midsommar - il villaggio dei dannati regia di Ari Aster Usa 2019
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midsommar - il villaggio dei dannati (2019)

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locandina del film MIDSOMMAR - IL VILLAGGIO DEI DANNATI

Titolo Originale: MIDSOMMAR

RegiaAri Aster

InterpretiFlorence Pugh, Jack Reynor, William Jackson Harper, Will Poulter, Vilhelm Blomgran, Archie Madekwe, Ellora Torchia

Durata: h 2.20
NazionalitàUsa 2019
Generehorror
Al cinema nel Luglio 2019

•  Altri film di Ari Aster

Trama del film Midsommar - il villaggio dei dannati

il film racconta di una coppia che arriva in Svezia per far visita a un amico che abita in un villaggio di campagna per festeggiare con lui la tradizionale festa di mezza estate. La festa dove capitano i due è speciale: dura nove giorni e si svolge una volta ogni novant'anni. Ed è speciale anche perché assumerà presto dei contorni disturbanti e inquietanti, legati al culto pagano praticato in quelle zone.

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Voto Visitatori:   6,31 / 10 (40 voti)6,31Grafico
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Voti e commenti su Midsommar - il villaggio dei dannati, 40 opinioni inserite

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Thorondir  @  30/05/2020 14:33:35
   7½ / 10
Il secondo film di Aster è un'opera complessa. Se ritornano alcuni temi del precedente Hereditary, dalla rottura del rapporto intra personale all'inclinazione depressiva-distruttiva, quì in Midsommar il tutto viene esplicato in un film di esterni e di ritorno al passato, dove la comunità hippie/pagana/vichinga e i suoi rituali richiama il mondo del fondamentalismo contemporaneo e come la forza del fondamentalismo religioso possa riuscire a plasmare le menti di chi vi è immerso (la giovane ragazza) mentre fa rifuggere chi lo guarda da fuori (noi spettatori, che smettiamo di empatizzare con questa comunità dopo la devastante, e bellissima, scena dalla rupe). Il film quindi si autoavviluppa lungo questo crinale del rapporto tra uomo e religione per raccontare anche la rottura del rapporto amoroso tra i due protagonisti (già in crisi all'inizio).

Un film molto interessante ed estremamente coraggioso (chi oggi può girare un horror sui generis di due ore e mezza all'aperto e sempre alla luce del sole, parlando di antropologia e riti pagani?) ma a tratti ho avuto l'impressione forte di un film in cui la forma visiva mangiava la sostanza, perchè la sceneggiatura, anche richiamando aspetto ironici e clichè del genere (il ragazzo stupido, il solito gruppo di amici che si ritrova invischiato nei casini) non ha la forza di reggere quell'impianto visivo e registico che forse è il vero dominus del film di Aster.

Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  19/05/2020 09:49:08
   5½ / 10
Se a questo film, visto anche il soggetto tutt'altro che originale, togli l'aspetto estetico diventa uno dei mattoni più pesanti degli ultimi 20 anni, film allungato da un milione di riti e cantilene inutili, dialoghi banali, è un film senza spina dorsale che si perde inevitabilmente nel nulla e non aggiunge niente al genere del quale The Wicker Man del 1973 rimane ancora la pellicola più rappresentativa.
Midsommar ha gli stessi difetti di Hereditary sostanzialmente, Aster dovrebbe ripulire un pò il suo cinema, renderlo più minimale, visto il suo senso estetico, ne gioverebbe assai. Non sufficiente.

zerimor  @  30/04/2020 14:53:52
   6½ / 10
Secondo me decisamente meglio rispetto a "Hereditary". Midsommar è delirante, disturbate, folle in ogni sua sfaccettatura. Alcune sequenze centrano il bersaglio e sanno restituire la giusta "dose" di inquietudine. Regia e sonoro discreti, sceneggiatura così e così. Nel complesso non mi è dispiaciuto... pensavo peggio francamente, anche alla "luce" della longevità della pellicola.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  18/04/2020 13:21:22
   9 / 10
L'estetica (impressionante) e i sottotesti (mai banali) di Ari Aster.
Secondo film (dopo Hereditary) secondo capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  01/04/2020 00:21:58
   7 / 10
Ari Aster si conferma un regista capare di creare inquietudine continua mostrando immagini forti e difficili da dimenticare in un contesto pacifico, apparentemente familiare. Come questa accogliente gente di un villaggio della provincia Svedese.
Fin da subito si capisce che qualcosa non va, ma il procedimento in salita non è cosi banale. Prevedibile se vogliamo ma mai banale...
Qualcosa che mi ha convinto poco c'è...tipo il comportamento dell'amico che porta il gruppo in questo villaggio, la natura del suo gesto resta nascosta e lui stesso sparisce mano a mano che il film va avanti.
Consigliato.

jonquerido  @  27/03/2020 23:46:06
   2 / 10
Una palla atomica di incredibile pesantezza.
Non succede nulla e quel poco ad una velocità rallentata soporifera
Sono rimasto sveglio solo nella speranza che succedesse qualcosa ma niente.

