cinque pezzi facili regia di Bob Rafelson USA 1970
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cinque pezzi facili (1970)

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locandina del film CINQUE PEZZI FACILI

Titolo Originale: FIVE EASY PIECES

RegiaBob Rafelson

InterpretiJack Nicholson, Karen Black, Susan Anspach, Lois Smith

Durata: h 1.38
NazionalitàUSA 1970
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 1970

•  Altri film di Bob Rafelson

Trama del film Cinque pezzi facili

Robert (Nicholson), un bravo pianista, ha rotto con la famiglia colta e borghese e ora vive alla giornata insieme a Rayette, una ragazza un po' svampita incinta di lui. Poiché il padre sta molto male, torna a casa, ha una storia con la fidanzata del fratello, ma non mette radici.

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Voto Visitatori:   8,38 / 10 (21 voti)8,38Grafico
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Voti e commenti su Cinque pezzi facili, 21 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

guidox  @  29/05/2011 03:01:17
   8½ / 10
uno straordinario Jack Nicholson è Bobby Dupea, che vive (o meglio sopravvive) senza alcuno scopo, essendo fuggito anni prima dall'agio di una vita familiare borghese.
il padre che è gravemente malato sarà l'occasione per provare a tornare indietro, ma una volta che è stata sperimentata la fuga, è sempre difficile agire in modo differente, specie se la società ti stritola nei suoi assiomi.
bellissimo ritratto sull'insofferenza tipica di una generazione nell'America di quegli anni a cavallo fra i Sessanta e i Settanta.

nevermind  @  14/03/2011 00:15:55
   5½ / 10
Film pacato, l'ottima interpretazione di Nicholson non serve a salvare lo spettatore da una pellicola inconcludente, a tratti noiosa e pesante in alcuni momenti.
Il regista ci propina diversi fatti senza mai affrontarli per davvero, si passa da una scena all'altra senza neanche accorgersene, il tutto un po buttato li.
Rayette è incinta, Robert viene a saperlo dall'amico con cui lavora,eppure i due non ne parlano per tutto il periodo in cui stanno insieme, insomma una cosa da poco avere un figlio.
Molto strano anche il modo in cui Bobby trascorre il tempo con la futura sposa del fratello: si fionda in casa dopo anni e la prima cosa che fa è cercare subito di andare a letto con una persona che ha conosciuto il giorno stesso. Tra l'altro i due sono sempre insieme, eppure nessuno sospetta niente, neanche il fratello di Bobby (dopo che è tornato dal viaggio) si accorge che Robert sta sempre appresso alla sua donna, mah....
Non riesco proprio a capire il senso di alcune situazioni, vengono introdotti i personaggi ma il regista non approfondisce nulla, vedi il padre (figura negativa nella vita di Bobby) di lui non sappiamo assolutamente nulla se non che deve morire.
Per me il film non è sufficiente, non mi ha lasciato assolutamente nulla.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  21/01/2011 19:08:05
   8½ / 10
Superlativo e malinconico manifesto di una generazione allo sbando, con una regia impeccabile da parte di Rafelson (ad ogni inquadratura si respira costantemente lo spirito ribelle) e un'interpretazione semplicemente magistrale di Jack Nicholson, un uomo che si sente oppresso dovunque e comunque (in un'ambiente o nell'altro, in compagnia o da solo), e che vive alla giornata senza sapere quello che vuole. Eccellente anche il resto del cast (stupenda la povera ochetta Karen Black).
Coinvolgente, struggente, triste, drammatico, e con dei autentici tocchi di cinema inarrivabile (due scene indimenticabili: l'ingorgo in autostrada e il licenziamento dal lavoro).Un film che a quarant'anni di distanza ti tocca ancora nell'animo, e che a me personalmente, ha lasciato un segno indelebile da quanto mi sono riconosciuto nel personaggio di Jack.
Guardatelo... non aggiungo altro.

