il cattivo tenente regia di Abel Ferrara USA 1992
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il cattivo tenente (1992)

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locandina del film IL CATTIVO TENENTE

Titolo Originale: THE BAD LIEUTENANT

RegiaAbel Ferrara

InterpretiHarvey Keitel, Brian McElroy, Frankie Acciarito, Peggy Gormley, Stella Keitel, Dana Dee

Durata: h 1.38
NazionalitàUSA 1992
Generenoir
Al cinema nell'Agosto 1992

•  Altri film di Abel Ferrara

Trama del film Il cattivo tenente

Un poliziotto corrotto e amorale con problemi di alcool e droga, vede la possibilità di una redenzione quando gli viene affidato un caso di stupro ad una suora...

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Voto Visitatori:   7,75 / 10 (120 voti)7,75Grafico
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Voti e commenti su Il cattivo tenente, 120 opinioni inserite

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C_0_  @  05/02/2018 18:23:01
   5 / 10
Deludente. Sceneggiatura veramente povera. Scene crude buttate un po' a casaccio. Non gli do un voto peggiore solamente per la presenza di Keitel.

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Mattia100690  @  28/08/2017 16:06:13
   6½ / 10
Sporco, brutale, violento, viscerale. La dissoluta vita di un tenente (l'ottimo Harvey Keitel) raccontata attraverso episodi carichi di crudeltà e meschinità.

Matteoxr6  @  14/01/2017 14:25:00
   6½ / 10
Sono un po' indeciso sul voto. Ho letto diversi commenti, con voti alti, bassi e nella media. Dal mio punto di vista, designare come difetto la ripetitività o l'indugio su certe scene è sbagliato, perché controsenso: è fondamentale, in una pellicola come questa, per la trasmissione al pubblico della vita del protagonista, girare così. Sulla questione della

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER sorvolerei. Ho letto anche qualche parere contrastante sul doppiaggio; a mio modo di vedere, non il miglior Rodolfo Bianchi, ma comunque su un buon livello. Keitel impressionante, davvero impressionante. Pur riconoscendo di non aver dato un voto esaltante per un film che non ritengo granché, so per certo che non lo dimenticherò come tanti altri, e il merito lo attribuisco al 95% alla prova del protagonista, famosa anche per averlo risollevato, e di molto, da un periodo opaco della sua carriera. Ora, io non mi drogo né frequento gente al capolinea, ma mi è sembrato di vedere scene di un realismo quasi disturbante: il duo Abel-Keitel ha funzionato, eccome. Insomma, la videonarrazione delle fasi finali della catabasi di un uomo, girato con lo stile giusto e interpretato meravigliosamente dal protagonista, ma il soggetto in sé, per me, non ha meriti.

fabio57  @  08/08/2016 15:01:40
   7½ / 10
Poliziesco americano di grande impatto, si affida soprattutto all'interpretazione di Keitel, straordinario attore, in stato di grazia, che regala una delle interpretazioni più intense e convincenti della sua lunga e brillante carriera. Abel Ferrara ha dimestichezza col genere e fa un buon lavoro. Ha avuto un dignitoso sequel o per meglio dire una sorta di remake, con Nicholas Cage al posto di Keitel, ma con tutto il rispetto per Cage che è un ottimo attore, il paragone è comunque improponibile.

Crabbe  @  16/03/2016 19:48:47
   9 / 10
Uno dei più grandi film sulla redenzione mai realizzati.
Harvey Keitel all'apice della sua carriera.

Capolavoro.

vinicio  @  30/11/2015 13:05:00
   7 / 10
film violento e sporco sull autodistruzione di un poliziotto con l aiuto di droghe alcool e gioco d azzardo.... ho notato che il personaggio principale all inizio sembra piu "lucido" e man mano va a peggiorare fino al punto che mentre faceva domande alla suore fa fatica a tenersi in piedi oppure

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER cmq sia il film non è un capolavoro ma ti sbatte in faccia una storia che potrebbe essere verosimile anche qui in italia.... alcune scene secondo me durano anche fin troppo come quando la ragazzina è costretta a simulare un pompino (dopo un po mi aveva stancato).... film consigliato!! sicuramente non a chi cerca azione però

wicker  @  24/05/2015 19:33:01
   7 / 10
Poliziesco dal classico taglio anni '70,con molte scene cupe,cattive,scorrette,questa storia malata di caduta e resurrezione di un poliziotto a New York ha una fotografia bellissima e si avvale di una grandissima interpretazione di Kietel.
Sicuramente il miglior film di Ferrara insieme a "Fratelli".

gantz88  @  21/03/2015 01:31:44
   8 / 10
be ke dire uno di quei film ke ricordi volentieri a distanza di anni,se non finisce nel dimenticatoio vuol dire ke ti ha lasciato qualcosa dentro...

1 risposta al commento
Ultima risposta 21/03/2015 13.25.09
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alberto9  @  26/01/2015 23:35:20
   6½ / 10
M'aspettavo di meglio da questo film anche se l'interpretazione di Harvey Keitel é fantastica. Qui interpreta il poliziotto pazzo che poi alla fine risulta scemo tra scommesse, donne e droga.
Il finale ha molto significato con lui che accompagna i due al pullman e poi ...

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  12/07/2014 16:54:37
   8 / 10
Pellicola allucinante. Una storia dura, a tratti onirica e surreale, tutta condita da uno spiccato gusto per l'eccesso. Il film appare come un'insolita e interessante parabola sulla redenzione. Davvero molto buono.

Goldust  @  16/06/2014 11:56:41
   7 / 10
Film di rara e voluta sgradevolezza che mescola cristiane credenze, esplosioni di violenza incontrollata, umane ed insuperabili debolezze. Nel cinema di Ferrara non c'è spazio per le mezze misure, e questo viaggio allucinato nell'autodistruzione lo conferma. Per il modo in cui si concretizza, la "redenzione" finale non mi ha convinto troppo ma ci può stare.

Spotify  @  01/04/2014 18:48:10
   6 / 10
Sinceramente non mi ha colpito come invece è successo a molte altre persone. L'ho trovato un film molto strano e particolare, e la particolarità principale è che a differenza di mostrare una storia vera propria, questa pellicola è una specie di messaggio che si vuol dare. Infatti la trama in pratica non esiste, non c'è nemmeno molta sceneggiatura, che tra l'altro è pure scialba e ripetitiva (c'è una marea di scene che si ripetono continuamente e in certi pezzi, il film è un po' noioso). Poi è una pellicola davvero pesante e cruda, con certe scene davvero molto forti ma penso necessarie. Secondo me comunque il tutto si sorregge sulle spalle di un ottimo Keitel, il quale fa davvero una grande interpretazione, tra l'altro adatta a un tipo come lui, anche se poi il doppiaggio italiano fa veramente schifo. L'atmosfera è cupissima e depressa per tutto il film e questo si capisce anche, per via di una regia fredda e distaccata, così come la fotografia. Il messaggio che si apprende lo si può interpretare o capire in tanti modi (vedi spoiler). Appunto per il messaggio che si vuol dare e per la gran recitazione di Harvey Keitel, la sufficienza c'è, ma per il resto è una pellicola troppo esagerata e un po' sconclusionata. Bello però il finale.

6- .

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Beefheart  @  25/03/2014 11:53:20
   8 / 10
Concordo con chi lo ritiene il miglior film di Ferrara, del quale, ovviamente, porta tutti i segni caratteristici.
Spesso, pesante, drammatico, ma ben fatto e ben interpretato.

