climax (2018) regia di Gaspar NoÚ Francia 2018
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climax (2018)

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locandina del film CLIMAX (2018)

Titolo Originale: CLIMAX

RegiaGaspar NoÚ

InterpretiSofia Boutella, Romain Guillermic, Souheila Yacoub, Smile Kiddy, Claude Gajan Maude

Durata: h 1.35
NazionalitàFrancia 2018
Generehorror
Al cinema nel Giugno 2019

•  Altri film di Gaspar NoÚ

Trama del film Climax (2018)

Un gruppo di giovani viene drogato senza apparente motivo ma non tutti reagiscono allo stesso modo.

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Voto Visitatori:   7,23 / 10 (11 voti)7,23Grafico
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Voti e commenti su Climax (2018), 11 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

zerimor  @  14/10/2019 15:42:29
   6½ / 10
Un film delirante, sconvolgente come pochi. Assurdo.

Konflagrator  @  21/08/2019 02:37:39
   7 / 10
Ogni opera di Gaspar Noè è un esperimento introspettivo letterale: il regista ti indossa lentamente dei panni estranei, generalmente panni "sbandati", ti lascia conformare alla sua opera dopodiché ti percuote fino ai titoli di coda. Climax segue ovviamente il modus-operandi, e permette di vivere una disturbante esperienza allucinogena che, pertanto, è realisticamente nauseante ed estenuante. Il finale è un ribollire di fumi lisergici, sesso e disperazione, una bolgia delirante pienamente vissuta. Occhio che non è per tutti!

76mm  @  16/07/2019 15:36:58
   5 / 10
POSSIBILI SPOILER

Vi è mai capitato di andare ad una festa dove fra i partecipanti c'era qualcuno che non vi stava proprio simpatico ma col quale per quieto vivere avete sempre cercato di mantenere rapporti di (finta) cordialità e però durante la festa c'è scappato qualche bicchierino (o altro) di troppo ed è finita a caz.zotti?
Ecco, questa è in pratica la trama del film…l'alcool e le droghe smascherano le ipocrisie e mostrano come sarebbero i rapporti fra le persone senza il giogo dei paletti imposti dalla società civile.
Una giungla, in pratica.
Wow.
La sceneggiatura è piuttosto inconsistente ma ha almeno il pregio di essere credibile per il contesto, al netto delle interpretazioni non proprio impeccabili di questo gruppo di ballerini prestati alla recitazione (che spero vengano presto restituiti alla loro categoria di appartenenza).
Una roba a metà fra un reality show e i peggiori bar di Caracas.
Ma noi sappiamo che a Noè quisquilie come trama e sceneggiatura non interessano, perché l'unica cosa che gli preme davvero è dimostrare al mondo quanto è bravo a girare.
Ed è bravo, altroché…cioè io in realtà non ho le basi per giudicarlo ma visto che tutti ma proprio tutti dicono che è bravo allora dev'essere bravo davvero.
Quindi verosimilmente il non aver capito per metà del film chi ci fosse in scena e cosa stesse facendo è un problema mio, perché se uno è bravo (e lui è bravo, lo dicono tutti) sicuramente farà in modo che lo spettatore capisca cosa sta guardando, giusto? Altrimenti come farebbe a dire quanto è bravo?
E allo stesso modo certe chicche come il cretino sbattuto fuori all'inizio che invece di correre alla polizia resta lì a morire assiderato (ma allora la polizia chi l'ha chiamata?) o il bambino di 6 anni prudentemente messo al riparo dalla tre volte vincitrice del premio "madre dell'anno" nella stanza dell'alta tensione hanno destato qualche perplessità solo a me, perché tutti gli altri neanche le avranno notate 'ste piccolezze, troppo impegnati a ruotare la testa di 180 gradi per star dietro alle peripezie funamboliche di questo virtuoso della telecamera.
Di chi abbia drogato la sangria e del perché giustamente non frega niente a nessuno, anche perché pure se a qualcuno fosse fregato (a me fregava in realtà, è l'unico motivo per cui ho cercato di stare attento fino alla fine) tanto non ce l'ha spiegato.
Va beh, prendiamo atto che Noè non fa per me e passiamo oltre.
Senza rancore.
Belli comunque i numeri di danza, io ne avrei messo qualcuno di più intanto che c'ero.

benzo24  @  25/06/2019 18:46:15
   10 / 10
Feroce critica della societa multiculturale, moralistica e finta perbenista francese .

