banditi a milano regia di Carlo Lizzani Italia 1968
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banditi a milano (1968)

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locandina del film BANDITI A MILANO

Titolo Originale: BANDITI A MILANO

RegiaCarlo Lizzani

InterpretiGian Maria Volontè, Don Backy, Ray Lovelock, Enzo Sancrotti, Piero Mazzarella

Durata: h 1.42
NazionalitàItalia 1968
Generepoliziesco
Al cinema nel Gennaio 1968

•  Altri film di Carlo Lizzani

Trama del film Banditi a milano

Dopo un inserto sociologico che si propone di offrire una spiegazione del come il vizio, nei suoi multiformi aspetti, possa allignare e prosperare in una città ad un alto potenziale tecnologico e dal diffuso benessere economico, nel film - che si ispira alla rapina e ai delitti che seguirono, avvenuti a Milano il 25 settembre 1967 - sono messi a fuoco i protagonisti del dramma - autori, vittime,...

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Voto Visitatori:   8,24 / 10 (34 voti)8,24Grafico
Miglior regiaMiglior produttore
VINCITORE DI 2 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Miglior regia, Miglior produttore
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Voti e commenti su Banditi a milano, 34 opinioni inserite

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Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  30/12/2015 13:31:36
   6½ / 10
Ricostruzione un pò particolare di un fatto di cronaca realmente accaduto, quindi promuovo l'originalità e il cast, si poteva invece fare qualcosa di meglio nel complesso.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  07/05/2015 22:06:01
   7 / 10
Ricostruzione di un fatto di cronaca avvenuto l'anno prima, l'opera di Lizzani è un film duro e crudo, molto interessante nella struttura (parte come un film d'inchiesta con la rappresentazione/descrizione del modus operandi della criminalità organizzata nella grande città, per essere seguito da un furibonda parabola degli eventi, poi ricomposta e narrata didascalicamente passo per passo) e decisamente adrenalinico nel suo ritmo martellante che non concede un attimo di tregua (anzi, corre talmente tanto al punto da tralasciare più di qualche aspetto interessante, in primis una conoscenza approfondita dei personaggi).
Eccellenza assoluta per l'odioso Gian Maria Volontè; ottimo Tomas Milian, qui ancora a far la spola tra western e cinema d'autore/impegnato, e quindi piuttosto contenuto rispetto ai personaggi che lo renderanno icona imperiale nei decenni 70/80.


Grande film, datato ma ancora attualissimo e di grande potenza sia sociale che narrativa.

Comunque non credo sia molto corretto catalogarlo nel poliziesco.

1 risposta al commento
Ultima risposta 08/05/2015 13.35.25
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DogDayAfternoon  @  07/02/2015 18:16:37
   8½ / 10
Poliziottesco con i fiocchi, inevitabile ispirazione per i film che seguiranno e apripista di un genere nel quale il cinema italiano non avrà rivali nei 70's.

I primi venti minuti sono una sorta di documentario che descrive in maniera efficacissima il periodo e l'ambiente di quegli anni, prologo geniale e credo anche originale per quel che sarà poi il vero e proprio cuore del film.

Ritmo serratissimo, andrenalina a mille, occhi incollati allo schermo specialmente durante la fuga dei banditi. Inutile continuare a sprecare parole di elogio per Volontè, ormai non so più che dire: quello di Pietro Cavallero sicuramente è uno dei personaggi che più gli si addice. Degno di lode anche Tomas Milian nella parte del commissario Basevi, ma un po' tutto il cast protagonista è in gran forma.

Se poi ci aggiungiamo che è un fatto di cronaca reale, impossibile non restarne colpiti. Non solo azione, ma anche parecchi risvolti crudi e drammatici resi a pieno dalla regia di Lizzani.

Visione imprescindibile, uno dei capolavori del cinema italiano.

