habemus papam regia di Nanni Moretti Italia 2011
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habemus papam (2011)

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locandina del film HABEMUS PAPAM

Titolo Originale: HABEMUS PAPAM

RegiaNanni Moretti

InterpretiNanni Moretti, Michel Piccoli, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Margherita Buy, Franco Graziosi

Durata: h 1.42
NazionalitàItalia 2011
Generecommedia
Al cinema nell'Aprile 2011

•  Altri film di Nanni Moretti

•  Link al sito di HABEMUS PAPAM

Trama del film Habemus papam

Il film si apre alla morte del Pontefice e e con il Conclave che deve eleggere un nuovo Papa. Ma il neoeletto (Michel Piccoli) Ŕ preda dei dubbi e delle ansie, depresso e timoroso di non essere in grado di assolvere il suo compito. Il Vaticano chiama allora uno psicanalista (Nanni Moretti) perchÚ lo assista e lo aiuti a superare i suoi problemi.

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Voto Visitatori:   6,88 / 10 (121 voti)6,88Grafico
Voto Recensore:   8,00 / 10  8,00
Miglior attore protagonista (Michel Piccoli)Migliore scenografiaMigliori costumi
VINCITORE DI 3 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Miglior attore protagonista (Michel Piccoli), Migliore scenografia, Migliori costumi
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Voti e commenti su Habemus papam, 121 opinioni inserite

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kafka62  @  06/04/2018 18:56:14
   6½ / 10
A chi insinuasse il sospetto che il penulttimo film di Nanni Moretti sia oltraggioso nei confronti della religione cattolica, che sia lecito scherzare coi fanti ma bisogna lasciare assolutamente stare i santi, è possibile rispondere che il suo protagonista è solo accidentalmente il Papa, ma potrebbe benissimo essere un generale dell'esercito, un primo ministro, un dirigente d'azienda, un allenatore di calcio, o chissà cos'altro ancora. Il vero tema del film è infatti la crisi di un uomo che, sentendosi inadeguato di fronte alle tremende responsabilità che gli sono state messe sulle spalle, fugge da esse (non per codardia, si badi, ma piuttosto per consapevolezza della propria pochezza e rispetto per l'istituzione che è chiamato a servire). E' chiaro che, trattandosi del Papa, l'effetto di una simile fuga (che è proprio letterale: il Papa, in abiti borghesi, esce dal Vaticano e fa perdere le sue tracce tra le strade affollate della capitale) è estremamente paradossale, per non dire surreale. Qualcosa di simile era stato pensato da William Wyler in "Vacanze romane", laddove la principessa si aggirava per Roma in incognito provando per la prima volta l'ebbrezza di una vita libera dalle comode ma opprimenti pastoie dell'alta società. Qui il Papa, interpretato da un tenero Michel Piccoli con l'aria perennemente umile e smarrita, non vive avventure memorabili ma ha modo di frequentare una compagnia di attori che fa riaffiorare il suo amore giovanile per il teatro. Consapevole del rischio di affidare una trama così esile, ancorché insolita, a un solo personaggio, Nanni Moretti gli mette a fianco un deuteragonista, uno psicanalista (interpretato dallo stesso regista) che è un po' l'altra faccia della medaglia (tanto si sente fuori parte e non all'altezza il Papa, tanto è sicuro di sé e spavaldo, al limite della sbruffoneria, il secondo). E siccome il Papa esce inopinatamente dal suo ruolo per mescolarsi, in giacca e cravatta, al bar o in metropolitana, alla gente comune, in base a una accorta legge di pesi e contrappesi il dottore viene costretto dalla sceneggiatura a rimanere prigioniero all'interno delle mura vaticane in compagnia di cardinali e arcivescovi, al fine di salvaguardare il segreto di ciò che è accaduto. E' questo secondo coté della pellicola a riservare i momenti più squisitamente morettiani: i cardinali che ballano al ritmo di una canzone di Mercedes Sosa, il torneo di pallavolo tra porporati. Il risultato è diseguale (oltretutto alcuni personaggi, come la moglie dello psicanalista, sono poco approfonditi), ma stimolante: i cardinali vengono visti come persone qualunque, con i loro tic e le loro passioni (e le loro reazioni in qualche modo infantili, anche, come quando pretendono di conoscere le probabilità di successo che le agenzie di scommesse avevano assegnato loro), e il fatto che sembrino privilegiare lo scopone scientifico alla preghiera li rende anche più simpatici del solito. Certo, lo spirito santo pare non essere troppo di casa a San Pietro, ma lo sguardo di Moretti su questi uomini di chiesa è più affettuoso che dissacrante (anche se ogni tanto fa capolino qualche battuta sul darwinismo o la psicanalisi). Se un limite ha il film, questo sembra risiedere nel finale: l'inaspettata abdicazione proclamata con drammatiche parole davanti ai fedeli riuniti sotto il balcone pontificio ha sì l'effetto di riportare in alto un climax che fino ad allora era stato piuttosto discontinuo e sfilacciato, ma risulta anche essere la soluzione più semplice e veloce per chiudere il film, mostrando una mancanza di verve creativa che, se non inficia più di tanto l'esito di un'opera intelligente e curiosa, sicuramente non le permette di potersi fregiare della qualifica di capolavoro.

gregmoser  @  20/11/2016 01:59:38
   7 / 10
Buon film, ha una storia originale e abbastanza credibile (il papa che abbandona come farà anni dopo nella realtà Ratzinger). L'idea di far giocare a pallavolo i sacerdoti è spassosa ma nel complesso non è un film che vuole far ridere. Evidenzia piuttosto il peso delle responsabilità che può colpire anche gli uomini di fede.

Mildhouse  @  06/06/2016 18:28:09
   7 / 10
Un film irriverente e e divertente , a suo modo.

topsecret  @  06/06/2015 15:04:37
   6 / 10
Ironico e beffardo ma anche riflessivo e critico, tutto questo è Nanni Moretti nel suo HABEMUS PAPAM, ironico affresco di un neo pontefice che si sente inadeguato al ruolo chiamato a ricoprire.
C'è però da sottolineare che anche se la storia mostra una certa sobrietà nelle varie situazioni raccontate, il ritmo è in molte parti davvero scarno e la visione ne risente per difetto. Nonostante la bravura di Piccoli e di altri caratteristi come Scarpa, il film non coinvolge pienamente e la scaltrezza di Moretti nell'imbastire partitelle di pallavolo non distrae dalla poca vivacità di una storia però, tutto sommato, vedibile.

david briar  @  23/03/2015 12:52:26
   7 / 10
Moretti riesce a essere caustico e ironico sul Vaticano,con scene molto divertenti.E' un'opera interessante,che purtroppo non riesce ad approfondire in maniera forte il lato psicologico dei protagonisti(Moretti,la Buy,anche col papa si poteva fare di meglio).E' un'opera meno impegnativa di quello che sembra,con un finale forse troppo aperto,anche se si parla di scelte ben precise,e non di errori veri e propri.Non condivido alcune scelte perché penso che andando più a fondo si sarebbe potuto fare un capolavoro del cinema italiano,capace di rimanere nella storia:così,rimane un film che colpisce nel suo essere profetico,molto intelligente,un'opera che funziona,ma che purtroppo non va oltre.E' sicuramente uno dei film italiani più importanti degli ultimi anni,ma non ci vuole molto vista la situazione..

2 risposte al commento
Ultima risposta 23/03/2015 21.58.16
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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  04/10/2013 19:13:49
   7½ / 10
Molto bravo Nanni Moretti. Tema scivoloso, difficile da trattare, ne esce un buonissimo film, profondo e intelligente. Veramente ottimo Michel Piccoli.

scantia  @  29/09/2013 12:16:19
   7½ / 10
Uomini che riconoscono i propri limiti di fronte all'enormità del ruolo assegnato, uomini che nella società della competizione esasperata e del successo a tutti i costi per rispetto della propria natura non riescono a calarsi in un ruolo che non gli appartiene e sanno anche compiere rinunce dolorose (il teatro è l'unico contesto in cui la rappresentazione dell'altro da sè può essere accettata senza ipocrisie e senza traumi).
E di contro uomini che rincorrendo il mito del "più bravo" nel proprio settore di competenza finiscono con il sacrificare gli affetti familiari, per ritrovarsi confinati dal proprio ruolo professionale in una prigione dorata (privati anche del cellulare, unico strumento di contatto con la realtà) in cui l'unica soddisfazione per non morire di solitudine è organizzare un torneo di pallavolo, con buona pace delle competenze da "primo".
Questo è essenzialmente "Habemus Papam", una riflessione sui limiti e inadeguatezze umane nello stesso contesto già utilizzato ne "La messa è finita": probabilmente Moretti ritiene particolarmente efficace allo scopo il rapporto tra individuo e ruolo di guida spirituale, senza voler minimamente interessarsi al problema della fede, e visti i risultati in entrambi i casi mi sento di dargli ragione.
Non un capolavoro, ma sicuramente un'opera interessante e poetica, (grazie all'interpretazione di un monumentale Piccoli) e soprattutto lontana anni luce dalla meschinità di tanti commenti intrisi di preconcetti: di chi ha gridato allo scandalo, di chi ha stroncato e boicottato il film senza averlo visto, di chi si è ritenuto offeso per come veniva sminuito il potere della fede in relazione alle debolezze umane...e pochi anni dopo si è visto smentito dalla cronaca stessa.