7219415  @  05/05/2019 19:41:29
   8 / 10
Belle le scene di ballo, bella e incalzane la musica, riprese dall'alto e capovolte, citazione di Possession, un bel delirio. Bel film

Oskarsson88  @  05/05/2019 17:42:07
   8 / 10
Molto di stile, classici magaggi alla Noè, e citazioni varie tra cui esplicitissimo Possession. Sul finale un po' forse troppo lento, ma nel complesso molto bello e originale. Il finale mi è piaciuto molto

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  28/03/2019 22:57:19
   7½ / 10
Immagini in VHS dove i giovani protagonisti rivelano i loro sogni ed ambizioni. A lato di queste registrazioni, lo scaffale con i precisi riferimenti cinematografici di questo film di Noè: Suspiria, Zombie, Possession e tanti altri. Una normale festa di ballo condita da sangria "allungata" con LSD, diventa un rito baccanale dove si oltrepassano le barriere, si abbatte ogni punto di riferimento sociologico e culturale e si dà libero sfogo al puro istinto primordiale in un inferno distruttivo ed autolesionista, dove il tambur battente della musica eletrronica è il tappeto ipnotico della follia pura. Noè può non piacere questo è certo, ma il suo cinema non lascia mai indifferenti. Come viaggiare in mare accompagnati da un uragano, in cui il lungo piano sequenza accompagna i personaggi nel loro inferno personale, chiusi come dei topi in gabbia.

Jolly Roger  @  22/03/2019 11:15:37
   7½ / 10

Molto disturbante, molto intelligente, ma anche un po' troppo manieristico e forzato.

______________________________Spoileroso_____________________________

I punti di riferimento non esistono più.
Gli ideali non esistono più. E, anche laddove ancora esistano, suonano tanto pomposi e tanto urlati da risultare vuoti e falsi – come, ad esempio, la gigantesca bandiera francese, che fa il paio con la frase in sovrimpressione: "un film francese, orgoglioso di esserlo".
Perché oggi anche l'amor patrio, come tante altre cose, è urlato da ignoranti che l'amor patrio manco sanno cos'è, se non una scusa per avercela con qualcun altro, come il tifo per la squadra di calcio, o per sentirsi migliori per nascita, visto che di meriti non se ne vede alcuno.
W la Francia suona qui come sinonimo di W la libertà.
Una libertà pomposa e urlata, tanto da risultare anch'essa vuota, priva di riferimenti e ideali, e falsa – perché, con segno opposto, diventa opprimente come la stessa privazione della libertà. E così, mentre una ballerina ci dice che "E' giusto scegliere se abortire o no", appare una frase in sovraimpressione che dice "il nascituro non può scegliere di nascere un'altra volta". Non mi pare una critica all'aborto (o almeno io non l'ho letta come tale), pare invece una riflessione intelligente sull'aspetto più pericoloso di questa libertà "sfrenata", ovvero la perdita del significato delle cose, del loro valore, il pericolo che l'assenza di (errati) limiti esterni si ripercuota però sulla cancellazione di (idonei) limiti interni, quelli imposti dal buon senso, della morale, dalla nostra stessa umanità. Non quindi una critica alla libertà in sé, ma ai suoi effetti collaterali: una massa di zombi che si muove con apparente sinuosità in balli che, con il procedere della festa, diventano sempre più isolati e spersonalizzati, come se i ballerini fossero automi, animali meccanici, "cose" che si muovono in modo alienato e creando un effetto grottesco, come quello che avrebbero la musica ed il movimento della ballerina di un carillon se il meccanismo partisse improvvisamente in un teatro di guerra.
La telecamera ruota vorticosamente tra i ballerini ad imitare lo stesso movimento vorticoso delle loro anime che, in questa gigantesca placenta, galleggiano vorticosamente superando i limiti di ogni legge o morale, in una spirale discendente che conduce ad un mondo sottosopra, dove tutta la sporcizia interiore, che ribolle in loro - repressa - nella vita quotidiana e che spesso viene sublimata in voglia di sballarsi, sfonda il coperchio e viene a galla, priva ormai di ogni argine.
Viene a galla la rivalità estrema, nascosta sotto orde di reciproci complimenti melensi e smancerie dopo il primo ballo, tra i ballerini che si accusano l'un l'altro di aver drogato la sangria fino a insultarsi, picchiarsi o a uccidersi.
Vengono a galla l'astio e l'invidia, che culminano con l'aborto procurato a calci.
Vengono a galla gli istinti incestuosi di un fratello nei confronti della sorella.
E anche un bambino, in questo mondo distorto e al contrario, può diventare "colpevole", perché con la sua nascita ha "rovinato" la carriera come ballerina di sua madre, un bambino che finisce per essere "nascosto" in uno sgabuzzino per proteggerlo da un mondo alla quale la madre appartiene, senza riuscire a rinunciarne fino in fondo.
La sangria è la chiave che sprigiona i demoni. Ma la sangria è stata realmente drogata con LSD? Oppure no? E se sì, chi avrebbe messo la droga? E soprattutto perché?
Sono domande che non hanno risposta, perché nella vita di tutti i giorni non ce l'hanno. Ognuno vive e vede la sua piccola parte del tutto, così piccola da non poter comprendere più il senso globale, senza più capire il chi, il cosa ed il perché, ed arrivando a smettere di chiederselo nell'impossibilità di avere una risposta. Gli unici punti fermi sono gli uomini della polizia, in piedi ed immobili nell'ultima scena, e il loro cane che sembra un cerbero, stagliato come un'ombra su una porta che si apre su un mondo rosso, straniante e sottosopra, come l'Inferno, dove le anime stanno appese ad un filo e ondeggiano a testa in giù, come pendoli senza senso.