Ma poi il senso di questa storia?
Che ci sono comunità che vivono di riti pagani più o meno fantasiosi in sintonia con la natura?

DankoCardi  @  18/03/2020 00:09:09
   4 / 10
Non conoscevo questo film, ne ho letto solo qui su Filmscoop ed incuriosito ho deciso di vederlo. La prima domanda che nasce spontanea è: perchè? Perchè fare una storia così inutilmente e snervantemente lunga? Soprattutto riguardo un soggetto così prevedibile e stra-abusato: la solita idea di un gruppo di ragazzi che vengono accolti in un villaggio dove gli abitanti sono tutti gentili e vivono in condizioni retrograde ancora a contatto con la natura ma....
Già la pellicola è prevedibilissima di suo e non offre dialoghi particolari o situazioni particolarmente incisive ma solo scene dilatate allo stremo; forse possono risultare leggermente interessanti i simbolismi ed i rituali ancestrali ma alla fine non si assiste assolutamente a nulla di nuovo. Ari Aster poi all'inizio sembra voler fare il Quentin Tarantino dell'orrore (ma questo non è nemmeno un film dell'orrore) con lunghi piani sequenza, in seguito si cimenta in diversi giochi di regia (mi riferisco all'arrivo dei ragazzi al villaggio) ed infine la sua direzione diventa del tutto statica. C'è anche un pò di sangue e qualche nudo ma sono solo gocce che si perdono nell'oceano di noia che è questo film. E non mi si venga a dire che l'intento del regista non era quello di girare un horror perchè vedendo questo film come un dramma che vorrebbe scavare nei rapporti parentali il giudizio è identico. A non vederlo si risparmiano quasi 2 ore e mezzo di vita!

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Ultima risposta 18/03/2020 15.34.20
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Noodles71  @  15/03/2020 14:08:56
   7 / 10
Secondo film di Ari Aster e ancora una volta dopo averlo visto rimango turbato emotivamente come mi era accaduto con Hereditary. Horror psicologici che si distaccano dalla categoria creando un modello "sui generis" affrontando tematiche non originalissime in maniera visionaria e disorientante. Figura centrale il personaggio di Dani interpretato ottimamente da Florence Pugh brava a caratterizzare la ragazza vittima di un grave lutto traumatico e di un rapporto problematico con il fidanzato che invitati da un loro amico si recano con altri due colleghi universitari nel villaggio di Harga scoprendo le antiche tradizioni dei suoi abitanti legate al Midsommar, la festa di mezza estate che si celebra realmente in Svezia. Film lungo che inevitabilmente diventa a tratti pesante e lento ma che merita sicuramente una visione.

Bartok  @  13/03/2020 09:48:12
   4½ / 10
Film particolare, ambizioso, ma personalmente non ho gradito le scelte del regista, è troppo lento e con una durata eccessiva, molte scene sono uguali e potevano tranquillamente essere rimosse, gli attori nulla di che, c è sicuramente qualche bella scena ma non basta a salvare il tutto..

floyd80  @  11/03/2020 14:43:10
   5 / 10
Lungo e ovviamente noioso. Capisco che vuoi far entrare nel mood giusto lo spettatore, ma dopo il ventesimo rito di tradizione svedese, in cui cantano e si muovono come degli ubriachi alla festa di San Patrizio, ti viene voglia di buttare il cursore avanti e vedere giusto il finale.
Gli attori non aiutano.
Non è tutto da buttare, sia inteso, alcune scene si salvano e riescono a disturbare ma sono fuochi di paglia in un mare di ??????

