la forma dell'acqua - the shape of water regia di Guillermo del Toro USA 2017
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la forma dell'acqua - the shape of water (2017)

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locandina del film LA FORMA DELL'ACQUA - THE SHAPE OF WATER

Titolo Originale: THE SHAPE OF WATER

RegiaGuillermo del Toro

InterpretiSally Hawkins, Octavia Spencer, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg, David Hewlett, Nigel Bennett, Nick Searcy, Martin Roach, Lauren Lee Smith, Allegra Fulton, John Kapelos, Morgan Kelly, Marvin Kaye, Wendy Lyon

Durata: h 2.00
NazionalitàUSA 2017
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 2018

•  Altri film di Guillermo del Toro

Trama del film La forma dell'acqua - the shape of water

Nel 1963 nell'America segnata dalla guerra fredda in un laboratorio governtivo segreto ad alta sicurezza lavora la solitaria Elisa, intrappolata in un'esistenza di silenzio e isolamento. La sua vita cambia per˛ in maniera inevitabile quando con la collaboratrice Zelda scopre un esperimento classificato come segreto.

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Voto Visitatori:   6,63 / 10 (75 voti)6,63Grafico
Miglior filmMigliore regia (Guillermo del Toro)Migliore scenografia (Paul D. Austerberry, Shane Vieau, Jeff Melvin)Migliore colonna sonora (Alexandre Desplat)
VINCITORE DI 4 PREMI OSCAR:
Miglior film, Migliore regia (Guillermo del Toro), Migliore scenografia (Paul D. Austerberry, Shane Vieau, Jeff Melvin), Migliore colonna sonora (Alexandre Desplat)
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Voti e commenti su La forma dell'acqua - the shape of water, 75 opinioni inserite

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Sbrillo  @  19/04/2018 14:01:18
   6 / 10
un film pieno di citazioni ed omaggi... ben costruito, ben fatto... giusti gli oscar alla regia e alla scenografia.... ok anche tutti i messaggi nascosti dietro alla semplice storia d'amore di facciata...ma davvero faccio fatica a capire tutto questo clamore attorno...addirittura oscar al miglior film.. a me personalmente non ha nè entusiasmato, nè colpito, tanto meno appassionato... di sicuro non lo riguarderei! da fan di del toro sono rimasto alquanto deluso.. forse perchè le aspettative erano troppo alte o altre.. peccato!

KINGLIZARD  @  17/04/2018 11:08:58
   6½ / 10
Favola versione Vintage della "bella e la bestia" con protagonista il mostro della laguna nera..certo ci sono alcune variazioni sul tema ..non è "la bestia" ad imprigionare "Belle" ma bensì Gaston...poi il padre di Bell non c'è, ma però c'è il vicino gay..
Mi è piaciuto nel complesso, ma non ci ho visto il capolavoro che tutti declamano..
Oscar..? non ho visto tutti gli altri film in concorso..l'Oscar a Del Toro ?..mi è sembrato più un oscar alla totalità delle sue opere complessiv,e che godono di altissima acclamazione, più che a questo film in particolare..poi molto molto lento ed in alcuni tratti anche noioso..Michael Shannon sempre grande nella parte del cattivo!

wicker  @  15/04/2018 17:18:30
   6 / 10
Mi aspettavo di più da Del Toro. La forma dell'acqua scopiazza film come il mostro della laguna ,il ponte delle spie,ghost .. insomma la sceneggiatura è debole e condita di riferimenti ammiccanti a un pubblico politicaly correct.
Si salva perchè fatto bene ,con bei costumi e con una buona recitazione corale tra cui spicca il solito massiccio e in.....ato Michael Shannon .

Kitiara31  @  10/04/2018 14:15:24
   7½ / 10
Chi ci vede una banale storia d'amore sbaglia.
C'è molto di più: la potenza dei sentimenti, il razzismo verso i neri, verso chi è diverso (la protagonista è sorda), verso i gay.
Molto bello, ma se non avete un cuore, che ci andate a fare al cinema? Giocate alla playstation.

1 risposta al commento
Ultima risposta 10/04/2018 22.29.11
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maxwin  @  09/04/2018 13:50:30
   6½ / 10
Un film strano da giudicare, perfetto nella fotografia, nell'interpretazione attoriale, negli effetti speciali però non colpisce il cuore, forse perchè troppo facile, troppo ovvio..comunque un bel film che parla della diversità..

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  07/04/2018 19:00:02
   7½ / 10
Bella favola che ruota attorno alla poetica della diversità.
Come altri lavori di Guillermo del Toro, la sceneggiatura è il punto debole, ma è un'opera visivamente molto gradevole, intrisa di una surreale dolcezza.

Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  06/04/2018 00:12:31
   7 / 10
Un omaggio al mostro della palude e agli anni 50. Quando le fotografie prendevano il posto dei disegni un grande amore prendeva forma. Romantico, triste e simpatico. 13 candidature mi sembrano un pochino troppe ma ormai mi sono imparato che gli Oscar vengono dati non ai migliori ma tirando una monetina
Carino niente di pi¨.

Kyo_Kusanagi  @  05/04/2018 16:39:30
   5 / 10
Una favola dark,non la prima per il regista,che in una lezione di stile confeziona un film fatto di bellissime scenografie, buona recitazione e citazioni sparse al cinema d'autore; pecca che manchi di ritmo,diventando spesso noioso,colpa forse dei trailer che promettevano un pò più di azione.Il film scivola via nell'attesa del colpo di scena (già prevedibile a metà film)senza lasciare niente.
La frase :"Un uomo si lava le mani solo o prima o dopo aver espletato i propri bisogni corporei. Ciò ti dice molto su quell'uomo. Perché se lo fa entrambe le volte...questo significa che ha un carattere debole"

Tempest78  @  04/04/2018 13:59:01
   8 / 10
Delicato e poetico e splendidamente realizzato. Una bella fiaba con una bellissima fotografia e costumi. Un film godibilissimo

saraba  @  04/04/2018 10:05:55
   8 / 10
Finito il primo tempo ho pensato:

va beh, recitazione costumi fotografia regia tutto molto curato ma... che cavolo, non è il mio genere di film, ok, ora però rilassati, ci sarà un motivo per tutti quei premi... guardalo fino alla fine, giudicherai dopo.

Finito il film ho capito il perchè dei premi: semplicemente sono meritati.
La scarpetta che si sfila e scivola via è arte...
bellissimo.

davmus  @  02/04/2018 22:10:34
   6½ / 10
Particolare, interessante...