C'è però una scena, alla fine, che mi lascia un forte dubbio.
Una ragazza, in camera, con un libro intitolato "LSD" sul letto, che si mette il collirio negli occhi (probabilmente corretto con la droga). Infatti, il suo sguardo si rivolge al cielo, completamente in estasi – e il suo viso sfuma in un bianco lattiginoso, proprio come se stesse vedendo il Paradiso.
Forse è stata lei a drogare tutti.
E forse non c'è un perché.
Lo ha fatto solo per lo sballo.
Solo per vedere il Paradiso.
Solo perché altri vedessero il Paradiso con lei.
Poco importa se qualcuno, lungo il "viaggio", ci rimette le penne – perché anche "morire è un'esperienza meravigliosa". Sì, anche morire è uno sballo.

Forse, quindi, siamo noi ad accanirci troppo, ogni volta, a cercare un Chi, un Cosa, un Perché.
Spesso abbiamo già tutte le risposte davanti agli occhi e la spiegazione è così semplice, anzi così stupida, che il nostro cervello non riesce nemmeno a categorizzarla e renderla intellegibile, o comunque digeribile.

VincVega  @  28/02/2019 08:53:20
   7 / 10
Gaspar Noè dimostra ancora una volta di saperci fare eccome dietro la macchina da presa, tra piani sequenza e virtuosismi tecnici, insieme alle sue sceneggiature non proprio adatte a tutti. Questo è il suo modo di fare cinema e, piaccia o no, è riconoscibile nella sua soggettività di autore. Ma questo si sa e la cosa continua con "Climax", un dramma horror musicale (non musical), piuttosto semplice nella trama (prima parte, presentazione personaggi-seconda, delirio), ma girato in modo anti-commerciale (ci sono anche i titoli di testa a metà film). E' un esercizio di stile? Non so, comunque sia disturbante è dire poco. Perfetta la colonna sonora.

1 risposta al commento
Ultima risposta 28/02/2019 08.54.48
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Larry Filmaiolo  @  05/02/2019 16:05:04
   4½ / 10
Noe fa lo stesso film, o meglio si segha allo stesso modo (a testa in giu' tipo opossum appeso a una sbarra di titanio, mentre con l'altra mano shakera una camera nella luce purpurea) da anni. Se i dialoghi tra due afrofrancesi intenti a contemplare e illustrarsi a vicenda il piacere della sodomia sono la cosa piu' interessante c'e' qualcosa che non va nevvero Gasparone. Meglio di Love in ogni caso, anche se in certi frangenti piu' ridicolo (ed e' dir tanto).
Ah, bellissime donne come sempre, ma si sa il Gasparone apprezza

5 risposte al commento
Ultima risposta 06/02/2019 13.51.25
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Spera  @  27/01/2019 22:39:58
   8½ / 10
Gaspar Noè ha in serbo per noi l'ennesimo viaggio all'inferno.
Visto durante il Milano Film Festival, la proiezione si è aperta con un avviso agli spettatori da parte dell'organizzatore riguardo il fatto che il film avrebbe potuto, in alcuni passaggi, essere offensivo o disturbante...turbando così le nostre già, abbastanza, turbate vite.
Così iniziava il film.
Un vero viaggio. Un brutto viaggio.
Di quelli dove il cuore batte forte e ti senti soffocare.
I film di Noè sono così, li ami perchè ti fanno del male perchè vuoi arrivare a toccare quella profondità che in pochi sanno raggiungere.

La sua filmografia è immensa ma ci vuole coraggio.
Non per tutti.

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