GianniArshavin  @  19/02/2014 19:10:48
   7 / 10
I film di Ferrara si amano e si odiano,ti ammaliano o ti creano ribrezzo ma non ti lasciano in nessun caso indifferente.
Il cattivo tenente è uno dei lavori più conosciuti e controversi del regista.
La storia vede un poliziotto che ha toccato il fondo nella maniera più totale,fra scommesse,alcool,droga e sesso riceve,forse,una possibilità di redenzione.
Questa,in breve,la trama di un film molto particolare,che tocca temi scottanti come la religione,la blasfemia,il sesso frenato,la misoginia,lo stupro,il perdono,la redenzione e il decadimento morale umano.
Ferrara ci propone tutti questi temi in maniera provocatoria e a tratti irriverente,mentre accompagniamo il tenente nella sua discesa all'inferno. Per certi versi ricorda alcune pellicole dello Scorsese che fu,soprattutto per i tanti richiami alla religione e al rapporto con Dio.
Il film ha duplici chiavi di lettura e non è facile estrapolare un significato univoco da quest'opera. I tanti avvenimenti,soprattutto sul finale,propongono allo spettatore molto materiale su cui ragionare e pensare.
Alcune scene sono entrate nell'immaginario collettivo per l'intensità e la profondità dei contenuti (i dialoghi in chiesa con la suora e con Cristo),mentre altre per la loro volgarità e blasfemia(l'abuso di potere sulle ragazze,lo stupro).
Il prodotto inoltre di distingue anche per l'estremo realismo delle scene di devastazione,fra cui quelle delle sniffate e delle pere di eroina che sono davvero un pugno nello stomaco per durezza e cinismo.
Harvey Keitel,nel ruolo del tenente,si eleva all'ennesima potenza sfoderando una delle migliori prestazioni della carriera. è assolutamente impensabile che quest'attore non abbia mai ricevuto alcun riconoscimento nonostante prestazioni del genere.
Purtroppo l'opera non è solo pregi ma anche difetti,che ho riscontrato soprattutto nella lentezza esasperante della storia e in una parte centrale troppo ripetitiva. Capisco che il regista abbia voluto rendere reale la vita immorale del protagonista,ma l'indugiare troppo volte sulle stesse identiche pratiche alla lunga stanca. Io avrei dato molto più spazio al rapporto suora-tenente,non relegando questo momento e le relative conseguenze al finale di film.
Comunque,nonostante Il cattivo tenente sia a tutti gli effetti un film per pochi credo che una visione la meriti per i temi e nel modo in cui vengono affrontati.
Ferrara si conferma artista maledetto,in bilico fra sacro e profano,fra riverenza e sacrilegio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  03/10/2013 18:29:44
   7½ / 10
piccoli spoiler

Che Ferrara sia uno dei registi più maledetti della nostra epoca non lo testimonia soltanto la sua, a volte
schizzata, cinematografia ma basta e avanza il personaggio stesso.
Questo qua è senz'altro uno dei film che più lo rappresenta e forse quello suo più conosciuto al grande pubblico se non altro per il remake con prezzemolino Cage.
Partiamo dalla fine.
C'è qualcosa che non mi convince, che mi lascia tanti dubbi, qualcosa di poco genuino o forse di troppo complesso per un'analisi superficiale.
Questo ha tutti i crismi per essere un film sulla redenzione, sulla purificazione d'animo, sulla finale abiura di ciò che si è stati.
Ma...
Se quando il tenente è entrato nella baracca dei due ragazzi i Dodgers fossero stati avanti nel punteggio, se quell'ultima maledetta partita l'avessero vinta loro, siamo sicuri che avremmo avuto lo stesso finale?
Peppino Prisco era solito dire che un minuto prima di morire voleva diventare milanista così se ne sarebbe andato uno di loro.
Che valore ha una redenzione all'ultimo minuto con la tua vita ormai mortalmente segnata?
Che valore ha un gesto di estrema misericordia e grazia quando in questa vita ormai non porterà nessun giovamento?
Ecco, a questo punto è lecito chiedersi quanto davvero sia genuina la catarsi del tenente, quanto abbia di realmente umano o quanto non sia, magari inconsciamente, una furberia trascendentale.
Che poi, ed è qui l'assurdo del film, se è vero che Ferrara ci dipinge un personaggio ormai in grave stato di decomposizione, squallido, cinico, violento e distruttivo in realtà tutta questa violenza e distruzione è in gran parte solo verso sè stesso. Il tenente non uccide nessuno, non spara a nessuno, non mena nessuno, anzi, manda via i due ragazzi che hanno rubato al chiosco, grave errore di sceneggiatura perchè quella sì sarebbe stata la scena da contrapporre a quella finale. Corco di botte i due furfantelli e lascio liberi i due terribili stupratori, cerchio chiuso.
Invece nulla, se non fosse per la magnifica scena della fellatio simulata (che coincidenza vederla subito dopo Killer Joe) il tenente in realtà è molto meno duro di quello che sembra, un semplice cocainomane, eroinomane, alcoolizzato e perverso che difficilmente fa male a qualcuno.
Molto bella la struttura del film che va a braccetto con le 4 partite di rimonta dei Mets, struttura per la quale più i Dodgers vengono rimontati nella serie più il tenente prosegue la sua strada verso la perdizione. E alla fine l'analogia lascia però il posto al contrappasso, i Dodgers perdono la serie ma il tenente dopo l'indimenticabile incontro col Cristo ha la sua redenzione.
Resta da capire se tale redenzione arrivi più dal dialogo con la suora, dalla crisi mistica o dalle scommesse perse.
Meraviglioso Keitel.
Ovviamente.

DogDayAfternoon  @  14/09/2013 13:01:26
   5 / 10
Una delusione. L'unico mio precedente con Ferrara ("Fratelli", bellissimo) e i numerosi commenti entusiasti nel sito mi avevano invogliato parecchio: le attese non sono state per nulla rispettate, un film che può essere visto come un quadro, un ritratto di un tenente di polizia dedito ad ogni sorta di vizio, l'alcol, la droga, le donne, il gioco d'azzardo, il denaro...ma è tutto qui, per quanto mi riguarda in una scena da cinque minuti si potrebbe racchiudere tutto il film.
Trama debole (direi quasi inesistente) anche se i presupposti c'erano, vista l'ottima prova di Keitel e il fascino del personaggio da lui interpretato. Indubbiamente un film crudo, con scene forti che però mi sembrano messe lì più per far parlare di sé che altro.

Woodman  @  26/07/2013 17:58:56
   9½ / 10
Uno dei più bei film mai visti. Il sublime e l'osceno, davvero, stavolta davvero. Senza mezze misure. E con una disperazione così autentica, carnale, destabilizzante. Un Ferrara potente e un Keitel mostruoso, una performance disumana, estremamente dolorosa. E' un film in cui si percepisce subito il vero, una straniante ma al tempo stesso familiare atmosfera. E' una magia cinematografica che riesce solo ai grandi maestri. Credo inoltre che valga la pena di acquistare l'edizione dvd della RaroVideo, che contiene un documentario strepitoso e una curatissima, esaltata e esaltante presentazione scritta di Boris Sollazzo. Capita di rado che mi ritrovi a condividere ogni punto di vista rivolto ad una pellicola. E' il caso del "Cattivo tenente" di Ferrara, film aperto a tutte le possibili valutazioni, letture e controversie. Un'opera mastodontica, assolutamente geniale. Non saprei dire se è un precursore o qualcos'altro, ma è di certo un film imponente indimenticabile, da ricordare. Decisamente superiore a quella sorta di finto remake firmato da Herzog, tutto sommato buono. Ma non certo un capolavoro quasi perfetto come questo.
Menzione speciale per il doppiaggio di Rodolfo Bianchi, che non ho assolutamente trovato pessimo, anzi.. Ma qualcuno davvero sostiene che a quel dannato peccatore sarebbe calzata meglio la voce italiana consueta di Keitel, e cioè Ennio Coltorti? Oppure Pietro Biondi? Ma per cortesia.
Inoltre trovo assolutamente realistiche le scene di "sballo", le tirate di Keitel sono assolutamente credibili, così come i suoi atteggiamenti. A momenti ho perfino provato nausea io nel vederlo. Un attore eccezionale, davvero. Controllando i premi si viene a scoprire che ha ricevuto solo un Indipendent Spirit Award, una atroce presa per il cu.lo. Quell'anno l'Oscar era suo. Senza se e senza ma.