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  01/04/2018 03:04:37
   7½ / 10
Delizioso Leone d'oro a Venezia, forse il primo dopo tanti anni in grado di riscuotere ampi consensi al box office, atmosfera tra Woody Allen e il cinema di fantascienza anni 50", che chissa' come rimanda sia ai Musical che a un recente e stranito film come "Il diritto di contare". E non a caso cita proprio Allen in un climax degno de La Rosa purpurea del Cairo. E poi l'umanizzazione fiabesca di E. T. o ancora i viaggi strasbordanti del miglior Terry Gilliam. Del Toro mescola questi elementi con rara abilita' anche sconfinando nel kitsch (il Walzer stile Astaire-Rogers di un fotogramma) impartendo una bella Visione sulla Diversita' (Handicap fisici o diritti razziali) sull'arrivismo sfrenato e il Maccartismo cfr. I Russi che minacciano gli equilibri democratici ma anche scientifici dell'America. Ma allora perche' qualcosa non mi torna?
Ci mettiamo pure un gay anziano e in solitudine che passa il tempo a dare da mangiare ai suoi gatti o vedere orribili Musical - alzi la mano chi oggi si ricorda di Betty Grave o di Sonia Henje.
E' chiaro che il successo del film e' ascrivibile a tanti fattori dai grandiosi interpreti (Shannon in particolare) dal tocco registico di Del Toro e dalla grandiosa fotografia tutti elementi che ne fanno un film squisito ma un po' troppo idilliaco e trasognato. Forse un segno dei tempi restituire allo spettatore un film bello ma ammiccante che porta il sorriso con la malinconia di una favola acquatica

Michele131104  @  29/03/2018 22:58:04
   6 / 10
Splendide le musiche,splendidi i costumi,regia impeccabile ma the shape of water è ahimè la più grande delusione di inizio anno.
Una fiaba poco originale,che scopiazza a destra e a sinistra ma non riesce a brillare di luce propria.
C erano i presupposti per fare decisamente di più...

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  28/03/2018 11:51:20
   7 / 10
Vabbè se ci metti l'omosessuale, il razzista, la nera, la diversa, il mostro, il cattivo senza cuore e la spia buona poi non ti lamentare se ti regalano un oscar.

Regia da 10.

gemellino86  @  27/03/2018 20:53:42
   7½ / 10
Una favola dark maledettamente bella e romantica. In questo genere Del Toro conferma di saperci fare. Buona la ricostruzione d'epoca e ottima colonna sonora. Consigliato.

daaani  @  24/03/2018 23:09:19
   8½ / 10
quanta dolcezza in questo film.
Mi ha ricordato moltissimo il favoloso mondo di amelie, soprattutto l'inizio.
Alcune frasi sono memorabili.

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BlueBlaster  @  23/03/2018 20:06:39
   4 / 10
Per quel che mi riguarda è esclusivamente un esercizio di stile (unico Oscar, forse, meritato è quello alla regia) e l'ho trovato un mattone senza fine pieno di facili sentimentalismi...una storia che alla fine non dice niente di nuovo e che ho trovato ridicola in più e più parti!

pak7  @  21/03/2018 13:50:57
   6 / 10
Pellicola che ha diviso moltissimo il pubblico che, in alcuni casi, lo ha stroncato, mentre in altri lo ha eletto a capolavoro.
Io sono nel limbo, sono tra quelli che lo reputa un "qualcosa di già visto" e che comunque non rivederebbe, pur riconoscendo al regista una bravura fuori dal comune.
A metà film si è capito cosa poi sarebbe successo nell'ultima scena, molto simbolica ma poco fuori dal coro.

jason13  @  21/03/2018 05:18:22
   6 / 10
Stupore assoluto, l'oscar del miglior film mah...l'ho visto solo perche' ho apprezzato molto i lavori precedenti del regista. Sinceramente alla comparsa del mostro non sapevo se ridere o spegnere il dvd. Comunque alla fine la sufficineza se lo porta a casa certo non lo rivedrei mai e poi mai.

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Ultima risposta 21/03/2018 05.19.18
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Silvia888  @  20/03/2018 19:20:22
   4½ / 10
Mah...... Ancora non capisco come abbia potuto vincere l'oscar, quando in corsa c'era anche Three billboards outside Ebbing, Missouri.
Questo è un film a mio parere cupo, grottesco, ma soprattutto terribilmente scontato. Una brutta copia di un incrocio tra Amélie e La Bella e la Bestia, con rimandi a film di spionaggio e "alieni".
Poco originale, molto poco godibile, poco scorrevole, molto, anzi moltissimo, sopravvalutato.

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Tempesta 2  @  19/03/2018 12:55:51
   7 / 10

Un omaggio al mostro della palude e agli anni 50 . Quando le fotografie prendevano il posto dei disegni un grande amore prendeva forma. Romantico , triste e simpatico. 13 candidature mi sembrano un pochino troppe ma ormai mi sono imparato che gli Oscar vengono dati non ai migliori ma tirando una monetina
Carino niente di più .

pinos  @  19/03/2018 12:21:18
   6 / 10
Mi aspettavo molto di più. Ha deluso molto le attese. Era iniziato molto bene ma si è perso specialmente sulla storia d'amore dei due protagonisti. Anche se si tratta di una "favola", rende l'idea dell'amore tra i due impossibile.
Sicuramente viene da pensare a come possa aver fatto incetta di Oscar, mentre in passato ci sono stati film che davvero ne meritavano miliardi di volte più di questo.

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Gruppo REDAZIONE Cagliostro  @  16/03/2018 22:40:36
   8 / 10
Anche se non riesco a capacitarmi di come questo film abbia potuto vincere il premio Oscar come miglior film (in tutta sincerità la sceneggiatura non è sempre al livello) la qualità complessiva della messa in scena è sontuosa. Ottima la regia, quella sì da Oscar. Una favola seducente,raccontata con raffinata eleganza e costellata di rapidissimi sprazzi di violenza che non possono lasciare indifferenti.
Finalmente Del Toro è ritornato a fare cinema e lo ha fatto in grande stile.
Dopo aver visto un film simile, posso solo ringraziare gli autori per lo spettacolo che mi hanno offerto.

topsecret  @  15/03/2018 15:00:59
   7 / 10
Fantasioso lavoro di Del Toro, ben costruito tra fantasy e dramma sentimentale e interpretato bene dalla brava Sally Hawkins.
Un po' troppo gonfiata la parte conclusiva, con gli ultimi 20 minuti che non mi hanno colpito in maniera particolare, ma comunque non inficiante per quella che, a mio modo di vedere, rimane una visione fluida e discretamente coinvolgente.
L'oscar come miglior film mi pare però esagerato...personalmente avrei premiato il film di McDonagh.

piripippi  @  15/03/2018 00:24:15
   6½ / 10
voto di stima e anche per una secona parte del film guardabile.l'oscar è andato a una favola di fantasia in tutti i sensi. non credo sia un film da meritare l'oscar ma da guardare si. molto bella la musica

kafka62  @  12/03/2018 21:00:33
   7½ / 10
La favola tragica di Del Toro si inscrive all'interno di coordinate storico-culturali diametralmente opposte: da una parte il musical, il tip-tap, il cinema popolare dei primi anni '60, e quindi il volto ottimista e rassicurante dell'America kennedyana, dall'altra la guerra fredda, lo spionaggio, la competizione con l'Unione Sovietica per la conquista dello spazio, e in sottofondo il razzismo e l'omofobia, e cioè la faccia paranoica e violenta dell'America dei segreti militari e della caccia alle streghe. In mezzo ci sono due "diversi", una donna delle pulizie muta e una misteriosa creatura anfibia catturata dall'esercito, che si incontrano, imparano a comunicare tra loro e, sorprendentemente, si innamorano, aiutati da personaggi altrettanto "diversi" (un amico gay e una collega di colore). Appare chiaro quindi che "La forma dell'acqua", prima ancora che una storia d'amore, è un film sulla diversità e sulla emarginazione in un mondo dominato dal più cinico conformismo (ipostatizzato nel personaggio del cattivo di turno, il sadico colonnello Strickland). La bizzarra parabola di Elisa e del "mostro" anfibio diventa perciò un inno poetico alla libertà dei sentimenti, e più in generale delle idee (la spia russa infiltrata nel laboratorio governativo aiuta ad esempio i fuggiaschi perché si ribella a una ideologia che non persegue il progresso scientifico ma antepone la sconfitta dell'avversario politico al naturale rispetto della vita umana), e questa libertà è in grado di fare miracoli (far crescere i capelli in testa a un calvo o restituire la voce a una muta per farla cantare come la diva di un musical). C'è in questo film molto Spielberg (quello favolistico di "E.T." soprattutto), tanto nella incalzante e avvincente progressione della trama quanto nella definizione manichea ma umanamente precisa dei personaggi, ma la morale de "La forma dell'acqua" è tipicamente di Del Toro, perché il suo illusorio "vissero felici e contenti" è soltanto (come ne "Il labirinto del fauno") una fuga nel sogno che non riesce a cancellare, se non per un attimo di incantata sospensione, tutte le brutture, le crudeltà e le ingiustizie della Storia.

