the taking of deborah logan regia di Adam Robitel Usa 2014
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the taking of deborah logan (2014)

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locandina del film THE TAKING OF DEBORAH LOGAN

Titolo Originale: THE TAKING

RegiaAdam Robitel

InterpretiJill Larson, Anne Ramsay, Michelle Ang, Ryan Cutrona, Anne Bedian

Durata: -
NazionalitàUsa 2014
Generehorror
Al cinema nell'Ottobre 2014

•  Altri film di Adam Robitel

Trama del film The taking of deborah logan

Mia Medina sta preparando la sua tesi di dottorato in medicina. Avendo come tema centrale il Morbo di Alzheimer, Mia decide di seguire Deborah Logan una paziente, affetta dal terribile Morbo e di documentare il progredire della malattia. Cosý si trasferisce a casa della paziente e inizia a filmare Deborah Logan e sua figlia Sarah che le fa da infermiera. Ma presto iniziano ad accadere inspiegabili eventi a Deborah, che poco si collegano con la malattia di cui soffre. Qualcosa di malefico sembra essere entrato nella vita di Deborah. Ma cos'Ŕ?

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Voto Visitatori:   6,16 / 10 (16 voti)6,16Grafico
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Voti e commenti su The taking of deborah logan, 16 opinioni inserite

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jason13  @  01/05/2020 19:20:40
   5 / 10
Tanta noia...puo' essere che questi mockumentary mi hanno stancato e pure i film sulle "possessioni". Veramente un prodotto che non aggiunge altro.

Jokerizzo  @  17/03/2020 10:28:49
   9 / 10
Mi ha terrorrizzato...sarà l'effetto mockumentary che rende il tutto più realistico, sarà la bravura della protagonista...non lo so..fatto sta che una visione se la merita.

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/03/2020 10.29.17
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Macs  @  30/08/2018 19:26:38
   6 / 10
Un po' fastidiosa la camera a mano, un po' troppo frenetico il ritmo. Insomma il mockumentary potevano gestirlo meglio, per il resto il film è sufficiente e qualche spavento lo strappa. Interessante il passaggio da malattia a possessione e carina la scena finale della Deborah che si "apre" a nuove esperienze culinarie. Guardabile giusto una volta, non lo rivedrei.

GianniArshavin  @  21/05/2017 14:31:46
   6½ / 10
Interessante mockumentary a sfondo demoniaco, diretto dall'esordiente Adam Robitel con protagonista una straordinaria Jill Larson.
Il film prova a proporre qualcosa di nuovo in un sottogenere ormai saturo, sfruttando il tema del Morbo di Alzheimer e miscelandolo con l'orrore con il proseguire della storia.
La vicenda parla di una giovane studentessa che sta preparando la sua tesi sul Morbo di Alzheimer e decide di seguire la vita e la quotidianità di una donna affetta dalla malattia, ottenendo questa possibilità promettendo alla figlia della donna, in difficoltà economiche, un lauto compenso. Purtroppo, col passare dei giorni, la malata inizierà a manifestare atteggiamenti e sintomi ben lontani da quelli tipici del suo problema.

Questa premessa giustifica quasi totalmente l'uso perenne della camera, punto debole di questo stile di regia. Nel complesso The taking of Deborah Logan è un film abbastanza credibile, che nel suo climax in crescendo convince senza scadere in modo banale nei cliché e nelle stupidaggini.
La prima parte è indubbiamente la più curata, con la stessa malattia che viene trattata con intelligenza e senza peccare di superficialità. Col passare dei minuti i segni del Morbo e della possessione iniziano a mescolarsi in modo plausibile, un parallelismo che intriga e che riesce a ricreare anche delle belle sequenze di tensione.

Il film, ad un certo punto, vira totalmente verso l'horror e qui iniziano i cliché e il riciclo di situazioni già viste: tutto resta abbastamza interessante e il finale, per quanto posticcio e derivativo, colpisce in modo abbastanza efficace; tuttavia, l'aver abbandonato l'ambiguità della prima parte, danneggia parzialmente il risultato conclusivo.

Tecnicamente Robitel non gira male, almeno non ci sono riprese da mal di mare messe lì a casaccio tanto per creare confusione. Gli attori rispondono in modo convincente, con la già citata Jill Larson in grande spolvero in un ruolo inquietante e sofferente.

