Recensione jcvd regia di Mabrouk El Mechri Belgio, Lussemburgo, Francia 2008
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
HAL9000 novità NEWS 
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

Recensione jcvd (2008)

Voto Visitatori:   7,27 / 10 (44 voti)7,27Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
Dimensione testo: caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

locandina del film JCVD

Immagine tratta dal film JCVD

Immagine tratta dal film JCVD

Immagine tratta dal film JCVD

Immagine tratta dal film JCVD

Immagine tratta dal film JCVD
 

"Jean-Claude Van-Damme - pseudonimo di Jean-Claude Camille François Van Varenberg (Berchem-Sainte-Aghate, 18 ottobre 1960) - è un attore, regista, sceneggiatore e artista marziale belga. Dopo aver studiato intensamente le arti marziali sin dall'età di dieci anni, Van Damme realizzò un successo nazionale in Belgio come artista marziale e culturista, guadagnandosi il titolo di culturismo di "Mr. Belgium". Emigrò negli Stati Uniti nel 1982 per intraprendere la carriera di attore." (tratto da Wikipedia)
Il resto della storia è risaputo: Van Damme, in America, lavora in varie produzioni e partecipa a vari film in ruoli minori, svolgendo nel frattempo lavori di "routine". Questo fino al successo commerciale di "Bloodsport" ("Senza esclusioni di colpi"), in cui recita da protagonista, al debutto U.S.A. Di John Woo ("Hard Target", del 1992) e ad action movie come "Univarsal Soldier".

Ad una carriera costellata da successi e da film di dubbia qualità tecnica e artistica (la maggior parte usciti per l'home video) si affiancano vari problemi di natura sentimentale (cinque matrimoni, due dei quali con la stessa donna), giudiziaria e di salute (l'abuso di cocaina e la depressione).

Lo stile di vita e il percorso professionale intrapreso portano l'attore belga a scomparire lentamente dai circuiti del cinema "che conta" e ad accettare ruoli di qualsiasi tipo, partecipando ad una decina di film, tra la fine del ventesimo e l'inizio del ventunesimo secolo, di basso profilo. Questa discesa "fino all'inferno" sembra interrompersi improvvisamente nel 2008, quando una produzione franco- belga decide di rilanciare la figura dell'attore, portandolo persino sul tappeto rosso del Festival Internazionale del Film di Roma, con il film "JCVD" ("Nessuna giustizia"), in cui Van Damme recita (ebbene sì, "recita") nel ruolo di se stesso.

La trama è presto detta: Van Damme torna nella propria cittadina belga di origine, inseguito da problemi finanziari e dalla fallimentare causa per l'affidamento della figlia, alla ricerca di tranquillità. Presentatosi in un ufficio postale con l'intento di prelevare i soldi necessari a pagare la parcella del suo avvocato, rimane invischiato, suo malgrado, in un tentativo di rapina. I rapinatori, riconoscendo subito l'ostaggio, decidono di sfruttare la sua popolarità per negoziare con la polizia, che a sua volta crederà sia proprio Jean Claud l'artefice della rapina.

Il film è diviso in quattro capitoli e fonde con particolare efficacia realtà e finzione. Parte quasi come un biopic (o un mockumentary) ma sfocia ben presto nella commedia e nel dramma di un personaggio, per una volta, spogliato della propria aurea di star. Nonostante una fotografia satura e al limite del televisivo e una sceneggiatura non priva di retorica, il sesto lavoro di Mabrouk El Mechri ha ricevuto un caloroso benvenuto da parte della critica internazionale, limitandosi invece ad un tiepido successo di pubblico, che l'ha quasi snobbato data la scelta dei produttori di uscire direttamente in dvd.

La storia non è delle più originali, a metà strada tra "Quel pomeriggio di un giorno da cani" e "In fuga per tre" ma appare subito chiaro come tale abusata situazione sia stata inserita volutamente in un contesto non molto frequente per il cinema, quello di una star nel ruolo di se stesso in una situazione totalmente "di fantasia" (altri esempi di questo tipo li abbiamo avuti con "Essere John Malkovich" e, molto più alla lontana, con "The Last Action Hero"), nel tentativo di sferrare un attacco all'industria e ad altri uomini-simbolo di un certo tipo di cinema, di cui lo stesso Van Damme è icona.

Tra critiche ben poco velate verso colleghi attori e registi (incluso quello che lo ha portato alla fama per poi "abbandonarlo", John Woo), tra situazioni al limite del paradossale e vere e proprie prese di coscienza (il monologo finale), l'attore belga si prodiga in un atto di sincerità e umiltà, spogliandosi completamente delle vesti di star e abbracciando, per un attimo, un'idea di cinema visto non solo come macchina per far soldi.
Il risultato è un film che del tutto sincero non è (basti vedere i titoli a cui Van Damme ha partecipato dopo) ma che sicuramente si allontana dai canoni a cui Van Damme ci ha abituato nel corso degli anni.

