gran torino regia di Clint Eastwood USA 2008
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gran torino (2008)

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locandina del film GRAN TORINO

Titolo Originale: GRAN TORINO

RegiaClint Eastwood

InterpretiClint Eastwood, Cory Hardrict, John Carroll Lynch, Geraldine Hughes, Brian Haley, Dreama Walker

Durata: h 1.56
NazionalitàUSA 2008
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 2009

•  Altri film di Clint Eastwood

Trama del film Gran torino

Walt Kowalski è un veterano della guerra di Corea, uomo indurito dal tempo e dalla vita, con un pessimo rapporto con la propria famiglia. Quando un gruppo di immigrati asiatici si trasferisce a vivere vicino a lui, l’uomo si troverà costretto ad affrontare i propri pregiudizi.

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Voto Visitatori:   8,49 / 10 (594 voti)8,49Grafico
Voto Recensore:   7,50 / 10  7,50
Miglior film straniero
VINCITORE DI 1 PREMIO DAVID DI DONATELLO:
Miglior film straniero
Miglior film straniero
VINCITORE DI 1 PREMIO CÉSAR:
Miglior film straniero
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Voti e commenti su Gran torino, 594 opinioni inserite

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MelissaCoché  @  19/05/2019 06:34:48
   10 / 10
Capolavoro! Ho pianto tantissimo

Memento mori  @  13/05/2019 22:55:12
   5½ / 10
Di una banalità sconcertante... ai limiti del fastidio.

La media del film non resta che giustificarla con la triste assuefazione alla dozzinalità americana che tutti noi abbiamo subìto.

La profondità è altrove.

Filman  @  19/04/2019 14:14:51
   9 / 10
Clint Eastwood, per la sua visione del mondo e il suo orientamento politico, rappresenta sicuramente una voce fuori dal coro fuori dall'élite artistica di Hollywood, ma film come GRAN TORINO che si espongono ad una prospettiva politicamente scorretta sono utili e necessari, in quanto gli ex-veterani risultano effettivamente una classe sociale emarginata e in quanto la sofferenza per la differenza generazionale a cavallo tra i cambiamenti del mondo contemporaneo è qualcosa di reale. L'aggressività verso i mutamenti comportamentali della società si ridimensiona in una riconciliazione ideale tra le varie differenze culturali e di età dimostrando la grande sensibilità di una pellicola in cui il regista interpreta uno scorbutico eroe fuori dalle regole in un ghetto periferico dominato dall'assenza di ordine e rispetto e dirige con malinconiche emotività e grigiore un dramma così particolare nel panorama del racconto filmico americano da diventarne un capolavoro.

il Grande Mao  @  19/01/2019 19:36:59
   7½ / 10
Eastwood padrone assoluto della scena con una prestazione solida, credibile, potente. Ci si affeziona col passare dei minuti ad un personaggio difficile, che rivela un'umanità insospettabile ai più e la regala a chi la merita.
Non ci sono colpi di scena, niente di innovativo oltre misura, ma c'è il Cinema - ancora una volta - nella macchina da presa di Clint Eastwood.

Strix  @  15/06/2018 01:48:46
   7½ / 10
Strabello, seppur pregno della classica retorica patriottistica tipicamente eastwoodiana, ormai vista e stravista, e palesemente forzata.

Media forse un po' eccessiva, anche se il finale è qualcosa di potentissimo (oltre che estremamente poetico, poichè un po' metafora della carriera cinematografica dello stesso Clint).

kafka62  @  13/05/2018 16:03:02
   8 / 10
Ci sono due categorie di pellicole nella filmografia del Clint Eastwood regista: quelle in cui non compare come attore – sono i film che ambiscono in qualche modo a una classicità di genere, siano essi biopic ("Bird"), western ("Gli spietati"), war movies ("Lettere da Iwo-Jima"), thriller ("Mystic River"), e così via – e quelle in cui mette invece la propria faccia anche davanti la macchina da presa. Questa seconda schiera di film comprende forse le opere più personali, quelle in cui si riflette compiutamente la sua filosofia di vita, il suo punto di vista morale. E' così anche per "Gran Torino", intensa e sofferta riflessione sulla vecchiaia, sulla morte, sulla convivenza tra culture diverse e, in ultimo, sulla necessità di dare un senso alla propria vita. E' un film non esente da un certo schematismo (ripercorre in fondo le regole del film di formazione, alla "Scoprendo Forrester", per fare un solo esempio tra i tanti, in cui un personaggio maturo prende sotto la sua ala protettrice un giovane appena affacciatosi alla vita, facendolo maturare e diventare un uomo), ma è uno schematismo che non dà fastidio, anzi fa assurgere "Gran Torino" a una dimensione che, come l'automobile del titolo, è semplicemente quella di un oggetto forse un po' desueto, fuori moda, ma in definitiva di una classe enormemente superiore a quella dei suoi concorrenti. Eastwood, il volto scavato dalle rughe, il fisico prosciugato dagli anni, il ghigno che all'inizio esprime disapprovazione verso tutto e verso tutti (i parenti che lo circondano al funerale della moglie, i vicini di casa asiatici, i teppisti che maramaldeggiano nella cittadina del Midwest in cui vive) ma che pian piano si scioglie nella accettazione del diverso da sé, tale da esprimere un calore umano capace di vincere la solitudine e di far venire a patti anche con i tormentosi fantasmi del passato (il protagonista Walt Kowalski è un reduce della guerra in Corea), Eastwood – dicevo – giganteggia sullo schermo, passando agevolmente dai toni della commedia (i dialoghi con il barbiere italiano, i battibecchi con la vecchia asiatica vicina di casa) a quelli della tragedia. E se a qualcuno nel corso del film venissero dubbi che si tratti di una storia già vista (quella di un giustiziere che fa piazza pulita dei cattivi che vessano i buoni), Eastwood sorprende tutti con un finale che è un meraviglioso esempio di etica cristiana:

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER E' un momento di cinema magnifico e commovente, forse il vertice di una personalità che si fa ammirare una volta di più per umanità e coerenza morale. E' anche un grande esempio di cinema non cerebrale, non intellettualistico, ma semplice e alla portata di tutti: in quello che potrebbe essere uno dei suoi ultimi messaggi, Eastwood sembra così indicare una via di salvezza per il cinema drogato dagli effetti speciali, oltre che, naturalmente, per un mondo troppo cambiato per un uomo di un'altra epoca quale egli – come il suo Kowalski – probabilmente si sente.

Wilding  @  22/10/2017 21:36:54
   8 / 10
Altro magnifico film di Clint. Immenso.

ragefast  @  27/03/2017 01:34:35
   7½ / 10
Non saprei a che livello collocarlo nella filmografia di Eastwood, dato che dovrei recuperare ancora qualche sua importante pellicola, ma questo è sicuramente un ottimo film e uno dei migliori visti negli ultimi decenni che trattano la controversa e mai banale tematica del razzismo (e non solo).

