cosi' ridevano regia di Gianni Amelio Italia 1998
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cosi' ridevano (1998)

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locandina del film COSI' RIDEVANO

Titolo Originale: COSI' RIDEVANO

RegiaGianni Amelio

InterpretiRosaria Danzé, Fabrizio Gifuni, Francesco Giuffrida, Enrico Lo Verso

Durata: h 2.04
NazionalitàItalia 1998
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 1998

•  Altri film di Gianni Amelio

Trama del film Cosi' ridevano

Giovanni e Pietro sono due fratelli siciliani emigrati a Torino sul finire degli anni Cinquanta in cerca di quel lavoro che al Sud mancava. Giovanni, il fratello maggiore coltiva un progetto ambizioso, apparentemente superiore alle sue forze: lui analfabeta vuole che il fratello Pietro diventi maestro elementare, diplomandosi alle magistrali.

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Voti e commenti su Cosi' ridevano, 12 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR wicker  @  17/12/2018 15:28:05
   7½ / 10
la cosa più bella è la fotografia sgranata di una torino Dickensiana della prima ora e passa di film , poi nella seconda parte la pellicola è girata in maniera "moderna"
proprio per accentura la differenza dei tempi che passano .
Bene anche la recitazione di Lo Verso . sceneggiatura un pò incasinata e poco convincente nella seconda parte ma il film è comunque godibilissimo

kafka62  @  25/03/2018 17:28:05
   6½ / 10
A dispetto del titolo, c'è ben poco da ridere in questo film di Amelio, vincitore del Leone d'oro al Festival veneziano del 1998. In questo cupo dramma familiare, che ricorda alla lontana (ma il paragone sarebbe fuorviante) "Rocco e i suoi fratelli", il regista racconta, con l'impegno, l'adesione emotiva ai personaggi e la sincerità che lo contraddistinguono da sempre, non solo il complicato groviglio di affetti e legami di sangue che unisce due fratelli siciliani emigrati a Torino, ma anche – indirettamente – un'intera generazione (quella della grande migrazione italiana degli anni 50) che ha avuto come scopo principale nella vita quello di riscattare dalla miseria i propri figli (tra Giovanni e Pietro c'è infatti, anche a causa della differenza di età, un rapporto simile a quello tra genitore e figlio) attraverso l'educazione ed il benessere.
Fin qui tutto bene. Pur senza grossi colpi di genio, Amelio continua a ricalcare con grande onestà di intenti (basta pensare all'uso anti-spettacolare del dialetto, che richiede spesso l'ausilio dei sottotitoli) le orme di una vocazione neorealistica già messa a frutto ne "Il ladro di bambini" e in "Lamerica". Purtroppo il regista sbaglia clamorosamente, con la suddivisione del film in sei capitoletti che corrispondono ad altrettanti anni della vicenda, la fase cruciale della sceneggiatura. Pur con tutta la migliore volontà, è difficile riempire le sconcertanti ellissi della storia e capire perché ad esempio nel quarto capitolo Pietro sparisca misteriosamente senza lasciare tracce mentre in quello successivo lo vediamo felicemente diplomato in un poco verosimile scambio di ruoli con suo fratello (che difatti, nella sua improvvisa degradazione, uccide un uomo col coltello). E se il successivo capovolgimento narrativo si spiega col colpo di scena finale

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER, restano implausibili le motivazioni psicologiche che hanno mosso i personaggi (tra l'altro troviamo Giovanni sposato a un'altra donna). Insomma, quest difetti non fanno purtroppo molto onore alla indiscussa maestria di Amelio nel rappresentare individui e ambienti, tra i più autentici mai visti nel cinema italiano. Attribuendo il massimo premio a un film non del tutto riuscito, i festival hanno dimostrato ancora una volta di avere a cuore la carriera complessiva di un autore piuttosto che le sue singole opere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  01/04/2012 09:07:21
   6½ / 10
L'amore fraterno nella sua piu' drammatica forma di affetto...un amore morboso che portera' alla follia quella dei due Siculi trapiantati al Nord con sogni e speranze...
Il film di Amelio parte bene ma nella parte centrale comincia pian piano a perdere mordente e la noia dilaga in sequenze fatte di autocompiacimento e piuttosto vuote.
Il livello del cast è penoso,in particolare il fratello minore...

Paolo70  @  13/02/2012 21:54:28
   7 / 10
Film drammatico bem fatto con delle discrete interpretazione, abbastanza realistico ambientato in una Torino degli anni '50 in cui molto italiano provenienti dal meridione cercavano occupazione in questa città in cui nascevano fiorenti siti industriali.

gantz88  @  04/01/2012 04:09:38
   6 / 10
film molto buono ke parte bene e va a perdersi peccato... con 2 tematiche molto interessanti ma non descritte al massimo

Clint Eastwood  @  21/03/2011 10:06:51
   3 / 10
Film che vanta un Leone d'Oro al Festival di Venezia, francamente non ce lo vedo questo premio per il film più depressivo dell'anno che mi sia capitato di vedere in confronto a cui Antonioni è il maestro dell'intrattenimento e della spensieratezza.
Il tentativo classico di rappresentare i due poli dell'Italia divisa tra il Sud e il Nord nella seconda metà del secolo scorso attraverso due fratelli del meridione ma con aspirazioni diverse, svanisce nel nulla e quello che rimane è solo una martellata sulle palle, una tortura per lo spettatore che aspetta almeno un poco di svolgimento nella trama, uguale il finale.
Gran peccato poiché tecnicamente è di ottima presenza.