biagio82  @  12/03/2018 20:38:46
   8 / 10
film che ha fatto incetta di premi e convinto praticamente tutti i critici e tutte le giurie dei vari festival, è fsacile aspettarsi il capolavoro ma è davvero così?
la risposta è ni....
del toro è sicuramente uno dei migliori registi in circolazione, capace di lasciare la sua poetica ed il suo talento visivo ben scolpito nella mente dello spettatore,
ma il film, pur essendo un gran bel film non si merita tutti i premi vinti.
ci troviamo di fatti davanti ad una fiaba per adulti con un messaggio di fondo un po banalotto, anche se portato su schermo con assoluta maestria, dove si intravede l'amore di del toro non solo per i mostri, ma per il cinema in generale, con scene che omaggiano i grandi classici (il mostro della laguna nera, i musical, ecc.)
i protagonisti sono i diversi, gli emarginati (la storpia, il gey, la nera ed il vero e proprio mostro) a cui si contrappone l'uomo di successo, con la famiglia perfetta che guida la proverbiale cadillac (geniale l'ambientazione anni 50, dove tutti questi elemnti sono esasperati)
sicuramenti questo film è uscito nel periodo storico giusto, quando hollywood deve fare i conti con scandali sessuali e si cerca di riscattare le vittime, di tutti generi e da qui l'incetta di premi vinti....
tirando le somme, merita di essere visto?
assolutamente si! ma è bene ricordarsi che ci troviamo davanti ad una favola, coi pregi e difetti che questo comporta...

ilgiusto  @  12/03/2018 10:11:56
   6½ / 10
Non si può dire che sia un brutto film, ma la prima domanda che spontaneamente sorge dopo averlo visto è sicuramente: "Come è possibile che questo abbia vinto l'oscar come miglior film?", e la risposta, boh?, non si trova.
Tutto sommato questa salsa giardiniera di clichè tanto cari agli oscar che furono (dai disabili, ai gay, alla nostalgia della vecchia Hollywood, più la guerra fredda, e il razzismo, più un mostro buono - della laguna nera o Abe Sapien?- con i poteri rigeneranti, ecc., ecc.) risulta tanto kitsch che poteva pure vincere il razzie come porcata dell'anno facendo nascere il medesimo dubbio: "Lo merita?". E pure in questo caso la risposta sarebbe la stessa: boh?

Al di là dei dubbi, resta comunque un film 'carino' e una favoletta 'positiva'.

stef123  @  11/03/2018 19:56:27
   6½ / 10
Film Gradevole e con il solito tocco di originalità di Del Toro. Vorrei provare a descriverlo in modo un po' differente.
Il compagno Del Toro mostra i vizi della società capitalista/consumistica/razzista made in Usa. La classe dirigente non comprende di avere tra le mani una creatura straordinaria e tentano di distruggerla. I proletari (chiaramente più illuminati poiché non corrotti dal consumismo/capitalismo/razzismo) tentano di salvare la creatura.
Aggiungiamo la spia russa molto più illuminata dei cattivi manager Usa, la quale aiuta i proletari nel loro intento. Fortunatamente i capitalisti corrotti non sono poi così cattivi e premiano il compagno Del Toro con vari Oscar.

ragefast  @  11/03/2018 12:12:04
   8 / 10
Visto praticamente quasi per caso poco dopo l'uscita nei cinema italiani, mi ha piacevolmente sorpreso per la storia abbastanza originale e particolare e per l'ambientazione.

Trama coinvolgente, ma abbastanza prevedibile, con un ottimo cast di attori ben calati nei loro personaggi. Il tema della diversità è ben trattato, sia in termini di intolleranza (vedi i comportamenti del personaggio interpretato da un grandissimo Shannon) che di accettazione (la storia d'amore tra i due emarginati e la sensibilità delle persone a loro più vicine). Non saprei dire se l'assenza di particolari informazioni sul protagonista maschile abbia giovato o meno sulla trama (forse sì, però qualcosa in più si poteva citare).

Consigliato, spero di recuperare prossimamente "Il labirinto del fauno" dello stesso regista.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  11/03/2018 10:43:03
   6 / 10
Davvero deludente questo The shape of water considerando che leggendo la trama si capisce subito che è un film pienamente nelle sue corde.
La prima mezz'ora sembra rivedere il Del Toro che abbiamo conosciuto, e mai più rivisto, ne "Il Labirinto del Fauno" mentre nelle successive rivediamo tutti i difetti del suo cinema in primis il manicheismo e la banalizzazione delle trame.

Insomma sembra che la virata hollywoodiana abbia spento la sua verve creativa laddove era un regista capace di portare in scena film fuori target adesso, nonostante sia uno dei più quotati, non sfrutta più quel coraggio.

In compenso adesso è nelle grazie della critica che lo imbroda qualsiasi cosa faccia.

Deludente.

Mattealus  @  10/03/2018 12:55:46
   5 / 10
Fiaba scritta da un regista davvero infantile. Niente da dire come regista, ma dovrebbe evitare di sceneggiare i propri film.

7219415  @  10/03/2018 11:12:28
   7 / 10
Mi sono fiondato a guardarlo appena ho visto che aveva vinto oscar per migliore regia e migliore film ma mi ha un po' deluso. Il film è fatto bene ma la storia è piuttosto assurda

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mrmassori  @  05/03/2018 10:07:10
   5½ / 10
Fil di una banalità a tratti impressionante. Come può un film del genere vincere il festival del Cinema di Venezia e l'oscar per il miglior film risulta un mistero divino.
Storia trita e ritrita che in altre pellicole, quelle si dei veri capolavori, come edward mani di forbice o la bella e la bestia per citarne due a cui esso attinge a piene mani.
Scene superficili come quelle delle donne delle pulizie che entrano ed escono da siti segreti militari come fossero a pulire in un bar. La fuga assurda da sbellicarsi dalle risate, e le scene "poetiche" dei due esseri diversi che facevano l'amore davvero patetiche e di una stupidità unica.
Si salvano le ambientazioni alla del toro e le musiche, per il resto il nulla più totale.filmetto da vedere per passare qualche ora lontano dal cervello.