Attori buoni (ma è tutta tappezzeria, non certo inutile, ma tappezzeria.. potevano infilarci anche Asia Argento e non succedeva niente), sceneggiatura coi fiocchi, grande e non convenzionale il plot, sviluppato benissimo anche da regia e battute (spesso formidabili), straripanza di messaggi, rimandi, orgasmi come estasi, sofferenza acuta, squallore da premio Nobel. Sequenza in chiesa prima della parte finale assai bella, così come il pre finale, con i due "sacchi di *****". "Se pensate di non salire su quell'autobus allora non avete capito un *****!". E il finale. Che dire? La ciliegina sulla torta, il coronamento, l'apoteosi. Stupendo.

Mistico, sporco e brutale, ma anche profondo, irritante, disperato.

Uno dei miei film preferiti in assoluto.

rockyeye  @  15/07/2013 17:04:23
   10 / 10
capolavoro... IL miglior film di Ferrara, la migliore interpretazione di Keitel, uno dei migliori film in assoluto... Poesia, peccato e redenzione.. immenso.

bagninobranda  @  07/04/2013 03:39:14
   6½ / 10
Oggi il film non ha più il valore di 20 anni fa. Keitel è bravo solo quando deve fare scene in cui non deve muovere troppo la faccia, perché quando si mette a fare le smorfie e a piangere e far finta di essere fatto, fa un pò pena. Non possiamo di certo che sia un Brad Pitt, però un attore migliore potevano pure trovarlo. Francamente la migliore interpretazione era quella della suore, fra l'altro anche bellissima.

guidox  @  31/03/2013 04:48:35
   7½ / 10
film crudo, quasi crudele, interpretato magistralmente da Harvey Keitel, che giganteggia nel suo sprofondare sempre di più nell'abisso.
qualche forzatura evitabile ne abbassa un po' i contenuti (mi riferisco al finale, non nel concetto, ma nella messa in atto), qualche ingenuità lo rende, anche se non evidentemente, poco credibile (una suora così nemmeno nei sogni, la scena del supermarket rapinato sopra le righe inutilmente).
c'è da dire che invece la parte della radio in macchina...bè, è fenomenale!

Crazymo  @  27/01/2013 21:24:28
   8½ / 10
Un film senza mezzi termini, senza filtri, un film che non si pone limiti e che racconta tutto senza voglia di atteggiarsi, un film cupo, realistico, di chiave a momenti quasi documentaristica, vedasi le scene in cui Keitel si droga o la scena del "Hai mai succhiato un *****?" (Cult subito). Keitel interpreta alla perfezione questo personaggio devastato che non riesce a fermare la sua parabola distruttiva, è un uomo che fa ribrezzo, sporco fino al midollo, un vero cattivo tenente, un personaggio cinico al massimo, calato in queste scenografie lugubri, sporche, tristi, realistiche al massimo nelle illuminazioni e nella regia di Ferrara, veramente fantastica, senza una minima sbavatura; mi ha ricordato lo Scorsese di Taxi Driver. Tantissime le scene cult, a partire dall'inizio con la telecronaca (Che "pervade" tutto il film, in modo quasi ansiogeno) alla scena dello stupro in chiesa fino alla scena finale, tantissimi i momenti in cui il film va oltre ai soliti limiti Hollywoodiani, tantissimi i momenti in cui rimaniamo stupiti da dove hanno osato arrivare attori e regista. Mi e' sembrato un pò troppo "veloce" il finale, ma il significato è bellissimo, inoltre viene perdonato dalla precedente visione di cristo in chiesa, veramente sensazionale. Filmone!!!!

maitton  @  05/12/2012 10:12:05
   7 / 10
uno dei film più "forti" cha abbia mai visto.
la fumata di ero di keitel mette ansia, sembra lo stia facendo davvero.
buono il finale.

Bellinidj  @  10/10/2012 01:20:35
   7 / 10
Devo ancora decidere se considerare questo film un'ottima pellicola e dunque guardare al messaggio che vuole trasmettere o se considerarlo un noioso, inverosimile e talvolta ridicolo poliziesco che guarda fin troppo alla profondità per perdersi nell'immediatezza e nella dinamicità delle riprese.
Certo è che Keitel interpreta meravigliosamente il ruolo designatogli, mostrandoci un uomo in piena decadenza e che continua nel suo abisso senza freni in una lunga ed inesorabile discesa che segue cronologicamente lo svolgimento del film e culmina con la sfogo nella Chiesa, dunque siamo di fronte ad un Ferrara con la pretesa di rappresentare l'emblema del peccatore che si abbandona a Cristo dopo aver toccato il fondo. Numerose le immagini iconoclastiche nascoste qua e là nelle riprese (una delle più evidenti la coperta sul divano nella casa dello spacciatore) e da questo si evince un chiaro rimando alla religione.
Ma rappresentare Cristo in persona mi è sembrato decisamente fuori luogo, tanto da apparire ridicolo, con tanto di illuminazione speculare a destra e a sinistra....

Interessante anche la non irrilevante parentesi della droga, mostrata praticamente in tutte le sue possibili forme, esageratamente evidenziati i dettagli nell'assimilazione con una meticolosità quasi da documentario e poco da film.

Geniale la presenza del commentatore radiofonico durante molte scene del film a partire dall'incipit sino alla chiusura, una voce che si configura quasi come una beffa nei confronti del poliziotto che vede ogni volta la propria speranza divenire più piccola mentre cresce in lui la dipendenza e la perdizione.

Finale poco azzeccato, improbabile, fuori luogo e mal riuscito, mi riferisco al perdono dei due delinquenti in un disperato tentativo di redimersi da un'intera vita lontana dalla rettitudine ormai da tempo.

Non sono un critico professionista, da semplice spettatore ho trovato questa pellicola troppo lungua ed immobile per volersi considerare un poliziesco, ma allo stesso tempo talvolta troppo sbrigativa e per certi versi comica per pretendere di essere guardata con finalità introspettive.

deadkennedys  @  04/10/2012 19:27:25
   8 / 10
Redenzione, perdono e religiosità le componenti di questo film. Il finale lascia allibiti perchè

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER. Certo in pochi capiranno. Paradossalmente è il finale più duro possibile.

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Se volete il poliziesco tutto droga, sparatorie e spacconate lasciate perdere.
La particolarità e la grandezza di questo film è che lascia insoddisfatti e arrabbiati. Impossibile restare indifferenti.

1 risposta al commento
Ultima risposta 03/10/2013 18.34.19
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ste 10  @  09/09/2012 19:31:23
   7½ / 10
Duro, crudo, spietato; la fotografia di un uomo "sbagliato" realizzata senza filtri; sicuramente un ottimo film grazie anche o soprattutto alla magistrale interpretazione di Keitel

Hyspaniko9  @  06/09/2012 23:22:17
   7 / 10
Un film non male ma non mi è sembrato il capolavoro di cui tutti parlate, una rappresentazione di un "anti-eroe", di un uomo inutile fino alla fine, e ovviamente visto nella sua mediocrità, però sarà personale ma il film poteva convincere di più e il finale mi ha lasciato di *****.