Matteoxr6  @  23/09/2013 04:42:53
   6½ / 10
Certo che, dopo Il caiamano e Habemus Papam, leggendo le notizie di cronaca viene da sorridere.
Moretti è stato bravo a non appesantire la sceneggiatura e i dialoghi. Ha così evitato di far uscire un film inutilmente pesante e senza via d'uscita.

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Ultima risposta 25/09/2013 05.37.16
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Gruppo COLLABORATORI julian  @  21/07/2013 21:55:59
   8½ / 10
Al di là del senso profetico che questo film ha assunto, e che rappresenta un valore aggiunto dell'opera, credo siamo di fronte a uno dei film italiani più grandi degli ultimi tempi.
Moretti curioso, lucido e provocatorio - fin troppo, forse, nel ridurre il conclave in un torneo internazionale di pallavolo - si inerpica in sentieri spinosi che facilmente possono lasciarti ferito, se sei in Italia, perché se è vero che quest'epoca non ha più tabù, è vero anche che esistono questioni più delicate di altre.
Gli indugi sul candido e dolcissimo Michel Piccoli in giro per Roma valgono il prezzo del biglietto e invitano alla riflessione sulla grandezza delle piccole cose quotidiane, quelle alle quali si è costretti a rinunciare dovendo farsi carico di grosse responsabilità; invitano a riflettere su quanto in realtà sia debole anche la persona su cui milioni di persone fondano la propria fede.
Un'unica cosa deve capire Moretti: deve rimanere dietro la sua fot.tuta telecamera e lasciare il mestiere di attore ad altri, chè anche quella è una cosa seria.
(Quasi) capolavoro.

mabumba77  @  29/05/2013 14:57:04
   8½ / 10
Il film di Moretti che preferisco.I dubbi e le paure di un uomo trattate con ironia e delicatezza.

Cianopanza  @  16/03/2013 01:17:50
   7½ / 10
I turbamenti di un uomo diventato papa. Ironico ma profondo. Alcune situazioni paradossali e tirate per i capelli, i cardinali visti come arzilli vecchietti alla sister act sono inverosimili, ma nel complesso fanno parte dello stile di Moretti. Che sotto sotto e ironizzando ci dice che forse e' l'intera Chiesa ad essere in deficit d'accudimento.

Invia una mail all'autore del commento Gualty  @  07/03/2013 18:22:14
   8½ / 10
Un film dolcissimo, squisitamente ironico e terribilmente solo. Solo come chi sa di doversi accollare il peso della forma di fronte al mondo, il peso della corona o dello scettro.
Un film utopistico a suo modo, come dallo stesso Moretti suggerito nella risposta a chì lo accusa che "questa non è la vera Chiesa" : "Ringraziatemi per non avervi mostrato quella vera!"
Così una combriccola di allegri mattacchioni un po' acciaccati ma pimpanti resta segregata nella leggerezza di aver addossato a un altro il bianco mantello, di non essere stati scelti per un'interrogazione in cui tutti erano evidentemente impreparati.
Moretti, nella messa in scena del teatro di Checov, anticipa le critiche sociali che si potrebbero muovere a questo film: la depressione di un uomo ricco "vestito a lutto perchè la propria vita è vuota" sono risibili di fronte a chi con pochi denari deve tirare a fine mese. Ciò nonostante non si può che provare empatia per questo M.Piccoli schiacciato da un ruolo che non gli si addice.
Splendide le sequenze della crisi, superbe alcune inquadrature che da sole valgono l'intera semantica del genere.

Per non parlare della profezia

jorge2388  @  17/02/2013 11:21:02
   7½ / 10
Profondo e ironico. Poteva essere un film di riflessione pedante e noioso, invece, indaga in modo delicato nell'animo di un uomo comune, un anziano che è chiamato ad un ruolo di cui spesso si sottovaluta l'importanza che ha per molti. Gli intermezzi di Nanni Moretti con i cardinali fanno passare molto bene tutto il film che non risulta, a mio parere, pesante. Un film che regala spunti di riflessione, senza indirizzarli su una via predefinita ma lasciandoli aperti allo spettatore.

nyc93  @  19/10/2012 20:03:21
   7 / 10
ben fatto e fa riflettere, non me lo aspettavo un film così, Bravissimo Michel Piccoli ottima interpretazione..

Trixter  @  02/10/2012 22:33:20
   6½ / 10
Commedia originale che basa il proprio successo principalmente sulla convincente interpretazione di Michel Piccoli. La pellicola non regala momenti particolarmente divertenti nè dialoghi acuti ed intelligenti, tuttavia si lascia guardare e nel complesso, pur non essendo senza dubbio un capolavoro, riesce a farsi apprezzare senza annoiare. Certo, la critica mi ha indotto ad aspettarmi qualcosa di più, ma, si sa, non sempre la critica ufficiale ha un occhio obbiettivo.

Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  21/09/2012 16:20:23
   6½ / 10
Non amo i film di Moretti, questo habemus papam risulta alla fine un prodotto senza infamia e senza lode. Godibile a tratti con un finale facilmente prevedibile.
Buon film ma davvero nulla di più....

deadkennedys  @  15/09/2012 16:07:51
   6½ / 10
riuscito a metà ma con validi contenuti...

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freddy71  @  15/09/2012 13:36:09
   7 / 10
buon film ma nulla di piu.....moretti ci ha abituato a cose migliori...cmq ok

C.Spaulding  @  09/08/2012 18:36:27
   6½ / 10
Di solito non amo i film di Moretti ma questo l'ho apprezzato il soggetto è abbastanza originale e ben sviluppato. Un film niente male che non sarà un capolavoro ma abbastanza godibile dai.

Oskarsson88  @  02/08/2012 16:10:21
   7 / 10
coraggiosa critica all'arretratissimo e bigottissimo mondo clericale! molto apprezzabile per l'intento. il film di per se è discreto, molto buono nella prima parte, un po' più lento e monotono nella seconda. comunque un buon prodotto.

vale1984  @  23/07/2012 11:22:22
   7½ / 10
Qui Nanni Moretti ma crea delles cene fantastiche...un papa che spaventato dal compito scappa dal Vaticano e gira per la città alla ricerca di se stesso...un concilio spaesato che gioca a pallavolo e momenti trash e assurdi che dipingono il clero come semplici uomini pieni di paure e contraddizioni. Alcune scene sono meravigliose e il film nel complesso è molto particolare e interessante.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  08/07/2012 15:52:19
   7½ / 10
Preambolo: il Moretti regista lo gradisco quà e là, ma non mi fa impazzire. Il Moretti attore lo trovo semplicemente pessimo e sono buono. Spesso i suoi film sono rovinati proprio dal suo narcisismo, dal volersi mettere a tutti i costi davanti la macchina da presa senza averne le capacità attoriali né sapersi dirigere.
In Habemus Papam fortunatamente il Moretti attore ha un ruolo come sempre ironico e non influisce moltissimo, quindi la visione non è rovinata.
E bisogna ammettere che dietro la macchina da presa da vita ad uno dei suoi lavori cinematograficamente più ricchi e stimolanti sia visivamente che a livello tematico.
Non un film politico, alla faccia di quelli (stavolta cattolici in primis, ma di quelli integralisti che non ci hanno fatto bella figura) che hanno addirittura denunciato il film, o per "partito" preso hanno strombazzato un tentativo di boicottaggio. In realtà è addirittura un'opera fin troppo "politically correct", delicatissima, sottile in tutte le sue sfaccettature. Ed è questa nebulosità che in un certo senso abortisce continuamente il film, non facendolo esprimere (sempre) alle alte potenzialità che pure ha o avrebbe avuto ancora di più.
Si ride di gusto nel vedere l'umano troppo umano di una Chiesa finalmente ad altezza d'uomo, che gioca a pallavolo, scopa e batte la mani a ritmo di una splendida canzone (Todo Cambia) da una parte, mentre dall'altra un pontefice si perde volutamente nelle strade di Roma ricercando sé stesso e risalendo alle radici del Dubbio, nascondendosi dietro le maschere di una vita d'attore fallita e magari inconsciamente da sempre desiderata.
Un umorismo lievissimo, una parabola voltairiana contro ogni Dogma per fortuna, questo è Habemus Papam di Moretti. Ma non sempre centra il bersaglio, ogni tanto è ridondante o addirittura non si capisce dove vorrebbe andare a parare con tutta questa nebulosità che lo ammanta.
è quindi una pellicola che vive a sprazzi di vita propria, che addirittura nei primi venti minuti sfiora la perfezione assoluta per poi perdersi un pò e ritrovarsi quanto basta come il suo pontefice-non pontefice per le stradine romane.
Nota di merito anche per il finale, vera e propria tragedia/catarsi a contrapporre da una parte la Chiesa e dall'altra l'Uomo che attraverso il dubbio e la rinuncia finalmente apre nuove strade a sé stesso. E magari anche alla Chiesa stessa.