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Ultima risposta 06/03/2018 10.37.38
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venetoplus  @  03/03/2018 21:14:06
   6 / 10
Scorrevole favola per adulti. Gran pecca la totale assenza di empatia con la "creatura"

LucaT  @  03/03/2018 20:53:37
   2½ / 10
concordo pienamente con i pareri negativi
come quelli dati da - ciucio - gano - 76mm - e altri
che hanno per me solo un unico difetto
un voto -troppo buono-
che io non riesco a dare a questa vacc**a di film

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Ultima risposta 06/03/2018 21.23.24
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wuwazz  @  03/03/2018 20:30:20
   6 / 10
Un chiaro plagio di Free Willy e La Bella e la Bestia

fistignaccheri  @  03/03/2018 18:21:22
   9 / 10
Bellissimo !!!!!!

ciucio  @  03/03/2018 00:25:31
   5 / 10
stiamo scherzando vero ???!!! Ma cos'e' una fiaba per mentecatti ? Dire che sia sempliciotto e' un eufemismo, banale, insensato, grottesco anche come fiaba, per non parlare della creatura che sembra in costume carnevalesco anni settanta; nomination e premi sono un mistero per me

TheLegend  @  28/02/2018 21:42:11
   6 / 10
Mezza delusione,mi aspettavo di più viste le numerose nomination e i premi vinti.

gano  @  28/02/2018 13:14:20
   4½ / 10
Sceneggiatura non curata (vedi spoiler), attori mediocri, trama banale e minestrone di molti altri generi ovvero mancanza di unicità (su tutti Amelie, Avatar, The Artist, La La Land, The green Mile, Black Lagoon, Beauty and The Best, ecc).
Computer grafica scadente: la scena iniziale sembra sia a girata nello spazio a zero G piuttosto che sott'acqua. Il rendering con la riflessione sulla parete dell'acqua della vasca del mostro ad un certo punto va in loop..!!! Il mostro sembra un costume di carnevale invece di un essere biologico. Siamo nel 2018 non negli anni 60.
Risultato: film senz'anima che non coinvolge minimamente, modesto tecnicamente e di una banilità imbarazzante. Salvo solo la brava Zelda (Octavia Spencer) e in parte la fotografia.
Che questo film sia candidato a 13 oscar rende perfettamente l'idea del periodo così negativo del cinema moderno. Sul fatto che abbia vinto il Leone D'oro il non riesco ancora a capacitermene. Probabilmente non c'erano altre valide opzioni. D'altronde il mondo è bello perchè è vario.

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Ultima risposta 04/03/2018 15.16.39
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xymox  @  28/02/2018 11:11:10
   8½ / 10
Non è una favoletta per mio conto, ma come ha scritto giustamente uno sotto, è un inno alla diversità.
Personalmente l'ho trovato un film molto profondo e fatto veramente bene, ottima la fotografia.
Il giorno prima di vederlo mi sono guardato, sempre dello stesso regista, "Il labirinto del Fauno", bello anche questo ma per i miei gusti meno di "La forma dell'acqua"

matt_995  @  27/02/2018 22:37:35
   6 / 10
Prima grande delusione per questo 2017.
Il film mi è sembrato monocorde, scontatissimo nello svolgimento e pieno di falle in sceneggiatura, alcune delle quali particolarmente evidenti e già elencate da altri. Certo si può giustificare dicendo che il film è una favola per adulti, ma credo che in una sceneggiatura di qualsiasi genere non debba mai venir meno la logica e la coerenza.
Certo si tratta di un film da seguire non per la trama ma per le atmosfere che si respirano. Ma a questo punto mi chiedo: non è stato già tutto raccontato? Tim Burton negli anni '90 non ha già raccontato questa precisa e identica atmosfera gotica anni '50, in cui si leggevano le stesse identiche citazioni ai film di serie b di quegli anni? Che senso ha raccontare ancora qualcosa del genere? Abbiamo bisogno de La forma dell'acqua nel 2018?
I personaggi poi sono bidimensionali, nessuno per cui tifare, nessuno di cui innamorarsi (e a proposito di innamoramento, quello tra Elisa e il mostro avviene nel giro di pochi minuti, annullando quell'empatia che avrei provato vedendo crescere il loro amore solo gradualmente). Anche la regia di del Toro, al di là dei premi vinti, mi è sembrata decisamente anonima (non era meglio quella raffinatissima di Guadagnino o quella a totale servizio della trama di McDonagh?), così come anonime sono le scenografie, la fotografia e anche la colonna sonora, al di là del buon pezzo iniziale.
Ho apprezzato solo il finale apparentemente aperto ma in realtà implicitamente crudo e triste.

Cianopanza  @  26/02/2018 22:40:42
   7 / 10
Buono. La trama non fa gridare al miracolo, un po' troppo lineare. Ma certi risvolti e certi sottointesi sono validi. Bella fotografia. Bel cast. Buoni i dialoghi.

lucasssss  @  25/02/2018 22:14:34
   5 / 10
bel film ma come fatto presente in un altro commento Ŕ incomprensibile come due donne che fanno le pulizie possano avere libero accesso nell'area segreta dove viene tenuta la creatura, solo per questo 2 voti in meno, troppo superficiale!!!!!!

Light-Alex  @  25/02/2018 21:17:03
   5 / 10
Favoletta per adulti. Poco spessore sia nella trama super lineare e prevedibile, che nei personaggi piatti e semplicistici che nelle tematiche, l'unica forte è l'amore le altre sono quintalate di temi "sensibili" buttati alla rinfusa e sviluppati male, tanto per dire che sono stati messi e per fare appeal sul pubblico.
Offensivo definire questo film come un film che omaggia il tema del diverso, offensivo verso film che lo fanno veramente, dato che qui è tutto sviluppato male e senza profondità.
Tra l'altro il fatto che sia una favoletta fa sì che quasi tutto avvenga in maniera molto semplicistica e inverosimile; ma ok diciamo che nell'ottica della fiaba moderna ci può anche stare.
Salvo solo un po' la regia (anche se abbastanza comico il momento in cui è un personaggio stesso del film a dire "il verde va tanto di moda", l'avevamo notato tutto il film è in verde!), carine le musiche. Tutto molto dimenticabile.

Sestri Potente  @  25/02/2018 18:24:22
   8½ / 10
Un inno alla diversità, quindi sostanzialmente un film fatto per piacere un po' a tutti dal momento che tutti i personaggi coinvolti sono considerati "diversi" rispetto al modello medio della società in cui vivono (c'è la muta, l'omosessuale, la nera, il cattivo, il doppiogiochista buono e per l'appunto il mostro).
Tralasciando magari l'aspetto più politico di questo film, penso soprattutto a quanto sono amalgamati bene tutti i generi rappresentati, e a quanto bella (per quanto semplice) sia questa storia.


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Invia una mail all'autore del commento bart1982  @  24/02/2018 14:13:23
   7 / 10
Storia d'amore di fantascienza, ben realizzata.
Non l'ho trovato eccelso come alcuni hanno detto nei commenti precedenti,molto vaga la spiegazione sulla creatura sudamericana...avrei approfondito quell'aspetto.

jek93  @  23/02/2018 10:07:25
   7 / 10
La forma dell'acqua è sicuramente un bel film, con un'atmosfera fiabesca affiancata a temi importanti e maturi come l'incompletezza del proprio Io e l'incontro con la diversità, così come l'odio e la violenza verso la diversità medesima.
Ottima recitazione e ottima fotografia, MA il finale è fin troppo addolcito e cliché per permettere alla pellicola di brillare veramente.

cort  @  23/02/2018 00:36:17
   6½ / 10
Visivamente magnifico spicca la fotografia e la scenografia. La regia dal lato estetico dice molto ma non riesce a dare ritmo ad un film che sembra restare monocorde per quasi tutta la durata(si salvano gli ultimi 20 min e per goderseli bisogna arrivarci...). Attori buoni ed effetti speciali ben amalgamati.
Condivido con chi dice che si sono mescolati troppi temi e non si è andati a fondo con nessuno.

