il promontorio della paura regia di J. Lee Thompson USA 1962
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il promontorio della paura (1962)

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locandina del film IL PROMONTORIO DELLA PAURA

Titolo Originale: CAPE FEAR

RegiaJ. Lee Thompson

InterpretiRobert Mitchum, Gregory Peck, Polly Bergen, Martin Balsam

Durata: h 1.46
NazionalitàUSA 1962
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 1962

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Trama del film Il promontorio della paura

Cady, un criminale uscito di galera dopo aver scontato una pena di otto anni, decide di farla pagare a Sam Bowden, testimone d'accusa che lui considera responsabile della sua condanna. Cady se la prende con la moglie e con la figlioletta di Sam. Ma il legale saprà vendicarsi attirando l'ex galeotto nelle paludi della Florida, dove avviene la resa dei conti.

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Voto Visitatori:   7,56 / 10 (24 voti)7,56Grafico
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Voti e commenti su Il promontorio della paura, 24 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  29/12/2019 15:05:08
   7 / 10
Altro classico del thriller americano anni 60 (poi come tutti sanno rifatto da Scorsese nel '90) incentrato sul duello psicologico tra due personaggi agli antipodi.
Sarebbe un film anche abbastanza ordinario, se non fosse per:
1) la violenza mentale e anche fisica che permea tutto il film (il confronto tra Cady e la figlia di Bowden, o di Cady con la moglie di Bowden) piuttosto spinta sia per i tempi che ancora oggi;
2) le interpretazioni non tanto di Peck ma del diabolico Mitchum, molto più "comune" del fanatico estremizzato (in positivo) di De Niro, ma che fa venire i brividi solo a guardarlo, figuriamoci quando apre bocca o decide di agire;
3) ultimo ma forse il più importante, anzi senza dubbio il più importante, lo score magistrale di Bernard Hermann; inutile negarlo, quell'accompagnamento musicale parla da solo per il film, punto e basta. Chiunque si cimenti nella visione se ne rende conto già dalle prime inquadrature, e di quanto la pellicola ne giovi.

In definitiva, da vedere, e se piace il remake, il recupero è d'obbligo.

Dom Cobb  @  31/08/2019 22:55:35
   9 / 10
Un criminale appena uscito di prigione intende a tutti i costi farla pagare all'avvocato che l'ha spedito al fresco; per l'uomo e la sua famiglia significa l'inizio di un incubo man mano che il malvivente continua a spiarli con insistenza sempre maggiore e una presenza gradualmente più soffocante...
La vera sorpresa è quando ci si trova di fronte a un'opera dai precisi tratti stilistici tipici di un artista, che somiglia al prodotto di quell'artista in tutto e per tutto, sia nella forma che nel contenuto, quando in realtà non è affatto di quell'artista. In questo caso stiamo parlando di questo "Il promontorio della paura". Da quel che ho capito, Hitchcock doveva essere il regista salvo poi farsi da parte per motivi ignoti; poco importa, perché alla fin fine, il film in questione è probabilmente il miglior film hitchcockiano che lo stesso Hitchcock non ha mai diretto.
Gli ingredienti soliti del cinema del maestro della suspense sono tutti disposti lì, dalla persona "normale" intrappolata in una situazione più grande di lui al rapporto con i familiari che gioca un fondamentale ruolo a livello emotivo, alla tensione crescente, alle attese, alla minaccia onnipresente. Tutto ciò che manca è il nome di Hitchcock sui titoli di testa e l'illusione sarebbe completa. A maggior ragione applaudo il regista J. Lee Thompson, capace di creare una copia perfetta in termini di stile senza mai dare l'impressione di un'imitazione di seconda lega.
Il ritmo è scandito in maniera perfetta, senza tempi morti, e la sceneggiatura, che abilmente evita (quasi tutti) i luoghi comuni ormai divenuti una tradizione del genere,


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fila liscia come l'olio ed efficiente come un orologio svizzero. L'atmosfera man mano sempre più opprimente viene inoltre valorizzata da uno strepitoso bianco e nero, forse il miglior lavoro del fotografo Sam Leavitt, che finora non mi ha mai veramente impressionato. E poi c'è la colonna sonora di Bernard Herrmann, che sebbene manchi di temi memorabili, fa un eccellente lavoro nell'accrescere i toni aspri e sempre più urgenti della narrazione.
Gli attori sono tutti in palla, e a giganteggiare sono i due acerrimi rivali, il buono Gregory Peck e lo psicopatico Robert Mitchum: quest'ultimo in particolare mette da parte le esagerazioni e le gigionerie di alcune sue passate interpretazioni (si veda "La morte corre sul fiume") e riesce a rendere il suo ex galeotto una vera, palpabile minaccia.