E bravo Nanni, furbo a scegliere un mostro sacro come Piccoli che fa il suo dovere senza neanche sforzarsi più di tanto. Questa volta non c'è critica che tenga, questo è un film da vedere e su cui confrontarsi e nel cinema di oggi scatenare dibattiti, pure se in maniera a mio parere fin troppo "soft", è già qualcosa.

marco1982  @  04/07/2012 23:58:55
   8 / 10
Film da guardare senza preconcetti. Non aspettatevi rivelazioni sulla chiesa o su dio. Parla dell'Uomo, delle sue sfaccettate debolezze e della responsabilità. Affronta temi profondi con ironia e delicatezza, senza essere mai volgare o offensivo, qualunque sia la posizione dello spettatore nei riguardi del clero.


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Fidelio52  @  29/04/2012 12:07:28
   10 / 10
"Habemus Papam" è da ascrivere senza dubbio alla categoria delle opere migliori del regista romano. Si tratta di un congegno (senza orologeria) magnificamente orchestrato da un autore che negli anni ha maturato uno stile fortemente personale e inimitabile, un controllo del mezzo cinematografico consapevole ed eseguito con mano sicura (nonostante Moretti nelle interviste denunci una certa insicurezza giunta coll'età). Su questo film sono state spese tantissime parole (spesso o vanvera o in malafede), per cui non mi dilungherò in una vera e propria recensione (anche perché tra un'ora parto in vacanza). A molti il film non è piaciuto perché influenzato dalla forte premessa: un papa che non vuole fare il papa, uno psicanalista chiamato per aiutarlo. Indottrinati da decenni di cinema industriale americano - spesso ruffiano e consolatorio - viene naturale aspettarsi una storia che proceda sulla falsariga della relazione profonda tra il terapista e il suo illustre paziente (penso a "Un boss sotto stress" o al più recente, sopravvalutato, "Il discorso del re"). Invece Moretti insinua la possibilità, ma poi subito dribbla, spiazza e scinde la trama in due tronconi che non si incontreranno più, assestando un colpo alla psicanalisi e al "volere divino", sistemi (non più) infallibili. Da una parte assistiamo alla spirale regressiva di Nanni/Brezzi sui porporati, nel quale sotterraneamente Moretti sperona, con la sua ironia fantastica, il Vaticano e i suoi rituali e privilegi senza mai risultare offensivo o blasfemo :la benzina, la farmacia con le medicine introvabili, la "prigionia" del Conclave, la maggioranza italiana ed europea contro la minoranza dell'Oceania ("Anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre a mio agio con una minoranza", diceva in Caro diario). Allora anche un solo punto conquistato in un match può equivalere a una vittoria, ed è per questo che tutti esultano. Dall'altra parte il papa pare soffrire, secondo gli schemi della psicanalisi, di un deficit di accudimento, anch'esso una minoranza, forse d'affetto, di sua mamma che si è occupato più di qualcun altro. O forse della sorella, diventata attrice al suo posto. "Avevano ragione loro, non ero bravo". Diventare papa è un pò come diventare attore. Il simbolismo è fin troppo sottolineato, le tende svolazzanti simili a un sipario di un palchetto a cui nessuno si è affacciato. Il pre-finale è straordinario: la rappresentazione del potere e il potere della rappresentazione si incontrano. Il pubblico degli spettatori si confonde con quello dei fedeli, il papa venuto ad assistere alla rappresentazione come semplice spettatore viene applaudito come il vero protagonista. "E' un film sull'inversione, lo scambio dei ruoli" ha detto Moretti in un'intervista. Allora lo psicanalista chiamato per prendersi cura del papa diventa il personal trainer dei cardinali, il portavoce il deus ex machina dell'intera vicenda, la guardia svizzera l'ombra che deve rassicurare i cardinali della sua presenza, e così via. Se la semplicità un punto di arrivo e non di partenza, Moretti è riuscito in pieno a raggiungerla. Dietro un patina dove tutto sembra chiaro (splendida la nitida fotografia di Pesci) ha costruito film complesso ma non pesante, anzi fin troppo leggero e giocoso (motivo per cui in molti non hanno apprezzato) e con momenti surreali magnifici. Un capolavoro da riscoprire.

Goldust  @  28/04/2012 11:03:57
   7 / 10
Film che si basa essenzialmente sulla straordinaria e misuratissima interpretazione di Michael Piccoli. E' chiaramente interessante l'idea di partenza di Moretti, che però doveva essere sviluppata meglio; la "misura" infatti non è sempre la stessa, e se la partita a scopa tra i Cardinali ( e Moretti stesso ) strappa qualche risata il torneo interno di pallavolo è talmente greve che, per rimanere in tema, ha il sapore della blasfemia.
Mi è sembrato un film sulla solitudine, marcatamente pessimista. A completamento del percorso del Papa, che pare acquisire una nuova consapevolezza grazie alla sua inaspettata esperienza umana a contatto con la società, mi sarei aspettato un finale diverso.

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Ultima risposta 30/04/2012 15.20.39
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Sardello  @  10/04/2012 15:03:52
   7½ / 10
Dopo la recente bocciatura della stragrande maggioranza dei critici statunitensi, il film ha appena debuttato da quelle parti, ho preso coraggio e deciso di vederlo.

Non sarà una novità, ma tanto per cambiare gli ammerigani non capiscono una mazza se questo film ha come media un qualcosa come 3.5 su 10 sui loro siti.

In effetti forse bisogna essere italiani per capirlo appieno

Gruppo COLLABORATORI gerardo  @  04/04/2012 14:02:21
   8½ / 10
L'operazione compiuta da Moretti con "Habemus papam" è di quelle che lasciano il segno perché sgretolano il muro invisibile che separa l'uomo, la vita reale, dalle istituzioni politico-religiose che nella Chiesa cattolica sono dogmaticamente unificati nel presunto nome di Dìo.
Moretti sveste - letteralmente - sia la figura del Papa, sia quella dei cardinali, che rappresentano il potere temporale ancorché quello spirituale e religioso, li (psico)analizza nella loro condizione umana, che è quella più autentica, spogliandoli dell'eminenza divina e rendendoli nelle loro sincere debolezze e fragilità, così come nelle loro prepotenze e nei loro talvota meschini quanto opportunistici calcoli di potere. Ché di questo in fondo tratta "Habemus Papam": il racconto di un gioco di poteri, poco divini e molto terrestri, temporali, - che, metaforicamente (e ironicamente), Moretti rivede e ridisegna nel surreale torneo di volley tra cardinali - all'interno del quale l'elemento umano è escluso per regolamento. Regolamento che per contraddizione è scritto in nome di Dìo, ma pur sempre dagli uomini e per gli uomini... I cardinali dell'Oceania che desiderano abbandonare provvisoriamente il conclave e fare colazione per le vie della città, visitare Roma e le sue mostre, rispondono a dei bisogni umani di arricchimento culturale e cura personale e dei propri piaceri.
Il cardinale, quindi papa, Melville è l'uomo che si confronta con le spire del potere temporale della Chiesa, non già con quello spirituale che deriva da Dìo e a cui renderne conto. Il senso di responsabilità che egli avverte come insostenibile non risponde a nessun Dìo, ma esclusivamente alla propria coscienza di "cittadino" che rende conto delle proprie azioni a un'istituzione. L'inadeguatezza e l'incapacità di reggere il ruolo di capo della Chiesa, oltre a svelare l'uomo dietro i paramenti, mette a nudo la struttura tutta politica e formale - e formalmente coattiva - dell'istituzione ecclesiastica che, dietro l'intangibilità del dogma divino, perpetra la continuazione di un sistema di potere che rimanda a una concezione medievale dello stesso.
Forse il miglior film di Moretti, che stavolta ritaglia per sé una parte leggermente meno ingombrante del suo solito.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR frine  @  31/03/2012 00:42:50
   8 / 10
Una grande, originale idea di Moretti. La corsa al Papato non è solo battaglia politica, ma prima di tutto è battaglia di idee e convinzioni. Ma che succede quando colui che è portavoce dell'idea predominante non se la sente più? Quando un Papa non vuole essere più Papa?
Si ricorre alla psichiatria, ovvio. Ma quando anche questa si rivela insufficiente, allo strizzacervelli convocato per la bisogna non resta che constatare che tutti i cardinali sono più o meno addicted. Dipendenti da benzodiazepine a emivita più o meno breve.
Nella seconda parte, il film indulge a lungaggini sulle varie possibilità di catturare il papa fuggiasco. Tuttavia, la storia rimane intensa e inquietante, grazie anche alla magnifica interpretazione di Piccoli. Da vedere.


