l'imbalsamatore regia di Matteo Garrone Italia 2002
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l'imbalsamatore (2002)

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locandina del film L'IMBALSAMATORE

Titolo Originale: L'IMBALSAMATORE

RegiaMatteo Garrone

InterpretiErnseto Mahieux, Elisabetta Rocchetti, Valerio Foglia Manzillo

Durata: h 1.41
NazionalitàItalia 2002
Generegiallo
Al cinema nel Settembre 2002

•  Altri film di Matteo Garrone

Trama del film L'imbalsamatore

L'imbalsamatore Peppino è un uomo molto basso che, grazie ai segreti del suo mestiere, riuscirà ad affascinare un ragazzo molto bello. Al duo si unisce casualmente una ragazza che innescherà un torbido triangolo.

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Voto Visitatori:   6,92 / 10 (68 voti)6,92Grafico
Miglior attore non protagonista (Ernseto Mahieux)Migliore sceneggiatura
VINCITORE DI 2 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Miglior attore non protagonista (Ernseto Mahieux), Migliore sceneggiatura
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Voti e commenti su L'imbalsamatore, 68 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

gemellino86  @  15/12/2011 9.28.41
   7 / 10
Bel film di Garrone con diverse metafore interessanti. Buona la prova del protagonista e splendida fotografia. Pecca un po' per il ritmo lento. Non per tutti.

Gabo Viola  @  30/11/2011 23.16.00
   7 / 10
Nel panorama tetro dell' Italia sembra l' Eldorado.

Levarg  @  30/09/2011 9.03.19
   6½ / 10
Mi aspettavo di meglio. Comunque bel film, che però pecca soprattutto nell'interpretazione dei due ragazzi... Buona sceneggiatura. Ottima fotografia. Belle musiche.

g.marco  @  30/08/2011 15.17.49
   6½ / 10
Ok per la fotografia, ok per le musiche e per l'interpretazione di Ernesto Mahieux. Da dimenticare la recitazione della coppia Rocchetti/Manzillo.
Mi dissocio da chi si lamenta per i tempi troppo lenti, nell'insieme c stanno; e da chi dice che la trama sia bella e originale. Bella dipende dai punti di vista, ma originale non di certo: è la vera storia di Domenico Semeraro, meglio noto negli ambienti romani come Il Nano della Stazione Termini, di professione imbalsamatore.

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outsider  @  08/07/2011 21.21.22
   10 / 10
Capolavoro di Garrone. Inquietante, destabilizzante, triste, terrificante a tratti, tremendo, stimolante, morboso quanto basta, anche erotico, non già grazie alle sconosciute mercenarie, ma per merito dell'eccellente Rocchetti, perfetta in quel ruolo.
Quasi nessuno ha notato l'evidente ispirazione di Garrone, un noto crimine tragico italiano, peraltro divenuto famoso anche per merito di trasmissioni televisive.
Il famoso nano ucciso poi proprio a causa della sua morbosità. E' un fatto di cronaca di cui si occupò anche Mixer, mi pare, comunque realmente accaduto, inquietante se si pensa che il film è liberamente e chiaramente ispirato a questo, passato alla storia.
Un ragazzo bello, alto, buono, intelligente, amabile, incontra una ragazza un pò sbandata per natura.
L'amore, la natura, la giustizia del destino viene ostacolata da questo cinico, controverso, morboso, viscido, perverso e schifoso "maledetto" che perseguita, per il suo egoismo, questi due poveri ragazzi per avere il giovane tutto per sè...

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Tinte fosche, realistiche, pesanti.
Tutto, ma proprio tutto ben fatto.
Un film che non ti fa andare a dormire sereno, un film che pesa sullo spettatore che si innamora di questa splendida storia d'amore, che tifa per i giovani e che si compenetra nella storia.
I due ragazzi sono perfetti, vivono la parte da fuoriclasse della recitazione. Un realismo sconvolgente.
Bravo Garrone!

gaffe  @  02/07/2011 0.23.48
   8½ / 10
Visto la seconda volta dopo un pò di anni, che dire per me è tra i migliori film italiani degli ultimi 10 anni, storia di un triangolo "amoroso" che finisce male.
Rimandi a "Psycho" ma il film è tutto in chiave moderna.

camifilm  @  11/12/2010 21.21.20
   4 / 10
Insopportabile la visione lentissima del film. Da noia totale.
Ogni scena promette un seguito accattivante, che ogni volta viene a mancare.
La storia narrata si racconterebbe in 2 secondi.
Credo sia apprezzato solo per il "capolavoro" elogiato del regista.
Film che viene classificato come genere GIALLO, ma il genere tanto in voga negli anni 70 in Italia e quasi sempre con altissimi livelli, è ormai anche questo un genere che non si riesce più a fare con buoni risultati.
Mancano nel film attori capaci di espressività tanto da dare alle scene quel pizzico in più di spessore, chi lo sarebbe non lo fa ed ecco che risulta (almeno per me così è stato) un film noiossisimo da seguire sino al termine.

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Gruppo COLLABORATORI elio91  @  11/12/2010 19.39.47
   8 / 10
Scegliere Garrone per dirigere Gomorra è stata una scelta azzeccata e vincente,lo si evince con chiarezza da questo suo quarto lungometraggio che non ha goduto della fortuna meritata. è un giallo macabro e inquietante,in cui il realismo esasperante di Garrone non fa che aumetare l'atmosfera morbosa e torbida di cui è tutto intriso,dai personaggi alle città.
Non è proprio il plot,per quanto interessante,a renderlo interessante e completamente riuscito ma proprio lo stile del regista che riesce a prenderti per il collo e a trascinarti all'interno di questo mondo spietatamente realistico e nero; un realismo che non si basa solo sulla camera a spalla ma anche sui dialoghi e gli attori,alcuni dei quali semiamatoriali e naturalissimi nelle loro espressioni di meraviglia,rabbia o nella loro semplice quotidianità.
Tratto da una storia vera,L'Imbalsamatore racconta di un personaggio quantomeno singolare: nano,tassidermista e omosessuale che si innamora del giovane e bello Valerio che è il suo ideale di bellezza. Ma non è questa la partenza del film perché sembra quasi di vedere una trama in cui centra ancora una volta la camorra,e in effetti la camorra è presente ma è ai margini poiché il film tratta di tutt'altro aspetto. è una disperatissima storia d'amore,spesso sgradevole e pesante nei toni e sempre nelle atmosfere (terribile quando si scopre uno dei metodi con cui la criminalità organizzata fa circolare la droga).