Dick  @  24/08/2014 14:28:35
   8 / 10
Il film si divide in due parti: una quasi documentaristica che mostra in generale la realtà criminale nei suoi vari aspetti e l' altra, ispirata ad un fatto di cronaca, che ci racconta nello specifico una rapina e i suoi esecutori con un ritmo e una regia secchi senza fronzoli. Purtroppo, nonostante siano cambiati i tempi, sempre attuale.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  21/12/2013 14:55:08
   7½ / 10
Qui il nostro Lizzani si è riscattato ben bene! Un poliziesco pre-Pulp Fiction: montaggio serrato, contestualizzazione sociale e psicologica dei personaggi, dialoghi e scene che lasciano il marchio. E ha il merito di essere l'anticipatore di: Milano Violenta, Milano Calibro 9, Milano cosìvia.
Un tocco da maestro si vede anche nel prologo folgorante in stile documentaristico e politico, e anche nel finale (per me inaspettato non conoscendo i fatti) dove non manca un certo umorismo.
E per finire, un saluto a Lizzani, sebbene non sia un regista che ami: riposa in pace.

benzo24  @  14/03/2013 12:58:55
   6 / 10
Poteva essere un capolavoro, purtroppo invece Lizzani adotta uno stile che toglie molto ai personaggi, e rende la storia frammentaria, quasi confusa.

peppe87  @  09/02/2013 03:16:58
   7½ / 10
il buon lizzani riportò quasi subito sui grandi schermi le vicende della banda cavallero che seminava il terrore alla fine dei '60 nella milano che si apprestava ad entrare (o era gia entrata...) negli anni di piombo.
uno dei primi, forse proprio il primo poliziesco, volontè come sempre superbo

Hakeem  @  11/01/2013 22:57:33
   7½ / 10
Il precursore dei cosiddetti "poliziotteschi", nonché una delle migliori pellicole del genere.
Un crudo e coinvolgente viaggio nel mondo della criminalità milanese degli anni '60, con un eccezionale Gianmaria Volontè nella parte del bandito Cavallero.

Jack_Burton  @  10/01/2013 14:45:48
   8 / 10
Nei primi 20 minuti ho faticato a seguirlo, ma dopo, devo dire che è andato liscio come l'olio.
Secondo me, non ai livelli di film come, milano calibro 9 o la mala ordina, anche se devo riconoscere che di qualità ce n'è tanta e gian maria volontè è insuperabile.
Consigliatissimo...

Oskarsson88  @  12/12/2012 17:07:39
   8 / 10
Film ispirato alla storia vera della banda Cavallero. Parte in modo molto frammentato ma via via dall'ingresso di Volontè si delinea in una gran bella storia, sorretta magistralmente dallo stesso Volontè. Belle inquadrature e colonna sonora. Non so quanto sia attinente ai fatti realmente accaduti ma vale in ogni caso una visione

7219415  @  12/12/2012 14:37:21
   8 / 10
Gran bel film...Volontè unico come sempre

trimo00  @  06/07/2012 00:13:41
   9 / 10
Questo film è un '68!!! Provate a vedere un poliziesco degli stessi anni made in hollywood e ditemi se non spegnete dopo 5 minuti. Capolavoro del genere.

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  02/04/2012 13:07:18
   7 / 10
Ottima interpretazione dei due mostri sacri Miliam e Volontè. Un buon film soprattutto dopo la prima mezzora.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento matteo200486  @  03/11/2011 22:51:14
   7½ / 10
Ottimo poliziesco. Anticipatore di molti temi del poliziottesco italiano. un film spietato, che racconta con cura le vicende della banda Cavallero.
Una Milano metropolitana teatro di una delle pagine più nere della cronaca italiana.

DarkRareMirko  @  31/08/2011 21:58:08
   9 / 10
Tra i più famosi e riusciti film di Lizzani (La vita agra), girato poco tempo dopo i reali fatti a cui si ispira.

Grandissimo cast (oltre il solito immenso Volontè c'è anche Tomas Milian), bei dialoghi (Ho rubato 50 paia di scarpe ma erano tutti piedi sinistri), un pò troppa megalomania ed egocentrismo ma probabilmente anche i personaggi reali si comportavano in quel modo.

Tra i più riusciti istant movies italiani di sempre, forte di una sceneggiatura e di una regia allo stato dell'arte.

