fabrizio de andre' - principe libero regia di Luca Facchini Italia 2018
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fabrizio de andre' - principe libero (2018)

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locandina del film FABRIZIO DE ANDRE' - PRINCIPE LIBERO

Titolo Originale: FABRIZIO DE ANDRÉ - PRINCIPE LIBERO

RegiaLuca Facchini

InterpretiLuca Marinelli, Valentina Bellè, Elena Radonicich, Davide Iacopini, Gianluca Gobbi, Ennio Fantastichini

Durata: h 3.20
NazionalitàItalia 2018
Generebiografico
Al cinema nel Gennaio 2018

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Trama del film Fabrizio de andre' - principe libero

"Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare". C'è una citazione del pirata britannico Samuel Bellamy iscritta nelle note di copertina di uno dei dischi più belli di Fabrizio De André, "Le nuvole". E a questa frase si ispira il titolo del film a lui dedicato. "Principe" e "libero", due parole che, accostate, raccontano molto bene De André: il magnetismo e il naturale distacco di un principe, sempre pronto a raccogliere e ad appassionarsi alle storie dei diversi, degli ultimi, dei diseredati, e a farne parabola, canzone, preghiera; la ricerca della libertà e il racconto di un viaggio fatto "in direzione ostinata e contraria", per usare i versi di una sua canzone, che lo hanno reso il testimone e il cantore dell'uomo e della sua divina imperfezione, promuovendone valori come la tolleranza, il perdono, la comprensione, il rispetto, l'amore.

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Voti e commenti su Fabrizio de andre' - principe libero, 8 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  26/02/2018 22:23:20
   5½ / 10
Il mito di De André, anche se forse avrebbe detestato una definizione del genere, è troppo grande anche per una buona produzione televisiva, di certo sopra la media rispetto al panorama fiction rai. Il guaio è che questo Principe libero è tale solo dal titolo, perchè prigioniero di una struttura che si concentra sul privato di De André, sul rapporto particolare con il padre (l'aspetto migliore di tutto il film) e sulle sue donne. Principe libero non possiede abbastanza forza per uscire dalle classiche quattro mura di casa, rendendo lo stesso cantautore avulso dal resto di un paese che si stava trasformando in maniera profonda. Non è un cantautore qualsiasi o da riscoprire, ha lasciato una traccia troppo profonda per non rapportarlo al contesto dell'epoca. Brnchè il personaggio sia sostenuto in maniera ottimale da Marinelli e che non mancano molti momenti toccanti, mi è sembrata un'opera incompleta ed incompiuta.

Cinemaworld  @  15/02/2018 11:02:24
   6½ / 10
Omaggio al grande Faber. Film televisivo interpretato dal bravo Luca Marinelli, anche se parlava un pó troppo in romanesco......I momenti migliori sono stati i momenti musicali, con la straordinaria voce di Fabrizio a far da colonna sonora!

JOKER1926  @  15/02/2018 02:06:14
   6 / 10
Un personaggio di grandissimo fascino come Fabrizio de André, prima o poi, meritava una rappresentazione cinematografica. Il tributo serve soprattutto per un semplice processo di devozione all'artista, difficile creare qualcosa di molto attendibile, e allo stesso tempo, profondo.

Luca Facchini si avventura in un'impresa titanica, "Fabrizio de André principe libero" è il titolo del film; il prodotto italiano è uscito per qualche giorno nelle sale, poi è passato in televisione. Si tratta, grosso modo, di una sorta di fiction partorita per il piccolo schermo, ma non è affatto questo il problema.
Col lavoro della regia di Facchini emerge, bisogna dirlo, un dignitosissimo lavoro e una grande passione nel creare scene e sequenze attendibili ed ammalianti. Insomma sul versante tecnico il prodotto si gioca le sue carte. Risultano essere apprezzabili le scenografie, la fotografia (da fiction) e anche gli attori. Un plauso va comunque fatto a Luca Marinelli, l'attore cerca, in ogni modo, di rammentare, attraverso sguardi e smorfie, il grande cantautore genovese. La cosa era difficile, i risultati sono buoni.

In pratica la confezione artistica è soddisfacente, per quanto concerne, invece, il contenuto e l'elaborazione, nasce qualche difetto alquanto pesante.
"Fabrizio de André principe libero" si sforza di dipingere la biografia del poeta/cantante, lo fa in modo più o meno lineare, fra pregi e tanti difetti. La regia si focalizza , estremamente, sulla vita di de André, la sua Genova, i vicoli e le amicizie. Al di la del recinto sociale, in cui militava con disinvoltura l'artista, è evidenziata la vita (strettamente privata) del cantautore. Scorre alcool e fumo di sigarette.
Fari puntati sugli estremismi e sul modus vivendi di de André, la cosa alla lunga, a nostro giudizio, stanca. Intorno ai grandi nomi del novecento, ma non solo, si cerca di creare (o di rammentare) quell'alone di cupidigia e drammaticità. Fra la retorica e l'esercizio di stile.

L'idea critica è che il film doveva (e poteva) snocciolarsi più sul versante ideologico ed artistico; la durata di 180 minuti circa era idonea per approfondire temi pregnanti e le canzoni del genovese. Nella fattispecie notiamo molta superficialità.