Il personaggio interpretato dall'evergreen Clint Eastwood ruba la scena a tutti gli altri ed è emblema di un messaggio già visto qualche altra volta in questo genere di film, ovvero della possibilità di cambiare e di rompere dei pregiudizi (sicuramente in "American History X", già citato da qualche altro utente e molto vicino per tematiche trattate), nello specifico attraverso una presa di coscienza sulla situazione in cui versa il quartiere e dei dialoghi con i vicini che mettono in luce come dietro delle persone e delle culture ci sia molto di più che qualche frettolosa conclusione e convinzione basata su sensazioni e luoghi comuni, oltre che trascorsi bellici nel caso di Kowalski. Ad alimentare questo processo, molto probabilmente c'è anche il rapporto non bellissimo con la sua stessa "razza" (in tutti i sensi), tra cui i familiari più stretti, che lo spinge ulteriormente in una situazione di solitudine.

Il cambiamento e la redenzione di Kowalski troveranno il culmine...


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Da consigliare sicuramente e, forse, da far vedere anche nelle scuole.

daniele64  @  14/11/2016 10:19:04
   8 / 10
Un grande film , il testamento spirituale del grande Clint , il repubblicano che pur sostenendo Trump non disprezza gli stranieri . Qui , l'implacabile pistolero che in decine di pellicole ha fatto trionfare la giustizia con le armi , vicino agli 80 anni e pieno di rancore e di diffidenza , si sacrifica per il bene di un gruppetto di immigrati vietnamiti ( troppo ) presto diventati suoi amici . Sarà per il bene che gli voglio , ma gli perdono qualche incongruenza perchè questa è una pellicola davvero commovente ed emozionante .

Spotify  @  09/09/2016 00:38:45
   8 / 10
Splendido film di un Clint Eastwood forse ai massimi livelli, come attore e come regista. "Gran Torino" è una pellicola intensa, piena di tematiche, colpisce lo spettatore in maniera particolare ed è estremamente versatile, in quanto c'è allegria, tanta tristezza e un po' di ironia. E pensare che Clint nel 2008 aveva già 78 anni e ancora aveva l'energia, la voglia e la determinazione di girare e recitare pellicole così fortemente emotive. Inoltre, nonostante l'età, dimostra ancora una buona forma atletica, infatti corre, salta e picchia duro. Mica male. Il film è stracolmo di temi che Eastwood mette in scena divinamente: ovviamente il razzismo è il tema predominante ed è quello sul quale si basa la trama. Essa parla di un uomo, Walt Kowalski, che è un reduce della guerra di Corea e nel corso del tempo il quartiere dove il vecchio vive, è stato popolato da moltissime persone provenienti dall'estremo oriente. A causa del pessimo carattere dell'uomo, il quale tra l'altro ha un rapporto molto distaccato con la sua famiglia, e dell'odio razzista verso gli asiatici, Kowalski entra presto in conflitto con la famiglia Hmong che abita accanto alla sua casa. Una notte l'anziano, sorprende il figlio di questa famiglia, Thao, costretto da una banda di teppisti che ha a capo il cugino più grande, a tentare di rubare la Gran Torino che egli custodisce nel gelosamente nel proprio garage. Da qui in poi però le cose cambiano e una delle successive sere, succede un parapiglia nel giardino degli asiatici tra la banda del cugino di Thao e la famiglia di quest'ultimo. Quando i litiganti sconfinano nel giardino di Walt, questi punta addosso ai teppisti il suo fucile, intuendo comunque che erano stati loro i colpevoli di quel tafferuglio, e induce i delinquenti ad andarsene. La famiglia Hmong ammira il gesto del vecchio, e da li in poi i rapporti tra quest'ultimo e gli asiatici prenderanno una inaspettata piega. Eastwood ci insegna come il razzismo sia solamente uno stupido pregiudizio, un malessere interiore che l'individuo intollerante cerca solo di sfogare sugli altri. Col proseguire della pellicola, il regista ci mostra però che il razzismo è "una malattia" che può essere sconfitta, e la cura è mettere da parte i preconcetti che si hanno verso determinati tipi di persone, e aprirsi alle loro usanze, alla loro cultura, insomma, imparare a conoscerli. E infatti, una volta che Walt si ritrova a stretto contatto con gli Hmong, sentirà dentro di se un cambiamento positivo, qualcosa che lo tirerà fuori dal grigiore della sua vita. Si potrebbe pensare, che Eastwood abbia affrontato un tema che nel cinema è comparso migliaia di volte, sotto le più svariate vesti e quindi con questo ennesimo film su tale argomento, non ci sarebbe stato molto da dire. Il director però, corre il rischio, e alla fine tira fuori uno dei prodotti cinematografici più originali sull'intolleranza razziale. Si, perchè per esempio, a differenza di un "American History X", il tema è trattato attraverso una singola persona e secondo me è molto meglio così, perchè si possono cogliere molte più sfumature del fenomeno che invece in pellicole come quella di Tony Kaye, che per quanto girate bene, sono comunque più confezionate. Altri temi trattati in "Gran Torino" sono quelli degli scambi culturali, in quanto vediamo come Kowalski si apra alle usanze Hmong e le accetti di buon grado e di conseguenza anche lo spettatore, specie quello occidentale, ha l'occasione di osservare le caratteristiche di una cultura dell'estremo oriente. Poi Eastwood presta parecchia attenzione anche alla delinquenza giovanile, la quale è un elemento fondamentale nel film. Riguardo a questo argomento, il cineasta di San Francisco appare più pessimista in quanto queste bande di teppisti sembra diventino sempre più violente e spietate. Il director presta anche uno sguardo all'America di oggi, la quale è composta da individui completamente piatti e senza vere affinità con i propri cari. Tant'è che infatti, ad un certo punto Kowalski realizza di trovarsi molto meglio con gli asiatici che con i suoi familiari. Infine spiccano altri temi classici come l'amicizia, il rispetto e i conflitti interiori di un uomo. La regia di Clint è sempre una garanzia, innanzi tutto, come ho già scritto prima, lui riesce a mescolare divinamente i temi sopra descritti, ne fa un perfetto impasto. La caratterizzazione di Walt Kowalski è unica, il director ci mostra dapprima una visione a 360 gradi del grigiore che assidua la vita di quest'uomo, e dunque, di conseguenza ci fa notare i modi sicuramente poco carini che egli ha nei confronti di chiunque. In seguito invece si trasforma letteralmente in un altra persona quando fa amicizia con gli asiatici. Poi, Eastwood partorisce un personaggio che, nonostante sia così burbero, fa una stranissima presa sullo spettatore, il quale si affeziona a questa persona tanto da provare una fortissima empatia in svariate situazioni (vedi spoiler). Insomma, Walt Kowalski non è un soggetto che si dimentica facilmente, si può amarlo o si può odiarlo e in fin dei conti, nessuna delle due cose è sbagliata. Il ritmo scorre via una meraviglia, il regista racconta la storia nella maniera più avvincente possibile nonostante la pellicola, all'apparenza, possa sembrare pesante. Comunque, quasi 2 ore che volano via, lo spettatore resta elettrizzato per tutta la durata. Grandissimo anche il montaggio, che fa assumere alla storia un'andatura lineare ma serratissima. Non mancano nemmeno alcune ottime scene di suspense, le quali quadrano benissimo all'interno della pellicola e a conti fatti, risultano necessarie. Eastwood dimostra di saper essere anche versatile, infatti, anche se "Gran Torino" è essenzialmente un film duro, non mancano sequenze molto simpatiche o anche tenere. Tuttavia, le scene drammatiche sono quelle che trasmettono più carica emotiva. Il finale è stupendo e l'ho apprezzato per una cosa in particolare, cioè che il director ha voluto rendere l'epilogo del film molto simile a quello di un western (guarda caso), una specie di vera e propria resa dei conti. Assolutamente geniale. Poi è anche un finale denso di significati (vedi spoiler). Fotografia valida, ha dei toni grigi che risaltano molto, i quali danno un carattere abbastanza cupo e depresso alla pellicola. Colonna sonora strepitosa, c'è parecchia versatilità anche qui. Difatti, da una parte abbiamo la canzone "Gran Torino" che è calma e pacata e dall'altra troviamo invece delle musiche che assomigliano molto a quelle dei film di guerra. Sulla recitazione di Clint non c'è molto da dire, come al solito da il meglio di se, caratterizza Walt Kowalski come solo lui sa fare. Poi, nonostante l'età, non perde per niente i colpi dell'uomo d'azione che era una volta. Ottima ogni movenza e nelle scene dove c'è più tensione è perfetto. Fantastico quando fa il gesto della pistola con la mano. Le espressioni sono impeccabili, specie quegli sguardi imbronciati dove mostra tutto il suo disappunto. Nonostante in questa pellicola, il vecchio Clint predilige mostrare Walt Kowalski come un uomo serio e costantemente arrabbiato, non mancano diversi momenti dove l'attore mostra più poliedricità, sapendo essere molto simpatico e alla mano. Sublime l'interpretazione dei dialoghi, resi sempre imprevedibili dalla recitazione travolgente di Eastwood. L'unica cosa che, in alcuni frangenti, mi ha lascito un po' perplesso, e che non permette a questo film di ottenere un voto più alto, è la sceneggiatura. Nel dettaglio due cose non mi hanno convinto molto: il cambiamento interiore di Kowalski avviene secondo me, troppo presto. Ci sarebbe voluta una progressione più articolata e invece il tutto accade assai repentinamente. L'altra cosa che non ho digerito fino in fondo, è stata la prevedibilità del finale, che per quanto bello, si intuisce diverso tempo prima. C'è da dire che anche in altri punti lo screenplay è un po' telefonato, e riguardo ciò, poteva essere curato meglio. Il resto del copione è ottimo, si nota un impianto narrativo egregio, in quanto non presenta alcun colpo di scena, ma è fluido, serrato e pieno zeppo di idee. Stesura di Walt Kowalski eccellente, il personaggio è studiato nei minimi dettagli. I dialoghi rapiscono lo spettatore, sono fluenti, molto belli e spesso aventi forte significato.

