l'insulto regia di Ziad Doueiri Francia, Libano 2017
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l'insulto (2017)

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locandina del film L'INSULTO

Titolo Originale: L'INSULTE

RegiaZiad Doueiri

InterpretiAdel Karam, Kamel El Basha, Camille Salameh, Rita Hayek

Durata: h 1.50
NazionalitàFrancia, Libano 2017
Generedrammatico
Al cinema nel Dicembre 2017

•  Altri film di Ziad Doueiri

Trama del film L'insulto

Durante la ristrutturazione di un edificio a Beirut, Toni, un cristiano libanese, e Yasser, un profugo palestinese, si scontrano su uno sciocco problema di tubature. Ne deriva una discussione e Yasser finisce con l'insultare Toni. Ferito nella sua dignitÓ, Toni decide di sporgere denuncia dando cosý avvio a una spirale infernale con l'inizio di un lungo processo destinato a far parlare molto di sÚ.

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Voto Visitatori:   7,55 / 10 (10 voti)7,55Grafico
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Voti e commenti su L'insulto, 10 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  21/04/2018 20:51:49
   7½ / 10
Fino al 1975, anno dello scoppio della guerra civile, il Libano all'interno dello scacchiere mediorientale poteva definirsi un paese prospero, ma dopo quell'infausto anno è stato un susseguirsi di massacri, stragi e ritorsioni varie che alla luce della situazione attuale, apparentemente pacificata, non è altro che una foglia di fico dove le ferite non si sono mai rimarginate e basta poco, come narrato nel film nel far riemergere odi alimentati dall'effetto domino generato da una banale disputa. Il contesto da legal thriller è semplicemente funzionale a rievocare l'irrisolto di una nazione alla ricerca di giustizia e di una propria identità. Se il film è efficace nell'evidenziare il pericolo di lasciare ancora aperte tali ferite, lo è altrettanto nel mostrare che tale conflittualità possa perpetrarsi per generazioni. Molto bravi gli attori, non solo i due protagonisti, ma anche tutti i comprimari. Spiace solo che il concorso di Venezia non preveda ex aequo. La Coppa Volpi solo a Kamel El Basha senza il suo antagonista è un mezzo insulto.

wicker  @  08/04/2018 15:18:28
   7½ / 10
Film che presto diventa un thriller legale ,teso,diretto
Soprattutto in una diatriba così importante e complessa ha il pregio di non adottare mai nessuna presa di posizione . Attori superiori per come si calano nella parte e per come sentano il peso degli eventi sulla loro pelle.
Storia che sale di livello col passare dei minuti e giunge a un finale con morale drammatica,grottesca e ironica.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  06/04/2018 10:37:18
   7 / 10
Dietro un insulto può celarsi molto più di una semplice frase ingiuriosa proferita in un momento di rabbia; ad esempio quella che Toni, meccanico libanese di fede cristiana, si sente rivolgere da uno zelante capomastro palestinese.
Siamo nella polveriera medio-orientale, più precisamente a Beirut, dove anche una parola poco opportuna può scatenare un vespaio, facendo riemergere vecchi rancori, accendere antiche diatribe, con l'odio e il pregiudizio pronti ad animare violentemente l'opinione pubblica, a far scatenare i soliti giochetti politici e ad accendere la verve verbale di brillanti avvocati.
Non è un caso che il film di Ziad Doueiri, partendo da un gesto quasi insignificante, si tramuti in pellicola di stampo giudiziario dove la scottante questione viene affrontata attraverso le arringhe legate ad una storia fatta di soprusi e umiliazioni. I due contendenti diventano emblemi loro malgrado di una lotta intestina tenuta a bada con somma fatica, fatta oggetto di interesse nazionale con tutto ciò che ne consegue. Pur inciampando in qualche momento ridondante Doueiri riesce a far passare il messaggio, e pur aderendo a certe situazioni politically correct di certo cinema legale americano, giunge al nocciolo della questione senza ricorrere a sentenziosi moralismi.
Ovviamente la soluzione è scontata, quasi banale, ma difficile da accettare. Più facile odiare a prescindere e creare un nemico, che tollerare la reciproca conoscenza abbracciando l'idea che il "mostro" non sia poi così tanto spaventoso.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  01/04/2018 04:17:44
   7 / 10
Un film che piange per... Odio. Prestazione attoriale straordinaria cfr. Ma dove li vanno a prendere questi attori?
Io ho trovato il film un po' eccessivo e specialmente nel Processo un po' retorico e piu' politically correct di quanto sembri. Non prende posizione anche se il palestinese buono e il libanese cattivo sono forzati nelle loro sfumature ideologiche o politiche. Le scene clou sono cmq. ottimamente realizzate. Buon film

dagon  @  22/03/2018 23:55:43
   7½ / 10
Odio, odio, odio. Il sonno della ragione ha generato mostri. Ferite secolari segnano questa terra e le popolazioni. In questo contesto un episodio apparentemente irrilevante, diventa un caso che accende le polveri. Bel film, dai cui, volendo, si possono trarre messaggi che vanno bel al di là della situazione specifica.