FABRIT  @  21/02/2018 10:22:22
   9 / 10
Film strepitoso, attori in stato di grazia, visivamente perfetto e denso come non capitava da tempo al cinema.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR dubitas  @  21/02/2018 00:18:35
   6½ / 10
garantisce una visione piacevole, ma affronta troppi temi (diversità nelle varie declinazioni- mutismo,omosessualità-razzismo, violenza sessuale) e sperimenta troppi generi, finendo per risultare confusionario. Sembra che del toro abbia inserito certe scene (come l'erotismo, anche abbastanza prevedibile in realtà, fra la protagonista e il mostro) soltanto per sconcertare lo spettatore o per attrarlo, senza che tali scene abbiano una reale funzionalità nell'economia del racconto (anzi se doveva essere una fiaba, anche una fiaba per bambini, la sessualità, anche per l modo in cui viene presentata, è un elemento del tutto fuori luogo). Tagliando qualche scena e approfondendo la psicologia di certi personaggi (che palle la macchietta dell'omosessuale depresso e solo e del villain sessualmente sadico e truculento), questo film ibrido, che non riesco ancora a collocare in un genere, avrebbe forse funzionato di più. Nel complesso si fa vedere, ma c'è molto di meglio.

Alex22g  @  20/02/2018 19:01:40
   10 / 10
Capolavoro. Del Toro alla massima potenza , ed amando lo stile del regista non posso che dare un 10 pieno ad un lavoro simile. Una fiaba dark, gotica che omaggia classici film del passato ( il mostro della laguna nera il più ovvio ) ma non si dimentica mai di avere una propri identità . Visivamente sublime, musiche strepitose e bravissimi tutti con particolare merito alla Hawkins che è stato eccezionale nel creare un personaggio simile. Un film che di certo mi porterò dentro ma che sono certo in pochi apprezzeranno come merita. Molti incuriositi dai premi si troveranno di fronte ad un opera molto meno commerciale di quello che possono pensare. Sono curioso di vedere agli oscar come andrà...

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  20/02/2018 02:31:49
   6 / 10
Aggiudicata la media del 6, in relazione a cosa ho appena assistito.
Un neanche tanto elaborato spettacolo pirotecnico, di scene che mi sono parse random, senza una soluzione di continuità che possa mantenere vivo il ritmo.
Del Toro ha dimostrato di saper attingere da un soggetto basilare, per costruire un film evocativo e affascinante come Crimson Peak, giusto per non precipitarmi sulla sua produzione più gettonata (Labirinto).
In Shape il soggetto c'è, ma la sostanza viene meno, in favore di uno scombinamento di carte, generi, tonalità e temi che mi ha stordito.
La trama è ampiamente prevedibile, lo spunto di base non consente un concatenarsi di eventi più incalzanti, perché dettati da una sceneggiatura che si attesta al semplice soggetto, e non elabora i punti chiave della vicenda, limitandosi solo a mostrare ovvi intrecci e ancor più ovvie conseguenze.
Posso anche salvare il trittico composto da Desplat/Del Toro/Hawkins, nomi che hanno un loro peso per l'economia del film. Il problema è l'ambiziosità del progetto in se: a chi è rivolto?
Suonerà come una bestemmia bella e buona, ma non mi ricordo un film così derivativo dai tempi di The Lone Ranger di Verbinski. Un pizzico di violenza spinta, un po' di nudo integrale, narrazione condita da voce calda che ti introduce in una favola senza tempo, villain caricaturale che sfocia nel cartoonesco, sezioni musicali in bianco e nero, jumpscare qui e là, e il concentrato di temi scottanti quali l'emarginazione, il razzismo, la diversità, l'accettazione dello straniero, tutto inserito quasi a forza per compiacere un pubblico il più variegato possibile.
Già c'e chi mi dice di rivalutarlo, di dare tempo al tempo. Io, sinceramente, con un impressione così, con reazioni così contrastanti lungo la visione del film...vorrei quasi tenermi alla larga da questo piccolo passo falso di Del Toro.
Acclamato, osannato e candidato a 13 premi Oscar, e non posso dirmi di essere soddisfatto. Non mi sono sentito per niente trasportato dalla "favola senza tempo", con una premessa di quelle straordinarie (scena iniziale con l'acqua che invade le location), ma nella resa finale non presenta il mordente giusto per farmi gridare al film dell'anno.
Discreto sì, con statuetta per la Colonna Sonora e la Regia assicurata, ma non eccelso è impeccabile secondo me.

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Invia una mail all'autore del commento mistress999  @  20/02/2018 01:41:36
   4 / 10
L'incipit della pellicola di Del Toro ci suggerisce immediatamente un ingiusto paragone con ''Il favoloso mondo di Amelie'' di Jeunet che però permette un'ampia considerazione e valutazione sull'intera pellicola che va oltre il semplice confronto delle similitudini (o delle influenze magari che Amelie ha avuto su questo film, con esiti opposti) . Entrambe le pellicole, in modo molto differente, si soffermano sui ''diversi'', gli ''strambi'' o coloro che la società vede come tali, che non riescono o non sanno esprimersi, sul senso di inadeguatezza, sulle discriminazioni, i maltrattamenti e le incomprensioni che subiscono dall'esterno. Nel primo abbiamo la muta, l'omosessuale, la nera in******* ed il mostro antropomorfo. Nel secondo una disadattata piena di psicosi, un vecchio avvizzito, un ragazzo balbuziente ed uno stalker di fotografie.

Nel dettaglio: in The Shape Of Water abbiamo Elisa, ragazza muta ma non sorda, introversa soprattutto a causa del suo problema, che abita accanto ad un pittore, omosessuale, a cui fa compagnia e di cui si prende cura. Nel film di Jeunet, Amelie è una ragazza introversa, incapace di relazionarsi con gli altri, ancorata ad un modo completamente bizzarro di interpretare e vedere il mondo, che abita nello stesso palazzo di un pittore, vecchio, algido, di cui talvolta si prende cura.
E già qui potremo fare un trattato sulla pessima gestione dei personaggi e sulla scarsa o stereotipata caratterizzazione che questi subiscono in The Shape Of Water ( al contrario di quanto avviene in Amelie) ma andiamo oltre.

Mentre quest'ultimo è stilisticamente un racconto che immerge dall'inizio alla fine in un mondo bizarro, eccentrico, talvolta assurdo, autoironico, con personaggi, prove attoriali e scelte registiche volte ad accentuare, con eleganza, la cifra della ''stravaganza'', delineando alcuni dei personaggi e delle storie d'amore più atipiche mai viste al cinema, The Shape Of Water adotta lo stile della fiaba moderna, optando per una classicità ed una prevedibilità abbastanza americana, una protagonista abbastanza bidimensionale, personaggi stereotipati e ricchi di cliché ( come il super iper nemico, cattivissimo, appena uscito da un qualunque mediocre B movie americano, interpretato da Michael Shannon) e dulcis in fundo saltando sul carro del ''politically correct'', decorando il tutto con carrellate di ruffianerie, sentimentalismo spiccio e tematiche sensibili di facile presa.