Scuderia2  @  08/03/2020 10:50:34
   8 / 10
Alcuni ragazzi americani partono per una vacanza studio in Svezia.
C'è un Festival con una buona lineup di artisti, una discreta offerta enogastronomica di pozioni magiche e peli pubici, e il tutto sembra prestarsi bene per un approfondimento antropologico-ancestrale da buttare poi sulla tesi.
Non sanno che li aspetta uno slasher rurale dove la gente muore male alla luce del sole.
Tutto bello, tutto floreale, ma cerchiamo di renderci conto che tra 90 anni questa Sagra non si farà.
Perché qualcuno dovrà andare in fondo a sta storia che 4 ragazzi sono scomparsi mentre presenziavano alle gesta di un branco di sballati vestiti di bianco che danzano allegramente e grigliano anziani.

Il regista e da tenere d'occhio.
Dai servizi sociali sicuro, dal pubblico pure.
Gli piace riprendere la gente riflessa e cambiare lo spazio/tempo tenendo fisso il soggetto.
Ma è chiaro che ha un debole per la resistenza meccanica dei crani.
E per il Mahjong anche.
Comunque ci sono davvero delle scene potentissime.
Tutto l'incipit del gas, la rupe, le riprese aeree, le marionette.

Fai a modo, Aster.

federicoM  @  16/02/2020 00:47:52
   5½ / 10
Horror è un parolone. Più che altro fa venire il nervoso e non desideravo altro che si paracadutasse Rambo e li facesse fuori tutti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  13/02/2020 11:38:51
   5½ / 10
Se in " Herditary" la ricerca di un nuovo linguaggio orrorifico funzionava bene, in questo "Midsommar" Ari Aster alza in modo esagerato l' asticella congegnando un racconto inutilmente pretenzioso e zeppo di sfumature che anziché dare più sostanza al progetto, finiscono con l' appesantire mortalmente uno script già tremendamente prolisso.
Ancora una volta sono centrali le relazioni umane, in primis il rapporto di coppia contestualizzato in uno stato sociale in cui il folklore è predominante tanto quanto l' alienazione della comitiva ospite nei confronti di certa antropologia "primordiale".
La comunità isolata e dedita a strani rituali è già stata sfruttata abbastanza, Aster consapevole di ciò cerca di offrirne una lettura meno convenzionale possibile ma purtroppo finisce con l' annoiare. C' è un che di grottesco molto fastidioso, oltre ad un voler uscire dagli schemi senza in realtà trovare mai l' escamotage vincente. Il regista conferma la mano fatata per il gusto dell' inquadratura, la composizione delle scene e la scelta delle scenografie, anche l' idea di far scorrere il sangue in un luogo così soleggiato e colorato piace seppur tutt'altro altro che innovativa, ma se da una parte la tecnica di Aster è un valore aggiunto, dall' altra il racconto si trascina nella quasi totale assenza di tensione, fino a raggiungere un climax discreto ma tutto sommato prevedibile e quindi disinnescato della sua ferocia.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Zazzauser  @  12/02/2020 14:55:23
   6 / 10
Ad Ari Aster va riconosciuta l'ambizione di svecchiare l'horror, privandolo di molti suoi tratti tradizionali, imponendo una propria autorialita' e manifestando una cifra stilistica sempre ben presente. Il suo cinema, anche a vedere il suo precedente Hereditary, ruota attorno alla relazioni interpersonali, alla famiglia, all'elaborazione del lutto e al significato del rito.
L'orrore in Midsommar sta nell'angoscia del vivere quotidiano, quando il trauma - insuperabile - diventa malattia mentale. Diventa dipendenza affettiva, fobia dell'abbandono, prigione eretta dal senso di colpa. E cerca la sua "soluzione" nell'occulto e nel potere catartico e liberatorio del rito. L'orrore e il dramma si manifestano senza fretta, senza spettacolarizzazione, ma quando si manifestano sono dei veri pugni nello stomaco per crudeltá e violenza. La morte a Herga ha mutato totalmente il suo significato, e proprio per questo la si mette in atto - e la si mostra - senza alcun tipo di edulcorante.
L'ambizione e' tanta, sulla carta funziona tutto bene, ma il risultato non e' soddisfacente. Midsommar si trascina per 140 minuti in maniera lenta e anticlimatica, senza mai catturare veramente l'attenzione dello spettatore, con alcuni passaggi narrativi privi di senso (le sparizioni degli amici in primis). Forse proprio nell'ambizione di svuotare l'horror di alcuni dei suoi topoi, di contaminarlo con altri generi (il dramma) e di elevarlo a lettura antropologica/culturale dell'essere umano, Ari Aster finisce per partorire un ibrido poco coinvolgente e fin troppo dilatato. L'attenzione e' puntata molto - troppo - sulla messinscena, sull'efficacia visiva, sui movimenti di macchina, e troppo poco su come rendere accattivante il fluire degli eventi.
Peccato perche' con tali premesse avrebbe potuto essere un gran film

Spera  @  12/02/2020 14:18:51
   8 / 10
Quando vidi il primo film di Aster ne rimasi deluso.
Era stato alzato un polverone per un buon film ma non il capolavoro di cui si parlava.
Troppo infarcito di ca.cate sotto il piano della sceneggiatura e nemmeno così originale (ancora con ste sedute spiritiche?).
Però ho riconosciuto nel regista tante qualità che mi hanno convinto a guardare questo secondo titolo.