Conclusione: film possente, non si dimentica facilmente, anzi, si stampa nella testa di chi l'ha visto e resta li, diventando indelebile. E Walt Kowalski sarà ricordato come uno dei vecchi più amati (o odiati) di tutto il cinema. "Gran Torino" può insegnare molto, spazza via i pregiudizi che si possono avere verso certi tipi di persone e dice di viversi la vita senza rancori. Grazie Clint Eastwood di averci regalato questa perla. 8+ .

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fabio57  @  07/08/2016 12:52:39
   8½ / 10
Quando si guarda questo film,come peraltro, tanti altri lavori di questo straordinario regista, si resta entusiasti,ma sorpresi. Pellicola forte,intensa, di grande spessore sociale,di grande umanità e di importanti valori morali, come la solidarietà e l'amicizia.Ci si chiede allora come possa Eastwood appoggiare un candidato alla casa Bianca come Trump, che non ha niente in comune con lui ,a parte forse la passione per le armi.

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Ultima risposta 05/09/2017 19.01.31
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Cemmone  @  01/09/2015 21:32:11
   10 / 10
Quando una pellicola riesce a trasmettere l'ondata di emozioni che tramette Gran Torino, emozioni leggere, profonde, allegre, malinconiche, commozione inclusa, il film ha colpito nel segno. Se a tutto questo aggiungiamo che il film è realizzato con una semplicità di mezzi e ambientazione quasi imbarazzanti, il 10 è OBBLIGATORIO. Se penso a molti filmetti nostrani...Clint immarcescibile, un totem, un cineasta erto oramai a divinità. Ottima colonna sonora, capolavoro assoluto di semplicità e sentimenti. Visto in lingua originale e in italiano. ECCELLENTE.

SaimonGira  @  30/08/2015 14:09:02
   9 / 10
Come al solito da Clint Eastwood è lecito aspettarsi una qualità superiore alla media. Infatti il film non delude, superba la recitazione di Eastwood in un ruolo di un veterano reduce dalla guerra in Korea che rimane vedovo non appena inizia la pellicola. Il suo caratteraccio lo porta a isolarsi dalla famiglia e da chiunque altro. Palesemente in bilico fra odio per la gente e razzismo, Mr Kobalsky vive di fianco a una famiglia del sud-est asiatico, il più piccolo di questa famiglia quasi obbligato dal cugino e i suoi amici teppistelli cerca di rubare la Ford Gran Torino che Kobalsky custodisce gelosamente in garage, il padrone lo scopre e lo becca. Da qui il film si riempie di scene piacevoli e piene di sentimento fino ad arrivare al finale che non può lasciare indifferenti. Film spettacolare, un drammatico che non annoia mai e che trasmette energia, sentimento e riesce anche ad insegnare qualcosa. Un must.

Filmaster95  @  23/05/2015 11:19:00
   8½ / 10
Il film è eccezionale, un clint eastwood in versione extra lusso sia come attore che come regista, la storia è molto lineare senza colpi di scena, ma un personaggio come walt non può non essere apprezzato.

Alcune scene sono memorabili, come quelle dal barbiere oppure la scena dei bulli, sempre con un eastwood ancor più duro del passato, un'uomo ovviamente segnato dal tempo per la sua età ma anche per tutti i massacri compiuti in guerra che non ha potuto rifiutare.

Un film molto bello con messaggi di fondo molto profondi, peccato che sia stato premiato poco per quel che merita.