Vedendolo uno si rende conto dell'incredibile potenziale che ha ancora il nostro cinema se registi così continueranno la loro poeticà attraverso il loro stile peculiare.
A differenza di molti ho apprezzato moltissimo la recitazione da parte di quasi tutto il cast ai limiti dell'amatoriale perché così tutto sembra ancora più vero e sentito,tranne che per alcuni momenti effettivamente troppo palesemente finti in un contesto tanto veritiero e ovviamente per l'unica eccezione che è Mahieux,strepitoso nel suo ruolo ora affabile e lentamente folle. Meritatissimi i david di donatello a lui e alla sceneggiatura.

paoanti  @  21/08/2010 0.39.12
   6 / 10
mi aspettavo di meglio, grande Mahieux (peppino) gli altri sono attori mediocri, la trama poteva essere sviluppata meglio, bella regia, ma il film, soprattutto nella trama, lenta e senza molto filo poteva essere sviluppata meglio.

Invia una mail all'autore del commento Project Pat  @  18/03/2010 13.45.27
   6½ / 10
A volte è pesante, ma la lentezza di alcuni punti è ben mascherata dallo sviluppo sempre fluido e chiaro della storia, molto seguibile. Certo c'è di meglio. Il film si ispira a un fatto di cronaca, seppur prendendosi le sue licenze.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  13/03/2010 9.47.02
   7½ / 10
Esordio interessante quello di Garrone. Il regista riesce a mettere in scena un noir morboso e cupo. Le atmosfere, la scenografia e le musiche sono decisamente suggestive. La sceneggiatura, per quanto non priva di difetti, risulta originale e convincente. Strepitoso il personaggio di Peppino.

gandyovo  @  04/01/2010 19.54.07
   7½ / 10
esordio ottimo per Garrone

2 risposte al commento
Ultima risposta 11/01/2010 17.52.22
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Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  09/03/2009 0.12.36
   7 / 10
Nonostante taluni buchi narrativi sparsi qua e là e la recitazione ai limiti dell’amatorialità (salvo l’ottimo Ernesto Mahieux), si tratta indubbiamente di un buon esordio. Matteo Garrone riesce a dare vita a un “noir” che, per la carica di morbosità, le ambientazioni cupe e i risvolti psicologici (anche se non sempre approfonditi a dovere), risulta più che intrigante. In questo senso fondamentale si rivela l’interpretazione del succitato Mahieux, al quale si deve un personaggio quasi luciferino, permeato di ambiguità nonchè di una inquietante e sinistra influenza, della quale il regista si serve per scandagliare certe zone “oscure” del soggetto: sia esso anche la persona –apparentemente- più insospettabile (mi sovviene, al riguardo, qualche analogia con “Cruising” di William Friedkin).
Il film si mantiene sempre “border-line” tra la sanità e la patologia, ed è proprio questo aspetto, insime a certe atmosfere onirico-surreali, a infondergli quella dose di fascino che lo rende estremamente interessante: e alla fine si ha la sensazione che la scelta di vita del giovane Valerio non sia migliore rispetto alla prospettiva che gli porgeva il “piccolo” Peppino. Valerio, in definitiva, sembra soffocato e intrappolato dall’eccessivo amore che gli riservano, da un lato, la sua compagna, e dall’altro lo stesso Peppino: un amore che in entrambi i casi si rivela patologicamente possessivo, così come è metaforicamente rappresentato dall’attività tassidermia attorno alla quale ruota tutta la narrazione.
Nonostante le sue pecche, “L’imbalsamatore” è sicuramente un’opera valida e, se vogliamo, anche coraggiosa, attesa la scabrosità (?) degli argomenti che tocca: e ciò non è poco, considerato il panorama generalmente edulcorato e “politically correct” della cinematografia italiana.

Bathory  @  31/01/2009 21.03.09
   5 / 10
Se Garrone non avesse sfornato Gomorra sarebbe stato uno dei registi italiani più deludenti dell'ultimo decennio.

L'imbalsamatore è un film mediocre, non solo per la trama a tratti risulta forzata ed eccessiva, non solo per lo stile televisivo (presente anche nel successivo Primo Amore), ma quanto per la recitazione; eccezion fatta per Mathieux (odioso il suo personaggio ma indiscutibilmente bravo da un punto di vista recitativo), gli altri protagonisti sono dei veri e propri dilettanti, incapaci e terribilmente fastidiosi.
Se Garrone non vuole (o non può) scegliere attori conosciuti, che almeno scelga dei giovani promettenti non dei cani di questo livello..

Il film si salva solo (o quasi) per le musiche. La banda Osiris ricrea al meglio l'atmosfera post-industriale con delle musiche che si adattano alla perfezione ai cupi e nebbiosi paesaggi lombardi.

