8 donne e 1/2 regia di Peter Greenaway Gran Bretagna 1999
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8 donne e 1/2 (1999)

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locandina del film 8 DONNE E 1/2

Titolo Originale: 8 1/2 WOMEN

RegiaPeter Greenaway

InterpretiJohn Standing, Toni Collette, Natacha Amal, Manna Fujiwara

Durata: h 2.00
NazionalitàGran Bretagna 1999
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 1999

•  Altri film di Peter Greenaway

Trama del film 8 donne e 1/2

Un padre e un figlio, tanto ricchi da potersi dilettare nell'ozio e nel sesso, nella loro villa di Ginevra trasformata in una sorta di bordello privato. E, naturalmente, otto donne e mezzo, che riassumono prototipi vagamente demodÚ dell'immaginario sessuale maschile: un'orientale, una ex suora, una virago in tenuta da amazzone, una serva fedele, una prostituta che rievoca Louise Brooks, una nana che verrÓ ribattezzata Giulietta dopo una visione di "La strada".

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Voti e commenti su 8 donne e 1/2, 9 opinioni inserite

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benzo24  @  21/10/2019 12:26:48
   7½ / 10
"L'ovvia accusa che si e' mossa al film e' quella di vetero maschilismo (e quand'anche fosse?). Ma chi conosce il cinema di Greenaway sa bene, pero', che la donna e' sempre il motore delle azioni, l'elemento volitivo, quello che decide le sorti di ogni vicenda; gli uomini sono quasi sempre mediocri, deboli, illusi, confusi, raggirati.
Solo in apparenza 8 Donne rovescia i ruoli; la femminilita' e', infatti, solo un oggetto ipotetico nelle mani di padre e figlio.
In realta' il bordello dorato e' solo la prigione della loro sessualita', il monumento che essi erigono all'impotenza del confronto con la donna reale.
Le donne sfruttano la debolezze dei due ed usano le loro patetiche fantasie per portarle ad estenuazione. Anche stavolta ne escono vincitrici"

Nota dolente, la mancanza della colonna sonora di Nyman che toglie potenza alle bellissime immagini

76mm  @  18/07/2018 12:11:46
   6 / 10
A dire il vero questo non è proprio un film da mezze misure ma sono piuttosto in difficoltà nel valutarlo.
La prima volta che lo vidi, circa dieci anni or sono, lo trovai tremendo, inguardabile…rivisto oggi, dopo aver avuto la possibilità di approfondire un po' meglio la "poetica" del regista gallese, devo dire che qualcosa di interessante ce l'ho trovato (o forse ho voluto trovarcelo per forza…)
La sensazione di non saper bene dove andare a parare è però qui molto più evidente che non in altri lavori dell'autore.
L'omaggio a Fellini è solo nominale, difficile immaginare un film meno felliniano di questo.
Raggelato, lugubre, mortifero…tutto l'opposto rispetto al cinema del grande maestro riminese.
Convengo con quanto scritto dall'utente sotto di me…nella domanda posta durante la visione di 8 ½ sulla possibilità che i registi facciano i loro film per soddisfare le loro fantasie erotiche credo che vada ricercato il vero senso di questa pellicola.
Per il resto, tanto formalismo e provocazioni sterili.
Non stupisce l'insuccesso di critica e pubblico.

