni colpi di scena.

JOKER1926  @  28/12/2009 20:41:45
   7 / 10
Noir molto importante e famoso della regia Orson Welles è "L'infernale Quinlan"; attori in grande spolvero, fotografia bellissima, grandi ambientazioni e affascinante scenografia; ecco un preambolo circa la pellicola americana del 1958 praticamente ineccepibile sul piano prettamente tecnico.

"L'infernale Quinlan" è dunque lo scontro fra giustizia e cinismo, la regia rafforza, espone tale concetto attraverso una serie quasi perfetta di dialoghi e soprattutto grazie alle prestazioni di Orson Welles, Charlton Heston e Janet Leigh.
Due poliziotti (Quinlan e Vargas) scanditi da una bellissima fotografia si imbatteranno con un mondo fatto di illegalità e di violenza, il primo determinato e "rozzo" si affida all'intuito (vedere il dialogo terminale della pellicola) e quindi da un semplice "impulso" istintivo nasce la condanna!
Il secondo è un poliziotto della narcotici calato nell'amara e insopportabile lotta contro il crimine così imponente da allearsi anche con la polizia generando l'impensabile.
Insomma la regia propone una sceneggiatura davvero compatta e con pochissime ma quasi inevitabile forzature come il cronico "isolamento" della moglie di Vargas nell'albergo; ma oltre ciò è doveroso apprezzare e quindi lodare Welles per l'introspezione circa i protagonisti, specialmente quella di Quinlan.
L' "infernale" poliziotto infranto dalla morte della moglie (uccisa) risponde con odio e rancore alla società e con i suoi metodi (sicuramente discutibili) cerca di "raschiare" (a suo piacimento e a sua comodità) criminali e presunti tali; insomma grande analisi caratteriale/comportamentale della regia che naviga, o meglio lascia "penetrare" lo spettatore nella mente del personaggio; certo la trasposizione in scena di Quinlan è caratteristica anche se a tratti tale icona inesorabilmente cade nell'enfasi e nell'esagerazione ma questa "amplificazione" non è un difetto oggettivo.
Il finale molto movimentato e drammatico sigilla in modo egregio questo Noir scandito da ottima tecnica cinematografica e da un notevole e accuratissimo lavoro musicale.

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/02/2010 18.28.31
Visualizza / Rispondi al commento
mah.non.so.  @  08/12/2009 14:27:52
   9 / 10
"Giuda ballerino"(cit.) il piano sequenza iniziale è veramente una genialata, se fosse esplosa prima la macchina uccidendo Vargas e moglie addio film ma sarebbe stato il miglior corto di tutti i tempi:-)..
Quinlan è una vittima che, per colpa di essersi fatto scappare l'assasino di sua moglie, diventa carnefice, un personaggio geniale e malato tra i migliori che abbia mai visto

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Splendido.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  14/10/2009 12:04:29
   9 / 10
Eccellente. Il solo piano sequenza iniziale, entrato di diritto nella storia del cinema, varrebbe ancora il prezzo del biglietto.
Touch of Evil (perché tradurlo in "L'infernale Quinlan"?), è un film che mantiene immutato tutto il suo fascino.
Grande Orson Welles che purtroppo si è visto tagliuzzare qua e là il suo film.
Negli anni '90 il produttore Rick Schmidlin, si propose di restaurarlo, ripristinandolo nella sua forma originaria. Il restauro terminò nel 1998 a cura di Walter Murch.
Ottima sceneggiatura, ottimi attori ed eccezionale regia.
Film immortale e imperdibile.

Constantine  @  12/10/2009 18:27:20
   10 / 10
Capolavoro di Welles che ci regala una pellicola con diversi strati di lettura, una tecnica cinematografica che ha almeno vent'anni di anticipo ed il piano sequenza iniziale che segnerà la storia. Quinlan interpretato dallo stesso regista è il protagonista nel titolo tradotto in italiano, ma non nell'opera in cui tutti i personaggi invece, a modo loro, vengono toccati dal "Touch of Evil". Splendida la fotografia, con un nero opprimente e le lunghe ombre che si proiettano sugli sfondi, bravo Heaston ma bellissime sia la Dietrich che la Leigh; eccezionale Welles.

"Sta' attento: Vargas farà di te uno di quegli stupidi idealisti che sono la gente più dannosa che esista al mondo. Sono peggio delle canaglie: le canaglie si sa come pigliarle."

Dr.Orgasmatron  @  01/10/2009 02:05:28
   10 / 10
Capolavoro del cinema noir. L'ultimo film hollywoodiano di Welles, partorito in un mese circa, e poi follemente tagliato e ridotto dalla Universal. "Touch of Evil" (così è molto più bello) ha una grande varietà di personaggi caratterizzati perfettamente, su tutti Quinlan, ma gioca molto di atmosfere e di virtuosismi wellesiani. Inchino

Manu90  @  13/08/2009 09:52:26
   6 / 10
Non ho trovato il genio di Welles che mi aspettavo. La storia non mi ha entusiasmato per niente, i protagonosti non mi sembrano caratterizzati al meglio, il film di per se non mi ha convinto e compiaciuto come speravo. Verso la fine poi è subentrata la noia...
Non me la sento di dire che è sopravvalutato, ma mi aspettavo decisamente di più.

edmond90  @  27/07/2009 15:54:39
   10 / 10
Che dire?Semplicemente il prototipo del film noir.Il piano-sequenza iniziale è un qualcosa di incredibile

The BluBus  @  23/07/2009 17:07:58
   7 / 10
mea culpa ma qua non riconosco il genio di Welles.. un buon film tuttavia.

Invia una mail all'autore del commento marcocorsi  @  18/07/2009 13:47:59
   10 / 10
Nell'estatsi di votare tutti questi capolavori che hanno fatto parte della mia cultura cinematografica, quasi mi dimentico dell'Infernale Quinlan. Sarà per la mia passione nei confronti di Orson Welles, del quale ho studiato molto, ma ritengo che il fim tratto dal libro di Masterson possa essere considerato a tutti gli effetti uno dei tre più grandi noir della storia del cinema...ora commento anche gli altri due ;))))
PS: Mi stavo dimenticando di esaltare le performance artistiche di Heston e della Leigh, per non parlare di Welles, strabiliante anche nei panni di attore, come in Quarto Potere

Sepultura  @  11/05/2009 23:55:07
   10 / 10
D'accordissimo con Neu. Senza Quarto potere e con L'orgoglio degli Amberson non mutilato, sarebbe stato "Touch of Evil" la più grande opera di Welles. Per fortuna ha fatto anche gli altri due però!!!!