4 risposte al commento
Ultima risposta 02/09/2011 22.27.26
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Gruppo COLLABORATORI paul  @  28/07/2011 23:36:32
   9 / 10
Grandissimo film, anticipatore dei polizieschi all'italiana (e non solo) e post-Scerbanenco (era morto da un anno). Come sempre impareggiabile Gian Maria Volonté.

baskettaro00  @  01/11/2010 09:21:11
   8 / 10
Eccolo qui, il padre di tutti i film del genere.
Il film mette in mostra le sanguinose rapine compiute dalla banda Cavallero nell'arco di qualche anno.
Nei panni del capo della banda troviamo l'ottimo Volontè, nei panni del più piccolo della banda il giovanissimo Ray Lovelock.
Un film interessante e ben realizzato che se nella prima parte può risultare poco incisivo poi ti prende sempre più, come ha fatto con me.
La sua durata è breve, forse qualche minuto in più avrebbe fatto meglio al film, e se magari il regista si fosse soffermato ancor di più sul profilo psicologico dei protagonisti sarebbe stato ancora meglio.
Ma comunque si tratta lo stesso di un bellissimo film che consiglio a pieni voti.

luciela86  @  21/10/2010 17:11:47
   9 / 10
Un film splendido, duro e realistico (mi sembra sia tratto da una storia vera).
Volontè primeggia in una pellicola che si inserisce di diritto nel grande filone del poliziesco italiano.
Io l'ho visto da poco e quasi per caso, ma lo consiglio a tutti gli amanti del genere.

pinhead88  @  01/07/2010 18:27:52
   7½ / 10
Grandissimo Lizzani.con questa pellicola nasce di diritto il filone dei poliziotteschi anni '70 tanto amati e celebrati,ma anche precursore di un genere che colpirà Mr. Di Leo per i suoi futuri noir/polizieschi.
niente spazio per dimensioni grottesche stavolta,ma solo il "vizietto" che predomina su tutto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  24/11/2009 12:55:38
   7½ / 10
Un film secco e violento. Gian maria Volontè interpreta un ruolo perfetto per lui rendendolo verosimile e naturale. Il film richiama ad una ricostruzione di fatti realmente accaduti che vede protagonista la banda Cavallero e la loro celebre quanto sanguinosa rapina. La pellicola è interessante e ben girata, david meritato direi. Da vedere.

Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  07/10/2009 11:58:39
   8½ / 10
Non aggiungo altri approfondimenti sociali e tecnici a quelli già esaurienti esposti sotto dagli altri; semplicemente confermo che è un film che ha creato una rottura con quanto prodotto prima, e che ha aperto un'autostrada ad un genere che, tranne rare eccezioni (forse solo "Il grande racket" mi è piaciuto di più) non ha più toccato queste vette. Volontè, senza esagerare, da Oscar.
Credo che Soavi, per realizzare il suo "Uno bianca", ben più modesto ma non malvagio, abbia attinto a piene mani da questo film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  06/08/2009 13:40:44
   8½ / 10
L’iniziale ritratto della criminalità organizzata milanese consente a Carlo Lizzani di illustrare al meglio la cornice in cui si incastrerà il suo racconto.Il regista utilizza uno stile da indagine giornalistica,sfruttando immagini di repertorio e falsi documentari, per descrivere com’è cambiato il modus operandi della malavita meneghina,di come il tempo abbia cancellato codici morali non scritti ma imprescindibili, e del preoccupante imbastardimento di uomini accecati dalla sete di denaro.
Ispirato da un tragico fatto di cronaca nera che macchiò di sangue il capoluogo lombardo sul finire degli anni ‘60 ,Lizzani realizza un eccellente poliziesco dalla moderna struttura narrativa,sincopato nel ritmo e molto realistico,ben equilibrato nella descrizione dei personaggi e con un occhio di riguardo non solo per i protagonisti principali ma anche per le vittime rimaste sul selciato in quell’infausta giornata.Fotografato in maniera opprimente ed ambientato in una Milano tipicamente grigia,non si limita a mostrare i fatti più adrenalinici e violenti,ma attraverso essi mostra uno spaccato sociale molto credibile al quale aderisce alla perfezione il sempre prefetto Gian Maria Volontè,leader del manipolo criminale colpevole dei tragici fatti illustrati.Uomo erudito,intelligente ,proveniente da buona famiglia, ladro (e assassino) non per necessità ma per soddisfazione personale che comprende,oltre all’ovvia brama di denaro, anche il compiacimento del suo folle ed esaltato ego.Girato in maniera eccellente, con alcune scene da applausi a scena aperta, cala leggermente durante la caccia all’uomo che si trascina in maniera un po’ monocorde,per poi però riprendere quota nelle sequenze finali in cui l’egocentrica pazzia di Volontè esplode di nuovo in maniera fragorosa.Gioiello dimenticato da recuperare assolutamente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  19/06/2009 20:10:16
   9 / 10
Splendido poliziesco di Carlo Lizzani, il film è tra i migliori italiani del genere. Cattivo, violento e molto realistico, con un taglio quasi documentaristico che dona alla pellicola un aspetto cupo e davvero triste, e inoltre questo differenzia "Banditi a Milano" da tutta una serie di poliziotteschi italiani buoni o pessimi che siano.
Tutto infatti è reale e veritiero, il film incute paura e tensione proprio perchè rispecchia alla perfezione la realtà. I movimenti della telecamera sono grandiosi in questo senso, essa è l'occhio dello spettatore che assiste immobile.
Tutta la sequenza della sparatoria è memorabile, con Volontè invasato che spara sulla folla e con tutti quei feriti innocenti, veramente da brividi.
La narrazione è impeccabile e le musiche perfette. Le interpretazioni sono eccellenti e in particolare (è quasi inutile dirlo) il magnifico Volontè, probabilmente il miglior attore italiano di sempre.
Lizzani si concentra sulle conseguenze sociali, sulla psicologia dei personaggi, tenendo comunque in grande considerazione l'azione e la tensione. Finale raggelante.
In Italia, tanti anni fa, si realizzavano questi grandi capolavori.