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3 risposte al commento
Ultima risposta 07/09/2012 16.16.11
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  03/09/2012 10:37:51
   8 / 10
Harvey Keitel è perfetto nell'impersonare un uomo in declino che si sta portando alla rovina con le sue stesse mani ma che cercherà di raggiungere l'espiazione dei suoi peccati. Ferrara riesce a ricreare un'atmosfera davvero morbosa che accompagna il protagonista nella sua personale Via Crucis resa toccante da alcune scene straordinarie per drammaticità (in particolar modo sapete tutti a quale scena mi riferisco, il monologo in chiesa ma non solo). Non è facile trovare film che raccontino la caduta di un uomo in maniera così cruda. Bisogna però dire che la ripetitività delle situazioni portano a qualche momento di noia (facilmente superabile).

tobbie  @  03/09/2012 02:01:16
   9 / 10
Avevo intravisto qualcosa di Ferrara e mi aveva intrigato dunque mi sono deciso a vedere quello che tutti dicono sia il suo capolavoro,ovvero il cattivo tenente e confermo quanto di buono ho letto finora.
Il degrado è proposto in maniera nuda e cruda, non è il solito film che quattro ragazzini vedono e poi si fomentano, il regista non fa questi giochetti da poveri, si limita a sputare e mostrare la disperazione, lo squallore e la tristezza che è propria di chi si riduce in determinate condizioni in preda alla confusione esistenziale. Una vita in cui non si riesce più a frenare la propria discesa verso gli inferi.
Inoltre la prova di Keitel è fenomenale e la sua condizione caratteriale è approfondita in modo eccelso e culmina nella scena della visione nella chiesa.
La redenzione è la meta finale a cui giunge poco prima di terminare il suo percorso.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  28/08/2012 18:44:49
   8½ / 10
Grandissimo film di Ferrara (quando ancora non s'era bruciato il cervello), stranamente non scritto da Nicholas St. John nonostante vi si ritrovino molte delle sue tematiche. E' una storia di redenzione scritta senza remore e senza fare sconti a nessuno, con un protagonista sporco fino in fondo (Keitel strepitoso), che agisce in un ambiente sporco fino in fondo. Un pugno nello stomaco la sequenza in chiesa con Gesù Cristo, ma tutto il film è decisamente indigesto nella sua spietata sincerità.

Sir_Montero  @  12/08/2012 18:02:52
   8 / 10
Una tragica, e straziante, storia di redenzione. Una favola immorale che colpisce allo stomaco e agli occhi lo spettatore inerme, che si ritrova impotente dinanzi la deriva nichilistica di un uomo che incarna,come un suburbano Cristo senza Padre, il fallimento morale e spirituale dell'umanità. Harvey Keitel è perfetto in questo ruolo. Davvero un gran film; da guardare "al di qua del bene e del male".

C.Spaulding  @  26/06/2012 18:06:29
   7½ / 10
ottimo film drammatico. Harvey Keitel si è superato nell'impersonare questo poliziotto schiavo di alcol e droga. Un film sulla redenzione crudo e coinvolgente. Da vedere.

trimo00  @  26/06/2012 16:12:59
   8 / 10
Un film sul perdono, che si staglia nell'immensa filmografia basata sulla vendetta. Da vedere

Weltanschauung  @  22/05/2012 20:07:55
   10 / 10
"Cristo è il motivo ultimo per cui faccio questo mestiere... Credo che ciò che Cristo rappresenta è qualcosa in cui credere ed è qualcosa per la vita".
(Abel Ferrara)

"Il cattivo tenente" di Abel Ferrara ha inizio in una calma mattinata di New York. Un tenente accompagna i suoi due figli a scuola, tra loro non vi è dialogo, la poca comunicazione che si crea nell'auto durante il tragitto è brusca e rude; egli accetta a stento di essere salutato con un bacio ed una volta rimasto solo inizia a sniffare cocaina.
Un uomo senza etica civile, privo di speranze, immerso nelle droghe, nei soldi, nelle scommesse e nel sesso animale ed esibizionista, non fa altro che vivere nell'attesa di nuovi rifornimenti di crack, cocaina ed eroina. Le attività normali da professionista e padre di famiglia sono per lui una coercizione inaccettabile.
Ma la possibilità di redenzione è dietro l'angolo: una suora viene stuprata da due uomini, il tenente decide così di occuparsi del caso per fare giustizia, ma la religiosa non vuole rivelare i nomi degli aggressori. Per amore di Dio ella decide di perdonarli.
Scatta allora qualcosa all'interno del protagonista e la sua parabola discendente diviene così un tentativo salvifico. Un miraggio in chiesa lo porta a confrontarsi con Cristo ed è proprio in questo incontro che risiede il fulcro del film.
Il protagonista, con l'ego affievolito, diviene consapevole dei propri limiti umani e prende coscienza delle sue debolezze e dei suoi fallimenti. Ma il Cristo offeso è silente, immobile di fronte ai mugugni, ai lamenti e alle sue richieste d'aiuto. Che la futilità dell'esistenza abbia colpito perfino Dio? Che la malattia dell'inessenziale ne abbia intaccato l'essenza?

Un immenso Harvey Keitel è il protagonista della pellicola, assolutamente enorme nel ruolo dell'uomo estenuato sia fisicamente che spiritualmente, coinvolto a 360° nel degrado metropolitano, vissuto con tutte le contraddizioni e i paradossi della sua epoca.
Il suo corpo possente e sofferente diviene una rustica icona di immoralità, un vero e proprio simbolo di annichilimento.
Egli si dispera, ringhia, sempre più animalesco, sempre più irascibile, cercando di destreggiarsi come può tra i sotterranei malavitosi della città, pedinato dall'impietoso sguardo di Abel Ferrara in regia (che concede a Keitel praticamente più dell' 80% delle inquadrature del film), impeccabile nell' esplorare tutte le sfaccettature della sua personalità, svelandone le ossessioni e la conseguente traiettoria decadente.
Il tenente diviene così il simbolo della solitudine dell'uomo nelle metropoli contemporanee, il quale ricerca emozioni sempre nuove, offuscandosi i cinque sensi in ogni modo possibile.

Il regista americano crea un ineccepibile noir dalle tinte fosche, la cui regola fondamentale pare esser l'eccesso: partendo dalla locandina che ritrae Keitel in un nudo integrale, passando per le perversioni sessuali del protagonista, sino ad arrivare alle crude riprese delle iniezioni di sostanze stupefacenti.
Abel Ferrara mette in scena la disperazione, resa con immagini scarne e buie, e lo fa con ritmi lentissimi ma con una tensione psichica di altissimo livello.
La sua direzione filmica è come sempre caratterizzata da ambientazioni e scenografie(qui curate assieme a Zoë Tamerlis Lund) cupissime. A livello stilistico il film ricorda sicuramente il primo Scorsese, quello di "Mean Streets", di "Chi sta bussando alla mia porta" e di "Taxi Driver", ma per alcuni aspetti anche il primo Cassavetes.
C'è da dire però che rispetto ai sopracitati qui la regia è ancor più turpe, sgradevole, scarna e radicale, oltre che blasfema.
Il sonoro è spesso caratterizzato da suoni ambientali, fruscii vari e rumori di tv e radio accese, straniante inoltre un pezzo come "Pledging My Love", nel contesto della pellicola.
Un film denso, un tunnel tenebroso, struggente e dall'aria irrespirabile.
Folle e lucido allo stesso tempo, è un intenso viaggio interiore che rende bene l'improvvisa esigenza del Sacro, in un mondo in cui la religione è ormai sempre più ridotta in pillole e nozioni fantascientifiche. Un vero e proprio inno iniziatico all'insegna dell'autodistruzione, in una luridissima New York, ove il silenzio pare essere l'unico suono sopportabile e dove il rapporto tra uomo e Dio risulta controverso.
Il disordine della coscienza non fa che aprire nel protagonista voragini su voragini, facendolo sentire un enigma soprattutto per se stesso e portandolo così ad un percorso del tutto insolito, per giungere in contatto con il divino.

Harvey Keitel, grazie all'irruenza del suo corpo, non fa altro che caricare il personaggio autobiografico di Ferrara di un' energia bestiale e viscerale, in grado di travolgere qualunque cosa.
Con impeto e desolazione la sua interpretazione fa percepire sensazioni dubbie, ovvero si crede in Dio solamente per evitare il monologo tormentoso della solitudine?
Possibile che Dio sia solamente un errore del cuore, così come il mondo un abbaglio della mente? Forse, ma d'altronde lui è l'unico pronto ad ascoltarci di fronte ai nostri scoramenti.
Quando si rimane completamente soli, Dio è in agguato, pronto a infiltrarsi nel nostri più fragili oblii interiori.
Benché l'idea assolutamente inintelligibile del giudizio universale sia un' aperta provocazione per l'intelletto razionale, essa serve tuttavia a definire il nostro nulla. Ma perché egli dovrebbe continuare a esistere anche davanti a prove inconfutabili della sua inesistenza?
Tutto depone per lui e contro di lui allo stesso tempo, poiché tutto ciò che lo smentisce, allo stesso tempo lo convalida.