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Ultima risposta 03/04/2012 23.46.51
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Xavier666  @  27/03/2012 19:01:51
   8 / 10
Ho letto da qualche parte che questo è un film sul "sentirsi inadeguati". Sono partito prevenuto perchè i film di Moretti che ho visto (uno) mi hanno annoiato (sempre uno) invece questo l'ho trovato straordinario, con un Michel Piccoli eccezionale nelle veste del sommo pontefice maximus. Questo film mi ha molto emozionato, Moretti ha tirato fuori dal cilindro un viaggio molto intimo dentro una figura così importante, un film importante per il panorama italiano. Lui invece è molto divertente nel ruolo di psicoanalista in mezzo a tanti cardinali. Bravo, complimenti!

sonoalessio  @  23/12/2011 10:51:03
   6½ / 10
A parte caro diario (che la cnn ha addirittura inserito fra i 10 film italiani più belli di sempre) i film di Moretti non mi sono mai piaciuti. li ho sempre trovati molto pretenziosi, saccenti o peggio ancora deprimenti (la stanza del figlio). ma devo dire che questa commedia è carina

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  14/12/2011 10:48:21
   7 / 10
Moretti esprime le debolezze,i timori e quelle paure che possono essere naturali compagne di viaggio durante un cambiamento importante,senza particolare soggezione lo fa puntando in alto,osservando la vicenda di un uomo tradizionalmente inteso sopra ogni dubbio ed incertezza.
Un papa che di diventare pontefice non ne vuole sapere fa notizia,ideale per rendere più umano qualcuno che da sempre si vuole spacciare per altro,un'appendice divina che in realtà finisce tormentata da problemi molto terreni.Attacchi di panico e un forte senso di depressione angustiano l'ex cardinale Melville,ora investito di un ruolo di cui non si sente degno, lo psicanalista interviene ma non porta benefici,il santo padre infatti decide di fuggire e di entrare in contatto con quel mondo esterno che dovrebbe rincuorare e proteggere,instradare ed amare ma del quale in fondo non sa poi molto.
Non è la paura a bloccarlo,è l'umiltà della persona a rendere impossibile questa missione.Per il nuovo papa fare le veci di Dio non è possibile per inadeguatezza e non per timore,Michel Piccoli,straordinaria la sua interpretazione,riesce ad esprimere benissimo l'essenzialità di un uomo fortemente credente ma non adatto ad assumersi una così colossale responsabilità.
Il tono surreale piace in alcune situazioni lasciando abbastanza indifferenti in altre.Il torneo di volley tra cardinali si trascina stancamente in attesa di qualche evento che torni a dare quel brio diffuso in tutta la prima parte della pellicola.Non bastano dialoghi penetranti e qualche stoccata anticlericale,tutto sommato rispettosa ,ad avvincere in prospettiva di un finale particolarmente imbroccato.
Si avverte discontinuità e qualche faciloneria nel percorso interiore del neo-papa,le sue esitazioni giungono un po' controllate, forse per evitare di scadere in facili derisioni seppur la contrapposizione tra l'autore e la dottrina cristiana sia indubitabile.Moretti cerca un punto di incontro tra mondo laico ed ecclesiastico,lo trova sino a stringere comunella con i cardinali in una pacificazione che infischiandosene di dogmi e pregiudizi diventa possibile.
Il regista però non si fa sfuggire l'occasione e pur ironizzando ribadisce l'importanza di un'apertura della chiesa verso l'esterno,magari rettificando qualche principio che definire medioevale è poco.
Non memorabile,comunque a mio parere il miglior Moretti degli ultimi anni.

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floyd80  @  04/11/2011 18:45:09
   6 / 10
Una prima ottima mezz'ora lascia spazio ad una seconda/terza parte di film che non viaggia sulle stesse onde.
La pellicola rallenta senza motivo e finisce per rappresentare le classiche disquisizioni Morettiane (psicanalisi, religione e stupidità altrui) che per chi lo ama sono stupende e folgoranti ma che per gli altri comuni mortali fanno solo innervosire.
Quindi se non amate Nanni Moretti basatevi sul mio voto...altrimenti se siete suoi fan sappiate che è quasi un capolavoro.
Un plauso a M. Piccoli, folgorante.

Rockem  @  28/10/2011 10:02:30
   7½ / 10
Il Moretti che non ti aspetti. Habemus Papam rischiava di essere una pellicola impastata e appiccicata fastidiosamente a temi religiosi o spirituali, dalla coscienza lenta e affannosa, difficile da interpretare, scorbutico da raccontare. Nanni, invece, si è districato molto bene dall'inghippo, presentando un film differente dai suoi ultimi lavori: qualcuno lo ha definito "il più maturo", io direi semplicemente quello che si prende meno sul serio. E i risultati si vedono. Ironia, piacevolezza e non poche risate accompagnano l'occhio incuriosito dello spettatore all'interno del Conclave, tra Vescovi maldestri e - in qualche modo - ancora bambini, e un Papa che non riesce ad esserlo. Il tutto lasciando sullo sfondo del dipinto il tema centrale morettiano di questo film: siamo sicuri di ciò che facciamo? Siamo nel posto giusto o vorremmo vivere diversamente? La vita ci ha chiuso in una gabbia da cui non possiamo evadere, o siamo noi ad aver chiuso essa nel nostro cuore?

barone_rosso  @  10/10/2011 21:48:56
   6 / 10
Un'idea geniale, veramente sprecata. L'inizio avrebbe fatto pensare a un film stupendo... Purtroppo poi moretti non riesce a trascinare adeguatamente il film, che si riduce in qualcosa di un po' banalotto. La psicologia del papa viene un po' lasciata a sè stessa, mentre si mettono in piedi le scenette ridicole coi cardinali. Un po' piu' di impegno su molti aspetti del film e sarebbe stato un piccolo capolavoro.

The BluBus  @  07/10/2011 23:56:47
   7½ / 10
Ottimo Moretti, un'idea geniale.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Blutarski  @  07/10/2011 22:03:34
   8 / 10
Moretti che torna ai fasti del passato ci propone una storia commovente in cui la figura del Papa è solo un chiaro pretesto per mettersi come al solito a nudo, in un film molto autobiografico. Il geniale Nanni utilizza la metafora della consacrazione del Papa per mettere in scena il solito circo psicanalitico in cui piano piano affiorano tutti i fantasmi del passato, le gioie e i dolori, nel momento in cui viene richiesto un forte segno di maturità al personaggio (qui per esagerazione addirittura associato al passaggio di un uomo da cardinale a Papa) che, rinnegando da sempre la morte rifiuta le proprie responsabilità e di crescere per fare esattamente tutto ciò che gli altri si aspettano da lui (rappresentati dai Cardinali). Un ulteriore indizio su questa interpretazione ci viene da una scena in cui a un certo punto del film se ci fate caso Moretti si gira verso un cardinale e dice "peccato era un caso così interessante, ma ormai so chi è non posso fare nulla per lui". Molto Bello.

chupas8  @  03/10/2011 13:55:18
   7½ / 10
L'idea del papa con tutte le paure e i dubbi dell'uomo coglie nel segno...da vedere!
La scena finale è l'emblema dei nostri tempi...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  30/09/2011 15:20:52
   8 / 10
Film delicato e commovente che poggia tutto sulle spalle di un monumentale e intenso Michel Piccoli, attore di razza dotato di una versatilità facciale pazzesca, occhio stanco, sguardo lucido e sorriso contenuto. Basta il suo volto per sintetizzare al meglio la crisi di un papa metafora della difficoltà dell'uomo comune schiacciato dalle responsabilità. Una figura di prestigio che serve solo da trampolino per lanciare un sguardo lucido e tragicomico sulla fragile condizione umana. Non ho trovato particolarmente invadente il personaggio di MorettI, anzi credo che l'intento principale fosse proprio quello di metter su una parodia di se stesso, evitando cadute di tono o frecciatine offensive verso la chiesa. Abbastanza banali i momenti più surreali con il torneo tra vescovi, ma il tono dei dialoghi mantiene sempre alto il livello della pellicola fino al bellissimo e spiazzante finale.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  29/09/2011 10:21:23
   8 / 10
Si è detto tutto su quest'ultima, bella, fatica di Nanni.
Io l'ho trovato un film meravigliosamente commuovente, dotato di una sensibilità non comune, e diretto con grande maestria, nelle sequenze dedicate a Melville.
Ma ho faticato a digerire (nonostante il consueto sorriso che concedo a un regista e attore a me congeniale, quale è Moretti) la commedia farsesca dei cardinali.
Eccezionali le prime sequenze, con le preghiere disperate.
Eccezionale Jerzy Stuhr, attore che sempre ho amato, in in ruolo per nulla di secondo piano.
Se Nanni si fosse spostato un po' di più e ci avesse fatto vedere il film, come il grande Dino Risi disse, sarebbe stato un grandissimo capolavoro del cinema italiano. Ma così non è stato, e rimane un ottimo film, che consiglio vivamente, anche per la coerenza e maturità con cui viene affrontata l'Istituzione (e si badi, non la Fede) ecclesiastica.

