il peccato di lady considine regia di Alfred Hitchcock USA 1949
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il peccato di lady considine (1949)

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locandina del film IL PECCATO DI LADY CONSIDINE

Titolo Originale: UNDER CAPRICORN

RegiaAlfred Hitchcock

InterpretiJoseph Cotten, Cecil Parker, Denis O'Dea, Margaret Leighton, Ingrid Bergman, Jack Watting, Michael Wilding

Durata: h 1.57
NazionalitàUSA 1949
Generedrammatico
Al cinema nel Maggio 1949

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Trama del film Il peccato di lady considine

Australia 1835. Appena sbarcato, il nipote del governatore inglese incontra la cugina che, sposata con un ex ergastolano, s'Ŕ data all'alcol. La colpa Ŕ solo del marito crudele?

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Voto Visitatori:   6,92 / 10 (13 voti)6,92Grafico
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Voti e commenti su Il peccato di lady considine, 13 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Enzo001  @  12/10/2022 16:35:16
   7 / 10
Un buon dramma in costume di Hitch, forse eccessivamente criticato ma a ragione fra i suoi film minori. Caratterizzazione a tutto tondo dei personaggi, in particolare di Lady Considine, interpretata dalla straordinaria Ingrid Bergman. Un film che scivola via velocemente fino a un happy ending forse un po' frettoloso.