Il personaggio di Elisa è quello dell'incompreso, incapace di esprimersi perché privo di voce, che non riesce ad essere accettata e trattata come persona ''normale'' dagli altri. La diversità di Elisa deriva quindi da una condizione fisica (che poi inficia sulle condizioni psicologiche), quella di Amelie da una condizione unicamente psicologica, scaturita da problemi relazionali ed un'infanzia traumatica.
Nella pellicola di Amelie la protagonista dovrà, a suo modo, superare le proprie psicosi e maturare, nel finale, trovando l'amore in uno ''strambo'' come lei, ma per farlo violenterà se stessa per fare cose che mai avrebbe fatto prima e riuscire ad entrare in ''contatto'' con un altro essere vivente che non sia il suo gatto.
Nel film di Del Toro Elisa è scema, come tradizione delle favole vuole, rimane nella sua condizione, finendo per innamorarsi (?) in maniera fin troppo veloce (che si tratti di zoofilia?) di un mostro ( che però ha tratti quasi del tutto antropomorfi) al quale da del mangiare, a cui ha fatto ascoltare musica (entrando con estrema facilità nei super top secret laboratori), per poi finirci a letto (per esattezza in vasca).
''Lui mi vede per quella che sono'' dice Elisa e per questo se ne è innamorata.
Il problema principale di questa ''storia d'amore'' è che il rapporto tra i due (Elisa e Mostro della Laguna 2) assomiglia molto di più alla relazione uomo-animale domestico, basato sull'allevamento, alimentazione e cure, piuttosto che tra due esseri in grado, seppur a loro modo, di comunicare non solo bisogni ma anche tanto altro.

Probabilmente invece Elisa per poter finalmente andare in quarta base (per usare una tipica battuta americana sugli approcci sessuali) aveva bisogno di trovare uno che non sapesse parlare come lei, con il quale non era necessario instaurare un rapporto psicologicamente stimolante, ma che avesse l'unica dote richiesta: la fava.

Mentre Amelie fa delle stramberie la sua forza e la sua cifra (con una raffinatezza tutta francese), in The Shape Of Water queste finiscono più di una volta per far ridere involontariamente, con scelte di sceneggiatura così americane, al limite del ridicolo e del kitsch (su tutte la citazione di ''The Artist'' nella scena del canto di Elisa) da risultare imperdonabili.

In mia difesa, posso dire di non aver mai amato le fiabe proprio per la tendenza alla prevedibilità, al buonismo, al sentimentalismo, ma ammetto anche di aver visto molte pellicole per così dire ''sentimentali'', semplici e ''fiabesche'' che con eleganza e maestria hanno saputo fare degli elementi qui difettosi il loro cavallo di battaglia, Amelie in primis.

The Shape Of Water al mio occhio è risultata dunque una pellicola molto ricattatoria, kitsch, prevedibile, volontariamente ingenua, sempliciotta, americana.

76mm  @  19/02/2018 11:36:44
   5 / 10
Avevo sospettato che potesse trattarsi di una semplice favoletta con morale facilina facilina sulla diversità, ma il Leone d'oro e le 13 nomination mi avevano portato a sperare in qualcosa di un po' più originale.
Grossa delusione.
I personaggi sono incredibilmente monodimensionali, lo sviluppo della storia è sempre prevedibile con larghissimo anticipo, non regala mai un sussulto (no, neanche quando la donna e il mostro vanno al sodo…si era capito subito che quella sciroccata della Hawkins – insopportabile anche quando non parla – aveva mire malsane sulla povera creatura).
Epurato di un paio di scene forti potrebbe essere un film per bambini.
Shannon con la faccia che si ritrova ha buon gioco nel ruolo del villain, ma personalmente inizio ad essere un po' stufo di vederlo fare sempre le stesse smorfie.
Non che ci siano dei gran capolavori a contendersi gli oscar (l'ultima speranza rimane il film di P.T. Anderson di prossima uscita) ma se questo dovesse portarsi a casa qualche statuetta non prettamente tecnica sarebbe davvero un brutto segnale a mio avviso.

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Spera  @  19/02/2018 09:14:02
   5 / 10
Del Toro torna con una storia d'amore raccontata con il suo stile fiabesco inconfondibile.
Sognante e dolce, la vicenda appare talmente semplice che ricorda troppi film del passato senza aggiungere niente alle centinaia di storie di questo tipo passate sul grande schermo, se non una regia molto curata e un sapore futuro/passato di buon impatto visivo.
Ottimo come sempre Shannon e buone le musiche.
In definitiva però rimane un film troppo piatto che non coinvolge, il personaggio del mostro lascia del tutto indifferenti (anche quando torturato) ed è caratterizzato troppo poco per creare un qualsiasi sentimento, anche solo di pietà.
Ma poi va bene che è una fiaba e va presa per quello che è ma alcuni passaggi mi sono sembrati davvero troppo sempliciotti:



Mi spiace ma la cura, lo stile e la buona regia non bastano, "il labirinto del fauno" sembra già un lontano ricordo e soprattutto non era una produzione totalmente USA.


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Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  19/02/2018 08:36:47
   5½ / 10
Film ibrido, ruffiano e prevedibile, ecco cosa ho pensato quando sno uscito dalla sala..... addirittura qualche timido appaluso sui titoli di coda.... 3/4 tematiche buttate li proprio per giustificare il periodo in cui si svolge che condiscono la rivisitazione del più banale dei classici... l'abbattimento delle berriere sulla diversità sfoggiando la purezza d'animo, ma Del Toro è uno tosto quindi questi li fa pure trombare e butta lì qualche schizzo di sangue.... vabeh...

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Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  18/02/2018 23:19:47
   8½ / 10
Bentornato, Ciccio Del Toro! Dillo che avevi bisogno dell'ispirazione giusta, ossia quel rifiuto delle major di fronte alla tua idea di un remake del mostro della laguna nera, e tu allora gliel'hai fatta vedere ed hai tirato fuori la tua "solita" fiaba fantastica, solo che stavolta ti ha girato tutto bene ed hai sbancato. Poi che cast, ancora tremo sotto lo sguardo di Michael Shannon! Un film sontuoso, delicato, commovente, come solo il miglior autore del fantastico poteva darci.

kadhia  @  18/02/2018 22:58:35
   4 / 10
Sconcertata dalla quantità di candidature di questo film agli Oscar. Mi domando il perché e non vedo ragioni. Un minestrone di generi tra spionaggio, fiaba, sentimentale, noir che non accontenta nessuno o per lo meno me. Tempo sprecato. I bei film candidati sono altri.

Cinquantenne  @  18/02/2018 19:55:32
   7½ / 10
Bello sto film, un E.T. molto più spinto. Ho apprezzato molto le scene di nudo la protagonista è una gran bella f***a a me piace tantissimo. Sto mostro non è malaccio, ma ho altri gusti. C'è tanta carne al fuoco e il risultato non è affatto male. L'interpretazione della muta è fantastica. Non avevo visto un c***o di questo regista sicuramente mi vedrò altro dopo sto film, il suo stile è molto intrigante.

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Wilding  @  18/02/2018 11:31:18
   4 / 10
Spinto dall'elenco dei premi sinora ricevuti e dalle critiche positive mi aspettavo molto da questa pellicola, che invece mi delude un bel pò. Una minestra di pellicole passate (ET, Alien, La bella e la bestia, B Movies a gogo...) in questa cosa piatta e triste, infarcita di temi profondi che pochi intuiscono perchè impegnati a sbadigliare!!
Persino la regia, solitamente eccellente di Del Toro, mi lascia perplesso. Che delusione!!