DarkRareMirko  @  05/12/2009 00:23:02
   9 / 10
Ottimo film drammatico di famiglia che prende dal cinema passato (Rocco e i suoi fratelli) e a sua volta viene e verrà citato nel cinema presente/contemporaneo (La meglio gioventù, pur con lo stesso bravo Fabrizio Gifuni); storia circolare che inizia con la voglia da parte dei protaognisti di lasciare alle proprie spalle l'omertà che poi purtroppo, con lo scorrere degli eventi e della sorte, vedrà una riproposizione della medesima a danno degli stessi personaggi.

Attori allo stato dell'arte - Lo Verso soprattutto, che pare aver raggiunto anche dovuti e meritati rapporti di lavoro con star internazionali del calibro di Viggo Mortensen - in un altro capolavoro firmato Gianni Amelio.

Finale amarissimo.

InSaNITy  @  31/08/2008 16:34:26
   5 / 10
Se penso che il regista di questo film è lo stesso di Porte Aperte, l'imbarazzo si fa più forte. Io ho trovato questo Così ridevano una pellicola tanto inutile, che sinceramente fatico a formulare un giudizio. Tutto l'impianto è assolutamente da fiction, Lo Verso bravo sì, ma costretto a mettersi nei panni di un personaggio irritante e monocorde.
Melenso e assolutamente evitabile, soprattutto per chi, come me, ha un'ottima considerazione per Gianni Amelio.

Imbarazzante.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  26/01/2008 22:46:14
   8 / 10
Splendido dramma di grande respiro in una cornice che troppo presto rischiamo di dimenticare ma che è intorno a noi, anche se con altre facce o altri dialetti; riduttivo parlare di film politico, è semplicemente una piccola storia in una pagina di grande storia.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  31/07/2007 00:43:09
   7 / 10
Un film con diverse luci, ma che presenta qualche ombra. Otto momenti in altrettanti anni della vita degli immigrati meridionali nel periodo del Boom economico. Amelio si concentra sul difficile rapporto tra due fratelli siciliani fatto di silenzi e di verità non dette.
Tali sottintesi non giovano alla lunga nell'economia complessiva del film. Manca nella capacità degli attori, non tanto in Lo Verso, quanto in Giuffrida, quella capacità di coinvolgere, fondamentale per un film raccontato in maniera oggettiva. Un film comunque bello da vedere, peccato che possegga poca anima.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  23/11/2006 22:09:17
   7 / 10
Personalmente trovo "così ridevano" un film ricco di momenti straordinari, ma altrettanto incapace di rispettarli integralmente.
Pagine di cinema (e di storia) che sembrano uscire dal "Rocco e i suoi fratelli" di Visconti, e rispolverano le pagine del dimenticato Vasco Pratolini ("Cronaca familiare") per raccontare l'italia del boom economico, del profughismo nazionale (i meridionali in cerca di lavoro a Milano o Torino), del sogno (o miraggio?) della Fiat di Agnelli o delle fabbriche à la Mirafiori.
La grandezza di Amelio è tutta nella rappresentazione di un "transfert", che poi è anche un'affascinante affresco di un'epoca filtrato dal bellissimo titolo (da una pagina del celeberrimo "domenica del corriere").
Su questi presupposti, potrei benissimo stabilire un 9 in pagella, e non aggiungere altro.
Purtroppo le cose funzionano meno bene quando con tono predicatorio ed ecumenico, ci costringe a seguìre le vicende di Giovanni e Pietro, quasi a disinteressarci del "contesto popolare" e della massa e sperimentare i toni di un romanzo greve, magari appassionato, ma anche fastidiosamente reducista. Tutta la seconda parte del film vive di questa duplicità togliendo intensità guardacaso proprio quando le intenzioni del regista siano di forzare la mano nel dramma che sfocia, drammaticamente, verso l'epilogo finale.
Un grande cinema "puro", quasi solenne, ma troppo radicato dalla sensibilità del suo autore per "ferire" come avrebbe dovuto

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Ultima risposta 24/11/2006 12.25.31
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Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  25/09/2006 23:24:24
   6 / 10
Film politico, ingiustamente premiato al festival di Venezia, è il classico film che vince solo perchè schierato politicamente.
Enrico Lo Verso è assolutamente inespressivo, per non parlare di F. Giuffrida al cui confronto perfino S. Accorsi sembra Al Pacino; insmma la direzione degli attori è al livello di un corto amatoriale.
La storia in se ha dei buoni spunti, ma si perde presto. Non è amaro, non è tenero; solo innocuo. Resta l' affresco di un'Italia che non c'è più, ma è poco, davvero troppo poco.

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