Gruppo COLLABORATORI paul  @  08/01/2009 19.54.38
   8½ / 10
Un film inquietante, bellissimo, disturbante. Un'opera che conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, Garrone come grande regista autoriale.

paride_86  @  01/01/2009 23.17.06
   8 / 10
Davvero un bel film "L'imbalsamatore". Si tratta di un noir asciutto e misterioso, dotato si una sceneggiatura lineare ma di atmosfere cupe e torve. Ispirato ad un fatto di cronaca vera avvenuto a Roma, il film è ambientato a napoli e l'espediente della camorra serve a dare piu suspense e carattere alla pellicola.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  20/11/2008 22.16.52
   8 / 10
Un bel noir dall'atmosfera raggelata e opprimente perfettamente adatta al titolo della pellicola. Molti punti a favore come la regia di Garrone, l'ottima fotografia e una musica ammaliante adatta al noir di questa pellicola. Squilibrata la terna degli attori: bravissimo Mahieux nel descrivere un personaggio all'apparenza simpatico e sbarazzino, ma prigioniero delle proprie passioni, mentre gli altri due attori non mi sono sembrati all'altezza, pur cavandosela abbastanza dignitosamente.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  15/11/2008 16.49.24
   8 / 10
Straordinario esordio di Garrone, fatto di atmosfere cupe e malsane, animate da personaggi meschini sui cui volti la macchina da presa indugia impietosa, come a volerne smascherare l'anima malata. Peccato per la spiazzante e fastidiosa amatorialità delle interpretazioni (tranne che per l'ottimo Mahieux), unico neo di una pellicola da incorniciare.

4 risposte al commento
Ultima risposta 15/11/2008 19.11.33
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DarkRareMirko  @  01/10/2008 23.44.39
   9 / 10
Splendido esordio per Garrone, con un signor film.


Mahieux dà il meglio di sè qui, per poi passare ad infime produzioni come Troppo belli, in cui però ovviamente si salva solo lui.
Grande originalità, ambiguità di fondo spiazzante, fotografia funzionale ed avvolgente, regia controllata e grandi attori di contorno son gli elementi di uno dei migliori film del 2002, giustamente premiato.


Straconsigliato.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  24/09/2008 12.35.02
   5 / 10
Come ha già sottolineato Goat un paio di commenti più sotto, mi è sembrato proprio di vedere un film di Sorrentino, ma non tanto nello stile registico, quanto nella descrizione dei personaggi e nella perfidia e cupezza della storia. Purtroppo, proprio come ne "Le conseguenze dell'amore" o ne "L'amico di famiglia", il film ruota attorno al bravissimo Mahieux che ruba la scena a personaggi che qui, a livello di storia, hanno un ruolo che dovrebbe esserne complementare. Proprio i due ragazzetti infatti sono decisamente mediocri e spesso portano il film in momenti di stanca incredibili.
Va bene che è una storia vera, ma già dopo mezz'ora la pellicola ha già scoccato tutte le sue frecce velenose e lascia scorrere il tutto in maniera noiosa e per nulla originale.

Peccato, se fosse stato costruito meglio poteva uscirne un gran bel prodotto.

goophex  @  02/08/2008 3.37.59
   7 / 10
Ernseto Mahieux non lo conoscevo..mea culpa! Inutile dire che mi è parso davvero bravissimo nel ruolo che ricopriva. Il suo personaggio è tanto "sorridente" e ammiccante quanto inquietante e perverso.
Questa storia, ottimamente raccontata dal regista, è davvero lontana da quei filmacci che ci propina il cinema italiano, specialmente su questo genere. Quindi un plauso meritato per un made in italy che mi ha davvero appicciato addosso un senso di squallore e ansia come ben pochi film italiani hanno saputo fare da parecchi anni.

DarioArgento  @  30/07/2008 2.01.28
   9 / 10
e bravo garrone.....gran bel film

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  19/06/2008 22.32.02
   7 / 10
Il film narra la torbida storia di Domenico Semeraro conosciuto come "il nano di termini" a causa dei suoi 130 centimetri di altezza, l'uomo svolgeva la professione di imbalsamatore in un appartamento di via castro pretorio in Roma dove, tramite un annuncio su un giornale conosce il diciassettenne Armando Lovaglio che diviene presto suo apprendista.
Molto sensibile ai regali e alla bella vita, il giovane si lascia "sedurre" dal subdolo personaggio che lo circuisce con festini a base di sesso, rapporti di gruppo, uso di sostanze stupefacenti, ad interrompere questa escalation di perversioni è l'entrata in scena di Samantha una giovane ragazza che si innamora di Armando al punto di rimanere in cinta e partorire una bambina. Semeraro sempre più geloso ed ossessivo cerca in tutti i modi di dissuadere il ragazzo a continuare il rapporto con la giovane ma il risultato è uno strano quanto pericoloso ménage à trois che si conclude, dopo una notte di litigi e di accuse, in un modo decisamente drammatico.
Ottima prova di matteo Garrone che trasferisce la cupezza della storia dalla realtà di una Roma un pò troppo vivace e frenetica per il contesto, soprattutto nella zona della stazione termini, al più convincente paesaggio un pò spettrale del litorale Casertano ed a quello altrettanto grigio della nebbiosa Cremona.
Nel film aleggia perennemente un sentore di morte che avvolge i protagonisti nelle diverse sue forme, paura, repulsione, sfida, attrazione ma soprattutto immobilità, che è l'aspetto che salta di più agli occhi quando ci si trova di fronte a quell'imitazione di vita che è il ricomporre, dopo averlo svuotato, un cadavere o una carogna: l'imbalsamazione.
Presenza capillare della pellicola, e come poteva non esserlo visto il nome del regista, è la camorra; è lei che tiene in scacco Peppino/Semeraro, ne sfrutta le capacità, lo seduce con il fascino del potere, lo tranquillizza, gli riserva lo stesso trattamento che Peppino riserva al giovane allievo, lo corrompe.
Straordinaria l'interpretazione del "piccolo" Ernesto Mahieux, attore proveniente dal teatro e dalle sceneggiate napoletane di Mario Merola, a rappresentare magistralmente l'ambiguità del personaggio di Peppino, direi sufficiente quella di Valerio Foglia manzillo esordiente un pò impacciato ma con buone potenzialità, opinabile la prova di Elisabetta Rocchetti, sinceramente mediocre e poco credibile, forse unico neo di un prodotto decisamente buono.

suzuki71  @  22/05/2008 13.37.43
   8 / 10
Un film non banale, raffinato e nero, dove il malessere provinciale invade vari aspetto degli animi umani. Bello.