Secondo me siamo su un'altro pianeta.
Più maturo registicamente parlando e con una sceneggiatura più solida anche se non priva di forzature.
Il film mi ha tenuto incollato alla sedia e non parlerei nemmeno di film horror (c'è troppo poco) ma più un thriller disturbante.
Notevole, sia in questo film che nel precedente, l'uso del sonoro che fa Aster: calibra benissimo le atmosfere facendo entrare e uscire la musica alla perfezione.
Anche gli effetti sonori sono molto curati e mixati stupendamente sulle immagini.
Attori niente di superlativo, nella norma; avrei preferito magari un venti minuti in meno in quanto nel finale, il film, si trascina un po' troppo ma comunque non penalizza il risultato finale.

Che dire? Un giovane talento da tenere d'occhio, con tutta la schifezza che serpeggia certi film sono oro.

Ovviamente roba che non trovi sui vari netflix, prime, eccetera che a livello cinematografico reputo inguardabili (se non per pochissime eccezioni).
Ma quand'è che faranno una piattaforma decente di cinema NON mainstream??
Se qualcuno ha qualche dritta mi illumini per favore...ma d'altronde ste piattaforme devono fare soldi e quindi la loro natura commerciale è pienamente giustificata.
Fosse per me morirebbero di fame, per quanto mi riguarda rimango alla ricerca con il lanternino di cinema un po' più ricercato e di livello.

Il resto è noia.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  11/02/2020 19:22:24
   6½ / 10
Questo è un film decisamente disturbante. Mentre lo guardavo, oltre ovviamente a "Wicker Man", mi tornava in mente "Hereditary" (salvo poi scoprire che in effetti il regista è lo stesso) anche se lo trovo riuscito meno. Qui c'è una partenza di forte disagio familiare (proprio come in Herediraty) e di manipolazione della protagonista, che, pur restando sullo sfondo, finisce per perdersi nella seconda parte nel villaggio dei cultisi svedesi. A parte la lunghezza estrema, dovuta ad una fin troppo dettagliata descrizione dei riti e della vita nel villaggio, mi è parso banalizzarsi nelle solite morti da horror americano, recuperando giusto nel finale. Immagini estremamente splatter dopo lunghi momenti di apparente calma aumentano lo straniamento, così come il loro effetto allucinogeno reso molto bene in computer graphic. Non male ma, a parte un paio di momenti molto ben riusciti, mi aspettavo di meglio.

markos  @  31/01/2020 23:03:43
   8 / 10
Dopo un po' di giorni di riflessione, devo dire che questo film è spiazzante. Non il solito horror, ma di più. Un film che ti cattura, peggio di come vengono coinvolti i protagonisti.
Non voglio dire altro. Vedetelo.

Jokerizzo  @  27/01/2020 12:03:02
   10 / 10
Seppur non originalissimo, dopo mesi e mesi io sono ancora qui a ripensarci..significa che ha centrato il suo obiettivo. Promosso a pieno voti,seppur ammetto che non è una pellicola per tutti.