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Invia una mail all'autore del commento piernelweb  @  28/09/2011 12:51:35
   8½ / 10
Grande film di Moretti sull'inadeguetazza dell'uomo a compiti prescelti da altri e sul coraggio della rinuncia. L'elezione di un nuovo papa diviene l'esempio più macroscopico per drammatizzare il nocciolo del film. Anche sul piano visivo ineccepibile con il direttore della fotografia in stato di grazia

Febrisio  @  27/09/2011 17:11:17
   7½ / 10
Un film intelligente che putroppo non riesce ad essere incisivo quanto vorrebbe.

Esprime un concetto parecchio inusuale per un cinema contamporaneo, tanto che al giorno d'oggi, nella realtà, è anche snobbato "dal dovere" o "dalle responsabilitâ" quasi come fosse tutto un istituzionalismo, senza a volte preoccuparsi se quello che per cui siamo stati "ingaggiati" sia veramente la (in questo caso) posizione giusta. Ci si trova lî perchè si è arrivati con gli anni salendo di posizione in posizione, pur anche fosse merito. Un concetto che non mette un semplice cittadino in balia di queste riflessioni, ma carica la situazione inserendoci "...e se fosse il papà a porsi questi dubbi?".

Rimanendo ben lontano da un messaggio pro/contro religione/cattolicesimo, Moretti sforna con non poche difficoltà un buon prodotto, con qualche risvolto inutile, o poco sensato, e nemmeno così divertente, senza inciampare nella retorica, ne rimane un qualcosa di onesto, soprattutto con se stessi... compresibile, oppure no, apprezzato, oppure no, di questo, oggi, qui, non solo cinema, se ne sente la mancanza.

tonnorefanio  @  26/09/2011 17:59:44
   7 / 10
Forse il film più "teatrale" di Nanni Moretti: concretizza idealmente l'idea commedia di cui già aveva accennato ne "Il caimano", dove interpretava se stesso. Lontano dall'essere un capolavoro, ma forse l'inizio di una nuova fase per il regista, che da "La stanza del figlio" ha sicuramente cambiato modo di fare cinema. Grezzo ma guardabile.

davmus  @  26/09/2011 09:46:42
   6 / 10
Buon film. Mi aspettavo qualcosa di più (solo basandomi su recensioni etc)... Resta un film da vedere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  25/09/2011 10:32:56
   7½ / 10
Moretti regista firma un altro film che mette in rilievo il difficile rapporto tra uomo e potere istituzioinale. Un film dalla grandiosa prima parte che si spegne leggermente nella seconda.
Bellisima prova di Piccoli che porta sulle spalle il peso di un personaggio così complesso tra debolezze e necessità di "andare avanti". Belle anche le parti surreali che vedono protagonista Moretti e i cardinali.

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Ultima risposta 29/09/2011 11.34.17
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drobny85  @  24/09/2011 20:54:01
   7½ / 10
Morto un papa se ne fa un altro, quante volte abbiamo sentito o a nostra volta recitato questo detto? Moretti si spinge oltre e con il suo lavoro racconta la storia di un'uomo come tanti, colto dall'enorme peso della responsabilità subito dopo aver appreso di essere il nuovo pontefice ed aver udito la famosa frase "Nuntio vobis gaudium magnum, habemus papam".
Un conflitto interiore magistralmente interpretato da Michel Piccoli, attore navigato e molto espressivo, tanto da far percepire allo spettatore un momento emotivo così forte come la consapevolezza di non essere all'altezza del compito.
Veniamo a Moretti, sinceramente è il primo film che vedo diretto o interpretato da lui, posso dire che la sua regia mi ha pienamente soddisfatto, in parte anche la recitazione, anche se qui qualche rimprovero è necessario.
Ci troviamo davanti ad una prova troppo teatrale, comunque simpatica che riesce a rompere e sviare in alcuni punti dal tema principale, alleggerendo così una pellicola altrimenti a molti indigesta.
Un film che mi sento di consigliare a tutti, credenti o atei, è molto curioso vedere come si svolge un conclave ed i vizi dei vari cardinali chiamati al voto.

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Mastermovies  @  30/08/2011 17:48:24
   6 / 10
Valgono in pratica le stesse considerazioni da me fatte per "il Caimano" sempre di Moretti.
Ritmo molto lento ( ma non è necessariamente un male ).
Sottotrame buttate lì a caso

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Temi molto profondi, ma anche tirati un pò troppo per le lunghe.
Rimangono alcune scenette gustose ( strepitosa quella del " sondaggio " ) la bella prova d'attore di Piccoli e il finale, davvero potente e incisivo.

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  18/07/2011 12:53:20
   7 / 10
Un sogno ad occhi aperti o la realtà nel sogno, la surreale solitudine di un uomo che ha degli umili dubbi sull'incarico divino.

Fantastico Piccoli, ancora più grande nel suo discorso metacinematografico rivolto alla camera-psicanalista.

Chiunque lo consideri blasfemo dovrebbe togliersi quel palo che ha infilato su per il cu.lo. Il cinema non deve chiedere scusa di niente a nessuno.

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kiteneomare  @  07/06/2011 23:17:18
   8 / 10
Re-habemus Nanni!!

sempre  @  01/06/2011 23:38:21
   8½ / 10
E' un film sulle fragilità umane, che parla di un'umanità insicura che tenta di autorassicurarsi.
Un velo di ironia e amarezza pervade tutto il film.
Alcuni personaggi appaiono decisamente patetici, però catturano la simpatia dello spettatore.
L'interpretazione di Piccoli è davvero buona e Moretti si presenta in modo macchiettistico, secondo me, volontariamente.
La caricatura degli ecclesiastici può forse infastidire, ma è bonaria.
Penso che il film inviti realmente a meditare sulle responsabilità da prendersi in un mondo destinato a cambiare... ponendosi seriamente il problema dell'anzianità dei soggetti che ci governano...

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  23/05/2011 11:33:09
   8½ / 10
Assolutamente impossibile scindere il film dallo sguardo buono e smarrito di Michel Piccoli. "Habemus papam" è lui, è Piccoli, che si carica sulle spalle tutta la fragilità ed il tormento del personaggio. Che è un papa (estremizzazione interessante e funzionale), ma sarebbe potuto essere un uomo qualsiasi schiacciato de responsabilità che non sente di poter sopportare, soprattutto in una fase della vita in cui è necessario ripercorrere il proprio cammino di vita e confrontarsi con i rimpianti. In questo, "Habemus papam" colpisce nel segno, con una delicatezza rara per il cinema occidentale. Meno centrati (anche se divertenti) i momenti di surrealtà, che vedono coinvolti soprattutto Moretti (grandi dialoghi) ed i cardinali. Come al solito, stona la tremenda interpretazione di Moretti, che invecchiando non migliora; in compenso, dietro la macchina da presa rimane efficace.

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lookinis  @  20/05/2011 14:11:21
   9 / 10
Film meraviglioso, soprattutto per chi come me non riesce a digerire Moretti... Sforzo ampiamente ripagato

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dils  @  16/05/2011 18:08:16
   6½ / 10
Habemus papam è un film che mi ha dato da riflettere.
La storia affascina e colpisce l'interpretazione di M. Piccoli è a dir poco entusiasmante, solo con lo sguardo riesce a trasmettere al pubblico l'incombente peso e responsabillità che la sua carica di potenfice gli conferisce. Moretti racconta con una regia notevole e accattivante la storia di un uomo che si trova a dover fare i conti con le sue debolezze e con le sue paure, che riscopre la vera natura del suo essere.
Unica nota dolente è paradossalmente lo stesso Moretti che si presenta come lo psicologo dell'insicuro neo papa per poi essere semplicemente una macchietta che cerca di smorzare il tono serioso del film. mah... Comunque consigliato!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR quadruplo  @  16/05/2011 11:06:55
   7 / 10
Divertente e irriverente la prima parte, nella seconda si appiattisce e rimane incompiuto. Ci sono comunque momenti degni di nota e le battute di Moretti che valgono la visione.

jiko  @  15/05/2011 12:35:28
   9 / 10
Un film sorprendente e intelligente che riesce a spiazzare cattolici e laici, pieno di umana comprensione ma anche molto ironico e divertente, riesce a ironizzare e far sorridere senza scomodare i soliti luoghi comuni sulla Chiesa. Moretti avrebbe potuto sparare su un bersaglio facile e invece è riuscito a realizzare un'opera intensa ed equilibrata, dove tutto funziona alla perfezione. La scelta di un attore come Michel Piccoli è davvero indovinata. Da vedere.