Lucignolo90  @  05/02/2015 04:06:00
   9 / 10
Il suo capolavoro, non per la trama, niente di straordinariamente originale, quanto perchè l'Eastwood regista e attore, arrivato alla resa dei conti, si fa interprete disincantato e autoironico di se stesso e del suo cinema. Riepilogo ed epilogo insieme della sua vita e carriera.
Il giustiziere spietato ora è solo un vecchietto che beve birra sotto al portico e bestemmia fra se e se, facendo quasi tenerezza nei primissimi piani (non casuali) che mostrano un volto grottesco ridotto a una maschera di rughe e smorfie, troppo per non appartenere a un altro tempo, a un'altra realtà.
Emblematica la scena della pistola inizialmente "mimata" ai bulletti in strada (quasi un fantasma del "Dirty Harry" che fu), e quella finale, nella quale cade a braccia evidentemente allargate a mo' di un Cristo che si è immolato. Particolari troppo ricercati da Eastwood per poterli banalizzare e liquidare in fretta, che rendono questa sua pellicola più complessa e stratificata delle altre, che impone la necessità di una certa chiave di lettura, anche da parte dei non fan dell' (ex) spietato.

william sczrbia  @  13/01/2015 22:07:27
   5½ / 10
Eastwood nn riesce ad esaltarmi

Truman84  @  12/01/2015 22:03:14
   10 / 10
Probabilmente il miglior film di Eastwood. Lo consiglio a tutti, è di una bellezza unica. Regia stupefacente per Il mitico Clint.

marcogiannelli  @  30/12/2014 12:46:08
   8½ / 10
film fantastico che tocca diversi temi, come il razzismo, la criminalità giovanile, l'integrazione e le diverse culture, l'orrendo sapore della guerra, i rapporti familiari e l'apparenza...tutto messo in scena perfettamente da Clint che qui si vede non essere soggetto a particolari pressioni da Hollywood e può dirigere un'opera molto raffinata
a livello attoriale, beh lui è troppe spanne su tutti, non ci si può perdere nessuna sua frase cult, ma neanche nessuna sua battuta razzista..

Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  18/10/2014 12:21:53
   7½ / 10
Personalmente lo ritengo tra i migliori di Eastwood. Un reduce dalla guerra in Corea, abbastanza burbero ed introverso e pieno di pregiudizi trova la via della redenzione grazie ad un bambino asiatico con cui inizia a condividere molte cose.
Il suo animo straziato e non sereno per aver permesso, attraverso la guerra, la diffusione del male tra gli esseri umani trova la salvezza in un finale splendido. Da non perdere!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento pompiere  @  26/08/2014 06:39:07
   6 / 10
Indeciso sulla strada da intraprendere (misurarsi con la violenza delle gang da strada, confrontarsi con il razzismo verso le minoranze etniche, raccontare di un doppio percorso di crescita e cambiamento per ragazzini e anziani?) il film di e con Clint Eastwood mette troppa carne a fuoco perdendo per strada molti dei pezzi che via via pretende di aggiungere alla storia.

Restano il nobile intento e il coraggio di un vecchio signore che gira film con disinvoltura e semplicità, e che ritrae un discreto personaggio tormentato dalla solitudine e dall'indolenza.

GianniArshavin  @  16/07/2014 13:27:11
   8½ / 10
Clint Eastwood è uno dei pochi autori capaci , oltre ad un continuo rinnovamento nonostante una carriera lunghissima , a saper trattare in maniera delicata e poetica storie che in mano ad altri registi diventerebbero retoriche e didascaliche.
Con "Gran Torino" succede proprio questo , una trama potenzialmente lacrimosa diventa un racconto toccante e vero , una vicenda di cambiamento , amicizia , sacrificio e vecchiaia mai banale o superficiale.
Eastwood tratteggia un personaggio principale in modo sublime , un uomo solitario e scontroso che dalla vita è stato deluso e che si porta , a distanza di anni , ancora gli strascichi di una guerra sulla pelle. Questo pazzesco protagonista incomincerà a modificare il suo modo di vedere il mondo , portato avanti da una vita , grazie ad una sincera amicizia con una famiglia asiatica. La trasformazione che Walt affronterà è tratta in maniera perfetta , veritiera e realistica , evitando inutili moralismi.
La storia regge bene per tutti i 120 minuti di durata , e sebbene ogni tanto il regista/attore ecceda in una divisione netta dei buoni e dei "cattivi" questo non inficia eccessivamente il risultato complessivo , visto che comunque la situazione descritta in "Gran Torino" non di discosta cosi tanto dalla realtà.
Il ritmo è buono , il film non annoia mai e anche tecnicamente siamo su grandi livelli. Straordinari gli attori , a partire proprio da lui , Clint Eastwood , un autore che continua a stupire in questa sua seconda giovinezza cinematografica.

Jolly Roger  @  03/07/2014 00:27:47
   8½ / 10
film magnifico, c'è poco da dire. Sono rimasto talmente impressionato dall'interpretazione di Clint Eastwood, che nemmeno mi sono commosso nel finale, perchè ero troppo estasiato.
Il film non sembra voler strappar lacrime, o essere moralista o voler insegnare qualcosa. Ma riesce a fare tutte queste cose, senza presunzione ma con molto garbo.
La rappresentazione umana di Walt è terribile per quanto è sinceramente cruda: un uomo che ha fatto tabula rasa attorno a sè dei suoi affetti più cari e che, solo ora, si rende conto di raccogliere esattamente ciò che ha seminato, ovvero una tabula rasa di affetti da parte dei suoi cari.
Nonostante ciò, Walt saprà affrontare i propri rimorsi e i sensi di colpa più radicati nella sua anima, riuscendo a trasformarli in speranza, costruendo un rapporto bellissimo con un ragazzo orientale che sembrava avviato su una brutta strada di delinquenza minorile - che viene scovato da lui proprio mentre tentava di rubare la sua auto, una Ford modello Gran Torino; un rapporto di tale profondità da ricordare il rapporto tra nonno e nipote.

DogDayAfternoon  @  18/03/2014 21:30:20
   6 / 10
Non so dove sbaglio, e ammetto che mi piacerebbe saperlo, ma io trovo Clint Eastwood uno dei registi più sopravvalutati di sempre. Non posso dire di essere un buon conoscitore dei suoi film, ma ne ho visti più di uno e mai sono riuscito ad entrare in sintonia con quello che vedevo: la cosa che più mi lascia perplesso infatti è la mia incapacità di provare una qualche emozione quando vedo i suoi film, e ancor meno quando lui ne è il protagonista.

Nello specifico, "Gran Torino" è un film con personaggi troppo stereotipati, scene e frasi fatte dove la retorica arriva anche a infastidire soprattutto nella prima parte totalmente negativa. Fortunatamente la parte finale serba qualche interesse maggiore, sia nei dialoghi (mi riferisco ad esempio allo scambio di battute dal barbiere) che dal punto di vista emotivo, una delle rarissime volte in cui appunto un film di Eastwood mi ha fatto provare una qualche sensazione. Posso arrivare quindi ad una piena sufficienza ma non mi sento di dare di più per i notevoli e numerosi difetti e limiti che il film ha in sé.