85sarina  @  05/04/2009 12:49:55
   10 / 10
Neanche io sono una gran fan di Welles...ma sull'infernale non posson che piovere 10.
Non un noir..il noir.

Lunamagica  @  18/03/2009 20:00:46
   6 / 10
Se c'è qualcuno che nel cinema non mi piace quello è proprio Orson Welles. Il film mi piace così così ma preferisco altri noir a questo, marlene sempre brava.

Neu!  @  07/03/2009 16:10:19
   10 / 10
il più grande noir di tutti i tempi. uno dei più bei film della storia del cinema. se Welles non avesse fatto Quato Potere questo sarebbe nettamente il suo capolavoro. ogni ripresa è destabilizzante. l'inizio e il finale sono qualcosa di spettacolaro. geniale

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  24/02/2009 14:25:58
   6 / 10
Mah, ci sono delle cose molto curate e davvero ben realizzate, ma qualcosa non mi convince. Forse il grassissimo polizziotto o forse l'ambientazione messicana o magari la storia, troppo veloce e senza tensione. Preferisco "Quarto potere" ma ammetto che il bianco e nero, molto più nero che bianco, è davvero presente e determinante come anche folli riprese continue come quella iniziale. Risultato mediocre secondo me, diciamo che in parte è bellissimo, dall'altra un pò ridicolo.

2 risposte al commento
Ultima risposta 19/03/2009 02.48.39
Visualizza / Rispondi al commento
paolino77  @  07/02/2009 14:52:28
   10 / 10
Daccordissimo con il commento di wega: la più grande realizzazione cinematografica del bene e del male porta la firma di Orson Welles, che nel film veste i panni dell'"infernale Quinlan"

Touch of Evil  @  25/01/2009 18:15:37
   10 / 10
Impossibile non rimanere estasiati dinanzi a quest'opera immensa. Il mio nickname dice tutto....vedetelo assolutamente!!!!

drabin  @  20/12/2008 12:00:36
   9 / 10
Un'opera geniale, sofisticata quanto accessibile, visivamente d'impatto quanto contenutisticamente potente. Insomma, un capolavoro forse ancora migliore di "Quarto potere", dove piccolissime ingenuità facevano capolinea (del resto era il film d'esordio di Welles, e dunque sul concetto che voleva far transitare ci ha calcato molto la mano). Qui il congegno è micidiale e perfetto: una regia da brividi (su tutte il piano-sequenza iniziale), una fotografia impeccabile, una compagnia d'attori grandiosa ed una storia intelligente e riuscita. Noir di gran classe, colpisce per i continui ribaltamenti narrativi, che vanno dal tragico al comico, dalla commedia al giallo. Un film che ha dell'assurdo, del surreale e del visionario: fortemente onirico ma anche fortemente razionale. Anticipa per certi versi il cinema di autori che verranno, come ad es. Pasolini, che mischierà la narrativa bassa con i concetti aulici per ottenere un effetto di straniamento e di alienazione dello spettatore. Imperdibile

vitocortesi  @  16/05/2008 16:15:24
   9½ / 10
Uno dei migliori noir mai realizzati con alcune sequenze da antologia.Unica nota stonata è Charlton Heston pur bravissimo ma poco credibile come messicano.

Taguchi  @  14/05/2008 22:34:44
   10 / 10
Anche qui Orson Welles sforna un capolavoro immortale. Noir perfetto come un orologio.
Interpretazioni magistrali e un Orson Welles massiccio quanto imponente. Uno dei personaggi più carismatici e memorabili della sua carriera e della storia del cinema.
Inquadrature esasperate e pianosequenza memorabili. Montaggio che nel 1958 non fu capito dal produttore perchè troppo innovativo e quindi rimontato...
Fortunatamente il dvd che oggi possiamo vedere è la versione che avrebbe voluto Orson Welles.
Magnifico.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  30/04/2008 16:21:22
   10 / 10
Capolavoro indimenticabile.
Il piano sequenza iniziale è ormai storia del cinema da vedere e rivedere. Così come le sequenze girate nel motel o la scena finale.
Un noir cupo magistralmente diretto ed interpretato da Orson Welles che ha ritagliato un ruolo marginale ma di forte fascino a Marlene Dietrich, che con il suo sguardo ipnotico sentenzierà al cupo Jack Quinlan: "Tu non hai futuro".
Imperdibile.

4 risposte al commento
Ultima risposta 30/05/2008 16.41.08
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  25/03/2008 20:28:31
   8½ / 10
E' il ritratto "shakespeariano" di un uomo, le cui cattive azioni derivano dall'odio e dalla rabbia originati dalla morte della moglie per mano di un delinquente mai catturato. La ricerca a tutti costi, da parte di Quinlan, di assicurare alla Giustizia soggetti anche solo marginalmente coinvolti in una situazione delittuosa coincide con la sua volontà inconscia di "eliminare" chiunque si presentasse ai suoi occhi come delinquente della stessa risma di colui che lo ha privato della persona più cara, secondo un meccanismo psicologico che porterà a risultati sempre vani e frustranti. Quinlan è, a modo suo, un grande uomo, votato sì ad azioni nefande e ingiuste, ma sempre mosso dall'eterno amore e dalla devozione incrollabile per la moglie. Quinlan è il paradigma vivente di come un uomo malvagio non è mai totalmente malvagio, e di come chi è buono può mutare in cattivo a cagione di infausti e intollerabili eventi (come la morte di un proprio congiunto) che possono facilmente destabilizzare la psiche di un uomo e farlo oscillare lungo la sottile linea tra il Bene e il Male, qui metaforicamente rappresentata frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti (mi chiedo quanto un film del genere abbia influito sulla produzione di un regista come Michael Mann).
Hanno fatto la storia del cinema alcuni primi-piani messi in atto da Welles, come quelli di Quinlan mentre assassina Joe Grandi, o quella dello stesso Grandi morto con la testa appoggiata penzoloni allo schienale del letto.