Satyr  @  20/05/2008 10.52.41
   6½ / 10
E' un prodotto ambizioso e molto affascinante,un melodramma urbano a tinte noir capace di immergere lo spettatore in un incubo claustrofobico e nero come la pece:Garrone non ha paura di osare e lo sporco triangolo messo in scena attraverso i tre protagonisti principali non concede un'attimo di tregua,schiacciato da un'ambientazione urbana caratterizzata dalla bruttezza della periferia,immersi in "non luoghi" poco illuminati o soffocati da una nebbia pesantissima.

La struttura dell'opera emana un fascino non indifferente,ma la sceneggiatura viene spesso minata da svilluppi narrativi troppo inverosimili o comunque malamente curati (vedi soprattutto l'ingresso di Deborah nel quotidiano dei due protagonisti).A questo và sicuramente aggiunto il pessimo cast con in testa la coppia Valerio Manzillo-Elisabetta Rocchetti:lui recita con la stessa espressione dal primo all'ultimo minuto,lei è una vera e propia cagna,chiamarla attrice suona troppo di insulto a chi questo lavoro lo fa bene e con passione...in tutto questa mediocrità risulta ovviamente determinante la prova di Ernesto Mahieux,capace (dall'alto dei suoi 130 centimetri) di dominare la scena.

La storia è tratta da un fatto realmente accaduto nella Roma dei primi anni 90,ma l'impressione a fine pellicola è quella di aver assistito a un prodotto riuscito a metà:con un budget maggiore (nonostante questo sia il primo film di Garrone prodotto dalla Fandango di Procacci),una sceneggiatura meglio amalgamata e una copppia di attori decente,poteva nascere un vero e propio gioiellino...Garrone è un regista decadente e perfettamente a suo agio in questo tipo di pellicole,ma il risultato finale non supera la sufficienza.

Invia una mail all'autore del commento goat  @  16/04/2008 17.48.24
   5½ / 10
un sorrentino uscito male, a parer mio.
valida l'atmosfera onirico-industriale e grandissimo mahieux, magari prendere degli attori professionisti anche negli altri ruoli avrebbe giovato alla riuscita del film.
brutto pure il finale, che avrebbe spaccato se


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7 risposte al commento
Ultima risposta 24/04/2008 10.56.54
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marfsime  @  31/03/2008 18.49.50
   7 / 10
Devo dire che le produzioni italiane non mi hanno mai fatto impazzire..ma questo giallo di Garrone merita sicuramente. Per carità non è un capolavoro..ma racconta una storia molto drammatica che si conclude con un epilogo forse un po' scontato ma tutto sommato adatto.

Voto:7

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  20/03/2008 15.50.18
   7½ / 10
Un film cupo ed inquietante,ritratto di esistenze laide,in cui anche la cornice dove queste si muovono appare estremamente tetra.Un luogo in cui il sole è sparito,dove le spiagge assomigliano più a discariche sovrastate da palazzoni figli dell’abusivismo edilizio,dove le campagne sono perennemente grigie ed ammantate da una nebbia implacabile.
Garrone utilizza un contesto opprimente per ritrarre la personalità dei suoi protagonisti.Ovvero sia un imbalsamatore affetto da nanismo e colluso con la camorra,un aitante e timido bel giovane e una ragazza dall’esistenza non certo irreprensibile.L’intreccio delle misere vite di questi personaggi si tingerà di un nero pece,tramutando un’amicizia ambigua in un dramma senza via d’uscita,dettato dall’egoismo e dalla brama di possedere anche quando non se ne hanno i titoli.
Il film, pur non essendo esente da pecche, risulta affascinante tanto quanto i suoi personaggi border-line,un po’ di manierismo in meno avrebbe maggiormente giovato alla pellicola che presenta anche qualche fase di stanca.
“L’imbalsamatore” rimane comunque un buon film,dotato di un ottima fotografia e sublimato dalla sgradevole presenza del bravissimo Ernesto Mahieux,affiancato da Valerio Foglia Manzillo e da Elisabetta Rocchetti,non proprio due attori dotatissimi eppure efficaci grazie alle loro peculiarità fisiche.
Il film è ispirato ad un fatto di cronaca nera avvenuto a Roma all’inizio degli anni ’90.

polbot  @  03/03/2008 11.36.38
   6½ / 10
Noir tosto.. più passa il tempo più i personaggi diventano morbosamente detestabili. Alla fine rimane un senso d'angoscia dentro..

the saint  @  18/02/2008 0.16.28
   2 / 10
ero stra -curioso di vedere sto film, ho pensato dai alla fine 50 voti e media del 7 potrebbe essere un bel film, invece............................2 david di donatello???????ma qui stiamo delirando o cosa???????????????????????????????????????????????
7 di media ad un film del genere, ??????
ma poi che genere è? il giallo non c'entra, noir?? mah , drammatico ??? forse... schifo?? forse più quello!!!
va bene che vogliamo rilanciare il cinema made in italy, ma se questo deve essere il frutto ,meglio non produrre niente, stare fermi per qualche annetto e non uscire con ste schifezze!!
ho voluto dare 2 e non 1 perchè ritengo che il mitico PEPPINO (ernesto mahieux) sia stato veramente bravo!
p.s vorrei sottolineare poi una cosa veramente squallida, però non ne sono sicuro:
ci sono dodici 10 di seguito, come è possibile?? (mi sembra alla seconda pagina dei commenti) secondo me sono stati dati dalla stessa persona, uno che sta dietro la promozione di sto film del cavolo suppongo...
ci sta che sia lo stesso GARRONE....
G
R
A
Z
I
E
ACCIDENTI GARRONE SE IL CINEMA ITALIANO è NELLE TUE MANI ALLORA SIAMO MESSI BENE........

