Recensione agata e la tempesta regia di Silvio Soldini Italia 2003
al cinemain tvanteprimearchiviotrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedchatmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta
love

Recensione agata e la tempesta (2003)

Voto Visitatori:   7,00 / 10 (37 voti)7,00Grafico
Dimensione testo: caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

locandina del film AGATA E LA TEMPESTA

Immagine tratta dal film AGATA E LA TEMPESTA

Immagine tratta dal film AGATA E LA TEMPESTA

Immagine tratta dal film AGATA E LA TEMPESTA

Immagine tratta dal film AGATA E LA TEMPESTA
 

Il tema della ricerca della propria identità già affrontato in "Pane e Tulipani" ritorna in questa nuova pellicola di Soldini.
Qui alla ricerca del nuovo sè stesso è un uomo: l'architetto Gustavo (Emilio Solfrizzi) che viene a sapere improvvisamente di essere stato adottato. Ma altri temi e altre vicende si intrecciano in questo film.
Agata la protagonista vive protetta nella sua libreria accanto ai suoi amati libri autentici coprotagonisti del film ma l'amore è in agguato con il volto di un giovane frequentatore della libreria.
L'altro protagonista è Romeo (Beppe Battiston) cialtrone dal cuore buono innamorato della moglie disabile ma anche delle belle donne e anche lui con un sogno: costruire un vivaio.

Solare e coinvolgente nella girandola di avvenimenti ora comici ora drammatici il film si regge molto sull'ottima prestazione dei tre protagonisti fratelli d'elezione Maglietta, Battiston e Solfrizzi.
Colpisce la scelta del colore sempre molto caldo, i protagonisti sfoggiano sempre abiti molto colorati e anche gli abiti (Romeo è un rappresentante di indumenti) hanno una parte importante del film.
Bravissima la caratterista che interpreta il ruolo dell'anziana geometra capace di esprimersi quasi esclusivamente con il gergo delle lettere commerciali.

I tre protagonisti che sembrano vivere ben legati a precisi ruoli imparano a lasciarsi andare e a seguire il cuore e l'istinto più che la razionalità. Al di là delle vicende a volte drammatiche a volte paradossali narrate dal film, ci si vuole soffermare sull'importanza data dal regista ai libri. Il giovane corteggiatore della protagonista (un convincente Claudio Santamaria) vince le sue tenui resistenze dimostrandosi un insaziabile divoratori di libri e viene soprannominato giovane Werther per il suo struggimento amoroso, Romeo il coprotagonista che aveva letto solo Ivanohe finisce anche lui colpito dalla febbre per la lettura e si scopre a leggere 'Il Grande Gatsby' insieme ad una amante occasionale. Letteratura, feuilleton si inseguono continuamente.
Agata vive la sua vita e alle volte confonde la realtà con le vicende lette in qualche romanzo, seduti sulle sdraio i personaggi leggono libri tra i più vari e il libro è anche l'amico silenzioso delle notti insonni di Agata elettrica al punto da far saltare la luce ovunque. Ci si scopre nella sala a tentare di scoprire i vari libri letti dai protagonisti e a cercare di identificare i motivi delle loro scelte letterarie.

Un lungo spot subliminale che spinge ad entrare in libreria appena usciti dalla sala cinematografica.
Grazie anche per questo!

Commenta la recensione di AGATA E LA TEMPESTA sul forum

Condividi su Facebook Condividi recensione su Facebook


Recensione a cura di peucezia - aggiornata al 08/03/2004

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico


606089 commenti su 19253 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Speciali

Speciale CHARLIE CHAPLINSpeciale CHARLIE CHAPLIN
A cura di amterme63



Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net
Dove siamo? Scoprilo qui!