2 risposte al commento
Ultima risposta 08/04/2008 09.30.28
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento agentediviaggi  @  17/03/2008 12:01:09
   8½ / 10
L'Infernale Quinlan è un capolavoro della tecnica che si misura con un immenso piano sequenza (capacità che Welles ha sviluppato nel suo immortale capolavoro) iniziale e con atmosfere noir grandiose che si manifestano in un gioco di luci ed ombre come appunto si vede solo nei migliori noir. Io ammiro il cinema di Welles, ma più per la magia che mette in ogni film che per il messaggio in se e per se. Non sto a fare l'esegesi del film, se è barocco o meno anche perchè non me lo posso permettere, non studio cinema nonostante sia l'arte che ammiro di più.
Ma effettivamente ho notato che il personaggio di Quinlan è un cattivo con qualche incoerenza. Ha sempre intuizioni giuste, ma cerca di incastrare ugualmente in modo scorretto i colpevoli. Dal punto di visto psicologico (o forse dovremmo dire psicanalitico) avrebbe più senso che un fallito si abbassasse con ogni mezzuccio ad arricchire il suo curriculum a spese di qualche poveraccio. Anche in questo film Welles, afflitto dalla sua megalomania di rappresentare il male come entità astratta, costruisce un cattivo più ideale che reale. Heston in questo film è meno pesce lesso del solito, ma è decisamente improponibile come messicano, anche se da un film di Burton si capisce che fu imposto dalla produzione e non scelto da Orson che anzi era piuttosto perplesso . Io ho cmq un debole per i noir, e qui l'atmosfera creata è delle migliori che si siano mai viste sullo schermo. Dietrich perfetta dark lady.

7 risposte al commento
Ultima risposta 08/04/2008 11.25.59
Visualizza / Rispondi al commento
xxxgabryxxx0840  @  05/03/2008 14:00:34
   10 / 10
Film stratosferico. Insieme a "Quarto Potere" è il vertice più alto toccato dal genio di Welles

Invia una mail all'autore del commento wega  @  21/02/2008 13:29:42
   10 / 10
A mio parere la più alta rappresentazione cinematografica del bene e del male, dal titolo "Touch of Evil" e dal primo minuto, non ho potuto far altro che pensare al famosissimo simbolo, un bianco e nero che Welles mischia vorticosamente e magistralmente con un continuo gioco di luci ed ombre, ok è un noir, ma che B/N ragazzi.
Tutta la pellicola del resto è una continua messa in opera di simbologie vertenti questo tema, Pancho di nero vestito in contrapposizione ad un bimbo in fasce bianche, il piccione e le sue uova (che Quinlan romperà cercando frettolosamente poi di "ripulirsi"), e gli onnipresenti, assidui, continui cambi di contrasto.
Insomma anche Stanley Kubrick ha avuto il suo maestro: Orson Welles, in una tematica come in "Arancia Meccanica" dove abbiamo un'istituzione, ipotetica rappresentazione del bene ed il singolo soggetto, il male.
Il riferimento a questo film per quanto riguarda Kubrick è per la scelta di mostrarci una realtà distorta, con un uso smodato del grandangolare.
Hank Quinlan non è poi tanto diverso da Foster Kane, "non riprenderò il distintivo finchè i cittadini non mi richiameranno" un personaggio agli antipodi della lealtà, inizialmente presentatoci nei primi piani più significativi, con un'ombra che letteralmente divide il viso, oscurandone l'altra metà, quella parte di personalità maledetta ed ambigua non visibile immediatamente agli altri.
Scelta non casuale il carattere del tutto simile allo zio Joe, entrambi arroganti, che non ascoltano mai quando gli si parla, che non ti fanno neanche finire.
Una grandissima lezione di tecnica, forse un pò di maniera ma ineccepibilmente all'avanguardia (avanti almeno di 40 anni), tecnicamente perfetto appunto, in poche parole, anche configuratamente parlando, un capolavoro.
Da ricordare l'incredibile piano sequenza iniziale di 3 minuti, tanti quanti quelli impostati sulla bomba, e la fine tra i rifiuti della città, tra i rifiuti che restano, che non sono mai stati portati via.

Debiti con "Riso amaro".

9 risposte al commento
Ultima risposta 08/05/2008 23.22.25
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  20/02/2008 22:56:56
   9 / 10
"Chi è che comanda? La legge o il poliziotto?" (cit.)


Ho avuto modo di rivedere dopo anni il capolavoro di Welles e il mio stato d'animo è attraversato da emozioni diverse. E' sempre un immenso apologo sulla corruzione del potere (e mi meraviglia vedere che pochi si soffermano sul "clan" di Quinlan, su quell'ambigua ammirazione che incute timore e inconscio desiderio di essere come lui, che non rende i "colleghi" meno colpevoli di lui) ma a tratti il virtuosismo tecnico sembra predominare su certe enfatizzazioni recitative che, col tempo, forse risultano eccessivamente sopra le righe.
Tuttavia è straordinaria la vena amara - il senso di fallimento di morte di sconfitta - che regna nella brutalità di Quinlan, un personaggio degno dei migliori noir letterari, e lasciano ancora a bocca aperta le innumerevoli trovate tecniche e stilistiche del Welles regista: l'aver introdotto il sottofilone della delinquenza giovanile (cfr. i nipoti del messicano Grandi) o la tematica razziale e la tossicodipendenza in un contesto classico è un'intuizione degna solo di un Genio.
Il pathos che reca il film ancora oggi è fuori discussione, appena smorzato da un finale dove le cose sembrano procedere troppo in fretta, almeno in fase di montaggio, quasi come le strane indagini dell'ineffabile capitano della polizia.
I fans di Psycho ritroveranno pane per i loro denti in un motel con tre anni di anticipo rispetto a Norman Bates, mentre il personaggio della Dietrich. la conturbante Tanya, è assolutamente funzionale al tema del film, rea di essere l'unica individualità fedele fino in fondo al protagonista, e in fin dei conti di comprendere la sua crudeltà: straordinaria.
Strepitoso il piano sequenza iniziale, dove la tensione è placata dalla tranquilla ruotine di una cittadina di confine, e assolutamente carismatica l'entrata di Welles, quasi un "ultracorpo" al quale molti devono rispetto, stima e una dose inesprimibile di timore

4 risposte al commento
Ultima risposta 22/02/2008 23.17.09
Visualizza / Rispondi al commento
Sestri Potente  @  14/02/2008 23:04:46
   7 / 10
Noir datato ma sempre avvincente, con Orson Welles nei panni di Quinlan, uno che nessuno vorrebbe incontrare nemmeno per farsi controllare la patente! La trama è abbastanza intricata e alcune sequenze sono pregevoli: soprattutto il "testacoda", ma nemmeno l'interrogatorio a casa di Sanchez è da sottovalutare.
Tutto sommato un buon film, anche se di km ne ha fatti davvero tanti!