Alexein  @  13/04/2009 12:08:17
   9 / 10
Memorabile. Tra il documentario, la cronaca e il poliziesco Carlo Lizzani sforna un gioiellino del cinema cosiddetto di genere. Regia innovativa che amalgama perfettamente la caratterizzazione dei personaggi e la storia. Meraviglioso Volontè.

popoviasproni  @  29/09/2008 22:32:07
   8½ / 10
Solida e dura vicenda criminale ... realistica ... impietosa e tragica ... con un enfatizzato ma spumeggiante Volontè.
Complice una grande regia, fra i migliori del genere in quegli anni.

phemt  @  09/09/2008 09:18:43
   8 / 10
Poliziesco firmato Lizzani (finirà per fare da apripista al genere) che in realtà è molto di più… Violento, duro ed estremamente realistico, ispirato ad una storia vera si apre con un taglio prettamente documentaristico, poi racconta della malavita milanese mediante l’uso di flashback e si chiude con una fuga disperata che cela un finale amaro e abbastanza ambiguo (ma è tutto il film ad esserlo in realtà)….

Attenta la regia di Lizzani abile sia a tratteggiare i personaggi sia a gestire le diverse situazioni…

Banditi a Milano non è solo un poliziesco ma un accorato sguardo verso un particolare periodo storico italiano, non è la mera ricostruzione dei fatti ma è la visione di questi fatti da una certa angolazione sociale… Ci sono infatti i banditi ma ci sono anche i poliziotti, ci sono i borghesi che si divertono a fare scherzi ed ostacolare le indagini, c’è chi rischia la vita per la giustizia e chi pensa solo a recuperare la macchina che gli è stata rubata…

Grandissima prova del cast dove brilla il solito straordinario Volontè, bravo Don Backy (anche se ben lontano dalla prestazione maiuscola che ci regalerà in Cani Arrabbiati di Bava), molto in parte anche Lovelock…

Gran film, tutto in crescendo (personalmente non ho apprezzato tantissimo la prima parte) che esplode dalla scena della rapina finale in poi… Da vedere!

style  @  16/05/2008 23:21:41
   9 / 10
Spettacolo....
Volontè da paura in un film che è stato il capostipite di un genere (e uno dei vertici.)

superfoggiano  @  18/04/2008 19:27:24
   9½ / 10
Signori... giu il capello di fronte a questo filmacchione..
Volontè spacca lo schermo!

dgarofalo  @  01/04/2008 00:06:25
   8½ / 10
un poliziesco fatto a poliziesco ricostruito l'accaduto molto bene da lizzani e un gian maria volonte da paura
bello

