labirinto di passioni regia di Pedro Almodovar Spagna 1982
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labirinto di passioni (1982)

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locandina del film LABIRINTO DI PASSIONI

Titolo Originale: LABERINTO DE PASIONES

RegiaPedro Almodovar

InterpretiCecilia Roth, Imanol Arias, Helga Liné, Marta Fernández Muro, Fernando Vivanco, Ofelia Angélica, Ángel Alcázar, Concha Grégori, Fany McNamara, Antonio Banderas, Agustín Almodóvar, Eva Siva

Durata: h 1.40
NazionalitàSpagna 1982
Generecommedia
Al cinema nell'Agosto 1982

•  Altri film di Pedro Almodovar

Trama del film Labirinto di passioni

La complicata storia della ninfomane Sexilia, del terrorista islamico gay Sadec, del figlio dell'imperatore di Tiran, Reza Niro e di Queti, figlia del proprietario di una lavanderia. Quando Riza Niro scopre che Sadec e i suoi compagni lo seguono, si traveste da cantante punk e s'innamora dell'affascinante Sexilia, con la quale ha la sua prima relazione etero.

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Voto Visitatori:   6,29 / 10 (12 voti)6,29Grafico
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Voti e commenti su Labirinto di passioni, 12 opinioni inserite

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Dick  @  17/09/2016 19:10:42
   6½ / 10
I primi di Almodovar sono veramente simpaticamente eccessivi. XD
Qui addirittura si mischia anche il terrorismo. A tratti divertente, ma alquanto frammentario.
Compare anche il regista che canta!

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  09/06/2016 18:39:10
   5 / 10
Tra i primi film scandalo di Almodovar che ha il principale difetto nella carenza di contenuti e in un "eccesso" non necessario.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  15/09/2013 19:24:22
   6½ / 10
Che figàta il Pedro della movida '80 di Madrid.
In nuce la sua spietata capacità di girare film vorticosi, perfettamente sincronizzati per un finale da sonore risate (su tutte, la gag della portiera e il lassativo), ma anche dolci e pensosi. I personaggi di Labirinto, tra i quali nessuno è protagonista, sono tutti amabili, nella loro trash e pruriginosa umanità. Non è ancora l'Almodovar dei tempi d'oro, di quando ha cominciato a fare film di una profondità sconcertante, ma credo che siano basi ineludibili. Film della giovinezza, ma che è meglio non rinnegare. La sua abilità teatrale, raggiunta con il capolavoro "Donne sull'orlo di una crisi di nervi" (perlomeno nella commedia), mi manda in visibilio tutte le volte.

arpia  @  16/01/2011 15:09:56
   10 / 10
Non condivido affatto le critiche ad un film di Almodovar, il quale (per un labirinto di passioni da minotauro e icaro che tenta di spiccare i voli) abbia scelto tematiche e cast di primo piano e di prima fila. Almodovar e altri film di banderas meritano studi a parte. Non si dimentichi che Almodovar, crudamente, illustra la storia di Benigno, cancro d'ospedale di como su cui stanno le tre civette a far l'amore con le figlie del dottore, e coglie bnissimo il fondo del problema "parla con me" o parla con lei.
Banderas, il cui nome Josè Antonio Dominguez (il nipote minore è Domingòs) è anche il marito di una mia mita, Melanie Griffith, il cui ruolo di semplice impiegata in carriera nel mondo dell'alta finanza radiofonica e di tante pretty wooman, l'avrò rivisto - senza esagerare - cinque volte, come five fingers. Bravi e belli entrambi.
Ma banderas, appunto, rappresenta anche il viso della bandiera: ciò che identifica una intera nazione e popolo, semprechè mantenga fede nei colori e nei contenuti a quanto promesso. Per una foglia di acero rosso a cinque punte basta una mano. Per una stella di David a fondo bianco e azzurro ce ne corre. Incidenter tantum i più ortodossi rabbini contestano, appunto, l'esistenza di una "bandiera" di tal fatta potendosi al mondo rappresentare una stella gialla e piena su fondo bianco.
Una Bandiera è una bandiera e va sempre rispettata!
Certamente quasi tutte le bandiere, purtroppo, furono distrutte per vicende belliche. Restano però tante bandierine. Ad esempio, dopo la guerra, in tema di "stazioni radio" a contenuto freedom e libero rispetto ai limiti di stato, nel 1964 (mio anno di nascita) nacque, appunto per la memoria, radio CarolinE, in acque internazionali ovviamente. Per contendersi il primato con la terranea "radio Lux emburg". Nacque come radio "pirata" in acque internazionali e con una infinità di "bandierine" per la memoria e per la shoah.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  31/01/2010 13:44:25
   4½ / 10
Pessimo il secondo film di Almodovar.
Il primo era godibile,ma questo Labirinto di passioni è un pasticcio confuso e noioso,neanche eccessivamente trash. Le storie raccontate dal regista sono troppe e confusionarie e ho fatto molta fatica a seguirlo.
A tratti c'è qualche risata ma il resto,parere personale,è da buttare. L'esaltazione del diverso questa volta è non solo eccessivamente irreale ma eccessivamente noiosa.
Il titolo però è esatto,ma in questo labirinto ci si perde letteralmente fino a non capirci più niente.
Non mi ha detto nulla questa seconda opera dello spagnolo.