2 risposte al commento
Ultima risposta 28/05/2008 22.36.48
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  30/01/2008 20:32:51
   9½ / 10
E il confronto arrivò...
"Quarto Potere", il film che fece il Cinema Grande.
"L'infernale Quinlan" che fece Welles Grande.
Non posso negare a me stesso che quello che ho provato nel vedere il primo no è neanche lontanamente paragonabile a quello che ho provato in questo, mi ha attratto e coinvolto di meno, ma non posso negare anche che questo mi è sembrato più personale, il Vero film di Orson Welles.
La sconcertante vicinanza fra Male e Bene, due estremi che tendono a toccarsi in nome di qualcosa di superiore: il Trionfo, la Gloria, il Potere.
Vargas e Quinlan, due volti della stessa medaglia separati da un Tempo che ha fatto da silente spettatore fino a quando il Cinema, arte subdola che fa l'eco alle mediocrità dell'Uomo, non ha deciso di appiattire le distanze temporali e guardare in faccia l'Uomo, ma anche se stesso per vedere se come Arte ha veramente senso.

4 risposte al commento
Ultima risposta 06/04/2008 20.27.32
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo REDAZIONE amterme63  @  08/01/2008 22:29:33
   7½ / 10
Cominciamo dalle cose positive. Prima di tutto il grande coraggio di Orson Welles ad accusare a livello istituzionale il suo stesso paese, cioè gli Stati Uniti. In questo film è un messicano che dà una lezione di rettitudine e onestà ad un disonesto e sbrigativo funzionario americano. Il messicano è ben vestito, di belle maniere, felicemente sposato; l’americano è sciatto, sgradevole, vizioso. Viene rovesciato il luogo comune che vede gli USA e gli americani più belli e superiori in istituzioni e maniere agli altri paesi. Volutamente non si concede alcun appiglio ottimistico finale. Già con “Quarto Potere” Welles aveva dato il via alla travagliata tradizione del cinema di denuncia civile americano, che porterà fino all’altro grande ciccione cineasta americano, cioè Michael Moore.
Inoltre c’è la grande perizia tecnica di Welles e ce ne dà subito un saggio virtuosistico nelle scene iniziali, in cui la cinepresa diventa una specie di disco volante che fluttua dal primissimo piano al campo lungo, alla panoramica, all’incrociarsi dei piani spaziali, in un continuo movimento. In seguito diventa tutto uno sfoggio di giochi di luce ed ombre, di riflessi negli specchi, di scorci arditi dal basso, di panoramiche su tetti e soffitti; in pratica una rincorsa a superare se stesso e la bravura dimostrata in QP.
Il Barocco è conosciuto come uno stile che abbonda in decorazioni non funzionali alla struttura dell’opera d’arte, uno sfoggio a volte fine a se stesso e, secondo me, questo è un film molto barocco. Tutto lo sforzo tecnico serve più che altro a creare una certa atmosfera “dark”, ma non riesce a far luce nell’animo dei personaggi. Queste figure discusse, complesse, imperiose, sregolate, anticonvenzionali come Kane e Quinlan rimangono dei misteri. A parte qualche vago cenno a fatti privati passati, non ci viene adeguatamente spiegato perché Quinlan si comporta in quella maniera. Qual è la molla profonda che lo porta a trasgredire le regole di comportamento etico? Da dove viene il suo schifo esistenziale? Sembra che indagando l’animo umano Welles arrivi ad un certo punto in cui un cartello di “No Trespassing” gli impedisca di andare. Questa debolezza era l’elemento centrale di QP, la grande forza di quel film; qui invece fa sentire tutto il suo peso limitante. Tanto più che Hitchcock sembra si sia preso la briga di fargli notare questo limite.
Quando accompagnano Vivien Leigh ad un motel, le spiegano che è un po’ in disuso perché non ci passa più l’autostrada. Ecco, mi sono detto, Welles si sta divertendo a citare Psyco. Poi quando ho visto quella macchietta nevrotica tutta mossette ho pensato: quella è una parodia di Norman Bates. Come sono rimasto interdetto quando ho visto gli anni di uscita dei due film! Allora ho capito che Hitchcock ha volutamente ripreso la scena del motel e del suo custode schizzato per dimostrare che si può benissimo penetrare nei recessi umani e farli vivere intensamente e emotivamente da parte dello spettatore, senza bisogno di tanti arzigogoli. Insomma una lezione che Hitchcock ha voluto dare ad un grande collega, riuscendolo a superare.
Un’appunto su Marlene Dietrich: bravissima, bellissima ma francamente inutile. In pratica recita solo se stessa, il suo mito – non mi sembra che abbia voluto recitare Tanya, la quale è comunque un personaggio non essenziale nel film.
Il mio giudizio personale è che A Touch of Evil è un film tecnicamente di prim’ordine, coraggioso nella sua denuncia, ma che non riesce a essere coerente, compatto e completo. Non è di quelli che rivedrei volentieri una seconda volta.

17 risposte al commento
Ultima risposta 22/02/2008 23.08.51
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  11/12/2007 13:00:55
   8 / 10
un grande noir, che purtroppo però fà sentire la sua età, non tanto nei contenuti estremamente attuali e ben sviluppati, piuttosto nella qualità della pellicola stessa!! grandissimo il personaggio di quinlan, caratterizzato da welles alla perfezione, rappresentazione della corruzione e della genialità! più monocorde invece vargas, un poliziotto dedito al suo lavoro fin troppo da risultare noioso!
incredibile la sequenza iniziale, da far spavento al miglior de palma!

4 risposte al commento
Ultima risposta 11/04/2008 19.25.18
Visualizza / Rispondi al commento
Ch.Chaplin  @  29/11/2007 00:15:14
   8½ / 10
non posso dare di + xkè è chiaramente anche questo stato mutilato dalla casa di produzione (stavolta la universal), ma il piano sequenza iniziale - che mi ha lasciato a dir poco di stucco x l'epoca - meriterebbe da solo una bella fetta di giudizio. incredibile lo spessore psicologico che welles riesce ad infondere ai personaggi; da una trama del genere enon si poteva fare di meglio. ad ogni suo film che vedo mi chiedo sempre se gli avessero lasciato sempre campo aperto in tutto ciò che voleva fare, cosa vedremmo noi ora??

Satyr  @  22/11/2007 20:53:50
   9 / 10
L'estrema attualità di linguaggio di cui era dotato Welles, è davvero impressionante; un regista capace di compiere nel 1958 evoluzioni visive di tale portata, non è umano (e non mi riferisco solo al primo piano sequenza).
Non do' il massimo dei voti solo e unicamente per una sceneggiatura troppo frettolosa in alcuni snodi narrativi, ma per il resto Touch Of Evil rimane un pezzo di storia della settima arte.