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Ultima risposta 27/01/2020 12.03.39
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antoeboli  @  12/01/2020 11:44:16
   8 / 10
Di certo Midsommar non è un film originalissimo,non è un film perfetto,ma anche vero che nel 2019 una pellicola del genere lascia il segno nell amante del cinema di genere,perchè lo fa con una direzione artistica ricercata,particolare,con una ost che ti lascia basito.
E' un horror in parte diretto come uno slasher,in parte con una forte componente psicologica,che ti soggioga scena dopo scena,anche se dovrete digerire una prima ora dove la regia è volutamente lenta,per farvi conoscere i personaggi,assaporare le sue caratteristiche di horror non commerciale.
Parlando del giovane Ari Aster,di cui Hereditary non mi era piaciuto,questo film invece lo ritengo una perla grezza in una mare di m**** horror vista negli ultimi tempi.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  06/01/2020 20:18:47
   8 / 10
Midsommar è un filmm particolare, non lo definirei un horror classico, anzi a volte sembra prendersi gioco ironicamente delle regole di un normale film horror. Innanzitutto pesca da un immaginario cinematografico molto ben definito nei suoi riferimenti (The Wicker Man, The Sacrament o il recente Apostolo di Evans). I personaggi pur se caratterizzati in maniera non banale, sono in fondo i classici giovincelli/carne da macello di tanti slasher. Venogono messe sul tavolo la crisi di coppia e l'elaborazione del lutto della protagonista. Non c'è nulla di particolarmente nuovo, però Aster lo rielabora in maniera molto efficace, direi straniante. Straniante è il fatto che siamo trasportati in un luogo dove le regole sono completamente diverse dal normale contesto a cui siamo abituati. Il viaggio all'interno di Halga è in fondo la rinascita di Dani, incapace di uscire dal lutto e mancando di riferimenti certi (Mark) che le stanno sfuggendo. Le tonalità horror giocano molto più sull'effetto spiazzante che sulla suspence pura, quest'ultima poco presente per tutta la sua durata, per non parlare dei colpi di scena, annunciati, quasi spoilerati nei murales. Spiazza perchè tutto avviene alla luce del sole, spiazza attraverso il contatto con una cultura legata profondamente al paganesimo i cui sensi vengono distorti maggiormente anche dall'assunzione di sostanze psicotrope che alterano i sensi stessi della percezione. Spiazza nella maniera in cui, all'interno di una stessa sequenza si passa dal grottesco al pugno nello stomaco (la cerimonia del primo giorno). Un luogo dove tutto è condiviso in maniera reale e non condiviso con la logica da social media. Un ottimo film che non definirei nemmeno un horror.

luke76bg  @  04/01/2020 06:22:40
   1 / 10
Irrealistico sotto tutti i punti di vista, con una trama implausibile che non sta ne in cielo ne in terra! Come ***** si fa a fare una ****** del genere!

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Ultima risposta 04/01/2020 07.37.01
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TheLegend  @  22/12/2019 18:12:15
   6½ / 10
Trama non originale ma il risultato ha un suo perchè.

Konflagrator  @  17/12/2019 10:50:02
   7½ / 10
Il fatto che sia un horror "artistico" non giustifica votazioni così lapidarie. È vero che considerando la lunghezza del film le scene cruenti sono limitate, ma è anche vero che quando arrivano sono toste come un maglio. La tensione, al contrario, è sempre presente. Si soffre per la crescente sofferenza psicologica cui è sottoposta la protagonista, e in questo ricorda Shining. Se a questo si aggiunge una fotografia splendida e il coraggio di girare un horror ricco di colori e letteralmente alla luce del sole, a me pare valido e pure ammirevole. Come Film ovviamente. Se poi ci si deve attenere all etichetta dell horror cupo tradizionale, no, non ci siamo.

wicker  @  17/11/2019 12:34:44
   4 / 10
Copiatissimo in tutto da Wicker man , non offre spunti e intuizioni nuove , il finale è perfettamente uguale non c'e' nulla di inquitante e nemmeno una figura carismatica nel villaggio come era Christopher Lee 45 anni fa ...
lunghissimo e anche il gruppo di ragazzi sembra una manica di tontoloni messa li pre caso .
Impensabile che qualcuno l'abbia osannato , andare a vedere l'originale del 1973 ..

Mauro@Lanari  @  16/11/2019 05:52:55
   3 / 10
Patologia paleoantropologica e anche biologica (flora e fauna incluse) della vit'amorosa, guidata da droghe (stimoli-chiave chimici) endogen'ed esogene: Aster ha qualcosa di nuovo da dire? Figuriamoci. Possied'una propria peculiarità espressiva? Ma per carità: saccheggia l'immaginario cinematografico della community settaria o bucolica de "Il villaggio dei dannati" (1960), "The Wicker Man" (1973) col remake "Il precelto" (2006), "The Village" (2004), "The Sacrament" (2013) rivalutand'il video per "Burn the Witch" dei Radiohead ch'almeno sintetizza l'agonia da 147 minuti a 4 scarsi. E fa pure di peggio: com'afferma il sottotitolo italiano del suo film precedente "Hereditary", indaga "le radici del male". Guai a cercare s'esista anche solo l'eventualità del ben'e delle sue radici. "E il naufragar m'è dolce in questo mare del nichilismo".