Godbluff2  @  23/09/2022 18:09:43
   6½ / 10
I finali sono importanti. Sono importanti soprattutto se di per se quello che veniva prima, pur valido, non era esattamente la vetta artistica del regista in questione.
"Under Capricorn" è un buon film devastato da un finale terrificante.
Peccato perché a me stava anche piacendo. Apprezzo sempre quando un autore da prova di versatilità nel genere di film che affronta, anche uno molto legato ad un genere in particolare come Hitchcock è giusto che ogni tanto sperimenti tipi di narrazione differenti e generi differenti; poi è vero, Hitch non era troppo a suo agio al di fuori del "thriller" ma questo tentativo di film in costume-(melo)drammatico non è affatto da buttare, per quasi tutta la durata almeno, ha parecchie cose positive al suo interno.
Certo, fu un'operazione produttivamente e commercialmente disastrosa, pensata male e gestita peggio. Costi alti, buona parte dei quali spesi per l'elevatissimo compenso di Bergman, ormai stella hollywoodiana per eccellenza, in un film che deluse il pubblico perché "non era un thriller" (brutto vizio questo del pubblico, è una maledizione simile a quella del Martin Scorsese "quello dei gangster movie" quando invece ne avrà girati quattro in tutta la carriera e lui si che è un maestro dell'eclettismo e ha girato quasi sempre grandi film attraversando svariati generi, ma questo è un altro discorso...) e che quindi fu un flop mostruoso e portò al fallimento della casa di produzione di proprietà dello stesso Hitchcock.
Lui si pentì del film, finendo per essere forse anche troppo severo con esso, si pentì di aver girato un film in costume con poco humor e troppo dramma (ed è un peccato, vedi discorso sulla versatilità ma Hitch a livello di "genere" è sempre stato poco portato per film troppo lontani dal "thriller") e c'è anche da dire che Ingrid Bergman stessa, la costosissima mega-diva che si rivelò una delle armi a doppio taglio per il film, era ormai stufa del gigantismo Hollywoodiano e del suo stato di "Diva numero uno"; questo sarà per diverso tempo l'ultimo suo film americano, con la svedese in procinto di reinventare completamente la sua carriera (e la sua vita) in Italia, con Rossellini. Tutt'altro cinema, tutt'altro mondo.
Eppure, dicevo, a me il film stava piacendo. Esteticamente raffinato, le lunghe e fluide carrellate in piano sequenza sono perfette per esaltarne la bellezza visiva e dare ampio respiro alla narrazione, mentre i primi piani riescono a sottolineare splendidamente ogni preziosa sfumatura espressiva dei volti degli attori, sfumature fondamentali in alcune scene chiave del film.
Hitchcock dunque si adatta bene al film in costume e sa usare lo stile di regia e di messa in scena più appropriato per l'occasione.
Mi stava piacendo anche la storia, e la caratterizzazione dei personaggi era molto valida, entrambi i Considine sono personaggi complessi e sfaccettati, tormentati e profondamente umani, rinchiusi in un drammatico vortice discendente di vizio e senso di colpa (il solito senso di colpa hitchcockiano fortemente centrale anche in questo film così diverso per genere e stile dagli altri); Ingrid Bergman, non nuova a personaggi molto "al limite" (soprattutto per gli standard americani dell'epoca, si veda anche "Gaslight" di Cukor) offre un'altra ottima prova nei panni dell'alcolizzata, fragilissima lady Considine e Cotten è altrettanto convincente. Gli attori si sono preparati al meglio e non si può dir loro niente.
A livello di caratterizzazione sono tra i personaggi più ricchi e complessi di Hitchcock fino a quel momento, molto probabilmente, proprio perché la storia richiedeva un maggior approfondimento e un maggior scavo psicologico nelle figure dei protagonisti rispetto alla maggior semplicità espressiva necessaria ai meccanismi hitchcockiani di parecchi film thriller-spy precedenti.
Il personaggio della domestica è uno dei più gustosamente irritanti e squallidi della galleria hitchcockiana, un ottimo ritratto di sub-umanità.
Naturalmente ci sono sequenze capolavoro di puro stampo "thrilling" che il grande maestro riusciva ad infilare in qualsiasi suo film con assoluta maestria: la sequenza dell'avvelenamento e della testa è grandissimo cinema, da applausi a scena aperta.
Tutto bene insomma, non era un capolavoro ma era un bel film con guizzi da vero gioiello, Hitch se la stava cavando egregiamente in questa sua sortita in costume tutto sommato... Poi si sono dovute tirare le somme ed arrivare al finale, ed è un disastro.
Il finale è bruttissimo, forzato e inverosimile all'inverosimile, perdonatemi il gioco di parole. Si può chiaramente vedere il copione arrampicarsi sugli specchi, scivolare giù e sbattere malamente le chiàppe a terra. Ahia. Dolori anche per lo spettatore che nell'arco di 5 minuti scarsi vede smontato e privato di coerenza tutto ciò a cui aveva assistito fino a quel momento, 5 minuti di pura follia.
Uno dei finali più brutti e affrettati messi in piedi da Hitchcock, inspiegabile un finale del genere che rovina davvero di parecchio un film altrimenti valido; inspiegabile se non con una perdita di interesse nei confronti del film da parte di Hitchcock e collaboratori, che concludono male un progetto che non aveva evidentemente mai convinto fino in fondo il buon Alfredo.
Ah, secondo film di seguito in Technicolor per Hitchcock, lo abbandonerà per qualche anno per poi riprendere il colore ed utilizzarlo per la maggior parte dei suoi film da "Dial M for Murder" in poi.

topsecret  @  18/03/2018 15:16:45
   7½ / 10
Film in costume diretto da Hitchcock, più votato al dramma sentimentale che al thrilling, ottimamente interpretato e ben caratterizzato nei personaggi che lo popolano.
Un buon film, curato narrativamente e visivamente, capace di interessare e coinvolgere in maniera totale.
Da riscoprire.

Filman  @  27/06/2017 12:18:40
   5 / 10
L'alta borghesia vista nella più ravvicinata intimità riserva più scheletri nell'armadio del previsto, ma un film in costume così tradizionale, così vezzeggiante e così formalmente teatrale come UNDER CAPRICORN non può che ridimensionare anche gli aspetti più interessanti, con il suo essere negativamente antiquato. Alfred Hithcock rallenta, con questa seconda pellicola a colori su commissione, la sua raffica artistica con un colpo che sembra essere rimasto in canna da oltre dieci anni, ma che fortunatamente incontra una mano più matura e meno amatoriale pronta a limitare, per quanto possibile, ulteriori danni.