1 risposta al commento
Ultima risposta 23/11/2007 15.14.53
Visualizza / Rispondi al commento
addicted  @  02/11/2007 15:05:28
   9½ / 10
Opera maiuscola di Welles, che esplora territori oscuri.
Quinlan è un personaggio di altissimo spessore: un cattivo shakespeariano!!!
Tecnicamente parlando è un'opera pefetta: celebre il piano-sequenza iniziale.
Da vedere assolutamente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Marlon Brando  @  15/10/2007 17:04:40
   10 / 10
Che cosa sono il cinema e il male?

Il cinema e il male sono un lungo pianosequenza che entra nei personaggi senza soluzione di continuità, un filo che lega, o meglio, "tocca" tutti riempendoli di fascino e grandezza.
Il cinema è un'arte referenziale delle altre arti, anche opposte tra loro, ma indipendente nel suo essere un'estetica del linguaggio figurativo unica.
E anche il male è un'unione di contrasti, in questo caso etici, legati da imprescindibili ragioni e la cui fascinazione deriva proprio dal suo essere lontano e indefinibile.
E ovviamente il concetto di cinema e di male di Welles sono sempre intesi nel senso più shakespeariano del termine e cioè come strumento di grandezza: "Touch of evil" ovvero "Il cinema e il male d'autore".

8 risposte al commento
Ultima risposta 09/11/2007 16.40.58
Visualizza / Rispondi al commento
Vegetable man  @  08/09/2007 12:15:07
   9 / 10
Dal punto di vista tecnico, questo film rappresenta un vertice altissimo della settima arte. Nonostante una trama piuttosto scialba, Orson Welles riesce a costruire personaggi assolutamente indimenticabili, incastonati alla perfezione in una ambientazione espressiva, inquadrati da una fotografia assai originale. Insomma, un film di medio livello girato ed interpretato come un capolavoro.

Dick  @  20/07/2007 17:24:44
   8½ / 10
Ambientazione alqaunto spoglia per questo bel poliziesco con un "cattivo" che credo che filmicamente abbia fatto scuola e con un montaggio in certi casi vorticoso e coinvolgente con degli spunti originali, soprattutto per l' epoca, che poi sono stati ritritati all' infinito.

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  09/07/2007 13:50:19
   8½ / 10
Uno dei più bei noir della storia del cinema firmato Orson Welles.
Ambientato in una squallida città di frontiera (sul confine tra Stati Uniti e Messico), la storia estrinseca al meglio il valore è l’ambiguità del concetto di giustizia (con ampie digressioni machiavelliche), in un luogo che si pone come spartiacque idealistico tra ciò che rappresenta il bene e ciò che manifesta il male, finendo, nella concitazione degli accadimenti, per confondersi ..un racconto nero, costruito su una galleria di personaggi perfettamente caratterizzata nel loro dualismo, ma anche nelle loro discutibili certezze, senza mai perdere di vista ciò che gli ruota intorno.
Perfette le ambientazioni, dal piccolo paesino di confine, con i suoi squallidi locali, al motel immerso nel caldo deserto (come non ricordare in tal senso il film “Psycho” che richiamerà con la medesima attrice proprio quella location) ..da antologia la scena d’apertura con il lunghissimo piano sequenza ..perfetta la costruzione del protagonista, un Quinlan vestito della sua autorità, ampiamente riconosciutagli, che non accetta, fino alla morte, la possibilità di essere messo in discussione per i suoi metodi ..un Vargas idealista, assertore del metodo piuttosto che del risultato.
Una grande prova per tutti gli attori, su tutti ovviamente il bravissimo Orson Welles (capace di donare al suo personaggio un connotato unico), ma senza dimenticare Charlton Heston, Janet Leigh ed una superba Marlene Dietrich ..stilisticamente impeccabile la regia dello stesso Welles.
Uno dei noir che hanno fatto sicuramente la storia di questo genere cinematografico ..imperdibile!

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  27/06/2007 21:53:07
   9 / 10
Ad essere infernale non è il poliziotto protagonista di questo bellissimo noir ma colui che lo impersona, la capacità di Orson Welles di trasformare un poliziesco abbastanza convenzionale, con un budget ridotto, in un film considerato uno dei capolavori della storia del cinema, beh è quanto mai apprezzabile.
Il carisma di quest'uomo non passa inossevato e la bravura sia dietro che davanti la macchina da presa rende onore ad un grande regista/attore.
Trovo superfluo un commento a quest'opera in quanto tanto è stato già detto da chi mi ha preceduto.
Ai cinefili neofiti, per saperne di più sul film, consiglio l'ottima recensione di Aliena.

Invia una mail all'autore del commento montecristo  @  17/04/2007 08:50:19
   10 / 10
Grande film. Oltre le eccellenti trovate registiche, vorrei soffermarmi sull'ambientazione, ricca di fascino , alternqandosi tra spazi aperti e chiusi.
Il motel in mezzo al deserto (bellissima la scena dove Vargas viene a cercare su moglie e trova il custode pazzo e si aggirano come fantasmi in mezzo al vento e le abitazioni fatiscenti nel silenzio assoluto).
La città messicana, ricca di suono, personaggi allegri...
E gli scheletrici paesaggi dove imponenti pompe petrolifere o ruderi troneggiano nel loro cicliopico silenzio lasciando spazio al dialogo degli artisti.
Altro punto di forza di questo film sono i personaggi caratterizzati eccelentemente (Vargas e Quinlan su tutti) che hanno una loro personalità, idee e ci rendono partecipi delle loro emozioni.
Bellissima la cartomante (Marlene D.) .....
FILM CAPOLAVORO

6 risposte al commento
Ultima risposta 08/04/2008 09.49.33
Visualizza / Rispondi al commento
Invia una mail all'autore del commento NEO78  @  28/03/2007 12:48:40
   9½ / 10
"Era uno sporco poliziotto, ma a suo modo era un grand'uomo"

Aperto dal più famoso piano sequenza della storia del cinema è il film che chiude il genere noir nei canoni stretti del genere.

A mio avviso c'è un piano sequenza ancora più straordinario e molto più difficile da realizzare, ossia quello che si svolge in casa dell'uomo che vargas vuole incastrare dove poi viene volontariamente posizionata la dinamite.

Cast di assoluto livello, film assolutamente imperdibile di un grande maestro del cinema.

