dune (2021) regia di Denis Villeneuve USA, Ungheria, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Norvegia, Canada 2021
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dune (2021)

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locandina del film DUNE (2021)

Titolo Originale: DUNE (2021)

RegiaDenis Villeneuve

InterpretiTimothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Oscar Isaac, Josh Brolin, Stellan Skarsgård, Dave Bautista, Sharon Duncan Brewster, Stephen McKinley Henderson, Zendaya, Chang Chen, David Dastmalchian, Charlotte Rampling, Jason Momoa, Javier Bardem

Durata: h 2.35
NazionalitàUSA, Ungheria, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Norvegia, Canada 2021
Generefantascienza
Al cinema nel Settembre 2021

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Trama del film Dune (2021)

Paul Atreides, giovane brillante e di talento nato con un grande destino che va oltre la sua comprensione, dovrà viaggiare verso il pianeta più pericoloso dell'universo per assicurare un futuro alla sua famiglia e alla sua gente. Mentre forze maligne si fronteggiano in un conflitto per assicurarsi il controllo esclusivo della più preziosa risorsa esistente sul pianeta (una materia prima capace di sbloccare il più grande potenziale dell’umanità), solo coloro che vinceranno le proprie paure riusciranno a sopravvivere.

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Voto Visitatori:   8,40 / 10 (10 voti)8,40Grafico
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Voti e commenti su Dune (2021), 10 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  22/09/2021 18:27:26
   8 / 10
Non si può dire che a Villeneuve non piacciano le sfide ad alto rischio. Lo è stato per Blade runner 2049 e lo stesso dicasi per il Dune tratto dai romanzi di Herbert (che non ho letto). Sicuramente la divisione in due capitoli ha l'indubbio vantaggio di non essere quel compendio che era stato il precedente Dune di Lynch, comunque validissimo a livello visivo. Applicando lo stesso discorso come in Blade Runner, la visione di Villeneuve è da una parte cercare di essere fedele al testo dall'altra però distaccarsi dalla iconografia cinematografica già esplorata (Lynch) oppure rimasta sulla carta (Jodorowski). Può essere paradossale, ma l'approccio del regista canadese ha un taglio più realistico, le scenografie volutamente scarne e grigie e gli stessi combattimenti non eccessivamente coreografati, anzi più vicini ad una zuffa. I personaggi comunque rimangono centrali al racconto, gli effetti speciali accompagnano senza soffocare la storia le vicissitudini di Paul Atreides in questo inizio di viaggio messianico. Confortante il fatto che il film sia privo di eccessivi pipponi/spiegoni che anche un neofita dei libri di Herbert può capire. E' stato fatto anche il paragone con Guerre Stellari, ma a suo tempo mai è stato negato che la saga di Dune è stata a sua volta fonte di ispirazione per la saga di Star Wars. Dune ha un approccio più serioso riseptto a Star Wars, l'umorismo non fa certo parte di questo film, che mi ha pienamente soddisfatto e non vedo l'ora di gustarmi la seconda parte.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  22/09/2021 12:59:47
   8 / 10
Definire il cinema ha a che vedere con pochi film proiettati, e ancor meno quelli visti, si contano nelle librerie degli appassionati, di coloro che leggono le narrazioni nei libri e vedono il cinema negli schermi, con buona pace di Peter Greenaway. Denis Villeneuve appartiene a quella piccola schiera di autori che hanno ancora il coraggio di fare cinema, e non narrazioni tramutate in movimento. La mia perplessità era l'attacco di Denis a un'opera di tale complessità, forse inadatta ai miei occhi preventivi alla sua politica autoriale. Mi sbagliavo, perché ove la sabbia onnipresente diventa uno spazio vasto dell'inconscio, lui ad oggi vi si è sempre infilato, Sicario, Enemy, 2049, così come si è sempre infilato in quel pertugio piccolissimo e affascinante che sta tra la narrazione, la famiglia e la vastità dello spazio. Mentre Nolan di questo è ormai diventato il pappone, Denis ne ricava detriti per la sua poetica, ne ricava dune mosse, battiti di cuore da centro del mondo, mostri concentrici eppure quanto umani, umani asimmetrici eppure tanto mostri, per recuperare una dimensione del linguaggio che sta fra l'essere umano e l'altrove (Arrival) arrivando ad accecarci con i suoni, a parlarci con il silenzio, a incitarci con le distese desolate di spazi immaginifici. Ignoti. Spazi. Profondi (direbbe Herzog). Il viaggio è intrapreso, poco importa se avrà un seguito, il cinema come ogni suo lungometraggio, è infine compiuto.

