la famiglia regia di Ettore Scola Italia 1986
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la famiglia (1986)

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locandina del film LA FAMIGLIA

Titolo Originale: LA FAMIGLIA

RegiaEttore Scola

InterpretiVittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Fanny Ardant, Ottavia Piccolo, Renzo Palmer, Athina Cenci, Massimo Dapporto, Philippe Noiret

Durata: h 2.07
NazionalitàItalia 1986
Generecommedia
Al cinema nell'Agosto 1986

•  Altri film di Ettore Scola

Trama del film La famiglia

Carlo, anziano insegnante in pensione, rievoca la saga della famiglia borghese di cui è l'ultimo patriarca, dai primi del Novecento ai nostri giorni. Attraverso vari quadretti, con la Storia che fa da sfondo alle vicende personali e ai sentimenti di una ben caratterizzata galleria di personaggi.

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Voto Visitatori:   7,76 / 10 (17 voti)7,76Grafico
Miglior filmMigliore regiaMigliore attore protagonista (Vittorio Gassman)Migliore sceneggiaturaMiglior montaggio
VINCITORE DI 5 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Miglior film, Migliore regia, Migliore attore protagonista (Vittorio Gassman), Migliore sceneggiatura, Miglior montaggio
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Voti e commenti su La famiglia, 17 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  01/12/2010 14.35.41
   8 / 10
Uno degli ultimi bei film della commedia all'italiana. Tra i migliori di Scola (aiutato in sceneggiatura da Maccari e Scarpelli) Molto bravo Gassman come anche il resto del cast

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  15/10/2010 11.45.59
   7 / 10
Scola firma un ritratto malinconico e struggente di una famiglia borghese romana a partire dai ricordi di Carlo che si concretizzano in un lungo flash-back. Il film di Scola è delicato nei toni, perfetto nelle scenografie e nella fotografia, accurato nei dettagli storici, con la guerra sempre da sfondo che talvolta si insinua nella vita famigliare. Molto bravi gli attori, peccato che il film risulti un po’ troppo lungo e la visione ne risente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  01/07/2010 19.31.17
   6½ / 10
La storia di una famiglia Italiana del Novecento,o meglio il film ha come vera protagonista la casa dove avvengono tutte le storie,gli intrecci e i tradimenti nel corso degli anni!
Protagonista assoluto il solito immenso Vittorio Gassman...
Ma il film non mi ha coinvolto piu' di tanto...
Le varie storie che crescono durante il film non mi hanno appassionato e nelle due ore di durata ci sono situazioni troppo ripetitive!
Tecnicamente valido ma non penso sia difficile fare un film del genere...

sweetyy  @  28/02/2010 16.55.36
   8 / 10
Mi è piaciuto molto, il film è strutturato in maniera eccellente e accurata nei dettagli. Ottimo cast e soprattutto bravissimo Gassman

dobel  @  01/09/2009 8.40.33
   8½ / 10
Secondo me si tratta di un grande film . Probabolmente, come è stato notato da firme più competenti della mia, non è un capolavoro, ma è comunque un'opera di estrema sensibilità poetica e di ottima realizzazione. Prima di tutto un cast eccezionale nel quale giganteggia un Gassman monumentale (uno dei più grandi attori della storia, anche se al cinema rendeva leggermente meno che a teatro). Sicuramente un grande Carlo Dapporto e magnifiche anche la Ardant e la Sandrelli.
La storia di una famiglia della media borghesia italiana dagli inizi del novecento sino a metà anni ottanta. Quasi un secolo di storia raccontato con discrezione e poesia; gli avvenimenti del grande mondo si intrecciano ed in qualche modo influenzano quelli del microcosmo familiare. Il film si apre con la foto di gruppo per l'ottantesimo compleanno del nonno (professore di lettere e antico rivale del Carducci), con il nipotino omonimo in fasce, e si chiude sulla medesima foto solo che questa volta l'ottantesimo compleanno è di colui che all'inizio era il nipotino. Fra i vari e splendidi personaggi, nei titoli di coda ne manca uno fondamentale: la casa.
In questo film la casa ha un valore estremo. Le carrellate lungo quei corridoi dove abbiamo visto nascere, innamorare, sposare e morire sono l'emblema di ciò che è stabile e sempre uguale a se stesso in un mondo e in una vita in continua evoluzione. E' il punto fermo al quale bene o male i personaggi ritornano. Oggi, in una società che ci costringe a cambiare spesso abitazione, ci accorgiamo meno del valore che si dava un tempo alla casa; il luogo dove si nasce e si muore... il luogo di una vita. In questo film la sua presenza si sente molto: la presenza di un'amica, di un compagno di viaggio che ci sta al fianco con benevolenza e comprensione offrendoci sempre il suo rifugio. E' sempre lei, solida e immutabile: una costante che ci dona sicurezza.
Bellissima e commovente in questo senso l'ultima camminata del protagonista Carlo mentre, per andare nella stanza in cui verrà fatta la foto con tutti i nipotini e parenti varii, passa in rassegna, attraversando il corridoio, tutte le stanze che rappresentano altrettante tappe della propria vita. La morte del nonno, le vecchie zie, la madre, lo studio in cui si innamorò la prima volta, la cucina (cuore delle discussioni)... ogni luogo è un ricordo e una vita che se ne è andata.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR pompiere  @  12/03/2009 16.30.50
   8½ / 10
Le lente carrellate in avanzamento della macchina da presa attraverso il corridoio della casa scandiscono il passare del tempo e anche il passaggio di straordinari e memorabili personaggi che resteranno per sempre scolpiti nel nostro immaginario cinematografico.