Unico neo lo stupido titolo italiano

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  12/01/2007 13:03:39
   8 / 10
film bellissimo dove la storia non è al livello del modo in cui è girata...davvero penso che orson welles sia un genio di regista per pensare di girare un film in questo modo per l'epoca in cui è stato fatto e per l'opposizione dei produttori del tempo...poi il personaggio che interpreta lo stesso regista è quanto di piu incredibile e attuale che ci sia...l'antierore per antonomasia(come gia detto nei precedenti commenti)...
dopo "quarto potere" penso sia il suo miglior film

1 risposta al commento
Ultima risposta 28/02/2007 17.52.50
Visualizza / Rispondi al commento
The Monia 84  @  29/12/2006 17:02:14
   9½ / 10
Dal romanzo Badge of Evil di Masterson, un viaggio all'interno di una miserabile cittadina di frontiera, in compagnia di un personaggio che avrebbe fatto la gioia del Bardo stesso, interpretato dallo stesso fenomenale regista. Straordinaria opera noir per stile, sceneggiatura, invenzioni, tecniche vertiginose di ripresa e grande cura per i personaggi tra i quali spicca la chiromante Dietrich.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  15/12/2006 21:04:35
   10 / 10
Io amo questo film.
Inutile ripetersi sul fascino perverso del personaggio di Quinlan, sul vertiginoso splendore del piano sequenza iniziale o sulle atmosfere noir imbastite dalla regia impeccabile di Welles; touch of evil tocca il cuore, e lo fa con sapienza e passione. Perfetto, sotto ogni punto di vista.

6 risposte al commento
Ultima risposta 20/07/2007 17.33.33
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  16/11/2006 00:31:57
   10 / 10
Questo è un periodo in cui riesco a vedermi tantissimi capolavori e il film di Welles è indubbiamente uno dei più belli, se non il migliore.
"Touch of Evil", come già da molti scritto, si presenta come un film piuttosto usuale che, almeno sulla carta, non dovrebbe portare innovazione alcuna. Per grande fortuna del cinema questo non avviene e Orson Welles firma un classico destinato a scrivere una pagina indelebile nella storia del cinema mondiale.
Il piano sequenza iniziale (mi pare duri 4'10'') è quanto di più straordinario Hollywood abbia mai partorito. Tra ascese interminabili e discese vertiginose, Welles ci guida in questo vortice di immagini che ammaliano e affascinano. Ovviamente il regista-attore fornisce altri saggi di stile che rendono "L'infernale Quinlan" (titolo davvero orribile) un'esperienza visiva praticamente unica.
Ma il film di Welles non è solo questo. In effetti la pellicola non è solo esibizione di stile, ma anche un’opera in grado di coinvolgere realmente lo spettatore. La pellicola di Welles, infatti, riesce ad appassionare oggi proprio come ci riusciva quasi cinquant'anni fa. Io, che sono un ragazzo giovane, vedendo “Touch of Evil” oggi per la prima volta mi sono ritrovato attaccato allo schermo pronto a tifare per il grandissimo Quinlan.
Bisogna quindi anche sottolineare che il film di Welles riesce a sradicare dei principi che, spesso e volentieri, a Hollywood sono tutt'ora vigenti: il fatto di scegliere un americano come "cattivo" (che, seppur anomalo, rimane indubbiamente l'antagonista) è sicuramente un simbolo di precursione dei tempi: anche se probabilmente erano già stati realizzati dei film precedenti che inquadravano l'americano come il nemico, la scelta di Welles rimane indubbiamente coraggiosa e avanguardistica.
Da segnalare anche lo sviluppo della trama: bisogna obbligatoriamente ricordare che pure sotto questo contesto, Welles precorre i tempi firmando una pellicola che anticipa (e di parecchio) certe scelte di grandissimi registi (Leone, Tarantino, ...). In effetti noi ci troviamo di fronte a una vicenda piuttosto semplice: l'omicidio di un ricco uomo d'affari. A questo contesto si vanno ad intrecciare una serie di storie che non fanno altro che giovare all'economia della pellicola: il dualismo Quinlan/Vargas,

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER Inutile sottolineare che grazie a questa serie di vicende, Welles permette ai personaggi di mostrarsi per ciò che sono e contribuendo quindi a rendere indimenticabile la loro caratterizzazione.
Ci sarebbero ancora tante cose da poter scrivere, ma preferisco interrompermi, augurandomi che tante persone si guardino uno dei film più belli mai realizzati.

banjo  @  12/11/2006 00:14:37
   8½ / 10
Un personaggio indimenticabile quello di Quinlan. Orson Welles anima un poliziotto rispettato e temuto, dall'intuito quasi soprannaturale, ossessionato dalla morte della moglie, che crea la giustizia ma che alla fine si autodistrugge nel tentativo di recuperare la sua credibilità messa in dubbio da un altro poliziotto che ne smachera l'ambiguità.
Anche se la violenza esplicita e non risulta all'acqua di rose rispetto ai film attuali, ed i personaggi di contorno sono quasi delle macchiette, è di grande atmosfera e sicuramente fonte di ispirazione per molti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Aliena  @  24/08/2006 15:36:42
   9 / 10
sono sempre loro gli indefiniti meschini maestosi reietti a rendere grande un film

(magari qualche merito va pure all'ammirevole regia di welles..eh)

ADIOS!

6 risposte al commento
Ultima risposta 19/10/2007 14.39.00
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI K.S.T.D.E.D.  @  03/08/2006 17:34:59
   8 / 10
Welles riesce a permeare con i suoi temi caratteristici anche questo film, il cui genere, poliziesco/noir, è decisamente diverso rispetto a quello delle altre sue pellicole. Questo lo si riscontra soprattutto nella parte finale in cui vengono in parte spiegati i motivi che sono alla base degli atteggiamenti che per tutto il film caratterizzano Quinlan, e che rendono il personaggio misterioso(vedi i dialoghi con Tanà/Marlene D.), carismatico e a volte anche irritante.
Belle le atmosfere, in particolar modo nella scena finale..quasi surreale.

Gruppo REDAZIONE Pasionaria  @  08/06/2006 19:46:07
   10 / 10
Anche se "Quarto potere" è stimato da tutti come il capolavoro assoluto del geniale Welles( è così) questo noir ha un fascino intramontabile, impossibile non considerarlo altrettanto grande. Welles con abilità sorprendente è riuscito a sublimare una storia banale in qualcosa di travolgente, di intimamente coinvolgente. La definizione così netta dei personaggi in assoluta antitesi, lo studio introspettivo della loro psiche sottolineati da una abilità di ripresa ineguagliabile e da una fotografia a dir poco superlativa fa di questo film un capolavoro: assolutamente imperdibile.
Come indimenticabile è quell' "adios" sussurrato dalla divina Dietrech a chiudere l'ultima sublime sequenza.