Garal  @  20/09/2021 22:26:44
   7 / 10
Premessa importante: non ho ancora letto i romanzi, ma l'opera di David Lynch mi era piaciuta molto, nonostante non fosse certo perfetta soprattutto nella seconda parte. La prima metà era impeccabile.
Non sono per nulla allineato con la media delle recensioni, ed il solo paragonarlo ad Il Signore degli Anelli è ridicolo onestamente.

Ma in ogni caso motivo le mie idee che di certo non cambierò, in quanto legate alle emozioni sucitate. Le stesse emozioni che, piaccia o meno, sono assenti in questa versione di Villeneuve e che invece erano più presenti nel film del 1984, che a parte la fotografia, gli effetti speciali e il montaggio generalmente più completo, era a mio parere migliore in tutto!

Cosa mi ha convinto:
- la fotografia, molto suggestiva in certi momenti ma che generalmente non reputo all'altezza di Blade Runner 2049. Villeneuve è un maestro dei campi lunghi (come visto nel suo Blade Runner), e qui bisogna dire che le inquadrature lungo le distese di sabbia sconfinate, con quell'atmosfera quasi mistica che lui sa ben suscitare, mancano un pò. Poteva fare ben di meglio ma purtroppo credo che ciò sia dovuto anche all'avvento della pandemia.
Detto questo sono quattro i momenti che registicamente ho apprezzato di più:

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- gli effetti speciali. Belli, poco da dire.

- il ritmo della storia, ottimamente bilanciato, non veloce, che si prende il tempo necessario. Unica stonatura il passaggio da Caladan ad Arrakis. Incredibilmente rapido, nemmeno si assapora il viaggio e lo smarrimento di Paul nel lasciare il suo pianeta natale.

- il design delle navi volanti "a libellula"

Cosa personalmente non mi ha coinvinto (motivo di un voto non eccezionale):

- il cast, quasi totalmente. E' a causa degli attori che non sono riuscito ad emozionarmi come nel film del 1984 (che comunque nella figura dell'Imperatore non era stato un granché). In generale sia le interpretazioni che le facce sanno troppo di contemporaneo, io mi rendevo perfettamente conto che stavo guardando un film del 2021 e non un'opera di fantascienza senza tempo....
Bruttissimi i personaggi di Duncan Idaho (ovviamente interpretato da Jason Momoa, e mi fermo) e dell'ecologo imperiale. Da rivedere la classe di Max Von Sydow....
Nemmeno i femminili spiccano per bellezza, particolarità e teatralità.

- la colonna sonora: ottima come sottofondo ambientale eh, perfetta per sequenze riflessive, misticheggianti....Ma che manca dei salti di qualità quando ce n'è bosogno; la colonna sonora dei Toto del film di Lynch era su un altro pianeta, poco da fare.

- i costumi. Ragazzi, sembra assurdo ma come costumi sembra che le due trasposizioni siano al contrario! Soprattutto le tute Fremen, le nuove versioni sembrano uscite da Decathlon....

