la macchinazione regia di David Grieco Italia, Francia 2016
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la macchinazione (2016)

 Trailer Trailer LA MACCHINAZIONE

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locandina del film LA MACCHINAZIONE

Titolo Originale: LA MACCHINAZIONE

RegiaDavid Grieco

InterpretiMassimo Ranieri, Libero De Rienzo, Franšois-Xavier Demaison, Matteo Taranto, Milena Vukotic, Roberto Citran, Catrinel Marlon, Paolo Bonacelli, Toni Laudadio

Durata: -
NazionalitàItalia, Francia 2016
Generebiografico
Al cinema nel Marzo 2016

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Trama del film La macchinazione

Nell'estate del 1975, Pier Paolo Pasolini sta montando il suo film pi¨ aspro e controverso, Sal˛ o le 120 Giornate di Sodoma (opera che a suo dire "sorprende persino me che ne sono l'autore"). Pasolini, coscienza critica e anticonformista del nostro paese, alla vigilia di cambiamenti epocali per l'Italia, mentre lavora al suo film, sta scrivendo Petrolio, opera che denuncia le trame di un potere politico ormai corrotto fino al midollo. In quegli stessi giorni, Pasolini frequenta un ragazzo di borgata, Pino Pelosi. E' una borgata dove comincia a muovere i primi passi un'organizzazione criminale che si avvia a diventare padrona della cittÓ: la Banda della Magliana. Quando, la notte del 26 agosto, viene sottratto dagli stabilimenti della Technicolor il negativo di Sal˛, scatta una trappola mortale che vede la sinergia fra delinquenza comune, crimine organizzato e una criminalitÓ politico-finanziaria che forse a tutt'oggi conserva larghe sacche di potere nel nostro Paese. Nella notte fra il primo e il due novembre del '75, Pasolini si reca all'Idroscalo per riavere il negativo del film. Ci˛ che in realtÓ si trova ad affrontare Ŕ una trama pianificata in ogni dettaglio da tanti complici volontari e involontari, tutti ormai indistinguibili, tutti ormai ugualmente colpevoli.

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Voti e commenti su La macchinazione, 6 opinioni inserite

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DarkRareMirko  @  06/06/2018 22:19:39
   7 / 10
A me il film è discretamente piaciuto; buona l'interpretazione di Ranieri ma è Matteo Taranto (tra un Bonacelli post post post Salò e la cara Vukotic) che ruba la scena a tutti, visto come interpreta bene un personaggio sgradevole tutto dialetto romano e mossette (e lui è pure ligure, complimenti sinceri).


Film fatto abbastanza bene, qualche particolare erotico e poco interessante poteva esser evitato, ma i fatti storici ci son e tutto è diretto e narrato bene.


Per il resto, alcune parti politiche fantasiose del film trovan maggior giustificazione nelle oltre due ore di extra abbinate al dvd, che in effetti fan pensare a collegamenti fra più omicidi illustri.


Un film discreto, sincero, che va più a fondo di Ferrera e Grimaldi, risultando impegnato come fu, a suo tempo, Giordana.

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  27/10/2016 23:13:31
   5 / 10
La macchinazione parte da buone intenzioni, da spunti interessanti come il furto delle pizze di Salò mai ritrovate o il lavoro di Sergio Citti, da quella cappa scura che avvolgeva il paese travolto dallo stragismo e da un senso profondo di rovina morale che Pasolini aveva intuito. Grieco però, detto in parole povere, parte per la tangente e costruisce una ricostruzione talmente artificiosa e forzata quasi di pari grado alla cosidetta "storia de froci" che lo stesso Grieco vorrebbe cancellare. La narrazione è framentaria come dei pezzi di puzzle che non si incastrano. Petrolio stesso è citato, poi dimenticato, poi ritirato fuori con un finale grottesco. Il film ha delle cadute rovinose (gli smartphone se li poteva risparmiare), insomma Grieco ha tessuto questa macchinazione con pochi elementi concreti da cui partire, in primo luogo oerchè se l'attenzione fosse stata focalizzata per una ricostruzione dell'omicidio in se stesso, il film avrebbe avuto maggiore solidità da una parte, ma al tempo stesso sarebbe stato un aggiornamento del film di Giordana. In secondo luogo focalizzandosi anche sui moventi e sui mandanti Grieco ha corso il rischio, perdendo, di puntare in maniera univoca in una sola direzione. Solo che purtroppo Pasolini da personaggio scomodo qual'era, moventi e mandanti potevano portare in più di una direzione e quindi Grieco si è inoltrato in un ginepraio da cui non è uscito e avendo come base la frammentarietà di un romanzo incompleto come Petrolio, la forzatura mi è sembrata evidente. Buona comunque l'intepretazione di Ranieri, per aderenza fisica e convinzione che mette nel personaggio. Personalmente ritengo un film che vola in alto ma si brucia.

musdur  @  22/09/2016 23:39:26
   7½ / 10
Convincente ricostruzione del pre omicidio e del tragico omicidio stesso. Davvero bravo Massimo Ranieri nei panni di Pasolini.

ivanello  @  30/03/2016 18:26:04
   5 / 10
Se dovessi valutare esclusivamente il film, forse, il voto sarebbe più basso. Ma l'importanza storica e culturale dell'opera non va trascurata e dunque alzo un pochino. Quando ho letto "Massimo Ranieri" ho pensato "ma davvero?". Alla fine la sua interpretazione (e la sua somiglianza) è una delle poche cose che si salvano di una pellicola che, seppur ben raccontata, a volte rasenta il ridicolo per alcune scene

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L'intreccio della trama (che sostiene una delle tante tesi sulla morte di Pasolini), seppur ben sviluppato, si perde di fronte alla recitazione pessima di tutti gli attori.
Insomma: 8 al valore della pellicola, 5 alla trama, 3 agli interpreti.

valis  @  30/03/2016 17:55:49
   8½ / 10
film sugli ultimi giorni di vita di pasolini e sulle circostanze che probabilmente hanno portato al suo assassinio.
ottima l'interpretazione di massimo ranieri, molto adatto al personaggio, come pure quella di roberto citran.
la tesi prospettata dal regista non è nuova e da me condivisa, pasolini fu ucciso sicuramente da manovalanza fascista ma con mandanti insidiati nel cuore delle istituzioni democratiche di questo paese, mandanti che è facile individuare nel contesto della pellicola.
spero che quest'opera sia vista dal maggior numero di persone possibili, per non dimenticare pasolini e, soprattutto, una stagione del nostro passato torbida e ancora non svelata.

romrom  @  29/03/2016 10:15:12
   7 / 10
Leggendo le critiche ero un pò prevenuto, invece devo dire che non mi è dispiaciuto, anche se la personalità controversa di PPP forse andava approfondita meglio, a discapito della presunta macchinazione che avrebbe portato al tragico epilogo.

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