Nel complesso The taking of Deborah Logan è un film horror non male, che parzialmente rifugge i soliti stilemi tipici di questo genere. Ha molti difetti e forse gli spettatori più esperti in materia potrebbero trovarlo eccessivamente derivativo; nonostante ciò una visione la vale, essendo comunque dotato di qualche interessante spunto sia sotto il profilo dei temi che per quanto concerne gli spaventi.

ferzbox  @  19/08/2016 16:42:50
   4½ / 10
E qui mi diverto.....
Cominciamo dalla locandina, quella che viene mostrata nella scheda di Filmscoop; che dice? ..."Dai produttori di X-MEN e TRICK OR TREAT..."......
...mmm....vada per TRICK OR TREAT, ma certo vedere la scritta "X-men" per associarla, in termini di spot, ad un Mockumentary orrorifico non è che sia proprio il massimo...a già cominciamo male......

Poi c'è un incredibile coincidenza; ho visto da poco "Lake Mungo", un mockumentary non proprio splendido ma interessante per il realismo che ricrea, senza alcuna scena stereotipata da "Jumpscare", molto documentaristico, come fosse stato uno speciale televisivo su una tremenda tragedia, condito con qualche elemento inquietante ma pur sempre abbastanza veritiero....
Ora....questo "The taking of Deborah Logan" mi ha fatto incazzàre sul serio perchè vorrebbe dare la stessa atmosfera realistica rivelandosi invece tremendamente stupido, molto più di quanto non lo siano i mockumentary commerciali sin dall'inizio("Paranormal activity", "L'ultimo esorcismo", "Necropolis" e così via)....sapete perchè?....perchè parte che non lo sembra affatto; parte in un modo che sembra voglia mostrare qualcosa di mai visto, di più realistico, drammatico, misterioso....e invece poi diventa peggio di quelli che ho citato, con le solite *******lle da "Jumpscare" e le solite cazzàtelle messe li perchè collaudate da tempo.......i soliti ingredienti funzionali per accontentare la massa.....
Però di una cosa devo essere grato a questo film.....mi ha fatto capire come individuare i mockumentary che fanno cagàre.....

.....CORRIDOIO BUIO.....
I due camminano nell'oscurita per seguire il "soggetto strano X(posseduto? fantasma?)
.....non lo trovano.....
PSSS....MICHAEL(nome a caso), DOVE SI TROVA, LA VEDI?

NO....MA SENTO DEI RUMORI...VADO A VEDERE....
Soggettiva sempre del corridoio buio illuminato dalla torcia.....
PSS....PAMELA(la compagna e sempre nome a caso) VIENI QUI, MA CAMMINA PIANO....
Pamela si avvicina con l'inquadratura che mostra Michael davanti a qualcosa e con lo sguardo inorridito...
CHE SUCCEDE MICHAEL?
GUARDA....
Pamela guarda verso quella direzione e vede "Lei"(o lui è indifferente....insomma vede la/il posseduto o il fantasma) che sta girato di spalle mostrando la schiena, senza fare nulla, immobile....
PAMELA, TU RESTA QUI, IO MI AVVICINO E PROVO A SCUOTERLA
MICHAEL STA ATTENTO TI PREGO....
Allora Michael si avvicina con circospezione fino a toccare il braccio di lei che si gira e fa uno strillaccio.....oppure da di pazzo,....oppure comincia a storcere il corpo....oppure si butta per terra......


Va bhè, quando ci sono ste scene, 8 volte su 10, si potrebbe tranquillamente spegnere la televisione e andare a fare altro....purtroppo io sono un masochista e mi piace vedere un film dall'inizio alla fine, bello o brutto che sia.......
....ma la tentezione a volte è forte.......

....Hanno rotto li cojoni.....

horror83  @  17/12/2015 21:48:02
   8 / 10
Davvero bello questo film horror. mi è piaciuta l'idea dell'alzheimer quando invece si trattava di altro. inquietante, girato bene, e bel finale. belli anche i disegni della signora che disegnava una figura nera fuori dalla finestra che si avvicinava sempre più.