Mauro Lanari

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Ultima risposta 16/04/2020 15.00.14
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Budojo Jocan  @  11/11/2019 18:08:20
   3 / 10
Come non girare un film horror nel 2019. Principali terrificanti difetti: trama terribilmente prevedibile e nonostante questo il regista se la prende comoda, tirando per le lunghe ogni stramaledetta scena, anche la più inutile ai fini della trama. Zero atmosfera e tensione, macché, addirittura il regista si prende la libertà di girarlo completamente in una splendida giornata di sole.
I personaggi sono degli insopportabili marmocchi fastidiosi e petulanti. Mi fermo qua che comincio a innervosirmi.

benzo24  @  18/10/2019 19:56:44
   8 / 10
Film psichedelico, un vero trip lisergico

AMERICANFREE  @  04/10/2019 19:17:09
   7 / 10
Ottima conferma dopo hereditary, la trama non e' particolarmente originale ma si lascia seguire con molto interesse nonostante la lunga durata. Ottima regia e buon livello di recitazione. Nel complesso un ottimo film, ho apprezzato il finale

Light-Alex  @  01/10/2019 22:22:47
   6½ / 10
Arrivo, come molti, a questo Midsommar dopo la visione dell'ottimo Hereditary dello stesso regista. Questo film non ha la stessa potenza ansiogena e disturbante di quel film, ma è comunque un bel film. Più artistico, più cinematografico, più evocativo, ma allo stesso tempo perde potenza dal punto di vista delle note horror, poche, pochissime e talmente diluite in un film lunghissimo (Ari Aster pare voler battere tutte i limiti tradizionali di durata di un horror) che piuttosto che parlare di horror parlerei di un film folk con una forte atmosfera inquietante.
La trama è molto semplice: un gruppo di ragazzi viene invitato ad un festival folkloristico di mezza estate nell'estremo nord della Svezia presso una comunità locale, e lentamente scopre che il festival è un insieme di rituali malati da cui non riescono più a sfuggire.
L'horror viene girato tutto alla luce del sole, nei colori rassicuranti del bianco delle vesti della popolazioni e del verde e giallo acceso della natura rigogliosa. Poi i bellissimi colori dei dipinti, che vengono inquadrati per tutto il film anticipando di volta in volta i rituali.
Ottimo l'uso dei suoni, dei canti inquietanti, degli strani sbuffi e frizzi degli abitanti locali.
I riti sono estremamente lenti (da lì derivano le 2h e mezza) l'intero film ha un ritmo lento, ma è funzionale alla lenta immersione dello spettatore in questa realtà parallela, fatta di luce, di colori e di suoni nuovi, fatta di usanze nuove, che avvolgono lo spettatore in un clima di inquietudine e di ineluttabilità. E' questa la sensazione che porta la visione di Midsommar. Certo se si cerca quella tensione palpabile e quella innovazione nel genere puramente horror che c'era stata in Hereditary si potrebbe restare un pochino delusi, ma questo resta comunque un ottimo film.


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Macs  @  30/09/2019 12:11:31
   7 / 10
Sono prevenuto perché questo è il genere di film che mi piace: claustrofobico e angosciante, trama poco complessa e tempi lunghi, eccellente fotografia e ambientazioni, belle intepretazioni e scavo psicologico. E quel senso di ineluttabile tragedia incombente, di un destino segnato a cui è impossible sfuggire. Intrigante l'atmosfera determinista che pervade il tutto, i richiami e simboli artistico-visivi, l'effetto specchio tra realtà e finzione artistica (gli arazzi e i quadri che presagiscono gli sviluppi dlela storia). Quello che vediamo pois i presta a molteplici interpretazioni, dalla più letterale a quella metaforica a quella del trip allucinogeno in cui ogni cosa che vediamo non sarebbe reale. Uno spettacolo gli effetti visivi nel finale, con piante e cibo che si animano perché parte dell'effetto trip, che fa anche dubitare della effettiva realtà di tutto quanto visto fino a quel momento. Ben resa anche l'evoluzione dei personaggi principali (i due protagonisti, perché gli altri sono abbastanza piatti); certi movimenti della macchinada presa sono poi superlativi, su tutti quello che ribalta di 180 gradi la visuale mentre i ragazzi sono in auto e stanno arrivando al villaggio: francamente geniale, anche a stare ad indicare il mondo sotto-sopra a cui stanno andando incontro. Insomma un ottimo lavoro, senz'altro apprezzabile e per me (ma è gusto personale) una spanna sopra "Hereditary". Non mi sento di dare un voto più alto per via di un paio di difetti di trama piuttosto grossini, o cose che non ho capito pur avendolo visto due volte - vedi Spoiler.

