Recensione il mistero dei templari regia di Jon Turteltaub USA 2004
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Recensione il mistero dei templari (2004)

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locandina del film IL MISTERO DEI TEMPLARI

Immagine tratta dal film IL MISTERO DEI TEMPLARI

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Benjamin Franklin Gates (Nicholas Cage) Ŕ l'ultimo discendente di una famiglia che per anni Ŕ andata alla ricerca, inutilmente, dell'inestimabile Tesoro di Alessandria. Trovato ai tempi delle crociate da alcuni soldati, autonominatisi Cavalieri dei Templari, e da loro custodito per secoli, l'ubicazione del tesoro Ŕ stata tenuta nascosta per anni da una societÓ segreta denominata Massoneria, che ha disseminato il globo di criptici indizi per poterlo raggiungere.
Indizio dopo indizio, Gates trova, con un gruppo di amici, una nave tra i ghiacci dell'Antartico, che dovrebbe finalmente contenere il preziosissimo carico, ma si imbatte nell'ennesimo indizio che, una volta decifrato, rivela l'incredibile: la mappa per raggiungere il Tesoro di Alessandria Ŕ incisa sul retro del documento storico pi¨ importante d'America, la Dichiarazione di Indipendenza! Tradito dai suoi compagni, che intendono rubare il prezioso documento e poi distruggerlo, Gates, insieme all'unico dei compagni rimastogli fedele e a una bellissima esperta di documenti antichi (Diane Kruger), dovrÓ anticipare ogni mossa del suo nuovo nemico e riuscire a mettere le mani sul tesoro prima di lui.

Uscito, con un tempismo perfetto, nel periodo della mania da "Codice da Vinci", "Il mistero dei Templari" rispolvera il classico tema cinematografico e letterario della caccia al tesoro alla Indiana Jones, proponendoci un intrepido Nicholas Cage al posto dell'allora atletico Harrison Ford. Il film risulta francamente un mero prodotto concepito a tavolino per raggranellare quanti pi¨ soldi fosse possibile, e lo dimostra il fatto che sfrutta una serie di situazioni e di stereotipi talmente banali e giÓ visti, che durante la visione si Ŕ in grado di anticipare ogni mossa del nostro protagonista e, viceversa, dell'antagonista.
I deejav¨ che si hanno durante la visione sono di notevole intensitÓ: il film principale da cui trae maggiormente spunto Ŕ naturalmente il primo "Indiana Jones e il predatori dell'Arca Perduta", da cui eredita addirittura l'intera struttura e disposizione dei personaggi (avventuroso protagonista, amico sfigato dell'avventuroso protagonista, bella compagna dapprima ostile e poi innamorata dell'avventuroso protagonista, antagonista che ruba sempre gli oggetti importanti all'avventuroso protagonista che li ha faticosamente recuperati). Ma non solo: se a questo ci aggiungiamo un pizzico di "The Score" e "Mission Impossible" o, comunque, del classico tema del colpo impossibile, uno spicchio di "Allan Quatermain e le miniere di Re Salomone" e una spruzzatina di "Codice da Vinci" con annessi Templari e Massoni (a tal proposito, patetica la traduzione del titolo da parte della distribuzione italiana, che vuole far credere, dopo il successo del Codice da Vinci in Italia, che l'intero film sia incentrato sui Templari, quando non Ŕ affatto cosý), otteremo quindi il cocktail esplosivo, ma prevedibile, di cui Ŕ composta questa pellicola.

Detto questo, bisogna aggiungere che il film, nonostante tutto, non Ŕ realizzato affatto male, tutt'altro: Jon Turteltaub ("Phenomenon", "Instinct") si dimostra molto abile nello svolgere il compito assegnatogli dal produttore Bruckeimer e confeziona una pellicola che per un paio d'ore riesce a divertire e a far quasi dimenticare che si sta guardando qualcosa di giÓ visto.
Nicholas Cage, dal canto suo, si difende pi¨ che bene nel ruolo dello scaltro cercatore di tesori ed Ŕ affiancato da una Diana Kruger la cui contemplazione dello splendido viso vale da sola il prezzo del biglietto.

Scherzi a parte, "Il mistero dei Templari" Ŕ un film di cui consiglierei la visione solamente dopo la disponibilitÓ di noleggiarlo, ma che certamente potrÓ piacere a chi si accontenta di trascorrere due ore spensierate, che spenderÓ quindi volentieri il prezzo del biglietto.
Io da un film pretendo di pi¨ di un mosaico ben incastonato di idee giÓ sfruttate e quindi non mi sento di promuoverlo.

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Recensione a cura di stefano76 - aggiornata al 04/01/2005

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