Invia una mail all'autore del commento Totius  @  09/05/2011 22:35:28
   7½ / 10
Un film molto bello ed a tratti geniale che però si perde un pò nel finale. Non parlo della trama, la cui fine mi sarebbe piaciuta comunque... quanto del fatto che il finale mi sia sembrato troppo veloce...troppo incalzante, quasi frettoloso! Per il resto direi un film veramente bello e coraggioso.
Ritengo Moretti il nostro Woody Allen, per l'ironia sottile e per i temi spesso presenti nei suoi film.

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  07/05/2011 17:10:44
   7½ / 10
"Mi accade spesso di svegliarmi di notte e cominciare a pensare ad una serie di gravi problemi e decidere di parlarne col Papa. Poi mi sveglio completamente e mi ricordo che Io sono il Papa!" (Giovanni XXIII)

Ah, il peso delle responsabilitÓ.
In un periodo in cui nullitÓ si agitano forsennate per dimostrare di contare qualcosa, e magari, chissÓ, di passare alla Storia, fa specie assistere alla rinuncia perchŔ non ci si sente all'altezza del compito.
C'Ŕ forse qualcosa di rivoluzionario in questo?
Moretti Ŕ lontano mille miglia dalla poetica dei diseredati, ma Ŕ altrettanto difficile negargli il merito di saper introdurre argomenti di dibattito proprio laddove quello langue.
Il suo Papa Ŕ un Michel Piccoli grandioso, senza di lui non ci sarebbe nemmeno il film.

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Ultima risposta 10/05/2011 13.27.02
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El_Baro  @  06/05/2011 19:27:43
   7½ / 10
Hanno già detto tutto molti prima di me. Per non ripetermi, quoto chi spezza il film in due parti.
Molto riuscita la parte più centrata sul Papa, sulla fede, sull'umanità e sul dubbio, anche grazie a uno straordinario e azzeccatissimo Piccoli.
Molto meno riuscita e tirata troppo per le lunghe la parte di Moretti, divertente sulle prime ma stiracchiata poi, per una specie di critica poco informata e fiacca sulla psicoanalisi e sulla scienza, toccate infine da una certa quota di superficialità.
Moretti meno narciso del solito, ma quando c'è, si vede.

woyzek  @  06/05/2011 14:45:04
   8½ / 10
divertente e interessante.

adoro moretti.

Lory_noir  @  06/05/2011 01:09:48
   7½ / 10
Mostra molto bene quello che c'è sotto le vesti vescovili. Nella seconda parte a mio parere si perde un po', ma è un film godibile e intelligente.

raffaelepr  @  04/05/2011 21:10:27
   10 / 10
Dopo 50 anni dai tempi della Dolce Vita e 8 e mezzo un regista italiano scrive un vero capolavoro.

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Ultima risposta 09/06/2011 16.57.03
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annibalo  @  02/05/2011 20:18:34
   8½ / 10
dopo Rosi è Moretti il regista più impegnato politicamente, da Io sono un autarchico,Ecce homo... in poi.Ironia e paradossi,la sua specialità

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Ultima risposta 21/05/2011 19.01.01
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dagon  @  01/05/2011 09:02:54
   6½ / 10
Una pellicola divisa in due. Interessante, umana, e riuscita quella focalizzata sul neo papa schiacciato dal senso di inadeguatezza, che beneficia della presenza di un attore della caratura di Piccoli; molto meno riuscita quella all'interno del vaticano, nell'attesa che il tutto si risolva. In questa "seconda" parte, anche se ci sono alcuni spunti divertenti (molti dipendenti dal fatto se "Moretti personaggio" piaccia o meno, con le sue manie, la sua voce chioccia ecc.), sembra un po' pretestuosa con dei rami della trama che sembrano letteralmente mozzati.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento mkmonti  @  01/05/2011 00:35:49
   8 / 10
L'ultima fatica del "Nanni nazionale" suscita come di consueto polemiche ed attacchi fino alla scomunica dell'"Avvenire", gli spettatori corrono nelle sale, gli incassi volano e come col "Caimano" il "Nanni nazionale" se la gode e fa comparsate un pò ovunque sulla tanta vituperata tv. Fatte le dovute critiche alle strategie commerciali che furbescamente Moretti adotta da qualche anno a questa parte, bisogna dire che la sceneggiatura è davvero originale e lascia abbastanza sbigottiti, la realizzazione, però, non pare del tutta riuscita e spesso si avvita in scene un pochino troppo grottesche che ruotano attorno allo stesso regista-attore. A prescindere dai difetti, rimane, comunque, un'ottima pellicola che fa sia riflettere che sorridere, confermando il grande estro di uno dei pochi cineasti italiani degni di questo nome.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  29/04/2011 20:28:59
   6½ / 10
"Il caimano" usci qualche giorno prima di importanti elezioni e adesso questo "Habemus papam" poco prima di una Beatificazione di un Papa...non c'è che dire, furberie commerciali...
Quest'ultimo film si puo' dividere in due parti...come se fossero due film in uno!
Da una parte c'è "l'episodio" di Moretti all'interno del Vaticano (il piu' deludente)dove i Cardinali conducono una vita fatta tutt'altro che di preghiera in attesa che il papa appena eletto si riprenda...Ma questa parte del film si concede solo qualche sporadica battuta e quando si trattano temi importanti l'Onnipotenza di Moretti pervade sull'argomento e quella che ascoltiamo è solo la sua versione senza una possibile contro offensiva clericale!
Dall'altre parte vediamo,anche se in maniera amplificata,la difficolta' dell' Uomo-Papa ad accettare un carisma cosi imponente come quello di "guida della chiesa"!
La fortuna di Moretti è anche quella di poter contare su uno degli attori Francesi piu' famosi del cinema che riesce a calarsi in qualsiasi ruolo dove nessuna ruga è fuori posto!
Facendo una media tra i due "episodi" non penso si raggiunga un voto molto alto ma comunque sufficiente!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  28/04/2011 21:48:36
   7½ / 10
Habemus papam, anzi no. Pesante è il fardello di colui che rappresenta Dio in terra, primo e ultimo dei suoi servitori e guida spirituale del mondo cattolico. Un ruolo istituzionale nato e consolidato nei secoli, ma che nessuno dei cardinali del Conclave desidera. Tutta la sequenza iniziale dell'elezione del pontefice pone in evidenza la questione che sta al centro del film: la rinuncia ad un ruolo.
Il barile viene scaricato sul cardinale Melville, poteva essere un qualsiasi altro cardinale il risultato sarebbe stato lo stesso. Moretti in questo senso semplifica in maniera funzionale ogni componente del Conclave, ognuno interscambiabile con l'altro e perfettamente omogeneo, un corpo unico. Non pone problemi sulla Fede, non ci sono giochi di potere o intrighi, solo l'attendere di un "rompete le righe" dopo l'ufficializzazione al popolo dei fedeli e sospirare per il mancato pericolo.
Michel Piccoli è bravissimo nel ruolo di un uomo a cui è stato assegnato un peso enorme, preso dallo smarrimento, terribilmente solo e lasciato solo.
La rinuncia al ruolo di papa e guida spirituale è la rinuncia al ruolo istituzionale cui la Chiesa è stata fondata. Ma se si rinuncia a questo ruolo allora che cosa è la Chiesa oggi? Moretti non si spinge oltre. A mio parere è più importante porre la domanda semplice e diretta, che dare una o più possibili risposte. L'attualità in questo senso ci può dare una mano. Sarebbe interessante inoltre verificare se il finale di questo film si riveli abbastanza profetico come quello del Caimano.

ughetto  @  27/04/2011 23:56:40
   6 / 10
Il film è composto da due segmenti. La vicenda esistenzial- esistenzialista di Piccoli e l'avventura sportivo- teoretica di Moretti. Il fatto è che non sono scritti per gettare luce l'uno sull'altro. Sono quindi condannati a divergere irrimediabilmente, regalandoci due film, che quindi vanno letti uno per uno.
Il film sul Papa è il meglio riuscito: la telecamera segue la vicenda di un uomo che è un personaggio in senso pirandelliano. Evocato dall'autore, anzi dall'autore degli autori, gettato sul palconscenico, abbandonato senza alcuna voce, senza alcuna luce; ma soprattutto imprigionato in un ruolo che prescinde e che non tiene conto della sua propria individualità (sembre che ce ne sia una).
E questo è il colpo di genio: il Papa è in effetti la figura storica la cui vicenda presenta maggiori analogie con quel Personaggio; ed è brillante che cerchi la catarsi e la pace proprio in ciò che più rappresenta il suo dramma: il teatro. Accettando quindi la condizione scissa dell'esistere, ma implorandone, umanissimamente, uno svolgersi più immanente. Tuttavia la scrittura non mi ha convinto: per appassionarmi ad un tema così esistenziale avrei avuto bisogno di una regia intima, non di una regia distaccata. Ma questo è oltre la critica: è solo una mia impressione di spettatore. Moretti per me è il maestro dell'intimità: da Palombella Rossa a Caro Diario apoteosi del genere, (diario, non a caso), che inizia con una ripresa con telecamera digitale a mano. Ma qui sembra utilizzare più le vie estetiche del Caimano, e allontana. Sprecando il meraviglioso soggetto.
Il film su Moretti invece non merita tante parole: gigioneggiando strappa qualche sorriso; la sua superficialità è disarmante: la lettura della realtà non banale ma, peggio, banalizzante. Ho sentito, in difesa di questo pezzo di film, parlare di nichilismo: non scherziamo.
Si ricorda allora con rimpianto il suo capolavoro (a modesto avviso di chi scrive) dove si seppe coniugare una delicata, profonda, odissea esistenziale con un fraseggio sulle cose sempre pieno di passione e significato. Ed è per questo che aspetterò il prossimo film di Nanni Moretti con trepidazione e farò la coda il venerdì per vederlo subito.