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Ultima risposta 30/09/2019 12.12.13
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VincVega  @  27/09/2019 21:52:53
   6½ / 10
Dopo il buon "Hereditary", Ari Aster omaggia il cult horror "The Wicher Man" e anche qui dimostra la sua grande abilità registica, in particolare cambia registro e passa da un ambiente più claustrofobico e cupo del film precedente ad un campo più largo con questo "Midsommer", fatto di luoghi aperti e di una fotografia vivida e luminosa. Ed è proprio quest'ultimo aspetto a saltare agli occhi, ambientare un horror con la luce onnipresente. In realtà di horror si vede poco e nonostante qualche momento disturbante e angosciante, mi aspettavo molto di più, leggendo e vedendo le recensioni in rete. E' proprio la sceneggiatura è il punto meno forte del piatto, in quanto l'inventiva è moderatamente accattivante, ma quando si arriva al momento clou non riesce a convincere pienamente. Sembra che Aster sia partito da buoni spunti, ma poi sul più bello non abbia reso quanto avrebbe dovuto. Rimane un discreto film, che vale la visione, ma forse un po' troppo lungo.

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Ultima risposta 27/09/2019 22.26.47
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The bitter end  @  23/08/2019 14:01:09
   5 / 10
Film visivamente sbalorditivo e confezionato molto bene: regia di alto livello, bene recitazione, colonna sonora, scenografia, costumi etc. Tutti gli "artigiani" hanno svolto ottimamente il loro lavoro.


Questo film ha però troppi difetti:
Innanzitutto è eccessivamente lungo, lento (specie nella seconda parte), prevedibile, noioso e anacronistico

Inoltre c'è un problema ben più grosso: la produzione l'ha classificato come horror ma tutta questa parte è troppo debole per permettere al film di essere degno di appartenere a questo genere. Non solo non fa paura, qui manca anche tensione, suspense, mystery e atmosfera.
Ari Aster ha voluto realizzare un horror alla luce del sole ma per me ha fallito, per me non è riuscito a sollecitare tutte quelle emozioni che un film horror di qualità dovrebbe (e che spesso riesce anche, ma non solo, grazie a spazi chiusi e angusti, oscurità, isolamento, zone d'ombra, alienazione ecc.).

Mi spiace dover assegnare un'insufficienza ma se io pago per una carbonara e poi mi porti spaghetti con uova, grana, bacon, panna e cipolla, per me può anche essere il piatto più buono del mondo ma non è ciò che mi dovevi fare.

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Ultima risposta 30/08/2019 16.02.18
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LucaT  @  15/08/2019 18:26:49
   2 / 10
un film che a me non è proprio piaciuto
ma che come un instancabile masochista ho visionato
dalla premessa iniziale parecchio sottotono
al the end con sorrisetto
-sorrisetto da psicopatici fatti con le droghette casareccie e senza nulla da perdere
se non gioire per chi soffre peggio di loro proprio facendoglielo
previa scusa di antichi riti ancestrali protetti da una comunita chiusa e isolata-
in breve la storia di una setta a suo modo particolare e consolidata
e dei suoi riti e raggiri sacrificali sulla pelle degli altri
un gruppo di amici raggirati del solito infiltrato che fanno da agnelli
al fine di far accettare dalla setta
una di loro che dopo sofferenze varie va fuori di testa
proprio nel verso che la setta si propone
un assaggino alla trama dell anime Bersek magari
-Griffit e soci qua ci manca veramente poco-

ogniuno è libero di trovarci quello che gli pare
ma a me questo film non è per nulla piaciuto
c'e chi adora mangiare il fegato con contorno di cipolle e pistacchi
per me possono cucinarlo in mille modi che ha sempre il sapore del fegato
quindi a mio personale gusto è un film fine a se stesso
nessun capolavoro horror ne artistico ne del genere
e attenzione all albero del tasso