Impossibile, tra l'altro, non fare un parallelismo tra questo e un altro film uscito lo stesso anno e che ha rilanciato un'altra icona del cinema (e non solo) anni novanta, oscurata anche lei dall'oblio del tempo: se però il "The Wrestler" di Mickey Rourke si propone come metafora di una situazione più ricorrente di quanto si pensi, non solo nel mondo del cinema, "JCVD" si rivela una vera e propria confessione, un mettere sul piatto le ultime cartucce disponibile, ma anche un atto d'accusa nei confronti di un sistema che mette alla berlina la vita privata più di quella pubblica, che consuma chi ci vive per poi liberarsene senza pietà, che giudica e non accetta di essere giudicato e che tende ad identificare un attore con il genere di film a cui partecipa: "È molto difficile per me giudicare le persone. Ed è molto difficile per le persone... non giudicare me, ma accusarmi.", dice Jean Claude.

Anche la struttura dei due film è diversa: se lo stile di "The Wrestler" è lineare, quasi documentaristico, quello di "JCVD" è ad incastro e si divincola tra meta-cinema, realismo ("Non è un film, è la realtà", dice lo stesso Van Damme) e fiction in senso classico.

Mabrouk El Mechri dirige in maniera impeccabile, non spinge troppo sul pedale della retorica e si concede qualche scena da antologia, a partire del bellissimo piano sequenza iniziale, passando per il già citato monologo dell'attore a tu per tu con la macchina da presa e arrivando al bello e coraggioso finale, amaro e niente affatto scontato. Fonde perfettamente ironia e amarezza ed equilibria le diverse anime del film, dimostra la sua abilità tecnica senza per questo scadere nell'autocompiacimento o nel barocchismo.

Van Damme, d'altro canto, dimostra una sensibilità e una capacità attoriale fino a questo momento impensabili. Certo, non è un mostro di bravura ma si mette in discussione e ci concede la migliore interpretazione della sua carriera. Peccato vederlo poi recitare nuovamente in film di dubbia qualità ("Universal Soldier: Regeneration", "Weapon", "Universal Soldier: The New Dimension"").
Ma si sa: si deve pur campare.

Commenta la recensione di JCVD sul forum

Condividi su Facebook Condividi recensione su Facebook


Recensione a cura di Zero00 - aggiornata al 30/11/2010 11.34.00

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

 NEW
#unfit - la psicologia di donald trumpabout endlessnessafter 2after midnight (2019)alessandra - un grande amore e niente piu'alpsantebellumbalto e togo - la leggendabombshell - la voce dello scandaloburraco fatalecambio tutto!charlie's angels (2019)cosa resta della rivoluzione
 NEW
cosa saràcreators: the pastcrescendo - #makemusicnotwarda 5 bloods - come fratellidivorzio a las vegaseasy living - la vita facileel practicanteemaendlessenola holmesfamosafellini degli spiritigenesis 2.0ghostbusters: legacygreenlandgreyhound: il nemico invisibileguida romantica a posti perdutihoneyland
 NEW
i predatoriil caso pantani - l'omicidio di un campioneil condominio inclinatoil giorno sbagliatoil meglio deve ancora venireil primo annoil principe dimenticatoil processo ai chicago 7il re di staten islandimprevisti digitalijack in the boxla piazza della mia citta' - bologna e lo stato socialela prima donnala ruota del khadi - l'ordito e la trama dell'indiala vacanza (2020)la vita straordinaria di david copperfieldlaccil'anno che verràlasciami andarele sorelle macalusolockdown all'italianal'uomo delfinomai per sempremaledetto modiglianimi chiamo francesco tottimiss marxmister linkmolecolemorbiusmurdershownel nome della terranomad: in cammino con bruce chatwinnon conosci papichanotturnoonward - oltre la magiaoutbackpadrenostro
 NEW
palazzo di giustizia
 NEW
palm springs - vivi come se non ci fosse un domanipaolo conte, via con meparadise - una nuova vitaparadise hillsproject powerqua la zampa 2 - un amico e' per semprequattro viterosa pietra stellaroubaix, una lucerun sweetheart runsemina il ventosola al mio matrimoniostar lightstay stillsul piu' bello
 HOT
tenetthe book of visionthe gentlementhe new mutantsthe old guardthe secret - le verita' nascostetrash - la leggenda della piramide magicatutto il mondo e' paleseun divano a tunisiun lungo viaggio nella notte
 NEW
una classe per i ribelliuna intima convinzioneuna notte al louvre: leonardo da vinciundine - un amore per semprevivariumvulnerabiliwaiting for the barbarianswaves
 NEW
we are the thousand - l'incredibile storia di rockin'1000

1009678 commenti su 44248 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net