- l'atmosfera. Qui si mostra un pò il cuore delle preferenze. Questo film di Villeneuve sarà sicuramente più in linea con il romanzo....Ma a quale prezzo? Se per ricalcare fedelmente il romanzo occorre allineare un pò tutto sotto un certo standard (armature un pò tutte simili, maschere un pò tutte uguali, armi poco differenziate) allora dov'è il bello....Sono rimasto deluso soprattutto dagli Harkonnen.
Ripeto che non ho letto i romanzi, ma nel film di Lynch si poteva assorbire tutta la brutalità, la spietatezza e la bestialità anche, di questa casata. Non è proprio quello che ho visto qui, al confronto sembrano dei gentiluomini.
Non sono approfonditi i computer umani, non sono approfondite le ragioni per cui l'imperatore progetta il grande ribaltamento di fronte, non sono approfondite le nuove tecnologie all'avanguardia che favorivano gli Atreides...
Ecco tutto questo, che sia presente o meno nel romanzo, nel film di Lynch c'era e lo rendeva decisamente avanti il suo tempo, con una peculiarità del mondo e delle fazioni ottimamente riuscita.

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Per concludere, secondo me, il nuovo film ne esce inevitabilmente vincitore sotto il profilo di effetti speciali, fotografia e ritmo generale. Ma per il resto, ahimè, non ha molto da insegnare al diretto predecessore, che si era plasmato ad una visione ovviamente più "vintage" di Lynch, più teatrale, più particolare ma anche per questo altamente suggestiva, più "viva", più chiara ed esaustiva nelle spiegazioni tra l'altro.

Consigliato vederli entrambi per capire meglio le differenze.

corvo4791  @  20/09/2021 22:26:42
   10 / 10
Capolavoro. Senza se e senza ma.
Vi prego, ANDATELO A VEDERE. Contribuite per fare in modo che si faccia la Parte 2.

Manticora  @  20/09/2021 16:33:08
   10 / 10
Sadus del giudizio, libro degli esempi.
"i miei nemici sono fili d'erba spezzati
che si ergevano sul sentiero della tempesta.
Non hai visto quello che ha fatto il nostro Signore?
Ha inviato la pestilenza fra coloro
Che hanno tramato contro di noi.
Ora sono come uccelli dispersi dal cacciatore.
I loro complotti sono cibo avvelenato
Che ogni bocca rifiuta."

Il libro Dune è disseminato di massime, citazioni e compendi che rappresentano la TESTIMONIANZA dell'ascesa di Paul Atreides. Il grande merito del film di Villeneuve è di essere riuscito a cogliere l'atmosfera, e il senso del opera letteraria, cosa che purtroppo il film del 1984 aveva solo sfiorato, senza riuscirici.
Qui invece il regista franco-canadese costruisce la sua opera più difficile e ambiziosa, dando un SENSO COMPIUTO all'inizio della SAGA di fantascienza più immaginifica e ambiziosa del ventesimo secolo. Tutto quello che Star Wars non è stato lo è DUNE, perchè DUNE ha la coscienza del predestinato, al di là del risultato commerciale il film persisterà nella nostra coscienza e nell'immaginario collettivo in maniera netta, risaltando come l'aroma della spezia che tutto impregna. Un cast enorme e variegato riesce ad essere completamente a suo agio nell'interpretare DUNE come il miglior film di fantascienza del 21 secolo, assieme a una decina di altre opere. Ma è la dimensione CORALE degli interpreti che assume una valenza superiore nel dare corpo e mente a DUNE. Se Oscar Isaac alias il Duca Leto Atreides ha la leadership e il valore del capo della casata, oltre che padre di Paul, e la forza latente ma debole della PRESCIENZA di Lady Jessica, alias Rebecca Ferguson a rappresentare la guida di sicurezza per il figlio Paul. E li dove un caratterista di rango come Josh Brolin risulta un Gurney Hallek arcigno e perfetto nel ruolo c'è un attore teatrale S. McKinley Henderson che rappresenta perfettamente la forza e la debolezza del MENTAT Thufir Hawat, appena mostrato, ma fondamentale nel prossimo film. Così anche un attore fisico e materiale come Jason Momoa ha nel ruolo di Duncan Idaho il perfetto archetipo del guerriero, maestro d'armi, mentore e valente esploratore, colui che per primo vivrà in mezzo ai FREMEN. Gli altri ruoli hanno poco spazio per questioni di tempo narrativo, ma va bene così. Soltanto Stilgar, con le fattezze coriacee e rudi di Javier Bardem ruba la scena soprattutto nell'incontro conil Duca Leto e nel finale, ma Zendaya, alias Chani, Dave Bautista alias Rabban e IL BARONE Vladimir Harkonnen alias Stellan Skargan avranno lo spazio che meritano nel secondo film. C'è anche il cameo di lusso di Charlotte Rampling come Gaius Helen Mohiam, veridica dell'imperatore, che ovviamente rimane sullo sfondo. Il film è cupo, brutale, con poche certezze, il tradimento porterà alla trappola, quest'ultima al (quasi ) sterminio, ma come ripetono sia Jessica che Paul, NON DEVO AVERE PAURA, LA PAURA UCCIDE LA MENTE. Concludo questa disamina sugli attori elogiando il carisma, la forza e la fragilità che T. Chalamet è riuscito ad infondere nel personaggio di Paul Atreides, dal momento in cui entra nella stanza per affrontare il Gom Jabbar, la prova che lo porterà a resistere al dolore e alla paura