1 risposta al commento
Ultima risposta 16/08/2019 03.24.01
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addicted  @  12/08/2019 17:37:12
   9 / 10
Mi è piaciuto da morire questo film, che non teme il confronto con la già ottima opera prima di Aster, ma anzi alza ancora di più l'asticella, dimostrando lo straordinario talento del giovanotto.
Bello da morire dal punto di vista estetico, è un lento trip lisergico nella piena luce della campagna d'estate. Imperdibile per la strepitosa suggestione antropologica: riesce a portare sullo schermo una religiosità autenticamente pagana e ancestrale. Sembra uscito dalle pagine del Ramo d'oro di Frazer, con i suoi cruenti sacrifici umani e i rituali per garantire il ciclico rinnovo della natura. Meraviglioso. E nello stesso tempo è di una durezza che fa male, a partire dal prologo, che spezza davvero il cuore e inquieta. La crisi fra i protagonisti è messa in scena con pochi ma efficaci passaggi, con una crudezza che fa davvero male. Il finale ha la giusta dose di ambiguità. Viene da chiedersi chi sono i veri mostri! Conturbante, colto, elegantissimo. Un film da non perdere.

Manticora  @  04/08/2019 11:30:02
   8 / 10
Ottimo horror, aspettando it è attualmente il migliore della stagioe. Ari Aster ha fatto solo 2 film fino ad ora, Hereditary e questo midsommar e devo dire che come nuovo talento sta venendo sù bene, a soli 33 anni omaggia in modo non convenzionale il cult introvabile degli anni 70, the Wicher man, costruendo un atmosfera malata, cupa e poco rassicurante in cui l'orrore colpisce in pieno sole i protagonisti, giovani americani che si cacciano da soli in trappola, partendo dalla fascinazione che il giovane Pelle, amico svedese usa per farli andare in svezia e partecipare al midsommar. Partendo da un antefatto brutale

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il film porta il gruppo di amici, che sembra affiatato ma alla fine ognuno svela i propri egoismi e difetti alla festa di mezza estate, dove gli abitanti del villaggio cominceranno mano a mano a prendere il controllo

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Estremamente brutale e con un finale che non promette redenzione, midsommar è un horror non certo per un pubblico variegato, alla fine

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Sicuramente da vedere senza aspettarsi facili situazioni e soprattutto l'happy end.

marlin  @  04/08/2019 10:43:12
   9 / 10
film particolare...non si dimentica facilmente...
non per tutti.

Wilding  @  01/08/2019 21:10:13
   6 / 10
Una pellicola "strana", originale e con un'ottima fotografia e regia. Ma pian piano scivola nello "sciocco" fino all'ilarità che si scatena in alcune sequenze sul finale.

venetoplus  @  01/08/2019 13:26:31
   7½ / 10
Allora.. diciamolo subito.. Ari Aster ha avuto un'infanzia difficile, e nemmeno nella prima adolescenza deve essersela vista poi tanto bene. Basti pensare che le prime immagini del suo primo film ritraggono un adolescente che viene sgamato mentre, sottocoperte, si masturba. Che c'e' di male direte.. a chi non e' mai capitato? Ovvio.. Se pensiamo pero' che l'immagine che scatena le fantasie erotiche del giovane sia proprio quella del papa'.. beh.. qualche pensierino fossi in voi me lo farei! Che dire poi del rapporto con le droghe? Tra i "bonghi" di Hereditary e il vasto campionario di Midsommar mi vien da pensare che il ragazzo conosca bene la..materia! Detto cio' che dire.. film non per tutti.. assolutamente da vietare ai minorenni in primis.. non certo x le scene di cui sopra e men che meno per la "scopata del decennio" (cosi' qualcuno l'ha definita..) ma perché troppo inclini alla risata (Chi vedra' il film mi dira' se ci son scene che meritano un atteggiamento cosi' ilare). Il ragazzo dimostra innato talento, ineccepibili fotografia e montaggio (primi 5 minuti davvero un pugno sullo stomaco). Sulla trama e' stato detto e scritto di tutto.. innumerevoli spiegazioni e significati piu' o meno reconditi. Unica pecca negativa a mio modesto avviso una sorta di..

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Sopranik  @  01/08/2019 11:53:29
   7 / 10
Horror non convenzionale, capace di percorrere nuove strade. Sceneggiatura, a tratti lenta, ma utile per comprendere il mondo in cui si muovono i protagonisti. Scenografia curata e montaggio audace. Ari Aster, dopo Hereditary (2018), si riconferma in bravura e originalità.

Invia una mail all'autore del commento marlamarlad  @  27/07/2019 22:14:23
   7½ / 10
Il richiamo a "The wicker man" è molto forte. Buon horror, oltre 2 ore di emozioni disturbanti. Confesso che ho provato simpatia per la vita idilliaca della comunità nel villaggio.

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