Manca l'approfondimento intorno alla creazione di "Amico fragile" (canzone fondamentale dell'ideologia di Faber), manca (clamorosamente) una introspezione sull'album "Storia di un impiegato", summa del pensiero di De André.
Il lavoro di Facchini verte, quindi, sul lato meno interessante e meno opportuno; subentrano in scena passaggi a vuoto e momenti morti che gravano perentoriamente sul ritmo della produzione. Si poteva far molto meglio.

Oibaf  @  30/01/2018 02:33:40
   9 / 10
Quando si ha a che fare con un poeta, un cantautore come De André e narrarne le gesta si rischia, per la complessità del personaggio, di scadere nella retorica, dei luoghi comuni o di dargli un taglio commerciale ad un uomo che ha ribaltato il pensiero della musica degli ultimi sessant'anni. Quello che ne esce magari é un ritratto noto a chi ne ha letto la storia e conosce aneddoti e curiosità, ma nonostante io mi senta di appartenere a questa schiera, le tre ore passate al cinema sono state un completamento ed un ritrovarmi nel pensiero e nella vita dell'artista che ha contribuito alla mia crescita umana e personale. Marinelli entra perfettamente nel personaggio, lo imita nelle movenze e dopo poche scene cancella i miei timori che mi assalivano prima della visione. Ma anche il resto del cast supera ampiamente la prova, per una serata di cinema che fa riflettere sul patrimonio perduto e sui contenuti lasciatici.

david briar  @  27/01/2018 11:21:46
   7 / 10
Un film che ci parla soprattutto dell'uomo De Andrè, facendo la scelta precisa di non approfondirne i motivi dell'ispirazione artistica, fatta eccezione per la prima parte.
Si vede che è una fiction, ma è una fiction pensata anche per essere trasmessa al cinema, per cui, soprattutto nella prima parte, mostra alcuni momenti interessanti di regia e montaggio. Sono bellissime per esempio tutte le scene con Tenco, e il momento in cui sentiamo "Preghiera in gennaio".
Nella seconda parte scende abbastanza, ma in generale è un film coinvolgente e mai noioso, che riesce a non scadere nella banalità. Molto del merito è in un cast di attori semplicemente fantastici, evidentemente diretti molto bene da Luca Facchini. Tutti azzeccati i comprimari, Dori Ghezzi compresa(e non era semplice, essendo lei ancora molto viva) ma soprattutto Luca Marinelli, che non assomiglia troppo a De Andrè, è semplicemente straordinario in un'interpretazione che rende esclusivamente sua.
Da vedere per chi lo apprezza anche superficialmente, l'effetto garantito è ascoltare solo De Andrè per tutti i giorni successivi..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  25/01/2018 20:58:33
   6½ / 10
Non è malaccio considerando che si tratta comunque di una fiction per il piccolo schermo e non di cinema, il taglio è infatti molto "televisivo" ed è quello tipico delle fiction nostrane (lo si nota durante tutta la visione ma in particolar modo nella parte riguardante il rapimento).
Come detto nell'ottica di una fiction è un buon prodotto che riesce a narrare fedelmente la vita di quello che è il nostro più grande cantautore. Qui risiede anche il più grande e non trascurabile problema: "Principe Libero" è un'opera che si limita a raccontare i fatti, ma non approfondisce mai quello che è il pensiero politico e sociale di Faber. Mancanza molto grave considerando che De Andrè è stato uomo di grande valore non solo per quanto mostrato nel campo della musica ma anche per quelle che furono le sue idee. Un maggiore approfondimento del personaggio era senz'altro doveroso.
Peccato!
D'altra parte la fiction ha quel sapore un po' retrò che ben si adatta alla storia e al personaggio (Marinelli più che sufficiente) rendendo le oltre tre ore di visione molto leggere e spassionate.

Ripeto: visto nell'ottica di una fiction televisiva può andare benone, ma cavolo un personaggio come De Andrè non può essere portato su schermo con una tale superficialità.

marimito  @  25/01/2018 19:52:31
   8 / 10
Le vicende artistiche ma soprattutto professionali di Fabrizio De Andrè, la sua passionalità, le sue intemperanze, la sua umanità e le sue insofferenze, il rapporto con la famiglia di orgine e quello con la famiglia allargata cui ha dato vita, quello con il fumo, ed anche quello con l'alcool, il rapimento, ma soprattutto la sua visione del mondo nelle sue poesie musicate, tutto in 190 minuti che sembrano una eternità ma di fatto sono sempre troppo pochi per descrivere una vita così intensa e vissuta. Bravissimo Marinelli, ma in verità bravissimo tutto il cast. Mi sono alzata canticchiando e sognando la libertà.

Iginio  @  24/01/2018 13:56:18
   5½ / 10
De andré torna fra la gente, stavolta su grande schermo, e bene o male, qualcosa su di lui, ce la ricoda. Peccato non ci sia molto altro. Marinelli è bravo, anche se leggermente timido, talvolta. L'opera si mantiene su livelli di prodotti 'rai fiction', nulla di mirabilmente travolgente. A volte sembra di assistere a un coreografico memorial di un divo, uno di quelli che durano pochi minuti che magari girano prima di andare in onda lungometraggi o concerti. Si sarebbe potuto fare qualcos'altro, in onore di Faber. Ma non che me lo aspettassi.

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