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L'azione non manca, così come i colpi di scena, trasformare Liet Kynes in una donna farà storcere il naso a qualcuno, invece funziona, più i quanto di pensi, soprattutto per il retaggio che ci porterà a scoprire nel secondo film

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La storia e condita in maniera sontuosa dall'evocativa colonna sonora di Hans Zimmer, perfetta sotto tutti i punti di vista. Il film dura due ore e mezza ma scorre via come la sabbia dalla mano, finalmente DUNE ha avuto il giusto tributo nell'opera cinematografica del migliore regista non americano per quanto riguarda la fantascienza e non è un caso.
"qui sono, qui resto."

Wilding  @  19/09/2021 12:41:40
   8 / 10
Un film di grande impatto visivo, ancor più splendido per gli amanti della fantascienza, un tantino lento e noiosetto per gli altri. Regia e interpreti sono eccellenti.

marcogiannelli  @  19/09/2021 11:29:35
   8½ / 10
Villeneuve torna al cinema con un film che è cinema.
E voglio dire di più: a saga finita non sono sicuro che la mia valutazione non sarà da 5 stelle.
Perché il problema di Dune è solo quello di non essere autoconclusivo. Di avere una storia con la necessità di essere ancora raccontata, e quindi di essere solo un pezzo di un puzzle. Un puzzle che poi vorrò assaporare tutto insieme.
Per il resto siamo al livello del miglior Star Wars, di Blade Runner, del Pianeta delle scimmie, de Il signore degli anelli. Siamo a livelli di storia del cinema.
Partiamo dal punto di forza maggiore, indiscutibile: la resa visiva. Io non credo di aver mai immaginato una resa migliore del romanzo di Herbert. Villeneuve è andato oltre l'immaginario possibile, e parlo dei personaggi così come dei pianeti così come dei luoghi.
Le sensazioni sono purissime.
La sensazione di angoscia costante, di tensione anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Siamo nella testa di Paul, e lui sa che qualcosa di terribile deve succedere.
La sensazione di conoscere tutto, dalle culture del posto ai singoli meccanismi che muovono un mondo. Questo perché Villeneuve evita spiegoni e narra per immagini, con scene che introducono anche le persona più lontane da Dune a comprendere un mondo così complesso.
Dune non è fantascienza fatta solo di esplosioni e mostri ma è fantascienza fatta di politica, che usa il mezzo per narrare altro.
Herbert è elegante ma è elegantissimo Villeneuve.
Ottimo il cast, non sto nemmeno a dirlo. Ovviamente con Timothee Chalamet non puoi mai sbagliarti, sto ragazzo è un fenomeno.
Non guardate il numero, è solo un voto provvisorio.