Vista la notorietà, gli ho dato più di una chance guardandolo tre volte nel corso degli anni, ma tutte le volte la mia sensazione è sempre stata quella di un film piatto e per nulla convincente.

horror83  @  07/02/2014 11:59:58
   7 / 10
Sicuramente è un film fatto bene e che tratta di tanti argomenti importanti, ma non mi ha colpita come mi aspettavo, e a tratti l'ho trovato un pò lento. Gli do sette perchè tengo in considerazione i temi trattati e perchè Clint ha recitato bene la parte dell'uomo scorbutico, senò gli avrei messo 6 e mezzo. Di solito i film di Clint mi prendono e mi emozionano molto, questo invece non più di tanto. Sarà anche per la recitazione non eccelsa degli attori asiatici ma l'ho trovato un pò spento come film. quindi dato che per me conta molto provare delle emozioni quando guardo un film (specialmente se drammatico) per me è un sette stiracchiato.
I temi trattati sono il razzismo

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dei brutti rapporti con i famigliari

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la criminalità di quartiere (la banda dei Coreani ma anche l'altra banda americana) e la difficoltà degli emigranti ad inserirsi nella nuova nazione (il fatto che nella famiglia di Coreani solo i ragazzi sapevano parlare l' americano fa capire bene la difficoltà di inserimento, sia linguistica che di diversi costumi).
Peccato che non mi abbia fatto provare le emozioni che pensavo di provare.

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1 risposta al commento
Ultima risposta 07/02/2014 15.00.44
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alepr0  @  06/02/2014 01:33:39
   7½ / 10
Buon film, ne avevo sentito parlare molto ed ero curioso di vederlo. Devo dire che ha un pò deluso le mie aspettative ma resta comunque buono. La trama è fin troppo scontata per i miei gusti.

Light-Alex  @  19/01/2014 11:33:43
   9 / 10
Eastwood regista è una garanzia quasi sempre. E qui si conferma.
Una sensibilità innata che riesce a rendere partecipe lo spettatore del dolore e della sofferenza della storia.

Uno sguardo onesto, serio ed anche ruvido sulle difficoltà di un'America, ma alla fine di un mondo, sempre più globalizzato, ma sempre più chiuso in sè stesso, dove micromondi, microcomunità si fanno la guerra vivendo nello stesso paese ma di fatto ricreando nella loro casa e nella loro comunità una replica del loro paese natio estraniandosi dalla realtà del paese che li ospita.

E' il problema dell'immigrazione quello che tratta Eastwood, un problema vecchio come la scoperta dell'America o probabilmente ancora più datato. Forse i primi emigranti furono gli schiavi africani nelle colonie romane.
Una storia del genere potrebbe essere avvenuta nell'antica Roma, come in un sud America coloniale, come in un'America schiavista, come in una Francia coloniale, come negli USA contemporanei.
I secoli passano ma l'uomo pare non averne tratto insegnamento. E Eastwood ce lo ricorda. Lo fa tramite il più classico degli americani razzisti e xenofobi. Ma come in tutte le storie sorprendenti anche in questa appare sin da subito che dietro quella maschera da burbero intollerante c'è un uomo che ha sofferto enormemente. Un uomo che ha dovuto rispondere a degli ordini che lo hanno posto davanti a scelte durissime, vivere o uccidere, scelte che hanno per sempre incrinato il suo cuore e la sua anima.
E' un uomo che ha anche amato, amato nel modo più sincero che una persona possa fare, ma che dentro di sè soffre e si consuma. Ed il tutto si palesa con una malattia dei polmoni che sa molto di animo avvelenato dai dolori, di corpo che sta decadendo per la troppa amarezza accumulata negli anni.

Dietro le maschere c'è sempre molto di più di quello che si potrebbe pensare. Non lo vedono i figli di Walt Kowalsky (il protagonista interpretato da Eastwood stesso) ma lo vede una piccola famiglia di immigrati asiatici, con cui dopo l'iniziale diffidenza l'uomo comincia a fraternizzare fino a diventare il protettore, il mentore, il nonno e il padre di questi ragazzi. Fino alla scelta finale che lascia tutti di sorpresa, l'insegnamento ultimo per chi non avesse ancora capito veramente chi c'era dietro la maschera del vecchio americano razzista.

Magistrale, commovente, profondo e coinvolgente.
Con alcune scene densamente simboliche che non passano inosservate (la vera confessione è quella che Eastwood fa a Thao che si contrappone brutalmente alla finta confessione fatta al prete e li si capisce che piega prenderà il finale...)

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werther  @  07/11/2013 01:32:51
   7½ / 10
Gran bel film, retto tutto sui dialoghi, spiccano in modo evidente alcuni paradossi che ricalcano la realtà e la vita di tutti i giorni. Se è vero che non tutti quelli che sfoggiano un bel sorriso e parole smielate possono definirsi sensibili è altrettanto vero che non è detto che chi risulta scontroso sia privo di sensibilità. Allo stesso modo si nota un'altro palese paradosso che riguarda i rapporti tra le persone, dove figli risultano sconosciuti e sconosciuti figli. Infine il terzo grande paradosso, quelli che diresti esserti nemici si rivelano innocui, quelli che sembrerebbero esserti amici ti faranno del male. Tutto questo riguarda i due personaggi principali, il vecchio Clint e il ragazzo con il quale stringerà il rapporto più stretto. Film da vedere, per palati fini.

vieste84  @  12/10/2013 14:49:09
   7 / 10
Una sorta di "henry Callaghan" razzista e duro come non mai anche da vecchio che si ravvede di tutti i suoi pregiudizi razziali arrivando ad un finale impensabile. Buon film del vecchio Clint ma nn un capolavoro, poi non è la prima volta che interpreta questo personaggio

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krypton  @  01/10/2013 16:18:14
   8½ / 10
Walt Kowalski è un uomo circondato dalla morte: dapprima la guerra di Corea, poi la recente scomparsa della moglie ed infine l'indifferenza dei suoi figli. Uomo innegabilmente razzista, burbero e violento, Kowalski è però alla ricerca di un modo per redimersi dai suoi peccati passati, un modo per ritrovare la pace perduta. La sua occasione coincide con l'arrivo dei suoi nuovi vicini cinesi; all'inizio cosi strani e differenti, poi cosi famigliari ed accoglienti. Un legame che andrà ben oltre ai classici buoni rapporti di vicinato.

Ci si accorge solamente in un secondo momento di quanto "Gran Torino" sia un'ottima storia di solidarietà e di compassione. Da sottolineare la splendida interpretazione di Clint Eastwood nei panni del "vecchio Kowalski". Da vedere!