4 risposte al commento
Ultima risposta 30/05/2008 13.52.43
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castelvetro  @  11/12/2007 1.21.43
   8½ / 10
Molto bello, riesce a catturarti per l'intera durata del film...!

Scena ormai cult quella in cui l'imbalsamatore va a letto con lui e lei...
Ottima la profondità nella fotografia e i leggeri richiami agli anni '60 nella soundtrack...

Piccolo capolavoro italiano degli ultimi anni

InSaNITy  @  28/10/2007 17.33.41
   7½ / 10
Che film torbido..torbido e angosciante.
Una delle cose che più ho apprezzato..è la veridicità dei dialoghi..dei gesti, delle situazioni. Nel senso che nei film, essendo essi finzione, spesso ne risentono anche la caratterizzazione dei personaggi, ciò che dicono, ciò che fanno, come lo fanno. Invece ne L'imbalsamatore no: ogni replica ad una battuta è ciò che davvero ci si aspetterebbe dalla realtà :

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER. Peccato solo che la spontaneità e la bravura di Mahieux non siano supportate dalle prestazioni degli altri due attori, che non sono proprio malvagi, ma spesso e volentieri si perdono dietro intonazioni forzate e un po' legnose..
Bella l'ambientazione, lo squallore di case in costruzione, cantieri, spiagge invernali, quartieri dormitorio avvolti nella nebbia che amplifica e fa da perfetta cornice alla cupezza dei personaggi, alla loro meschinità, alle malcelate intenzioni.. Un triangolo subdolo, pronto ad esplodere (o meglio implodere) come una bomba ad orologeria.

Gruppo COLLABORATORI K.S.T.D.E.D.  @  28/08/2007 14.59.32
   7½ / 10
"L'imbalsamatore" è una pellicola che tarda a mostrarsi. Inizialmente, infatti, non si capisce distintamente quel che il film vuole raccontare, se una storia a sfondo mafioso o un qualcosa di drammatico/sentimentale e già in questo risiede parte del fascino di questo lungometraggio*. Lungometraggio che come colonne portanti, invece, ha delle atmosfere asfissianti, oltre che cupe, ed una colonna sonora particolarmente calzante.
L'unico limite è forse la recitazione di Manzillo che non convince affatto e che, anzi, rende alcune sequenze, dal punto di vista recitativo ovviamente, addirittura pessime. Peccato.

In ogni caso, comunque, un prodotto cinematografico più che convincente. Indubbiamente da vedere (e questo per la serie "in Italia qualcuno che sa fare del buon cinema c'è"... portarli in primo piano e preferirli a quegli scandali cinematografici che da noi continuano a ricevere consensi spaventosi, magari).


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1 risposta al commento
Ultima risposta 28/08/2007 15.01.15
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The Legend  @  13/05/2007 10.01.07
   7 / 10
Quando l'involucro, la confezione conta piu' del contenuto.

Perche' Garrone riesce a rendere un noir accattivante e seducente nelle forme, grazie all'ambientazione spettrale e all'atmosfera torbida e coinvolgente che avvolge l'intero percorso dei nostri protagonisti, partendo da una storia gracilina, frutto di una trama esile esile (un aitante ragazzo che preferisce la compagnia di un nano 50enne a quella di una splendida fanciulla a lui coetanea... ma dai!!!).

Il trio comunque funziona, nel complesso, anche se le prove offerte non mi sento di considerarle tutte allo stesso livello. L'interpretazione del Mahieux, suadente genio del male, e' quella di un attore navigato; meno apprezzabili quelle del Foglia Manzillo e della Rocchetti, soprattutto il primo si dimostra, in diversi momenti, poco spontaneo nella parte a lui assegnata.

Beefheart  @  06/05/2007 16.08.56
   7 / 10
Buon noir made in italy, una volta tanto ben fatto e ben interpretato. Si tratta il disagio sociale di tre personaggi, due uomini e una donna, fondamentalmente soli e non sempre ben consigliati, che incrociano le loro strade in un improbabile convivere dal precario equilibrio che finirà col dare origine ad una particolare serie di fatti e misfatti. Trama interessante e ben sviluppata, perfetta caratterizzazione dei personaggi ed ottima interpretazione degli attori (su tutti Ernesto Mahieux nel ruolo di Peppino "Profeta") ne fanno un film credibile, convincente, ben strutturato e funzionante.
Dallo squallido litorale casertano all'anonima e monotona pianura lombarda i fatti si susseguono senza tragedie, buonismi o forzature; scorrevole, essenziale e cinico mette in scena una grottesco dramma sentimentale dalle conseguenze estreme ma perfettamente verosimili. Valido.

davil  @  14/03/2007 11.20.19
   8 / 10
film davvero originale, bravissimo il protagonista

marco86  @  19/10/2006 13.21.09
   8 / 10
non è proprio il primo film di Garrone,ma è di certo quello che lo ha consacrato come regista.L'imbalsamatore è un film bellissimo,tutto incentrato sui personaggi delineati da una sceneggiatura deliziosa.nella parte gli attori protagonisti.
ma la cosa più bella del film è di certo la fotografia.da non perdere,perchè il cinema italiano ha ancora qualcosa da dire.