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Ultima risposta 28/04/2011 15.39.26
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simonssj  @  26/04/2011 19:30:46
   9 / 10
Riprendo completamente la recensione di polbot...film denso di significato dietro la sua apparente semplicità e fatuità; si esce dal cinema con mille ??? , poi si torna a casa, si pensa, si riflette e si cerca di dare una spiegazione, una decifrazione alla storia che Moretti ci ha voluto raccontare, e al di là del giudizio che possiamo avere dell'attore-regista, non si può dire che non ci sappia fare, almeno nel sollevare delle problematiche dove non te l'aspetteresti mai

andreapau  @  26/04/2011 16:04:55
   8 / 10
Habemus Papam è un film sorpendente per ironica lievità di rappresentazione e complessità dei temi trattati.
Satira feroce del sacro (inteso come burocratizzazione del divino), esercitata attraverso l' umanizzazione del Pontefice e il ridimensionamento razionale del conclave che lo ha espresso alla stregua di un qualunque consiglio di amministrazione, ispirato a criteri utilitaristici piu' che divini.
Dove la vecchiaia non è saggezza, ma disincanto, malattia e ostinata rassegnazione.
L'eterna lotta tra Fede e Ragione non esprime vincitori ma sancisce una indissolubile reciprocità esistenziale.
L'una tenta di dominare l'altra, avventurandosi financo nella pretesa di dettare regole nell' altrui campo.
Commovente e struggente, questa "sua Santità suo malgrado" è interpretata dal GRANDISSIMO Michel Piccoli che rifiuta la croce appioppatagli dagli umani, dapprima come moto isterico, ma poi come decisione ponderata.
Perchè nella profonda e sincera conoscenza di se, scopre che solo un pazzo puo' interpretare la parte di primattore che lo spettacolo con piu' spettatori al mondo richiede.
E nella cecità della fede non c'è spazio per la sincerità..che provoca un dolore forte ma di breve durata, perchè "morto un papa se ne fa un altro".
E allora Habemus(un altro)Papam.

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Ultima risposta 23/05/2011 11.37.25
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sestogrado  @  26/04/2011 11:10:01
   8 / 10
Habemus Papam è il ritratto divertente, paradossale, commovente di un papa che si sveste della sua aura ultraterrena per divenire un fragile essere umano, depresso, confuso, problematico, emotivo. ho sempre pensato che gli ultimi due papi abbiano un forte potenziale come attori, gesti studiati, un tono della voce misurato.. una sensazione condivisa forse anche da Moretti, che oltre a renderlo un nostalgico attore di teatro, ce lo mostra seduto ad un bar nei panni di un normale ottantenne, o scendere da una auto blu con i vetri oscurati (e circondato da bodyguards) come un capo di stato. semplicemente irresistibile

marco86  @  25/04/2011 21:44:43
   7½ / 10
non ho nulla di originale da aggiungere al bel commento di amterme, poco più sotto.
Moretti mette in scena lo smarrimento dell'uomo contemporaneo, con le istituzioni (in questo caso quelle religiose), troppo ripiegate al proprio interno per poter continuare a svolgere il ruolo loro storicamente assegnato.
esilarante il ruolo dello psicoanalista.

il finale è di quelli che lasciano sbigottiti.

FABRIT  @  25/04/2011 11:56:14
   9 / 10
Grande film,fra i più belli di Moretti.
Michel Piccoli poi davvero strepitoso..un film non solo sulla chiesa o contro la chiesa,un film sulla vita,sulla vecchiaia,sulla sofferenza nell' essere inadeguati...da non perdere!

Teofilatto  @  24/04/2011 14:39:52
   8 / 10
nanni mkoretti mi sta sulle palle....ma porca miseria è davvero bravo

1 risposta al commento
Ultima risposta 27/04/2011 11.01.49
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Lavezzi78  @  23/04/2011 10:44:44
   8 / 10
Ottimo film . Nanni Moretti ancora una volta non delude. Ottima la sceneggiatura e l'interpretazione degli attori. Michael Piccoli è straordinario.
Film da vedere assolutamente.

InsolitoEs  @  23/04/2011 01:35:02
   8 / 10
Prima parte perfetta. Partita a pallavolo evitabile. Grande finale.
Michel Piccoli straordinario. In alcuni momenti mi ha ricordato un anziano che conosco che soffre di alzheimer ( la stessa paura ....lo stesso smarrimento ).
Ma il massimo Michel Piccoli lo raggiunge quando riesce a non fuggire anche dal film quando si trova davanti la mediocre margherita Buy.

polbot  @  22/04/2011 23:12:47
   9 / 10
Film assai godibile che mi riconcilia senza dubbi con un nanni Moretti decisamente in forma e piuttosto sicuro nella direzione in un film "pieno di dubbi". Mi permetto di condividire qui di seguito la recensione di un mio amico, che mi trova pienamente d'accordo..
Film di non facile digestione. Profondamente morettiano, tanto da essere di fatto giÓ contenuto interamente nei film precedenti. Il ritmo narrativo e la sceneggiatura non hanno la freschezza dei tempi d'oro, solo a sprazzi la toccano. per˛ qui, pi¨ chiaramente, l'apparato delle trovate morettiane diventa funzionale a circoscrivere, a definire per contrasto.
Papa Melville Ŕ l'unico personaggio credibile della vicenda. La sua credibilitÓ emerge gradualmente, a fronte degli altri personaggi.
Gli altri cardinali, esponenti di un dogmatismo privo di reale sostanza (nel tempo libero nessuno prega, nessuno crede in un Dio) si lasciano andare come bambini, cullati dalla musica, dalla danza, dallo sport, dai giochi.
Lo psicanalista Ŕ invece ateo, esponente freudiano-darwiniano, anch'egli per˛ dogmatico: si rivela personaggio detentore di una veritÓ, "papale", intenzionato a dettare le regole, esimio nel suo ruolo e tuttavia fallito sul piano pi¨ sostanziale, pi¨ umano.
La scena del dialogo tra sordi, il dogmatico teista e il dogmatico ateista, che discutono in alto sul trespolo dell'arbitro, del giudice di volley, Ŕ una scena di inautenticitÓ. In basso invece la scena autentica: un court di terra improvvisato accoglie vecchi che ritrovano un'umanitÓ, nel gioco. Solo nel ritorno ad un affidamento infantile c'Ŕ per questi, cardinali o psicanalisti atei che siano, una dimensione autentica. anche nella scena in automobile, sono i bambini a svelare la veritÓ della madre che mente.
Papa Melville Ŕ l'unico uomo di veritÓ che riesce ad esserlo rimanendo adulto, senza tornare bambino. Melville Ŕ l'unico personaggio che cerca di prendere sul serio Dio, con fede, cercando. Quella di Michael Piccoli Ŕ una bella faccia di vecchio confuso, indifeso, come d'altra parte avrebbe diritto ad essere indifeso ogni vecchio, tranne il Ratzinger di turno. Uomo di veritÓ: ovvero uomo che sente di non possederla, la veritÓ, ma che rispetto ad essa si sente inadeguato. VeritÓ pu˛ essere semplicemente un'adesione alla realtÓ.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER non Ŕ fuga dalla realtÓ, ma fuga verso la realtÓ. In un bar, nella metropolitana, in un luogo dove si fa il pane, si contempla la realtÓ. Anche in una chiesa dove si usano parole realistiche, dove Dio non lo si possiede, ma lo si cerca, Dio potrebbe anche esserci. PerchÚ Dio sembra aver scelto Melville con convinzione, per due volte: per fare il papa (e la serietÓ della scelta divina Ŕ affermata pi¨ volte nel film), ma ancor prima nella sua giovinezza, impedendogli una carriera da attore e volendolo sacerdote. Non sarai uomo di finzione, attore, ma uomo di veritÓ.
L'attore calvo, impazzito, che pronuncia tutto il copione da solo, Ŕ l'elemento che rivela la necessitÓ di romperla questa finzione.
Bellissima la scena sulla metropolitana dove Melville balbetta le prove per un possibile discorso, il discorso che vorrebbe fare come papa: Pietro... . Come a dire: Pietro non era cosý , cari fedeli, Pietro non era il capo infallibile di una chiesa potente. Bisogna rileggerlo, cari fedeli, il racconto che viene fatto nella Bibbia (dove sý, tra le altre cose, si parla anche di debolezza, di depressione). Un discorso cosý, un giorno, un papa dovrebbe farlo, pensa Melville. Dovrebbe parlare come parlava un uomo vero, Pietro. Ma il peso di 2000 anni andati diversamente Ŕ troppo, e Melville quel papa non lo riesce ad essere. Nel discorso finale: bisogna cambiare, ma io non riesco a farlo.
Aprendosi coi funerali di Giovanni Paolo II, Ŕ un film che pu˛ ricordare la forza di quest'uomo, vero uomo e dunque anche vero papa, di forza e umiltÓ petrina. Somigliando anche fisicamente a Wojtila, M. Piccoli Ŕ un papa che pu˛ far riflettere meglio su quanto possa essere faticoso proseguire le grandi intuizioni di Wojtyla (chiedere perdono per la chiesa, mostrarsi realmente umani e deboli) e suggerisce una riflessione sui modi messi in atto dal suo attuale successore storico.