Pur essendo principale, il personaggio di Carlo è partecipe di una coralità a più voci. Ciascuna figura ha la sua distinta fisionomia e non prende parte solo in veste di comprimario: come dimenticare, a tal proposito, le zie che nessuno si sposa (Athina Cenci, Monica Scattini e Alessandra Panelli), la cameriera fedele (Ottavia Piccolo) o il beota fascistoide dello zio Nicola (Renzo Palmer)?
Nonostante il gran numero di attori e di personaggi, la narrazione procede spedita senza nessun ingombro e questo merito va riconosciuto a una sceneggiatura che opera per sottrazione, nel rispetto della linearità e con elementi e situazioni basilari.

Gli oggetti dell’appartamento nel quale si svolge l’intero film rimangono nel tempo pressoché immutati e indicano l’idea di continuità familiare oltre le vicende esistenziali, eludendo pure gli accadimenti luttuosi, lasciati compostamente ai margini ed evocati soltanto attraverso simbolismi (vedi il quadro dipinto a nascondere il volto del nonno deceduto, all’inizio della vicenda).
La regia di Scola è una lezione di equilibrio, di raffinatezza e di stile; non calca mai la mano, pur avendone avuto la possibilità. Questo metodo di lavoro da’ la possibilità al montaggio di emergere in pochi ma significativi attacchi, uno su tutti il succedersi delle suonate di campanello con le relative entrate in casa delle decine di familiari (ormai “allargati”) venuti a festeggiare l’ottantesimo compleanno di Carlo.

Dobbiamo quindi ringraziare questo caposaldo del cinema italiano degli anni ’80 perchè ci ha fatto comprendere l’eccezionalità della vita quotidiana, raccontandoci di aspetti minimi senza “ingerenze” fantastiche ed esaltando fino alla commozione l’aspetto umano rispetto a quello storico.
Rivisto oggi “La famiglia” ha l’effetto di una carezza benevola.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  18/01/2009 16.25.09
   7½ / 10
Lo sguardo “malinconico” di Ettore Scola si posa sul “ritratto” di una Famiglia in evoluzione, circoscrivendo la sua azione, che si svolge generazione dopo generazione, all’interno della casa familiare: luogo fisico ed emblematico in cui le storie di ciascun componente si intrecciano, si sviluppano e si disperdono nell’esperienza di vita del capo famiglia (impersonato da un gigantesco Vittorio Gassman), nel principio e nella fine della cui esistenza si racchiude un mondo di rapporti segnati dall’incapacità di comunicare al prossimo i propri sentimenti (come è significativamente testimoniato tanto dalla relazione tra Carlo e Adriana quanto tra quella tra lo stesso Carlo e il fratello Giulio). Una sequela di personaggi tipicamente italiani (bellissimo e divertente il quadretto umano rappresentato dalle tre zie) sfila sullo sfondo dell’evoluzione storica del nostro Paese, non senza, però, un certo “appesantimento” dovuto a una connotazione narrativa un po’ di maniera, che conferisce alla storia un aura forse eccessivamente ovattata e da cartolina. Un gran bel film ma, mio avviso, non si tratta del capolavoro di Scola.
Oltre al grande Gassman, una nota di merito va a tutti gli altri attori che hanno saputo dare corpo a personaggi ricchi di umanità e vitalità.

3 risposte al commento
Ultima risposta 20/01/2009 13.08.11
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DarkRareMirko  @  30/11/2008 23.16.51
   9 / 10
Eccezionale film di Scola (regista che più che altro conosco per certe sue opere minori), strutturato a mò di commedia/dramma corale, che, ripercorrente determinate fasi di vita dei suoi personaggi, mette da sfondo anche la storia esterna (evoluzione del fascismo ad esempio) a ciò che viene rappresentato.

Grandioso tutto il sublime cast (Gassman, la Sandrelli, Noiret, la Ardant, Dapporto), per uno dei migliori film che mi sia capitato di vedere quest'anno.

Poesia per 127 minuti girata più che altro all'interno di 4 mura.
Questo è cinema.

Memorabile anche la fotografia.

NandoMericoni  @  15/02/2008 11.53.15
   9 / 10
cast eccezionale, grandissima prova di Ettore Scola...