paride_86  @  05/12/2010 18:15:16
   5½ / 10
Dopo "I Racconti del Cuscino", Peter Greenaway torna al cinema ancora impregnato di influenze orientali.
"Otto donne e mezzo" è un omaggio a Fellini (mah!) e un film pruriginoso senza essere eccessivo, almeno nelle scene di sesso. La chiave di volta sta, secondo me, in uno dei dialoghi tra padre e figlio: "secondo te un regista usa i suoi film per mettere in scena le sue fantasie erotiche?" "sicuramente sì" - appunto.
Un film girato più per se stesso che per il pubblico, privo, tra l'altro, delle splendide scenografie e delle belle musiche che contraddistinguono il cinema di Greenaway.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  15/06/2010 10:54:04
   5 / 10
Otto donne e mezzo è esattamente la summa del peggior Greenaway: narcisista,fine a sè stesso e inconcludente.
Senza gli eccessi barocchi dei suoi lavori precedenti e senza musiche,il personale omaggio a Fellini del regista inglese parte bene ma poi si impantana in un nulla di fatto che vuole scandalizzare e divertire al tempo stesso con le trovate del regista,ma non ci riesce.
Gli omaggi a Fellini sono,nello stile Greenaway,molto particolari: il titolo che poi rimanda all'harem personale costruito da padre e figlio (come quello di Guido nel capolavoro felliniano),Giulietta la nana (il mezzo che sta nel titolo) che rimanda alla Strada esplicitamente,lo stesso Otto e mezzo che viene visto al cinema da padre e figlio e delle digressioni provocatorie sulla misoginia di Fellini e il carattere degli italiani.
Non bisogna prendersela per questo,Greenaway è un grande estimatore di Fellini e questa messa in scena provocatoriamente inutile,grottesca ed eccessiva vuole essere un omaggio.
Purtroppo però è il suo peggior film (lasciando perdere The falls,ma quello era un lavoro estremamente sperimentale).
La partenza è anche buona ma poi c'è il nulla proprio quando il film si dovrebbe fare interessante,ovvero nell'harem: ogni donna ha caratteristiche morbose e quasi malate ma non ci si scandalizza più di tanto,così come non ci si scandalizza nel particolare rapporto padre-figlio e nei loro dialoghi. Anzi si rimane quasi irritati dalla messa in scena tanto estrema quanto,inevitabilmente,finta.
Nulla da dire sul lato estetico,visivamente è bello. Il guaio è che avendo visto i precedenti del regista questa volta più che mai la storia è francamente banale e piatta,senza sussulti nè risate.
Dal regista del "Cuoco,il ladro sua moglie e l'amante" non si possono quasi accettare lavori del genere.

gandyovo  @  11/01/2010 19:03:11
   4 / 10
toppato. questo film proprio non mi è piaciuto, mi rivedrò altro di Greenaway

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  13/09/2008 00:15:33
   4 / 10
Si può adorare un regista e non i suoi film???
Arrivo a questo paradosso per una mia incapacità di riuscire a capire quando un film di questo greenway sia una ca.z.z.ata passatemi il termine e quando invece mi ci si trovi in presenza di un'opera di valore.
Perchè in entrambe i casi mi annoio mortalmente (sarei un ipocrita a negarlo) però resto sempre affascinato dall'abiltà maledetta che ha di fare di ogni scena un quadro, di saper giocare magistralmente con i colori e la fotografia.......veramente un'estasi visiva.

Come ho già detto in altre occasioni il confine tra cinema e videoarte spesso alcuni registi lo varcano e, c'è chi come Lynch ci viaggia in bilico ma non ci cade mai, tranne che con il passo falso di Inland Empire, e chi invece ne è solito come Greenaway,
Qui siamo in presenza di un film sempre forte visivamente ma dove ci si dedica anche a raccontare una storia e lanciare un messaggio, ne esce fuori una cosa che vuole essere provocatoria ma che a me ha disturbato per il suo livello morboso e a tratti ingenuo per non dire stupido...........ah ovviamente mi ha annoiato ma questo credo che sia una cosa normale.....

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  17/01/2008 23:07:00
   4½ / 10
un film che vuole solo essere scabroso e che dimentica di trattare i temi che porta sullo schermo...un film senza spessore e mi sorprende!
tra i film che ho visto del regista è sicuramente il peggiore...

Mpo1  @  15/01/2008 01:44:15
   9 / 10
Uno dei film più sottovalutati di sempre.
Certo Greenaway non è un autore per tutti: per il regista sesso e morte sono gli elementi principali della vita, e su questi si basa il suo cinema, oltre che sull'amore per la sperimentazione e per tutte le arti visive.
Chiaramente questo film si ispira al super-capolavoro di Fellini, ma certo non ha intenzione di confrontarsi con quella vetta del cinema mondiale.
Con nonchalance e ironia Greenaway continua a farsi beffe di tabù e moralismi, e ci mostra un figlio che va a letto col padre per consolarlo della morte della moglie, e poi condivide la sua fidanzata con lui. Poi, tra le 8 svitate donne (e mezza), una fa coppia con un maiale (l'animale) e un'altra vuole rimanere continuamente incinta, e le altre non sono meno stravaganti...
La parte iniziale del film è la migliore, poi nella seconda metà c'è qualche difetto, in fondo trascurabile.
Dovrei dare 8 1/2 ovviamente, ma arrotondo a 9.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  10/08/2006 11:28:35
   2 / 10
Greenaway si è completamente rimbambito. Filmaccio inutilmente pseudo-scabroso orchestrato ad arte per fare scandalo (patinato, peraltro) con incesti, nane, voyerismo e porcate varie, per poi ritirare la mano quando si tratta di avere veramente coraggio.
Veramente un'opera infima.

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Ultima risposta 21/10/2019 12.28.08
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