Titty@  @  29/08/2006 19.40.16
   3½ / 10
Film estremamente lento, vuoto, mal recitato con una banalissima trama mafiosa e omosessuale.

4 risposte al commento
Ultima risposta 12/07/2008 13.12.27
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DJ_Fetish  @  28/07/2006 12.17.42
   6 / 10
Da emozioni contrastanti, e solo per questo meriterebbe la visione.
Fa parte di quella categoria di film "troppo brutti per non essere visti", e per brutto intendo solo fuori dai canoni del main stream.
L'hi visto una notte su rai 3, all'inizio pensavo fosse un documentario (!) era tardi ed ho dovuto registrarlo per vederlo fino alla fine.
E' così realistico da spiazzare, la recitazione a volte imbarazzante (la Rocchetti...perchè??) a volte magistrale (Mathieux), le immagini pefettamente oscure e angoscianti, la storia ti prende anche se forse è troppo diluita.
Il finale forse un po' affrettato, soprattutto rispetto al ritmo del resto.

INCUBO NOIR

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  27/07/2006 13.06.40
   7 / 10
Uno dei pochi film italiani che consiglio di vedere...e detto da uno che non apprezza molto il cinema italiano ha un doppio valore! Coinvolge progressivamente. Unico neo l'ultimissima parte, che si poteva fare meglio...un 7 comunque non glielo toglie!

Invia una mail all'autore del commento orsetto_bundi  @  14/07/2006 18.51.07
   7½ / 10
Ke vergognaaaaaaaaaaaaa.......... buuuuuuuuuuuuuuu......... buuuuuuuuuuuu x Marietto.......... buuuuuuuuuuuu......... un film kosì "kult" e non l'avevo ankora visto...... buuuuuuuuuuuuuuuu........ ma oggi ho voluto- FINALMENTE !!!!- kolmare 'sta lakuna cinefila e direi ke........ ho fatto proprio bene.....si si si :-).
Devo ammettere ke PRIMO AMORE, ovvero il sekondo Garrone's movie, mi è piaciuto molto dippiù, ma anke questo ha notevoli pregi....... innanzitutto la recitazione, visto ke tutti e tre i protagonisti so' 'o mostro (soprattutto Ernesto Mahieux, cioè il nanetto)....poi la storia kon quest'atmosfera ambigua e anke un po' torbida about il triangolo Peppino-Valerio-Deborah.....e non dimentikiamoci l'eccellente fotografia, d'un "lividume" senza precedenti.....
Sinceramente ero indeciso tra il 7 e mezzo e l' 8, ma alla fine ho deciso per il voto più basso perkè
1) non è riuscito a regalarmi i brividi ke mi ha dato PRIMO AMORE
2) in un paio di momenti l'ho trovato un filino filino lento......
forse, rivedendolo, mi pentirò e mi akkorgerò ke meritava un 8 pieno....ma vabbe'......konfermo il 7 e mezzo e non se ne parla più
ma non ditelo ad Irene.....ehehehehehh....questo è un suo "cult" assoluto e se sapesse ke gli ho dato un voto quasi "medio" bestemmierebbe in kroato kon sottotitoli in bretone......ehehehehh....quella già sta inkazzata perkè Jesus se ne va a Londra......ehehehehehheh.....

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  15/06/2006 23.46.35
   8 / 10
Livido, cupo, con una fotografia quasi da asettica sala operatoria eppure tutta fatta di ombre. Trama essenziale, personaggi che mettono addosso un'inquietudine che non abbandona nemmeno dopo la fine del film.
Garrone è un regista estremamente interessante e lo dimostra appieno in questa prima sua realizzazione.

2 risposte al commento
Ultima risposta 27/07/2006 19.02.25
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albyhfintegrale  @  02/01/2006 17.22.08
   1 / 10
ahhhhhhhhhhhhhhhhh ke brutttttttttoooooooo!!!!!!!!!!

dopo tutti i commenti positivi credevo kissà ke, invece mi son trovato davanti ad uno dei più brutti film ke abbia mai visto!

storia orribile

attori incapaci

tempi morti.....

insopportabile

puà, puà!

nn capisco xkè ogni volta ke c'è un film italiano si cerca di valorizzarlo anke se nn merita: va bene il nazionalismo, ma qui si esagera!

2 risposte al commento
Ultima risposta 27/09/2006 22.36.20
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Caio  @  19/12/2005 15.46.52
   7½ / 10
molto interessante e ben recitato...verso la fine vira nell'horror, cosa che raramente capita nel cinema italiano. Bravissimo il protagonista, notevole la fotografia, inquietante e profonda la storia.

ds1hm  @  25/11/2005 9.15.33
   7 / 10
Ottima l'idea, come bravissimi sono glia attori ma come ogni film italiano c'è qualcosa che viene a mancare nel finale, troppo scontato e prevedibile.

genni  @  01/09/2005 19.35.24
   6 / 10
E'un buon tocco di classe che riguarda un ambientazione davvero degradante,umida,sporca,come l'animo del bravo protagonista(Maxieux).Tutto cade in un noir profondo,anche se è assente la tensione,mentre è presente una forte psicologia del personaggio interpretato da Peppino.Una sorta di Lynch all'italiana è Matteo Garrone in questo film.
La fotografia è buona,la sceneggiatura abbastanza convincente,la recitazione è nulla,tranne quella di Mahieux.
La motivazione per cui il film non emoziona è portata dal fatto che i sentimenti,nella storia,non riescono a toccare le corde del suore con leggerezza e sacralità,ma tutto viene respinto,specie in alcune scene,in sentimenti che cadono nel ridicolo e nel materialismo.
Tutto ciò porta da una storia convincente ma non occasionalmente significativa.
Il personaggio di Peppino è quello che ritrae la parte più insolita del film,insieme all'ambientazione e anche al suo mestiere.
Il finale,secondo me,è sbagliato.Se la morte avveniva al contrario o al massimo con un suicidio,si poteva anche promettere in qualcosa di buono.
Buona tecnica,poche emozioni.