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Si fa notare inoltre un Telly Savalas ancora relativamente agli inizi in una parte secondaria.
Come ho già detto, l'intera produzione risulta impeccabile, al punto che uno non si accorgerebbe neppure della vera identità del regista senza essere prevenuto. A mio modesto parere, questo fantastico thriller non ha nulla da invidiare al miglior Hitchcock, e meno male, considerato il potenziale del soggetto. Un'autentica chicca da non perdere, invecchiata benissimo.

Goldust  @  07/11/2016 10:35:03
   7½ / 10
Sottolineato dalla straordinaria partitura musicale del maestro Bernard Herrman il thriller di Thompson contrappone, in un crescendo che si fa sempre più insostenibile, il "bene" della famiglia tipo americana con il "male" del lupo solitario assetato di vendetta. Oltre a saper miscelare con maestria atmosfere torbide ed ossessive il film funziona forse oggi più di ieri perchè disegna uno scenario ancora estremamente attuale, con la pace famigliare messa a repentaglio dalle continue pazzie di uno psicopatico ( che oggi chiameremmo stalker ). Ovvio allora che i giochi vengano comandati dalla rude vigoria di un eccezionale Mitchum, in una parte che sembra stata scritta apposta per lui; certo, chi conosce "La morte corre sul fiume" rimarrà forse meno colpito dalla sua grandezza come villain.

antifan  @  17/09/2016 12:31:22
   8 / 10
La finzione di Thompson funziona; grazie alla pregevole( per gli standard dell'epoca e non solo...) messa in scena e alla colonna sonora di Bernard Herman, famoso collaboratore di Hitchcok, che carica di tensione e suspence il film. Tanto che a momenti sembra un film del maestro della suspense; e questo è un elogio, sia chiaro.
La trama brilla per la sua semplicità: Una madre e una figlia sono minacciate da un maniaco appena evaso, colpevoli di essere la famiglia di un rispettabile avvocato che anni fà mandò in cella il delinquente.
Se il soggetto è semplice lo è anche lo sviluppo della storia, si ha la sensazione che i realizzatori abbiano fatto un grande lavoro di limatura, tagliando tutto il superfluo e lasciando solo l'essenziale per rendere coinvolgente la storia. Film rigoroso dove anche i temi trattati non scadono mai nel retorico o nella spettacolarizzazione gratuita(in tutti i sensi). A brillare in questo conteso sono Gregory Peck nel ruolo del onesto Avvocato e capofamiglia ma sopratutto Mitchumhe è inquentante e fastidioso al punto giusto( e anche in questo caso la caratterizzazione non è mai gratuiita).
Un film eccelente che può anche essere sottovalutato data la sua apparente semplicità

gemellino86  @  18/11/2015 19:59:03
   8 / 10
Bel classico con un grande Mitchum e uno straordinario Gregory Peck. Lo rivedrei ancora per diverse volte. Migliore del remake di Scorsese. Consigliatissimo.

1 risposta al commento
Ultima risposta 18/11/2015 23.03.42
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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  04/07/2014 20:42:06
   7 / 10
Un buonissimo film che mantiene tutto il suo fascino dopo più di mezzo secolo. Merita una visione.

alex94  @  25/06/2014 18:19:50
   8 / 10
Ottimo film dei primi anni 60 diretto da J. Lee Thompson.
La trama è buona e molto originale per gli anni in cui questo film è stato girato e non annoia mai grazie anche ad un ottima sceneggiatura, anche la la regia è ottima e il cast è composto da grandi attori come Robert Mitchum,e Gregory Peck.
Di poco superiore al remake di Scorsese,merita almeno una visione.