M-Wil  @  18/02/2018 11:05:33
   8½ / 10
La solitudine e l'emarginazione in un mondo in cui prevale sempre di più la tecnologia sugli ideali. L'allontanamento dalla natura divina, che deve essere per forza studiata, sezionata e compresa anche a costo dell'etica. L'acqua in tutte le sue forme: il sangue, la vita e l'amore che alla fine prevale su tutto, filo conduttore di una moderna favola semplice e poetica.

jorge2388  @  18/02/2018 10:25:17
   7½ / 10
Una storia d'amore inusuale, in pieno stile del Toro. Un film che tocca il tema della diversità contestualizzandola negli USA anni '60. Di contorno alla storia d'amore tra la protagonista (muta) e la "creatura", ci sono quattro personaggi, determinanti per la trama, che sono stati ben caratterizzati e in grado di rispecchiare le ipocrisie e le contraddizioni della società del tempo. Soffermarsi troppo sulla critica alla società americana c è qualcosa che a mio avviso poteva essere fatto in maniera meno approfondita. Il contesto è importante più che altro per caratterizzare i personaggi, tuttavia sono numerosi i film dedicati a certe tematiche e quindi io avrei sorvolato un po' di più per lasciare maggiormente spazio ai due veri protagonisti della storia.

La forza di questo film è racchiusa nella capacità di del Toro di rendere credibile e poetica una storia che sulla carta era inconsistente e al limite del ridicolo.
Film apprezzabilissimo in cui ogni attore recita al meglio il proprio ruolo e in cui la fotografia e le ambientazioni la fanno da padrone richiamando costantemente il tema dell'acqua.
Il mio voto non è "altissimo" semplicemente perché il film non mi ha particolarmente emozionato, ma questo è un aspetto del tutto soggettivo.

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marcogiannelli  @  18/02/2018 09:59:08
   8½ / 10
Racconto fiabesco ma con toni dark tipici di Del Toro. E' un Guillermone ancora più mainstream di quanto ci si pensi.
Si beccano tanti temi, dal razzismo all'emarginazione, dalla malapolitica indipendentemente dal colore.
E' il classico film che un pò si sa come potrebbe finire, ma non per questo perde forza.
E poi contiene una maestosa ironia.
Meritatissime tutte le candidature, ci stavano anche Michael Shannon e Doug Jones volendo. Ma Sally Hawkins è pazzesca.

VincVega  @  16/02/2018 20:24:22
   7½ / 10
Un ritorno alle atmosfere de "Il Labirinto del Fauno" per Guillermo del Toro. Atmosfere sognanti, ma allo stesso tempo anche dark, con lo sfondo della guerra fredda e del razzismo. Un mondo in cui i deboli (che può essere il mostro, ma anche uno di colore, oppure un omosessuale) sono continuamente discriminati e qui Del Toro ci mette l'attualità. Un film fatto anche di simbolismi, tipo la Cadillac (con la conseguente ammaccatura) del cattivo Michael Shannon, colui che dovrebbe essere il vincente e uomo cardine del sogno americano. Anche se non è qualcosa di assolutamente nuovo, "The Shape Of Water" è uno dei migliori lavori di Del Toro, per come è raccontato e per l'eccellente lavoro visivo. Molto belle le musiche, che con la loro dolcezza, in certi momenti avvicinano il film dalle parti della Parigi di "Amelie".

Manticora  @  15/02/2018 13:53:42
   9½ / 10
Raramente Guillermo del Toro mi ha colpito come con la forma dell'acqua. Un film potente, che decostruisce l'immaginario legato alla figura del mostro. Perchè il vero mostro è l'uomo, ovvero Michael Shannon, un villain crudele e inumano, ma ovviamente un fallito che vuole fare carriera nel sistema. Con una narrazione multi-strato il regista messicano costruisce una favola nera, in cui Sally Hawkins riesce a recitare in maniera credibile, anche se non dice una parola per tutto il film

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Octavia Spencer, Richard Jenkins,Michael Stuhlbarg sono tre caratteristi comprimari d'eccezione, che danno un grande apporto alla storia. Doug Jones dà corpo alla creatura come solo lui sà fare. Il resto è cinema: favola, dramma, passione e orrore, in un crescendo che dimostra ancora una volta che è il momento per un film horror di vincere agli oscar, soprattutto contro il political correct. E nel era Trump non è poco.
"Guarda! Le menti più brillanti del paese pisciano per terra!"

Norgoth  @  14/02/2018 22:56:19
   7 / 10
Il comparto visivo e la regia è la parte migliore, oltre che la recitazione (Michael Shannon super nel ruolo di antagonista).
Il resto niente che rimarrà impresso nella mente. Forse ho visto troppe volte l'idea della donna, spesso un cessetto o un mediocre comodino, che si innamora di "mostri" (umani e non)... magari la prossima volta si potrebbe variare sul tema e fare il contrario, eh?
Il ritmo è buono e il film è coinvolgente.
Non male.

dagon  @  13/02/2018 20:47:35
   5 / 10
Del Toro capisce che è il momento buono per applicare quello che è il suo stile tipico al politically correct dilagante oggidì, sfornando un film che è una sequela interminabile di ruffianate che vanno anche a echeggiare Amelie, The Artist ecc.
La check list dei temi sensibili d'ordinanza viene scorsa per intero: non bisogna aver paura del diverso, i gay, la magia del cinema del passato (in particolare dei musical... keppalle...), il razzismo, l'incomunicabilità e via così. Tutto nobilissimo sulla carta ma, nella pratica, qui risulta stucchevole e fasullo, sottolineato dalla altrettanto furbacchiotta partitura dello sgamato Desplat.
Sì vabbè è una favola, ma ci sono delle assurdità clamorose che è troppo comodo liquidare con un "si narra...".
Burton con Edward Mani di Forbice, quasi 30 anni fa, aveva trattato molti degli stessi temi, sempre con la forma della favola nera, con ben altri risultati. Qui siamo nel finto antimanierismo più totale, senza, tanto per restare a Del Toro, un'oncia del vigore che aveva "il labirinto del fauno" (QUELLO sì che era un grande film!) o della spontanea originalità delle sue opere inizali tipo "Cronos".
Aggiungiamo al mix, infine, l'insopportabile Sally Hawkins (che detesto visceralmente da "happy go lucky") con un risultato, per me, irritante, autocompiaciuto, melenso e smaccatamente ammiccante.
Belle fotografia e scenografie ma, nei film di questo regista, lo si dà per assodato.

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Ultima risposta 15/02/2018 08.45.05
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aldopalmisano  @  13/02/2018 10:11:18
   6½ / 10
Da appassionato di film d`autore questo mi e` sembrato un film troppo ordinario per i premi e le candidature che si e` aggiudicato.
Se consideriamo il cinema come un`arte dove lo spettatore puo` "distrarsi" (svagarsi e al tempo stesso non concentrarsi su nulla di particolare) allora questo film va bene per spendere due ore con divertimento.