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  19/07/2007 14.49.08
   8½ / 10
ho paura a commentare (e a recensire?) questo film.
se dovessi confrontare questo con gli altri due di Scola che ho visto, probabilmente il voto sarebbe 9 o 10. ma dando un occhio complessivamente questo è un film molto rischioso e in parte ingestibile anche se alla regia c'è un maestro come Scola (che dopo Fellini e Leone è il regista italiano che preferisco).
il problema che si pone infatti è: che impronta dare alla storia? ai personaggi? li faccio pessimisti? li faccio ch si piangono addosso? oppure disillusi?
a parte il fatto che il personaggio di Gassman è meraviglioso, penso che come Visconti ha fatto con Don Fabrizio Salina/Burt Lancaster, Scola ha fatto con Carlo/Vittorio Gassman. possiedono una coralità universale che non può che far piangere e sorridere insieme.
riservo tutto alla recensione.
"io mi ricordo, si mi ricordo".

Gruppo REDAZIONE maremare  @  11/05/2007 1.01.54
   8 / 10
Bel film corale di Scola che, attraverso la storia generazionale di una famiglia patriarcale, ripercorre la storia della società italiana dal dopoguerra ad oggi.
Fra gli altri , superba l'interpretazione del patriarca Gasmann.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  11/05/2007 0.56.10
   8 / 10
Ottimo film corale di Scola, forse uno dei migliori di quella decade per il cinema italiano. Una regia per Scola non certo facile, sulla carta, con bellissimi (e lunghissimi) piani sequenza e la direzione di numerosi attori nello spazio chiuso di questa casa, dove si svolge l'intera vicenda della famiglia.

lupin6  @  23/11/2006 18.25.03
   1 / 10
questo è un film che nella storia del cinema ha lasciato un'impronta davvero noiosa!
io sinceramente nn sò cosa ci trovate voi di bello in 'sto film del genere, e se vogliamo dirla tutta, anke politicamente, è un film molto scadente incentrato, e penso proprio che si capisca, solo ed esclusivamente da una parte!!!!

il peggior film in assoluto che abbia mai visto, ne sconsiglio vivamente la visione!!!

p.s peccato che i voti partano dall'uno avrei voluto proprio dare il mio primo zero (e spero), l'unico zero nella mia vita ad un film all'italiana!!

3 risposte al commento
Ultima risposta 28/11/2009 03.34.31
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  05/11/2006 13.59.50
   7 / 10
Nello specchio generazionale di Scola c'è un veteroconservatorismo meno affettato di quanto sembri. Come nel finale, la Famiglia è stretta in un'abbraccio edipico e radicale (con la figura femminile giustamente innalzata a rango di fulcro autorevole della casa e delle vicende affettive e familiari) che è quasi di castrante continuità con le nuove generazionali.
Un'affresco affascinante, attori superlativi (da citare la notevole prestazione della Sandrelli) ma in un'angolo un manierismo che sembra fin troppo logico identificare con la parola "capolavoro".
Personalmente non è il mio genere di film, forse perchè suppongo che dalle vicende sarebbe stato necessario ricavare piu' "larva" e meno ricorso alla poetica consolidata dell'album di ricordi.
Tuttavia, è facile dissimulare ogni sospetto, se si tiene presente quanto il vantaggio della famiglia patriarcale costituì il perno sociale di una generazione "protetta" e con una vera e propria identità genealogica. Oggi difficilmente è così.
Massimo rispetto per questo film e per Scola, anche se il Visconti di "Rocco e i suoi fratelli" resta insuperabile (ma modello scomodo di famiglia alla luce della rievocativa risonanza di questo film).
Ma preferisco meno poesia e un po' più di crudeltà

2 risposte al commento
Ultima risposta 19/07/2007 21.01.56
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quaker  @  06/06/2006 23.07.10
   9 / 10
Grande affresco della vita di una famiglia borghese italiana del '900, girato tutto in un appartamento del quartiere Prati a Roma, diretto da quel grande sceneggiatore che è Ettore Scola, magistralmente interpretato da Vittorio Gassman, e, menzione speciale, da Fanny Ardant, oltre che da un folto gruppo di attori tutti "in palla".
E' inspiegabile che questo film, nostro, veramente bello, che evoca tanti ricorsi, tecnicamente ineccepibile, coraggioso per la scelta della ambientazione unica, che ripercorre la storia di un secolo, ricco di riferimenti storici e culturali mai casarecci ed anzi veramente puntuali e aderenti alal vicenda, che ha preso pure 5 David di Donatello, sia snobbato ed abbia solo 2 commenti (3 col mio), passi così raramente in TV, e, in definitiva, sia stato un mezzo insuccesso...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bodego  @  18/12/2005 22.27.01
   8½ / 10
Che s può fare oltre che lodarlo.
Un film che mette la malinconia che tuttavia non rriva ami alla drammaticità acuta.
Bello; sopratutto il fatto di riuscire a fondere fatti privati con avvenimenti storici.
Cast e regia ottima, per non parlare della sceneggiattura.
Da vedere.

polbot  @  15/09/2005 8.46.55
   10 / 10
un film che ti prende... entri in quell'appartamento e non ne esci + ... se nn alla fine... con la gola annodata. Grande gassman

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