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gianni1969  @  09/10/2015 11:46:15
   6½ / 10
Buon inizio, poi cala un po, ma mantiene una certa inquietudine. Molto brava l"attrice

alex94  @  23/07/2015 17:15:15
   5½ / 10
Ennesimo found fotage americano che inizia in modo piuttosto interessante ma che poi purtroppo si sviluppa in modo classico e non troppo coinvolgente tirando fuori come al solito la solita spiegazione sovrannaturale,abbastanza banalotta anche se migliore di tante altre.
La prima parte del film è sicuramente la migliore,riesce a risultare abbastanza angosciante e realistica,grazie sopratutto alla splendida interpretazione di Jill Larson nei panni della malata di Alzheimer,parte tutt'altro che semplice.
Risulta invece,come già detto,tutt'altro che convincente la seconda parte,nella quale inoltre peggiorano purtroppo oltre alla storia anche la regia e la fotografia.
Una visione gli si può concedere tranquillamente,non è noioso,non troppo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  13/06/2015 22:27:59
   6 / 10
Arriva alla sufficienza come qualità, non è da bocciare perchè lo spunto iniziale è interessante, ciò che propone nella sostanza è il dubbio di dove dove finisca la malattia e dove inizia la possessione. Ci si pone in una situazione problematica che può avere ripercussioni ambivalenti, giocando anche con i clichè del genere ed una messa in scena efficace, dalla narrazione fluida, in cui per buona parte del film non si riscontrano le solite pesantezze registiche da mockumentary. Inoltre c'è l'ottima intepretazione della Larson, perfetta nel ruolo, volto scheletrico e fisico smagrito che offre una buona credibilità sia da malata di Alzheimer che successivamente da posseduta. I difetti sono nella parte finale quando con il definitivo sconfinamento nel demoniaco, le pesantezze di cui dicevo rendono il film meno sostenibile e decisamente confusionario, peraltro condite da un finale fiacco e scontato. Peccato perchè per buona parte del film riesce ad essere inquietante, utilizzando al meglio anche le location.

Jolly Roger  @  23/05/2015 11:18:22
   6½ / 10
Deborah Logan è una signora anziana, affetta dal Morbo di Alzheimer. Vive con il proprio anziano compagno e con la figlia Sarah, nella provincia americana. La famigliola non ha molti soldi, perciò la figlia convince madre e patrigno ad accettare che un programma televisivo, che tratta appunto di malattie, possa seguire passo passo il caso della madre.
La troupe arriva sul luogo, fanno conoscenza con la famiglia, fanno interviste con la madre, con i suoi dottori, parlano della vita passata, dei ricordi, della malattia…
Ma questa malattia è troppo aggressiva e ha una progressione troppo veloce per trattarsi di Alzheimer: Deborah si comporta in modo strano, riesce a compiere azioni che superano le forze umane ed assume comportamenti violentissimi nei confronti degli altri (tanto pericolosi che un tecnico della troupe lascia il lavoro).

The Taking of Deborah Logan è un mockumentary, come ormai sono moltissimi horror moderni. A me personalmente questa tecnica piace; trovo che riesca a proiettare lo spettatore direttamente nel film, conferendo a quest'ultimo un'intensa dose di veridicità, anche se questa non è mai parallela alla credibilità. il film ha il pregio di trattare il tema della possessione da un'angolazione diversa, almeno nella prima parte, nella quale si alternano i devastanti effetti della malattia reale con l'inquietudine generata dal sospetto che, in quello sguardo allucinato e cattivo dell'anziana, si possa nascondere qualcosa di ancora più spaventoso.
L'interpretazione di Jill Larson è perfetta: il demonio che ha negli occhi non è di quelli malignamente sardonici, ma è arrabbiato e spietato. Difficilmente ci si dimentica di questo personaggio.
Un film che consiglio vivamente. Non è il massimo dell'originalità, deve sicuramente qualcosa a REC come si dice nel commento precedente, ma è un film adattissimo per una serata.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  20/05/2015 09:53:37
   6½ / 10
Deborah Logan è un'anziana signora affetta Alzheimer assistita dalla figlia Sarah. Le due donne versano in condizioni economiche precarie. La mancanza di denaro le induce ad accettare la presenza di una troupe televisiva in casa, interessata a girare un documentario sugli effetti devastanti del morbo in cambio di un bel gruzzolo.
Trattandosi di horror sarà inevitabile scoprire dietro al già disperato caso clinico qualcosa di ancora più terrificante; e qui si entra nel campo della possessione, fortunatamente demoni e affini vengono lasciati fuori dalle scatole, e il tema, pur non risultando originale, offre una soluzione più "fresca" collegata al vissuto della malata.
Non è il solito found footage, o per lo meno, le caratteristiche tipiche del genere vengono ignorate almeno fino alla mezz'ora finale, ovvero il momento più debole. Il soprannaturale esplode senza mezzi termini e la storia, pur offrendo qualche scena discretamente tesa, finisce con lo scadere nel già visto tra riprese da mal di mare e un'oscurità penetrata unicamente dalla luce della solita mdp, ovviamente sempre accesa e in grado di riprendere non si sa come.
C'è da ammettere che il ritmo rutilante induca una certa indulgenza verso l'appiattimento di idee presente nel finale, tra l'altro comprensivo di un chiaro debito a "Rec".
In precedenza Robitel lavora bene seguendo un canovaccio sensato, in cui lo sprofondare verso il baratro della Logan non offre il fianco a forzature clamorose, in una visione d'insieme soddisfacente sia dal punto di vista formale che dei contenuti.
Giusto sottolineare la prova di Jill Larsen: attrice nota soprattutto per la lunga militanza in serie tv, completamente a suo agio in un ruolo in cui la sua eleganza senile viene deturpata senza scrupoli.