"E' uno dei più grandi film che siano mai stati fatti sulla redenzione... Fino a che punto si è disposti a scendere per trovarla... Avrei voluto che "L'ultima tentazione di Cristo" gli somigliasse."
Martin Scorsese

4 risposte al commento
Ultima risposta 31/05/2012 22.34.46
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gianni1969  @  10/01/2012 03:06:58
   9½ / 10
discesa negli inferi di un polizziotto drogato,autolesionista e corrotto alla ricerca di una sua redenzione.scene molto forti e non per tutti.grande keitel qui pero' doppiato da cani.meglio in lingua originale. supercult

cort  @  28/12/2011 21:33:04
   7 / 10
film duro e drammatico che colpisce ma anche pecca di movimento lasciando ampio spazio al declino del personaggio ed all'atmosfera cupa più che ad una trama accattivante.

Febrisio  @  26/12/2011 10:44:06
   7½ / 10
Un film che riesce a trasmettere un declino, entrando anche nel personale, senza lo sforzo di dover per forza essere didattico o noioso. Un buon punto di vista, duro se guardato con occhi non distanti dalla realtà, che Abel Ferrara è riuscito a mostrare con un cinema abbastanza semplice. Un pugno allo stomaco.

magicof  @  25/09/2011 14:49:09
   8 / 10
Harvey Keitel dice tutto !!!!

appena appare in tutto il suo spledore il voto sale vertiginosamente in questa sua intepretazione

storia un poco pesante per i miei gusti, ma comunque ottima !!!

Buba Smith  @  25/09/2011 14:38:17
   3½ / 10


Mi è piaciuta la recitazione di Keitel.

Ma il film faceva veramente schifo... Terribile veramente. Monotono, ripetitivo e spesso noioso. Ne ho visti molti altri del genere.

Questa Ora e 38, mi è pesata davvero parecchio.

Assolutamente in disaccordo con la media.

Invia una mail all'autore del commento Totius  @  25/08/2011 01:23:33
   8 / 10
Droga, alcol, donne, perdizione, blasfemia e turpiloquio. Un uomo affronta tutto questo. E' interessante capire come... ed il messaggio finale che da ciò ne deriva. Imperdibile film con un Keitel da Oscar!

PignaSystem  @  20/07/2011 22:26:28
   8½ / 10
In questo film l'eccesso non è l'inebriante e volontario affondo nella trasgressione, bensì la disperata schiavitù di una morale invertita, che indirizza ogni gesto quotidiano verso il male. Le dipendenze del tenente sono solo le diverse manifestazioni di una normalità malata, che spinge inesorabilmente la ragione a scegliere ciò che è sbagliato, e l'istinto a godere di ciò che è illecito. La coscienza è viva, ma l'abitudine è più forte, ed incalza la sua vittima come il perverso meccanismo che induce il giocatore perdente a puntare somme sempre più elevate. La cattiva azione non ripaga, perché è come un versamento a vuoto; non c'è guadagno di ritorno, ma solo un vuoto che si allarga. La figura del protagonista si sottrae alle logiche cinematografiche degli eroi positivi e negativi: egli è unico, e quindi solo, abbandonato dai buoni e dai cattivi, da Dio e dagli uomini, perché il suo agire non rispetta nessun codice riconoscibile, né persegue alcun fine condiviso. Ed è per questo che egli, emblematicamente, morirà per mano ignota, ed il suo ultimo atto sarà un'indecifrabile via di mezzo tra la condanna ed il perdono. Ne "Il cattivo tenente" Abel Ferrara realizza un nuovo, personalissimo modo di guardare la realtà dal fondo: questa volta la ritrae attraverso la psicologia morbosa del protagonista, rendendo visibile il suo compiacimento, però impedendo allo spettatore di parteciparvi.

franky83  @  05/07/2011 12:23:51
   7½ / 10
Keitel eccellente

baskettaro00  @  28/06/2011 19:21:49
   7 / 10
Un filmone mancato, dopo i primi 35 minuti si ammoscia un po', rimane un film buono che però poteva essere meglio.
Coraggioso Ferrara nel mostrare scene forti ed altre che hanno per protagonista un Tenente che abusa spesso del suo potere ("hai mai succhiato il ***** ?"), e si droga con costanza, per poi vederne la sua redenzione ( "dove ***** eri ?")
Grande Harvey per questa ottima interpretazione, davvero bravo.
Un film che merita un 7 ma poteva essere meglio, in un paio di scene non nego che mi abbia annoiato..
La scena nella macchina con le due ragazze è la mia preferita;)

Larry Filmaiolo  @  13/06/2011 12:21:42
   9 / 10
film per nulla buonista, anzi durissimo e spietato, sulla redenzione. one man show del gigantesco e superbo Keitel. coraggioso e cattivo Ferrara.
Che potenza.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

giraldiro  @  27/04/2011 01:28:05
   6 / 10
Mi spiace per chi ha messo voti alti a questa pellicola ma purtroppo io sono rimasto un pò insoddisfatto dopo averlo visto. Non è che sia brutto, e almeno la sufficienza la raggiunge, però scorre male ed è monotono: di fatto la maggior parte del film consiste nel mostrare il protagonista farsi di coca e indebitarsi con le scommesse... di altro c'è poco, se non la buona interpretazione di Keitel.

barbuti75  @  28/03/2011 23:16:41
   8 / 10
Malato, angosciante, perverso...ecco tre aggettivi che ben definiscono il cinema di Abel Ferrara che mai come in questo film riesce a coniugare i tre elementi con tanta efficacia.
Il protagonista assoluto della pellicola è un immenso Harvey Keitel nel ruolo più autodistruttivo della sua carriera...ogni minuto che passiamo in compagnia del cattivo tenente ci rendiamo conto di tutte le sue perversioni, di tutti i suoi dubbi, della sua ostentata religiosità che cede il passo ad una più umana miscredenza.
Non è una pellicola che vuole apparire bella ai nostri occhi, anzi è esattamente il contrario...le scene di stupro e di violenza unite a quelle del "buco" ne fanno un monito a tutto il cinema estremo.
Non ci sono patinature in questo cattivo tenente, non troverete la redenzione dai vostri peccati, ma forse imparerete a conoscerli meglio.
Disgustoso...ma è proprio ciò che Ferrara vuole che sia!

7219415  @  14/01/2011 19:00:30
   7 / 10
Parte bene ma a parer mio potrebbe continuare molto meglio...invece non convince molto..

Oskarsson88  @  06/01/2011 01:32:36
   6½ / 10
Nel film accadono pochi avvenimenti, ed è quasi tutto incentrato sul bravo Keitel che alza la media del film, perchè di per sè la trama inizia a stuccare quando continua a far dere le solite scene di droga. Finale non del tutto logico.

Invia una mail all'autore del commento s0usuke  @  10/12/2010 15:42:32
   8 / 10
Ferrara dà vita ad uno dei personaggi più dolorosi e sofferenti mai raccontati prima. Il cattivo tenente di Keitel è fra ciò che di più sgradevole possa esistere. Dietro al suo incedere maledetto si cela la parabola cristiana della redenzione tanto cara al regista... secondo la quale solo toccando il fondo si ha piena consapevolezza e tensione alla salvezza in nome di un Dio che tutti vorremmo ascoltare perchè possa illuminare a noi il cammino. Straordinario e coraggioso Keitel... soprattutto in almeno due scene (la masturbazione in strada e il suo "atto di dolore" al Cristo apparso)

chem84  @  27/10/2010 14:19:27
   8 / 10
Un Harvey Keitel splendido protagonista si carica il film sulle spalle e lo porta a termine in maniera impeccabile.
In mezzo una storia di vita newyorkese, mostrata da Abel Ferrara in maniera molto diretta e senza fronzoli, ma con qualche esagerazione di troppo.
Grande il finale.