pak7  @  03/01/2014 07:10:22
   8½ / 10
E' sicuramente superiore (ma di poco) al remake. Qui davvero è l'atmosfera a farla da padrona, nel remake è De Niro e la sua interpretazione a farsi apprezzare. In ogni caso avercene di remake come Cape Fear!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  16/07/2012 13:13:40
   7 / 10
Meno conosciuto del remake firmato Scorsese ma altrettanto valido questo "promontorio" di Thompson!
Anche in questo caso il cast è perfetto,spicca la prova di Mitchum nei panni del crudele galeotto in cerca di una vendetta lenta e dolorosa ai danni della famiglia dell'avvocato Peck!
La tensione è aiutata anche da una colonna sonora indovinata.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  02/07/2011 00:26:18
   7½ / 10
In realtà è un thriller grossolano, tutto incentrato sull'intoccabilità dei valori della famiglia americana messa alla prova da un cattivo di prima categoria. La sceneggiatura non va per il sottile ma è un peccato non aver insistito sul lato oscuro che si sviluppa nell'avvocato irreprensibile; tuttavia è un film che per varie ragioni è entrato nella storia del cinema di genere dell'epoca e ancora oggi conserva una dose di suspense e di audacia (specie nel versante sessuale) decisamente efficace.
Thompson regala qualche raffinatezza visiva che non ci si aspetta ma il film è tutto nella celebre partitura musicale al cardiopalma di Bernard Herrman e nel duello recitativo tra Peck e Mitchum: il primo perde con onore al cospetto di un avversario tanto focoso in una performance che, insieme a quella del reverendo de "La morte corre sul fiume" ha segnato il repertorio della malvagità cinematografica, un misto di violenza, erotismo, sfrontatezza e follia a cui De Niro è riuscito solamente ad avvicinarsi nel remake scorsesiano degli anni '90.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  04/03/2011 12:36:59
   7 / 10
Impossibile non tenere conto del remake scorsesiano di questo thriller che si rifà tanto in alcuni punti al miglior Hitchcock,a partire dalla colonna sonora spaventosa di Herrman. Ed è proprio dal paragone con Scorsese che di meno non si può mettere né all'uno né all'altro: l'italoamericano ha ripreso tantissimo dell'originale edulcorandolo e rendendo la sua creatura più violenta e crudele,ma l'originale è la base per comprendere le scelte successive di Martin.
Ottimo Peck e ancora di più Mitchum che nel ruolo di cattivone/uomo nero dà sempre il massimo (anche se meno de La morte corre sul fiume),però De Niro,data anche la sua libertà creativa e la censura che colpì all'epoca il Cape fear di Thompson,risulta molto più incisivo.
E se si parla di censura come non notare i segnali impercettibili lanciati dall'originale poi raccolti dal rifacimento,con un Cady maniaco sessuale lascivo nei confronti della figlioletta dell'avvocato,cosa che all'epoca purtroppo fu lasciata solo ad intendere,ma che il remake rilancerà con sicurezza in alcune delle scene più forti e indimenticabili del cinema scorsesiano.
Non si può dire che perda il confronto con il remake,ma di certo lo Scorsese commerciale sa fare i remake alla grande,con lampi di genialità: dove non poté osare la perversione nel '62 c'è la spinta sull'acceleratore di De Niro e compagni,il che li rende due lavori davvero buoni.

edmond90  @  04/01/2011 20:11:06
   7 / 10
Un thriller ordinario con una trama ordinaria nobilitato da un fantastico Robert Mitchum,che grandeggia nella parte dello psicopatico Max Cady e domina nel duello con Gregory Peck,un po sottotono.
Lo preferisco al remake di Scorsese,troppo confusionario nel finale.

bulldog  @  21/10/2010 10:32:53
   7 / 10
Classico thriller dagli strascichi Hitchcokiani sotenuto dal sempre grande B.Hermann in colonna sonora.

Più che discreto, ma imparagonabile al remake di Scorsese, che è molto più furente e meno lineare.
Il Cady di DeNiro con la sua devozione per Henry Miller, ha ben poco da spartire col seppur otttimo personaggio di Mitchum.

kierkegaard1000  @  16/01/2010 15:47:50
   7½ / 10
Ho visto prima il remake del 1991 con nolte e de niro, e sinceramente mi è piaciuto di più. Non si può dire che questo film sia male, anzi, è ben fatto, ma il remake merita un punto in più, vista la presenza di certe scene in pù, alcuni particolari differenti e migliorati, oltre che per un finale assolutamente superiore. Comunque consigliata la visione.

JOKER1926  @  03/06/2009 14:16:05
   7 / 10
"Il promontorio della paura" di J. Lee Thompson è un gran bel prodotto cinematografico del lontano 1962, film americano di genere Drammatico/thriller.

La pellicola presenta indubbiamente una importante serie di pregi, fotografia buona e musiche abbastanza tormentose, insomma quasi sempre "azzeccate" per l'occasione.
Ovviamente il punto forte de "Il promontorio della paura" è il cast, da lodare ovviamente Robert Mitchum in una prestazione bestiale, l'attore è praticamente perfetto incarnando cinismo e determinazione allo stato puro, ma anche gli altri (Gregory Peck) nei panni dell'avvocato recita molto bene.
Comunque le due icone (avvocato e il criminale) sono almanaccate in modo prettamente egregio, bisogna dunque celebrare imponentemente la regia per l'idealizzazione di Cady (fisico possente, prepotenza, arroganza) una delle icone "malvagie" più celebri ed importanti del Cinema.

"Il promontorio della paura" inoltre è composto da un ritmo robusto, la noia sarà quasi sempre assente; la trama del film è abbastanza buona, mancano quindi grosse incongruenze e banalità; ovviamente qualche passaggio poteva essere costruito meglio, ad esempio l'episodio del cane è troppo "frettoloso", la regia doveva prolungare alcuni episodi ma in fin dei conti è troppo parlare di difetti, insomma sono delle minuscole "inadeguatezze" della sceneggiatura.
Film abbastanza fluido, raffinato.
Il finale (a Mio avviso) delude, troppi episodi grotteschi, rocamboleschi quasi devastano quella immensa "pacatezza" (che fa rima con eleganza) cinematografica della pellicola di Thompson.