Invia una mail all'autore del commento bobo94  @  10/07/2005 3.21.50
   9 / 10
Che dire...
senza parole.
Sarebbe un 8,5 pieno, ma va premiato.
QUesto si' che è neo-neorealismo..
Sfiora il documentario...Dialoghi che definire "reali" sarebbe poco. Sembra davvero di assistere a scene vere di vita..Sembra di essere li...
e poi...devo dire che ho scoperto uno dei migliori attori che abbia mai visto.
Intenso, vero, penetrante....questo Ernseto Mahieux non so come non sia già un monumento....un Danny de Vito all'italiana, ma forse anche + bravo.
Fotografia molto bella, colonna sonora azzeccata. Trama prevedibile ma sviluppata in modo da non annoiare...
Capolavoro.

vale46  @  18/04/2005 22.29.07
   3 / 10
più che un film sembra un'immagine, bella ma inespressiva. infatti i dialoghi sono troppo banali e non danno mai la sensazione di assistere ad un gran film. la trama è troppo semplice, l'avrebbero potuto girare benissimamente in 10 minuti, al posto di portarla alle lunghe per un'ora e mezza. inoltre l'unico che sembra un attore è Ernesto Mahieux, anche se cmq reputo il david esagerato, infatti non mi sembra un'interpretazione indimenticabile. l'unica cosa bella del film è la fotografia, (che salva il mio giudizio) e l'aria che nonostante tutto il film fa respirare. C'è da dire ancora che se questo è un giallo, vuol dire che allora non ho ben capito cosa vogliasi dire con giallo, dato che la trama banalissima è riassumibile in 4 parole, e non si è mai in tensione. Se questo è il meglio che il cinema italiano riesce a fare, c'è da ammettere che siamo veramente alla frutta...

1 risposta al commento
Ultima risposta 08/06/2005 01.51.42
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norah  @  14/12/2004 12.22.10
   9 / 10
Invia una mail all'autore del commento giulioemezzo  @  04/06/2004 18.50.28
   8 / 10
fotografia straordinaria.mette in ombra la trama

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  26/05/2004 18.42.04
   5 / 10
il film è ben realizzato ma si basa su una sceneggiatura,secondo me ,troppo stupida e non originale...
p.s. non capisco il David di donatello

Gruppo REDAZIONE maremare  @  18/04/2004 17.27.28
   8 / 10

Ottima opera prima di un regista dalle notevoli doti e con uno stile personalissimo (vedi opera seconda)

5 risposte al commento
Ultima risposta 16/06/2006 00.48.02
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Inn10  @  08/03/2004 2.05.32
   8 / 10
Grande film!!!
Complimenti a Garrone che ha dipinto con estremo realismo l'angoscia di una realtà fatta di squallore largamente presente nella provincia italiana e al contempo ha trattato in maniera toccante il dramma della diversità che purtroppo è vissuto da moltissime persone. I personaggi sono credibilissimi ma peppino è sopra tutti. La fotografia merita 10.

lubol62  @  29/02/2004 16.05.11
   8 / 10
difficile, va bene, ma un noir così in Italia non si vedeva da anni. fatto bene, attori eccellenti, garrone merita un encomio.

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  29/12/2003 13.52.16
   9 / 10
Cinema "lynchiano", direi. Splendido

3 risposte al commento
Ultima risposta 11/12/2007 01.07.12
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR barbara  @  23/12/2003 10.44.44
   6 / 10
Questi film minimalisti mi annoiano da morire, è più forte di me. Cmq gli do la sufficienza per la bella fotografia e la recitazione del protagonista.

Laszlo  @  20/12/2003 23.12.02
   8 / 10
Sin dalle prime immagini con quella specie di Condor in primo piano vero presagio di morte si sente aria di tragedia imminente.
Tutto il film è il protendersi e attesa di una tragedia
annunciata che poi troverà sbocco nell'epilogo finale.
La tematica è quella cara Fassbinder fatta di un triangolo di sesso e morte e passione,e le scene crude sono girate con sapiente uso della macchina da presa così verosimili da essere a volte disturbanti per chi rifiuta certe tematiche.
Fotografia e musiche sono stupende ad esaltare l'atmosfera fredda, degradata e di solitudine in cui si muovono i personaggi tutti inesorabilmente perdenti.
Su tutti l'interpretazione di Ernesto Mayheaux vero mattatore del film.
Anche se minimalista nella vicenda il film di Garrone vero es. di neorealismo post moderno, è veramente bello e sincero.
Il cinema Italiano è tutt'altro che morto ma i vari drammi stile Muccino e C. in confronto a questo sembrano delle fiabe di liala non per demeriti loro, piuttosto per merito di film come questi.
Da Cineteca;!! Consigliato a tutti coloro che non abbiano pregiudizi ed un minimo di sana coscienza critica.

Invia una mail all'autore del commento pedro  @  03/09/2003 23.52.24
   9 / 10
Un bellissimo film italiano. Una storia cruda che racconta l'amore in una forma passionale che è proprio della realtà vera.


Invia una mail all'autore del commento Massimo  @  22/08/2003 17.40.51
   7 / 10
Interessante ma leggermente incerdibile. E' un film sospeso tra sentimenti e perversioni, il cui limite è difficilmente comprensibile. Ma Peppino è riuscito ad avere ciò che voleva quella sera in cui...??? A proposito dei luoghi...Ho vissuto a lungo nei luoghi che il film tratteggia, e posso assicurare che sono esattamente cosi', senza alcun artificio, anzi sono stati anche emblematicamente nasconti alcuni luoghi degradati della zona, il Villaggio Coppola.