Goldust  @  17/08/2016 17:43:38
   6½ / 10
Lontano, anzi lontanissimo, dai canoni classici del Maestro ( ma non dai suoi temi: anche qui, affrontato da un'angolazione diversa, vi ritroviamo quello della colpa ) questo dramma in costume è un film pensato e realizzato per la sua protagonista Ingrid Bergman, la più grande star di quel tempo. Come affermato dallo stesso Hitchcock è questo il vero limite della pellicola e se la storia ha una certa verbosità e manca in generale di humor, va riconosciuto a suo favore un'innegabile perizia tecnica nel girare le scene ( con lunghe e splendide carrellate, frutto delle sperimentazioni del precedente Nodo alla gola ) ed una direzione d'attori come sempre di ottimo livello.
Il finale pecca di pathos ma è preceduto dalla notevole sequenza


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La diabolica governante Milly ( perchè farla interpretare dalla Leighton? E' troppo bella ) fa correre automaticamente la memoria a "Rebecca, la prima moglie".

ferzbox  @  17/03/2015 18:48:42
   7½ / 10
Mio primo film di Hitchcock in costume e lontano dai canoni thriller o gialli; "Il peccato di lady Considine" è una delle poche opere di Alfred ambientate nel passato(metà 800) e lontano dai soliti parametri di terrore e suspance.
Si parla fondamentalmente di una storia drammatica piena zeppa di personaggi e intrecci narrativi,dove a farla da padrone sono gli innumerevoli dialoghi adibiti ad un'approfondimento analitico dei vari retroscena della storia.
Il personaggio di lady Considine,interpretato da una sempre meravigliosa Ingrid Bergman,appare alquanto enigmatico ed inquietante,nonostante si percepisca sempre un'alone di buonismo nascosto; c'è come qualcosa di incomprensibile nei suoi atteggiamenti,accendendo una certa curiosità allo spettatore(elemento che,con il passare del tempo,sarà sempre più chiaro).
La prima mezz'ora non sembra mostrare un grande ritmo,e quasi si stenta a riconoscere la mano di Hitchcock,ma mano a mano che si prosegue con la visione si rimane comunque attratti dallo sviluppo narrativo,arrivando addirittura a scorgere ugualmente qualche caratteristica grottesca(qualcosa c'è).
Si tratta di un film in costume drammatico,ma non sono d'accordo con chi sostiene che si parla di un'opera minore di Hitch.....secondo me è sempre molto valido; magari non eccelso nelle inquadrature e nelle soluzioni registiche(come in altri casi),ma notevole in altre caratteristiche....poi la fotografia è meravigliosa....