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OldBoy277  @  13/09/2013 00:51:25
   8½ / 10
Visto ben tre volte, per me rivedere questo film è sempre un piacere. Abbastanza duro, cinico e ,se qualche volta ti scappa il sorriso per le battute razziste di Walt, alla fine provi un po' di commozione per un finale sicuramente triste ma molto profondo, intenso, che mostra quanto si possa cambiare e andare oltre la differenza etnica, anche per un veterano di guerra che aiuta coloro che un tempo uccideva.Bellissimo

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Darksyders77  @  05/09/2013 01:09:31
   10 / 10
Difficile commentare quando si è già detto tutto,pellicola forte,diretta al cuore,un fulmine che squarcia il cielo.Lo sguardo,l'interpretazione,l'impenetrabile corazza di un Eastwood scolpito nell'acciaio.Imperdibile-

cicatesta  @  14/08/2013 21:15:09
   9½ / 10
Tra i film più belli in assoluto, un Clint eccezionale davanti e dietro la macchina da presa. Grandioso.

pinhead88  @  18/07/2013 18:08:36
   8 / 10
Ohibò, mi son dimenticato di votare l'ultima fatica del grande Clint.
Visto circa qualche annetto fa ma lo ricordo benissimo perchè è uno di quei film capace di coinvolgere ed emozionare fino in fondo e quindi che ti rimane dentro per un bel po'.

Woodman  @  18/07/2013 17:49:00
   9½ / 10
"Avete mai fatto caso che ogni tanto si incontra qualcuno.. Che non va fatto incazzare?"

Uno dei film più emozionanti da me visti negli ultimi anni. Grande prova registica per Clint, che veste anche i panni del protagonista. La sua bellezza sta nella famosa e (troppe volte confusa con qualcos'altro) semplicità. Un dramma così pulito, lucido, forte. E' un cinema colmo di sentimento e maturità. Un cinema NECESSARIO. Libero da ogni ridondanza, da ogni fronzolo, per poter avvicinarsi ancor di più all'indagine psicologica, per renderla attendibile, per far nascere riflessioni, dubbi, strane emozioni. E' un'impresa, non solo un'intenzione, e non tutti ne sono in grado. Il grandissimo Clint ha dimostrato di avere tosta personalità artistica e di non farsi intimidire da possibili retoriche, servendosi di una sceneggiatura essenziale e poderosa, di una bella colonna sonora, una splendente fotografia e un degno cast. Realizzare una simile opera, in cui le parole "semplice" e "maestosa" possono convivere, significa aver raggiunto un picco altissimo, siamo ancora più in alto di "Million Dollar Baby", che seguiva la stessa ricetta. Fra i momenti memorabili: il funerale dell'incipit, il duello verbale coi teppisti di colore, la sequenza con l'impagabile battuta "la vecchia strega mi odia..", la conversazione nello scantinato con "Tardo", l'epico "duello" pre-conclusivo, i vari momenti in cui Walt ricorda il suo tragico passato bellico. Plauso all'intero cast.
A un passo dalla perfezione assoluta

sarci83  @  11/07/2013 21:32:45
   9 / 10
Clint realizza pellicole sempre piu incisive e convincenti..........
Gran Torino è perfetto.............. e arriva al cuore delle persone con semplicità....

Atlantic  @  25/05/2013 13:48:33
   7½ / 10
Vado un po contro corrente ma seppure il film sia molto significativo e perfettamente riuscito , continuo a preferire Clint Eastwood come regista che come attore. Ottimo lavoro sia dietro le macchine da presa che nel ruolo di protagonista assoluto , la trama è molto interessante , ma non mi ha coinvolto molto rispetto ad altri suoi capolavori a mio avviso più interessanti

BrundleFly  @  19/05/2013 12:42:36
   8 / 10
Ormai si sa, Eastwood è più bravo come regista che come attore, anche se i suoi film li ho sempre trovati un po' pesanti da digerire e "ruffiani".
Infatti, questo Gran Torino non l'avrei mai visto se non mi fosse stato consigliato da chiunque e devo dire che son rimasto piacevolmente soddisfatto. Una storia toccante, ambientata tra 4 case in croce, dove Eastwood incarna una sorta di Scrooge moderno che, ormai giunto alla vecchiaia, con l'aiuto di 2 ragazzini asiatici cerca di redimersi e sconfiggere le ombre e i pregiudizi del suo passato.
Come hanno fatto con me, mi sento di consigliarlo a tutti a mia volta.

ferzbox  @  15/04/2013 01:10:51
   8 / 10
Gran Torino è un film che parla di un uomo sostanzialmente solo dalla mille esperienze,veterano di guerra,dal carattere duro e tenace,scorbutico con la gente che ritiene superficiale e quindi inutile,vittima del suo passato e circondato da una famiglia di idioti che istintivamente detesta;l'unica consolazione è la sua vettura,quella "Gran Torino" che tiene in garage e in perfette condizioni dai tempi che furono.
Questo è fondamentalmente Walt Kowalski.
La sua vita sarà destinata a cambiare quando un ragazzo cinese,appartenente alla famiglia che gli vive accanto,cercherà di rubare la sua macchina come prova del fuoco per far parte di una gang di teppisti di un cugino ribelle...da quel momento in poi entrerà in stretto contatto con quei cinesi che lui teneva a debita distanza dalla sua proprietà..stranamente si ritroverà ad essere capito e rispettato da loro come mai la sua famiglia aveva fatto prima,rischierà e si esporrà per loro creando una catena di eventi irrefrenabili e terrificanti che porteranno ad una conclusione devastante dove lo stesso Walt dovrà fare i conti con se stesso.
Sono rimasto colpito da "Gran Torino",non capivo dove voleva andare a parare,poi ho visto gli ultimi 20 minuti e mi sono reso conto davvero di chi era il signor Kowalski.
Come al solito Clint Eastwood mette una buona dose di sentimento e drammaticità..e come al solito rimango catturato dal suo stile(tranne per Hereafter che non mi ha detto un granchè se non per alcune cose)....ma questo film mi ha colpito...
...davvero.

Sofiatrenk  @  06/04/2013 02:41:02
   10 / 10
Era da "Il MIglio Verde" che un film non mi emozionava così tanto. La storia è cruda, magistralmente sviluppata, credibile e attuale. Eastwood è un dio. Il miglior film degli ultimi 10 anni.

pisano  @  06/04/2013 00:40:34
   8 / 10
il film è una storia. finalmente un film con una storia che inizia e che finisce. un film lineare,onesto,crudo,credibile. finalmente una STORIA. non ne potevo più di quei film stile vanilla sky che ti vogliono sorprendere ma alla fine non raccontano niente.perchè sono vuoti.

Domius  @  02/04/2013 12:27:57
   10 / 10
Davvero bellissimo ed emozionante, autoironico a tratti ci sono scene da morir dal ridere. Dopo Millior dollar baby questo è sicuramente il migliore.

krueger419  @  25/02/2013 08:58:08
   8 / 10
Mi è piaciuto, di sicuro uno dei migliori di eastwood!

Bacarospus  @  22/02/2013 15:17:58
   9 / 10
Grande Eastwood sia nel ruolo di attore che in quello di regista, film da non perdere.