Albert  @  11/08/2003 22.31.09
   9 / 10
Crudo, inquietante e drammaticamente vero. Una storia d'amore tra le più nere e maledette mai viste.
Straordinario Mahieux - lo vedesse Linch...


Invia una mail all'autore del commento make  @  20/06/2003 3.18.18
   7 / 10
Neo-neorealista: finalmente un film italiano che riesce a proporre un fatto di cronaca (il famoso omicidio di Domenico Semerario, "il nano di Termini" del 1990) senza scadere nei classici stereotipi cinematografici e nella violenza gratuita. Matteo Garrone infatti propone un film in cui nessuno è carnefice eppure tutti sono vittime. Protagonista assoluta della vicenda è l'incomunicabilità, quel filo sottile che lega un nano, un ragazzo troppo bello per essere vero e una ragazza dalla bocca rifatta. L'incomunicabilità comporta la solitudine, l'incomprensione e quindi il dramma, l'inevitabile omicidio-suicidio. In un'ambientazione urbana volutamente degradata della periferia casertana, si tende ad entrare nella psiche dei personaggi, nei loro dubbi, nelle loro paure, nelle loro speranze. L'improvvisazione, secondo il classico sistema neorelista, convive qui con la perfetta ricercatezza dei luoghi e una disperazione tutta contemporanea di solitudine. Complicità interpretativa coinvolgente tra i tre attori che sembra cucita addosso, dalle loro vicende ai loro drammi. Sono loro che tracciano gli eventi e il regista fa da spettatore, trascinato dalle loro emozioni. E come il primo incontro tra l'uomo troppo piccolo e il ragazzo troppo alto avvenuto in uno zoo sotto gli occhi imperterriti di un avvoltoio, futuro presagio, ogni personaggio è rinchiuso in un'apparente gabbia; e come l'imbalsamatore svuota le viscere dei corpi per immortalare il corpo esteriore degli animali, i due protagonisti a poco a poco diventano artefici (e ne sono anche costretti) della loro stessa passione: non si tratta più di animali ma di persone e sentimenti e ciò che rimane imbalsamato è il loro cammino verso un dramma che è morbosamente presente sin dall'inzio in tutta la sua lentezza a tratti ossessionante ma che non vuole scoppiare perchè già predestinato a compiersi.

Pier  @  12/06/2003 13.21.30
   9 / 10
Può capitare che un film non ti lasci dentro nulla. Ma perchè poi fare commenti "a vuoto"? Questo è un bel film, originale e intenso. Può non piacere ma è fatto davvero bene e a me ha posto un bel pò di riflessioni.

G.luca  @  11/06/2003 10.29.13
   1 / 10
Il cinema italiano è proprio in crisi se un film del genere riesce a conquistare 2 david di donatello. INGUARDABILE

1 risposta al commento
Ultima risposta 06/09/2003 23.32.55
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Invia una mail all'autore del commento SteRo  @  27/05/2003 23.32.34
   3 / 10
giudico i film che vedo in base a ciò ke mi lasciano dentro al termine della visione, o comunque alle emozioni che mi suscitano mentre le immagini si susseguono... finito questo film ho avuto solo un senso di schifo per una storia che trovo veramente d cattivo gusto e disturbante. che film dovrebbe essere? che genere è? cosa significa un film così? sarò *******, ma proprio non lo capisco! l'unica nota positiva è che comunque è un film che incuriosisce. una curiosità quasi morbosa, direi, per una vicenda che poteva benissimo a mio avviso non essere mai proittata


Gruppo COLLABORATORI Mr Black  @  30/03/2003 23.45.00
   7 / 10
Sono contento che in questi ultimi anni stanno uscendo buoni film italiani...uno è senza dubbio questo!

Filippo  @  25/03/2003 0.24.32
   4 / 10
Il voto di carmelo è senz'altro esagerato... A me il film non è piaciuto anche se non posso definirlo come il più brutto che abbia mai visto... Certo non èil massimo dell'originalità...

molino  @  24/03/2003 12.10.40
   10 / 10
Invia una mail all'autore del commento Dark0  @  15/01/2003 0.53.41
   7 / 10
Amaro e raffinato.
Questi sono i due aggettivi che possono riassumere un bel film italiano che definire giallo è abbastanza sommario se non decisamente errato.
Amaro perchè la storia e la trama si estrinsecano tra umori,luogi e dialetti che hanno in sè un'amarezza quasi catatonica: gli umori di Peppino che profumano di camorra e puzzano di perversione ma solo a guardarli in maniera laterale...
i luoghi tutti uguali nelle loro diversità: la provincia italiana è la stessa da Cremona a Napoli con la sola differenza del mare... come uguali e amare sono le stroie e i dialoghi semplici in quel napoletano che tradisce emozioni (uno su tutti: la storia raccontata da Deborah sul nano che scompare nell'acqua per sempre e lo scambio di battute che ne consegue...) e fa trasparire sentimenti invecchiati...

Infine Raffinato... raffinato nella regia ma soprattutto nella fotografia e nell'uso del grandangolo...
La fotografia geometrica, lineare,(...sullo sfondo i sei palazzotti sulla costa campana altissimi e imponenti e in primo piano in un gioco prospettico semplice, l'imbalsamatore che si erge più alto di tutti...) essenziale e mai scontata oppure abbozzata.
Infine a completare l'atmosfera schiacciante e angosciante della provincia questo grandangolo che deforma i personaggi alla vista ma anche nella loro percezione emotiva allargando invece i campi lunghi trasformando i protagonisti in punti danzanti lungo direzioni a servizio delle geometrie della fotografia.

Un bel film alla fine... che manca forse di ambizione... rimane minimalista fino all'ultimo come quella provincia italiana che tratteggia con classe e stile il chè lo rende degno di merito...

D'

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