5 risposte al commento
Ultima risposta 21/01/2011 23.04.30
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bulldog  @  09/05/2010 10:55:11
   8½ / 10
Probabilmente il capolavoro di B.Rafelson.
Jach Nicholson in questa pellicola rappresenta lo spirito contraddittorio di una generazione sbandata esprimendo sorprendentemente un forte disagio anticonformista.
90 minuti di caos sentimentali, insofferenzae per la vita , noie e insoddisfazione perenni.

Un protagonista alla ricerca della libertà in una societa avviata verso la dissoluzione e le rovine.
Mai troppo riflessivo ,filosofico o profondo ma semplice e diretto.
L'aristocratica e i suoi discorsi nei minuti finali del film sono la fotografia nitida di tutto il senso del film.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  18/10/2009 18:52:16
   8½ / 10
Non si vuol pretendere di descrivere, in una sola pellicola, tutti le inquietudini che hanno toccato un’intera generazione come quella statunitense tra i 60 e i 70; ma suggerirle, rievocarle, soprattutto soffermandosi su quel senso d’insoddisfazione, di reclusione, e di tediosa solitudine, che si manifesta nella vita vagabonda del pianista mancato Robert (un meraviglioso Nicholson).
La famiglia non risponde più. La madre è scomparsa e il padre paralizzato. L’amore è monotono, e la musica classica è ascoltata quasi fosse divenuta un anestetico.
Le note si disperdono nei paesaggi silenziosi dell’America settentrionale; si ha il desiderio di fuggire: ma dove, se non ci si sente liberi neppure in queste immense lande aperte al cielo?

7HateHeaven  @  19/08/2009 23:15:28
   8 / 10
Questo film è una vera chicca...
Fa molto bit generation, sembra di vedere la storia di un Kerouac o uno di quella combricola, personaggi che incarnano la libertà e la voglia di non avere regole o costrizioni.
Assolutamente da vedere

Bathory  @  11/08/2009 00:58:16
   8½ / 10
Cinque pezzi facili è assolutamente non immediato e difficile da "assimilare", ma è innegabile che sia il capolavoro di Rafelson.
Un film sull'incapacità di vivere e sullle difficoltà dell'essere umano in quel periodo molto complesso e affascinante che erano gli anni 60'-70'.

Rafelson con estrema delicatezza delinea la controversa figura di Robert, quasi sussurrandola allo spettatore, che pian piano si trova ad affrontare i suoi imprevedibile comportamenti (sfogo contro la cameriera, freddezza verso la fidanzata e i suoi parenti).

Pellicola fondamentale e imprescindibile che segnerà un'epoca, Cinque pezzi facili è un film estremamente drammatico e profondo, nettamente superiore al suo "erede" La Rabbia Giovane, del tanto osannato Malick.

harry stoner  @  22/03/2009 23:28:34
   9 / 10
Primo grande ruolo e prima interpretazione memorabile per Nicholson.Rafelson,che in seguito collaborera' piu volte con l'attore,dirige con mano abile e precisa.Da segnalare la scena dell'ingorgo con Jack che suona il piano sul furgone che poi si allontana,forse la scena piu emblematica del film.Citerei l'incontro col padre malato,vero saggio di bravura.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  06/08/2008 12:43:07
   7 / 10
Mi son trovato davanti questo importante film senza neanche farci caso.
Bah. Troppo moscio in verità.
Pare voglia affrontare tanti temi, ma non riesce ad analizzarne neanche uno a fondo.
Per il resto Jack Nicholson regala qualcuna delle sue chicche (al ristorante ad esempio...), Karen Black innervosisce con la sua gallineria esagerata (brava però...) e il finale è la parte migliore ("sto bene... sto bene").
La fuga di un uomo dalla realtà che lo opprime. Film manifesto degli anni '70.

elmoro87  @  05/08/2008 20:00:47
   6 / 10
questo film, pur raccontando la ribellione di un uomo fuori dagli schemi dalla realtà in cui viveva, e il ritorno nella realtà di cui sopra per scontrarsi nel dolore atroce che gli provoca la visione del padre semi vegetale e della famigliola borghese da cui era scappato, riesce solo in parte ad essere incisivo e si perde a tratti in momenti di assoluta pesantezza che tolgono pathos al film...

buona prova di Nicholson, ma assolutamente non ai livelli di Shining o Qualcuno volò sul nido del cu****...

per il resto, come detto sopra, film carino che vuole mettere in risalto l'uomo degli anni '70 che si ribella alla realtà borghese riuscendoci, ma non brillando...