Macs  @  27/01/2018 14:28:46
   5½ / 10
Operazione coraggiosa e al tempo stesso molto, ma molto para**la del buon GDT. Coraggiosa perché il mischione di generi è sempre un gran rischio, e qui infatti si esagera, tra thriller, horror, melodramma, spionaggio, fiaba nera, storia d'amore e perfino musical - col risultato di combinare un gran pastrocchio in un film che non sa essere né uomo né pesce, come il suo protagonista. Il film poi è anche una furba paradio*ta perché GDT fa veramente qualsiasi cosa pur di cercare di accattivarsi i favori del pubblico medio - e dei signori dell'Academy Awards: uno dopo l'altro, sciorina tutti quei temi che ormai paiono indispensabili per assicurarsi il successo di critica e botteghino: 1) storia d'amore romantica ma "impossibile", mixata con solitudine ed emarginazione dei protagonisti della stessa, nonché dei personaggi di contorno - tutti chiaramente con un cuore d'oro ma sfortunati per una vita che li ha penalizzati ingiustamente; 2) razzismo contro i neri; 3) omofobia - gli ultimi due temi, poi, ammonticchiati uno sull'altro. Sul serio, c'è una scena in cui, forse per pigrizia, GDT decide di affiancare nello spazio di pochi secondi la sparata razzista e il gesto omofobo, senza nemmeno cambiare location.
Come se non bastasse, la sceneggiatura fa - acqua, si - in molti punti, e non riesco proprio a passare sopra all'inverosimiglianza del menage quotidiano di una signorina delle pulizie (!) che nel 1962 ha libero e continuo accesso alla stanza top secret che dovrebbe essere ultrasorvegliata di un edificio governativo dove si fa la storia dell'umanità.
Salvano il film dal naufragio nella laguna nera le musiche retrò di Desplat (molto in stile "Amélie"), e i brani d'epoca originali, anche se il rovescio della medaglia è che le scelte musicali contribuiscono a creare quel senso di confusione di genere che impedisce al film di costruirsi un'identità riconoscibile.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  25/01/2018 09:56:25
   8 / 10
Come già successo ne "Il labirinto del fauno" e nella "Spina del diavolo" Del Toro miscela il fatto storico con altri elementi: in questo caso fantasy di estrazione piuttosto cupa, con spruzzate noir riscontrabili soprattutto nelle scenografie deliziosamente retrò oltre che nel parco utilizzo della luce diurna.
La combinazione è da ritenersi riuscita, nonostante un plot piuttosto prevedibile nei suoi snodi e quindi decisamente avaro per quanto riguarda i colpi di scena; però la storia di Elisa, donna delle pulizie in un laboratorio segreto, muta per via di un drammatico fatto risalente alla sua infanzia, e della creatura anfibia strappata con la forza dal suo habitat e rinchiusa per essere sottoposta a sadici studi, funziona eccome, complice un azione ben articolata e un romanticismo che pur attingendo da un immaginario risaputo stile la bella e la bestia, si spoglia di melensaggini inutili sposando situazioni molto più adulte con scene di nudo/sesso ed altre intrise di violenza.
Detto delle favolose ambientazioni, appare giusto sottolineare i ripetuti omaggi al cinema americano d'annata e più precisamente al musical, inoltre appare impossibile soprassedere sulla soundtrack firmata Alexandre Desplat, mentre gli attori -a partire dalla dolce Sally Hawkins e dal crudele Michael Shannon- offrono prove maiuscole con Doug Jones ad ergersi a sovrano del trasformismo regalando un personaggio a metà tra il mostro della laguna nera e quell'Abe Sapien ben conosciuto dal regista messicano. Il tutto in un contesto in cui la Guerra Fredda domina la scena internazionale, la corsa allo spazio diventa predominante come il progresso sfrenato, ma paradossalmente l'arretratezza sociale impera.
Tra l'ambizione spropositata attraverso cui concretizzare il sogno americano e l'impianto favolistico mirato a criticare la politica americana attuale (più che quella dell'epoca) si inserisce un ka-tet (direbbe Stephen King) di emarginati, una famiglia vera, non fittizia come quella tutta apparenza del responsabile della sicurezza: ognuno a suo modo avvolto da una solitudine in cui si cela la forza per combattere il sistema retrogrado e stigmatizzante. Dal contesto emarginato nasce quindi una storia d'amore difficile a credersi, eppure possibile in quanto basata sulla solidarietà senza secondi fini e soprattutto su sentimenti estranei al pregiudizio, guidati solo da quell'irrefrenabile istinto che spinge verso la naturale ricerca della felicità.

Jumpy  @  24/01/2018 12:01:23
   8 / 10
Come molti grandi film, si mescolano vari generi: fantasy/fantascienza, musical Hollywoodiano, sentimentale/romantico, thriller/spionaggio.
Erano alcuni anni che non vedevo un film che mi appassionava così tanto, nonostante delle incongruenze e buchi di sceneggiatura

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Ma è un film che va visto con l'idea di una fiaba: criticheremo Cappuccetto Rosso o Biancaneve o Cenerentola perchè ha delle incongruenze o buchi narrativi? Direi di no :)
Tecnicamente è tutto perfetto: fotografia (alcune inquadrature sono dei capolavori), musiche, scenografie.
Come atmosfera ricorda vagamente il labirinto del Fauno, anche qui aspetti fiabeschi e realtà si fondono tra loro in modo perfettamente armonico.
Stavolta però anche la caratterizzazione dei personaggi, anche se semplice e un po' stereotipata, scende un po' più a fondo, hanno uno spessore più umano.

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  03/10/2017 08:41:22
   7½ / 10
Che dire? Atmosfere deliziosamente più retro dell'epoca in cui è svolto. Elisa, muta per un misterioso incidente, vive sopra un cinema che nessuno frequenta, fa le pulizie di notte in un laboratorio stile area 51. Ha un 'amica molto ciarliera, la sempre ottima Octavia spencer, che l'aiuta e le fa da confidente.un giorno arriva l'uomo cattivo dei servizi segreti, Shannon, con un dio che esce dal Rio delle amazzoni, il mostro della laguna in technicolour, che lo massacra a fasi alterne. Elisa da romantica inguaribile,s'innamora e quando scopre la futura eliminazione,lo fa scappare. Visivamente è una gioia per gli occhi, il classico del toro, a volte un pò troppo stucchevole e improbabile nello svolgimento.ovviamente le battute migliori sono della Spencer e i comprimari spiccano di più sugli interpreti. Fine poetica .personalmente non avrei dato il leone, preferivo un altro, ma dopo i pipponi festivalieri, ben venga grande cinema non impegnato ma poetico

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  02/10/2017 21:48:32
   8 / 10
In un'America razzista, bigotta e ferocemente anticomunista come quella degli anni sessanta si dipana il racconto fiabesco di The Shape of Water. Una fiaba ben strutturata che poggia le sue basi nella Hollywood classica, nei suoi generi e nell'immaginario di qualunque spettatore che conosca quei film. Del Toro con questo film risolleva molto le sue quotazioni dopo il poco riuscito Crimson Peak. Ci conduce all'interno di questa favola per adulti e ci coinvolge con un racconto classico visivamente stupendo e popolato da personaggi ben caratterizzati. La timida e muta inserviente delle pulizie che si invaghisce di questa creatura che viene direttamente dal celebre film di Arnold, la sua compagna di lavoro, il timido vicino gay. Un'accozzaglia di individui perdenti che sono fumo negli occhi di uno spietato e sadico Michael Shannon (altra, ennesima interpretazione da brividi).
Un film che mostra nemmeno tanto in maniera nascosta, la decadenza di una nazione, in preda alla più totale intolleranza verso il diverso e la decandenza del suo stesso cinema con sale vuote e salotti casalinghi pieni davanti a delle scatole chiamate televisori.
Del Toro riesce nel miscelare benissimo le diverse tonalità del film e coinvolgere emotivamente nel racconto. Leggermente meno cupo rispetto al Labirinto del fauno, tuttavia non mancano momenti forti di violenza come di poeticità. Un Leone d'oro che ci sta, anche se personalmente avrei scelto altro. Se non altro in questa edizione la "mattonata" vincitrice ce la siamo risparmiata.

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