JOKER1926  @  08/03/2018 01:40:00
   7 / 10
Il nuovo film di Ziad Doueiri, "L'insulto" ha goduto di un buon processo critico/mediatico, il film ha fatto parlare di se ed Ŕ riuscito ad accaparrarsi molti giudizi positivi.
Parliamo di una produzione politica con i conflitti fra libanesi e palestinesi; nel frangente lo spettatore , molto probabilmente, si presterÓ alla visione con poche conoscenze della situazione politica locale, ma la regia di Doueiri , riesce ad esporre i fatti con semplicitÓ e sostanza.
"L'insulto" di conseguenza non pu˛ esser solo un semplice film; lo scopo Ŕ quello di presentare un prodotto di diverse chiavi di lettura; le varie dinamiche (specie quelle giudiziarie) illustreranno doverosamente la situazione: l'odio Ŕ alla portata dei due schieramenti.
Vien fuori una gradevolissima opera di concretezza e interesse. Gli attori e la maestria della regia rendono tale film un prodotto sicuramente non banale. Al di la del tema abbastanza scottante, in un'ottica prettamente critica, notiamo una storia costruita su una sceneggiatura abbastanza comune. Di sicuro "L'insulto" non gode di alcun originalissima idea ma riesce a trasmettere il messaggio. La valenza del messaggio pu˛, da parte dello spettatore, esser colta solo parzialmente; la questione sociale libanese non Ŕ chiara a tutti e parliamo di societÓ abbastanza lontane da quelle globalizzate.
In chiusura confermiamo la validitÓ del prodotto e l'impegno onesto del regista. "L'insulto" merita la visione ma resta, in linea di massima, un film di limitate pretese di originalitÓ e di audacia. Per il resto funziona tutto molto bene.

polbot  @  01/02/2018 21:58:43
   7½ / 10
Come in IL CLIENTE e UNA SEPARAZIONE, da un piccolo scontro parte una escalation in salsa mediorientale.. solo che menre nei primi due il climax è drammaticamente continuo, qui ad un tratto

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER il ritmo cambia ed un fatto privato serve a raccontare la ferita di una nazione. Film coraggioso.

suzuki71  @  28/12/2017 09:44:57
   9 / 10
Come un capo alla moda, a volte indossiamo l'abito d'odio per emulazione e pigrizia, perchè così fa il gruppo.
Un'offesa privata diventa caso giudiziario e un pretesto per risalire ad alcune delle cause della guerra civile in Libano. Palestinesi contro cristiani, contro israelliani, contro. Il risentimento ha radici lontane e cause incerte. Eppure la solidarietà è cosa facile ed irresistibile.
Uno script che scorre liscio come olio, attori premiati, regia sicura, occhi che parlano, musiche giustissime. Imperdibile.

Mattia100690  @  17/12/2017 12:33:30
   7½ / 10
Film coraggioso, e solo per questo merita di essere visto. La storia, i dialoghi e i personaggi rendono la pellicola molto interessante e avvincente. Manca un tocco di poesia tipica di altri film che trattano lo stesso argomento - l'odio, il razzismo, la guerra - ma si guarda più che volentieri e spinge lo spettatore a riflettere sulla questione palestinese e - più approfonditamente - sull'essere umano e la sua natura.

Invia una mail all'autore del commento kampai  @  02/10/2017 09:19:05
   8 / 10
La trama dice l'inizio da cui parte il film,un insulto che l'ingegnere capo palestinese rivolge al cristiano libanese per poi svilupparsi in un analisi tragicomica sulla questione profughi palestinesi. Naturalmente da una cavolata , si va a un processo in cui gli avvocati ignorano il contenzioso per poi farsi battaglia tra il nuovo e il vecchio che avanza.naturalmente i politici vedono un opportunità per fare campagna politica lasciando basiti i contendenti, stritolati da un meccanismo più grande di loro fino all' intervento del presidente libanese.poi la ragione ha il sopravvento. Il cast è semplicemente perfetto e personalmente la coppa volpi l' avrei data a entrambi,sublimi.

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