Donetsk  @  24/10/2010 19:04:35
   10 / 10
Keitel in autodistruzione.
La vera vita di Abel Ferrara cominciò alla fine delle riprese di questo film.
Mastodontico.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  14/07/2010 18:19:27
   8½ / 10
Quando ha inizio il film il protagonista ha già raggiunto il suo stato di 'cattivo'. Non ci viene raccontato il prima, o il come a quella condizione egli ci sia arrivato. Anzi per gran parte della pellicola non si fa che documentarne i comportamenti spregevoli. Egli si droga, si alcolizza, gioca d'azzardo, approfitta in ogni modo della propria posizione; è sessualmente depravato, moralmente scorretto, spiritualmente vuoto, professionalmente corrotto; il ruolo di tenente, ma anche di padre e di cristiano, ne rende ancora più gravi tali atteggiamenti.
Questo cominciare ‘senza principio' sembra, quasi, sottintendere una premessa che vuole l'Uomo 'peccatore' da sempre; e di ciò sofferente, quasi penitente, come bene ce lo ricorda ad ogni inquadratura il volto sempre affranto di Keitel.
La fotografia fosca, gonfia d'un palpabile e crudo realismo, toglie intanto vitalità agli ambienti. Li stringe attorno al protagonista, e li fa angusti, degradati, marci e irredimibilmente corrotti. Eppure brevi candori sembrano sfiorare talvolta la penombra, raddrizzare le mura distorte, suggerire scorci di pace come nella stanza silenziosa del figlio.
La stessa chiesa, che si trova a essere teatro di uno stupro, dopo il fatto si ricompone nel suo pudore. A un certo punto c'è un'inquadratura in cui due finestre irradiate vengono a formare una sorta di trinità con la suora, rivestita nel suo velo.

A molti è tornato in mente 'Mean street' di Scorsese. Anche a me: ma là un più giovane Keitel si recava in chiesa per abituarsi al fuoco punitivo dell'inferno. Qui, già condannato all'inferno terreno, viene a cercare un angolo, seppure molto breve, di paradiso.
Lo trova? Io non saprei. Il film, nonostante la sua scorza dura e ruvidissima, dissacrante e a tratti blasfemo, si presenta quale parabola cristiana, ma senza armonia, protendendosi verso una grazia che rimane sgraziata.
Cristo disceso dalla croce apparirà smorto, quasi paralizzato, inerte. In una sequenza intensissima egli lo insulta, e immediatamente dopo gli implora perdono, provando in quello sfogo lancinante prima la vendetta e poi la pietà.
Ma l'incontro con gli stupratori (e nonostante in sottofondo ci sia la telecronaca della partita in cui il protagonista ha scommesso la sua stessa vita, egli non vi pone più attenzione) non ha armonia. Come neppure il suo perdono, o la sua morte ne avranno, ancora immersi nello squallore.
E infine quell'ultimo pianto, viscerale ma non liberatorio, quel volto ancora straziato dal rimorso e dalla sofferenza, quell'allontanarsi di spalle brancolante e radente alla ringhiera, poco suggeriscono pace e redenzione.

15 risposte al commento
Ultima risposta 18/07/2010 10.30.24
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Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  30/05/2010 13:30:23
   6 / 10
D'accordo con tutto quanto scritto nel commento precedente, quindi evito di riscriverlo...e in effetti abbiamo messo lo stesso voto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  23/05/2010 11:49:31
   6 / 10
A parte la magistrale, sgradevole e coraggiosa prova di Keitel, e qualche scena degna di nota (la masturbazione davanti alle due ragazze, i dialoghi con la suora, la confessione/redenzione nella chiesa) questo film ha ben poco da offrire. Ferrara è impareggiabile nel mostrare la violenza urbana di New York in tutto il suo marciume, depravazione e squallore - basti vedere "King Of New York" o "L'Angelo Della Vendetta" - ma non è in grado di rendere né la storia né l'intreccio interessanti, in quanto per tutta la durata non si vede altro che il protagonista autodistruggersi tra bere, sniffare, bucarsi e scommettere. Molto efficace all'inizio, ma alla lunga decisamente stanca, diventando ripetitivo e noioso, anche per il poco spazio che viene dato a tutto il resto. E visti gli sviluppi, come ha già detto qualcun'altro, non è difficile intuire come si concluderà la vicenda.
Gli elementi che rendono la pellicola cult comunque ci sono, noir crudi come questi se ne vedono ben pochi in giro, ma lo consiglierei solo ai fan di Ferrara, regista che ha fatto di meglio (i due film sopracitati o il capolavoro semisconosiuto Fratelli). Un'occasione mancata.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  22/05/2010 17:23:27
   9½ / 10
"Dov'eri andato? DOVE ***** ERI ANDATO?"


Lacerante lavoro sulla redenzione,forse il miglior modo di trattare l'argomento,con una violenza visiva e uno squallore degradante che non sanno per nulla di ipocrisia nè di banalità.
Difatti questo Cattivo tenente non è mai banale ed è girato magnificamente da un Ferrara che assomiglia nel modo di girare in maniera inquietante a Scorsese e anche le tematiche religiose e di salvezza sono tanto care ad entrambi. Ad ogni modo questo cult di Ferrara è un vero capolavoro sia per la storia, sia per la regia e soprattutto per un colossale Keitel.
Il regista non si risparmia mai,mostra continuamente senza timore e probabilmente si diverte pure a fare il "voyerista" esagerando per quasi tutto il film nel degrado e nelle situazioni sempre più nere.
Sta di fatto che così il film colpisce ancora di più nel segno e alcuni momenti sono indimenticabili grazie al loro simbolismo: la scena dello stupro della suora,con la statua della ******* buttata da parte,e poi quella fantastica del monologo in chiesa con un Keitel assurdamente magnifico.
Il protagonista è uno dei protagonisti più amorali della storia del cinema: burbero e distaccato con i figli,perverso,volgare,drogato,corrotto,puttaniere,maschilista.
Come sia arrivato a questo punto non è dato saperlo e neanche ci interessa,i pochi riferimenti ci vengono probabilmente dati dallo stesso tenente durante la sua "visione" in chiesa: dice di aver cercati di fare le cose giuste,ma di essere stato un debole.
è tanto perso nel vizio da essere ormai completamente alla deriva,sempre di più. Eppure la sua coscienza viene scossa in maniera determinante dopo uno stupro compiuto ai danni di una suora e cercherà dapprima vendetta,per poi cambiare questo sentimento nell'ultima ancora di una salvezza spirituale.
Probabilmente viene scioccato dallo stupro perché per lui rappresenta la violazione di qualcosa che considera assolutamente puro e sacro,una delle ultime cose pure rimaste.
Però non riesce neanche a concepire il perdono della suora,per poi successivamente farlo suo nella parte più bella e lacerante dell'intero film ovvero il dialogo/soliloquio in chiesa con Gesù. Keitel qui tocca l'apice,tra recriminazioni,insulti e richiesta disperata di aiuto (e disperata nel vero senso della parola,una disperazione che ti tocca profondamente). E deciderà di compiere il gesto che da un senso alla sua intera vita (morte),che lo "salverà" definitivamente,anche se il gesto che compie è per lui una decisione sofferta e difficile.
La morale del film parte solo inizialmente da una morale puramente cattolica per poi allargarsi a qualcosa di più profondo: Keitel è qui un Uomo,capace di autodistruggersi consciamente ma anche di riprendersi la sua moralità in mano,ottenendo una Redenzione che non parte da Cristo (che non gli parla neanche ma è un archetipo che immagina solo nella sua mente) ma da lui stesso.
Essenzialmente alla fine non c'è una salvezza assoluta,anzi è un finale conforme a tutto l'andamento di questo capolavoro disperato e pieno di lamenti (quelli di Keitel fanno male al cuore).
Ma c'è da dire che è un finale che nella sua passività è anche la Redenzione di un uomo che decide di compiere l'unica scelta Cristiana e moralmente giusta della sua vita,non per lui ma per qualcun altro.
La richiesta d'aiuto e di perdono che Keitel fa solo a sè stesso in chiesa è finalmente raggiunta.

wooden  @  23/04/2010 15:04:44
   8½ / 10
Parabola metropolitana, degrado e modernità. Regia perfetta, interpretazione perfetta.