Invia una mail all'autore del commento nocturnokarma  @  02/01/2013 00:20:18
   9 / 10
Il cinema morale di Clint Eastwood al suo meglio.
Uno dei più bei film degli ultimi anni, intenso, coinvolgente e con un finale commuovente. Ed è proprio la capacità di commuovere lo spettatore, senza mai esser patetici è un pregio così raro nel cinema contemporaneo.
Nel ruolo del vecchio razzista e destroide, Clint è perfetto. Credibilissima la sua "rinascita" a contatto con la cominità asiatica.

Davvero bello.

Jack_Burton  @  22/12/2012 10:45:11
   9 / 10
Bellissimo film che ha come tematica principale la difficile integrazione fra un vecchio reduce di guerra ed i suoi vicini asiatici.
Clint Eastwood è un marchio di garanzia, c'è poco da commentare...
Da vedere assolutamente

Juza21  @  03/12/2012 19:46:47
   7 / 10
Bel film, ottima interpretazione di Clint Eastwood ma non mi sento di definirlo un capolavoro..

Invia una mail all'autore del commento DjAlan78  @  08/11/2012 11:53:13
   9 / 10
Adoro questo film. Da vedere e rivedere. Emoziona sempre.

bcfabri  @  18/10/2012 09:29:45
   9 / 10
Film molto significante... molto bella la trama e anche il modo che è stato fatto!!

Gruppo COLLABORATORI julian  @  13/09/2012 05:14:51
   8½ / 10
Zio East è chirurgico, anche da vecchio; ogni suo film apre decine di tematiche diverse, nessuna delle quali viene trascurata.
La semplicità e il - termine abusato pardon - classicismo che lo contraddistinguono stanno sempre a garanzia che il film che vedrai è bello, è scorrevole, ed è facile da seguire. E questa è la grandezza di Clint: niente orpelli ostentati, sgradevoli se mal fatti e mal giustificati, inseriti il più delle volte solo per tentare un cinema "diverso".

Gran Torino è il rambo di Corea;
Gran Torino è Clint Eastwood invecchiato, che dopo averne ammazzati tanti in gioventù, si porta cadaveri sempre più pesanti sul groppone e il ricordo di una pistola nella giacca;
Gran Torino è Clint che cerca di dialogare con D.io;
Gran Torino è una torta di panna con sopra scritto 'Happy Birthday Dad', comprata in pasticceria all'ultimo minuto.

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Ultima risposta 13/09/2012 14.48.45
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*Oscar*2005  @  12/09/2012 23:42:52
   6½ / 10
Buon Film, tematiche molto forti: lo sfondo razziale in primis, la lotta ai pregiudizi, il cambiamento delle persone, di una in particolare. Tuttavia non mi ha colpito particolarmente lo sviluppo degli stessi.

StefanoCrispino  @  03/09/2012 03:00:22
   6 / 10
Non è di certo il film più brutto che esista ma lo reputo eccessivamente sopravvalutato e scontato. Luoghi comuni portati all'esasperazione. Buona sceneggiatura ma molto piatto registicamente. Condito da una retorica ai massimi livelli. Qualche colpo di scena l'avrebbe reso molto più godibile.

mauro84  @  31/08/2012 00:25:54
   7 / 10
uno dei migliori forse uno de pochi fatto degnamente da Client EastWood come regista ed attore.. davvero una bella trama.. violento al punto giusto..
belle la location USA post guerra di Corea.

meritati i 2 oscar

gustavone  @  23/08/2012 14:23:07
   10 / 10
Altro capolavoro firmato Eastwood.

Immense la forza della sceneggiatura e la mano della regia.. alcuni dialoghi sono epici..

TheShadow91  @  16/08/2012 00:33:40
   9 / 10
Nonostante dopo la visione di Milion Dollar Baby,sappia piuttosto di gia' visto(i personaggi interpretati da clint eastwood sono praticamente identici,ed anche il rapporto con Tao e' molto simile a quello con Maggie) e' un grandissimo film.Al di la dei temi che tratta,anche qui clint ci ha saputo emozionare e dare grande profondita' al personaggio che interpreta,che affronta tutti i suoi problemi mano per mano attraverso il rapporto umano e toccante che andra' ad instaurare con i propri vicini,fino al finale dove addirittura

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER.Pero' ora basta Clint,ok?

JB488  @  02/08/2012 05:34:18
   8 / 10
un film con un anima ... purtroppo se non fosse stato per

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

ilgiova  @  26/07/2012 12:52:04
   8 / 10
Bello, toccante, granitico, ma non un capolavoro.
Una storia emblematica, che affronta efficacemente diversi temi(xenofobia, solitudine, immigrazione, bullismo), ma comunque una "storia", più limitata di quanto avrebbe potuto essere.

BlueBlaster  @  09/07/2012 14:38:09
   9 / 10
Un altro capolavoro...nulla da aggiungere

KRIS.K  @  13/06/2012 22:55:19
   7½ / 10
Clint si conferma un bravo regista, bella trama e ottime interpretazioni. da vedere

Greengoblin  @  05/06/2012 22:41:02
   9½ / 10
Ottimo film sotto ogni aspetto. Si lascia guardare per tutta la durata e non annoia mai,la trama è convolgente e il protagonista carismatico al punto giusto in grado di reggere l'intera narrativa senza problemi. Peccato per il finale,privo di quelle emozioni che meritava un film del genere.

sama84  @  13/04/2012 17:26:51
   9 / 10
Il film narra di temi forti che spesso fingiamo di non vedere: la solitudine, l'incapacità di integrarsi, la malavita che non viene sconfitta, l'ignoranza.
La solitudine è rappresentata da Walt, che è rimasto senza moglie ed è odiato dai figli.
L'incapacità di integrarsi è rappresentata dalla famiglia di Vietnamiti che si trasferisce vicino a Walt: vivono in America, ma buona parte di loro non vuole farne parte o non si fida delle persone che hanno attorno.
La malavita che non viene sconfitta è rappresentata dal gruppo di bulli di u quartiere in cui tutti sanno, ma nessuno fa niente.
E l'ignoranza è rappresentata dalla vergogna di denunciare chi commette un reato, compreso uno stupro, come se nulla potesse essere fatto.
Tutto questo è magistralmente integrato con un leggero velo di desiderio di riscatto che si vede nel giovane Vietnamita amico di Walt, che è pronto a tutto pur di aiutarlo a liberarli da solitudine, malavita e ignoranza, fino al sacrificio massimo.
Film e interpretazioni straordinarie!

Goldust  @  05/04/2012 11:36:59
   8½ / 10
Storia d'integrazione e redenzione a tratti feroce, in altri di maniera, sempre e comunque di grande classe. Eastwood si rimette in in gioco come attore, mentre come regista non abbandona la cupezza e la tragicità che hanno contraddistinto le sue ultime opere realizzando uno spaccato famigliar - contemporaneo di inaudita durezza che non può lasciare indifferenti.
Straordinario epilogo, seppur leggeremente telefonato.