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Ultima risposta 27/04/2011 14.12.37
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Gruppo REDAZIONE amterme63  @  21/04/2011 22:34:10
   8 / 10
Moretti prosegue con "Habemus papam" il discorso intrapreso con "Il caimano", riguardo il il rapporto problematico fra individuo e istituzione/potere.
Secondo la sua visione, gli individui e la societÓ versano in uno stato spirituale confusionale, in crisi, senza valori fondanti certi e assoluti su cui basarsi. Le istituzioni appaiono avere perso il ruolo di mediazione, sintesi collettiva, luogo di realizzazione di aspirazioni e principi condivisi e sembrano sfuggiti di mano, incontrollabili, ingestibili da parte di qualsiasi forza umana "normale".
L'istituzione politica sembra destinata a vivere per se stessa e a schiacciare la societÓ (finale de "Il caimano"), l'istituzione religiosa pare invece destinata a dissolversi in quanto non pi¨ in grado di riformarsi e rispondere alle esigenze di cura e sostegno etico che provengono dalle persone comuni e dal suo interno stesso.
"Habemus papam" focalizza il distacco fra persona e istituzione molto meglio di quello che facesse "Il caimano". Le persone "normali" (e si cerca di dimostrare in tutto il film che un religioso e pur anche un cardinale lo Ŕ o lo pu˛ essere) sono chiuse nel loro piccolo dovere/routine quotidiana, nel mondo a piccola dimensione e non si azzardano minimamente a pensare in grande, a prendersi responsabilitÓ enormi, gigantesche su di sÚ.
Il film cerca proprio di far identificare il comune spettatore con il papa designato. Viene infatti ritratto e fatto agire non certo come un uomo d'istituzione, ha pochissime caratteristiche che lo possano far identificare con un uomo speciale o di potere, Ŕ in tutto e per tutto una persona "comune". La domanda Ŕ: cosa faremmo noi se ci trovassimo all'improvviso di fronte a un compito "sovrumano"? Come reagiremmo? Ecco allora che il personaggio interpretato da Michel Piccoli appare plausibile e comprensibile nelle sue reazione incerte, confuse, nella sua scelta finale. Il potere non si addice proprio alle persone "normali".
L'istituzione Chiesa viene ritratta come qualsiasi altra istituzione presente nel mondo di oggi: secolarizzata, influenzata dalla cultura del consumo, dello svago e della medialitÓ, insidiata dalle pressioni di ordine psicologico (l'alienazione, gli psicofarmaci). Questo al di lÓ della natura delle singole persone, le quali sono tutte rappresentate in maniera amabile, simpatica, quasi positiva (educati, cortesi, tifano per il pi¨ debole). Sembra quasi esserci un desiderio genuino e sincero di valori da parte delle singole persone, dei fedeli medesimi, ma il fatto stesso che ormai la chiesa Ŕ a tutti gli effetti istituzione di potere, rende vano qualsiasi tentativo di riforma. La contraddizione fra valori propagati e funzionamento strutturale verrÓ prima o poi al pettine ed esploderÓ con conseguenze incerte. Questo sembra presagire il finale-profezia, modellato su quello de "Il caimano".
Le figure non-religiose non fanno certo migliore figura, anzi forse sono peggiori. Il personaggio interpretato da Moretti stesso risalta per impotenza, inefficacia, alterigia, mancanza di umiltÓ e umanitÓ. Moretti sembra quasi giocare con l'antipatia che lo circonda, con le accuse di egocentrismo e reagisce paradossalmente alimentando ancora di pi¨ questo "gioco".
Gli eroi dei suoi film sono soprattutto degli anti-eroi. Michel Piccoli come Silvio Orlando si trova confuso, perso, senza punti di riferimento, senza nemmeno l'ausilio dell'arte (a cui anela come traguardo supremo) e si dibatte inutilmente, a lungo, senza pervenire a niente. E' il ritratto dell'uomo post-moderno secondo Moretti: un essere deluso da tutto che si dibatte invano, senza risultato, mentre intorno il mondo prosegue distaccato per la sua strada auto-distruttiva.
Gli ultimi due film di Moretti sono soprattutto film che cercano di dimostrare tesi e ne risente moltissimo la resa dei caratteri. Il principale difetto Ŕ proprio nell'inconsistenza dei personaggi, nella loro sostanziale superficialitÓ, nel loro essere quasi solo rappresentativi. Il conflitto interiore del papa Ŕ in realtÓ solo sfiorato, non approfondito e sviscerato. Moretti non ha osato andare al di lÓ della commedia con risvolti etici. Peccato perchÚ poteva venirne fuori un film molto pi¨ importante.
Rimangono i primi 20 minuti, quelli del conclave, molto intensi ed emotivi. Li ho seguiti quasi con il fiato sospeso. Il resto sono sostanzialmente tempi morti, fino allo splendido finale. Comunque un film molto interessante, piacevole, da vedere senz'altro.
ChissÓ che anche stavolta Moretti non ci azzecchi con la profezia finale!

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Ultima risposta 25/04/2011 01.30.58
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valis  @  21/04/2011 18:49:33
   10 / 10
film straordinario, e lo dice uno che non è affatto un sostenitore di Moretti, ma qui ha colto nel segno, probabilmente tra venti anni sarà ricordato come uno dei capolavori di sempre del cinema italiano.
crisi di coscienza del neo eletto papa, il quale, non trova di meglio che fuggire dall'asfissiante clima vaticanizio per prendere una boccata d'aria in giro per roma.
qui l'impareggiabile piccoli si scontra con le aspettative di un'umanità folle alla deriva e sofferente, in attesa della nomina del nuovo pontefice quale punto di riferimento, aspettative cui non si sente in grado di adempiere.
dall'altro lato Moretti dipinge un clero lontano dal mondo rinchiuso nei suoi palazzi, inconsapevole della gente e del mondo intorno.
impareggiabile il buon jerzy stuhr nel ruolo del portavoce inteso a nascondere l'accaduto, ad occultare al popolo dei fedeli quello che realmente stava accadendo.
il film ha molti livelli di lettura che qui ometto di elencare, ma quello che più mi ha colpito è il discorso finale di piccoli, resa di un uomo di fronte all'attesa di un mondo o resa, metaforica, di un'istituzione ormai rinchiusa in sè stessa che mira solo a durare un pò di più?

suzuki71  @  21/04/2011 10:22:19
   9 / 10
E' il più importante film italiano degli ultimi anni. La potenza della sobrietà e della misura, un sottile inno alla vita a alla straordinarietà del quotidiano che non si scaglia contro nessuno, ma tira dritto verso una imprescindibile umanità. Un film che osa e sfida l'inimmaginabile con sicurezza e misura notevoli, con un sorriso. Straordinario e importante, solido e maturo, a mio parere va messo da subito tra i classici del cinema italiano di sempre: è come mangiare una millefoglie ai frutti di bosco a un tavolo di merendine. Finale straordinario.

zakfett  @  21/04/2011 09:48:09
   7 / 10
7 perchè il racconto cinematografico è rispettoso e ben fatto.
Paga l'essere eccessivamente caricaturale, con personaggi lineari e "costruiti" esplicitamente per catturare la simpatia.
Il personaggio di M.Buy è proprio inutile.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Rand  @  20/04/2011 18:09:41
   7½ / 10
Buon film di Moretti, come sempre, la regia impeccabile, una sceneggiatura solida e poco prevedibile supportate da musiche eccellenti, una fotografia sontuosa e buoni attori rendono il film godibile, oltre che ironico e leggero ma anche complesso e ben strutturato. A mio avviso il personaggio del giornalista RAI2 insopportabile è veramente efficace, idem per Jerzy Stuhr e Michel Piccoli, forse un pò troppo "carico" ma efficace, Moretti come sempre al top, che apprezzo come attore, non fa rimpiangere il prezzo del biglietto, senza contare tutti gli altri personaggi, ben strutturati e interessanti, se ne vorrebbe di più, invece il finale ci lascia così, senza approfondire, e il film è già finito. Consigliato ad atei, laici e credenti

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