"Il promontorio della paura" giocando anche su egregi e vibranti dialoghi e su (come detto) una notevole dose di tecnica cinematografica (da notare alcune inquadrature da manuale) riesce ad essere una gradevolissima pellicola; ottimo lavoro.

LoSpaccone  @  27/05/2009 12:02:54
   7 / 10
Un classico del thrilling la cui fama è forse maggiore delle sue reali qualità. Il film ha principalmente il merito di avere regalato alla storia del cinema uno dei più riusciti e inquietanti "cattivi" di sempre. Buona la suspense (in questo senso sono efficaci le musiche), bello il bianco e nero. Il miglior film di Thompson, un regista poco più che mediocre, che qui però svolge il suo compito con onore.

rapture  @  24/03/2008 12:35:17
   7½ / 10
Superbi contrasti e riprese, nonchè fantastica la competizione recitativa Peck/Mitchum. Il difetto è nella sceneggiatura, a volte incespicante e stiracchiata, come la vicenda della ragazza rimorchiata al pub, o la poco credibile furbizia del cattivo / inettitudine dei buoni nella parte finale.. La prima mezzora è perfetta.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  28/09/2007 00:25:48
   7 / 10
Un buon thriller con due grandissimi protagonisti. Molto definiti i personaggi, privi di chiaroscuri (contrariamente al remake di Scorsese). L'integrità del personaggio di Peck rimarrà pressochè intatta, malgrado i tentativi di Max Cady (un bravissimo Mitchum), di portarlo sul suo stesso livello.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  30/06/2007 20:18:09
   8 / 10
Preferisco il primo film al remake scorsesiano. Ha una sceneggiatura migliore ed evita gli spunti troppo "super eroistici" nell'antagonista.
Tra De Niro e Robert Mitchum la scelta è difficile, non tra Gregory Peck e Nick Nolte (il primo vince senza problemi).

Dick  @  03/06/2007 23:25:20
   8 / 10
Il film risulta teso e coinvolgente con due protagonisti ben amalgamati nel ruolo di antagonisti l' uno dell 'altro.

risikoo  @  21/05/2007 12:26:23
   8 / 10
Ottimo film con due grandissimi interpreti.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  14/02/2007 20:57:27
   7 / 10
Non è un gran film, pero' gli interpreti sono davvero straordinari. Il contrasto tra l'avvocato liberale Peck e la sua bella famiglia e il minaccioso pregiudicato Mitchum - in una delle piu' grandi personificazioni del Male mai viste al cinema - è straordinario.
E quando Cady, col suo corpo possente, arriva a molestare e minacciare la famiglia dell'avvocato, beh il tutto reca un pathos intensissimo, di malsano erotismo.
Un po' troppo truculento e forzato il sequel di Scorsese del 1992, dove gli interpreti del primo film si concedono brevi ma significative apparizioni

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Zazzauser  @  22/11/2006 14:00:57
   8 / 10
D'accordo con Requiem. Bellissimo thriller in bianco e nero dai toni decisamente cupi, specialmente nelle scene finali, rinforzato dall'eccezionale interpretazione di MItchum che sembra essere nato per la parte del cattivo freddo, cinico, quasi asentimentale di questo film. Peck invece mi ha soddisfatto poco, piuttosto monoespressivo. Bella la fotografia.
Aspetto di vedere il remake di Scorsese del 1991 per poter giudicare meglio...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  21/11/2006 21:04:30
   8 / 10
Con "I cannoni di Navarone" forse Jack Lee Thompson ha fatto di meglio. Ma questo rimane comunque uno dei suoi lavori migliori, anche perchè in seguito sarebbe diventato un regista mediocre.

Qui però è aiutato da grandissimi interpreti, e dalla famosissima colonna sonora, che è ormai diventato un classico.

Mitchum è il punto forte della pellicola, inutile negarlo, è un dato di fatto. Senza di lui perderebbe tantissimo.
Oltretutto aveva già avuto una parte simile un po' di anni prima in quello che è oggi considerato (a ragione) il capolavoro dei capolavori, ovvero "La morte corre sul fiume" di Charles Laughton.
Scorsese lo ha rifatto tanti anni dopo, con De Niro al posto di Mitchum. Bè, forse l'originale è migliore (ma solo perchè viene prima, tutto sommato anche quello di Scorsese è un bel thriller), ma scegliere tra un Mitchum e un De Niro è sostanzialmente impossibile.

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