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  11/11/2011 19:35:30
   7½ / 10
Hitchcock bonariamente ammise di non amare i film in costume, primo perché non riteneva di poterli dirigere, secondo perché non riusciva a immaginarsi i protagonisti che andavano al bagno. "Il peccato di Lady Considine" è da sempre uno dei film più sottovalutati della sua filmografia (da lui innanzitutto), curiosamente idolatrato dalla Nouvelle Vague francese ma in genere tra i suoi meno visti in assoluto. Non manca una certa legnosità di sceneggiatura ma il motivo dell'insuccesso fu sicuramente legato al tradimento delle attese del pubblico che si aspettava un giallo. Invece è un melodramma puro, con qualche reminiscenza di "Angoscia" di Cukor (da cui riprende i due interpreti principali) e due o tre zampate da brivido (come la testa di cadavere essiccata che la serva mette sul letto di Henrietta per farla impazzire), il tutto tuffato in un accecante technicolor d'epoca.
Hitchcock era reduce da "Nodo alla gola" ed infatti si sente anche qui una vena sperimentalista nei lunghi carrelli panoramici e in alcuni pianisequenza, ma l'effetto non ha la stessa efficacia. Anche il cast non risulta particolarmente indovinato: Wilding è un trombone di irritante leziosità, Cotten non è abbastanza volgare per il ruolo (Hitch avrebbe voluto Burt Lancaster). Tuttavia Ingrid Bergman è immensa e la lunghissima scena della confessione di Lady Considine è una prova di assoluta arte di intensità drammatica. Indimenticabile anche la sua entrata in scena, ubriaca e scalza.
Un film senza dubbio da rivalutare.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  18/04/2010 15:54:14
   7 / 10
Un minore di Hitchcock ma sempre interessante e con una messa in scena sempre impeccabile.
Ottimo il personaggio interpretato dalla magnifica Bergman. Però non è un granchè,per quanto sia godibile.
La trama non intriga più di tanto,così come mancano colpi di scena e dialoghi memorabili (anche scene memorabili se è per questo).
Per essere un minore (perché tale è) rimane un buon film.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  02/05/2009 12:35:00
   6½ / 10
Mezzo tonfo in costume di Alfred Hitchcock nello scandagliare sì la psiche umana come in "Spellbound" dove fatalmente (ma forse di casualità non si potrebbe neanche parlare) la protagonista sta dall' altra parte, essendo Ingrid Bergman qui ad essere analizzata soprattutto dallo spettatore, ma restando comunque negli schemi convenzionali di un melodramma che, come genere, proprio non è mai stato nelle corde del Nostro. Film collocabile a colpo d' occhio di poco successivo al 1948, perché è quello che nella forma più assomiglia a "Rope" per quanto riguarda l' uso del pianosequenza, e per le sperimentazioni con la fotografia a colori che in "Under Capricorn" diventa qualcosa che ha a che fare con la magia. Grande interpretazione di Ingrid Bergman, la migliore nel film, e che credevo fosse in Italia a quel tempo.

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  27/01/2009 22:28:13
   6½ / 10
Non male, ma i grandi film di Hitchcock sono ben altri!

Crimson  @  08/12/2007 19:43:20
   7 / 10
Melodramma piuttosto atipico per gli standard del regista in quanto ad ambientazione: la Nuova Galles del Sud con i suoi contrasti marcati tra aristocrazia e detenuti si presta come contesto congeniale all'analisi acuta dei personaggi principali. Peccato che il film paghi una prima parte troppo farraginosa e lenta.
I tre protagonisti principali sono i coniugi Flusky (Joseph Cotten e Ingrid Bergman, meravigliosa nella scena in cui indossa l'abito da sera per il ricevimento - i due già impegnati in 'gaslight' di Cukor - ) e un aristocratico irlandese appena approdato a Sidney. Essi sono chiamati dalla sorte e dalle leggi vigenti a dar prova della loro umanità, sottoponendosi a testa alta anche al destino. E naturalmente vengono ripagati.
Ma è altrettanto interessante la figura della serva innamorata del signor Flusky, protagonista della scena che mi ha trasmesso maggior tensione (spoiler).
Non è tra i miei preferiti, ma è comunque un film di tutto rispetto all'interno della lunghissima filmografia del regista.

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  12/11/2007 21:27:36
   7 / 10
Non è certamente il miglior film di Hitchcock, ma è giudicato troppo severamente: la sua unica colpa è quella di dover fare i conti con un bellissimo film di Cukor, "Angoscia" (1944), che vanta come interpreti la stessa Bergman e un inquietante Charles Boyer.
Effettivamente lo script ricorda per certi versi quel film, e per altri Il sospetto dello stesso Hitch in versione ottocentesca.
Ottima la ricostruzione storica e la tensione non manca di sicuro (Cotten è magnifico nei suoi ruoli spregevoli), ma il tutto resta piuttosto frammentario e prolisso. Da rivedere comunque.

AMERICANFREE  @  06/01/2007 11:39:40
   8½ / 10
ho fatto mettere io questo film da molti sconosciuto....ma invece e' molto bello e intrigante ottima trama e sceneggiatura con una grande Bergman!! l'ho visto il lingua originale doppiato in italiano.....peccato che il dvd nn si trova in giro!!

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