Aztek  @  12/02/2008 17:29:02
   9 / 10
Magnifica interpretazione di Nicholson, ai livelli di "Shining" e "Qualcuno volo sul nido del cu****", che racconta la storia di un uomo che vive al di fuori degli schemi imposti dalla società americana negli anni 70, un uomo dal carattere ribelle che non ha rispetto neanche di se stesso.
Eccellente film !!

Reservor dog  @  08/02/2008 15:16:18
   9 / 10
Pellicola davvero eccezionale che rappresenta magistralmente quel senso d'estraneità e non appartenenza che si può provare nei confronti del mondo. Nicholson offre una prova superba che va ad inserirsi insieme a quelle 4/5 interpretazioni che lo hanno reso il mostro sacro che tutti conosciamo. Del resto il personaggio interpretato, che per certi versi mi ha ricordato “Lo straniero” di Camus, sembra fatto apposta per lui che come pochi ha saputo mettere in scena i conflitti interiori, l’incomunicabilità fra persone e l’impossibilità ad adattarsi.

groover76  @  05/02/2008 12:49:05
   9½ / 10
Questo film rappresenta uno dei primi tentativi di sopperire la classica hollywood
degli anni precedenti,girato poco dopo easy rider dove il senso di ribellione alla società perbenista è evidente,nella pellicola di rafelson si "combatte"il senso d'appartenenza alla famiglia ke obbliga a seguire una strada predefinita.Il pianista robert fugge via da casa quando è impossibilitato a rispondere appieno alle aspettative del padre e diventa un vagabondo incapace d'instaurare un rapporto serio.La scena in cui appena saputo del bambino in arrivo lui non fa quello che la societa di allora gli impone cioe di prendersi le proprie responsabilità ma pensa di andare via e laciarsi tutto alle spalle.Questo atto era ritenuto inconcepibile nell'america dei primi anni 70.Pellicola storica in quanto è il primo ruolo di primo piano offerto a Nicholson che fa vedere il suo enorme talento espressivo.Nella scena clou del film lui cerca un'ultima volta un dialogo col padre malato ma l'incomunicabilità è tra i due(acuita dalla malattia del padre)è un muro invalicabile e robert piange x la sua impossibilità di comunicare amore.Tra l'altro in questa scena rafelson fa andare via dal set tutta la troupe e lui stesso si gira di spalle in quanto Nicholson riteneva che un vero attore non debba mai piangere e ke aveva difficolta nel farlo.Finita di girare la prima volta il regista chiese a Jack di farne un'altra in modo ke lui la potesse vedere ma Nicholson disse che quella andava bene e cosi il primo ciak fu quello inserito nel film.

france  @  05/12/2007 23:52:42
   8½ / 10
è un uomo che fugge, ma si capisce molto spesso il suo disagio
non cerca la felicità, ma la tranquillità

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  30/09/2007 14:39:12
   8½ / 10
FILM SUPENDO SUL SENSO DI STRANIAMENTO DI UN UOMO CHE NON RIESCE A INTEGRARSI NELLA SOCIETA' E AD ACCETTARNE GLE SCHEMI, LE CONVENZIONI E I COMPROMESSI.
PROVA ESEMPLARE DI NICHOLSON. UN UOMO ALLA DERIVA CHE, PER SUA STESSA AMMISSIONE, E' INCAPACE DI ALLACCIARE RAPPORTI STABILI E DURATURI CON LE ALTRE PERSONE, TROPPO DISTANTI DA LUI E DAL SUO MODO DI CONCEPIRE LA VITA.