Eldar1986  @  19/09/2021 01:32:22
   9 / 10
In un mondo Marvel dove tutto è così patinato e uguale che gli attori manco hanno più lineamenti, si erge ancora la vera fantascienza. Solo per la fotografia il film merita 8, gli attori poi sono tutti estremamente credibili (sensazione invece che non mi dava il film di Lynch) i costumi spaziali e gli effetti visivi mai troppo invasivi ...
Per me è un filmone e spero non lo penalizzi il fatto di avere un ritmo talvolta anche lento, ma mai noioso (per me).

Cianopanza  @  18/09/2021 11:20:45
   7 / 10
Si attiene abbastanza al libro (e al film di Lynch) ma manca tutta quella componente messianica che c'è nel libro, così difficile da portare sullo schermo. Non riesce a trasmettere quella sensazione quasi allucinata delle visioni di Paul Atreides e quelle sotto trame politiche

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER Nel complesso il film risulta ripulito, sobrio (il libro è quasi lisergico) e con un registro più tradizionale e canonico, da filmone americano.
Grande impatto scenico e effetti speciali. Anche se le immagini a campo lunghissimo con gli eserciti schierati in ranghi, sembrano fatte con una CGI di parecchio tempo fa. Darei un po' meno di "7 Buon film vale la pena vederlo" ma più di 6 1/2... Inoltre non mi aspettavo un film diviso in due parti, iforse a causa di questo in alcuni punti mi è sembrato estremamente lungo e stiracchiato...

1 risposta al commento
Ultima risposta 18/09/2021 15.29.41
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EddieVedder70  @  17/09/2021 15:59:48
   8½ / 10
Film ambizioso, pure troppo. Denis se la prende comoda, usa tutto il tempo necessario e abusa di primi piani e soprattutto di movimenti rallentati. Il romanzo è denso e necessita di qualche didascalia, qualche introduzione, qualche semplificazione, e Denis con mestiere non si fa prendere dall'ansia e usa tutto per non tralasciare nulla. Arrivo a circa 2 ore di film e mi viene ansia …"sto vedendo un film lentissimo e manca ancora più di metà film o il tempo è volato, ma <<aiuto>> il tempo sta scadendo e manca più di metà film" …
ecco non sapevo che il romanzo era diviso in 2 film.

Scampato il pericolo di un finale super affrettato e con un po' di delusione per il finale che rimanda ad un secondo tempo, sotto l'acquazzone dell'anno, vengo ipnotizzato dai tergicristalli o forse è l'effetto della spezia? Sono ancora folgorato dalla maestosità della messa in scena.

"Dune" è un film visivamente ineccepibile, in tal senso anche superiore a BR2049, durante la visione, più volte vien voglia di fare fotografie da pubblicare su instagram, i tramonti di Arrakis sono da copertina. Anche i modellini delle astronavi (in equilibrio tra oggetti puri e insetti) sono magnetici e i paesaggi della Giordania "chettelodicoaffare". C'è da perdersi, se poi alla fotografia si aggiunge anche un sonoro imponente, una soundtrack muscolare (Zimmer calca la mano), scenografie e costumi, il rischio è concreto. Per fortuna l'eccellente Timotino (un perfetto Paul Atreides snob al punto giusto) è capace di tenere alta la tensione emotiva dando un'anima ad un film che, altrimenti, rischiava di rimanere prigioniero del suo impianto tecnico. Bene anche il resto del cast ben assortito (più la bella Rebecca Ferguson che la Zandaya, confinata per ora ad un eterno spot di un profumo speziato); anche se confinare Acquaman nel deserto (e senza barba) è stata una vera cattiveria.

Ecco il limite forse è proprio nella freddezza dell'impianto, tutto troppo bello, tutto troppo curato. Questo aspetto assieme all'assenza di colpi di scena alla Villeneuve (il romanzo mi pare ben rispettato) rende la visione passiva, del tipo: "eccoti il blockbuster d'autore, scegliti una sala adeguata e lasciati trasportare dalle immagini, al resto penso io" (Villeneuve)

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