Nonostante i guizzi di ironia sempre presenti (anche se ben nascosti) è uno dei film più cupi e senza speranza che abbia mai visto.

BlackNight90  @  10/04/2010 20:02:33
   9½ / 10
Fottutissimo capolavoro di Abel Ferrara, uno che ha iniziato la carriera con un porno e ora la sta mandando al macero con vere porcate: nel mezzo qualche grande film sul male nell'uomo, sul peccato e la redenzione.
Molto scorsesiano nelle tematiche, ricorda Mean Streets ma va oltre: non c'è quel tono giovanile, quasi spensierato che c'era nel primo capolavoro di Scorsese. Qui il degrado è palpabile, la cattiveria e la perversione disperate, l'impotenza di non poter cambiare la propria vita sono evidenti: è la sofferenza l'unica forza che può redimere l'uomo, è innegabile, una sofferenza non comune, quasi divina.
Ferrara esprime in parte se stesso, la sua voglia di sconcertare, il suo rapporto conflittuale con la religione: odio contro l'istituzione religiosa ("La chiesa è un racket"), abbandono dubbioso ma sincero verso il mistero della fede e del perdono (il personaggio della suora è fondamentale, forse troppo) e della redenzione, le uniche cose che possono dare veramente speranza all'uomo per una sua propria necessità interiore.
Si può star qui a discutere se il film sia blasfemo o meno, se la crudezza (non così esagerata, a dir la verità) della regia sia necessaria per il tema trattato o meno: ma non si può rimanere indifferenti di fronte a un film che s'interroga sulla distanza tra l'uomo e Dìo, sul percorso, infernale per forza, per raggiungerlo. Harvey Keitel è mostruoso e regala una delle prestazioni più intense della storia.

Carmine  @  05/04/2010 11:24:31
   10 / 10
Capolavoro assoluto.
Keitel incredibile.
Un tunnel senza luce sul fondo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Tumassa84  @  04/04/2010 13:29:19
   9 / 10
Avevo sentito parlare molto bene di questo film, ma non mi aspettavo un capolavoro di questo livello. Era tanto che non rimanevo così folgorato di fronte allo schermo... il personaggio interpretato da un Harvey Keitel semplicemente mostruoso, è un antieroe in tutto e per tutto: è un poliziotto ma non gliene frega mai niente di nessun caso, passa il suo tempo tra droga, donne e perversioni; e l'unico suo cruccio sono le scommesse sulla finale di baseball che lo stanno rovinando. Ma ciò che fa di lui la perfetta antitesi del classico protagonista hollywoodiano, è che non ha assolutamente alcuno scopo nella vita. Il film inizia che lui è già così, e non si sa il motivo del suo comportamento o perchè scommetta così tanti soldi. Infine, egli ha comunque la sua occasione per redimersi spiritualmente poco prima dell'amaro finale. Alcune scene poi sono veramente da antologia, come quella con le due ragazze in macchina.

Cardablasco  @  07/03/2010 12:52:09
   8 / 10
Autodistruzione degrado perversione scommesse,veramente un gran film,grandissimo Keitel

edmond90  @  01/03/2010 09:01:12
   7½ / 10
Viaggio allucinante nella perversa vita di un poliziotto immorale e corrotto.Si perde un pò in lunghezze in diversi punti ma alcune scene(tra tutte il monologo in chiesa)lo rendono indimenticabile.Keitel perfetto

dave89  @  26/02/2010 22:04:12
   7½ / 10
bel film...crudo e diretto

Invia una mail all'autore del commento wega  @  26/02/2010 20:41:07
   9 / 10
Mamma mia davvero stupendo questo lavoro di Abel Ferrara fondato sul paradosso. E' vero, si tratta di una nuda e cruda discesa agli inferi in un crescendo di degrado e autodistruzione che aumenta con l' aumentare dei beats del contrappunto della colonna sonora, e di un realismo trasbordante. Un noir però in pieno stile Scorsese, paragonabile a "Mean Streets", e il personaggio protagonista in cerca di redenzione è ancora lui, un immenso Harvey Keitel. Nel Cattivo Tenente paradossalmente tutti i climax di violenza accadono proprio in Chiesa, e un paradosso lo è anche il finale - che eleva quest' opera fino a sfiorarne il Capolavoro - dove viene ribaltato il concetto di vittoria.


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Tom24  @  18/02/2010 01:25:45
   7½ / 10
"Hai mai succhiato il *****?!"

endriuu  @  14/02/2010 23:57:31
   8½ / 10
Una newyork che fa da sfondo ad una distruzione fisica e spirituale,un inferno continuo.La droga,la depravazione sessuale,la religione tutte tematiche che si incrociano nella sregolatezza del cattivo tenente (ottima prova per Harvey Keitel).La scena in cui si masturba è talmente forte per il suo degrado che mi rimanda subito a taxi driver quando travis porta la ragazza al cinema porno.C'è un po di aria scorsesiana in questo film..

JOKER1926  @  14/02/2010 03:38:19
   6 / 10
Definire "Il Cattivo tenente" un film psicologicamente nudo, crudo e sporco è forse uno splendido eufemismo, Ferrara con il suo prodotto incentrato sulla vita di un poliziotto sopra le righe drogato, alcolizzato e pazzo giocatore di scommesse riesce a colpire lo spettatore ma prettamente sotto il profilo del disgusto.

"Il Cattivo tenente" nasce con lo scopo di colpire (a tutti i costi) e lo fa attraverso dei richiami religiosi a dir poco blasfemi, Ferrara insomma miscela una pellicola sadica e perversa che nel suo fatidico meccanismo metodico circa la narrazione e gli sviluppi è molto prevedibile ma in parte abbastanza affascinante; la parte più bella e sicuramente suggestiva è il finale in chiesa, cinica e inquietante questa parte certifica, tonifica l'immenso alone di oscurità creatosi intorno al tenente che affligge in modo metaforico una intera società sempre più misera.

A conti fatti comunque il termine "Capolavoro" non può minimamente essere associato al film di Abel Ferrara, Noto infatti molta lentezza e inoltre una trama (compatta) che pecca, in alcuni momenti, di sani artificosi e geniali passaggi, le storie, le dinamiche circa gli sbirri "sporchi" e corrotti sono troppo palesi e salvo in alcuni frangenti non sono estremamente inedite e accattivanti. Sulla parte tecnica da segnalare la prova molto buona di Harvey Keitel e la musica "dozzinale" che risulta utile, utilissima nell'amplificare, nel rafforzare quel pessimo alone di corruzione e di droga.

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Ultima risposta 14/02/2010 16.07.05
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uzzyubis  @  02/02/2010 10:53:42
   8 / 10
Violento, torbido, sporco, malato, marcio...perfetto.
Ti fa annusare la strada, ti fa assaporare la corruzione.
Bello e basta!
Peccato il remake..

Invia una mail all'autore del commento Filosofem  @  12/01/2010 10:02:14
   9 / 10
Un film che forse farà storcere il naso ai più certosini ma che di certo non verrà dimenticato.

benzo24  @  09/01/2010 13:12:15
   8 / 10
il miglior film di ferrara insieme a the funeral.

paride_86  @  08/01/2010 00:07:34
   7½ / 10
"Il Cattivo Tenente" è un film difficile e indigesto, ma non si può certo ignorarne la carica drammatica, il pathos e la tragedia di un uomo alle prese con se stesso, i suoi eccessi, la sua depravazione morale e - in ultimo - il suo disperato bisogno di redenzione.
Harvey Keitel qui dà una delle sue migliori prove d'attore: eccezionale.