Epicuro  @  07/06/2006 14:05:53
   10 / 10
Quinlan è sicuramente il miglior film di Welles dopo Quarto Potere; quello che esprime meglio la sua concezione sulla visione della nostra società e sul moralismo esasperante che la permea. Conflitto nietzscheano sul bene e il male! Ma Quinlan è poi un personaggio negativo? Non è magari meglio di Vargas, che non riesce ad uscire dagli schemi cui sembriamo essere destinati sin dalla nascita? In fondo, Quinlan aveva giusto no? Il giovane messicano era veramente colpevole. Purtroppo non ho il tempo di approfondire tale questione filosofica in relazione all'opera wellesiana.........

quaker  @  11/05/2006 23:58:53
   9 / 10
Grande opera d'arte, film da cineteca, da studiare, ma anche, semplicemente, da vedere. Datato, naturalmente: oggi nessuno farebbe un film così, come nessuno risciverebbe un romanzo ottocentesco o una sonata in tre movimenti (il linguaggio del cinema si evolve più in fretta di quello della musica e della letteratura, così cinque decenni sono come due secoli; cambia tanto rapidamente anche la società: basti dire come è trattao il tema degli stupefacenti, fra cui la marhuana - parola pronunziata proprio così).
Da citare perchè veramente memorabili: il piano sequenza iniziale, la fotografia straordinaria, le immagini di Marlene Dietrich, i tocchi noir. Punti deboli: Welles purtroppo tende a fare il gigione, sia come regista che come attore. Solo per questo non può sempre meritare il massimo. Ovviamente, infine, è un film da guardare con grande attenzione, e non solo per passare un paio d'ore (anche se vale tuttora come un giallo più che buono). Sarebbe divertente scoprire, confrontando le scene, quanto altri registi, magari blasonati, hanno copiato e copiano spudoratamente da Welles e da a ltri maestri degli anni quaranta e cinquanta...

Gruppo COLLABORATORI antoniuccio  @  29/03/2006 09:21:45
   6 / 10
Visto prima di Quarto potere, rivisto dopo. Pensavo di essere esagerato, ma poi do giusto la sufficienza per il rispetto a un personaggio che ispira tuttora i registi del mondo.
Bello il pianosequenza iniziale, di impatto, tecnicamente insuperabile. Il film è tutto basato sulla simbologia, ma appare a tratti noioso e non lineare. Alcune scene sono strumentali per le ossessioni Wellesiane dell'angolo di ripresa della macchina, che come in Quarto potere alla fine danno solo l'effetto di distrarre dalla storia (in sè abbastanza scarsina).
Non mi è piaciuto per niente.

3 risposte al commento
Ultima risposta 10/02/2008 13.33.55
Visualizza / Rispondi al commento
Mpo1  @  25/01/2006 01:12:04
   8½ / 10
Grande noir di Welles, che ho visto nella versione realizzata qualche anno fa seguendo le indicazioni del regista (inizialmente il film era stato come al solito manomesso dai produttori).
La sceneggiatura, come spesso accade nei film di Welles, è un po' macchinosa e ha molti difetti, ma ciò che importa è il genio registico di Welles (un esempio su tutti: il piano sequenza iniziale) e la sua gigionesca interpretazione. Janet Leigh fa le prove generali per 'Psycho' passando da un motel all'altro, e incontrando tipi poco raccomandabili... Il personaggio migliore è quello della zingara interpretata da Marlene Dietrich, che Welles chiamò a riprese già iniziate e per cui scrisse appositamente la parte. Bellissima la fotografia.

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  19/01/2006 08:45:48
   10 / 10
Non pensavo fosse possibile, ma è addirittura meglio di Quarto Potere. Un film del genere nel 1958. Quinlan è uno dei miei personaggi preferiti della storia cinematografica!!!
Questo è cinema, altro che quei quattro *****tti che fanno i film adesso ad Hollywood.
Unico neo del film la traduzione del titolo in italiano... ma è possibile che devono sempre storpiare i titoli!!! Era gia successo con quarto potere!!!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Andre85  @  05/10/2005 19:26:42
   10 / 10
urca urca che filmone!
sensazionale dall'inizio alla fine! tecnica cinimatografica all'ennesima potenza,
attori bravissimi che interpretano personaggi complessi affascinanti (sopratutto welles) scene da incorniciare come, l'interrogatorio a sanchez, il dialogo tra quinlan e la fatucchiera e in maniera particolare la scena iniziale...
anche la trama è splendida...ora inizio a capire la genialità di welles

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  13/07/2005 10:39:03
   9 / 10
Ieri sera ho rivisto questo film dopo tanti anni. Dopo l'inizio folgorante (il piano sequenza iniziale è davvero qualcosa di incredibile!!) qualcosa è iniziato a mancare....Mi spiego meglio. Il film resta un grande film, ma nella mia mente era un capolavoro e ieri sera non mi è sembrato più tale. Anche la regia di Welles mi è sembrata compiaciuta e a tratti un pò forzata:troppe inquadratura dal basso e tagli obliqui con luci a 45°, daccordo è un noir...ma alla fine se queste inquadrature diventano ripetitive perdono anche un pò dell'effetto che dovrebbero dare....Per intenderci, se il "sistema di immagini" che il regista utilizza diviene palese, questo perde chiaramente di efficacia.
Per quanto riguarda la sceneggiatura, ha delle risoluzioni un pò frettolose: dai su...la storia della foto nella sottotrama della moglie è un pò una ******* anche perchè troppo vicina all'evento dinamico del film e quindi ancora non si è riusciti a capire del carattere geloso del marito che anzi non uscirà neanche dopo perchè appena vede la moglie in galera si fida immediatamente di lei. Quindi un espediente non proprio azzeccato.
Ed infine anche Heston non mi è sembrato "nella parte".
Sia chiaro che le mie critiche sono volte comunque a minare solamente la perfezione del film, perchè appunto ora lo considero un grande film, ma non un capolavoro, ma comunque il voto sarebbe 8 e 1/2, ma non potendo dare mezzi voti allora propendo per il 9. Resta assolutamente un film da vedere. Basterebbero la scena iniziale e quella finale per renderlo immortale.