Invia una mail all'autore del commento Schuldiner  @  16/03/2012 00:05:44
   7½ / 10
Bel film, da vedere!

Nightmare97  @  06/03/2012 21:09:20
   8 / 10
ottimo film, profondo con un clint eastwood eccezionale...da vedere

foradeicopi  @  06/03/2012 16:37:05
   8 / 10
Gran bel film con Clint ottimo sia come attore ma anche come regista...da vedere

calso  @  06/03/2012 15:41:41
   7½ / 10
Film veramente molto bello e delicato...Clint grandissimo sia come attore che come regista, forse appena troppo scontato sotto alcuni aspetti, ma comunque di una delicatezza eccezionale...da vedere assolutamente.

bebabi34  @  21/02/2012 15:30:17
   4 / 10
Film scontato e a tratti molto noioso. Troppe atmosfere troppo diverse tentano di fondersi. Dialoghi banali, situazioni scollegare (montaggio? non pervenuto), manca la rivelazione che ci si aspetta dia senso alla storia.

dgdrfg  @  08/02/2012 15:46:49
   8½ / 10
sicuramente uno dei miei preferiti di clint eastwood e,in generale, degli ultimi anni. un film che non si dimentica e si guarda con grande coinvolgimento

icedwithin  @  10/01/2012 02:04:13
   10 / 10
Le tematiche nei film non sono infinite, è ovvio che si ripetono e possono sembrare "già viste", ma poi tutto dipende dalla maestria del regista. Un regista in questo caso che sembra proprio essere duro, diffidente e ringhioso come un cane solitaro, ma che poi si apre poco a poco e sa mostrare un uomo infinitamente buono e compassionevole nel profondo del suo personaggio. Ed è così bello che mostri questa parte di sè dopo quello sputo di profondo disgusto! Un film che fa riflettere molto sulla società di oggi e valori come l'amicizia e la famiglia, valori che spesso tendono a perdersi nella cultura occidentale. Un film che senza essere comico ti fa ridere di gusto..e poi ti fa anche piangere, e tanto.

cervo  @  08/01/2012 01:41:08
   8 / 10
grande film di eastwood, che, con un budget ridottissimo sforna l'ennesimo grande film nell'arco di 5-6 anni a dir poco perfetti. Il film si poggia su una trama molto semplice, ed affronta fondamentalmente il tema del razzismo... colpisce come, un repubblicano come eastwood riesca perfettamente in film in cui va quasi contro quelli che sono i "dogmi" della sua ideologia politica (come in lettere da iwo jima). ovviamente il film presenta anche altre tematiche, ma il tutto si poggia sulla straordinaria interpretazione di eastwood, che propone mai come questa volta il suo personaggio "classico", arrichito però di una personalità molto piu profonda, a differenza di altri film in cui sembrava un vero e proprio manichino.. lo stesso finale del film va visto come degna conclusione di una carriera attoriale monumentale

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER e il tutto emoziona seza mai ecceddere nel banale

kako  @  02/01/2012 00:32:06
   8½ / 10
grandissimo Eastwood in un'ottima interpretazione, intensa e sentita, per una pellicola che ci da uno scorcio sulla società americana nelle sue periferie meno in vista, tra lotte inter e intra razziali. Un film che insegna ad andare oltre i pregiudizi e lo fa senza saccenza sfornando una storia che partendo lenta va in continuo crescendo portando lo spettatore all'interno della vicenda e legandolo ai personaggi, tutti con una loro funzione e importanza. Finale amarissimo ma adeguato.

TonyStark  @  22/12/2011 23:59:12
   9 / 10
semplicemente eccelso

Fratuck89  @  01/12/2011 22:56:55
   7½ / 10
bel film di Eastwood, è stato bello apprezzare le sue doti di recitazione sebbene l'età avanzata, la faccia imbronciata ormai è un marchio di fabbrica, la trama è interessante, ci si inoltra nella periferia di una qualsiasi città americana, dove in un modo o nell'altro convivono gruppi etnici diversi, con questo film si viene proiettati all'interno di questo mondo, e si prende coscienza di quanto sia difficile guardare oltre la propria bandiera. Ben fatto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento agentediviaggi  @  01/12/2011 22:23:23
   7 / 10
Solido film di Eastwood e alla Eastwood, ma non eccezionale. La storia è abbastanza convenzionale anche se è ben raccontata, e a parte l'ottima descrizione della comunità cambogiana (soprattutto dal punto di vista culinario ;-) non ho visto altre cose che rimarranno negli annali del cinema.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bellin1  @  01/12/2011 21:07:30
   8½ / 10
Uno dei migliori film che ho visto ultimamente, superiore certamente a million dollar baby (dello stesso regista/attore). Davvero poco da aggiungere: cheapau clint!

Piu che eccellente. 8 1/2

Sbrillo  @  25/11/2011 02:13:33
   10 / 10
Ironia, azione e lacrime....in questo film c'è tutto!!
Eastwood??? IMMENSO....come la bellezza di questo film pieno di significati.... CAPOLAVORO...

ste88  @  21/11/2011 16:11:13
   9 / 10
Veramente spettacolare!

Oskarsson88  @  19/11/2011 13:23:08
   7½ / 10
Abbastanza tanto stereotipato, ma tolto questo la storia è girata bene ed il film si guarda molto volentieri. La storia è un po' prevedibile e il messaggio che voleva comunicare, per quanto giusto e importante, lo si sapeva già primo dell'inizio. Comunqeu bella prova dell'Eastwood attore!

Vale83  @  01/11/2011 21:19:00
   9 / 10
Davvero bello e una grande interpretazione..Eastwood eccezionale!

francesco81  @  21/10/2011 12:21:03
   9 / 10
Se un buon film (americano) si giudicasse solamente dal numero di oscar portati a casa, Gran Torino sarebbe un film minore nella carriera di Eastwood. Diciamo subito che non è così: Gran Torino è un Gran Film. Walt Kowalski, scorbutico settantenne, ultimo superstite di un'America ormai estinta (paese anche per vecchi), è la summa di ciò che Eastwood ha rappresentato nell'immaginario iconografico statunitense: un po' ispettore Callaghan, diviso tra buoni propositi e cattive maniere, un po' cowboy, sempre pronto ad ingaggiare duelli nel nuovo west, quello delle periferie cittadine infestate dalle gang. Rimasto ormai l'unico americano del quartire (in realtà anche lui di origine polacche) passa le giornate nel suo microcosmo fatto di birre e giardinaggio, presidiando la sua casa come un fortino minacciato dai vicini asiatici, gli stessi che combattè quarant'anni prima nella guerra di Korea.

chupas8  @  03/10/2011 13:52:23
   9 / 10
grandissima interpretazione di eastwood! buona la storia, ottimo il finale. Sfiora il capolavoro!

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