Guy Picciotto  @  29/12/2009 21:51:33
   9 / 10
Sono nato nel Bronx ma allevato in strada / dove gli agenti mettono al sicuro distintivo e droga / ho moglie e cinque figli e una casa vicino al parco / e una modella in calore che tengo nascosta alla gente/ perché sono io il Cattivo Tenente. / Mi chiamano quando piove ***** / c'è sangue su un vestito, c'è una pistola sul pavimento / mi faccio largo perché sono il responsabile competente / bevendo il mio caffè, parlo col sergente / perché sono io il Cattivo Tenente. / È sulla Martin Luther King che la roba corre / ma Willie l'hanno preso sulla 153 / sto in macchina vestito da civile / ma i fratelli sanno chi sono / perché sono io il Cattivo tenente. / Passo cento dollari alla mia Kenny McCoy / per farmi dire che Willie è stato sparato da uno dei suoi / nella borsa che porta c'è almeno un chilo e una sporta / dico: la metto io nel baule, e scoppiamo a ridere / perché sono io il Cattivo Tenente. / Fatti di rum ed eroina hanno violentato una suora / E a Spanish Harlem questa è l'ultima trovata / gli sbirri pisciavano in giro e li hanno beccati nel sonno / se li volete trovare mettetevi in fila / ma il mio ragazzo cambia musica / e dice: se la ***** non è ancora morta, allora fottila!"
Capolavoro di Ferrara, qui in fase Scorsese più junkie, il tenente è solo una vittima di una società devastata e disagiata che non ammette più nessuna parvenza di manque lacaniano nella fragilità emotiva legata alla sfera psichica di un uomo-lavoratore che vede ogni giorno solo il marcio. Non resta che discendere giorno per giorno le scale per l'inferno, e la redenzione? equivale alla morte certa. FAMMi VEDERE COME SUKKI IL C.AZZ.O DAI.
Vergognoso il remake recente, alla larga gente.

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Ultima risposta 07/01/2010 13.23.07
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gandyovo  @  29/12/2009 16:41:21
   6½ / 10
film che non mi ha lasciato molto. harvey keitel molto bravo.

inferiore  @  01/12/2009 17:21:24
   9½ / 10
Dall'ambientazione che ricorda quella di ''Taxi Driver'' e dalle tamatiche che rimandano vagamente ''Means Street'' Ferrara dirige un film sull'autodistruzione di un essere umano in cerca di redenzione.
Poche volte mi è capitato di imbattermi in un film così crudo, realista e violento. Non raccomandabile agli impressionabili o ai moralisti che senz'altro troverebbero alcune scelte blasfeme.
Ferrara sfiora il capolavoro, mentre il capolavoro di recitazione lo trova il MITICO Keitel, che rappresenta alla grande il ''Cattivo Tenente'' che scende sempre più verso il baratro.
Alcune scene da storie del cinema, insomma, un film da non perdere per nessuna ragione al mondo.

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Ultima risposta 01/12/2009 20.06.16
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Egobrain  @  01/11/2009 19:40:29
   8 / 10
La progressiva nefandezza e il graduale abbandono della persona delinea appieno la figura del cattivo tenente,interpretato in maniera sublime da Keitel.
Il tenente vaga barcollando per la metropoli,infestata da corruzioni ed ingiustizie,di cui il tenente ne è dentro fino al collo.
L'autodistruzione e la ricerca di Dio sono i temi che concordano fra loro,il tenente va alla ricerca della redenzione dello spirito,ma ormai è troppo tardi.

bongha  @  15/10/2009 13:57:59
   7 / 10
veramente un bel film, all'inizio pensavo fosse di Tarantino perchè l'ho scaricato e nel nome del film c'era scritto che era appunto di Tarantino e infatti mi dicevo:
Accidenti allora Tarantino non è male come regista, poi, ora, mi sono accorto che non è un suo film, mi sembrava strano!! era troppo bello per essere un suo film!!

Invia una mail all'autore del commento stuntman bob  @  07/10/2009 10:34:54
   6 / 10
Senza dubbio bravo Keitel,come già detto in precedenza nel film c è quel senso di oppressione spinto verso il morboso simile a taxi driver,un personaggio incatenato dai suoi peccati che possono portare solo al finale che abbiamo visto,ma il perdono senza condanna dei due stupratori, i quali mai prima di questo film avevo visto uno scempio simile, mi ha parecchio amareggiato,certo la suora li ha perdonati,e come detto da Keitel:
"come CA**O fa a perdonarvi?!"
La punizione del poliziotto è peggiore di quella dei due
se il voto del film si dovesse basare su ciò che ha trasmesso darei meno,ma obbiettivamente soprattutto per Keitel un sei me lo strappa

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  02/10/2009 20:57:25
   6 / 10
Un anti-eroe per eccellenza che cerca la sua redenzione aiutando una suora...ma la sua concezione di "aiuto" non è la semplice vendetta che vorrebbe adottare sui carnefici...c'è molto di piu' sopra la sua testa solo che non riesce a vederlo...il cammino è offuscato dalla droga,dalle scommesse e da molti altri vizi!
Peccato che il film non si occupi molto bene del materiale psicologico che aveva a disposizione...Keitel per quanto bravo sia non riesce a trasformare il suo personaggio e il film finisce come tutti si aspettano!
Forse nelle mani di un regista piu' capace sarebbe venuto fuori un film migliore...
Oltraggioso ma solo fine a se stesso...
incompiuto!

BrundleFly  @  28/09/2009 00:40:21
   5 / 10
Il film è crudo e si avvale di un'ottima regia e di un interpretazione magistrale di Keitel, ma la trama è quasi inesistente e ripetitiva: droga-alchol-scommesse-droga-alchol-scommesse..e così via fino ad un finale che non poteva che essere quello che ci si asetta fin dall'inizio (

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER).
Per molti sarà un cult, per me è un film che è da vedere una volta e basta.
Noioso!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  23/09/2009 13:12:39
   9 / 10
Crudo, malato, spietato come poche altre pellicole hanno saputo essere.
Il Cattivo Tenente è un viaggio nell'oblio, un oblio così profondo e disperato che rimane impresso nella mente dello spettatore. Non si parla del declino di un singolo uomo, ma del declino di un'intera società incapace di riuscire a comprendere la malvagità e la sconsideratezza delle azioni che quotidianamente compie. Abel Ferrara ha creato una vittima sacrificale che altro non fa che adattarsi alla società in cui vive, che non riesce ad essere diverso dagli altri nonostante il ruolo che svolge. Il protagonista punta il dito verso la propria fede, talmente incomprensibile ai suoi occhi da non riuscire a provare alcuna forma di perdono. Le ambientazioni in cui si svolge l'intera vicenda sono la perfetta rappresentazione dell'animo del protagonista, sembra quasi di rivivere le sensazioni provate nella New York di Taxi Driver.
Harvey Keitel è eccezionale e nonostante la complessità del suo personaggio riesce a calarsi perfettamente nella parte.
La regia di Ferrara poi merita un applauso, così come la sceneggiatura ed il montaggio.
Sicuramente un capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI martina74  @  15/09/2009 20:12:34
   8 / 10
Davvero magnifico Il cattivo tenente: un film disperato, la discesa agli inferi di un uomo che, paradossalmente, aspira al divino.
Harvey Keitel è sopra le righe, perfetto, intensissimo nel ruolo di un tenente di polizia che trascina la propria vita in una fogna e, al contempo, cerca una sorta di giustizia per una povera suora stuprata.
Struggente è il contrasto tra gli interni spesso lindi e finanche sacri come una chiesa, e l'anima nera del protagonista, perduto nell'oblio delle droghe, delle perversioni e dei soldi persi alle scommesse.
La regia è sconvolgente: un momtaggio serrato di scene che tolgono il respiro per la loro crudezza.
Decisamente un film splendido.

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  06/09/2009 20:00:39
   9 / 10
Sporco, sudicio, puzzolente e, come nel titolo, cattivo.
"Il cattivo tenente" è il film che preferisco di un regista spesso altalenante (in passato), ormai alla frutta (qui, nel presente).
Un grandissimo Keitel vaga per una New York dall'immagine sgranata e dall'enorme fascino abusando del suo potere, tirando coca, seviziando ragazzine. Fra scommesse clandestine e polverine bianche chiede la redenzione a chi del suo mondo proprio non ne fa parte, ma è troppo tardi per uscirne vincitori.
La scena in chiesa, con il tenente che chiede perdono a Cristo, vale da sola l'intera visione.

2 risposte al commento
Ultima risposta 02/10/2009 17.00.09
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