The Monia 84  @  09/03/2007 14:57:21
   9 / 10
Beh, Jack Nicholson con certi personaggi gioca letteralmente in casa. Lo splendido film di Rafelson offre, grazie ad uno dei più grandi attori mai esistiti, una perla di personaggio. Una persona inquieta e scontenta, in eterna vacanza dai problemi e dai doveri della vita.
Da rispolvera assolutamente se amatie Nicholson e il grande cinema anni 70.

Invia una mail all'autore del commento angel__  @  27/01/2007 14:17:53
   8 / 10
un bel film,nicholson nel personaggio dell'insoddisfatto e vagabondo in cerca di esperienza. la casa è in un certo senso inquietante e secondo me il protagonista scappa dagli affetti e dalle cose che lo legano,con disperazione,per paura.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  27/10/2006 11:36:27
   7½ / 10
La regia di Rafelson inizia bene, ma si perde strada facendo, la sceneggiatura invece è davvero di livello eccellente così come le interpretazioni (anche se a volte il personaggio Nicholson mangia il personaggio Robert). Bellissima l'atmosfera bergmaniana che si respira nella casa. Un bel film, compatto e asciutto.

Rusty il Selvag  @  09/01/2006 15:25:33
   10 / 10
Nel film ovunque l'aria e' pesante

soprattutto per il protagonista che non riesce a respirare il fetore del
mondo che lo circonda.

artista che rinuncia al suo talento, all'arte per fuggire dal mondo o forse da se stesso eterno incompiuto.

grandiosa la scena di robert che suona il piano su una camionetta in mezzo al traffico di uomini in scatolette di ferro, insetti e torturaratori del suono con i loro clackson infernali, sono esseri gia' morti,e' proprio lo sfuggire all'odore di morte che porta il protagonista a fuggire sempre per non morire del tutto.

il fuggire ovviamente deve inoltre essere interpretato pensando al titolo e
al ruolo del protagonista ,erede di un importante famiglia di musicisti,
quindi come fuga dal peso della responsabilita'(abbandono della moglie incinta).

un grande attore per un grande film.

la mia opinione  @  20/08/2005 16:38:02
   10 / 10
A tutti gli ammiratori incallitti di Nicholson andatevi a vedere la sua migliore interpretazione di fatto altro che Qualcuno Volo', in questo film oltretutto si respira il sentore di vero e proprio capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  11/08/2005 14:20:53
   9 / 10
Splendido, un film che ha segnato più di una generazione Una delle piu' grandi interpretazioni di Nicholson nei panni dell'insolito Bobby uomo dalle radici insolite, con un soprannome, Eroica, che rievoca la famosa sinfonia di Beethoven Ma cio' che rende memorabile il film di Rafelson è questa sorta di coralità retriva, à la Altman, dove il cosmo familiare borghese viene messo alla berlina e contemporaneamente offuscato dall'ambiguità del personaggio, forse piu' conservatore e antiidealista degli odiati parenti Un film sulla contraddizione di un processo interiore tumultuoso e tormentato, dove il protagonista sembra scevro da ogni scelta d'integrazione ma al tempo stesso ne è inconsapevolmente attratto. Memorabile la rabbia implosiva nel diner con una cameriera. Per certi versi questo film, in cui ritroviamo anche la sensualissima Karen Black (occhio allo "strabismo di Venere") a un anno da "Easy rider", propone quel divario tra emancipazione individuale e barriera borghese che è alla luce della fine di un'era, se così vogliamo chiamarla, come quella Beat. E' come un lungo vortice di accattivanti premesse che poi portano a una sola fine, l'inesperienza e l'ingenuità. E davanti a tutto questo, sappiamo già il decorso. Raro esempio di riflesso di cio' che accadrà, per la stessa causa con cui Alexander Payne ritrova l'"eroico" Bobby (ora Schmidt) invecchiato e sempre piu' disilluso

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Ultima risposta 04/12/2007 15.05.45
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