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  26/03/2008 17:17:55
   8½ / 10
La ricostruzione delle gesta della Banda Cavallero, la rapina e la strage di civili inermi. E' la fine di un certo romanticismo intorno alla figura del bandito e il film è ispiratore delle pellicole successive di Fernando Di Leo sul mondo della malavita. Ottima la regia Lizzani e la prova di Gian Maria Volontè.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  18/11/2007 18:39:56
   9 / 10
Grandissima e meticolosa ricostruzione storica degli avvenimenti che seguirono l'ultima rapina della famosa banda "Cavallerissimo"....
Concepito con un largo uso del flashback(utilizzato per racconatare gli antefatti della banda)e caratterizzato da un'inizio documentaristico in cui il regista illustra i vari aspetti della malavita lombardo-piemontese,Banditi A Milano rappresenta una delle pietre miliari del cinema poliziesco italiano,da li a poco in procinto di espolodere con i film di Lenzi e Di Leo:oltre ad anticipare temi e situazioni,il film di Lizzani rappresenta uno spaccato fedele e conciso dell'Italia a cavallo dei primi anni 70,immersi nello scenario della terribile giornata di sangue da cui la sceneggiatura trae spunto.Notevole la prova del cast,con l'immenso G.Maria Volonte'ancora una volta padrone incontrastato della scena.Un'altro capolavoro del cinema italiano caduto da tempo nel dimenticatoio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento goat  @  17/08/2007 12:13:53
   9 / 10
il film di lizzani si basa su fatti realmente accaduti. con un taglio semi-documentaristico il regista analizza in maniera meticolosa le gesta della banda cavallero, e in particolare la loro ultima rapina al banco di napoli del '67, allargando la sua visuale di prospettiva sui costumi in mutamento ed evoluzione della criminalità in quel periodo.
la pellicola è molto realistica, terribilmente intensa; ed il cast annovera fra i suoi nomi vere e proprie leggende del cinema (di genere e non) protagonisti di dozzine di film del periodo. basti pensare a milian, lovelock, don backy o il camaleontico volontè, se non il miglior attore italiano di sempre uno dei primissimi.
finale ambiguo, per questo antenato e prototipo del poliziesco ma anche molto di più.

Invia una mail all'autore del commento testadilatta  @  02/07/2007 13:45:35
   9 / 10
Dal titolo può sembrare uno dei tanti poliziotteschi degli anni '70.
Ma non lo è.
Qui c'è una denuncia, una constatazione della realtà sociale e politica di quegli anni, un approfondimento dell'inciviltà e dei malcostumi italiani (che non finiranno mai, al massimo mutano).
Il regista non è fra i miei preferiti ma in questo film è in stato di grazia.
Riesce a calibrare i momenti più riflessivi con quelli più tesi, valorizza i dialoghi e approfondisce bene i personaggi.
Certo che senza il migliore attore italiano mai esistito, Gian Maria Volontè, forse questo film sarebbe stato inferiore.
Anche Don Backy, cantante che si prestava a ruoli da bandito pazzo (vedi Cani Arrabbiati-Semaforo Rosso di Bava), recita bene.
Scena memorabile: Volontè dopo la rapina, in fuga con l'auto per la città, spara scatenato sulla folla, urlando : CHICAGO ANNI '30!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Gruppo COLLABORATORI Aenima  @  03/04/2007 02:03:37
   10 / 10
Signore e signori: il capolavoro.
Scordatevi per un attimo i vari Lenzi, Martino, Di Leo, Castellari, e tutti gli altri artigiani che (a ragione) hanno recentemente avuto modo di godere della (ri?)trovata gloria per tendenza modaiola...Qui (e ve lo scrivo con tanto di bava alla bocca) siamo su altri livelli.
Lizzani non stravolge le determinanti onotlogiche del genere che affronta (non per un secondo si è portati a pensare di assistere a qualcosa che trascende dal più classico "poliziottesco") ma blocca l'azione, evidenzia le sfumature sociali/paesaggistiche e delinea un approccio narrativo quantomeno originale...Risultato: superbo.

Il film inizia con una panoramica di massima sulla "scenografia" che farà da sfondo alla vicenda; una sorta di reportage documentaristico volto a evidenziare gli aspetti più infimi della realtà pubblica nell'Italia del nord: l'omertà regna sovrana e per l'uomo della strada vale la regola "guarda sempre dall'altra parte"...Almeno fino al 25 settembre 1967...
Da questo punto in poi è puro genio: Volontè sovrasta la massa dei soliti noti con un'intepretazione decisamente straripante per il genere in cui si colloca...Lizzani, poi, dosa saggiamente gli ingredienti messigli a disposizione dalla cronaca nera, soffermandosi più sulla caratterizzazione dei personaggi che non sull'azione, ma riuscendo comunque nell'intento di evitare bruschi cali di tensione e di ritmo.

Finale amarissimo, provocatorio e (lo dico perchè fa molto fico) filofascista, per l'ennesimo capolavoro misconosciuto del nostro cinema.

2 risposte al commento
Ultima risposta 03/04/2007 08.23.08
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