le nevi del kilimangiaro regia di Robert Guédiguian Francia 2011
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le nevi del kilimangiaro (2011)

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locandina del film LE NEVI DEL KILIMANGIARO

Titolo Originale: LES NEIGES DU KILIMANDJARO

RegiaRobert Guédiguian

InterpretiAriane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Grégoire Leprince-Ringuet, Maryline Canto, Anaïs Demoustier, Adrien Jolivet

Durata: h 1.47
NazionalitàFrancia 2011
Generedrammatico
Al cinema nel Dicembre 2011

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Trama del film Le nevi del kilimangiaro

Nonostante sia stato appena licenziato, Michel è felice accanto alla sua Marie-Claire - alla quale è legato da trent'anni - e ai loro figli, nipoti ed amici più cari. Un giorno, la felicità di Michel e Marie-Claire viene spezzata da due uomini armati e mascherati che fanno irruzione nella loro casa e dopo averli picchiati e legati, li derubano. In seguito, quando Michel e sua moglie scoprono che l'aggressione è stata organizzata da Christophe, un suo ex-compagno di lavoro, un operaio che era stato licenziato insieme a lui, ne sono sconvolti, poi capiscono che l'uomo è stato costretto a rapinare per necessità.

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Voto Visitatori:   7,10 / 10 (5 voti)7,10Grafico
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Voti e commenti su Le nevi del kilimangiaro, 5 opinioni inserite

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Crimson  @  07/10/2012 12:11:41
   8 / 10
Sarebbe troppo semplice etichettare Guédiguian come un regista politicamente schierato, illuso o disilluso circa i diritti dei "suoi" operai e protettivo verso la "sua" Marsiglia. Ciò equivarrebbe a ignorare la sua più grande dote: l'umanità. Personalmente lo trovo un regista straordinario, a mente aperta, che mi trasmette una grandissima forza sia quando mi risolleva (Marius et Jeannette – per me il suo capolavoro) che quando mi annienta (Marie-Jo e i suoi due amori; La ville est tranquille).
Trapela sempre la medesima dignità che mi travolge, come in questa sua ultima perla, e mi commuove come quando nella fattispecie Michel e Marie-Claire scoprono che individualmente e segretamente hanno perseguito l'identico obiettivo di darsi agli altri senza riserve o per tornaconto.
C'è un amore vero che trionfa perché è concorde anche quando non ci si confida necessariamente tutto, perché intimamente i due protagonisti sono indirizzati verso la stessa meta. In Michel trionfa il senso di giustizia, mentre in Marie-Claire l'amore materno. Sono forme di dedizione differenti ma complementari. Michel avrebbe avuto tutto per disilludersi quando ha scoperto che uno dei due rapinatori è un suo ex-collega in fabbrica. Se le mire del suo alter-ego regista fossero state di sovrapporre il credo politico all'azione individuale, ne sarebbe scaturito un film diverso, forse tendente a quella sociologia spicciola incapace di concretizzarsi tra le persone vere che ci assomigliano così tanto, come le coppie protagoniste. Emerge invece la coerenza di una politica che si mette realmente in discussione nel momento in cui deve scendere a compromessi con la quotidianità, con ragioni fondamentali come il peso del giudizio, il valore della giustizia e la considerazione per gli altri esseri viventi. Scorre un flusso univoco di sensazioni e emozioni, attraverso cui il regista sembra indicarci che il riscatto personale può avvenire anche a partire dalle azioni sbagliate delle altre persone nei nostri confronti, analizzandone le cause per poi scoprire che talvolta c'è del "sensato" in esse, perché esiste un disagio che affonda radici profonde in un sistema che ci è ameno, che ci rifiutiamo di cogliere a priori. E' molto semplice puntare il dito verso le azioni sbagliate privandoci di analizzarne la fonte. Michel si vergogna quando il ragazzo gli rinfaccia la vita borghese e il sistema di licenziamento. Forse un po' aveva ragione. Trasforma questo sentimento iniziale di rabbia, rancore e risentimento nella tutela che ciò non accada più. L'amore per gli altri è una forza vitale straordinaria, non sta allo spettatore giudicare se e quanto sia lecito o meno che i due coniugi si prendano carico dei due ragazzini, ma è nostro compito piuttosto stigmatizzare il rigetto senza domande dei figli verso tale scelta. Ha un che di "convenzionale" la loro posizione rigida: si sa, i figli molto spesso hanno queste inflessioni apertamente negative nei film del regista.
Il trio di fedelissimi Ascaride-Darroussin-Meylan mi ricorda così tanto quello di Resnais composto dalla Azema, Dussolier e Arditi.

1 risposta al commento
Ultima risposta 07/10/2012 12.28.56
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Clint Eastwood  @  24/04/2012 22:02:57
   7 / 10
Da quanto ho capito Guediguian è paragonato come il Loach francese perché come Loach parla delle classi meno abbienti. Sarà anche vero ma il francese non sembra tanto convinto di quello che vuol far vedere anche se a giudicare da un film è praticamente impossibile. Sta di fatto che LE NEVI DEL KILIMANGIARO inizialmente offre buonissime premesse di questa coppia di onesti lavoratori che per il trentesimo anniversario del loro matrimonio subiscono una rapina ed insieme ad essa i biglietti per il viaggio in Africa che sono stati regalati dai figli. Alla ricerca di una qualsivoglia giustizia, Michel il vecchio da poco anche disoccupato si trova ad esaminare e capire la vicenda una volta preso uno dei ladri al fine di ritirare persino la denuncia alla polizia. E qui nei momenti chiave quando una determinata scena chiede più attenzione, Guediguian passa con disinvoltura; non insegna non si spinge oltre e ma nemmeno risulta retorico, racconta e basta. Importante che alla fine ci sia la narrazione e che tenga perché il film verrà capito lo stesso e difatti non sembra male complice anche di un buon cast di bravi attori.

3 risposte al commento
Ultima risposta 07/10/2012 12.21.03
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