BlueBlaster  @  20/05/2015 01:33:49
   5½ / 10
Amaro in bocca per l'occasione sprecata.
Lo spunto di unire la malattia alla possessione era ammirevole, specie se la malattia in questione è il Morbo di Alzheimer che negli ultimi tempi pare abbia preso piedi nell'essere affrontato dal Cinema.
Trattasi di un mockumentary e quindi già non ero felicissimo ma la serietà con cui si svolge la prima parte e la bravura della protagonista malata mi avevano catturato.
Iniziano a manifestarsi strani fenomeni ed il film si accosta già troppo a "Paranormal Activity" e compagnia bella con tanto di jumpscares...ma ancora rimanevo dell'idea che il film aveva qualcosa da dire e che la sceneggiatura poteva rivelarsi originale.
Ecco qui che spunta la possessione con pure l'uso di CGI dozzinale, come non bastasse sbuca fuori una nuova sottotrama mistery con il passato che riaffiora ed una marea di cliché...a sto punto ho perso ogni speranza e sono scivolato sino alla fine fregandomene di ogni spavento avevano calcolato di propinare o ogni colpo di scena arrivasse perché tanto ormai era scaduto nel classico schema!
Sia chiaro che non è uno schifo di film tipo "Ouja" perché qui ci sono delle buone prove degli attori, qualche sequenza niente male a livello di tensione ed appunto un soggetto di base rispettabile. Però la potenzialità del connubio malattia-horror è andata sprecata in buona parte.

marfsime  @  17/05/2015 15:21:51
   6 / 10
Insomma non mi ha convinto a pieno. Un film del genere e con questa tematica dovrebbe inquietare e far paura..ed invece a parte un paio di scene notevoli nel finale non riesce mai a trasmettere quel giusto carico di angoscia e terrore. Intendiamoci si può tranquillamente guardare..ma non aspettatevi nulla di particolare.

lupin 3  @  14/05/2015 02:44:33
   5 / 10
Niente di eclatante.

topsecret  @  12/05/2015 16:53:31
   6 / 10
Esordio alla regia per Robitel che gira un found footage abbastanza ben articolato, anche se lontano dall'essere originale o proporre qualcosa di veramente innovativo. D'altronde il genere è quello che è e non pare possa regalare chissà quali novità. Purtroppo THE TAKING OF DEBORAH LOGAN non riesce a proporre tanti momenti da brivido puro: la narrazione degli eventi ha sì una discreta carica tensiva, ma lo spettatore più smaliziato non subirà alcun fascino sinistro (mentre quello che si avvicina al genere per la prima volta avrà di che divertirsi) anche se ci sono momenti e location interessanti. Le scene girate la buio sono ovviamente quelle che fanno più sostanza, ma anche il viso consumato e spiritato di Jill Larson riesce ad instillare il giusto effetto, calamitando l'attenzione di chi guarda regalandogli una visione che tutto sommato non dispiace.

Invia una mail all'autore del commento ziokartella  @  10/11/2014 13:07:56
   6 / 10
Il fatto che ci fosse dietro cotanta produzione mi ha fatto sospettare che questo mockumentary-found-footage non fosse proprio una sola come l'80% dei suddetti.....i fatti mi hanno dato ragione.


Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Intendiamoci, non si tratta di un cult o di un capolavoro, ma è un film che regala momenti di tensione e situazioni di terrore puro a livello del primo REC o del finale di THE BLAIR WITCH PROJECT, imperdibile per gli amanti del genere.

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