4 risposte al commento
Ultima risposta 14/01/2013 22.38.14
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  05/12/2009 20:06:19
   4½ / 10
Un pasticcio firmato Almodovar...ne fanno parte ninfomani,travestiti,gay e perfino terroristi...
Poco da vedere in questo "primo" Almodovar che piu' che cercare qualita' di contenuti cerca di scandalizzare il pubblico con argomenti sempre spinti...La maturita' del regista arrivera' quando comincera' a trattare questi temi usando il cervello...qui siamo lontani...

Mpo1  @  24/10/2009 22:43:05
   7½ / 10
E' stato il primo film di Almodovar che ho visto... divertente, folle, dissacrante, sicuramente sgangherato ma molto più originale, fresco e vivo dei recenti melodrammi del regista spagnolo.

paride_86  @  31/12/2008 02:41:22
   6½ / 10
Secondo lungometraggio di Almodovar, dedicato alla movida madrilena. Si tratta di una commedia divertente, sconclusionata e spensierata. La trama se ne va un po' per la tangente, ma se ci si fa conquistare dai colori e dalle trasgressioni è un film godibilissimo.

tarax  @  28/04/2008 02:41:45
   5 / 10
non mi ha preso completamente, trama ingarbugliata e di poco interesse... insomma, se volete vedere almodovar nn incominciate da questo film!

siren  @  07/03/2007 19:21:54
   6 / 10
Movida ,anni '80,smalto per unghie e labbra screpolate.
La psicologa che sembra una scultura di Botero,disinibita e tenace, tenta di sedurre il ginecologo asettico che vive in castità nella sua provetta di vetro.Tante storie che si intrecciano con quella di Sexilia, leader delle "Las Ex ",e Riza, erede riluttante, in incognito a Madrid.Il loro incontro innesca la svolta:lei abbanodona la ninfomania per amore e guarisce persino dalla fotofobia, lui si riscopre etero.
Pedro fa le prove prima di diventare Almodovar,gli ingredienti ci sono tutti,(anche il giovane Banderas nei panni del terrorista khomeinista ), ma qualcosa s'inceppa, il plot è ingarbugliato,il regista scivola e strafà. Finale grottesco, forse.
Non passa inosservato il cammeo di Pedro in minigonna,versione rockyhorror direi; i testi di alcune canzoni della banda sonora sono sue.
Perplessità a parte,lo si può salvare.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  09/08/2006 15:29:07
   7 / 10
velocissima e godibile commedia.almodovar ricorda molti momenti della sua gioventù madrilena,quando era pure membro di un gruppo punk.
in particolare c'è una scena in cui abbandona la sua dignità e,agghindato da drag queen,regala al pubblico una (apprezzabile) prova canora.
forse il difetto principale è che pedro vuole raccontare un po' troppe storie e ogni tanto lascia qualche dubbio allo spettatore,ma è un buon film.

Crimson  @  25/01/2006 11:22:15
   6½ / 10
Commedia divertente, caratterizzata da un ritmo frenetico (specie nella parte finale) e dalle solite trovate assurde e coinvolgenti, anche se per me non rappresenta un grosso passo in avanti rispetto a "pepi, luci, bom..". La protagonista femminile è la bellissima Cecilia Roth (qui ventiquattrenne), nel ruolo di Sexillia, che scopre l'amore dopo una vita da ninfomane caratterizzata da un trauma infantile a cui saprà porre rimedio risalendo alla verità, in seguito ad una serie di coincidenze e peripezie intricate e divertenti.
Anche se in un ruolo minore esordisce il ventiduenne Antonio Banderas, nella parte dell'arabo dall'olfatto sviluppato.
In definitiva si tratta di una commedia che si lascia guardare volentieri ma ancora lontana dall'essere geniale.

2 risposte al commento
Ultima risposta 17/03/2006 19.13.58
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