3 risposte al commento
Ultima risposta 04/09/2006 12.34.50
Visualizza / Rispondi al commento
benzo24  @  25/05/2005 20:17:27
   10 / 10
Il cinema di Welles è veramente diabolico.

marco86  @  18/03/2005 21:47:07
   10 / 10
Su un capolavoro del genere si potrebbero dire praticamente mille e più cose,ma cercherò di trattenermi.Conviene partire innanzitutto dalla prima cosa che si vede,cioè il lungo e difficilissimo piano sequenza iniziale.Ora,io mi rendo conto che avendo 18 anni non posso pretendere di avere visto chissà quanti film,ma posso assicurare che tra tutti quelli che ho visto,questo iniziale de L'infernale Quinlan è uno dei più bei piani sequenza in assoluto.Non solo è lungo,ma è praticamente semi impossibile da realizzare:si parte da un uomo che mette una bomba in una macchina che poi seguiamo attraverso la strada nella quale incrocia una coppia che ancora non conosciamo,i due si fermano a baciarsi e la macchina scoppia.In pochi si metterebbero a riprendere tutte queste cose in un solo piano sequenza.Evidentemente Orson Welles sarebbe uno di questi pochi.Ed era l'anno 1958!Ma lungo il film la tecnica non manca di certo:ci sono altri piani sequenza molto belli,ogni singola inquadratura è realizzata in maniera superba e,soprattutto,c'è una fotografia che regala dei contrasti luci-ombre da antologia.

Ma prima di dirigerlo,un film và scritto.Ed anche qui si è dato il meglio:i dialoghi sono indimenticabili,come ad esempio l'ironia nera di Quinlan,o l'ultima frase del film,rimasta una delle più celebri della storia del cinema.La sceneggiatura è ottima anche nel costruire e caratterizzare i personaggi:Quinlan e Vargas,due poliziotti tanto bravi quanto agli antipodi sui metodi utiulizzati.In particolare su Quinlan ci sarebbe da dire una cosa:chi ha visto qualche altro film di Welles,avrà notato che i personaggi da lui interpretati sono molto simili tra loro:sono personaggi per lo più negativi,che peccano di quella che gli antichi Greci chiamerebbero "ubris",cioè tracotanza.Lo stesso Welles in una sua intervista dichiarava che i suoi personaggi sono tutte delle diverse versioni di Faust.E non è un caso che la frase più celebre pronunciata dal regista è:"credo che per l'uomo sia impossibile essere grande,senza ammettere che c'è qualcosa più grande di lui".
Memorabile anche il personaggio interpretato dalla stupenda e bravissima Janet Leigh,nonchè tutti i personaggi di contorno,dalla fattucchiera alla famiglia Grandi.

Ma questi personaggi sarebbero poca cosa se ad interpretarli non ci fossero dei mostri di bravura.In particolare meritano di essere citati Charlton Heston(chi però come me ha acquistato l'edizione rimasterizzata in dvd rimarrà un pò deluso perchè Heston è doppiato malissimo)e Marlene Dietrich.Il suo personaggio è stato costruito in poco tempo,infatti non era neppure previsto nella sceneggiatura originale,ma alla fine è risultata essere uno dei personaggi più azzeccati del film,che non a caso pronuncia la celebre frase conclusiva a cui accennavo prima.

Si potrebbe anche stare qui ore a parlare delle altre componenti filmiche,dalla già citata fotografia all'ottimo montaggio,senza tralasciare le musiche,sempre importanti in un film noir.
Insomma,L'infernale Quinlan è senza dubbio uno dei film più belli della storia del cinema,imperdibile sia se siete dei cinefili,sia se siete degli appassionati del genere noir.Ma oserei dire che è imperdibile anche se siete dei semplici esseri umani che non si interessano nè di cinema nè di noir!



1 risposta al commento
Ultima risposta 05/09/2009 19.37.24
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo REDAZIONE maremare  @  13/12/2004 00:22:11
   10 / 10
Bellissimo film del Maestro, possiede quell'atmosfera lugubre e decadente al cui centro ruota l'attrice che più in parte non potrebbe essere: la divina Marlene.
Mozzafiato alcuni piani sequenza che partono da vette vertiginose (in tutti i sensi).

3 risposte al commento
Ultima risposta 20/07/2007 17.39.13
Visualizza / Rispondi al commento
Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  29/10/2004 16:45:06
   10 / 10
"Touch of evil" ( questo è il bellissimo titolo originale) è un film memorabile, assolutamente avanti con i tempi, e sicuramente una della vette del cinema nero e di quello Wellsiano.
Barocco, pieno di virtuosismi registici e di sceneggiatura (memorabile la frase finale della Dietrich: "a suo modo era un grand' uomo"), "Touch of evil" è il ritratto non convenzionale di un uomo di legge, in cui i personaggi e l'atmosfera (supportata da uno splendido bianco e nero) contano più dell'azione. Mitici gli Interpreti, dal grande regista che ovviamente interpreta Quinlan alla Dietrich, che interpreta un ruolo memorabile e brava anche janet Leigh.

Non capisco come si possa votare solo 6, per uno dei film + belli della storia, datato 1958, è una pellicola a dir poco impensabile per l'epoca, per non parlare ci certi piani sequenza vertiginosi, che sono assolutamente geniali.

1 risposta al commento
Ultima risposta 29/10/2004 16.47.23
Visualizza / Rispondi al commento
dragonfly  @  29/10/2004 16:27:28
   6 / 10
Questo film è stato la mia rovina. Ammetto che è un capolavoro, vero, ma non sono stato in grado di apprezzarlo. L'ho trovato veramente noioso. Non riesco neanche a capire perché, Welles fa il suo lavoro, trasforma una schifezza di sceneggiatura in un'opera d'arte; Marlene Dietricht nei panni dell'oracolo (versione Macbeth o Edipo Re) è stupenda e azzeccata, ed è forse il solo Charlton Heston l'unica nota stonata. Comunque il film non mi è veramente arrivato, e gli do la sufficenza solo per la straordinaria sequenza iniziale e per Welles che considero un regista geniale.
Adesso ragazzi tocca a voi, salvate la media di questo capolavoro che io purtroppo non sono riuscito a cogliere.

3 risposte al commento
Ultima risposta 08/10/2010 22.54.35
Visualizza / Rispondi al commento
  Pagina di 1  

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico


760482 commenti su 25668 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Speciali

Speciale TAKASHI MIIKESpeciale TAKASHI MIIKE
A cura di Tommaso Ghirlanda



Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net